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lunedì 25 gennaio 2016

Zuppa speziata con olio alle erbe

L'ispirazione per la mia ultima zuppa per l'MTChallenge di questo mese (Vittoooo mai fatte 3 ricette -anche se una è out- mai!!!) l'ho presa sfogliando il libro Persiana di Sabrina Ghayour, un libro che consiglio a chi si vuole avvicinare a questa cucina antichissima, dove la tradizione e la materia prima sono una costante impreziosita dai profumi intensi delle spezie. Le ricette sono semplici e realizzate con ingredienti facilmente reperibili. 
Studiare questa cucina, ti fa entrare in un mondo affascinante, con una storia molto importante e complessa. Sono ancora indietro dal parlarne con disinvoltura, ma una cosa posso dire: è una cucina molto leggera, povera di grassi ed estremamente gustosa, adatta anche a chi vuole seguire un regime dietetico con brio, senza mortificare il palato.


Questa zuppa non è solo una minestra, ma è un piatto unico e sostanzioso. Mi ha subito colpita perché non ha regole, non ha dosi, ma può contenere qualsiasi cosa che si ha in casa, abbinandola con un senso chiaramente. Non è una svuota frigo -azione e parola che aborro- ma è un concedersi un momento creativo, seguendo e annusando i profumi. Preparala è come librarsi -concedetemi il termine- in un mondo magico, dove la sorpresa e l'incanto sono i compagni di viaggio.

Alcune delle spezie che ho utilizzato sono regali di amiche giramondo, la melagrana essiccata l'ha portata l'Ale da Singapore al Raduno Mitico, il pepe la Sandra dal suo ultimo viaggio in Vietnam (era ancora nel mazzo che le ha dato una vecchietta in un mercato), il peperoncino del Buthan che il babbo della Sabina ha seminato con successo dopo un suo viaggio.


Ingredienti per 2 persone:

una piccola zucca mantovana
uno scalogno
una cipolla media
1 spicchio d'aglio 
1 cucchiaino di paprica
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di semi di cumino
un pizzico generoso di melagrana essiccata
un cucchiaino di sale affumicato
qualche grano di pepe vietnamita (simile al sichuan)
mezzo peperoncino
acqua bollente
ceci neri

per l'olio alle erbe:
tre cucchiai di olio extravergine delicato
prezzemolo, maggiorana, menta e la barba di un finocchio
aneto secco
qualche goccia di limone

pane integrale con semi, per i crostini

Ieri sera ho messo in ammollo i ceci in abbondante acqua con un pizzico di bicarbonato.
Questa mattina li ho scolati e cotti per due ore in abbondante acqua con un rametto di rosmarino e un pizzico di aneto.


Ho pulito la zucca e l'ho tagliata a pezzi. L'ho messa in un coccio con lo scalogno, la cipolla e l'aglio tagliati. Ho aggiunto tutte le spezie e ho fatto insaporire. Ho coperto con acqua bollente e ho cotto per 30 minuti, fino a quando la zucca non è risultata morbida. Ho aggiunto tre cucchiai di ceci e ho frullato fino a che il composto non è risultato una zuppa liscia e vellutata. 

Ho tagliato il pane a cubetti e li ho tostati in padella antiaderente.

Ho tritato col coltello prezzemolo, maggiorana, menta e la barba di un finocchio e ho messo il trito in una tazza. Ho aggiunto l'aneto secco, l'olio extravergine e qualche goccia di limone. Ho mescolato bene. 

Ho preso due ciotole capienti, larghe e basse, ho versato la zuppa e ho aggiunto un cucchiaio di ceci per ogni porzione. Ho condito con olio alle erbe a piacere e ho aggiunto i crostini di pane.

Mi sono seduta a tavola e ho gustato la zuppa con immenso piacere.



   Con questa ricetta partecipo (spero) all' MTC di gennaio 2016, Zuppe e Minestroni, sfida proposta da Vittoria di www.lacucinapiccolina.blogspot.it




giovedì 21 gennaio 2016

Zuppa di broccolo fiolaro, profumata all'aneto e gratinata al forno con parmigiano reggiano e pane di grano antico del Forno Calzolari di Monghidoro.

Alberto, il mio fruttivendolo:"Sabrina questo è per te! Una novità assoluta! E'  buonissimo, dolce e fa tanto ma tanto bene. Guarda, c'è il cartellino. Cercalo su internet e vedrai che non ti racconto una baggianata". 
Fare la spesa da lui è sempre un'esperienza. Vado per comprare due cose e torno a casa con due borse piene di altro! E' caro arrabbiato e lo sa perfettamente, come lo sanno tutti i suoi clienti che diligentemente fanno la fila in attesa del proprio turno,perché lui non sbaglia un colpo. La qualità dei suoi prodotti è eccelsa. Come questo broccolo che non è proprio a km 0, ma non è poi tanto lontano. 



