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giovedì 2 aprile 2026

STAR TREK - STARFLEET ACADEMY: NO... NON È UNO SCIOGLILINGUA

  La nuova serie spin-off di Star Trek, quella che si chiama tutta intera Star Trek - Starfleet Academy (se riuscite a pronunciarla tutta d'un fiato),


è stata il bersaglio di critiche negative che l'hanno bollata come troppo woke. A guidare queste critiche è stato nientemeno che Stephen Miller, ovvero il vice-capo dello staff della Casa Bianca, una delle personalità più vicine a Trump (scrive lui i discorsi del Presidente) e più radicalmente conservatrici (lui e la moglie Katie Miller sono quelli che avevano più volte ribadito la necessità per gli Usa di ottenere la Groenlandia, per fare un esempio chiaro).

Stephen, che qui sopra sembra una delle caratterizzazioni di Antonio Albanese, e non ho scelto la foto a caso, è un fervente sostenitore del Make America Great Again, per cui quello che non gli è andato a genio è stato vedere personaggi femminili sovrappeso e il primo Klingon gay mettendo in discussione quella che sarebbe la razza guerriera per eccellenza.


E poi, essendo lui assolutamente contro l'immigrazione, ci ha visto dentro anche trooooppi neri come se fosse una propaganda per il Black Lives Matter. 
Anzi, per ristabilire l'ordine Miller metterebbe tutto in mano a William Shatner, l'ex Capitano Kirk, che adesso ha 94 anni e ha ben altro a cui pensare tipo far dimenticare che ha recitato in un film come CREATORS - THE PAST
Probabilmente il signor Miller non ama i teen drama perché è questo che in fin dei conti è Starfleet Academy dove i giovani cadetti (come fosse la scuola di Hogwarts) vengono formati per entrare nella Flotta Stellare, e forse l'America in cui vive adesso è molto più simile a quella mostrata nella serie piuttosto che quella che immagina lui composta da una sola razza perfetta superiore...(dove l'ho già sentita sta cosa?). 
Insomma una serie che ha diviso il pubblico e, non essendo io un fan sfegatato di Star Trek, la notizia della sua prossima cancellazione già dopo la seconda stagione ormai in fase di post produzione mi ha lasciato abbastanza indifferente, anche perché ora con le piattaforme decido io cosa voglio guardare e se qualcosa non mi prende bene, come l'orrenda Canzonissima della Carlucci, non lo guardo e stop. 
Dovrebbe fare così anche il signor Miller... 

sabato 7 febbraio 2026

LUCIO BATTISTI - LA BATTERIA, IL CONTRABBASSO, ECCETERA: UN LAVORO DA NON-SHOWMAN

 Nel febbraio di 50 anni fa, perdonate se non ricordo il giorno e l'ora con precisione, veniva pubblicato La Batteria, Il Contrabbasso, Eccetera,


album di Lucio Battisti con lui sulla copertina che corre come i pazzi nel fango e che diventerà campione di vendite grazie al traino del singolo ANCORA TU che avevo registrato all'epoca dalla radio con quel piccolo Philips K7 di cui ho già parlato tempo fa. 

Album questo dove alla batteria c'è Walter Calloni il quale per questa canzone ha inciso e sovrapposto tre tracce diverse per dare quel groove particolare, senza dimenticare la chitarra funky che apre il brano suonata da Ivan Graziani. 
Ma in realtà tutto il disco che era stato registrato in una ventina di giorni durante l'estate precedente, è pieno di brani diventati famosi

come LA COMPAGNIA, poi riportata alle nuove generazioni da Vasco Rossi senza fare il falsetto di Lucio, IL VELIERO,

con quel basso portante ossessivo che sembrerebbe aver ispirato i francesi Ofenbach (provate ad ascoltare la loro BE MINE e poi ditemi),

UN UOMO CHE TI AMA, canzone che se uscisse oggi sarebbe bollata come maschilista e nota anche per la versione di Bruno Lauzi nello stesso anno, insomma una tracklist che sembra una raccolta di successi.

E nel frattempo Lucio continuava quel suo non mostrarsi più in pubblico poiché quella era diventata la sua idea di come offrirsi. 
Non si sentiva uno showman, ma piuttosto un prodotto discografico. 
Non ha mai invidiato i suoi colleghi sempre in tour oppure in tv a farsi promozione, bene sapendo lo stress che provocano tali impegni ai quali si era sottoposto tempo prima partecipando anche al Festival Di Sanremo. 
Ecco, forse lui la vita se la godeva più degli altri dando alla musica solo il tempo necessario all'interno delle sue giornate seppure girasse quasi sempre con una 12 corde a portata di mano per poter mettere giù ogni nuova ispirazione come proprio nel caso di Ancora Tu che gli era arrivata durante un viaggio in America. 
In effetti anch'io spesso, nonostante la musica sia da sempre parte della mia vita, ultimamente mi ritaglio momenti di silenzio (qualche volta l'avevo fatto già anche durante gli anni 80) anche perché per fortuna non abito in un centro urbano caotico, ma invece ho intorno a me tanto verde e, per dirla tutta, anche tanti insetti che sono un pò il rovescio della medaglia, ma a far due conti direi che va bene così. 
Così Lucio nel silenzio pensava alle canzoni da scrivere. 
Tutte cose queste raccontate da lui in occasione dell'uscita dell'album e che possono sembrare inconcepibili rapportate al giorno d'oggi dove apparire sembrerebbe la cosa più importante del mondo per avere like e followers che sennò "non esisti". 
Insomma, Battisti, antitesi degli artisti moderni, probabilmente aveva  capito il vero senso dell' "essere musicista" e anche il pubblico, specie in quegli anni 70, mostrava di essere d'accordo con lui accontentandosi della sue rare apparizioni sulla tv Svizzera di cui questa è L'ULTIMA del 1980,

in playback, ma da come "spinge" Lucio nel video direi che lui stava cantando ugualmente, ma con il microfono spento.
Ma qui si parlava già di un altro bellissimo album che prima o poi passerà di qua. 

lunedì 2 febbraio 2026

RICOMINCIAMO DA CAPO CHE È GIÀ IERI

 Sapete cosa succede oggi negli Stati Uniti e in Canada?


