In effetti in seguito ce ne saranno altri di matrimoni eclatanti, ma allora, quello che la Metro Goldwyn-Mayer trasmise in diretta il 19 aprile del 1956 sui suoi canali tv,
fu davvero un evento poiché l'attrice hollywoodiana Grace Kelly, che era stata diretta da Hitchcock in La Finestra Sul Cortile e Caccia Al Ladro, diventava moglie del Principe Ranieri III di Monaco.
La cerimonia mandata in onda era quella religiosa, mentre quella civile si era tenuta il giorno prima.
Grace, bellissima senza alcun dubbio, era già prima di diventare principessa un'icona di stile, e in tempi molto più recenti il cantante libanese Mika l'ha messa come TITOLO della sua canzone più famosa in cui ironizzava sui discografici che impongono agli artisti look e comportamenti. Cosa che era capitata personalmente a Mika ad inizio carriera e infatti nel testo della canzone si dipinge come un cantante che prova ad ispirarsi prima a Grace e poi a Freddie Mercury per cercare di compiacere quelle famose case discografiche.
Discorso che già nel 1973 era stato messo in canzone da Enzo Jannacci e Cochi & Renato in CANZONE INTELLIGENTE, che molti ora conoscono come spot dell'Eurospin, e nella quale dicevano che "la casa discografica vestiva il cantante come un deficiente per sbatterlo sul mercato", ed è da non dimenticare anche IL GATTO E LA VOLPE di Edoardo Bennato rivolta in particolar modo ai manager che spesso si rivelano avidi e si intascano più denaro dei cantanti da loro protetti.
Difatti era con questo ARGOMENTO che Freddie Mercury apriva il capolavoro dei Queen del 1975 A Night At The Opera. Insomma... Storie di tutti i giorni... che mi portano a divagazioni apparentemente senza senso, ma tutto sommato un senso lo dovrebbero avere.
Oggi, per non perdere l'abitudine, purtroppo devo segnalare che è morto pochi giorni fa John Nolan, zio di Christopher e Jonathan.
L'attore, come protagonista principale, aveva recitato in Terror, film horror/slasher (ma non ancora nel trend teen) del 1978 e che in Italia era stato distribuito con il titolo Delirium House-La Casa Del Delirio, pellicola che sembrava prendere ispirazione dal SUSPIRIA di Dario Argento, ma forse anche perché la sceneggiatura originale era stata rimaneggiata più volte da persone diverse.
Curiosamente sarà in seguito Dario a rifare in Inferno una scena di morte molto simile ad una contenuta nel film Terror.
John attualmente aveva 87 anni e in tempi più recenti era noto per aver interpretato uno dei personaggi della serie tv Person Of Interest del nipote Jonathan.
Ha fatto poi anche un'apparizione in Batman Begins di Christopher.
Si continua con i cognomi famosi come quello di Angela Pleasence,
figlia di Donald (insieme in una foto di molto tempo fa), anche lei attrice passata come moltissimi per la soap-opera CORONATION STREET, e che se n'è andata ad 84 anni con una carriera, nonostante il cognome, meno di spicco rispetto a quella del padre che invece ricordiamo in moltissime pellicole come anche ...Altrimenti Ci Arrabbiamo, naturalmente l'originale con Spencer & Hill.
È morto a 95 anni invece Mario Adorf,
attore svizzero che ha recitato in decine di film polizieschi/gialli italiani tra gli anni 60 e 70, come Milano Calibro 9 di Fernando Di Leo e L’Uccello Dalle Piume Di Cristallo di Dario Argento (rieccolo) nel periodo precedente agli horror veri e propri che renderanno il regista romano maestro e mito in quel genere.
Su queste pagine web Adorf l'avevo già citato fotograficamente tempo fa per un ruolo quasi da cameo in un film commedia italiano piuttosto leggero di Luigi Zampa che era LE DOLCI SIGNORE
(distribuito anche all'estero con il titolo Anyone Can Play), ma lavorò anche seriamente con Luigi Comencini, Antonio Pietrangeli, Dino Risi, Valerio Zurlini, Franco Rossi e Renato Castellani, interpretando sempre personaggi comprimari.
Da protagonista invece ha recitato in La Mala Ordina, di Fernando Di Leo.
Parallelamente alle produzioni Marvel dedicate ai grossi nomi, ogni tanto arriva qualche serie tv che fa conoscere anche i personaggi meno famosi.
Wonder Man è una di queste serie in cui un attore, per poter interpretare un supereroe storico della sua infanzia, deve nascondere il fatto che lui abbia davvero dei superpoteri. Scoprire questo segreto fa gola a certe persone che mettono al suo fianco un altro attore, Trevor Slattery, interpretato da Ben Kingsley in versione capellone (nella locandina è quello giù in basso) con lo scopo di avere delle prove concrete ed è con questa coppia che la serie prende l'aspetto di un buddy movie sostanzialmente dallo spirito drammatico, ma con Ben, che aveva interpretato il Mandarino nel terzo Iron Man e in Shang-Chi, ci sono dei continui incontri con gente che lo riconosce per quel ruolo e sarà lui a fare spesso la spalla comica della situazione ottimamente doppiato da Stefano De Sando, cioè la voce attuale italiana di De Niro e naturalmente Walter White di Breaking Bad.
