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lunedì 12 gennaio 2026

QUALCUNO VOLÒ SUL NIDO DEL CUCULO COMPIE 50 ANNI E ZELIG UN PÒ MENO

 Come ultimamente si usa fare al cinema, torna nelle sale per tre giorni, il 12,13 e 14 gennaio (ma non tutte le sale hanno queste date),


Qualcuno Volò Sul Nido Del Cuculo in edizione rimasterizzata in 4k per i suoi 50 anni, film durissimo, ma anche commovente e a tratti divertente, capolavoro di Milos Forman sui malati di mente o considerati tali, con un cast di giovani future star da Jack Nicholson e le sue già belle pronte espressioni a Danny DeVito, da Christopher Lloyd a Will Sampson, da Brad Dourif fino a Louise Fletcher nel ruolo della terribile infermiera Ratched che si è meritata di recente su Netflix una SERIE TV tutta sua seppure controversa nel senso che non a tutti era piaciuta. 
Per me invece in quella serie decisamente splatter ci avevo trovato molto Kubrick dentro perlomeno nel tipo di riprese. 
La pellicola uscì negli USA il 20 novembre 1975 quindi in realtà avrebbe 51 anni, ma certamente il ricordo è legato alla notte degli Oscar del 1976 quando si portò a casa ben cinque statuette, mentre in Italia arriverà il 12 marzo 1976 con questa locandina

e qui con il divieto ai minori di 14 anni per il linguaggio e le situazioni. 
Ma francamente in un periodo come quello dubito che il ragazzino adolescente volesse andare al cinema a vedere un film come questo mentre l'offerta alternativa (sempre con il divieto) presentava i classici film commedia italiani scollacciati, beceri sicuramente, ma quanti incassi hanno fatto allora? 
Sempre in tema di grandi compleanni festeggia 30 anni Zelig che torna da stasera su Canale 5. 
Certo tutt'altra cosa, ma va benissimo. 

lunedì 13 ottobre 2025

BUON ANNIVERSARIO APOLLO 13

 Trent'anni esatti orsono, il 13 ottobre del 1995, usciva nelle sale italiane Apollo 13, il film di Ron Howard con Tom Hanks sull'avventura spaziale americana che pareva la sceneggiatura di un film e invece era la pura realtà.


Intanto negli states era già uscito il 22 giugno dello stesso anno ed è tornato adesso dal 19 settembre in versione IMAX per l'anniversario, quindi non è il caso di ripetermi dato che del film ne avevo parlato tempo fa PROPRIO QUI
Anzi più volte mi è capitato di citare sempre questo film o la vicenda reale, quella del famoso "problema", in diverse occasioni, per esempio anche in occasione della scomparsa di Jim Lovell, uno dei tre componenti dell'equipaggio che nel film aveva il volto di Tom Hanks. 
Quello che posso davvero aggiungere oggi è che esiste un documentario in due parti dal titolo 13 Factors That Saved Apollo 13,

che spiega molte cose a riguardo, anche le inesattezze del film che comunque non hanno inficiato il risultato finale. 
Sarebbe su Prime Video, ma non è disponibile nel nostro paese, mannaggia. 
Dovrebbe invece esserci su Netflix sottotitolato. 
Potrebbe comunque questo post essere un consiglio per una ennesima visione se in tv non c'è di meglio stasera. 
P.s.
Anche ARANCIA MECCANICA di Kubrick, regista che quando si parla di missioni spaziali capita sempre nel discorso, torna da oggi in sala per tre giorni. 

mercoledì 24 settembre 2025

VA BÈ, NON SEI FATTA MALE... MA NON SEI LA CARDINALE

 Inevitabile, ma pur sempre un colpo al cuore la notizia della scomparsa di Claudia Cardinale, 87 anni e da tempo malata.


Una "grande bellezza" (per dirla alla Sorrentino) del cinema italiano, ma nata a Tunisi, citata anche da Vasco nel titolo del post che magari a qualcuno sarà sembrato strano, e riconosciuta anche a livello internazionale al pari di Gina Lollobrigida e Sofia Loren. 
Anzi, in Francia, dove visse per lungo tempo, era stata addirittura additata sulle riviste come "la rivale di BB" (la Bardot) essendo lei la "CC" (come IBM e HAL, per chi vuol capire...) e di pari bellezza, tant'è che io nel suo viso ho sempre trovato una certa somiglianza anche con Raquel Welch,

con la quale divise la presenza nel film del 1966 Le Fate, ma non nelle stesse scene poiché si trattava di un film ad episodi non correlati tra loro.

Carriera decisamente costellata di titoli di grande successo e grandi nomi che la diressero come Visconti ne IL GATTOPARDO, con il quale, ricordava, sul set c'era un silenzio quasi religioso e non ti era permesso di cambiare una virgola di quello che voleva il regista.. Tutto il contrario di quello che Claudia sperimentó sul set con FEDERICO FELLINI, dove il regista amava ci fosse confusione e improvvisazione, ma, senza farsene accorgere, alla fine tutto andava sempre nella direzione che aveva deciso lui. 
Claudia era già stata qui su queste pagine web in occasione di QUI COMINCIA L'AVVENTURA, un film, voluto dal produttore Franco Cristaldi, suo marito (che la aiutò moltissimo nei momenti di crisi anche per tenere nascosto un figlio avuto molto prima da giovanissima), per creare con MONICA VITTI una coppia alla Spencer & Hill, ma il risultato fu una pellicola poco omogenea che passava dal momento riflessivo a quello pseudo erotico, fino alla zuffa con sganassoni e stuntmen, ma fu un flop nella sua carriera. 
Tuttavia per me ha lo stesso un certo valore affettivo come tante ALTRE TRASHATE di cui ho già avuto modo di parlare. 
Piccola curiosità legale su Claudia che, a sua insaputa si vide apparire nelle foto interne dell'album Blonde On Blonde di Bob Dylan,

ma il cantautore venne immediatamente diffidato dall'utilizzare quella foto dell'attrice, per cui nelle successive ristampe del disco l'artwork interno sarebbe apparso così modificato.