No, tranquilli che Donald Trump non ne ha tirata fuori un'altra delle sue, ma è semplicemente il 2 febbraio
 ed è il giorno in cui si celebra il Giorno Della Marmotta ovvero il Groundhog Day come il titolo originale di quel famoso film con Bill Murray diretto nel 1993 dall'altro Ghostbuster Harold Ramis che tanto ci manca, e film che noi conosciamo come Ricomincio Da Capo
Come si racconta nel film, è tradizione farsi dire da una marmotta se l'inverno sarà ancora lungo e freddo, oppure se la primavera arriverà presto; tutto dipende dall'animale se, uscendo dalla tana e vedendo la sua ombra, si ritirerà ancora sottoterra o no. 
Buffo si, ma c'è ben poco da perculare i nostri amici di oltreoceano poiché a un certo punto noi in Europa ci siamo convinti che il Polpo Paul indicasse gli eventuali risultati dei Mondiali di calcio,

quindi non possiamo certo considerare bizzarra la consuetudine che, a quanto pare dall'Ottocento, si è sviluppata dai coloni tedeschi in Pennsylvania dove è stata tenuta per la prima volta nel lontano 1887
Evento che coincideva con la Candelora, ovvero il nome informale associato alla Presentazione di Gesù Cristo al Tempio, fissata proprio nel secondo giorno di febbraio. 
Nel film Bill si ritrovava a rivivere continuamente quel giorno come anche succedeva ad Antonio Albanese nel remake italiano del 2004 dove però l'animale era una cicogna

e in questo caso non c'era nessuna vera tradizione dietro, ma solo un adattamento per la sceneggiatura di un film divertente. 

martedì 27 gennaio 2026

IL GIORNO DELLA MEMORIA VERSIONE "WHAT IF?"

  "La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati".

Così recita l'articolo 1 della legge italiana che spiega cosa si ricorda nel Giorno Della Memoria.
La scelta del 27 gennaio si riferisce proprio al giorno in cui, nel 1945, le truppe sovietiche dell'Armata Rossa entrarono ad Auschwitz e liberarono i pochi sopravvissuti allo sterminio, rivelando al mondo intero la follia nazista.

Ma una serie tv del 2015 tuttora disponibile su Prime Video perché è un prodotto Amazon, ovvero The Man In The High Castle, immagina che le cose siano andate diversamente, cioè qui vediamo che i nazisti hanno vinto la guerra e gli Stati Uniti ora sono divisi tra Germania e Giappone con in mezzo un territorio neutrale,


e con conseguenze non esattamente piacevoli. 
Tratta dal romanzo La Svastica Sul Sole di Philip K.Dick, colui a cui dobbiamo Blade Runner, prende poi nelle stagioni successive alla prima delle direzioni diverse dallo scritto originale rimanendo comunque un ottimo prodotto anche se spesso un pò lento. 
Lentezza che nel libro era ancora più marcata non essendo per nulla un racconto d'azione, mentre per la versione televisiva qualche piccolo guizzo era stato aggiunto per dare un pochino più di dinamica ad una storia di suo già terribilmente cupa e che di recente pare tornare d'attualità con certi personaggi che vogliono dominare il mondo come se giocassero a Risiko. 
Purtroppo non si tratta di un gioco e non mi piace parlare di politica perché non ne capisco nulla. 
Ma se, metti caso, dovesse accadere qualcosa anche dalle nostre parti, magari mi schiererò di nuovo al fianco dei ribelli come quella volta con la gente di Alderaan,

solo per dimostrare alla principessa di turno che non sono un "brutto idiota, presuntuoso, strapezzente e cafone". 

domenica 9 novembre 2025

DARKNESS "FALLS" ACROSS THE LAND... (E ADDIO ALL' AMICO PEPPE)

 Vediamo se siete musicofili e riconoscete al volo da quale canzone è tratta la frase che ho scelto come titolo di oggi 9 novembre, giorno in cui, nel 1965, tutta New York è rimasta vittima di un black-out, ma non come quello del FILM di Danny Boyle.


Erano quasi le 17 e trenta, quindi l'oscurità era già calata, e l'evento lasciò al buio per ben 12 ore un'area di 200.000 km quadrati
 a causa di un guasto sulle prime non ben specificato nella centrale idroelettrica di Niagara Falls (e torna anche il titolo del post, pensa te). 
Si scoprì in seguito che un relè che serviva di protezione in caso di sovraccarico, era stato impostato male e quindi fece sì che la fornitura elettrica venisse interrotta durante un normale picco di assorbimento. 
Lo stato di New York si oscurò per primo alle 17.28 e successivamente, furono colpiti anche gli altri Stati circostanti nel giro di 12 minuti compresa parte del Canada. 
L'interruzione di energia elettrica causò ovviamente gravi problemi al traffico con i semafori spenti, ma anche agli ospedali, agli aerei, agli ascensori e alle metropolitane. 
A New York si registrarono 3 vittime, 2 per arresto cardiaco e l'altra per una caduta dalle scale. 
Stranamente nelle 12 ore di buio, il tasso di criminalità scese invece di aumentare come si temeva, e la polizia compì solo 59 arresti. 
Pare poi che 9 mesi più tardi (intorno al luglio/agosto 1966), ci fosse stato un netto incremento delle nascite, tipo da cosa nasce cosa... col favore delle tenebre... ma rimane perlopiù una leggenda. 
Quindi tutto a posto? 
Non proprio perché, nonostante l'esperienza di quella volta, New York rimase di nuovo senza corrente elettrica nel 1977 e poi ancora nel 2003
Queste altre due volte però non è nata nessuna teoria sulle nascite intorno ai nove mesi successivi... 
Nascite si, ma putroppo oggi in coda arriva anche l'addio a Peppe Vessicchio,

il noto e simpatico direttore d'orchestra, spesso al Festival di Sanremo, deceduto per una polmonite a 69 anni.
Se volete qualche bizzarra curiosità sul maestro la trovate QUI dove parlavo dei suoi esordi con i futuri Trettrè. 
In realtà non l'ho mai conosciuto di persona, ma oggi mi sembra ugualmente di aver perduto un amico. 
Addio Peppe. 

