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mercoledì 15 maggio 2013

Focaccia barese

Oggi voglio condividere con voi la ricetta di questa fantastica focaccia barese che mi è stata data da un caro amico del Fan Club di Luca Montersino: grazie Carmelo per aver condiviso con noi questa prelibatezza.
Inoltre è anche molto semplice da fare a patto, ovviamente di rispettare due o tre regolette fondamentali per la buona riuscita di un lievitato.
 
FOCACCIA BARESE
(ricetta di Carmelo Tortora)
 
 
Ingredienti per 2 teglie da 29/30 cm di diametro:
120gr di lievito madre oppure 15 gr di lievito di birra (io ho usato ldb)
100 gr di farina debole
200 gr di manitoba
200 gr di semola di grano duro rimacinata
10 gr di zucchero
5 gr di malto (oppure miele)
200 gr di acqua temperatura ambiente
100 gr di latte a temperatura ambiente
15 gr di sale
30 gr di evo

olive nere di Gaeta
rosmarino
sale grosso
olio evo

E' un impasto diretto. Mescola nella ciotola della planetaria le tre farine ben setacciate, il lievito, lo zucchero ed il malto ed aggiungi a filo l'acqua lentamente. Quando l'acqua è ben assorbita e l'impasto è omogeneo aggiungi il sale, fai assorbire e completa con l'olio evo un cucchiaio alla volta lentamente. Fai incordare bene l'impasto.
Se necessario correggi con un pò d'acqua o di farina secondo necessità (l'assorbimento dipende dalla farina).
Fai puntare l'impasto per circa 30 minuti coperto con pellicola trasparente.
Ungi le teglie qualche giro di olio evo, quindi riprendi l'impasto, porzionalo, fai la pirlatura e adagia in teglia, spennella con olio d'oliva e metti a lievitare in forno caldo con luce accesa (circa 20/30 minuti).
Appena noti che la lievitazione ha inizio, schiaccia con le dita l'impasto allargandolo fino a toccare i bordi della teglia.
Copri le teglie con pellicola e metti nuovamente a lievitare sempre in forno fino al raddoppio del volume (a me, con ldb c'è voluta circa 1 ora e mezza).
Terminata la lievitazione, cospargi la superficie con le olive, gli aghi di rosmarino, poco sale grosso e un giro di olio evo.
 
...eccola pronta per il forno....
 
Inforna in forno preriscaldato a 180/190° fino a doratura (ci vorranno all'incirca 15 minuti).
Sforna le focacce e attendi 10 minuti prima di gustarle con del formaggio o dei buoni affettati e, come consiglia Carmelo, un buon bicchiere di Primitivo di Manduria.
 
E' buonissima anche fredda il giorno dopo oppure basta passarla 1 minuto in forno caldo per farla tornare come appena sfornata.
 
 
La versione originale è con pomodorini, che io ho fatto successivamente da di cui mi sono dimenticata di fare le foto: pomodorini, sale grosso, origano e olio evo.....squisita!!!! Alcune ragazze del Fan Club l'hanno anche fatta con le patate......questo per dire che è possibile fare tutte le varienti possibile, in base ai proprio gusti....e vi assicuro che una volta provata non la lasciate più!
 
Alla prossima e....jambo jambo!!!

domenica 25 novembre 2012

Risotto trentino alle mele e mortandela

Oggi risotto per tutti!!! Quello che vi propongo è un piatto gustoso e saporito e qualcosa di simile l'avevo già fatto, solo che questa volta l'ho leggeremente alleggerito nella preparazione (niente soffritto e niente burro di mantecatura) ed ho sostituito il classico speck con la mortandela, un salume di carne suina macinata e impastata a forma di polpetta tipico della Val di Non.  
Eccola.....
 
 
Veniamo alla ricetta!!
 
RISOTTO TRENTINO ALLE MELE E MORTANDELA
 
 
Ingredienti per 2 persone:
140 gr di riso carnaroli (o altro riso per risotti)
1 mela
80 gr di mortandela
brodo vegetale
vino bianco
olio evo
sale e pepe
 
Fate tostare a secco il riso, quindi sfumatelo con 1/2 bicchiere di vino bianco, fate evaporate ed unite 3/4 della mela tagliata a cubetti e 50 gr di mortandela sempre a cubetti. Portate a cottura aggiungendo gradatamente il bordo vegetale. Salate e pepate. Fuori dal fuoco mantecate con 2 cucchiai di olio evo. Fate riposare coperto per qualche minuto, quindi impiattate completando con il resto della mela e della mortandela a cubetti.
 
 
Accompagnatelo, se di vostro gradimento, con un calice di buon vino rosso....per noi, tanto per rimanere in tema, un fantastico vino trentino, un Marzemino d.o.c. del 2011!
 
Alla prossima e......jambo jambo!!!


martedì 25 settembre 2012

La cena calabrese: parte 1^

Di ritorno dalle due settimane in Calabria insieme alla mia famiglia, ho voluto organizzare una cena con prodotti e ricette tipiche calabresi per far assaporare anche ai miei suoceri ed ai mie cognati un pò di questa splendida terra.
Quello che vi propongo oggi è un deliziosissimo contorno: verdure grigliate al salmoriglio (che ho scoperto solo quest'anno essere tipico della Calabria).

VERDURE GRIGLIATE AL SALMORIGLIO


Ingredienti:
2 melanzane
2 peperoni rossi
2 grosse zucchine
2 grosse cipolle di Tropea
sale fino

Per il salmoriglio (io l'ho fatto un pò a modo mio):
6 cucchiai di olio evo
3 cucchiai di succo di limone
2 spicchi d'aglio
origano qb
prezzemolo qb
sale e pepe qb

Preparate il salmoriglio, emulsionando in una ciotola tutti gli ingredienti ad eccezione dell'aglio. Alla fine aggiungete anche l'aglio sbucciato e tagliato in 4 parti in modo che possa essere eliminato facilmente. Coprite con pellicola e fate riposare in frigo intanto che preparate le verdure.