E' Fioi, il  broccolo fiolaro di Creazzo, in provincia di Vicenza.
contadina
Leggo sul sito dedicato http://www.broccolofiolaro-fioi.it/ che il primo ad innamorarsi di lui è stato Goethe. Durante il suo viaggio in Italia, mentre passava per Vicenza, resta affascinato dall’arco di legno flessibile - così lo descrive - che pesa sulle spalle delle contadine, alle cui estremità pendono due ceste colme di ortaggi, mentre si recano al mercato. Questo arco si chiama bigòlo e a quell'epoca era un sostegno irrinunciabile perché permetteva di bilanciare perfettamente i pesantissimi cesti, anche 80 chili, e di percorre dieci chilometri all'andata e dieci al ritorno, rigorosamente a piedi, a volte con l'aiuto di un asinello e di un piccolo carretto. Il bigòlo ha aiutato le donne vicentine per tanti anni, fino all'avvento della bicicletta e della vespa.  Ne prendono il posto le saccàre, collane fatte con i rami di salice nei quali le donne intrecciavano la parte dura del broccolo e indossavano attorno al collo proprio come collane. Poi inforcavano la bicicletta e andavano al mercato a contrattare il prezzo dell'ortaggio. Fino a questo momento e per tutti questi anni la produzione di broccolo fiolaro è di 150 mila cespi all’anno. Poi negli anni 50 il mercato non si tiene più a Vicenza, ma in una nuova struttura in periferia, l'antitesi del Cab. C'è il boom economico e le abitudini cambiano. La gente mangia la bistecca e coltiva le verdure nelle serre, così da averne delle nuove e fresche tutto l'anno e il broccolo a poco a poco svanisce. Non è più alla base dell'economia contadina, che si dedica ora all'allevamento. La produzione, ridotta oggi a due coltivatori principali,  piano piano diventa un quarto o un quinto rispetto ai tempi d’oro: 30-40 mila cespi all’anno.
Ma le abitudini cambiano costantemente. Da qualche anno c'è una grande attenzione verso i broccoli e le crucifere in generale, per le elevate proprietà anti-cancro, dovute alla forte presenza del sulforafane, proteina dello zolfo presente soprattutto nei broccoli, una forte risorsa per combattere i tumori.
E allora si torna alle tradizioni, si torna all'antico con il valore aggiunto dell'innovazione e quello che era giudicato il mangiar dei poveri, ora viene riscoperto e trattato nelle cucine dei ristoranti per cucinare piatti prelibati e salutari.

Il broccolo fiolaro è l'ingrediente principe della mia zuppa, che ho voluto gratinare al forno con il pane favoloso del Forno Calzolari di Monghidoro. Credetemi, noi a Bologna, siamo molto fortunati ad avere il suo pane. I segreti del suo successo sono la farina biologica, proveniente dai grani dei campi che circondano Monghidoro e macinata a pietra. Il lievito madre, a cui Matteo Calzolari ha affettuosamente dato il nome di “Gino” e ne festeggia, ogni ottobre, il compleanno. Inoltre l’amore per il territorio, per i sapori semplici, per la tradizione ma anche per la ricerca, che Matteo persegue quotidianamente sperimentando nuovi impasti, recuperando grani quasi estinti e tecniche di panificazione ormai dimenticate. E infine la cottura su di un forno a pietra, dove la pietra rilascia naturalmente il calore immagazzinato, donandolo al pane. Il risultato è un pane dal sapore unico, capace di esaltare qualsiasi ingrediente che gli si abbini. Per la mia zuppa ho utilizzato il pane con i grani antichi.



Ingredienti per due persone:

due piccoli caspi di broccolo fiolaro
una carota
una piccola cipolla gialla
una costa di sedano
1 patata media
aneto, paprica, menta, noce moscata, pepe 
1 etto e mezzo di parmigiano reggiano 
2 fette di pane casareccio raffermo + 1
olio extravergine d'oliva robusto, sale



Lavare accuratamente tutte le verdure, scolarle bene e pelare la patata.
Tagliare grossolanamente il gambo di sedano, la cipolla e la carota e metterli a soffriggere con due cucchiai di olio. Quando si sono rosolati bene aggiungere il broccolo tagliato e la patata a cubetti.
Insaporire con aneto fresco o secco, paprica, menta e noce moscata a piacere e qualche grano di pepe. Rimestare bene e coprire con acqua bollente. Portare a bollore, coprire con coperchio e fare cuocere per un'ora a fiamma bassa. Aggiustare di sale. 
L'aneto, oltre che ad insaporire con il suo aroma inconfondibile, è un'erba aromatica dall'effetto carminativo, che aiuta ad eliminare i gas intestinali che si possono formare nello stomaco e nell'intestino.
Accendere il forno a 200°. Versare in una teglia di pirex o porcellana, qualche mestolo di zuppa. Coprirla con due fette di pane casereccio raffermo, spezzandole con le mani e metà del parmigiano grattugiato. Coprire il pane e il formaggio con altra verdura e con il restante parmigiano unito ad una fetta di pane sbriciolata, una spolverata di aneto e un'abbondante macinata di pepe. Infornare per 20 minuti fino a che non risulti ben dorata.
Servire bollente, aggiungendo un filo d'olio crudo.