Ci sono anche attori veri che interpretano loro stessi come Joe Pantoliano e Josh Gad e l'unico problema potrebbe essere un finale che non finisce, come succede ormai quasi regolarmente per lasciare aperta la possibilità di una seconda stagione che secondo alcuni haters o leoni da tastiera non dovrà esserci perché è una serie brutta.
E invece io dico che non è vero che è brutta e anzi la consiglio a tutti.
Titolo del post che cita una famosa SIGLA di Canzonissima, ma quella vera di tanto tempo fa e che (in questo caso nel 1970) era cantata da Raffaella Carrà.
Ora non dico che un programma tv, se ne viene fatta una nuova edizione, deve per forza essere l'esatta fotocopia della versione precedente, ma guardando la rinnovata Canzonissima che va in onda il sabato su Rai 1, dell'originale non rimane nemmeno l'ombra perché di base questa è un'operazione di recupero di un passato, sia ruffianamente quello remoto del programma che teneva il posto d'onore dello show del sabato sera (e che quando venne spostato alla domenica pomeriggio andò a perdere un pò della sua ragione di essere) sia il passato più recente di Milly Carlucci
che conduce esattamente come ha portato avanti Ballando Con Le Stelle (che qualche ragione di esistere ce la può anche avere) e anche quel paio di altri show tremendi imbevuti di trash che è meglio dimenticare.
Ora, per chi non lo ricordasse, la Canzonissima che andò in onda dal ‘56 al ‘75 aveva di che fregiarsi, a seconda delle edizioni, con appunto Raffaella Carrà che ballava il “Tuca tuca” con Alberto Sordi, con gli autori che erano stati anche Garinei e Giovaninni, con Antonello Falqui oppure Eros Macchi alla regia, con Mina che cantava “Brava”, e c'erano i volti di Delia Scala, Paolo Panelli, Nino Manfredi, Dario Fo e Franca Rame che però venivano censurati, Walter Chiari e il suo Sarchiapone, Loretta Goggi e Pippo Baudo e perfino Topo Gigio, tutti nomi che se ne sono ormai andati eccetto un paio.
Oggi invece ci sono solo i cantanti, una giuria che spara giudizi, e i retroscena dei partecipanti come sempre nel programma di ballo di Milly, e la comicità invece si riduce a qualche moscia battuta dei presenti qua è là.
Ma la musica?
Quella va a pescare fra cover di canzoni d'epoca remota e recente, e qualche cavallo di battaglia dei partecipanti, mentre l'originale Canzonissima portava sempre canzoni nuove che scalavano ogni volta le classifiche.
Posso capire che manchino le idee, ma a sto punto non è il caso di spacciare per un ritorno in tv di un titolo glorioso, questo programma che invece è come un film di Tarantino, cioè senza gloria e pure un pò bastardo.
In coda, non c'entra nulla, ma aggiungo un simpatico omaggio con una foto rielaborata per la mia cara amica BLOGGER FINLANDESE RITA con la quale di recente abbiamo amabilmente chiacchierato e scherzato su varie cose, tra cui anche Star Trek
(l'ho fatta diventare una splendida vulcaniana), e questo spiega anche la mia nuova scherzosa foto del profilo.
Tempo fa ero rimasto "agganciato" alla tv che in seconda serata mandava in onda il SECONDO BEVERLY HILLS COP, come rapito da quelle immagini e musiche di film fine anni 80.
La stessa cosa mi è capitata di recente con Rai 1 che ha rispolverato Pretty Woman e mi ha confermato quanto fosse forte la Touchstone in quel periodo che, in questo caso, era esattamente il 1990.
Potrei elencare una marea di titoli Touchstone che hanno fatto il pieno ai botteghini, ma non lo farò, pensando invece a come venivano pensati i film allora, senza tante menate di urtare la sensibilità di qualcuno (il mestiere della Vivian di Julia Roberts è arcinoto e Edward/Richard Gere sarebbe passibile di favoreggiamento alla prostituzione).
Fatto sta che me lo sono riguardato per intero anche se sapevo ogni battuta a memoria
(giuro, le ho recitate a tratti in sincrono come al ROCKY HORROR PICTURE SHOW e in particolare questa qui sopra della Roberts l'ho anche già usata in un VECCHIO POST) e ammetto che, tra tante risate come per la scena delle lumache o quella con l'esultanza di Vivian alla partita di Polo,
alla fine mi son trovato con gli occhi umidi.
Perché son canaglia, è vero, ma un film fatto così bene non mi lascia indifferente neanche dopo l'ennesima visione.