venerdì 10 ottobre 2025

GIVE PEACE A CHANCE

 Tornando al POST dello scorso martedì in cui avevo ricordato la drammatica vicenda dell'Achille Lauro (non il cantante/giudice) immortalata anche in un film, sempre 40 anni fa in questo giorno si concludeva il tutto con l'arresto dei terroristi da parte dei Carabinieri dopo che dei caccia statunitensi avevano intercettato l'aereo sul quale il commando palestinese stava fuggendo e lo avevano costretto ad atterrare.


Palestina che pare adesso aver finalmente trovato l'intesa di pace con Israele, ma sottolineo pare perché in questi casi non è mai detta l'ultima parola. 
Continua intanto la propaganda verso Donald Trump definito il fautore di tale accordo di pace al punto che lo si vorrebbe insignito del Premio Nobel. 
Anzi, perché non santo subito allora dato che anche in occasione dell'attentato verso la sua persona aveva dichiarato che, se si era salvato, era un segno che Dio lo stava proteggendo per permettergli di far tornare grande l'America?
Tutto molto bello, devo ricordare al mondo però che al suo posto quella volta era morto un innocente padre di famiglia e che stanotte la Russia ha nuovamente bombardato Kiev, senza dimenticare che poche settimane fa anche CHARLIE KIRK, suo sostenitore, ha perso la vita in un attentato.
Ma forse dirà qualcuno che mi sto addentrando troppo nella politica, cosa che esula dagli argomenti base di questo blog. 
Sacrosanta osservazione, tuttavia anche questo fa parte del grande spettacolo che la televisione ci sta mostrando da ormai diverso tempo. 
Uno spettacolo senza lustrini e paillettes e dove le soubrettes non sono così avvenenti come dovrebbero. 
Anzi, forse è meglio definirlo un reality show molto più reality di tanti altri... purtroppo... e senza talent... 

sabato 13 settembre 2025

PER VIVERE INSIEME FELICI E CONTENTI, COME NELLE FAVOLE

 Chi non conosce HAPPY TOGETHER dei The Turtles,


magari nella versione italiana dal titolo PER VIVERE INSIEME cantata dai Quelli, ma anche da Jimmy Fontana e qualcun altro ancora? 
Canzone a ritmo di marcetta beatlesiana che convoglia, proprio come dice il titolo, un sentimento di felicità collettiva con quel papapappà ripetuto ad libitum.

E canzone che capita qui dalle mie parti oggi a causa del suo autore, Mark Volman, fondatore degli statunitensi The Turtles (è loro anche la versione originale di Scende La Pioggia di Gianni Morandi) insieme a Howard Kaylan con cui avrà anche un periodo di militanza nel gruppo di Frank Zappa per poi mettere insieme il duo Flo & Eddie.
Mark infatti, che, da tipo bizzarro qual'era, inizialmente aveva chiamato il gruppo The Tyrtles un po' come The Byrds avevano storpiato la traduzione inglese di Uccelli, è mancato nei giorni scorsi a 78 anni,

in quei giorni dominati dalla scomparsa di GIORGIO ARMANI e poco prima anche di EMILIO FEDE, e probabilmente la sua dipartita sarà passata in secondo piano. 
Esattamente come pochi avranno notato anche la scomparsa di Oliviero Malaspina, cantautore e scrittore del pavese noto per la collaborazione con Cristiano De André in molti dei suoi dischi e anche per quell'album mai completato a cui stava lavorando Fabrizio De André poco prima di morire e che avrebbe avuto come tema conduttore la notte.

Oliviero, che aveva 63 anni, poi lo avremmo visto partecipare al concerto commemorativo Faber Amico Fragile insieme a tanti altri nomi della musica italiana (anche Celentano che si era impantanato su La Guerra Di Piero) dove ha eseguito CANZONE DEL PADRE
Più recente invece la morte di Rick Davies uno dei due fondatori/voci dei SUPERTRAMP di cui Roger Hodgson era quello dei falsetti, mentre Rick cantava con voce più profonda canzoni come questa GOODBYE STRANGER

(divisa comunque con Roger) dal loro album di più grande successo che è stato Breakfast In America e che ognuno deve avere in casa in qualsiasi forma, ma ci deve essere. 
Rick, 81 anni, era malato di tumore del sangue e per tale motivo era saltata la reunion che avrebbero dovuto fare nel 2015.
Sempre legato alla musica era il produttore irlandese Nicky Ryan

(da non confondere con il regista sempre irlandese Nick), scopritore dei Clannad dai quali arriva Enya che, grazie a lui, inzió a metà degli anni 80 la sua carriera da solista prendendolo come agente e produttore dopo che entrambi conclusero la collaborazione con la band.
Ryan, come si sente qui sotto nella canzone più famosa di Enya, ORINOCO FLOW

era un appassionato delle sovrapposizioni vocali con le quali creava atmosfere molto particolari e che richiedevano un enorme lavoro in studio, cioè una cosa che gruppi come i QUEEN conoscevano perfettamente già da tempo (per maggiori chiarimenti ascoltate i loro dischi fino alla svolta baffuta di Mercury). 
Nick aveva 79 Anni. 
Non termina qui la triste lista delle dipartite, ma stavolta non c'entra la musica perché a 78 anni, dopo una lunga malattia degenerativa che non gli premettava più di comunicare, è mancato anche Stefano Benni,

il noto scrittore autore di titoli come La Compagnia Dei Celestini e Bar Sport. 
Quest'ultimo diventerà anche un film con Claudio Bisio, Giuseppe Battiston e molti altri a dar vita ai personaggi del libro. 
E in coda purtroppo anche l'assassinio di Charlie Kirk, 31 anni, attivista influencer conservatore ucciso da un killer 22enne già arrestato.