Ritento la partecipazione all'MTC - ma stavolta sono certa che non ho sbagliato! :)) - 
La sfida è stata proposta dalla Vittoria di http://lacucinapiccolina.blogspot.it/
See you later alligator! 



giovedì 26 giugno 2014

Il vincitore è....

...per meglio dire sono! Le vincitrici sono:

Le chef allegre, Daniela e Silvia,
Congratulazioni!



Quando è arrivata la ricetta ce ne siamo subito innamorati. 
Siamo rimasti colpiti dalla cura con la quale questo dolce è stato pensato e costruito proprio per il contest.
La scelta attenta degli ingredienti, la descrizione precisa e professionale, la presentazione elegante e di gran classe fanno sì che la Goccia di Volubilis sia la nostra scelta.

Abbiamo anche la fortuna di avere Daniela e Silvia in persona alla premiazione ufficiale che avverrà domani durante l'evento Volubilis, un viaggio di sensi  presso il nostro Atelier,  il Concept Store Art'é... di Luca Righi e Fuocobio, calore di casa di Sabrina Gasparri in Via Frassinago a Bologna dalle ore 17.


Sarà presente la Signora Satù, collaboratrice della Bruno Acampora Profumi, che consegnerà a Le chef allegre una preziosa confezione di Olio di Volubilis da 20ml, ottava meraviglia in casa Acampora.


Durante l'evento sarà possibile degustare un assaggio della Goccia di Volubilis, preparata dalle vincitrici in persona, accompagnata da un bicchiere di Rosè della Tenuta Condè di Predappio (FC).

Voglio ringraziare tutte le blogger e non che hanno partecipato al contest. Siete stati tutti grandiosi, in così poco tempo siete riusciti a creare e a regalarci delle ricette meravigliose.
L'elenco aggiornato delle ricette lo trovate nel post di presentazione al contest a questo link.

Ancora tanti complimenti alle vincitrici e a domani! Non vedo l'ora di conoscervi! 


martedì 24 giugno 2014

Officina del gusto: i girasoli per Volubilis


"Cucinare è come amare... o ci si abbandona completamente o si rinuncia." 

Harriet Van Horne

Come non condividere questa citazione, motto dell'Enoteca Officina del gusto di Castenaso, in provincia di Bologna.
Ho già parlato di loro nel post di presentazione del contest Volubilis e per ringraziarmi hanno inviato un primo piatto di ravioli pensati proprio per il contest e io ringrazio loro.

L'Enoteca Officina del gusto è un locale dove oltre che a degustare ottimi vini, si può anche cenare. 
Il menù a degustazione si basa su un appetizer, un tris di antipasti, un primo, un bis di secondi e il dolce, che cambiano costantemente per offrire pietanze sempre diverse agli ospiti che amano frequentare spesso l'Officina.

La cucina è ispirata dalla tradizione bolognese, ma rivisitata dal gusto raffinato del proprietario Dario Stagni.
Le materie prime sono reperite dalle produzioni di eccellenza del territorio.
Le portate sono calibrate per gustare una cena perfetta.
La carta dei vini, ricca e ricercata, permette al sommelier di consigliare il vino più giusto per accompagnare le pietanze del menù. 

I ravioli per il contest Volubilis sono stati pensati e creati da Dario, da La Sfoglina Cynthia Ravanelli e un amico gourmet.

I Girasoli Cynthia




Ingredienti per 2 persone: 

1 uovo 
100 gr farina 
100 gr ricotta di mucca 
3 foglie di menta piperita 
1/4 bacca di vaniglia 
1 noce di burro 
2-3 fette bresaola 
mezza melanzana viola 

Il ripieno:
Tagliare a dadini la melanzana e farli scottare con un filo d'olio e sale assieme a due foglie di menta piperita, togliere dal fuoco e aggiungere a crudo la restante menta.Lasciare raffreddare e unire alla ricotta .

Il girasole: 
Preparare la sfoglia impastando la farina con l'uovo e tirandola sottile. Con un coppapasta tagliare due dischi di pasta uguale. Mettere un poco di ripieno su di un disco e chiedere con l'altro sovrapponendoli. Rifinire con un coppa pasta smerlato.

Sciogliere il burro unendogli la polvere della bacca di vaniglia.
Cuocere i ravioli in abbondante acqua salata e unirli al burro e alla vaniglia. A fine cottura aggiungere la bresaola precedentemente tagliata a striscioline.
Impiattare e decorare con una fogliolina di menta piperita.