Ovviamente per i collezionisti invece le copie con Claudia hanno un valore immenso. 
Anche il mondo della musica piange la scomparsa ad 88 anni di Sonny Curtis, ex voce dei Crickets

dopo Buddy Holly. 
Band quella dei Crickets che ispiró i Beatles nella scelta del loro nome rimanendo dell'ambito dell'entomologia. 
Sonny, parallelamente alla collaborazione con la band, aveva portato avanti anche una carriera solista più mirata verso lo stile country e la sua canzone più famosa è I Fought The Law che vanta anche le bellissime versioni dei CLASH,

dei Green Day e di Bruce Springsteen molto più energiche dell'originale. 
Qualcuno appassionato di sitcom invece si ricorderà di LOVE IS ALL AROUND, tema del telefilm anni 80 Mary Tyler Moore che andava in onda su Canale 5.

Canzone sempre di Sonny, ma da non confondere con l'omonima dei The Troggs che probabilmente ricordiamo di più grazie alla cover che i WET WET WET fecero negli anni 90 per la colonna sonora del delizioso Quattro Matrimoni E Un Funerale.

Anche la musica italiana ha perso Fausto Amodei, 91 anni, noto per aver composto la canzone Per I Morti Di Reggio Emilia nel lontano 1960 per ricordare le vittime delle stragi avvenute durante il governo Tambroni come racconta MILVA nell'introduzione del VIDEO qui insieme a Fausto che l'accompagna con la chitarra.

Addio Claudia, Sonny e Fausto. 

sabato 6 settembre 2025

NOTTI DI SETTEMBRE DAL GUSTO GOTH... QUASI

 Grazie ad una funzione del mio cellulare che non credevo potesse funzionare davvero, ho ritrovato una canzone che mi girava in testa e che mi portava indietro con la mente agli anni 70.


No, le due tipe bizzarre per ora non c'entrano (ma poco più avanti si), e canzone della quale ricordavo solo che diceva September facendo rima con Remember, come in tanti altri brani che mi uscivano fuori cercando con Google, tipo quello degli Earth Wind & Fire oppure di Neil Diamond o anche i Green Day.


Grazie a quella funzione che non è Shazam e per cui basta canticchiare la melodia della canzone (con un minimo di intonazione, eh), il mio fido e intelligentissimo cellulare (d'altronde "smartphone" significa proprio questo) ha riconosciuto NIGHTS OF SEPTEMBER di Edward Cliff ed ora me la sto riascoltando con grande piacere in questo primo sabato mattina di settembre dopo la sua relativa notte settembrina, appunto come la canzone. 
Chi era Edward Cliff? 
Beh intanto il suo vero nome era Jean Carlo,

un cantante brasiliano non vedente dalla voce simile a Demis Roussos e con una discografia non esattamente nutrita, ma questa canzone, forse l'unica di successo da noi, per me rimane bellissima. 
Parlando invece del 6 settembre, e in particolare quello del 1985, dai cultori del brit pop tale data è ricordata come il giorno in cui nella trasmissione televisiva britannica Bliss TV dove passava il top della new wave di allora, furono ospiti le Strawberry Switchblade

ovvero un duo femminile scozzese (quello della foto in apertura) dal look goth, ma presentandosi nel programma con un sound decisamente pop come dimostra JOLENE, la canzone che eseguirono che era la cover di un famoso successo di Dolly Parton messa anche da Beyoncé nel suo ULTIMO ALBUM
Come si può ben vedere dal video (di pessima qualità VHS) preso da quel programma tv, le due belle figliole, pur presentandosi con un look che stava tra Siouxsie e Lene Lovich come tante frequentatrici della discoteca dove mixavo all'epoca e che davano quella giusta nota di colore dark, parevano più che altro una ennesima clonazione di Cyndi Lauper, anche un po' per il balletto eseguito nel video.

Tanto per ascoltare meglio la canzone, metto anche il VIDEOCLIP ORIGINALE rimasterizzato che ha un audio decisamente migliore, pur rimanendo un brano molto leggerino. 
A dirla tutta però il vero unico grande successo delle Strawberry Switchblade (all'inizio aiutate da una collaborazione con Roddy Frame degli Aztec Camera) era stato quello di poco precedente ovvero la ancora più poppissima SINCE YESTERDAY

dove entrambe nel video sembrano anticipare quelle gothic lolita giapponesi che arriveranno negli anni 2000 pure con un paio di film come KAMIKAZE GIRLSGOTHIC & LOLITA PSYCHO di cui ho già parlato e che consiglio entrambi. 
Eh, ma qui erano appunto quegli anni 80 (che rimangono favolosi per me) che erano fatti così, con quella continua ricerca dell'immagine e infatti nel programma, tra i vari Depeche Mode, Propaganda, Cult eccetera, passavano in particolare con grande riscontro personaggi vacui come i SIGUE SIGUE SPUTNIK,

cioè tutto look e e poca sostanza nonostante fossero una produzione di Giorgio Moroder (notare nel video anche la citazione di ARANCIA MECCANICA). 
E adesso chissà? 
Magari, in particolare la prima canzone del post (ma anche le altre, perché no?) qualche ricordo riesce a rispolverarlo anche a chi sta leggendo come ha fatto con me? 

lunedì 9 giugno 2025

FANTASCIENZA CULT IN TV PER ALCUNI AMICI CHE NON CI SONO PIÙ

 Oggi tornano in scena insieme le mie due serie tv preferite che sono SPAZIO 1999U.F.O.