Addio Charlie, Stefano, Nick, Rick, Oliviero e Mark. 

giovedì 11 settembre 2025

11 SETTEMBRE - CHINA EDITION

 Da qualche anno la data dell'11 settembre è tristemente legata all'America e a quel giorno in cui circa 3000 persone persero la vita in una serie di attentati terroristici che manco una mente da sceneggiatore cinematografico avrebbe potuto immaginare, e infatti ieri sera su La7 c'era in onda proprio il film World Trade Center.


Per fortuna non per tutti è così poiché intanto cade oggi il compleanno di Pupo che compie 70 anni e quindi auguri Enzo (Ghinazzi), mentre in Cina invece questo giorno è dedicato ai festeggiamenti per il corpo dei Pompieri dato che il numero di telefono per chiamarli in soccorso è 119, esattamente come la data odierna. 
Anche se al momento non so dire per certo se nella cerimonia vi saranno anche spettacoli di questo genere,


posso invece, da questa galassia lontana lontana, associarmi ai festeggiamenti mandando tanti auguri ai Pompieri della Cina, che sicuramente staranno leggendo questo post...

E ancora auguri Pupo!

martedì 2 settembre 2025

LA GUERRA PUÒ FINIRE... BASTA VOLERLO

 Il 2 settembre del 1945, proprio il giorno dopo l'ultimo SHOW RADIOFONICO del Trio Lescano, il Giappone si vede costretto ad alzare bandiera bianca, ridotto allo stremo per le gravi perdite umane e gli ingenti danni provocati dalle bombe atomiche (vi dice niente ENOLA GAY?) di Hiroshima e Nagasaki, e mette fine così alla Seconda Guerra Mondiale,


il più vasto conflitto della storia che in poco più di cinque anni ha provocato la morte di 55 milioni di persone, di cui oltre la metà civili. 
In questa cifra enorme rientrano naturalmente i 6 milioni di ebrei barbaramente assassinati nei campi di concentramento nazisti secondo certe ideologie psicopatiche di creare una razza pura. 
In Europa le armi erano già state deposte il 7 maggio nonostante poi fossero rimaste alcune propaggini tedesche che non volevano darsi per vinte. 
La firma della resa definitiva avviene invece a bordo della corazzata Missouri, ancorata nella baia di Tokyo, dove si ritrovano, intorno alle 8 di mattina di 80 anni fa, il ministro degli Esteri nipponico, Mamoru Shigemitzu, il capo di Stato Maggiore, Yoshijiro Umezu, e il comandante supremo delle forze alleate in Giappone, Douglas MacArthur. 
Nonostante tutto l'orrore che era accaduto prima, la resa non impedirà il formarsi in seguito di un clima da guerra fredda (quello del film WARGAMES) tra Stati Uniti d’America e Unione Sovietica, impegnati ad estendere la propria sfera d’influenza soprattutto in Europa.
Come dire che la lezione non era ancora stata imparata e difatti gli eventi degli ultimi anni lo dimostrano pienamente. 
Ah, ma adesso ci pensa Trump...



domenica 23 febbraio 2025

E LUKE SKYWALKER DISSE: "HO UN BRUTTO PRESENTIMENTO"

 Non parlo mai di politica volentieri perché non ne capisco e mi interessa davvero poco, ma le ultime dichiarazioni di Donald Trump mi fanno venire "un brutto presentimento", come dicono spesso i personaggi di Guerre Stellari come fosse un tormentone ricorrente, anche se il doppiaggio italiano di episodio IV, dove viene pronunciata per la prima volta, seppur rimanga un ottimo lavoro che nessuno deve toccare, purtroppo l'ha modificata quella frase come accadrà poi anche in La Minaccia Fantasma.


Il fatto è che ben poco "stellare" è la guerra in questione poiché è quella ormai triennale tra Russia e Ucraina, dove fino adesso abbiamo visto Kiev come vittima della potente Mosca ed ora il presidente americano, come fosse Alessandro Borghese, non conferma, ma anzi ribalta tutto intimando a Zelensky di non rompere più le balle e arrendersi che sennò... 
Mah, se è pur vero che Trump infatti aveva dichiarato che avrebbe risolto tutte le guerre in corso, non avrei certo pensato che questi sarebbero stati i metodi, e vedi anche le faccende tra Israele e Palestina come stanno andando. 
C'è qualcosa che non mi torna, ma non capisco cosa... Sarà quel brutto presentimento...

che vi posto QUI in un collage di tutte le volte che è stato pronunciato nella saga. 

sabato 25 gennaio 2025

BOOOOMBA! UN MOVIMIENTO SENSUAL! (TRA RUSSI E AMERICANI MOLTO MOVIMIENTO E POCO SENSUAL)

 Valà che durante il capodanno appena passato l'avete ballata tutti quella canzone lì, ma, anche se la musica del sabato rimane a tema, LA BOMBA non si balla oggi.


Cioè nel senso che il post si può leggere anche con il sottofondo delle canzoni allegate per sdrammatizzare, ma si parla di bombe vere qui. 
O meglio, di un missile norvegese lanciato il 25 gennaio del 1995 dagli scienziati norvegesi e statunitensi con lo scopo di studiare da vicino l'aurora boreale. 
Tutto bene senonchè quel missile andò a volare un po' troppo vicino a Mosca e qualcuno se ne accorse. 
Era finita solo da qualche anno la GUERRA FREDDAWARGAMES era anche già uscito al cinema da più di un decennio mentre Il Dottor Stranamore di Kubrick di anni sul groppone ne aveva un po' di più, ma quel giorno si rischió davvero che si scatenasse un terzo conflitto mondiale perché quel razzo venne interpretato dai russi come un attacco nucleare da parte degli Stati Uniti

(ARRIVA LA BOMBA... Taaac!) e a Boris Eltsin, l'allora presidente russo, venne consegnata la valigetta con le chiavi per far partire la prevista controffensiva. 
Da quel momento tutte le forze armate russe furono messe in stato di allerta, ma finalmente venne appurato che non c'era davvero nessun pericolo di attacco. 
Uff... Altro che I GIGANTI che dicevano di non aver paura della bomba atomica.