Lavate i peperoni e fateli abbrustolire in forno su una teglia rivestita di carta forno a 200° per 30 minuti circa, girandoli spessissimo in modo che cuociano uniformemente da tutti i lati (sono pronti quando risulteranno appassiti).
Toglieteli dal forno e metteteli a riposare in un sacchetto per alimenti per 30 minuti, poi spellateli e tagliateli a losanghe piuttosto larghe.
Tagliate le melanzate a fette spesse circa 1 cm, posizionatele in uno scolapasta e cospargetele di sale fino. Lasciatele spurgare per 1/2 ora, quindi sciacquatele abbondantemente sotto il getto dell'acqua corrente e tamponatele con carta assorbente.
Nel frattempo che le melanzane spurgano preparate le zucchine: lavatele bene, spuntate e tagliatele a rondelle spesse, quindi grigliatele su una griglia di ghisa rovente e a fiamma alta girandole solo una volta.
Fate lo stesso con le melanzane.
Tagliate in due le cipolle e tagliatele a rondelle non troppo sottili, mettetele in una ciotola capiente e conditele con 1 cucchiaio di olio evo, mescolate bene. Rovesciatele sulla griglia rovente e fatele cuocere muovendole spesse in modo che cuociano uniformemente senza bruciare.
Sistemate le verdure in un piatto da portata e irroratele uniformente con il salmoriglio (se volete potete già eliminare l'aglio). Fate riposare in frigo fino al momento di servire.
 
 
Le trovo davvero fantastiche....soprattutto le cipolle di Tropea ed i peperoni!!! Provatele e vedrete che mi darete ragione.
 
Alla prossima con la seconda parte della cena calabrese e ......jambo jambo!!!!

giovedì 20 settembre 2012

Peperoni con la mollica

La foto non rende assolutamente giustizia a questo piatto davvero gustoso e, cosa che non guasta, di semplice preparazione.

PEPERONI CON AL MOLLICA
 (tratta da Ricettesiciliane.com)


Eccovi la mia versione

Ingredienti:
600 gr di peperoni misti
80 gr di pane grattugiato
3 cucchiaini di capperi sott'aceto o sotto sale
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di aceto
olio evo
sale e pepe

Lavate i peperoni e fateli abbrustolire in forno su una teglia rivestita di carta forno a 200° per 30 minuti circa, girandoli spessissimo in modo che cuociano uniformemente da tutti i lati (sono pronti quando risulteranno appassiti).
Toglieteli dal forno e metteteli a riposare in un sacchetto per alimenti per 30 minuti, poi spellateli e tagliateli a losanghe.
In una padella, senza l'aggiunta di grassi, fate tostare il pane grattugiato.
In un altro tegame in abbondante olio (io non ne ho messi solo 4 cucchiai e probabilmente ha influito sul colore finale del pane grattugiato che era un pò anemico) fate rosolare l'aglio in camicia ed i capperi (dissalati se usate quelli sotto sale). Aggiungete anche i peperoni e dopo due minuti anche il pane abbrustolito. Quindi salate e pepate e lasciate insaporire qualche minuto. Aggiungete infine l'aceto, fate evaporare e spegnete il fuoco.
Servite freddi.

Li abbiamo assaggiati ancora tiepidi e non erano male....una volta raffreddati però erano sicuramente più gustosi perchè i sapori si sono amalgamati perfettamente.

organizzato da Trattoria MuVara
e ospitato per questa lettera da Fragoliva
 
 

Alla prossima e....jambo jambo!!!!

venerdì 7 settembre 2012

Tortiglioni all'amatriciana

Un altro primo piatto.....ma è un pò che manco (purtroppo) dal giro culinario d'Italia organizzato dalla Trattoria MuVara e la tappa do Roma (città che amo alla follia per i suoi abitanti, per la sua bellezza e per la sua cucina) non volevo proprio perdermela!!!!
La ricetta per questo piatto non so se sia quella "originale"...io l'amatriciana la faccio come mi ha insegnato una mia ex collega, nata e cresciuta a Roma e poi trapiantata a Milano per amore.
TORTIGLIONI ALL'AMATRICIANA




Ingredienti per 4 persone:
200 gr di guanciale
1 foglia di alloro
una confezione di pomodori pelati (per me Mutti)
280 gr di tortiglioni (o i più tradizionali bucatini, che però è un formato che non amo particolarmente - mentre i tortiglioni li adoro perchè raccolgono il sugo in maniera fantastica!)
sale grosso e fino
1 peperoncino piccante

Pecorino qb (possibilmente Pecorino di Amatrice che rispetto a quello romano ha un sapore decisamente più delicato e molto meno salato) - ovviamente ve lo indico per completezza ma io non l'ho utilizzato visto che in casa mia il formaggio è bandito.
 
Tagliate il guanciale a cubetti e, senza aggiungere grassi, mettetelo in una padella antiaderente con la foglia di alloro ben lavata ed il peperoncino (intero o a pezzetti secondo il grado di piccante che preferite). Coprite e fate "sudare" per una decina di minuti. A questo punto aggiungete i pomodori pelati, rimettete il coperchio e fate cuocere per circa 20 minuti. Quando i pelati sono morbidi schiacciateli con una forchetta eliminando il picciolo verde del pomodoro, salate leggermente e continuate la cottura per altri 10/15 minuti.
Fate cuocere i tortiglioni al dente in abbondante acqua salata, scolateli con una schiumarola direttamente nel sugo e fate mantecare a fuoco vivo per un paio di minuti (aggiungendo anche il Pecorino se lo usate).
Servite ben caldo.
Vi assicuro che merita davvero....io non la faccio spesso visto che non è proprio leggerissina.....ma quando la mangio è una vera festa per il palato....poi accompagnato da un calice di ottimo vino rosso ......beh...la festa è all'ennesima potenza!!!

organizzato da Trattoria MuVara
e ospitato per questa lettera da GarbugliO


Alla prossima e ....jambo jambo!!

venerdì 31 agosto 2012

Fusilli integrali Cavalieri con pesto trapanese rivisitato

Eccomi con un'altra ricetta per il contest di Atmosfera Italiana
Lo spunto per il pesto trapanese l'ho preso da una carissima amica, siciliana doc ma romana d'adozione.....Chiara del blog Cucinando con mia sorella!!
Ecco come l'ho reintrerpretato io.