La prima poiché è morto ad 83 anni l'attore britannico Prentis Hancock l'interprete del pilota Paul Morrow nella prima, meravigliosa, inimitabile stagione e che purtroppo non vedrà riconfermato il suo personaggio dato per morto senza tante spiegazioni nella pessima seconda passata in mano agli americani, quella, per capirci, con la mutaforma Maya; pare che nella sceneggiatura si parlasse di uno scafandro da astronauta difettoso che ne avrebbe causato il decesso, ma evento che non è mai stato dichiarato nella serie. 
Nella sua filmografia ci sono anche alcuni episodi di DOCTOR WHO


nelle versioni di John Pertwee e di Tom Baker, dove magari non è immediatamente riconoscibile poiché non ha i caratteristici baffi di Paul Morrow. 
La seconda serie di cui si parla oggi, e anche la più glam delle due, riguarda l'anniversario caduto proprio ieri per i 20 anni della scomparsa di Ed Bishop, ovvero l'attore che interpretava il comandante Ed Straker.

Attore statunitense Ed, prestato alla serie britannica alla quale era arrivato avendo già partecipato a DOPPIA IMMAGINE NELLO SPAZIO, film che aveva la stessa squadra di produzione e che fornirà alla serie oggetti, auto, scenografie e anche intere sequenze nonché altri attori oltre a Bishop che avevo conosciuto personalmente dimostrandosi una persona estremamente affabile, proprio come se fosse un mio amico di vecchia data, e forse mai valutato veramente per quella che è stata la sua bravura nel cinema.

Prima della serie cult lo avevamo visto anche in una micro apparizione in Agente 007 Si Vive Solo Due Volte e poi in una brevissima sequenza di 2001 Odissea Nello Spazio dove non pronunciava alcuna battuta

(ma pare che la sua parte in origine fosse più lunga e sarebbe stata tagliata via nel montaggio finale), quindi nel 1971 lo ritroveremo sul set di James Bond un po' più a lungo in Agente 007 Una Cascata Di Diamanti in cui era un tecnico piuttosto ingenuo 

che si lasciava perculare da Sean Connery ritornato in servizio (segreto) dopo la pausa coperta da Lazenby, cioè tutto il contrario del comportamento che aveva invece il glaciale e deciso comandante della S.H.A.D.O., vero simbolo della serie tv di Gerry & Sylvia Anderson,

insieme alle divise del personale femminile, sicuramente improbabili, ma siamo sinceri... chi, tra il pubblico maschile, se le scorderà mai?
Di Ed Bishop si può ricordare anche il personaggio del Reverendo in 500!,

misconosciuto film commedia italiano con, fra gli altri, Marina Massironi, Marcello Cesena e Ugo Dighero (il mondo della Gialappa's) che non sono mai riuscito a vedere, ma che rimane una mia mission impossible da portare a termine, sicuramente meno rischiosa di quelle di Tom Cruise. 
Tra l'altro poco prima di Ed, il 3 giugno del 2005 era già mancato Michael Billington, l'interprete di Paul Foster nella stessa serie tv,

quindi anche per lui sono 20 anni dalla sua morte. 
Attore che però non ho mai avuto il piacere di conoscere di persona. 
Goodbye quindi a Prentis e naturalmente ancora un ricordo per l'amico Ed e anche Michael. 

giovedì 10 aprile 2025

200 ANNI DI GRANDE GATSBY

 «Così continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato».

Termina con queste parole il romanzo Il Grande Gatsby pubblicato da Francis Scott Fitzgerald il 10 aprile del 1925, cioè ben due secoletti esatti fa, e in seguito trasposto in film, tra i quali uno muto che pare andato irrimediabilmente perduto, e una versione per la tv, mentre i più degni di nota sono senza dubbio quello del 1949 con Alan Ladd (da molti considerato il migliore), la versione del 1974 con Robert Redford e Mia Farrow, pellicola vincitrice di un Oscar per i costumi, e la rilettura molto più recente diretta a modo suo da Baz Luhrmann con Leonardo DiCaprio che brinda a questo importante compleanno nella gif a inizio post, e con quell'errore temporale per cui nel film si vede l'Empire State Building (cosi caro a KING KONG) già in costruzione nel 1922, mentre venne iniziato nel 1930. 
Oppure se vogliamo essere pignoli c'è anche l'errore o reinterpretazione dell'abbigliamento dell'epoca che mostra seni push-up (vecchio lupo di un Baz...) mentre negli anni 20 la figura femminile nella moda era vestita quasi in modo da farla apparire "piatta" come avrete ben presente con i classici abiti da Charleston.

Piccolezze comunque paragonate alle tante altre critiche che il regista australiano si è visto arrivare addosso a causa del suo ben noto stile da videoclip che ti prende e ti porta dentro al film come in un turbine di immagini e suoni (anche arditi perché senti cose anacronistiche tipo Back In Black) che, pur essendo una gioia visiva, fa rimanere un po' storditi rischiando di perdere l'orientamento. 
Ma se conosci Baz sai che capitava anche, sempre con Leo, nelle scene di apertura di Romeo + Giulietta che, pensate quello che vi pare, per me rimane un lavoro bellissimo. 
Piccola nota aggiuntiva sul fatto che nel film di Baz, oltre a Leonardo e a Tobey Maguire, c'è anche Carey Mulligan, cioè la protagonista del FILM citato ieri. 
Inutile dire che però il libro di Francis, ovvero l'opera letteraria che oggi compie i due secoli, non l'ho letto, ma, fidatevi, non è stato sempre così poiché per Arancia Meccanica invece ero corso in biblioteca dopo essere rimasto folgorato dal film e, grazie alla carta stampata avevo scoperto anche il famoso ULTIMO CAPITOLO che invece Kubrick aveva omesso facendo così anche cambiare parecchio il senso definitivo dell'opera, e anche nel caso di Sandokan ero arrivato allo SCENEGGIATO TV già preparato dalle letture di Salgari, scoprendo con piacere che i personaggi in tv erano identici a come li descriveva lo scrittore il quale amava perdersi nei particolari anche delle locations (spesso, lo ammetto, risultando un po' prolisso) pur non essendo mai stato personalmente in quei luoghi esotici. 
Adesso con internet e l'intelligenza artificiale sarebbe tutto molto più semplice anche per Emilio, ma forse non sarebbe la stessa cosa... 

venerdì 4 aprile 2025

NASCE IL COMPUTER WORLD, PROPRIO COME CANTAVANO I KRAFTWERK

 Era il 4 aprile del 1975 quando due tizi molto nerd che di nome fanno Bill Gates e Paul Allen, fondavano ad Albuquerque una società che, dopo alcuni cambi di nome, si chiamerà definitivamente Microsoft e sarà destinata a cambiare radicalmente il mondo dei computer.