Con questa ricetta Officina del gusto partecipa al contest 






mercoledì 18 giugno 2014

Fagottini di Salmone affumicato con fagiolini e erbe aromatiche

Rita è una persona molto carina, ospitale di mente e di fatto, con la quale, la sera che l'ho conosciuta al compleanno di una amica comune, è stato feeling immediato.
Rita è anche un'ottima cuoca. Condividiamo la passione per le materie prime e per i prodotti genuini delle nostre terre.
Non ho potuto fare a meno di invitarla a partecipare al contest e lei ha accettato con l'entusiasmo che la contraddistingue.

Ha raccolto le verdure e le erbe nell'orto del suo babbo che coltiva amorevolmente nonostatante l'età e ha preparato questo piatto profumato e molto estivo. La presentazione sulle foglie di granoturco dimostra la sua indiscutibile creatività e la passione per le cose semplici. 
Il risultato è un piatto molto elegante di sicuro effetto.
Grazie cara Rita e in bocca al lupo.


Fagottini di Salmone affumicato con fagiolini  e erbe aromatiche



Estate è colore, colore è creatività, creatività è cucina, cucina è una esplosione di profumi e aromi. 
Mi piace inventare, amalgamare, sperimentare e lasciare libera la fantasia, antichi profumi d’infanzia che osano miscelarsi con profumi nuovi, diversi, e mi perdo in questo mondo affascinante , ed è attraverso la cucina che nasce aggregazione, amicizia, relazione, intimità, complicità erotismo allegria. Un buon piatto in tavola rimane sempre il modo più straordinario per incontrarsi. 
Ecco la mia ricetta e ringrazio Sabrina che con il suo invito e la sua solarità mi ha stimolato a
partecipare.



Ingredienti per due persone:

150 gr salmone affumicato
fagiolini lessati (circa 6/7 fagiolini per ogni fettina di salmone)

per la salsa:
1 pompelmo
1 limone
prezzemolo
menta piperita
basilico
6 noci
sale
pepe
olio Evo

per abbellire: 
foglie di granoturco
lavanda fresca

In un piatto preparate il succo del pompelmo del limone un pizzico di sale olio evo e mettete a marinare
le fettine di salmone in frigo per un paio d’ore. 
Tritare il basilico la menta il prezzemolo le noci e amalgamare il tutto con un po’ di olio evo, sale e pepe q.b.

Pulire i fagiolini lessarli in acqua salata, tenerli leggermente al dente, e condirli con una parte della salsa.

Preparate dei fagottini ripieni di fagiolini e legateli con un rametto lavanda (oppure di erba cipollina o uno stecchino a piacere).

Lavare le foglie di granoturco, una volta asciugate adagiate i fagottini e condite con la rimanete salsa.

Un ciuffetto di menta per finire la decorazione e volendo qualche goccia di aceto balsamico accompagnate con pane fresco appena sfornato. 


Con questa ricetta Rita Brunelli partecipa al contest 

lunedì 9 giugno 2014

Il Contest: Volubilis un viaggio di sensi

la rosa del marocco
la menta piperita
il bergamotto
il muschio
la vaniglia 
il patchouli

Questi sono gli ingredienti che compongono il nuovo profumo di Bruno Acampora, il Volubilis, ma sono anche gli ingredienti che devono fare parte di una ricetta creata appositamente per il nuovo contest 

Volubilis un viaggio di sensi



Bruno Acampora, 
napoletano, imprenditore nella prestigiosa azienda di famiglia produttrice di guanti in pelle di antica tradizione partenopea, diventa profumiere per caso, dall'incontro sulla spiaggia di Saint Tropez con Giovanni Varon, un “naso” interprete di creazioni eccellenti. Giovanni regala a Bruno poche gocce di un'essenza preziosa, preludio di una bella amicizia e i profumi diventano la sua ossessione.
Nasce così la Bruno Acampora Profumi, che non produce semplici profumi, ma essenze, oli profumati, creati per guidare chi li indossa in uno straordinario viaggio sensoriale.

Gli oli di Acampora hanno i sentori dei suoi viaggi: basta una goccia di profumo sui polsi ed ecco che i sensi si fondono con la cultura di Beirut, i safari in Kenya, la ricerca di resine e radici nei suq del Sahara. L'olfatto assapora la malinconica decadenza di Venezia e i party nella New York di Andy Warhol (che ad Acampora ha dedicato un ritratto), le spezie dell'Equatore, l’India, la Cina, il Giappone, per poi tornare all’isola magica: Capri con il blu del suo mare, ispiratore di un profumo che ruota intorno a un fiore aggressivo e mediterraneo come la tuberosa.
Le essenze, pensate indifferentemente sia per l'uomo che per la donna, sono racchiuse in un piccolo flacone di alluminio, all’interno del quale l’olio essenziale e il volume d'aria sono dosati in perfetto equilibrio. 
La confezione è sigillata da un tappo di sughero che fa respirare il profumo e da una goccia di ceralacca rosa, seguendo l'uso degli artigiani profumieri.