Piccola curiosità sulla famosa locandina lassù in alto dove il volto è di Julia, ma il corpo è di Shelley Michelle, cioè colei che l'ha sostituita anche in alcune scene, non pericolose come quelle di Tom Cruise, ma solo un pochino più piccanti.
Ma solo pochino poiché il film rimane tutt'altro rispetto alle commedie sexy all'italiana di cui parlavo proprio la SCORSA SETTIMANA.
Non sono impazzito, no, e vi spiego subito il perché di questo titolo tutto matto.
Oggi per la musica del sabato diamo l'ultimo saluto a Walt Maddox, 88 anni, che ha fatto parte del gruppo doo-wap The Marcels la cui canzone più famosa è BLUE MOON del 1961 già interpretata in precedenza in versione ballad da nomi come Frank Sinatra e Elvis Presley, ma la versione dei Marcels con quell'intro pazzesco di Fred Johnson che fa "bomp-baba-bomp-ba-bomp-ba-bomp-bomp... vedanga-dang-dang-vadinga-dong-ding..." rimane la più famosa, riportata in auge anche da Meco negli anni 80 per la colonna sonora di Un Lupo Mannaro Americano A Londra. La canzone è anche nel film Grease nella SCENA delle "chiappe di luna" cantata dagli Sha-Na-Na nella versione ballad di cui sopra.
Tornando invece a Walt, in effetti bisogna precisare che entrò nella formazione l'anno successivo all'uscita di Blue Moon in sostituzione di uno degli elementi originali del quintetto che in origine era nato multirazziale, ma qualche volta l'ha comunque cantata live e ne ho la prova video in questo MEDLEY, seppure di qualità pessima preso da qualche VHS.
Dal pop con tendenze prog invece arrivava Christopher North, tastierista
che con i suoi Ambrosia al completo aveva suonato anche nell'album di debutto dell' Alan Parsons Project dal titolo TALES OF MYSTERY AND IMAGINATION, tutto ispirato ai racconti di Edgar Allan Poe.
Come Ambrosia invece probabilmente il loro brano più famoso è questa BIGGER PART OF ME dallo stile raffinato tipico da locali notturni in cui in quel finire degli anni 70 si sono trovate a suonare in precedenza anche altre band come, per fare un esempio molto molto simile, i Player di BABY COME BACK, quel gruppo dove c'era al basso un certo Ron Moss (lo vedete nel video qui sotto) che poi farà sfracelli in Beautiful. Ma smettiamola di divagare e torniamo a Christopher che aveva 75 anni, per concludere con ancora un addio nella musica per Greg Elmore, 79 anni e membro fondatore dei Quicksilver Messenger Service, band che con i Jefferson Airplane e i GRATEFUL DEAD erano in rappresentanza del rock psichedelico di San Francisco.
Piccola curiosità sui Quicksilver è che per un periodo vi ha fatto parte come tastierista anche NICKY HOPKINS che troveremo negli anni 70 come session man in molti dischi italiani.
La nuova serie spin-off di Star Trek, quella che si chiama tutta intera Star Trek - Starfleet Academy (se riuscite a pronunciarla tutta d'un fiato),
è stata il bersaglio di critiche negative che l'hanno bollata come troppo woke. A guidare queste critiche è stato nientemeno che Stephen Miller, ovvero il vice-capo dello staff della Casa Bianca, una delle personalità più vicine a Trump (scrive lui i discorsi del Presidente) e più radicalmente conservatrici (lui e la moglie Katie Miller sono quelli che avevano più volte ribadito la necessità per gli Usa di ottenere la Groenlandia, per fare un esempio chiaro).
Stephen, che qui sopra sembra una delle caratterizzazioni di Antonio Albanese, e non ho scelto la foto a caso, è un fervente sostenitore del Make America Great Again, per cui quello che non gli è andato a genio è stato vedere personaggi femminili sovrappeso e il primo Klingon gay mettendo in discussione quella che sarebbe la razza guerriera per eccellenza.
E poi, essendo lui assolutamente contro l'immigrazione, ci ha visto dentro anche trooooppi neri come se fosse una propaganda per il Black Lives Matter.
Anzi, per ristabilire l'ordine Miller metterebbe tutto in mano a William Shatner, l'ex Capitano Kirk, che adesso ha 94 anni e ha ben altro a cui pensare tipo far dimenticare che ha recitato in un film come CREATORS - THE PAST.
Probabilmente il signor Miller non ama i teen drama perché è questo che in fin dei conti è Starfleet Academy dove i giovani cadetti (come fosse la scuola di Hogwarts) vengono formati per entrare nella Flotta Stellare, e forse l'America in cui vive adesso è molto più simile a quella mostrata nella serie piuttosto che quella che immagina lui composta da una sola razza perfetta superiore...(dove l'ho già sentita sta cosa?).