Certo, bisogna anche dire che l'anno successivo un'altra coppia di nerd, cioè Steve Jobs e Steve Wozniak, creavano invece la Apple, da sempre in contrapposizone alla Microsoft e i cui prodotti, a detta di chi li utilizza, sarebbero molto più affidabili anche se più costosi. 
Tuttavia ho visto personalmente andare in crisi anche dei Mac mentre venivano utilizzati per scopi musicali, ma certamente le percentuali di incidenti saranno minori. 
Da allora son passati 50 anni e nel frattempo i computer sono diventati protagonisti di moltissimi film, magari anche in situazioni romantiche improbabili come succede in ELECTRIC DREAMS oppure fantapolitiche come in WARGAMES, con la particolarità che i prodotti Apple fanno spesso da spoiler nel cinema poiché, per un accordo misterioso, i villain non devono mai utilizzare IPhones (fateci caso in GLASS ONION - KNIVES OUT) come dire... io sono il bene e Android è il male... 
Ma probabilmente il papà di tutti i computer di una certa rilevanza lo aveva già scritturato qualche anno prima Stanley Kubrick ed era il loquace impiccione ficcanaso nella foto qui sotto.


sabato 25 gennaio 2025

BOOOOMBA! UN MOVIMIENTO SENSUAL! (TRA RUSSI E AMERICANI MOLTO MOVIMIENTO E POCO SENSUAL)

 Valà che durante il capodanno appena passato l'avete ballata tutti quella canzone lì, ma, anche se la musica del sabato rimane a tema, LA BOMBA non si balla oggi.


Cioè nel senso che il post si può leggere anche con il sottofondo delle canzoni allegate per sdrammatizzare, ma si parla di bombe vere qui. 
O meglio, di un missile norvegese lanciato il 25 gennaio del 1995 dagli scienziati norvegesi e statunitensi con lo scopo di studiare da vicino l'aurora boreale. 
Tutto bene senonchè quel missile andò a volare un po' troppo vicino a Mosca e qualcuno se ne accorse. 
Era finita solo da qualche anno la GUERRA FREDDAWARGAMES era anche già uscito al cinema da più di un decennio mentre Il Dottor Stranamore di Kubrick di anni sul groppone ne aveva un po' di più, ma quel giorno si rischió davvero che si scatenasse un terzo conflitto mondiale perché quel razzo venne interpretato dai russi come un attacco nucleare da parte degli Stati Uniti

(ARRIVA LA BOMBA... Taaac!) e a Boris Eltsin, l'allora presidente russo, venne consegnata la valigetta con le chiavi per far partire la prevista controffensiva. 
Da quel momento tutte le forze armate russe furono messe in stato di allerta, ma finalmente venne appurato che non c'era davvero nessun pericolo di attacco. 
Uff... Altro che I GIGANTI che dicevano di non aver paura della bomba atomica.

Quella volta c'era mancato davvero un pelo, eppure gli Stati Uniti sostenevano di aver avvisato tutti i Paesi interessati dall'esperimento scientifico, ma chissà come mai la notifica non venne recepita in Russia. 
Alcune voci invece ritengono che il lancio di quel missile fosse stato una specie di test voluto dagli americani per verificare la capacità di reazione dei russi in caso di attacco nucleare, ma, ripeto, sono solo ipotesi. 
Fatto sta che l'argomento di oggi torna prepotentemente di attualità con la salita al "trono" (si, ho scritto trono, si) di Donald Trump e le sue nuove minacce verso la Russia. 
Minacce che per ora sono solo ulteriori sanzioni e dazi nel caso Putin non la voglia smettere con questa guerra contro l'Ucraina. 
Per ora... 

domenica 3 novembre 2024

L'ALDILÀ - ...E TU VIVRAI NEL TERRORE: LA NUOVA EDIZIONE DA COLLEZIONE

 Ecco la chicca cinematografica che avevo anticipato ieri, ed è L'Aldilà- E Tu Vivrai Nel Terrore di Lucio Fulci dato che da un paio di anni ne è stata realizzata un'edizione speciale in Blu-ray con colonna sonora allegata in vinile rosso sangue e booklet fotografico, e che adesso viene riproposta nuovamente in vendita, ma solo online.


Magari l'idea di partenza del film può ricordare Shining per l'albergo costruito dove era meglio non farlo, ok, ed è ancora più dichiaratamente ispirato a Inferno di Dario Argento, ma la pellicola vale lo stesso una visione. 
Anche perché Fulci è stato citato diverse volte nel cinema anche da nomi come Tarantino e Raimi. 
Attenzione però che il box è costosissimo, perciò solo per veri collezionisti. 
Direi che con questo film sono ufficialmente concluse in bellezza le citazioni e i post a tema Halloween per quest'anno. 
E pensare che una volta noi non sapevamo nemmeno cosa fosse sta festa horror... 

domenica 20 ottobre 2024

COME CAPISCO ALEX DELARGE ADESSO...

 "È un delitto!!! Delitto! Delitto! Usare Gioachino in questo modo! Lui non ha mai fatto male a nessuno!"