FUSULLI INTEGRALI CAVALIERI CON
PESTO TRAPANESE RIVISITATO

Ingredienti:
1 mazzetto di basilico
qualche foglia di menta
una decina di pomodorini pachino
20 gr di nocciole
30 gr di mandorle pelate
1 spicchio di aglio
qb di olio EVO
sale grosso
1 peperoncino

speck a cubetti



In un mortaio pestate inizialmente l'aglio, il peperoncino, il basilico e la menta  con un pò di sale grosso fino a ridurre tutto in crema. Sempre lavarando aggiungete anche i pomodorini pelati e privati dell'acqua di vegetazione, le mandorle, le nocciole e l'olio qb fino ad ottenere un pesto omogeneo.

In una padellina antiaderente fare saltare, senza aggiungere grassi, i dadini di speck fino a rendeli croccanti. Fate cuocere al dente la pasta, conditela con qualche cucchiaio di pesto, dividetela nelle coppette e completate con qualche dadino di speck croccante.


Con questa ricetta partecipo quindi al contest di Atmosfera Italiana
Alla prossima e....jambo jambo!!!!

mercoledì 27 giugno 2012

Tagliolini alla Giulietta

Poco tempo fa sono stata contattata da una casa editrice veneziana, la "Lunargento" che mi ha proposto una collaborazione...ecco una stralcio della mail ricevuta:

"Siamo una casa editrice veneziana e abbiamo appena realizzato la guida Vita di Giulietta. Una biografia d'autore e un viaggio nei ristoranti, alberghi e pasticcerie del territorio veronese. La guida presenta il meglio dell'ospitalità veronese, con la creazione di un vero e proprio circuito di ristoranti, hotel, Bed&Breakfast e pasticcerie legati tra loro dalla celebrazione di questa figura shakespeariana che accompagna il viaggiatore nei luoghi fedeli all'atmosfera romantica di Giulietta.  I migliori ristoranti del territorio veronese si raccontano e descrivono il proprio legame con la figura di Giulietta, dedicando a quest’ultima una ricetta, permettendo di cimentarsi nella preparazione di piatti tipici veronesi. Una scelta di pasticcerie prestigiose del territorio veronese si racconta e dedica un dolce pensiero a Giulietta, con la proposta di esclusivi dessert.  Per promuovere questa nostra pubblicazione abbiamo scelto il web come mezzo vincente di comunicazione. Per questo motivo la contattiamo per chiedere la sua collaborazione: avremmo piacere che recensisse la nostra guida o in alternativa che pubblicasse una o più ricette a sua scelta sul suo blog esplicitando che provengono dalla nostra guida.  In cambio offriamo visibilità sul nostro sito nella sezione interviste, in cui le dedicheremo uno spazio per parlare del suo blog e raccontare la sua esperienza grazie a domande mirate a valorizzarne le peculiarità" 

Ho accettato con vero piacere...e pochi giorni dopo mi è arrivata appunto la guida!!!! L'ho sfogliata...mi sono letta la parte introduttiva in cui viene raccontata la vita di Giulietta prima che fosse La Giulietta che tutti noi conosciamo...ho scoperto tanti bei ristoranti, pasticcerie, b&b, alberghi......e mi sono fatta ingolosire dalle belle ricette presenti, ognuna proposta da un ristorante o una pasticceria della provincia di Verona.

Fra tutte, la prima che ho voluto provare è stata questa....

TAGLIOLINI ALLA GIULIETTA
(proposta dal Ristorante Giulietta e Romeo a Villafranca di Verona)


Vi riporto la ricetta così com'è indicata nella guida e che ho realizzato alla lettera:
 ingredienti per 2 persone:
500/600 gr di astice
1 scalogno
1 carota
1/2 gambo di sedano
1/2 bicchiere di vino bianco
200 gr di tagliolini all'uovo (io li ho realizzati freschi utilizzando sempre questa ricetta)
pomodorini qb
sale qb
peperoncino qb
olio extravergine d'oliva qb
prezzemolo fresco qb

Prendere l'astice, tagliarlo a pezzi e pulirlo (staccare le chele, la testa e dividere in due parti la coda e poi tagliarle a pezzi).
In una pentola capiente preparare un soffritto con olio evo (circa 3 cucchiai) ed il trito di scalogno, carota e sedano. Aggiungere l'astice avendo cura di farlo rosolare per bene e solo dopo sfumare con 1/2 bicchiere di vino bianco.
Lasciare evaporare e aggiungere i pomodorini tagliati a spicchi. Salare e aggiungere il peperoncino.
Cuocere il sugo per 30 minuti a fuoco basso, avendo cura di girarlo a intervalli regolari.
Nel frattempo portate ad ebollizione l'acqua salata e appena bolle buttare i tagliolini, avendo cura di mescolarli molto bene per evitare che si attacchino.
Prendere un capiente sautè dove mettere parte del sugo all'astice (la quantità necessaria) per poter saltare i tagliolini.
Scolare i tagliolini dopo un minuto da quando salgono a galla e saltarli nel sautè aggiungendo del prezzemolo tritato, avendo cura di far assorbire bene il sugo all'astice.

Servire con spumante fresco.


Io per rimanere nel territorio Veneto ho accompagnato questo gustosissimo piatto con un calice di Prosecco di Valdobbiadene D.O.C.G.

UNA CENA SUPERLATIVA!!!!