Il Volubilis
deve il suo nome ad un'antica cittadina coloniale dell'impero romano in Marocco, lo stesso paese che produce una delle rose più preziose e profumate utilizzate in questa fragranza, la rosa centifolia. Dicono che quando soffia il vento del deserto il profumo delle rose del M'goun arrivi fino a Marrakech e io trovo questa cosa inebriante!
La dolcezza della rosa è il lato femminile di questo profumo che viene inaspettatamente sostenuto da un freschissimo sentore di menta piperita e trova il suo lato maschile quando arrivano muschio e bergamotto. L'oriente torna a legare questa sorprendente essenza, con le note del patchouli e della vaniglia.

Il Contest
Pochissime regole e pochissimo tempo:

Premio e premiazione


La Bruno Acampora Profumi mette in palio, per il vincitore del contest, una preziosa confezione di olio di Volubilis da 20ml. 

La premiazione della ricetta vincitrice avverrà il giorno 27 giugno, durante un evento degustazione presso il Concept Store Art'é... di Luca Righi, a Bologna in via Frassinago 2a.

Quel giorno dalle ore 17, avrà luogo il green tasting day dedicato all'ottava meraviglia in casa Acampora, il Volubilis, con omaggio profumato per le Signore che interverranno e degustazione della ricetta vincitrice.






Dopo mesi passati a dedicarmi al mio lavoro, finalmente uno stimolo forte mi ha riportata al blog. 
Mentre Luca ed io pensavamo a come organizzare l'evento del 27 giugno, leggo i componenti di questo meraviglioso profumo che è il Volubilis e subito mi è volata alla mente l'idea del contest. Olfatto e gusto insieme, la cosa più naturale che ci sia, l'uno è conseguente all'altro, indissolubili e indivisibili.
Luca, appassionato di cucina e ottimo cuoco, abbraccia con entusiasmo l'idea. 
Ed eccoci qui, il tempo è pochissimo ma mi auguro che l'idea vi piaccia e che riusciate a partecipare numerosi.

Ho preparato al volo un appetizer, prendendo spunto da una portata consumata l'altra sera durante una fantastica cena a Castenaso (BO) all' Officina del gusto (se passate da quelle parti, consiglio vivamente di fermarvi!). L'idea dello spiedino feta e cocomero è dello chef, io ho aggiunto il mojito solido e il sale alla rosa.
Ho subito amato questo antipasto perché racchiude tutto quello che amo nella cucina: l'altissima qualità degli ingredienti, la tradizione, un pizzico di originalità che uniti insieme nella loro semplicità ne fanno un piatto sorprendente.

Spiedino greco con mojito solido



Ingredienti:

ottima feta 
cocomero
cetriolo
cipolla Tropea
sale di Cervia
qualche oliva greca
petali di rosa colore rosa
olio evo

per gr. 700 di mojito solido

4 lime
due cucchiai di zucchero di canna
un mazzo di menta piperita
un bicchierino di rum 
acqua qb
gr. 12 di colla di pesce

Per prima cosa preparare il mojto solido.

Mettere ad ammollare la colla di pesce in acqua a temperatura ambiente.
In un mortaio pestare i lime tagliati a spicchi, le foglie di menta e lo zucchero. Aggiungere un poco di acqua e filtrare tutto il succo. Unire il bicchierino di rum. Pesare il liquido. Mettere a scaldare l'acqua che manca per arrivare a 700 gr. Strizzare bene la colla di pesce e scioglierla delicatamente nell'acqua quasi bollente.
Unire il succo alla colla di pesce, mescolare bene e versarlo in una teglia grande tanto da fare arrivare lo spessore del mojto a un cm.
Mettere in frigorifero per almeno 4 ore.

Preparare l'appetizer.

Tritare grossolanamente quattro cucchiai di sale di Cervia con due cucchiai di petali di rosa. Conservare in un vasetto, tornerà utile per insaporire altre pietanze.
Tagliare a cubetti della ottima feta e dell'ottimo cocomero e infilzarli in uno spiedino alternandoli.
Lavare e asciugare un cetriolo e una cipolla Tropea. Tagliarli ad anelli e comporre il piattino mettendo una fetta di cetriolo, un'anello di cipolla, un'oliva greca, una lacrima di olio evo e un pizzico di sale alla rosa.

Servire con il mojito solido tagliato a cubetti.