Insomma una serie che ha diviso il pubblico e, non essendo io un fan sfegatato di Star Trek, la notizia della sua prossima cancellazione già dopo la seconda stagione ormai in fase di post produzione mi ha lasciato abbastanza indifferente, anche perché ora con le piattaforme decido io cosa voglio guardare e se qualcosa non mi prende bene, come l'orrenda Canzonissima della Carlucci, non lo guardo e stop.
Si apre la settimana con l'addio a David Riondino, cantante, autore di canzoni, attore e scrittore, diventato famoso per le sue partecipazioni satiriche in molte trasmissioni televisive tra gli anni Ottanta e Novanta, specialmente il Maurizio Costanzo Show. Aveva 73 anni David e all’inizio degli anni Ottanta era diventata molto popolare la sua canzone MARACAIBO,
(attenzione al testo di questa scarna versione originale che cita un certo Fidel che poi sarà modificato in Miguel nella versione ufficiale prodotta da Tony Carrasco e guarnita di fiati e percussioni) scritta e cantata qui insieme a Maria Luisa "Lu" Colombo, diventata anche un cavallo di battaglia degli spettacoli di Gerry Calà grazie al film Vacanze Di Natale.
Altra musica quella di Chip Taylor
che ci ricollega al film UNA DONNA PROMETTENTE, pellicola da vedere assolutamente il cui finale devastante fa suonare Angel Of The Morning nella cover di Juice Newton datata 1981.
Si perché quella canzone era stata scritta da Chip, il cui vero nome era James Wesley Voight ed era, come si può notarne la somiglianza dalla foto, il fratello dell'attore John, quindi anche zio di Angelina Jolie. Canzone incisa anche dallo stesso Chip nel 1971, ma prima di lui negli anni 60 era già stata resa famosa da almeno tre versioni precedenti di cui una anche italiana da parte di RENATO DEI PROFETI con un videoclip tratto da uno dei tanti film definiti "musicarelli" che venivano prodotti in quegli anni legati alle canzoni di successo.
Chip se n'è andato anche lui e aveva 86 anni.
Ancora più differente la musica heavy metal di Ross "The Boss" Friedman,
chitarrista fondatore dei Manowar e ancora prima dei punk The Dictators.
È deceduto a 74 anni affetto da sclerosi laterale amiotrofica.
Ci lascia a 67 anni anche Jon Dee Graham, texano ed ex membro di Skunk e True Believers, band che hanno fuso il punk con il classico country.
Il giappone nutre un vero culto per gli anime e infatti ovunque trovi souvenir a forma di Dragonball o Pikachu, con un posto d'onore per i robottoni come Mazinga o quel Gundam la cui enorme replica troneggia davanti ad un edificio e ad orari prestabiliti si produce in movimenti e suoni, ma solo se siete fortunati che non ci sia qualche inconveniente tecnico come è capitato invece al sottoscritto, e inconveniente per colpa del quale lo spettacolo fu molto limitato.
Per una fetta di otaku molto minore rispetto a quelli che osannano i succitati personaggi, ma per i quali l'amore per la serie non cala ormai da trent'anni, il 27 marzo del 1996 è diventato un giorno storico poiché su Tv Tokyo venne trasmesso l'ultimo episodio di Neon Genesis Evangelion, serie di Hideaki Anno della quale ho parlato più volte e di recente in occasione dell'ANNIVERSARIO di quei trent'anni appena compiuti.
Se avete letto, come dovreste aver fatto, quel post precedente saprete già che l'ultimo episodio, in coppia con il penultimo, venne prodotto in un regime di crisi finanziaria per la Gainax, quindi con animazioni ridotte al minimo e con perlopiù pensieri recitati spesso su immagini fisse in un clima introspettivo che scavava dentro al subconscio del giovane Shinji.
Hideaki Anno in seguito realizzò una nuova versione più curata dei due episodi (nel cofanetto che raccoglie gli episodi ci sono entrambe), ma, sotto pressione dei fans, anche un nuovo film per le sale che mostrava un finale diverso e senza risparmiarsi sulle scene violente e disturbanti.
In seguito arriverà sempre per il cinema anche una nuova TETRALOGIA tuttora su Prime Video che parte dallo stesso soggetto per poi seguire strade molto diverse, con nuovi personaggi introdotti nella storia ed eventi eclatanti come l'incidente di Asuka che le costerà la perdita di un occhio.
Insomma mi ci metto anch'io in quel gruppo di otaku appassionati di Evangelion, e la ragione sono i motivi che ho già elencato nei post precedenti e che non ho mai trovato sviluppati in altri anime, magari anche più spettacolari, ma senza quel sottotesto che rende speciale un'opera audiovisiva come questa.
Come il titolo di quella sua meravigliosa canzone (cantata anche da Mina e da Ornella Vanoni, sua amica e anche compagna per un periodo) è finita a 91 anni la storia di Gino Paoli, cantautore della vecchia scuola genovese che adesso si ritrova tutta riunita nell'aldilà con, partendo da sinistra in senso orario, Umberto Bindi, Paoli, Fabrizio De André,Luigi Tenco,Bruno Lauzi e Vittorio DeScalzi dei New Trolls.