Quella volta c'era mancato davvero un pelo, eppure gli Stati Uniti sostenevano di aver avvisato tutti i Paesi interessati dall'esperimento scientifico, ma chissà come mai la notifica non venne recepita in Russia. 
Alcune voci invece ritengono che il lancio di quel missile fosse stato una specie di test voluto dagli americani per verificare la capacità di reazione dei russi in caso di attacco nucleare, ma, ripeto, sono solo ipotesi. 
Fatto sta che l'argomento di oggi torna prepotentemente di attualità con la salita al "trono" (si, ho scritto trono, si) di Donald Trump e le sue nuove minacce verso la Russia. 
Minacce che per ora sono solo ulteriori sanzioni e dazi nel caso Putin non la voglia smettere con questa guerra contro l'Ucraina. 
Per ora... 

lunedì 20 gennaio 2025

ARRIVA IL NUOVO MR. WOLF?

 Nel tardo pomeriggio per noi italiani, ma dal mattino per gli americani, si tiene oggi la cerimonia di insediamento di Donald Trump come 47esimo presidente degli Stati Uniti al suo secondo mandato.


Ehm, la foto ufficiale non promette niente di buono verso chi proverà a fargli girare le balle e sembra dire "son tornato e son tutti XXXXX vostri". 
Già il Donnie ha detto chiaramente che risolverà il problema dei migranti rispedendoli da dove arrivano, ma sopratutto penserà a quello di Tik Tok... 
Al che quella riguardante il social pensavo fosse una specie di gag, una fake news e invece no. 
Eh questi si che son problemi davvero grossi, così grossi che, dopo il moscio Biden, doveva tornare lui come un novello Mr. Wolf a rimettere a posto tutto per Make American Great Again. 
C'è da dire che non è la prima volta che un presidente viene rieletto, ma sarà difficile per chiunque battere il primato finora mai superato di Franklin Delano Roosevelt che mantenne tale mandato per ben quattro volte.

La nostra Giorgia Meloni sarà là sul posto come anche Elon Musk, David Zuckerberg e Jeff Bezos, come dire una certa élite con i bigliettoni che strabordano dalle tasche. 
Ospite musicale, che la volta precedente era stata Lady Gaga, sarà stavolta il tenore Christopher Macchio che canterà l'inno nazionale, con pure altri artisti che interverranno come, Carrie Underwood, cantante country che ai più non dirà nulla, ma è stata una vincitrice di American Idol, Kid Rock, i Village People e Billy Ray Cyrus, il papà di Miley. 
Inutile dire che un'occhiata la darò anch'io, magari preparando la cena dato che da noi saremo quasi in vista del pasto serale. 
E sicuramente ci sarà un dispiego di forze inusitato, visti i fatti precedenti dove il "rosso" ha rischiato anche di beccarsi una pallottola letale. 
Diciamo che per certi versi sarà un po' come guardare un thriller in tv, dai... 

lunedì 25 novembre 2024

BAND AID - DO THEY KNOW IT'S CHRISTMAS? (SI CHE LO SANNO)

 Oggi, che è la Giornata Mondiale per l'Eliminazione Della Violenza Sulle Donne (ma non dovrebbe valere solo oggi, sia chiaro), non so se ve ne siete accorti guardando le vetrine dei negozi, ma sembra proprio che siamo già in vista del Natale, ed infatti erano quarant'anni fa che in questo giorno 36 musicisti britannici e irlandesi venivano riuniti da Bob Geldof, l'ex leader dei Boomtown Rats, per incidere una canzone natalizia piena di campane che fanno din don dan, scritta da lui con Midge Ure degli Ultravox, con lo scopo benefico di raccogliere fondi per l'Etiopia sotto la produzione di "quel gran genio del mio amico" che è Trevor Horn. 


Quel supergruppo prenderà il nome di Band Aid, come i cerotti degli anni 80, ma con il significato di "aiuto dalla band" diventando una cosa forse più grande di quello che Bob, fresco (si fa per dire) del ruolo di protagonista nel film PINK FLOYD - THE WALL, aveva immaginato all'inizio. 
La canzone è DO THEY KNOW IT'S CHRISTMAS?, e avrà uno strascico notevole ispirando anche gli americani a fare la stessa cosa e portando anche a quel super maxi evento che è stato il Live Aid.
Fra le tante cose, la vicenda fece fare anche una brutta figura all'allora ministro Margaret Thatcher

che, nonostante il tutto fosse fatto per beneficenza e quindi nessuno dei partecipanti alla registrazione fosse stato pagato, non voleva rinunciare all'IVA sulle vendite del disco. 
Bob Geldof lo vedremo poi nel 1987 anche al Festival Di Sanremo a cantare THE BEAT OF THE NIGHT uscito l'anno prima, con un completo gessato che lì per lì ti farà pensare che gli sta benissimo, ma poi ti accorgerai che ad ogni uscita ufficiale,

tipo Azzurro su Mediaset da cui arriva il video dove il nostro amico si fa un baffo di fingere il playback, indossa sempre quello (anche più su, nella foto con la Thatcher) con spesso la stessa camicia, con il risultato che quei capi inesorabilmente diventano ogni volta più stazzonati, ma perfettamente intonati ai suoi allora lunghi capelli disordinati che comunque venivano anche imitati pure dal sottoscritto. 
Beh, diciamo che Bob in quel periodo badava più alla sostanza che al lato estetico dai, e, dato che oggi è lunedì, per far capire a chi non lo sapesse da che gruppo arriva Bob Geldof, concludo il post odierno con I DON'T LIKE MONDAYS,

la canzone più famosa dei Boomtown Rats che racconta di una ragazzina sedicenne alla quale, siccome doveva andare a scuola, non piacevano i lunedì, ma proprio tanto tanto, al punto che... beh meglio scoprirlo ascoltando la canzone. 

martedì 19 novembre 2024

WARGAMES - GIOCHI DI GUERRA... MA VERA

 Si, il titolo è quello del bellissimo film con l'allora adolescente Matthew Broderick che usciva nelle sale italiane proprio a novembre del 1983.