Alla prossima e.......jambo jambo!!!!

giovedì 14 giugno 2012

Piadina - lo Street Food romagnolo

Le piadine sono una vera prelibatezza...ogni scusa è buona per gustarsene una...soprattutto da quando ho scoperto la ricetta di Montersino...infatti dopo la versione mini, oggi formato maxi con 2 piccole varianti nella ricetta per renderla più uniforme alla versione tradizionale.
L'occasione per poter gustare questa favola me l'ha data la carissima Chiara con il suo nuovo contest......Chiara, questa è per te!!!!!

PIADINA ROMAGNOLA 
STRACCHINO E POMODORI



Prima della ricetta, un pò di informazioni e storia...tratto da Wikipedia:

La piadina romagnola, è un prodotto alimentare composto da una sfoglia di farina di frumento, strutto (o olio di oliva), sale e acqua, che viene tradizionalmente cotta su un piatto di terracotta, detto teglia (teggia in romagnolo), ma oggi più comunemente viene cotta su piastre di metallo oppure su lastre di pietra refrattaria chiamate "testo" (test in dialetto). È, per dirla con Giovanni Pascoli, «il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli»: in realtà, lo era innanzitutto per i più poveri.
La piadina romagnola è inserita nell'elenco dei Prodotti agroalimentari tradizionali italiani della regione Emilia-Romagna.

Diverse sono le correnti sull'origine della piadina e sulla sua forma e impasto originale. Fin dagli antichi Romani ci sono tracce di questa forma di "pane". La prima testimonianza scritta della piadina risale all'anno 1371. Nella Descriptio Romandiolae, il cardinal Legato Anglico de Grimoard, ne fissa per la prima volta la ricetta: "Si fa con farina di grano intrisa d'acqua e condita con sale. Si può impastare anche con il latte e condire con un po' di strutto". I prodromi dell'odierna piada possono essere individuati anche in una focaccia a base di farina di ghianda ed altre farine povere in uso in tempi antichi nel territorio del Montefeltro.

L'etimologia è incerta; i più riconducono il termine piada (piê, pièda, pìda) al greco πλακούς, focaccia. Originariamente, in effetti, è una schiacciata lievitata e ben condita cotta nel forno: come tale è citata nel 1371 nella Descriptio Romandiole. In seguito (dal Cinquecento all'Ottocento), mentre assume la forma attuale, altro non è che un surrogato del pane confezionato con ingredienti per lo più vili e impanificabili (spelta, fava, ghianda, crusca, sarmenti, mais, ecc.). La piadina di farina di grano è relativamente recente, così come le sue varianti ricche: la piadina unta, quella sfogliata e quella fritta. Un'altra ipotesi interessante consiste nel riscontrare la somiglianza con i termini utilizzati in altre lingue per indicare piatti simili, nell'ambito di tutti i paesi che ruotavano nell'orbita dell'Impero Romano d'Oriente (tra i quali anche la Romagna, ovviamente). Basti pensare all'ebraico פת (pat), che significa "pagnotta" o "pezzetto", a "pita" (come פיתא), che esiste ancora nell'aramaico del Talmud babilonese ed indica il pane in generale, o a "pide" in turco. È facile pensare, nel caso della piadina, al pane in uso presso l'esercito bizantino, di stanza per secoli in Romagna, nel nord delle Marche (fino a buona parte della provincia di Ancona), e nella valle umbra attraversata dalla via Flaminia.

Ed ora...la ricetta:

Per 3 piadine del diametro di circa 25 cm:
250 gr di farina 00
100 gr di acqua
67 gr di strutto a temperatura ambiente
4 gr di baking (lievito chimico)
3 gr di sale
 
Farcitura:
stracchino 
pomodori maturi
sale, pepe, origano

Impastate a mano tutti gli ingredienti inizialmente in una ciotola utilizzando una forchetta, poi ribaltate su una spianatoia infarinata e  lavoratelo fino ad ottenere un impasto liscio e che non appiccichi alle mani ma morbido. Rimettere nella ciotola, coprite con pellicola e lasciate riposare per almeno due ore in frigorifero (io l'ho preparato la sera precedente ).
Dividete l'impasto in 3 parti uguali e stendetelo in dischi sottilissimi. Fate cuocete a fuoco medio su una piastra ben calda  per circa 1 minuto per lato. Farcite con lo stracchino a pezzetti e con rondelle di pomodoro (che avrete condito con sale, pepe e origano lasciate sgocciolare su un tagliere inclinato in modo che perdano parte dell'acqua di vegetazione).

 
Gustatevela bella calda accompagnandola, se gradite, con un a birra ghiacciata!!
 
Va da se che la farcitura può essere quella che più preferite...questa con lo stracchino è tra le mie versione preferite insieme a quella con il prosciutto cotto....ok a crudo, la classica squacquerone e rucola, verdure grigliate....quello che più vi aggrada!!!

Con questa ricetta partecipo quindi al contest di Chiara 
in collaborazione con Atelier Design Trasparente


Vi auguro buon we perchè per me la settimana lavorativa finisce oggi: sabato mio fratello si sposa e io mi devo preparare degnamente per l'occasione!!!!
 
Alla prossima e....jambo jambo!!!!

lunedì 21 maggio 2012

Tagliatelle di grano duro con ragù d'anatra e funghi

Ancora un primo piatto....e a giudicare dal quantitativo di primi pubblicati fino ad oggi può sembrare che mangiamo quantitativi industriali di pasta.....invece la mangiamo pochissimo...tipo 1 o 2 volte alla settimana! Ma sarà che i primi mi danno sempre grandi soddisfazioni quindi finisco con il pubblicare più pasta o riso che carne o pesce...poi con questo piatto, modestia a parte mi sono davvero superata: le tagliatelle sono venute un VERO SPETTACOLO.....giudicate voi.....


....ed il ragù di anatra ogni volta è sempre più buono......sempre in evoluzione e alla ricerca della "ricetta perfetta" questa volta ho diminuito il concentrato di pomodoro ed ho aggiunto dei funghi.... direi che siamo decisamente sulla buona strada!!!!