Bene, spero che vi sia piaciuto.
Vi aspetto in tanti tanti tantissimi! 
Sabrina




Le ricette profumate

  1. Lovely cake - Mojito Sbagliato Fragola e Cocco con menta mela verde
  2. Lovely cake - Una rosa ai tropici
  3. Lovely cake - Religieuse alla rosa
  4. Lovely cake - Afrodite Dome de Framboise à la Rose
  5. Lovely cake - Macaron primavera
  6. Fatemi cucinare - Zuppa di mare profumata di menta
  7. Il fior di cappero - Tu si 'nu Babà! ... con rum, chantilly al mascarpone, petali di rosa, mirtilli
  8. Semi di zucca - Torta mojito
  9. Dolcemente inventando - Panna cotta al bergamotto con banane à la martiniquaise
  10. Dulcis di Gabriella Pravato - Torta morbida di ciliege profumate alla menta
  11. Rita Brunelli - Fagottini di Salmone affumicato con fagiolini e erbe aromatiche
  12. Acquacotta e fantasia - Muhallabia
  13. Il gatto pasticcione - Semisfera di gelato alla crema di vaniglia su coulis di pesca
  14. Le chef allegre - Goccia di Volubilis
  15. Beuf à la mode - Tartellette con marmellata al bergamotto, ricotta di bufala e rabarbaro
  16. Tea bag - Quadrotti alle ciliege
  17. Officina del gusto - I girasoli Cynthia
  18. Beuf à la mode - Pacchero fritto con ricotta di bufala e alici alla menta
  19. Il piacere dei sensi - Sformatini alle zucchine con menta & peperoncino
  20. Cindystar - Teatime volubile profumato alla rosa, menta, vaniglia e bergamotto
  21. La melagranata - Una confettura di fichi e cacao. 
  22. La melagranata - Confettura di maracuja con mango e vaniglia.
  23. La melagranata - Quatre- quart agli agrumi e vaniglia
  24. La melagranata - Biancomangiare con salsa di Nespole e caramello alle mandorle
  25. La melagranata - Pina colada destrutturata
  26. La melagranata -Riso Venere con gamberi alla vaniglia, latte di cocco e rum in gusci di cappesante.
  27. La melagranata - Piccoli plumcake alla vaniglia e fragole
  28. La melagranata - Confettura di pomodori verdi.
  29. La melagranata - Crema cotta al cocco con crumble profumato agli agrumi
  30. La melagranata - Confettura di prugne Regina Claudia, pesche tabacchiere, vaniglia e calvados
  31. La melagranata - Un budino di riso con uva brinata
  32. La melagranata - Acqua di rose
  33. La melagranata - Tagliatelline alle rose con mandorle e timo
  34. La melagranata - Bibita allo sciroppo di rose
  35. La melagranata - Dolce bicchiere di colomba d’Abruzzo
  36. La melagranata - Torta dei 18 anni



martedì 25 febbraio 2014

Strucolo di ricotta e spinaci crudi, gratinato burro e salvia

Al volo, ma proprio al volo e anche in fretta e furia, arrivo con la ricetta per l'MTC n. 36 - LO STRUDEL
proposto da Mari la Lasagna pazza.
Inutile dire che è uno dei miei dolci preferiti, che faccio spessissimo e il mio è classico, tradizionale, con mele, uvette, pinoli e tanta tanta cannella.
Ma Mari ha proposto anche una versione salata e bollita, lo strucolo, con una pasta di sola acqua e farina, con un goccio di olio. 
Il mio è tradizionale, con un ripieno e un condimento che ricordano quello della mia pasta preferita, i tortelloni di ricotta.

Strucolo di ricotta e spinaci crudi, gratinato burro e salvia


 Ingredienti:

per la sfoglia
150 gr di farina 00
50 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 mezzo cucchiaino di sale all'ibiscus

per il ripieno
250 gr di ricotta di capra
250 gr di spinaci freschissimi
100 gr di parmigiano reggiano
noce moscata

per il condimento
foglie fresche di salvia
burro fuso 
parmigiano reggiano grattugiato a piacere

Preparate la sfoglia.
Scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l’impasto a riposare, coperto da una tazza.

Preparate il ripieno.
Mettete la ricotta in un recipiente, ammorbiditela con una forchetta, aggiungete la noce moscata.
Grattugiare il parmigiano reggiano.
Lavare e asciugare bene gli spinaci e tritateli grossolanamente con la cortella.

Stendete la sfoglia.
Prima di cominciare a stendere la sfoglia mettete a bollire sul fuoco una pentola abbastanza larga e che possa contenere comodamente lo strudel. Disponete su una spianatoia uno strofinaccio pulito di lino o di cotone bianco (possibilmente lavato con sapone neutro e ben sciacquato) e infarinatelo. Prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi tiratelo aiutandovi con un mattarello. Il risultato finale dovrebbe essere una sfoglia più o meno quadrata di 25 centimetri per lato.

Stendete la ricotta su tutta la superficie della sfoglia lasciando liberi circa due centimetri lungo il bordo. 
Spolverare con una buona manciata di parmigiano.
Coprire la ricotta con gli spinaci crudi e un'altra spolverata di parmigiano.
Cominciate a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno, se necessario aiutandovi con il tovagliolo, anche se in questo caso non dovrebbe essercene bisogno visto che l’impasto dovrebbe essere un po’ più spesso e consistente. Fate fare un paio di giri, quindi ripiegate anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine. Avvolgete il rotolo così ottenuto nel tovagliolo senza lasciare vuoti e chiudete, con uno spago da cucina, i due lembi esterni.