Pellicola della MGM diretta da John Badham, cioè colui che si era già fatto un buon nome dirigendo La Febbre Del Sabato Sera e, sempre da Wargames, si porterà dietro Ally Sheedy (della quale chi non si era preso una cotta?) per fare innamorare di lei appunto pure un robot bellico nel divertente Corto Circuito del 1986, del quale consiglio caldamente di evitare lo scialbo seguito. 
Seguito che nel 2008 c'è stato anche per Wargames, ma di cui ero completamente all'oscuro, con Wargames 2 - Il Codice Della Paura, 

ma con personaggi e cast completamente diversi, però sempre marchiato MGM.
Film invece il Wargames originale che mostrava quanto potesse essere facile il rischio di una terza guerra mondiale e che mi è già capitato di nominare almeno altre due volte nei miei post, e che magari rivedendolo oggi, con quella tecnologia desueta che ci mostrava,


potrebbe sembrare invecchiato male, ma la realtà forse lo sta superando in quel frangente dove, al posto del ragazzino che crede di giocare ad un videogame bellico, c'è il ben più maturo, e fino a gennaio ancora ufficialmente presidente degli Stati Uniti, Joe Biden che, sarà demenza senile, non lo so,

ha dato il via libera all'utilizzo di armi americane per bombardare la Russia, se fosse necessario. 
Al che, il figlio di Donald Trump si è un attimo risentito e gli ha detto "oooo stai buonino!" perché in questo modo pare che il Joe stia cercando di mettere i bastoni fra le ruote al "rosso" che, a quanto dice, vorrebbe invece prodigarsi per far tornare la pace nel mondo come dicevano le parodie delle aspiranti miss Italia fatte da Katia e Valeria sul palco di Zelig.


A dire il vero il Donald non lo vedo molto bene in costumino nero e numero sul petto, ma il pensiero sarebbe lo stesso. 
Complotto o qualcuno guerrafondaio dello staff che si sta approfittando del povero Biden ormai chiaramente non più nel massimo delle sue funzioni cerebrali facendogli credere di essere al tavolo del Risiko? 
Fatto sta che stavolta il mondo intero ha tremato a quella notizia non da poco e forse sarà necessario richiamare l'ormai esperto John Badham a dirigere almeno il finale di questo film che non è un film. 

mercoledì 6 novembre 2024

QUEL SETTANTENNE CHIAMATO GODZILLA

 Eccoci qua ormai all'habemus president, e c'è chi è contento e chi no, tipo Jennifer Lopez e Harrison Ford che si erano schierati per Kamala Harris (a proposito dell'ex Indiana Jones, su Apple Tv+ stanno uscendo gli episodi della seconda stagione di SHRINKING, ancora più cinica della precedente), mentre in questo 2024 un gigantesco e amatissimo mostrone, forse quasi il più famoso del mondo, quello modificato dalle radiazioni atomiche e chiamato Godzilla, ha appena compiuto la scorsa domenica 70 anni.


Per la precisione era il 3 novembre del 1954 quando arrivava nelle sale giapponesi il primo film in bianco e nero diretto da Ishiro Honda, pellicola che doveva essere la risposta giapponese al King Kong americano, inventando così, fra una cosa e l'altra, anche il genere kajiu. 
King Kong in persona... ehm... in gorilla poi dividerà la scena con la maxi lucertola preistorica in alcuni film successivi sempre giapponesi, tra i quali anche uno in cui il gorilla è un robot gigante, e anche più di recente, quando la saga passerà in mano agli americani, succederà che i due si scontreranno. 
Ma i furbissimi orientali, per facilitare la distribuzione all'estero, già settant'anni fa mettevano nei film di Godzilla anche attori americani con parti più o meno importanti come anche in questo primo episodio che due anni dopo, per arrivare in America, venne sforbiciato in parecchie scene sostituite da altre recitate appositamente ex novo da Raymond Burr che interagisce con gli attori giapponesi per rendere credibile il montaggio finale.

Tecnica questa usata anche per le serie dei Power Rangers che abbiamo visto 20 anni fa in Italia dove le scene dei combattimenti con i costumi erano quelle originali nipponiche, mentre poi gli attori orientali nelle sequenze "in borghese" erano sostituti da altri americani con un abile "taglia e cuci". 
Passerà ancora un anno e nel 1957 questa versione giappoamericana arriverà anche in Italia dove Burr sarà doppiato da Emilio Cigoli,

voce storica del cinema con più di diecimila film in oltre quarant'anni di doppiaggio. 
All'inizio il nostro gigante, che in originale si chiama Gojira (tradotto sarebbe più o meno tipo "gorillabalena"), è una minaccia da combattere, la personificazione della violenza e dell'odio contro l'umanità, ma dai film successivi, un po' come succederà in Terminator, diventerà un difensore del pianeta.
Anche se non viene citato nel titolo del film (nemmeno in quello originale), lo vedremo anche in L'INVASIONE DEGLI ASTROMOSTRI, il sesto sequel sempre diretto da Honda nel 1965 e distribuito in Italia qualche anno dopo dalla Titanus che in quel periodo, avendo fiutato il filone proficuo, stava facendo man bassa di cinema orientale tra mostri e wuxia, compresi quelli con Bruce Lee.