TAGLIATELLE DI GRANO DURO con 
RAGU' D'ANATRA E FUNGHI


Ingredienti per 3/4 persone:
300 gr  circa di tagliatelle freshe di grano duro (fatte con 220 gr di sfarinato di grano duro e 2 uova seguendo questo procedimento)
1 petto d'anatra da circa 500 gr
150 gr di funghi misti
1/2 cipolla
1/2 carota
1 costa di sedano
1 cucchiaio abbondante di triplo concentrato di pomodoro Mutti
1 bicchiere di vino rosso robusto
4 cucchiai di olio evo
sale e pepe

Preparate  le tagliatelle secondo le indicazione riportate nel link.
Preparate il ragù: fate un trito con carota, cipolla e sedano e mettete a soffriggere con l'olio evo. Nel frattempo togliete la pelle dal petto d'anatra e tritatele finemente a coltello, unitelo al soffritto e fate rosolare bene. Sfumate con il vino rosso e fate evaporare. Sciogliete il concentrato di pomodoro in un bicchiere di acqua calda e quando il vino si è completamente assorbito aggiungetelo alla carne. Coprite e fate cuocere per un'ora e mezza, mescolando spesso e aggiungendo poca acqua calda alla volta a mano a mano che evapora.
Nel frattempo mondate i funghi e tagliateli a pezzetti, uniteli al ragù, salate, pepate e fate cuocere sempre coperto per un'altra mezz'ora.
Fate cuocere le tagliatelle in abbondante acqua leggermente salata, scolatele al dente  direttamente nella pentola del ragù, mantecate per insaporire e servite ben calde.

FA-VO-LO-SE...non ho altro da aggiungere!!!!

Alla prossima e......jambo jambo!!!

giovedì 17 maggio 2012

Strangozzi umbri con funghi, porri e speck

Oggi un primo piatto che può essere considerato un piatto unico completo e sostanzioso!
La voglia di provare questa pasta me l'ha data la Trattoria con la sua tappa in Umbria...infatti si tratta dei famosissimi strangozzi umbri....mi è capitato di mangiarli durante una breve vacanza in questa meravigliosa terra e di portarmene a casa qualche pacchetto ma non avevo mai provato a farli a casa!!!!
Per l'impasto però non ho usato della semplice farina di grano tenero ma ho voluto provare la "Farina 7 effe" di Mulino Marino, un mix composto da : sfarinato di grano duro, grano tenero, farro, segale, riso, grano saraceno e mais...fantastica, ha un profumo pazzesco!!!

Non si tratta quindi degli stangozzi originali ma di una mia personale versione.

STRANGOZZI UMBRI CON
FUNGHI, PORRI E SPECK


 Ingredienti per 2 persone:
per la pasta
200 gr di farina "7 effe" (o farina di grano tenero)
100 gr di circa di acqua a temperatura ambiente
3 gr di sale

per il condimento
200 gr di funghi pleurotus
1 piccolo porro
70 gr di speck a bastoncini
1 cucchiaio di olio evo
sale e pepe

Preparate la pasta: setacciate la farina sulla spianatoia (tenendone da parte una manciata) formando la classica fontana, allargare con il pugno e cominciare a versare l'acqua nel centro mischiando con una forchetta e prendendo  un pò di farina fino a formare una pastella . Coprite la pastella con la farina e lavorate fino ad ottenere un impasto omogeneo, liscio e che non appiccichi più alle mani (se necessario durante la lavorazione aggiungete poca alla volta la farina lasciata da parte).
Fate riposare l'impasto in una ciotola coperta con pellicola per un'ora.
Trascorso il riposo stendetelo ad uno spessore di circa 3 mm e fatelo riposare una mezz'oretta, quindi arrotolatelo e con un coltello ben affilato ricavate una sorta di tagliatella più stretta (circa 3/4 mm).
Preparate il condimento: in un'ampia padella fate rosolare l'olio con lo speck, quindi aggiungete il porro tritato fine e fate rosolare. Nel frattempo tagliate a listarelle i funghi (precedentemente mondati e passaati con un panno umido), aggiungeteli al soffritto, lasciate insaporire qualche minuto, quindi fate cuocere circa 20 minuti coperto. Salate e papate a piacere.

Fate cuocere gli strangozzi in abbondante acqua salata, scolateli direttamente nella padella del condimento e fate mantecare a fuoco medio un paio di minuti, aggiungendo se necessario un cucchiao dell'acqua di cottura. Servite ben caldo.


La pasta era profumatissima ed il condimento ricco e saporito: assolutamente da rifare:l'unica annotazione consiste nel fatto che la prossima volta voglio provare a tagliarla con la trafile della sfogliatrice perchè non essendo pratica di taglio a mano della pasta fresca mi sono venuti un pò troppo larghi...mentre la loro forma orignale dovrebbe essere quasi quadrata....ma per il resto vi consiglio di provarli...meritano!!!!

Alla prossima e.....jambo jambo!!!

martedì 10 aprile 2012

Fregola sarda con salsiccia e fagioli rossi

Non so da voi, ma qui a Milano le temperature sono nuovamente scese vertiginosamente...il clima mite, quasi estivo, di solo qualche giorno fa è ormai  un lontano ricordo....fa nuovamente freddo!!!! Quindi oggi per cercare di scaldarmi, e di scaldarvi, vi propongo un primo piatto caldo e corroborante....adattissimo all'inverno che sta per arrivare...ihihihih!!!!!!