Salate l’acqua bollente e adagiatevi delicatamente lo strudel avvolto nel tovagliolo facendo attenzione che non tocchi troppo il fondo della pentola. Fate cuocere sobbollendo per 30 minuti, quindi togliete lo strudel dall’acqua e togliete il tovagliolo.
Tagliate il rotolo a fette spesse circa uno o due centimetri e leggermente oblique, disponetele in pirofile monoporzione, irroratele con il burro fuso, il parmigiano grattugiato e la salvia tritata.

Gratinare in forno per 7/8 minuti e servire.


Chiedo scusa a Mari e alle ragazze dell'MTC per questo post così scarno e povero di dettagli, ma sono ancora nel marasma più completo, ma ancora per poco perchè, qui lo dico in anteprima, l'8 marzo inauguro il mio nuovo spazio fuocobio.
Questo è il motivo della mia latitanza. In preparazione c'è una nuova linea di camini, un nuovo sito e un lavoro rinnovato a trecentosessantagradi!
Però non volevo mancare, anche solo con questa semplice ricetta di tradizione.

Alla prossima! 
Sabrina.



lunedì 17 giugno 2013

Siena and Stars, un magnifico evento e il suo contest.

Nel cuore della Toscana, tra le colline del Chianti e le suggestive crete senesi, c'è Siena, una delle più belle città medievali italiane. Per l'unicità dell'immenso patrimonio artistico e culturale è stata inserita nella lista dei Patrimoni dell'Umanità dell'Unesco. 
In questo contesto così particolare la Iko International e Regione Toscana in collaborazione con la Confcommercio di Siena, ha organizzato la rassegna musicale 

"Siena and stars" 

che animerà le sere del luglio senese in una delle piazze più amate dai senesi e dai turisti che visitano la città, Piazza del Duomo.



Quando e dove:
In programma dal 10 luglio al 2 agosto 2013  Piazza Duomo a Siena.


La manifestazione musicale:
Un cartellone di eventi straordinari presentati con una formula trasversale di 16 appuntamenti per tutti i gusti, tra pop, lirica, jazz, danza e un pizzico di comicità. 
La manifestazione aprirà con il vincitore del Festival di Sanremo 2013 Marco Mengoni per proseguire con la verve di Giorgio Panariello, la sensualità del Tango argentino di Miguel Zotto, l'animo latino dei fantastici Buena Vista Social Club, la voce black di Mario Biondi con Pino Daniele, e ancora l'Opera di Roma per una serata romantica con Il cigno bianco, Ludovico Einaudi compositore contemporaneo di fama internazionale, la Iko international Orchestra eseguirà arie di Giuseppe Verdi e tanti altri imperdibili Artisti del panorama musicale internazionale. 
Il programma completo di tutte le serate lo trovate a questo link: Programma.




Le bloggers:
Per animare le serate pre-concerto, la Confcommercio ha pensato di invitare 24 blogger italiane che per 6 serate (4 blogger a serata), verranno abbinati a 4 ristoranti della città. Chef e blogger daranno vita ad uno speciale menù di assaggi tematici presentati agli ospiti che avranno voglia di vivere questa piacevole esperienza prima di godersi uno splendido momento musicale.

Ho avuto l'onore di essere invitata a fare parte di questo blasonato gruppo nella serata del 30 luglio:

14 Luglio, Miguel Zotto
Alessandra Gennaro - Menu Turistico
Sabina Fiorentini - Cook n' book
Roberta Restelli - Il senso gusto
Greta De Meo - Greta's Corner

19 Luglio, Orchestra Buena Vista Social Club
Aurelia Bartoletti - Profumi in cucina
Lucia Arlandini - Ti cucino così
Marina della Pasqua - La Tarte Maison
Giulia Nekorkina - Rossa di Sera

24 Luglio, Claudio Fasoli Four jazz quartet
Laura Adani - Io ...Così Come sono
Annarita rossi - Il bosco di Alici
Monica Zacchia - Dolci gusti
Benedetta Marchi - Fashion Flavors

26 Luglio, Ludovico Einaudi
Sonia Monagheddu - Oggi pane e salame e domani
Agnese Malatesti - La Banda dei Broccoli
Anna Maria Pellegrino - La cucina di qb
Barbara Torresan - Babs Revolution

28 Luglio, Baustelle
Teresa De Masi - Scatti golosi
Cinzia Donadini - Essenza in cucina
Elisa Iallonardi - Saporidielisa
Valentina Serenthà - Sale QuBi

30 Luglio, Giuseppe Verdi Celebrations 200
Sabrina Gasparri - Les Madelaines de Proust
Patrizia Bosso - La Melagranata
Silvia Censi - La Gelida Anolina
Patrizia Malomo - Andante con gusto

La App:
Per chi volesse trascorrere un week end a Siena ed ascoltare il suo artista preferito, nonché incontrare una delle blogger ospiti, potrà prenotare il proprio soggiorno attraverso una nuovissima App che dal 25 di giugno potrà essere scaricata sia dal sito di Siena and Stars che dai nostri blog.. Nell'applicazione troverete notizie su tutti i partecipanti alla manifestazione e numerosi servizi utili.