Nato in Giappone come film per adulti, per cui un prodotto anche abbastanza violento, in seguito sarà edulcorato per permetterne la visione anche ai bambini che mostravano di apprezzare molto quel genere kajiu e, non ultimo, anche per il motivo del merchandising nel quale i giapponesi sono sempre stati avantissimo e lo sono tuttora. 
La saga di Godzilla poi è stata rinnovata, come dicevo sopra, in versione stelle e strisce prima da Roland Emmerich e, più di recente, da Gareth Edwards con una nuova serie di film che hanno pure avuto un ottimo riscontro di pubblico. 
Se poi vi capita di passeggiare per Tokyo, potrete vedere l'amico mostro spuntare da dietro uno dei tanti palazzi della città che tante volte ha raso al suolo per sconfiggere gli altri mostri cattivi.


Ho avuto in passato anche un gioco per la PlayStation in stile picchiaduro dove Godzilla combatteva contro tutti i mostri avversari della saga facendo naturalmente anche i soliti danni alla città. 
Da notare, nella serie dei film giapponesi, che Godzilla all'inizio emetteva una specie di raggio di energia atomica dalle fauci,

mentre in seguito, per economizzare l'effetto speciale, tale raggio diventerà un più semplice getto da lanciafiamme tipo drago. 
Per questo ora mi sorge il dubbio che forse, per il suo compleanno, sia meglio che Godzilla si astenga dal soffiare sulle 70 candeline. 
E cento di questi giorni!!! 

venerdì 9 agosto 2024

LA VITA, A VOLTE, È MOLTO DURA, VERO PR...ESIDENTE?

 Spero che a qualcuno il titolo parafrasato del post abbia ricordato un vecchio film comico/western con Tomas Milian, perché così perlomeno avrei la certezza di non ricordare solo io i suoi due film sul personaggio di Provvidenza, cacciatore di taglie alquanto bizzarro simile a Charlot, dove la comicità era di grana molto grossa, a livello appunto di comiche, ma all'epoca funzionava.


L'altro film, per dovere di cronaca, era il sequel Ci Risiamo, Vero Provvidenza? e in entrambi si sentiva la vera voce di Tomas perché non veniva doppiato da qualcun altro, ma si autodoppiava, e dava al personaggio quel qualcosa di ancora più bizzarro.
Inoltre era della partita anche Ennio Morricone che aveva curato in entrambi i film le musiche.

La butto lì nel caso voleste darci un'occhiata, dato che rientrano uno peggio dell'altro nei parametri del trash così caro a questo blog, e che tanto il primo sta lì bello bello su Prime Video.
Certo è che, non posso negarlo, a rivederli adesso si sente tutto il peso del mezzo secolo che hanno sulla schiena. 
Introduzione a parte, che alla fine era un semplice gioco di parole, ma sempre con il cinema di mezzo, questo 9 agosto del 1974 (che non c'entra nulla con il West se non che si parla di America e i due film di cui sopra erano là ambientati, ma girati invece alla periferia di Roma) fu un giorno fatidico per l'allora presidente americano Richard Nixon, poiché fu quel giorno in cui presentò le dimissioni essendo stato beccato con le mani in pasta per il famoso Scandalo Watergate, quello delle intercettazioni che Robert Zemeckis in Forrest Gump ci mostrava come se fosse stato scoperto, per puro caso, proprio dal protagonista del suo film.

Gerald Ford prenderà il posto di Nixon alla guida del Paese, ma la vicenda in realtà stava andando avanti dal 1972 con quelle intercettazioni illegali legate anche alla vicenda del Vietnam, atte a cercare di fare rileggere Nixon nonostante tutti gli remassero contro perché quella stramaledetta guerra non la voleva nessuno e i suoi reduci infatti non venivano esattamente trattati da eroi come infatti mostra Oliver Stone in NATO IL QUATTRO LUGLIO (ma anche Rambo di Ted Kotcheff ha qualcosa da dire a riguardo). 
Vicenda quindi politica, certo, ma con il suo bel collegamento al cinema che tanto ci piace come, oltre al film di Zemeckis, TUTTI GLI UOMINI DEL PRESIDENTE di Alan J. Pakula e il finale di THE POST di Steven Spielberg, giusto per citarne un paio. 
E a leggere queste cose magari ti viene da pensare che la politica brutta, coi ministri magna magna e corruzione varia, non sia solo in Italia, anzi... vedi che in America sono sempre stati avantissimo!!!

Concludo con un'altra parafrasi di una battuta tratta dal secondo film con Milian: 
Con perizia e con pazienza, chi ti frega... non è solo Provvidenza... 

giovedì 25 luglio 2024

LO SPAZIO È PER LE DONNE (PARTE SECONDA)

  Fino a poco tempo fa pensavo davvero che astronauta e cosmonauta fossero due parole con lo stesso significato usate a piacere a seconda di come capitassero nel discorso, mentre invece durante una puntata di Splendida Cornice, il simpatico talk show condotto da Geppi Cucciari su Rai3 che meriterebbe invece una maggior rilevanza


(ma le cose belle, si sa, passano in secondo piano rispetto a quelle che ti fanno macinare sponsor), ho scoperto che sono legate alla nazionalità dei viaggiatori dello spazio poiché cosmonauta infatti è riferito ai soli sovietici. 
Il motivo francamente non lo so, anche perché lo spazio è uguale visto dalla Russia o dall'America, però anche questa sembra una cosa fatta per alimentare quella rivalità nella corsa allo conquista dello spazio che c'è stata da sempre tra America e Russia, dove quest'ultima il 25 luglio del 1984, cioè quarant'anni fa esatti, mandava la sua Svetlana Evgen'evna Savickaja (che avevo già citato in un POST A TEMA poco più di un anno fa) a fare una bella passeggiata galleggiando per più di tre ore nello spazio infinito