FREGOLA SARDA CON SALSICCIA E FAGIOLI ROSSI


Ingredienti per 2 persone:
100 gr di fregola sarda
3 cucchiaii di polpa di pomodoro in finissimi pezzi Mutti
1 gambo di sedano
1/2 cipolla
100 gr di salsiccia al finocchietto
1 confezione piccola di fagioli rossi già lessati
brodo vegetale
olio evo
sale e pepe
finocchietto selvatico secco

In un tegale fate soffriggere la cipolla ed il sedano tritati in un cucchiaio di olio, unite la polpa di pomodoro e fate cuocere coperto per circa 10 minuti, quindi unite anche i fagioli e la salsiccia spezzettata, regolate di sale se necessario, pepate. Fate insaporire qualche minuto.
Nel frattempo lessate fino a metà cottura la fregola in abbondante acqua leggermente salata. Scolatela con una schiumarola direttamente nel tegame del sugo, mescolate, aggiungete un paio di mestoli di brodo vegetale e portate a cottura procedendo come per un risotto.
A fine cottura unite il finocchietto selvatico, fate riposare qualche minuto quindi servite (volendo si possono aggiungere a piacere una grattatina di pepe e un filo di olioa crudo).

E' un piatto molto saporito che vi consiglio di provare....prima che finalmente la bella stagione decida di tornare...e rimanere per periodi desisamente più lunghi!!!

Jambo jambo!!!!!

venerdì 9 marzo 2012

Gulash di manzo alla tirolese

Passo al volo stranamente di venerdi sera (ma durante il we potrei non riuscire a dedicare tempo al blog....e la lettera B  dell'Abbecedario scade domenica...) per lasciarvi la ricetta di un piatto tipico trentino, un piatto unico corposo e gustoso che fa subito montagna....legna che arde nel fuoco.....

GULASH DI MANZO alla TIROLESE


Da "La cucina regionale italiana - Trentino Alto Adige"

Ingredienti per 4 persone:
850 gr di carne di manzo
2 cipolle
4 cucchiaio di olio evo
2,5 dl di brodo di carne
2 spicchi d'aglio (per me solo 1)
1 cucchiano di semi di cumino
1 rametto di maggiorana (che non avevo ed ho sostituito con 1 rametto di rosmarino)
1 cucchiaino di paprica dolce o piccante secondo i gusti
75 gr di pancetta (per me 70 gr di speck)
sale e pepe

Sbucciate e tritate le cipolle. Mettetele in una casseruola con l'olio e fatele appassire dolcemente per almeno 15 minuti, bagnandole di tanto in tanto con poco brodo per evitare che friggano.
Tagliate la carne a cubetti regolari e unitela alla cipolla, facendola ben colorire, quindi insaporitela con una presa di sale e una generosa macinata di pepe ed innaffiatela con metà del brodo, facendola cuocere a fuoco bassissimo per 1 ora abbondante (dipende dalla carne a dalla dimensione dei cubetti, la mia per diventare tenera ha  impiegato circa 1 ora e 40 minuti ), a recipiente coperto.
Di tanto in tanto unite altro brodo, secondo le necessità.
A due terzi della cottura aggiungete alla carne l'aglio e le spezie tritate finemente ed infine la paprica e la pancetta (o lo speck) tagliata a dadini.
Completate la cottura unendo all'occorrenza il restate brodo e servite il gulash caldissimo con una polenta morbida.



organizzato da Trattoria MuVara
e ospitato per questa lettera da Brii


Vi auguro buon we....e jambo jambo!!!!



mercoledì 7 marzo 2012

Ribollita toscana...o quasi!!!

Prima che le temperature ricomincino a salire, vi consiglio, se non l'avete già fatto, di provare la ribollita toscana......è un piatto, seppur fatto con ingredienti poveri, molto ricco di sapore, gustosissimo...insomma imperdibile!!!
Ho letto varie ricette in giro...alla fine ne ho fatto una mia versione in fatto di ingredienti, di dosi. ma anche nel metodo di preparazione (chiedo scusa ai toscani doc....)..eccola.....

RIBOLLITA TOSCANA...O QUASI


Ingredienti per 2 persone (piatto unico):
1/2 porro
1 grossa carota
2 gambi di sedano
1/2 cipolla
1 patata media
150 gr di verza
150 gr di cavolo nero
200 gr di cannellini già lessati
4 cucchiaio di polpa di pomodoro (per me Mutti)
olio evo
brodo vegetale
sale e pepe
rosmarino

pane a fette (possibilmente toscano)

Mondate il porro, la carota, il sedano e la cipolla. Tagliate a rondelle il porro e la cipolla e a cubetti  la carota ed il sedano quindi fate soffriggere per qualche minuto in tegame piuttosto capiente (l'ideale sarebbe il coccio)con un paio di cucchiai di olio e qualche ago di rosmarino tritato fine. Nel frattempo tagliate a listarelle sottili la verza ed il cavolo nero a cui avrete tolto la costa centrale che è piuttosto cereacea e a cubetti la patata pelata e lavata.
Aggiungete al soffritto la polpa di pomodoro e mescolate bene quindi aggiungete anche le patate, la verza ed il cavolo nero, coprite con brodo vegetale, mettete il coperchio e lasciate cuocere per 1 ora abbondante controllando spesso che il brodo non asciughi troppo e aggiungendone dell'alro in caso di necessità.
Frullate la metà dei cannellini con un mixer ad immersione e tagliate il pane a fette spesse 1/2 cm.
Dopo un'ora aggiungete i cannellini (sia in crema sia interi) alla zuppa, aggiustate di sale e pepe , coprite nuovamente e fate cuocere ancora per 15/20 minuti (in totale dovrà cuocere all'incirca 1 ora e mezza).


Quando la zuppa è pronta fate un primo strato in ciotole individuali (anche in questo caso l'ideale sarebbe il coccio), uno strato di pane, un'altro stato di zuppa, un secondo strato di pane e completate con la zuppa. Lasciate riposare possibilmente coperto per una mezz'ora così il pane assorbe il brodo, quindi passate in forno a 180° per circa 10 minuti per scaldare bene il tutto e servite subito.


Vi assicuro è una cosa deliziosa.....non vi dico neanche che cos'è quel pane all'interno.....mamma mia!!!

Unica nota negativa: ho fatto restringere troppo il brodo della zuppa, quindi una volta stratificata con il pane il brodo si è assorbito e quindi è risultata più asciutta di quanto volessi....lasciatela bella brodosa, mi raccomando....ci penserà il pane ad assorbire il brodo in eccesso mantenendo però il giusto grado di umidità!

