"Cucinare è come amare... o ci si abbandona completamente o si rinuncia."
(Harriet Van Horne)


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venerdì 6 gennaio 2012

Crostata di zucca, marron glacés e cioccolato gianduia (per una sfida) e... l'annuncio di un lieto evento!

Tutto ebbe inizio un paio di mesi fa quando la mia super amichetta Francesca (si... si chiama come me!) mi decantò le lodi di una torta buonissima che aveva mangiato in un ristorante vicino casa sua.
Essendo lei, oltre che una grandissima amica, una delle mie assaggiatrici ufficiali e una fan sfegatata del mio blog e delle mie preparazioni culinarie, decise di propormi una sfida.
Si trattava di provare a riprodurre la suddetta torta pur non avendola mai né assaggiata, né vista dal vivo.

Unici aiutini delle indicazioni sommarie date dallo chef del ristorante circa ingredienti e procedimento e questa foto fatta da lei:





E voi direte, beh, che ci vuole, è come quando trovi una ricetta in un libro e la esegui. Non esattamente.
Se non altro perché in questo caso c’era un vero e proprio termine di paragone, quindi non era sufficiente che fosse solo buona, ma avrebbe dovuto avvicinarsi alla torta orginale.

Ovviamente ho accettato la sfida perché la mia amichetta merita questo ed altro e poi essendo lei “ripiena” di una bimba, ditemi voi come si fa a dire di no ad una donna in attesa!








Presa dalle solite mille incombenze alle quali si erano aggiunte quelle del periodo natalizio, sono riuscita a realizzare e consegnare la torta alla mia amica il 31 Dicembre. Praticamente in time limit, il giorno della scadenza del termine della sua gravidanza!
Il giorno dopo la mia amica, ancora incinta a dispetto del termine, mi ha comunicato che la torta era buonissima e che era talmente vicina di gusto a quella del ristorante che le risultava difficile trovare delle differenze!

Beh, che dire… sfida superata?? Diciamo di sì, anche se esteticamente ci sono state alcune pecche (sono la solita incontentabile perfezionista!).









Ho apportato delle lievi modifiche alle indicazioni di base. Ecco la mia versione.

Ingredienti:

(io ho ottenuto una crostata da 28 cm e 4 piccole crostatine di circa 10 cm l’una)
1 dose di pasta frolla (questa)
1 kg circa di zucca
marron glacés a piacere
200 gr panna da montare
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di zenzero
1 cucchiaino di noce moscata
150 gr circa di cioccolato gianduia
80 gr. zucchero*
2 cucchiai di miele*
2 uova

Procedimento:

Stendere la pasta frolla nelle tortiere in uno spessore di circa 5 mm.
Sbriciolare sulla superficie i marron glacés in modo da formare uno strato.
Tagliare la zucca a tocchetti e farla cuocere nel forno.
Una volta cotta passarla al setaccio e aggiungere la panna leggermente montata, le uova appena sbattute, le spezie, il miele.
Versare il composto di zucca sulla base di frolla e marron glacés.
Infornare a 180 gradi e cuocere per circa 40 minuti.
Una volta sfornata e raffreddata la torta, ricoprirla di riccioli di cioccolato gianduia.**

*con zucchero e miele sono stata al minimo sindacale suggerito dallo chef per evitare che l’abbinamento con la dolcezza della frolla e del cioccolato gianduia potessero conferire al tutto un gusto troppo stucchevole.

**come si può vedere dalle foto che raffigurano solo alcune delle tortiere mignon (mentre quella da 20 cm è quella che è stata consegnata alla mia amica), il cioccolato è stato distribuito dopo averlo tritato grossolanamente. Il problema è che ho provato a realizzare dei riccioli con l’attrezzo per fare i riccioli di burro e quelli venuti meglio sono finiti sulla torta principale.
Proseguendo il lavoro, la tavoletta di cioccolato si era assottigliata e, insieme al fatto che il cioccolato gianduia è molto più scioglievole di quello normale, è stato impossibile realizzare dei riccioli perché si spezzava tutto!
Così ho conservato in frigo il cioccolato tritato per poi ricoprire le tortine solo al momento di servirle.









LIETO ANNUNCIO!!!!!!
Dopo una notte insonne a causa del probabile arrivo di un bel raffreddore, stamattina mi sono svegliata nervosissima…
Per fortuna il risveglio è stato allietato dalla bellissima notizia che la bimba della mia amica Francesca ha finalmente deciso di venire alla luce! Che emozione!!!

Ecco a voi la prima immagine scattata dal suo papà (e che io ho "rubato" da Facebook e ho semi-ombrato per difendere la sua privacy, manina a parte) della piccola Giulia!