Sì, è vero, se conoscete il film saprete che la frase originale tratta da Arancia Meccanica parlava di "Ludovico Van" (Beethoven), ma quello spot dei prodotti per igiene dentale GUM che mi utilizza La Gazza Ladra di Gioachino Rossini ha provocato nella mia testa la stessa reazione che aveva Alex DeLarge nel film quando lo torturavano mostrandogli forzatamente immagini di violenza (non poteva chiudere gli occhi) con il sottofondo della musica di Beethoven, artista che lui adorava in maniera particolare e di cui ascoltava i "tremoli piatti sonori", per cui tale trattamento di ricondizionamento mentale veniva chiamato Cura Ludovico. 
Questo mio inserire Rossini nella frase famosa è perché anche La Gazza Ladra con i suoi movimenti fa parte della colonna sonora del film di Kubrick sottolineando almeno tre scene cult,

ovvero lo SCONTRO con la gang del "grosso e puzzoso Billy Goat Billy Boy, grossa palla di grasso unto e bisunto", quella sulla "DURANGO 95 che filava molto karasció con piacevoli vibrazioni trasmesse al basso intestino",

e quella della RIVALSA di Alex sui suoi Drughi che cercavano di sottometterlo, ma lui capisce che "il pensare è per gli stupidi mentre i cervelluti si affidano all'ispirazione",

che nel suo caso gli era arrivata da quella musica di Rossini tramite una finestra aperta, e RISTABILISCE così le posizioni "right, right, right".

Qui nello spot visto sulla Nove, che ho cercato su YouTube, ma probabilmente anche lui, il vecchio "You", si vergogna di quella roba e non lo pubblica, quella Gazza Ladra me la sono ritrovata smozzicata e rimontata malissimo da un pazzo che probabilmente non sa cosa ha per le mani e adesso ogni volta che passa in tv sono stilettate che devo subire come quando editano certe canzoni immortali per accorciarle e farle eseguire nei talent show.
Ricordo a riguardo, come fosse adesso, una STAIRWAY TO HEAVEN da denuncia ad un The Voice Of Italy ridotta a due minuti con Piero Pelù che duettava con il concorrente che era pure bravo, ma mioddio! 

Spero di esser stato "chiaro come un lago senza fango o come un cielo d'estate sempre blu, sir" e mi chiedo ancora se era davvero necessario tale scempio. 

mercoledì 11 settembre 2024

FLY ME TO THE MOON - LE DUE FACCE DELLA LUNA (ALLA FACCIA DEL COMPLOTTISMO)

 Cosa posso dire di Fly Me To The Moon se non che è un film delizioso nonostante una durata un pochino oversize?


Ok, sono un po' di parte perché già in partenza per me un film con Scarlett Johansson è delizioso a prescindere, tanto più che la vediamo in quegli outfit degli anni 60 che le danno pure qualcosa in più e non credo sia solo per la biancheria da porto d'armi, quella che rendeva tutto a punta come un missile e che REESE WHITERSPOON era costretta ad indossare in PLEASANTVILLE.


Ma qui penso che anche il pubblico femminile sia deliziato dal fisico di Channing Tatum anche se in verità un po' troppo granitico per essere credibile come uno tipico degli anni 60. 
Comunque al particolare ci si passa sopra volentieri dato che la storia raccontata fila via benissimo. 
Storia che è quella strafamosa dell'allunaggio dell'Apollo 11, che i complottisti continuano a sostenere che non sia mai avvenuto e che sia stato girato in studio come accade in Capricorn One (pietra miliare da vedere se vi manca). 
Anzi, si attribuisce tale fake a Stanley Kubrick (pure citato nel film), già avvezzo a filmare scene spaziali per un altro film che credo sia abbastanza famoso. 
Qui si torna un po' come in un altro film divertentissimo di cui avevo già parlato che era MOONWALKERS, e il falso allunaggio viene davvero realizzato in studio, ma come piano B nel caso qualcosa non andasse per il verso giusto, procedura che viene fatta quasi sempre anche negli show in diretta e ne avevo parlato in occasione del JESUS CHRIST SUPERSTAR LIVE IN CONCERT mandato in onda alcuni anni fa dalla tv americana, dove non se ne ebbe bisogno perché andò tutto liscio. 
Tornando al nostro film infine si scopre se il piano B sia diventato A o meno, ma non dico nulla perché il film su Apple Tv è da vedere assolutamente e perché c'è pure Woody Harrelson con un minutaggio minore rispetto agli altri due, ma che vale ogni singolo secondo della sua presenza in scena.

Ah... 
La sola cosa inutile del film c'è ed è l'aggiunta del titolo italiano, ma per fortuna stavolta non è stata messa una frase demenziale come tante volte è successo in passato. 
Cioè ci poteva capitare qualcosa tipo Un Astronauta Tutto Matto o anche peggio... 

venerdì 2 agosto 2024

ZIGGY STARDUST TORNA IN TV

 Questa sera su Rai 5, rete nazionale che dedica molto spazio alla musica, specialmente quella "storica", arriva un omaggio a David Bowie e al suo più celebre personaggio perché alle 22,35 andrà in onda il film concerto "Ziggy Stardust and The Spiders From Mars", ovvero il documento filmato della chiusura dell'Aladdin Sane Tour, che il cantante inglese tenne all'Hammersmith Odeon di Londra il 3 luglio 1973.


Piccola curiosità sul titolo di quel disco che fa pensare alla favolesca lampada di Aladino, mentre invece spostando gli spazi fra le lettere esce fuori A Ladd Insane, cioè Un Ragazzo Pazzo. 
E questo sarebbe solo uno dei tanti scherzetti che David ha fatto durante quella sua carriera che ha avuto anche dei momenti bassi, è vero, ma in quelli alti era davvero difficile stare al suo pari.

