Visualizzazione post con etichetta carote. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta carote. Mostra tutti i post

domenica 11 settembre 2016

GNOCCHI RIPIENI DI FORMAGGIO CAPRINO SU PASSATA DI CAROTE AL CUMINO


Ultimamente, se non ci fosse l’mtc il mio blog sarebbe morto. Troppi impegni negli ultimi mesi mi stanno tenendo lontana dai miei hobby, ma un giorno ritornerò, eccome se ritornerò :) e vi racconterò tutto quello che è successo ultimamente. Ho mille idee e ricette che mi frullano per la testa, alcune me le appunto per paura di dimenticarmele e non appena tornerà un periodo nella mia vita propizio per la cucina, non dovrò far altro che mettere in pratica quello che per ora rimane solo racchiuso nella mia mente.
Dopo due mesi di pausa estiva, torna alla grande la sfida culinaria più appassionante del web - e torna in una veste tutta rinnovata -, che questo mese vede Annarita come protagonista dopo la vittoria dell’ultima sfida con una pizza meravigliosa.
E Annarita ci propone un piatto che sa di casa, di infanzia, di piccole mani infarinate intente a dare forma a dei cilindretti per ricavarne gli gnocchi, uno dei pochi piatti capaci di mettere d’accordo tutti. Anch’io ricordo la mia nonna, era il piatto che le riusciva meglio, insieme alla torta Pasqualina e allo spezzatino di carne con le patate. Non sapeva far molto altro in cucina ma questi tre piatti le riuscivano come a nessun altro mai.
 



GNOCCHI RIPIENI DI FORMAGGIO CAPRINO SU PASSATA DI CAROTE AL CUMINO
Ingredienti per quattro persone
per gli gnocchi
600 g di patate kennebec
100 g circa di farina 0
1 uovo
un pizzico di sale

per il ripieno
200 g di formaggio caprino (di latte di capra) fresco

per la crema di carote
300 g di carote
20 g di burro
½ cucchiaino di semi di cumino
sale

per il condimento
30 g di burro
1 cucchiaio di pane grattugiato

Riporto le preziose indicazioni di Annarita. Solitamente io lesso le patate e non aggiungo l’uovo, nemmeno quando preparo gli gnocchi ripieni, ma l’mtc è bello anche per questo, seguire le indicazioni di chi presenta la ricetta ci permette di sperimentare nuovi procedimenti e di non fossilizzarci sempre sulle nostre abitudini.
Lavate le patate e mettetele intere con la buccia in una pirofila in forno a 200°C per circa 40 minuti. Appena sfornato armatevi di pazienza e sbucciate le patate, schiacciatele allargatele sulla spianatoia per far uscire il vapore poi inserite poco alla volta la farina, l’uovo e compattate a formare una pagnotta.
Prelevate un po’ di impasto per volta, formate dei salsicciotti piuttosto spessi, tagliatene dei pezzi, appiatti teli in modo da ricavarne dei rettangoli, mettete nel centro di ciascuno di essi un pezzetto di formaggio, richiudeteli formando degli gnocchi lunghi circa una decina di centimetri a forma di quenelle. Dovreste ricavare circa una dozzina di gnocchi.

Sbucciate le carote e pulitele e mettetele in un tegame ricoperte di un dito d’acqua. Lessatele fino a quando saranno morbide, salatele, aggiungete il burro e frullatele. Mettete i semi di cumino in un pentolino, fateli scaldare, tostandoli brevemente e poi pestateli in un mortaio fino a ridurli in polvere e aggiungeteli al passato di carote.
In un pentolino fate sciogliere il burro per il condimento, aggiungete il pane grattugiato e fatelo tostare brevemente fino a quando comincerà a colorirsi.
Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata, quando verranno a galla scolateli e conditeli con il burro fuso e il pane grattugiato.
Mettete in ciascun piatto un po’ di passato di carote, disponetevi sopra gli gnocchi e serviteli.


Con questa ricetta partecipo all'MTC n. 59 con gli gnocchi di Annarita del blog Il Bosco di Alici.