Benvenuta piccolina… preparati perché la zia Fra non vede l’ora di spupazzarti e fatti svezzare presto perché ho in serbo delle belle sorprese culinarie fatte apposta per te!! :-)


Con questa ricetta partecipo al contest:



Il banner dovrebbe linkare qui ,  ma Blogger fa i capricci... :-(



Partecipa anche al
al contest di In Punta di Coltello, Dolci & delizie di Giusy, Il Mio saper fare




mercoledì 27 gennaio 2010

Gingerbread man (woman e non solo!)




Qualcuno sta pensando che sono in ritardo anche con questo post? Ah, no! Vi sbagliate!! ;-)
Si, perché se é vero che i Gingerbread fanno parte di tutti quei biscottini carini e buoni che a Natale si preparano in grandi quantità per essere donati agli amici, è anche vero che sono ottimi da fare tutto l’anno e, se non sbaglio, pure all’IKEA i biscottini speziati li vendono tutto l’anno… E poi, che diamine, il Natale è passato da pochissimo tempo… (anche se poi c’è chi riesce a postare ricette per il Carnevale deve ancora arrivare o chi come la biddazza per eccellenza, Claudia, che ha in mente il countdown dei giorni che mancano all’estate!






Fatta questa premessa, vorrei esprimere la mia solidarietà a Farfallina (anche questa cosa con un leggero ritardo). Chi non fosse passato dal suo blog ultimamente deve sapere che lei ha ricevuto alcuni commenti poco gradevoli da parte di alcuni lettori che la accusano di avere poca fantasia nella presentazione dei suoi piatti e soprattutto le hanno dato colpa di realizzare esclusivamente ricette copiate dagli altri…
Allora, il principio base del blog è quello di essere uno spazio dove il legittimo proprietario è LIBERO di scrivere quello che gli pare, ovviamente rimanendo dentro i limiti del decoro. Chi entra è libero allo stesso modo di leggere, di seguire pubblicamente il blog e di scrivere commenti, sempre nel rispetto del proprietario del blog e del comune senso di educazione. Ma è anche liberissimo di “cambiare canale” se quello che legge non è di suo gradimento.
Nel caso specifico dei blog di cucina, come già specificato anche da Farfallina e anche in passato da altri blogger, copiare senza citare la fonte è un’appropriazione indebita di materiale prodotto e appartenente ad altri. Realizzare e postare la ricetta di un altro citandone la fonte invece è semplicemente prendere spunto da un altro, magari più esperto di noi, rendendo omaggio all’operato attraverso la citazione dell’autore.
E’ una pratica comune tra i blogger e comunque tra chi cucina. Siccome nessuno, e ribadisco nessuno, può dirsi talmente arrivato in cucina da non sentire la necessità di prendere spunto da altri, non c’è niente di male nel farlo. Poi qualcuno lo farà di più perché ha più da imparare o perché coglie particolari ispirazioni da altri. E’ una normale fase di apprendimento. Poi col tempo, magari partendo da una ricetta “copiata” si potrà apportare modifiche o addirittura creare ex novo una ricetta inedita.
Ribadisco ancora una volta che chi non gradisce può chiudere e cambiare blog… oltre al fatto che, anche in questo caso, chi è senza peccato scagli la prima pietra… abbiamo assistito a personaggi illustri che pubblicano libri e partecipano a trasmissioni televisive dove si parla di cucina proponendo ricette copiate pari pari dai blog e senza la dovuta accortezza di citare la fonte, spacciando il tutto per farina del proprio sacco…




Detto ciò, parliamo dei Gingerbread che è meglio…
Mi affascinano le spezie, anche se il mio piacere si ferma quando inzia ad esserci un gusto troppo piccante… E qui invece si sente solo un leggero pizzicore, giusto al punto che chi è abituato a mangiare piccante magari nemmeno lo avverte, ma per me che sono sensibilissima è una sensazione nitida, ma piacevole.
Il sicuro successo al cospetto del mio palato era assicurato dalla presenza della cannella che adoro, mentre lo zenzero (ginger), che da il nome ai biscotti, non lo avevo mai usato prima ed è stato proprio un bel battesimo!
E l’unione dei vari ingredienti con lo zucchero di canna e il miele ha dato vita ad un impasto a dir poco f-a-v-o-l-o-s-o!! Veloce da realizzare e di una consistenza perfetta sia al momento di impastare che, dopo il riposo, per ricavare i biscotti.
E che dire poi della forma ad omino assolutamente accattivante? Con tutte le diversificazioni di decorazione con glassa reale e addirittura la variante sul tema dell’ “omina” di sesso femminile, la gingerbread woman!