Comunque questo film concerto dove David nel look sembra ricordare Patty Pravo (se lo dite vi rispondo con il meme di Willy Wonka!!!), suppongo l'abbiate già visto, ma nel caso invece foste dei neofiti, non aspettatevi uno show faraonico, tutto luccicante come quello di Taylor Swift, perché qui intanto si comincia a mettere i musicisti su un palco che non è così immenso come si potrebbe pensare per un personaggio come Ziggy Stardust e Gli Spiders From Mars,


e inoltre la FOTOGRAFIA è perennemente scura, cupa, sgranata, forse dovuta anche alla scelta del regista di girare in 16 mm, cioè poco più che una pellicola amatoriale. 
Altra curiosità è l'apertura del film che ad un certo punto, prima dell'entrata dei musicisti, ci porta le note di una famosa SINFONIA di Beethoven riletta da Wendy Carlos

(all'epoca era ancora Walter) e che conosciamo per essere presente nella soundtrack di Arancia Meccanica. 
Ma le curiosità continuano con l'inizio del concerto che viene riproposto tale e quale anche nel film Stardust, dove però Hang On To Yourself viene sostituita dalla COVER di un brano (credo, ma non ne sono sicuro) dei T-Rex

perché in quel film non può essere suonata nessuna canzone di Bowie per le solite questioni di diritti musicali. 
Questo film concerto l'avevo visto prima in VHS e poi anche in DVD sperando in un'immagine migliore, ma invece niente. 
E se già le immagini dello spezzone qui sopra tratto da Stardust vi sembrano scure, beh, il film originale (pubblicato per la prima volta in cassetta proprio nell'agosto del 1984) è pure peggio, tuttavia rimane un concerto importante perché segna la morte del personaggio e la rinascita di Bowie che toccherà anche il funky di YOUNG AMERICANS,

dove vediamo suonare anche un giovane David Sanborn, prima di portarci, con la collaborazione di Tony Visconti e Brian Eno, nella famosa trilogia berlinese dalla quale arriva l'immortale HEROES e il suo videoclip assolutamente minimale.

Solo pagine di storia in musica che non fanno mai male. 

mercoledì 31 luglio 2024

FANTASCIENZA IN TV, CHE PASSIONE!

 Nella serie tv U.F.O. dei primi anni 70, la mia preferita, l'episodio L'Ingrandimento raccontava del tentativo maldestro fatto dalla S.H.A.D.O. (l'organizzazione segreta per la difesa spaziale) di mandare una sonda a fotografare il pianeta degli alieni invasori


(e per i cultori è famosa questa scena con la bellissima Gabrielle Drake sul finale). storia questa che si ispirava al programma Ranger della NASA, dove, proprio il 31 luglio come oggi, ma del 1964, la sonda Ranger 7 invece riusciva a trasmettere a terra le prime foto ravvicinate e dettagliate della luna, così per farsi un'idea di cosa avrebbero potuto trovare gli astronauti mandati a conquistare il satellite alcuni anni dopo; ma inutile dire che per soliti lunacomplottisti quelle foto sarebbero invece servite a Kubrick per realizzare il set del falso allunaggio (uhmmm... due giorni consecutivi che Stanley entra nei miei post... Complotto?). 
Facezie a parte, già dal 1961 c'erano stati dei tentativi non andati a buon fine e comunque in ogni lancio, la sonda era stata progettata per impattare contro la luna dopo avere inviato a terra il reportage con una modica spesa complessiva di 170 milioni di dollari. 
Tale reportage fotografico verrà realizzato anche in seguito da successive sonde mandate in avanscoperta anche verso altri pianeti. 
Da lì a ideare la trama per un episodio della serie fantascientifica di Gerry & Sylvia Anderson il passo fu breve, ma vedremo in futuro che anche altre trovate viste in tv avranno dei fondamenti scientifici, tranne ovviamente gli alieni invasori...

O forse no? 

martedì 30 luglio 2024

GIOACHINO ROSSINI, UNA STAR DEL CINEMA

 Due secoli in effetti sono niente in confronto all'eternità, ma ad oggi che è il 30 luglio se facessimo un grande salto indietro nel tempo di due secoli esatti troveremmo il nostro Gioachino Rossini che viene nominato direttore musicale del Theatre-Italien di Parigi.


Quella Parigi adesso al centro dell'attenzione mediatica per le Olimpiadi (che, confesso, non sto seguendo perché preferisco fare un minimo di sport piuttosto che guardarlo in tv), e quel Rossini raccontato al cinema prima in bianco e nero nel 1941 in Rossini (appunto), e poi più di recente nel 1991 in Rossini! Rossini! dove il musicista era interpretato da Sergio Castellitto e Philippe Noiret per rappresentarlo sia da giovane (nei flashback) che negli ultimi anni di vita, sotto la regia di quel mito che era stato Mario Monicelli, 

ma che francamente qui non mette niente del suo estro, anche perché il film tv gli era stato affidato fra capo e collo e non era una cosa a cui aveva lavorato lui dall'inizio portando così a casa un risultato piuttosto piatto. 
Quel Rossini che per la prima volta venne utilizzato come colonna sonora nel cinema nel film del 1933 La Guerra Lampo Dei Fratelli Marx e che in seguito ritroveremo spesso, per esempio al servizio di Orson Welles, Federico Fellini e Steven Spielberg. 
Ma sopratutto quel Rossini che sottolinea con LA GAZZA LADRA la corsa in macchina di Alex e i suoi Drughi in Arancia Meccanica,

scelta decisamente audace per Kubrick in un film dove la violenza la fa da padrona, e non parlo solo di quella degli scavezzacolli stupratori, ma sopratutto di quella che lo stato farà al protagonista, che poi è la vera chiave di lettura del film travisato da parecchia gente. 
Sempre sua di Gioachino è l'Overture del Guglielmo Tell riletta in versione speed al synth da Wendy Carlos (allora si chiamava ancora Walter) durante la scena di sesso sfrenato (perché accelerata come le comiche) con le due ragazza agganciate nel negozio di dischi dove, se ci fate caso, sul tabellone colorato a sinistra appaiono citati anche The Sparks, ovvero il duo musicale anticonformista dei fratelli Ron e Russell Mael.