Jambo jambo!!

domenica 26 febbraio 2012

Pollo alla Valdostana

Rieccomi finalmente!!!!!
Sono reduce da una settimana terribile...ho aperto le danze io domenica scorsa con 40 di febbre...dopo 2 giorni è sceso in pista anche mio marito e anche lui con 40 di febbre.....e stamattina, tanto per non farci mancare nulla, ci siamo anche fatti un bel giretto in pronto soccorso....yupyyyyy!!! Adesso le cose sembrano tornate alla "quasi normalità"...ma non diciamolo troppo forte!!!!!!
Io nel frattempo approfitto di questa tregua per far fede ad un impegno a cui tengo particolarmente....e cioè...il nuovo Abbecedario Culinario di Trattoria Muvara!
Potevo forse mancare all'inaugurazione di questo straordinario giro gastronomico d'Italia, di cui  Mony ha aperto le danze con la lettera A di Aosta e di cui io le chiuderò come blog ospite a novembre  con la lettera Z di Zocca???
Assolutamente no...quindi proprio sul filo di lana (e con qualche piccolissima variazione rispetto alla ricetta originale) ecco il mio.....

POLLO ALLA VALDOSTANA



Ricetta originale su Ricette Tipiche.net

Ingredienti per 4 persone:
6 sovraccosce di pollo senza pelle
una cipolla media
2 carote
2 gambi di sedano
1 bicchiere di vino chiaretto (il mio è un Bardolino Chiaretto classico)
2 cucchiai di olio
20 gr di burro
noce moscata
sale e pepe
farina qb

per completare e servire:
fette di pane abbrustolito

Infarinate le sovraccosce e fatele rosolare molto bene da tutte le parti in una capace casseruola in cui avrete fatto scaldare l'olio ed il burro. Quando sono bene rosolate, toglietele dalla casseruola e metteteci carote e sedano tagliate a fiammifero e la cipolla a mezze rondelle.


 Fatele appassire dolcemente aggiungendo qualche cucchiaio di acqua calda, quindi salatele leggermente e rimettete in casseruola anche il pollo, bagnate con il vino, coprite e fate cuocere per circa 25/30 minuti. Salate e pepate il pollo, giratelo, salate e pepate anche l'altro lato, quindi ricoprite e fate cuocere altri 25/30 minuti (se durante la cottura il fondo dovesse asciugarsi troppo aggiungete qualche cucchiaio di acqua calda). A fine cottura spolverate con un pizzico di noce moscata.


Servite il pollo con il sugo e le verdure, una fetta di pane abbrustolito, qualche patatina e completando con un calice dello stesso vino usato per la cottura.

Vi assicuro: LETTERALMENTE DA LECCARSI I BAFFI!!!!!!!

Quindi con questa ricetta partecipo all'Abbecedario Culinario dedicato alla lettera A di Aosta, ospitata da Gata da Plar


 
Jambo jambo!!!!

venerdì 23 settembre 2011

Gateau di patate

La ricetta che vi propongo oggi ce l'ho in archivio da luglio, infatti faceva parte del buffet che ho preparato per il mio compleanno: so che non è un piatto tipicamente estivo (proprio per questo lo pubblico adesso) ma è un piatto che adora mio nipote Mattia...quindi diciamo che l'ho fatto appositamente per lui......anche se poi è stato gradito da tutti (tranne ovviamente mio marito e suo fratello che non mangiano formaggio - peggio per loro, non sanno cosa so perdono).

GATEAU DI PATATE


Per la ricetta mi sono affidata all'infallibile Giallo Zafferano (modificandola leggermente)
100 gr di mozzarella (per me 120 gr)
50+30 parmigiano reggiano (per me grana padano)
1 kg di patate (erano 1,2 kg)
120 gr prosciutto cotto
100 gr di scamorza affumicata (per me 120 gr non affumicata)
2 uova (grandi)
6 riccioli di burro
noce moscata, sale e pepe

una noce di burro + 2 cucchiai di pangrattato

Lavate e lessate le patate in acqua salata per 40 minuti (oppure per 20 con la pentola a pressione), poi fatele intiepidire tanto da poterle sbucciare, e tagliatele a tocchetti.
Accendete il forno a 180°.
Passate le patate al passaverdura o schiacciatele con lo schiacciapatate, poi adagiate il composto in una ciotola capiente e aggiungete il parmigiano, le uova, il sale, il pepe e la noce moscata: mischiate bene gli ingredienti con un mestolo di legno.
Tagliuzzate il prosciutto cotto e tagliate a dadini anche la mozzarella (ben sgocciolata e strizzata) e la scamorza affumicata .
Incorporate al composto i precedenti ingredienti e mescolate per fare amalgamare bene. Imburrate e cospargete di pangrattato una pirofila da forno, poi adagiatevi il composto ottenuto e livellatelo con una spatola da cucina; cospargete la superficie del gateau con il rimanente parmigiano grattugiato e fiocchetti di burro, poi infornate a 180° per i primi 15 minuti; portate poi il forno a 200° per i successivi 15 minuti. Terminata la cottura, sfornate il gateau e lasciatelo intiepidire per almeno 10-15 minuti, poi tagliatelo in porzioni e servitelo ancora tiepido.

Mi era capitato di mangiarlo un'unica volta in vita mia ma non l'avevo mai preparato (per ovvi motivi): Mattia mi ha detto che era buono come quello di Anna, la mamma di due suoi amici, che gliel'ha fatto assaggiare per la prima volta: Anna oltre ad essere una cuoca eccezionale è anche  napoletana.....quindi per me è stato un gran complimento!!!