Uomo magari un pò burbero il Gino, ma che ci lascia un bagaglio musicale mai passato di moda con pezzi che tuttora fanno parte della nostra storia.
SAPORE DI SALE, Il Cielo In Una Stanza, di cui è grandiosa la versione cantata da Mina, Senza Fine che, oltre ad essere anche questa una canzone che Ornella cantava, è il brano che apre NAVE FANTASMA, quel film che parte benissimo, ma che poi si perde per strada, e poi La Gatta, fino ad arrivare al suo ritorno alla vetta delle classifiche nel 1991 con QUATTRO AMICI che ospita anche Vasco Rossi sul finale. Gino Paoli aveva sfidato la morte nel 1963 quando il cantante si sparò al petto in un momento di depressione, ma la pallottola non colpì organi vitali.
I medici decisero di non rimuovere il proiettile perché ritenuto troppo rischioso, lasciandola incapsulata nel corpo, precisamente vicino al pericardio, ma contemporaneamente Paoli venne denunciato per possesso illegale di arma da fuoco.
Gino ha avuto anche un periodo in politica ed era il padre dell'attrice Amanda Sandrelli.
Prima di Paoli se n'è andato anche Louie Louie Cordero, 64 anni, attore e cantante portoricano che potete vedere nel ruolo del fidanzato di Madonna nel videoclip di BORDERLINE qui sotto.
Infine, dalla musica al cinema, è morto nel sonno per cause naturali l’attore statunitense Nicholas Brendon, noto soprattutto per il ruolo di Xander Harris, uno degli amici della protagonista che ha il volto di Sarah Michelle Gellar in Buffy L’Ammazzavampiri,
una delle serie tv più famose di fine anni 90 e primi anni 2000 tratta da un omonimo film del 1992 con tutt'altro cast che però fu un fiasco colossale.
Anche oggi un pò di musica qui dalle mie parti poiché ha appena compiuto trent'anni BREATHE di Midge Ure, ex Ultravox,
e quando capita di ascoltare la canzone ogni tanto alla radio, nel ritornello succede di andare dietro al cantato in falsetto perché quel pezzo adesso ce l'abbiamo dentro un pò tutti.
Eppure alla sua uscita il 22 marzo del 1996, il brano con il videoclip qui sopra, scritto dallo stesso Midge Ure e prodotto da Richard Feldman, è stato un clamoroso flop, forse anche perché dall'ex Ultravox (e anche Visage quindi due mondi pieni di new wave elettronica) il pubblico non si aspettava una cosa così, quasi folk scozzese.
Destino vuole che, senza il bisogno di remix o nuove versioni, una campagna pubblicitaria della Swatch abbia scelto quel brano due anni dopo la sua pubblicazione come colonna sonora del suo SPOT (tra l'altro bellissimo, ma la qualità del video purtroppo non è granché) mandandolo in breve tempo alla numero 1 della classifica italiana e austriaca, compreso l'album in cui era contenuto.
L'unica modifica è stata la realizzazione di un NUOVO VIDEO MUSICALE rifatto nello stile dello spot Swatch con anche qualche product placement abilmente inserito.
È proprio il caso di dire che era solo "questione di tempo"...
Se c'era una sola minima possibilità di risolvere i conflitti in corso, questa è ormai svanita poiché Chuck Norris ci ha lasciato ad 86 anni e quindi non potrà intervenire con la Delta Force.
Si scherza su quel film che ha appena compiuto 40 anni, distribuito dalla Cannon, percio già di suo di serie B, ma diventato lo stesso un cult anche perché i nomi coinvolti erano piuttosto importanti, compreso Alan Silvestri per la colonna sonora, però purtroppo l'ex Walker Texas Ranger se n'è andato lasciando anche il ricordo di quando per un pochino le ha suonate a Bruce Lee
nel Colosseo (finto, ricreato in studio) per poi comunque perdere quel duello rimasto nella storia del cinema.
Comunque si è sempre scherzato anche con i tantissimi meme su Chuck e, anzi, qualcuno sui social ha continuato a scherzarci su scrivendo che dopo tre giorni tornerà.
Purtroppo stavolta non è un meme.
Ancora cinema in lutto per Tom Georgeson, il capobanda di UN PESCE DI NOME WANDA dove oltre a Jamie Lee Curtis, John Cleese e Michael Palin (questi ultimi due ne arrivavano dai Monty Python) c'era un pazzesco Kevin Kline.
Piccola curiosità sul personaggio che Tom interpretava nel film e che aveva il suo nome praticamente invertito diventando George Thomason.
Tom aveva 88 anni.
Lasciando da parte il cinema è mancato anche Umberto Bossi il Senatur della Lega Nord da tempo affetto da gravi problematiche fisico-motorie indotte da ictus.