Film che, siccome è nelle zone alte della mia classifica personale vi rinfresco la memoria in chiusura di post, si apriva con queste testuali parole: Eccomi là. Cioè Alex e i miei tre drughi. Cioè Pete, Georgie e Dim. Ed eravamo seduti nel Korova Milk Bar arrovellandoci il gulliver per sapere cosa fare della serata. Il Korova Milk Bar vende “latte+”, cioè diciamo latte rinforzato con qualche droguccia mescalina, che è quel che stavamo bevendo. È roba che ti fa robusto e disposto all’esercizio dell’amata ultraviolenza. (Alex nella scena iniziale del film doppiato da Adalberto Maria Merli). 

lunedì 15 luglio 2024

STAVOLTA WENDY NON L'HA SCAMPATA (E NEMMENO BRENDA)

 Anche questa settimana mi tocca aprirla con alcuni addii famosi dato che se n'è andata anche Shelley Duvall, la mitica Wendy di Shining perseguitata da Jack (Nicholson/Torrance) munito di accetta.


Shelley ottenne quel ruolo scelta da Kubrick per il modo così realistico in cui sapeva piangere. 
Cosa buona per lei, ma scoprirà poi sul set che la stessa scena in cui si disperava tra le lacrime l'avrebbe dovuta girare almeno una trentina di volte perché Stanley era fatto così e la disperazione alla fine te la faceva uscire per davvero anche se fossi stata una "cagna maledetta" (cit. Boris). 
Shelley non aveva studiato recitazione, ma quasi per caso era finita nelle grazie di Robert Altaman che la vorrà in diversi suoi film fra i quali il famoso Nashville,

film corale (secondo il tipico stile del regista) che ruota intorno a 24 personaggi presenti al famoso festival country che si tiene nella città del Tennessee e che non è mai stato doppiato in italiano, ma solo sottotitolato per cui difficilmente venne proiettato nelle sale normali, ma piuttosto confinato a quelle da cinestudio. 
Anche da Woody Allen Shelley ottenne una parte in Io E Annie, passando poi anche sotto la direzione di Terry Gilliam, Tim Burton e Steven Soderbergh, ma ultimamente l'attrice non era più esattamente in bolla e spesso vaneggiava cose senza senso. 
A portarla via a 75 anni sono state le complicazioni del diabete dal quale era affetta da tempo. 
Altro grande addio per Shannen Doherty,

53 anni e indimenticabile Brenda Walsh di Beverly Hills 90210. 
Da una decina di anni lottava contro un tumore al seno, ma le metastasi erano infine arrivate anche al cervello. 
La ricordiamo anche come Prue delle sorelle Halliwell della serie Streghe (Charmed), poi fuoriuscita con la morte scenica del personaggio, ma, in realtà per tensioni con Alyssa Milano, cioè la sorella Phoebe. 
Anche il cinema italiano perde un noto personaggio che arriva dal capolavoro Amarcord di Federico Fellini (probabilmente il suo film che preferisco) e sto parlando del giovane Titta interpretato da Bruno Zanin

(da giovane quasi identico a Tom Cruise) che attualmente aveva ormai 73 anni. 
La carriera di Bruno aveva avuto inizio proprio con quel film dopo che era capitato a Cinecittà in cerca di lavoro. 
Prima invece aveva avuto una pessima esperienza studiando da prete per volere dei suoi genitori, ma dovendo subire abusi da un religioso per cui molló tutto deciso a lasciarsi alle spalle quei brutti ricordi. 
Oltre che ad una decina di film, Zanin ha partecipato anche a fiction per la tv e lavori teatrali, scrivendo in più anche libri ed articoli per giornali. 
Per la musica invece devo segnalare la scomparsa di Tonj Acquaviva degli Agricantus

di cui è stato il fondatore polistrumentista e percussionista nel 1979, la pluripremiata band di musica inizialmente etnica evolutasi negli anni 80 in elettronica trance e i cui brani sono spesso stati usati come colonna sonora in film come questa AMATEVI tratta da I Giardini Dell'Eden.

Oltre che nei dischi ufficiali degli Agricantus, che sono una decina, i loro brani sono reperibili anche in quelle compilations lounge della serie Buddha Bar che funzionavano un po' di tempo fa. 
Tonj aveva 61 anni. 
Concludo con colui che è stato vittima dell'attentato a Donald Trump durante un comizio un paio di giorni fa,

cioè il cinquantenne ex vigile del fuoco Corey Comperatore che ha fatto scudo con il suo corpo per proteggere moglie e figlia rimanendo ucciso. 
L'ex presidente in corsa per la Casa Bianca invece è stato ferito ad un orecchio di striscio. 
Addio Shelley, Shannen, Corey, Bruno e Tonj. 

mercoledì 3 luglio 2024

NAPOLEON: RIPRENDIAMO IN MANO I LIBRI DI STORIA, MA A MODO NOSTRO

 Al buon Ridley Scott piace fare come Kubrick che amava passare con estrema disinvoltura da un genere all'altro dato che qui il nostro regista torna alle atmosfere del suo film d'esordio che fu I Duellanti (per Stanley invece ambientato più o meno nella stessa epoca c'era stato Barry Lyndon che, giuro, non è il cantante dei Sex Pistols... Eh) e stavolta ci racconta la storia che leggevamo sui libri di testo a scuola con Napoleon, ma ce la presenta rivista a modo suo come succedeva anche con Il Gladiatore dove la Roma sullo schermo non era poi così verosimile, ma ai fini dello spettacolo funzionava benissimo, ed anche qui certi eventi non sono così fedeli, ma, come dissi per BOHEMIAN RHAPSODY, si sta facendo un film e non un documentario di Alberto Angela (o Piero).


Il Napoleone di Scott, che ha le fattezze di Joaquin Phoenix, brilla nelle colossali scene di battaglia realizzate anche con l'aiuto della CGI, però di quella che non te ne accorgi mai che c'è, ed è questo il modo corretto per utilizzarla cari miei cineasti. 
Durante tali scene però in alcuni momenti ho avuto l'impressione di vedere certe baionette piegarsi come se fossero fatte di gomma... cosa possibile se non vuoi fare una vera strage fra le comparse, oppure sono stati solo problemi di vista miei.