 

lunedì 7 settembre 2015

INSALATA DI RISO FUSION


Adoro il riso, in tutte le sue varietà, perché trovo che sia oltre che buono anche sano. Ma soprattutto per quella sua caratteristica di riuscire, come nessun altro alimento è in grado di fare, ad essere versatile, quasi fosse un foglio di carta bianca su cui si può scrivere di tutto. Ecco, basta un pugno di riso per creare qualsiasi piatto: invernale, estivo, caldo, freddo, contorni, primi, dessert…

Mi piace molto anche il riso Basmati, per il suo caratteristico profumo e i suoi chicchi lunghi, che ben si presta per essere utilizzato come contorno ad altri piatti, proprio come solitamente viene impiegato nella cucina dei paesi orientali, in cui viene coltivato.
E se il riso Basmati ormai è piuttosto conosciuto, molto meno lo è il suo fratello italiano, il riso Apollo. Devo dire che io stessa non lo conoscevo fino a poco tempo fa. Lo chiamo fratello del Basmati perché gli assomiglia tantissimo, chicchi lunghi, aromatico, profumato. Però è italiano e viene coltivato nel vercellese.

Ecco, credo che non comprerò più il riso Basmati, dopo che ho avuto l’occasione di provare il riso Apollo che mi ha inviato Ecorì. Perché? Per tre semplicissimi motivi. Il primo è che è assolutamente delizioso. Il secondo è che è italiano ed io, ormai da un po’, cerco di comprare solo prodotti italiani (dall’automobile ai formaggi, dalle farine agli elettrodomestici, dai vini all’abbigliamento… insomma, nel mio piccolo cerco di giovare all’economia di questo nostro povero paese). Il terzo motivo è che più di qualche volta mi è capitato di sentire notizie riguardanti il ritiro dal mercato italiano di riso Basmati importato dall’India o dal Pakistan per eccesso di tracce di pesticidi al suo interno. Si sa, i controlli vengono fatti a campione e quindi credo che se una volta viene ritirato, la volta dopo finisce nel mio piatto.

Quindi basta Basmati e benvenuto Apollo nella mia cucina. Se poi è Ecorì ancora meglio. Perché Ecorì, che è una società il cui capitale è detenuto in maggioranza dagli stessi imprenditori agricoli che producono, confezionano e vendono il riso, produce un riso ecocompatibile, cioè seguendo le direttive agroambientali della Regione Piemonte. Il riso è prodotto in modo "pulito", nel pieno rispetto dell'ambiente in cui viene coltivato, secondo tecniche tradizionali, pur con l'ausilio delle tecnologie più innovative ed è lavorato e conservato senza l'uso di antiparassitari e conservanti

Ho chiamato fusion questa insalata di riso, un po’ perché il riso, pur richiamando piatti orientali è italiano, ma anche perché gli ingredienti con cui l’ho condita e i procedimenti di cottura che ho seguito sono un mix incredibile di quanto ho appreso in materia negli ultimi anni.

Ne è uscita un'insalata dal sapore incredibile ma al tempo stesso dietetica e sana…





INSALATA DI RISO FUSION


Ingredienti per 4 persone
320 g di riso a chicco lungo
1 peperone rosso
2 carote
1 gambo di sedano
una decina di taccole o di fagiolini
1/2 cipolla rossa di Tropea
2 cucchiai di semi di sesamo
2 centimetri di radice di zenzero
1 cucchiaio di curcuma
olio extravergine d’oliva
2 cucchiaini di zucchero
2 cucchiai di salsa di soia

Preparate il riso. Sciacquatelo velocemente sotto all’acqua fredda, scolatelo e mettetelo in una pentola con un filo d’olio. Fatelo tostare brevemente, aggiungete la curcuma, mescolate e aggiungete 550 ml di acqua, portate a bollore, coprite con un coperchio e a fuoco basso fatelo cuocere per dieci minuti. Spegnete il fuoco e fatelo riposare sempre coperto per altri dieci minuti.
Pulite e tagliate la cipolla rossa a fettine molto sottili e mettetele in un recipiente coperte d’acqua.
Pulite e sbollentate le taccole. Tagliatele a julienne di sbieco.
Pulite le carote, tagliatele prima in due per la lunghezza e poi a rondelle sempre di sbieco. Pulite il peperone, ricavatene delle falde e tagliatelo nello stesso modo delle carote. Mettete in una padella lo zucchero e due cucchiaini d’olio extravergine d’oliva, aggiungete le carote e il peperone, fateli appassire leggermente quindi bagnateli con la salsa di soia e fateli stufare per qualche minuto. Teneteli da parte.
Pulite il sedano e tagliatelo a rondelle.
Sbucciate lo zenzero, tagliatelo a fettine sottili e poi a bastoncini sottilissimi.
Condite il riso con i semi di sesamo e lo zenzero e dividetelo in quattro piatti. Sopra al riso, in ciascun piatto, mettete le carote e i peperoni, il sedano, le taccole e qualche fettina di cipolla rossa.

sabato 19 aprile 2014

MINI KOCH DI AMARANTO CON PISTACCHI E CAROTE




Un po’ budino, un po’ soufflè, un po’ sformato, il koch è un dolce della tradizione austriaca tipico anche della cucina triestina. La sua variante più conosciuta è quella di semolino, il koch de gries (da griess in tedesco semolino) ma anche la versione con il riso è abbastanza conosciuta.