Gingerbread woman

La Gingerbread woman ha steso i Gingerbread Men

La Gingerbread woman dopo aver steso i Gingerbread Men li schiaccia!!
GIRL POWER!!!

Che poi io lo stampino a forma di omino non ce l’ho… ho provato a cercarlo in qualche negozio, ma niente… Ordinarlo su internet, zero voglia… Quindi ho adottato il sistema fai da te, assolutamente scomodo e lungo… praticamente ho trovato un paio di omini gingerbread (man & woman) su internet, li ho stampati, ritagliati, appoggiati sopra la pasta e ho fatto gli omini incidendo il contorno con un coltello affilatissimo. Visto il lavoro certosino, ho realizzato solo pochi biscotti a forma di omini (il numero giusto per togliermi lo sfizio e per fare le foto, diciamolo!) e per il resto della pasta ho utilizzato dei normali stampini con altre forme. Ne sono venuti tantissimi…

Quanto alla decorazione con la glassa reale, avendola usata solo una volta prima di adesso, ma per una copertura completa di un dolce di più grandi dimensioni, ho avuto qualche perplessità durante l’utilizzo… Intanto perché era decisamente liquida, almeno per i miei gusti… e poi pur provando a seguire le istruzioni per ottenere un bel conetto con la carta da forno, lo stesso mi scappava da tutti i lati…
Così ho ripiegato per l’utilizzo della mia siringa da pasticceria tenuta inclinata durante il caricamento dall’alto altrimenti usciva tutto dal beccuccio (pur avendo utilizzato quello col foro più piccolo).
Dopo qualche tentativo ho acquisito una leggera manualità, ma sono rimasta col dubbio che ci fosse qualcosa che non andava per un bel po’… semplicemente non avevo capito che ci mette un’eternità ad asciugarsi completamente! Quindi era tutto giusto, ero solo io impaziente!
Comunque, visti i soliti problemi di tempi ristretti e dato che avevo già sporcato troppe cose tra formine, piatti, placca del forno, siringa, ecc. ho evitato di dividere la glassa in più parti (quindi sporcando altri contenitori) per addizionarla con i coloranti e realizzare delle decorazioni multicolor… solo bianco per me!

La ricetta è stata presa da Paoletta, che credo abbia attinto ancora da un’altra foodblogger… (giusto per tornare al discorso di partenza).
Ho omesso i chiodi di garofano, il sale e l’anice che lei ha invece usato.






Ingredienti:(io ho diviso le dosi per 3 e mi sono venuti circa 55 biscotti di forme diverse)

540 gr farina
182 gr burro
140 gr miele
126 gr zucchero canna scuro
50 gr zucchero semolato
1 cucchiaio e mezzo di cannella in polvere
1 cucchiaio e mezzo di zenzero in polvere
2 cucchiai di lievito per dolci
180 gr acqua

Per la glassa reale:
1 albume
1 cucchiaino di succo di limone
zucchero al velo (circa 200 gr, ma io ne ho usato molto meno)

In un pentolino scaldare l’acqua insieme al miele, gli zuccheri e le spezie e, mescolando di continuo, portare a ebollizione.
Spegnere, aggiungere il burro a pezzetti e mescolare finché non sia del tutto fuso.
In una ciotola capiente versare la farina e il lievito, mescolare e aggiungere a filo il composto al miele ancora caldo.
Mescolare bene finché l’impasto sia omogeneo;
se necessario, aggiungere altra farina fino ad ottenere un impasto morbido ma lavorabile senza che attacchi troppo.
Avvolgere nella pellicola trasparente e conservare in frigorifero per una notte: se sembra molto morbido, il giorno dopo sarà bello compatto.
Lavorare poco impasto per volta, conservando il rimanente in frigorifero.
Stendere la pasta su un tagliere leggermente infarinato, ad uno spessore di circa 2mm (se si vogliono croccanti, altrimenti teneteli un pelo più alti).
Ritagliare i biscotti con stampini a piacere e disporli su una placca rivestita con carta da forno.
Far cuocere a 170° per una decina di minuti e lasciar raffreddare su una griglia.