stabilendo così il primato di prima donna che ha camminato "verso l'infinito e oltre", per dirla ironicamente come il suo avversario a stelle e strisce Buzz Lightyear, l'icona americana della Disney/Pixar. 
Gli USA infatti, l'anno prima avevano, si, mandato nello spazio Sally Ride come prima donna americana, ma senza attività extraveicolare e sicuramente la Svetlana ha fatto un po' rodere il fegato ai capoccioni della NASA sempre così affannati a cercare di dimostrare che loro sono meglio degli altri. 
Un po' come diceva Elio che "la donna volante è un pericolo costante"... si, per per gli americani di sicuro. 
Quello in cui i Russi sono sempre stati dei maestri però, bisogna dirlo, è stato il sapere nscondere gli insuccessi e, a volte, anche gli incidenti mortali, poiché all'epoca le informazioni che arrivavano da quel Paese erano solo quelle che loro volevano far sapere, che, se mai fosse trapelato un pelino di troppo, il responsabile della fuga di notizie spariva come se fosse passato di lì David Copperfield. 
Al contrario dell'americana Sally Ride, l'ex cosmonauta Svetlana è tuttora in vita, ha 75 anni, e si è dedicata alla politica facendo parte del Partito Comunista Della Federazione Russa diventando vagamente la sosia di Angela Merkel.

Sarà l'aria della politica... 

martedì 23 luglio 2024

QUANDO LO SCANDALO AIUTA LA CARRIERA

 Era il 1983 e veniva eletta Miss America una modella che si chiama Vanessa L.Williams (si, proprio come Samuel L.Jackson, ma non c'entra nulla).


Grande festa per la neo-reginetta incoronata senonché saltano subito fuori certe foto che la ragazza aveva fatto per Penthouse nell'outfit classico che usa avere una modella sulle pagine di tale rivista. 
Apriti cielo! 
L'america puritana (e bacchettona) non ci sta e ti tira su una bega che non ti dico. 
Tant'è che Vanessa allora esattamente il 23 luglio del 1984, cioè nella decade più bella del mondo, rinuncia con grande amarezza al titolo, evento mai verificatosi fino ad allora. 
Ma ancora la ragazza non sapeva che la fortuna sarebbe stata dalla sua parte poiché tale "scandalo" le porterà comunque una grande popolarità e Vanessa ce la ritroveremo come cantante nel 1988 con il suo primo album dove già mostrava ottime doti, successo bissato poi nel 1991 dal secondo lavoro che conteneva la famosa hit SAVE THE BEST FOR LAST,


che ricordo bene perché la mandava spesso Massimo Oldani su Radio Milano International durante le ore notturne in cui mi capitava di girare in macchina e io, forse l'ho già detto, adoro ascoltare musica in macchina. 
Ma Vanessa non si ferma lì e diventa anche attrice, magari non da Oscar, però sono diverse le pellicole dove possiamo trovarla, alcune anche da vera protagonista, e quando arriva sullo schermo non si può certo discutere sua sua bellezza. 
Anche nelle serie tv di successo Vanessa si è ritagliata il suo posto e sto parlando di Ugly Betty dove la troviamo in 85 episodi

con il personaggio di Wilhelmina Slater, e in Desperate Housewives con 45 presenze, senza contare molte altre produzioni dove ha fatto la classica guest tipo in Love Boat. 
Quindi vedi che non tutto il male viene per nuocere... 

giovedì 18 luglio 2024

MANDELA DAY E RICORDI DI MAXICONCERTI

 Oggi è il Mandela Day, giorno dedicato dall'ONU al leader sudafricano poiché sarebbe la data del suo compleanno, o perlomeno lo è stato fino alla sua morte avvenuta nel 2013.


Del curioso EFFETTO MANDELA avevo anche parlato poco tempo fa in un post, per cui oggi invece voglio soffermarmi su quel concerto di 11 ore che l'11 giugno del 1988 a Wembley invocava la liberazione di Nelson e al quale parteciparono con piacere molti artisti dato che i concertoni di quel tipo erano una vera e propria usanza anni 80 nata con il Live Aid di Bob Geldof. 
Certo, molto prima c'era stato lo storico Woodstock, non lo metto in dubbio, ma era davvero molto tempo prima e comunque non era certo stato in diretta tv. 
Nelson compiva 70 anni esattamente una settimana dopo quel concerto che fu trasmesso in diretta mondiale tranne che nel Sudafrica dove venne vietato dal regime di allora. 
I set musicali più lunghi furono quelli dei DIRE STRAITS (con Eric Clapton),


gli Eurythmics, Whitney Houston e i Simple Minds, con questi ultimi che, oltre a duettare con Peter Gabriel in Biko, presentarono fra i loro successi anche la nuova canzone inedita scritta per l'evento, MANDELA DAY.

Erano dei Simple Minds molto diversi da quelli che abbiamo visto di recente in concerto dove la maggior parte della formazione adesso è femminile, il che non guasta alla vista, ma se avete vissuto gli anni di New Gold Dream (io si) è difficile accettarli come quella stessa storica band. 
Altri famosi artisti si presentarono senza la band nella quale militavano di solito, come Tony Hadley senza Spandau, Curt Smith senza Roland Orzabal suo socio nei Tears For Fears, e Fish senza Marillon, mentre STING, anche lui con uno show sostanzioso, era già da tempo solista dopo i Police.

Alle canzoni si alternavano interventi di personaggi del cinema e non solo, ma alcuni di quei discorsi vennero censurati negli States dal canale Fox con la scusa che a loro interessava mandare in onda solo la musica. 
Quegli States che non perdono occasione per farsi parlare male addosso, quelli che non si dichiarano razzisti ma in realtà quella cosa lì non gli è mai passata, quelli che sono sempre su tutti i TG e sappiamo bene perché, dato che se non si parla di un attentato c'è sempre qualche pazzerello che se ne va in giro armato di tutto punto a fare qualche strage ridimensionando di brutta maniera quello che per molti è il mito americano.
Non per me. 
A me piace l'Italia anche con i suoi difetti, che sono tanti e uno è un certo aeroporto appena rinominato. 
Vabbè... È un male minore questo, dai. 

IL MATRIMONIO DEL SECOLO

 In effetti in seguito ce ne saranno altri di matrimoni eclatanti, ma allora, quello che la Metro Goldwyn-Mayer trasmise in diretta il 19 ap...