Come la storia di Cenerentola, a cui questa stagione di Bridgerton SI ISPIRA,
alla fine, con gli ultimi quattro episodi arrivati su Netflix durante il Festival di Sanremo, possiamo vedere che vivranno quasi tutti (perché un decesso improvviso ci sarà) felici e contenti, alcuni magari meno soddisfatti di altri proprio come succede durante la kermesse musicale che quest'anno si è tirata addosso un mare di critiche, forse ancora più del solito specialmente per la "toccata e fuga" dei Pooh mandati in onda durante la finale con una sola canzone, Uomini Soli,
e la consegna sbrigativa del premio alla carriera che Conti non poteva mica perdere tempo, mentre in Piazza Colombo hanno tenuto un vero e proprio mini-concerto con orchestrali al seguito.
Ma torniamo alla nostra serie tv dove, oltre alla vicenda principale, ricordiamo che Penelope,
la novella moglie di Colin Bridgerton, alla fine della STAGIONE PRECEDENTE aveva promesso di smettere con le pubblicazioni gossipare di Lady Whistledown, ma qualcuno non ben identificato ne raccoglie l'eredità e la Lady misteriosa riappare a condire e pepare le giornate di quella Londra ucronica che vediamo sullo schermo, oppure leggiamo nei libri dai quali sono tratte le sceneggiature seppure con alcune libertà.
Stagione poi particolarmente interessante perché questi ultimi episodi mi hanno fatto fare tardi con il binge-watching per la curiosità che ad ogni chiusura mi rimaneva, e nemmeno mi calava la palpebra,pensa te.
Quindi, miei cari lettori e gentili lettrici (per dirla in tono), potete stare tranquilli che Bridgerton tornerà ancora a deliziarci con la giusta ricetta di ironia, erotismo e anche molta fantasia che non ci sta mai male.
Come era accaduto per TRON: ARES, sul web si è scatenata una marea di critiche anche per Il Lungo Viaggio,
il film per breve tempo al cinema e poi trasmesso di recente da Rai1, che racconta la vita di Franco Battiato dall'infanzia in Sicilia (quando si rompe quel naso che sarà il suo tratto distintivo) fino a La Cura.
Brano che torna più volte durante la visione a sottolineare momenti particolarmente intensi e anzi i suoi suoni si sentono già in apertura nella sequenza onirica sull'Etna innevato
e che torna anch'essa più volte.
A parte la bravura di Dario Aita che interpreta Franco in maniera impeccabile nei movimenti e nella parlata identica, cantando anche tutte le canzoni contenute nel film che sono state risuonate ex-novo, compresi i videoclip rifatti identici, nella storia raccontata e che rimane dentro alle due ore, io ci ho trovato tutto quello che di fondamentale doveva esserci,
cioè il periodo milanese della musica d'avanguardia sperimentale dopo un precedente passaggio nella musica leggera che però viene saltato e solo citato (in effetti non era così necessario per la narrazione).
Periodo però che non portava nessun guadagno, anzi sui giornali dell'epoca fioccavano le recensioni negative sulle performances live elettroniche di Franco e i musicisti che lo accompagnavano.
Particolare questo che non viene citato, ma era successo davvero di essere definito buffone.
Per certi versi parevano le sperimentazioni sonore di Albanese nel suo ULTIMO FILM.
Tuttavia uno di quei brani cervellotici dal mood particolarmente inquietante diventerà la sigla di TG2 DOSSIER, ma anche questo nel film non viene detto.
Ma siccome Battiato deve anche mangiare almeno ogni tanto, ad un certo punto decide di trarre profitto dalla musica e riesce a strappare un contratto con la EMI.
Nasce così, incontrando Giusto Pio, L'ERA DEL CINGHIALE BIANCO con quel velocissimo solo di violino che nel 1979 farà alzare il sopracciglio agli ascoltatori delle radio, grazie anche al testo che non parla di sole, cuore e amore, ma di alberghi a Tunisi, studenti di Damasco e sigarette turche.
Il successivo Patriots però, specialmente per le vendite, non convince la casa discografica che invece preme per avere un disco da piazzare in classifica (d'altronde è quello il lavoro delle majors).
Ed è a questo punto che Battiato lancia una nuova sfida, cioè va bene fare un disco da classifica, ma sarà senza filler inutili, cioè senza brani messi lì solo per allungare il minutaggio.
Quando la EMI si vede proporre un disco contenente solo sette canzoni per un totale di 31 minuti scarsi, non esita ad esprimere i suoi dubbi su chi comprerà un album così breve, ma a pensarci bene è meglio un prodotto perfetto, ma essenziale oppure un'ora riempita con cose inutili?
Le vendite diedero ragione a Franco e LA VOCE DEL PADRONE rimane il suo capolavoro con tutte, ma proprio tutte e sette le canzoni passatissime in tutte le radio.