Quando ho letto del contest di Patty, in collaborazione con Cose dell'altro pane, ho subito deciso che l’ingrediente principale del dolce che avrei proposto sarebbe stato l’amaranto e da lì per arrivare al koch c’è voluto niente. Volevo assolutamente fare questo esperimento, l’amaranto secondo me ben si presta anche per la preparazioni dolci e poteva venirne fuori qualcosa di curioso. 

L’amaranto è una pianta antichissima, originaria del centro America, è stata fonte primaria per l’alimentazione dei popoli di quelle terre, gli Incas, i Maya e gli Aztechi e fu riscoperta negli Stati Uniti a metà del secolo scorso. Contrariamente a quanti molti credono non è un cereale, non fa parte della famiglia delle graminacee e viene per questo motivo spesso definito come uno pseudo cereale. Gli aztechi lo definivano “il grano degli Dei” per le sue proprietà nutritive ed energetiche. Infatti, l’amaranto è ricchissimo di proteine, fino al 16%, e ad elevato valore biologico e rispetto ai cereali contiene il doppio di lisina che è un amminoacido essenziale per il nostro organismo. L’amaranto inoltre ha un altissimo contenuto di ferro, calcio, fosforo e magnesio, è ricco di fibre ed è altamente digeribile ed è per questo motivo adatto a tutti coloro che soffrono di disturbi gastrointestinali.

Normalmente il koch viene cotto in forno e poi servito nel suo stesso contenitore, io ho voluto farne delle monoporzioni adatte alla colazione e ne sono usciti questi dolcetti leggeri, senza farine di nessun genere, privi di glutine, senza burro né olio e senza zucchero (ho utilizzato il miele come dolcificante). In aggiunta solo un po’ di ricotta freschissima, dei pistacchi (arrivati direttamente dalla Sicilia, graditissimo e preziosissimo dono di una amica), delle carote, delle uova e della scorza di limone.

E prima di passare alla ricetta, auguro a tutti voi una buona Pasqua!


MINI KOCH DI AMARANTO CON PISTACCHI E CAROTE



Ingredienti per sei mini koch
 

100 g di amaranto
300 ml di latte
3 cucchiai di miele
150 g di ricotta
2 uova
1 carota piccola
20 g di pistacchi
la scorza di un limone grattugiata
un pizzico di sale
una noce di burro e una manciata di pistacchi per rivestire gli stampini

Preriscaldate il forno a 190°C.
Sciacquate l’amaranto e mettetelo insieme al latte in una casseruola sul fuoco e fate cuocere per circa mezz’ora fino a che il latte si sarà completamente consumato e l’amaranto si sarà ammorbidito. Nel frattempo cuocete la carota in un po’ d’acqua per circa un quarto d’ora e tagliate in due i pistacchi con un coltello. Rivestite gli stampini, tritate finissimi i pistacchi tenuti per il rivestimento, imburrate gli stampini, rivestiteli con i pistacchi e teneteli al fresco.

Quando l’amaranto è cotto aggiungete al composto un pizzico di sale, il miele, la scorza di limone, la ricotta precedentemente passata al setaccio, la carota tagliata a cubetti e i pistacchi e amalgamate bene il tutto.

Dividete i tuorli dagli albumi e montate questi ultimi a neve fermissima. Aggiungete al composto di amaranto i rossi uno alla volta e poi incorporate gli albumi delicatamente facendo attenzione a non smontarli, con un movimento dal basso verso l’alto.

Versate il composto negli stampini (non fino all’orlo perché gonfieranno) e metteteli a cuocere in forno per circa mezz’ora, fino a che saranno dorati in superficie.



Fateli raffreddare leggermente, toglieteli dagli stampini e serviteli.


Con questa ricetta partecipo al contest di Patty, è senza? è buono! , in collaborazione con Cose dell'altro pane.