Che poi il resto del film sia invece una commedia drammatico/romantica da soap opera o romanzo Harmony, magari potevamo anche sospettarlo ben sapendo l'importanza che ha avuto per l'imperatore il suo amore per Giuseppina (Vanessa Kirby, ma quanto è bella?) anche se ella lo cornificava senza ritegno dato che il marito se ne stava sempre in giro a conquistare il mondo (paragone come se per lei lui fosse tutte le sere a fare partite di calcetto con gli amici).

Quello che non mi aspettavo personalmente è che in alcuni momenti, per il tono ridicolo che il film di Ridley raggiungeva (non so se intenzionalmente), al posto di Joaquin Phoenix ci ho visto Steve Carell se non addirittura Will Ferrell. 
Giuro, tipo nei momenti che dava un bel po' di matto ho avuto quel transfer visivo.

Ah la nota posa iconica di Napoleone con la mano destra infilata sotto al panciotto, quella non la si vede mai (una delle tante omissioni volute da Scott), e dico per fortuna perché temo che sennò l'effetto commedia alla Mel Brooks sarebbe stato completo. 
A meno che essa non faccia parte del materiale tagliato per le sale cinematografiche e magari ci sarà nell'edizione integrale di 4 ore (!!!) prossimamente in uscita. 
Ma per me anche no, sono già a posto così. 
Grazie. 

mercoledì 17 aprile 2024

METRO-GOLDWIN-MAYER: AND YOU'RE GONNA HEAR ME ROAR

 Pochi giorni fa parlavo del PRECURSORE del moderno cinema ed oggi compie un secolo esatto la Metro-Goldwin-Mayer, la storica casa di produzione statunitense nata dalla fusione di altre tre (i tre nomi appunto) con il famoso leone che ruggisce nel cerchio.


Leone che, senza contare le mille parodie con gattini e quant'altro, nel corso degli anni ha cambiato faccia ben sei volte perché tanti sono gli animali che si sono succeduti in quel ruolo, con anche un logo stilizzato voluto da Kubrick per aprire 2001 Odissea Nello Spazio (ma era già apparso in apertura di altri due film) dato che a lui piacevano molto i titoli essenziali su fondo colorato come ricorderete anche in ARANCIA MECCANICA
Da notare che il nostro leone all'inizio era muto e solo quattro anni dopo faceva sentire il suo ROAR,

come la canzone di Katy Perry appunto, grazie all'arrivo del sonoro, avvento che turbava non poco Brad Pitt in BABYLON
Tale casa è stata comunque una garanzia di film di un certo livello, tipo come in Italia lo era la Titanus con il suo scudo, seppure qualche baggianata sia uscita sporadicamente anche da lì per la verità. 
Bondiani senza dubbio in esultanza perché è stato grazie alla MGM se abbiamo visto iniziare le avventure di 007 sul grande schermo, ma anche i Pink Floyd di The Wall, Rocky e Thelma & Louise (fra i tanti) si sono fregiati di tale marchio prestigioso. 
Tuttavia il più grande successo mondiale e commerciale la MGM lo ha avuto producendo i cartoons di Tom & Jerry, ovvero lo show più violento del mondo che vanta anche un merchandising di portata incalcolabile.

Ultimamente la casa, dopo varie vicissitudini fra le quali anche un rischio di fallimento, è passata di proprietà del gruppo Amazon. 
Quindi è finita nel giro delle piattaforme pure lei con gli algoritmi che producono i film a getto continuo? 
Non lo so questo, ma di sicuro i tempi cambiano per tutti. 

mercoledì 3 aprile 2024

IO SONO IL SERGENTE FOLEY, VOSTRO CAPO ISTRUTTORE!... MA FORSE ERA UN ALTRO FILM

 È risaputo che il successo di un film dipende parecchio dal cattivo che scegli di metterci dentro, e il sergente Foley di Ufficiale E Gentiluomo era così bastardo che se non ci fosse stato, pur con Richard Gere al suo meglio, non sarebbe stato lo stesso film (e lo sapeva bene Kubrick che per il suo Hartman di Full Metal Jacket si era ispirato a lui, ma esasperandone al massimo i tratti caratteriali), tant'è che Louis Gossett Jr. per tale ruolo si era preso pure l’Oscar, cosa molto rara per un attore di colore perché riuscita solo a Hattie McDaniel, la Mami di Via Col Vento, nel 1940 e a Sidney Poitier nel 1964 per I Gigli Del Campo.


Purtroppo ad 87 anni Louis ci ha lasciati, ma personalmente lo ricordo con piacere anche in tutt'altro ruolo sotto un pesante makeup al fianco di Dennis Quaid nel survival fantascientifico Il Mio Nemico diretto da Wolfgang Petersen, quello de La Storia Infinita. 
Altra grave, recente perdita riguarda l'attore britannico Chance Perdomo che è morto a soli 27 anni in un incidente in moto senza altre persone coinvolte.

Chance, oltre ad essere stato Ambrose Spellman in Le Terrificanti Avventure Di Sabrina, lo avevamo visto di recente tra i protagonisti di GEN V, splendido spinoff di THE BOYS
La produzione stava per dare il via alle riprese della nuova stagione, quando la notizia dell'incidente ha gelato tutti ed ora si dovrà rivedere se cancellare il personaggio oppure trovare un sostituto.
In coda anche un ultimo saluto a Joe Flaherty, 82 anni, attore comico deceduto dopo una breve malattia, che in Ritorno Al Futuro Parte II interpretava il messo che consegnava a Marty la lettera di Doc sotto la pioggia,

quella pioggia temporalesca il cui fulmine aveva colpito la DeLorean mandandola nel... terzo episodio. 
Goodbye Louis, Chance & Joe. 

IL MATRIMONIO DEL SECOLO

 In effetti in seguito ce ne saranno altri di matrimoni eclatanti, ma allora, quello che la Metro Goldwyn-Mayer trasmise in diretta il 19 ap...