Da lì a scrivere canzoni anche per altri cantanti il passo sarà breve e infatti Alice vincerà il Festival di Sanremo con PER ELISA scritta da lei con Battiato e Pio e che porterà entrambi (Franco e Alice) all'Eurofestival, quello che poi diventerà l'Eurovision Song Contest (altro episodio che non si vede).
Cosa che farà leggermente irritare la conterranea Giuni Russo che stava aspettando da un pò una canzone da Franco, e scena che qualcuno ha erroneamente creduto mostrasse una rivalità tra le due cantanti.
In realtà non era mai stato così e per lei da Franco arriverà UN'ESTATE AL MARE che sarà un grande successo anche in discoteca. Ma Giuni allora si trovava sotto l'ala protettiva di Caterina Caselli con la quale (apro un'altra parentesi che non c'è nel film) invece nacquero presto i veri dissapori poiché Caterina insisteva per tenere Giuni su un registro leggero, canzonettaro, mentre lei, che aveva doti vocali pazzesche, avrebbe preferito poter mostrare di più le sue capacità.
Nel film si salta anche il periodo successivo de L'Arca Di Noè, disco in effetti meno di successo rispetto all'imbattibile precedente per cui comprendo la scelta di passare oltre, ma nel mio caso personale quel tour (altra ulteriore parentesi) fu anche il mio primo incontro live con Battiato che si portava dietro anche Alberto Radius alla chitarra e tutto il Coro dei Madrigalisti.
Quindi per me non c'è nessuna critica negativa sul film se non una nota tecnica per l'effetto speciale leggermente scrauso che lo mostra sul palco dell'Arena di Verona dove si nota benissimo che il pubblico, anche se opportunamente sfocato, è posticcio e, specialmente in un'inquadratura, guarda da tutt'altra parte e applaude così a caso.
Ma è una piccolezza rispetto alle due ore che questo film mi ha fatto passare tra i ricordi. Ma ai soliti mai contenti tutto questo non è bastato e allora giù critiche sui social e sul web.
Che poi, se diventava un film di tre ore, magari gli stessi sarebbero stati lì a dire che era un mattone troppo lungo e che noia, che barba...
De gustibus...
E se non l'avete visto consiglio ancheIL CORAGGIO DI ESSERE FRANCO, un bel documentario sempre su di lui che, come scrissi in quel post, per me è stato "un amico con cui ho passato durante gli anni 80 una Summer On A Solitary Beach, cercando quel Centro Di Gravità Permanente, e volando via, grazie ad un Sentimiento Nuevo, come Gli Uccelli, per infine alzare Bandiera Bianca avendo trovato finalmente Segnali Di Vita al carnevale estivo sopra i carri in maschera dove stanno suonando Cuccurruccuccù" (la sintesi del suo disco di maggior successo).
Le 12 Fatiche Di Asterix usciva il 12 marzo (sarà un caso?), ma secondo alcune fonti sarebbe stato distribuito invece il 20 ottobre del 1976.
Giorno più giorno meno, mese più mese meno, poco importa.
Anzi nello stesso giorno usciva in Italia non questo, ma Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo di cui ho parlato DI RECENTE, quindi per noi anche il film con Jack Nicholson compie mezzo secolo, ma in realtà era uscito negli States già a novembre del 1975.
Direi che anche qui vale il discorso del "mese più mese meno".
Fatto sta che anche il film animato con Asterix & Obelix compie 50 anni ed è uno dei migliori della saga tratta dai fumetti di Goscinny & Uderzo, forse perché sembra per bambini ma sotto sotto non lo è.
Farsi prendere per i fondelli dai Galli era una prerogativa dei Romani, ma quella volta Cesare vuole alzare l'asticella e decide di mettere alla prova questi "campioni" con 12 prove da superare come fossero le mitiche fatiche di Ercole.
Prove una più esilarante dell'altra con un'animazione del 1976 che non è certo quella della Pixar, ma sa fare il suo lavoro perfettamente al servizio della comicità. Film questo che da noi è arrivato direttamente in tv la vigilia di Natale del 1982 su Canale 5 e non al cinema, mentre l'edizione dvd (vedi in alto) presenta il titolo leggermente modificato solo perché, per una questione di marketing, si preferiva mettere Asterix in grande prima di tutto il resto.
In effetti sei anni sono tanti, ma tranquilli che nessuno quella sera davanti alla tv se ne era accorto.
E nemmeno una recente visione farebbe pesare la sua età.
La seconda stagione di Fallout viene concentrata soprattutto sul Ghoul/Cooper Howard
e i moltissimi flashback che ci rivelano molto del suo passato prima di quell'evento che ha costretto la popolazione nei Vault, cioè dei rifugi antiatomici mentre all'esterno i sopravvissuti o mutati hanno continuato una vita tornata alle regole della legge del più forte, dove se un uomo con la pistola incontra un uomo (o una donna) col fucile...