Per la glassa montare a neve l’albume e durante l’operazione aggiungere il succo di limone e lo zucchero poco per volta.











domenica 26 aprile 2009

Pollo al curry



Lo confesso, la questione sta diventando seria… No, ovviamente non parlo di una mia storia d’amore, quella è una nota dolente!
Parlo della cucina e del blog. Sono nella fase acuta di dipendenza… Cioè, ho una voglia esagerata di sperimentare sempre più cose nuove, di fare foto sempre più belle, di postare con regolarità e quindi condividere con la food-blogosfera tutto ciò… Probabilmente sono stimolata e ispirata dalle colleghe (e colleghi, si perché seguo anche dei maschietti) che fanno parte della mia lista di blog da seguire su Google Reader. E forse anche dal fatto che questo tempaccio non accenna a dare spazio alla vera Primavera… ce ne fa assaggiare un po’ e quando pensiamo di esserci finalmente dentro, tac… ritorna la pioggia e si abbassano le temperature…
Ovviamente tutto ciò succede in un momento tremendo dal punto di vista lavorativo, visto che oltre al normale (si fa per dire) impegno per procacciare nuovi clienti, mantenere quelli vecchi, i saggi di danza che si avvicinano, sto anche seguendo due grossissimi progetti sempre inerenti al lavoro (di cui per scaramanzia non posso parlare ora) che mi portano via praticamente metà giornata.
Ammetto di sentirmi in colpa a volte perché la cucina e il blog tolgono tempo al lavoro (visto che lavoro anche da casa), ma è anche vero che da quando sono in proprio vivo ogni momento solo per la mia attività e quindi ho sacrificato tutto il privato per questo.
Il blog è al momento una valvola di sfogo diciamo… una passione assolutamente costruttiva. Però rientrando a pieno nelle attività creative è sicuramente soggetta ad essere, prima o poi, vittima della temporanea mancanza di ispirazione dell’artista, quasi un rifiuto della propria creatura.
Quindi in attesa di questa carenza devo approfittare di un momento di ispirazione…


Ed eccomi oggi a postare finalmente un secondo piatto!
Mi piace moltissimo la carne (non me ne vogliano i vegetariani), soprattutto il pollo (che per rifarmi alla mia passione per i paesi latinoamericani è alla base della loro alimentazione, abbinato al riso, che è il top!). Ma non amo altrettanto cucinarli. O meglio, sono poche le ricette che mi ispirano e durante la preparazione non vivo la stessa libidine del vedere una torta che lievita nel forno… Per non parlare poi dell’oscenità iniziale del togliere la pelle al pollo crudo o, quando serve lasciarla, la tristezza del passarlo sul fornello per eliminare la peluria…

Ma veniamo finalmente alla ricetta che, tanto per cambiare, è presa da Giallo Zafferano, con alcune mie modifiche.
Sono assolutamente devota alle loro ricette che riescono sempre alla perfezione.


Ingredienti:

1 spicchio d’aglio
1 carota
2 zucchine
1 cipolla piccola
½ bicchiere di olio evo
3 cosce di pollo + 3 petti
10 ca. pomodorini
2 cucchiai di curry
Sale qb


Spellare e disossare le cosce di pollo e lavarlo.
Lavare anche le cosce e tagliare tutto a pezzettini in modo da ottenere dei "bocconcini".
Mettere quindi il pollo a pezzetti in una padella dove si è precedentemente fatto scaldare l'olio, e farlo rosolare per circa 20 minuti a fuoco basso.
Salare e aggiungere un cucchiaio di curry mescolando il tutto per bene.
Quando il pollo avrà raggiunto un bel colore ambrato, toglierlo dalla padella e metterlo da parte.
Sul fondo di rosolatura appassire per 10 minuti la cipolla finemente tritata e aggiungete l'aglio intero e i pomodorini tagliati in due.
Unire il pollo e stufare per circa 20 minuti bagnando ogni tanto con un pò d'acqua bollente (o brodo vegetale) per mantenere il sughetto abbastanza denso.
Nel frattempo preparare le verdure: tagliare a rondelle le carote e le zucchine.
Trascorsi i 20 minuti, aggiungere le verdure, mezzo cucchiaio di curry, aggiustare di sale e cuocere per altri 20 minuti aggiungendo ogni tanto un pò d'acqua per mantenere il sughetto abbondante.
Quindi, due minuti prima di fine cottura, aggiungere altro mezzo cucchiaio di curry mescolando il tutto per far si che l'aroma si amalgami con il resto degli ingredienti.
Accompagnare da riso basmati.

Due precisazioni:
- io ho usato anche le cosce e non solo il petto semplicemente perché a mia madre il petto non piace particolarmente, ma a mio avviso il petto è la parte che riesce meglio.
- Per quanto riguarda il riso basmati non indico modalità di cottura perché anche se è risultato saporito, non è quello che volevo io. Devo ancora capire come ottenere un riso dai chicchi ben staccati. Immagino che l’amido sia il colpevole e nemmeno lavandolo bene prima della cottura è andato via tutto. Mi riservo di chiedere consiglio a qualche amico cubano o dominicano visto che loro sono maestri nel cucinare riso, pollo e fagioli.