Buon week-end e alla prossima!!!

giovedì 5 maggio 2011

Farinata di ceci

Grazie alla generosità di Aiuolik posso contribuire al suo Abbecedario Culinario "F come Farinata" anche se il termine è scaduto da qualche giorno. Il punto è che, come le avevo anticipato, avrei preparato proprio la farinata per il pic-nic di Pasqua (appositamente per partecipare alla sua raccolta)...infatti così è stato...poi causa malattia nella settimana successiva a Pasqua e la vecchiaia che avanza e mi da prolìblemi di memoria.....mi sono dimenticata di pubblicare la ricetta!!!! Mi spiaceva proprio....così Aiuolik, mossa da compassione per una povera smemorata, mi ha concesso di partecipare anche a termine scaduto. Grazie cara!!

FARINATA DI CECI



Ingredienti per una teglia del diametro di 30 cm (anche di qualche cm più grande così viene più sottile e croccante):
600 gr di acqua
4 cucchiai di olio + 4 per la teglia
rosmarino
sale e pepe

Fleur de sal e rosmarino per la superficie

Setacciare la farina in una ciotola capiente e aggiungere pian piano l'acqua mescolando bene con una frusta a mano per non far formare grumi. Mescolare fino ad ottenere una pastella piuttosto fluida ma ben liscia.
Coprire con della pellicola e lasciar riposare a temperatura ambiente (niente frigo) mescolando di tanto in tanto, per un minimo di 5 ore fino ad arrivare anche a 10 ore.
Trascorso il tempo del riposo togliere con un cucchiaio l'eventuale schiuma che dovesse essersi formata sulla superficie del composto, aggiungere i primi 4 cucchiai di olio, sale, pepe macinato fresco e rosmarino tritato fine.
Ungere bene con gli altri 4 cucchiai di olio la teglia e versarci il composto. Infornare a 220° per circa mezz'ora e poi per altri 10/15 minuti con il solo grill acceso per far fare una bella crosticina. Togliere dal forno e spolverare con fleur de sal a  piacere e rosmarino. Tagliare a quadrotti e gustare.


Noi l'abbiamo mangiato freddo, facendo appunto parte delle cose preparate per il pic-nic di Pasqua....non era male ma diciamo che il meglio di sè lo da ben caldo appena sfornato (l'ho assaggiato appena tolto dal forno, ed effettivamente era tutta un'altra cosa).
Comunque mi è piaciuto...devo provare con altre aromatizzazioni e arricchimenti!

Con questa ricetta partecipo quindi all' Abbecedario Culinario lettera F come Farinata di Trattoria MuVara

Alla prossima!!!

venerdì 21 gennaio 2011

Canederli alla Tirolese o Knodel

Oggi canederli per tutti.....offro io!!!!
Era da un pò di tempo che volevo provare a preparali in casa: complice un week-end passato inTrentino a dicembre, la voglia è diventata irresistibile, quindi non potevo fare altro che soddisfarla e per la cena della domenica successiva li ho fatti!
Inizialmente avevo addocchiato una ricetta sul un libro di cucina trentina, ma mi sembrava troppo imprecisa con le dosi: quindi per non sbagliare e andare sul sicuro, essendo la mia prima volta con questo piatto, mi sono affidata all'impareggiabile Giallo Zafferano...ed ho fatto bene perchè sono venuti perfetti.
Rispetto alla ricetta originale ho apportato solo tre piccolissime modifiche, che vi riporto tra parentesi.

CANEDERLI ALLA TIROLESE O KNODEL


Ingredienti per 4 persone:
2 litri di brodo di carne (per me vegetale)
40 gr di farina
200 gr di pane raffermo
100 gr di speck (per me 90gr.....ma solo perchè non ne avevo di più)
30 gr di burro
150 ml di latte (per me 200 gr....avevo l'impressione che il pane non fosse ben impregnato)
una spolverata di pepe
2 uova
1 piccola cipolla
una spolverata di noce moscata
2 cucchiai di prezzemolo
erba cipollina

Mettete in una scodella il pane raffermo tagliato a dadini di circa un centimetro, aggiungete le uova sbattute con un pizzico di pepe e uno di sale ed il latte, mescolate per bene e lasciate riposare per almeno due ore coprendo il tutto con un tovagliolo o uno strofinaccio.
Durante le due ore ricordate di mescolare di tanto in tanto il pane, facendo attenzione a voltare quello di sotto al di sopra, in modo che l'impasto assorba bene e in modo omogeneo dappertutto il liquido.
Infatti il pane deve diventare umido e morbido ma senza spappolarsi.
Dunque, trascorse le due ore, tagliate finemente lo speck e la cipolla e preparate un soffritto in olio extravergine d'oliva ed il burro.
Lasciate raffreddare il soffritto e, quando il pane sarà ammorbidito, incorporatelo all'impasto di pane insieme agli altri ingredienti: il prezzemolo tagliuzzato e pestato con la mezzaluna, la noce moscata, e, alla fine, cospargervi sopra la farina.
Mescolate il tutto con cautela e per bene e coprite il recipiente per almeno mezz'ora per far si che tutti gli aromi dei vari ingredienti si fondano dando origine al sapore tipico dei canederli.
Passata la mezz'ora, formate con questo impasto i canederli che dovranno avere un diametro di circa 8-10 centimetri.
Per evitare che il composto si appiccichi troppo alle mani, bagnatele in una scodella d’acqua che terrete accanto.
Una volta confezionati i canederli, li si fa rotolare su un piatto nella farina bianca e si tengono da parte.
Per quanto riguarda la cottura, ricordiamo che i canederli vanno cotti nel brodo bollente tutti insieme, quindi preparate il vostro brodo e metteteci dentro i canederli per almeno 15 minuti a fuoco molto basso.
Quando verranno a galla, i vostra canederli saranno pronti.
Servite con il brodo profumando con erba cipollina sminuzzata, naturalmente ancora ben caldi.


Davvero eccellenti: sono piaciuti perfino a mio nipote Mattia che di solito è un criticone pazzesco!!!!!


Con questa ricetta partecipo all'  Abbecedario Culinario di Trattoria MuVara

 
 
Alla prossima e buon week-end!