Si, non è un Western però l'atmosfera è quella con l'aggiunta di creature mostruose a complicare ulteriormente la faccenda.
Ci sono anche due camei: uno di McCauley Culkin ormai cresciuto ben bene (pare Taika Waititi biondo) e un altro fulmineo di Clancy Brown, l'ex Kurgan di HIGHLANDER (vedi che quando si parlava ieri del diavolo...).
Tuttavia c'è meno mistero ed effetto sorpresa che nella STAGIONE PRECEDENTE che a me aveva gasato tantissimo e penso che, da quello che avevo scritto, si capisse chiaramente.
Qui (a parte un paio di colpi ben assestati) sembra quasi come se le cose andassero avanti senza una sceneggiatura ben precisa.
Jonathan Nolan e Lisa Joy stanno nuovamente passando la crisi che ha avuto in pochi episodi INVERSO - THE PERIPHERAL tanto da essere cancellata da Prime Video una seconda stagione? Vedremo...
Anche oggi un film fantascientifico o forse decisamente più fantasy che compie gli anni.
Non sono 70 come IERI, ma solo 40 anni per Highlander che continua comunque ad essere un oggetto cinematografico unico.
Si, unico come dice la sua frase ricorrente "ne resterà soltanto uno" perché del seguito è meglio non parlarne, anche se io l'ho fatto QUI TEMPO FA perché delle cose trash ne ho fatto una ragione di vita, basta prenderle nel verso giusto, cioè il perculamento.
Il primo Highlander era uscito in sala per la prima volta il 7 marzo del 1986 (il 30 ottobre invece per l'Italia), ma l'accoglienza al botteghino fu deludente.
Tuttavia quest’avventura fatta di spadoni nascosti chissà come sotto l'impermeabile e decapitazioni diventerà ugualmente un cult, tanto che ne è stato minacciato annunciato un nuovo remake (necessario?) con Henry Cavill, Russell Crowe e Dave Bautista.
Ne è stata tratta anche una serie tv con Adrian Paul negli anni 90, carina, ma non l'avevo seguita tutta.
La storia di Highlander nasce per certi versi anche grazie all'idea di Ridley Scott che nel 1977 con I Duellanti
aveva debuttato portando in scena una vicenda che aveva qualche analogia, quella di due uomini (Keith Carradine e Harvey Keitel) impegnati in un duello infinito aggiungendo qui, nel film di oggi, che tale duello si protrae attraverso i secoli.
Il film usciva in pieni anni 80 dominati da Sylvester Stallone, Arnold Schwarzenegger o Bruce Willis che portavano in scena personaggi molto diversi da Connor MacLeod, montanaro della Highlands scozzesi del XVI secolo, finito nella New York del 1985 a decapitare a colpi di spada un misterioso nemico.
La prima scelta per Connor cadde su Kurt Russell che pareva perfetto essendo stato Jena (Snake) Plissken, poi si pensò a Mickey Rourke, Micheal Douglas, Kevin Costner…
Russell Mulcahy, regista di videoclip musicali, però vide Lambert in Greystoke - La leggenda di Tarzan, e capì di aver trovato il suo uomo in Christopher anche se costui non parlava una parola di inglese e lo imparò appositamente per il film.
Con l'entrata nel cast di Sean Connery il duo era bello che formato anche se non si tratta di una coppia come Spencer & Hill, anzi era pronto a creare invece un classico rapporto maestro-allievo per contrastare Kurgan, l'avversario interpretato da un cattivissimo (e grosso) Clancy Brown, e quando azzecchi il cattivo in un film, il più dovrebbe essere già fatto.
Non per me che lo vedrò per la prima volta in home video perché in quel 1986 stavo vivendo un periodo particolarmente intenso tra radio, discoteche e pure qualche immancabile flirt, e quindi portare una ragazza a vedere un film così non pareva carino.
Da Conan Il Barbaro di John Milius, che ha dato il via, poi ecco che è stato tutto un fiorire di spade, creature fantastiche, guerrieri mitici.
Ladyhawke, LEGEND, EXCALIBUR, LA STORIA INFINITA, Scontro Di Titani e tanti altri ne seguiranno, arrivando anche poi alla saga del Signore Degli Anelli.
Quello è anche il decennio di He-Man
(si, c'era anche il tremendo film live action, vabbè, di cui è in arrivo il remake), di Kenshiro, de I Cavalieri Dello Zodiaco.
Qui però il tono è leggermente diverso perché si racconta una storia tormentata di sopravvivenza che fa perdonare anche certi effetti speciali non eccelsi (ma quarant'anni fa andavano bene).
Un aiuto non da poco lo avrà dalla COLONNA SONORA firmata dai Queen, forse a conti fatti meglio recepita del film stesso alla sua uscita.
Comunque, come spesso ho scritto qui nel blog, questo non è l'unico caso di pellicole che poi vengono giustamente rivalutate nel tempo.