Il contest: I Piatti delle Stars:
Non poteva mancare un meraviglioso Contest, il Contest dell'Estate! 
Tutti i possessori di blog potranno partecipare per accaparrarsi 2 stupendi biglietti VIP per il concerto di Ludovico Einaudi, cena e pernottamento a Siena per 2 persone. Inoltre la vincitrice vedrà la propria ricetta riprodotta da uno dei ristoranti partecipanti.
Il contest consiste nel preparare una ricetta, che sia antipasto, primo piatto, secondo piatto o dolce, ispirata ad uno dei personaggi o generi musicali presenti sul Cartellone di Siena & Stars, motivandone la scelta. Verrà data particolare attenzione alla presentazione ed interpretazione del piatto secondo il tema del contest.
Il Contest comincia il 17 giugno e si chiude alla mezzanotte del 17 luglio. 
Le regole ed informazioni generali sul Contest le trovate sul blog Andante con Gusto a questo link e le ricette dovranno essere comunicate sullo stesso blog. 
La giuria sarà formata dalla Direzione della Confcommercio di Siena e dai ristoratori che parteciperanno all'iniziativa.
Prelevate il banner e linkatelo al post di Andante con Gusto.



La mia ricetta di presentazione al contest:
Sono particolarmente contenta di partecipare alla manifestazione durante la serata dedicata a Giuseppe Verdi, date le origini emiliane-romagnole che ci accomunano.
La passione di Giuseppe Verdi per la cucina e la buona tavola trae origine dalla sua terra natia, l’Emilia  e in particolare dal territorio piacentino e parmense, terra ricca e generosa, rinomata per alcuni dei più apprezzati prodotti gastronomici d’Italia come il Parmigiano Reggiano, il prosciutto di Parma e il Culatello di Zibello.
Giuseppe Verdi era un vero e proprio cultore di questa ricchezza, fatta sia di piatti semplici e prodotti della terra sia di preparazioni artigianali ricercate. A testimonianza di questa sua passione, ci sono le tante lettere che scriveva alla sua compagna di vita, in cui era solito riportare suggerimenti, ricette e aneddoti di cucina.
Come un vero e proprio ambasciatore dei valori della sua terra, Verdi inviava abitualmente ai suoi amici prodotti di salumeria e formaggi. Nelle sue residenze organizzava pranzi conviviali dove i prodotti tipici emiliani e la cucina genuina non mancavano mai. Preferiva, infatti, le sue ricette semplici e tradizionali ai sontuosi piatti serviti nei famosi ristoranti che per motivi di lavoro spesso doveva frequentare.

Avevo pensato di cucinare per la presentazione del contest I piatti delle Stars una ricetta ideata proprio da Giuseppe Verdi, la Spalla cotta di San Secondo, un piccolo capolavoro di arte salumiera servita all'epoca anche nella locanda della famiglia di origine del Maestro. 
Se solo avessi pensato di preparala 15 giorni fa quando dal freddo che faceva ho avuto la tentazione di accendere il riscaldamento, il piatto sarebbe stato perfetto. Ma da qualche giorno è finalmente arrivata l'estate  e il pensiero di cuocere una pietanza per sei ore mi fa davvero soffrire!
Mi sono quindi ispirata ad un piatto ideato dallo chef francese Henry-Paul Pellaprat (1869-1952) fondatore della scuola del Cordon Bleu, l’istituzione gastronomica francese più rinomata al mondo e dedicato al Maestro, Il risotto alla Verdi, di cui trascrivo la ricetta originale, che ho trasformato in una leggera e gustosa insalata di riso servendomi degli stessi ingredienti utilizzati per il risotto.
E' una ricetta semplice ma ricca di sapori, fresca, che porta i colori dell'Italia, tanto amata dal grande compositore.
Come al solito la mia più accorata raccomandazione è quella di scegliere sempre prodotti selezionati di cui avete la tracciabilità. In questo modo il piatto risulterà perfetto.




Il risotto alla Verdi
di Henry-Paul Pellaprat

Ingredienti (per 6 persone)

450 g di riso carnaroli
150 g di burro
100 g di funghi coltivati
100 g di punte di asparagi
100 g di prosciutto crudo
100 g di pomodori pelati
1 dl di panna da cucina
25 cl di brodo di carne
parmigiano Reggiano grattugiato q.b.
½ cipolla affettata sottilmente

In una casseruola imbiondire la cipolla nel burro; aggiungere i funghi affettati, le punte degli asparagi,il prosciutto tagliato in julienne, i pelati tritati. Unire il riso e lasciarlo asciugare leggermente, quindi bagnare col brodo; a metà cottura unire la panna mescolando delicatamente. Quando il risotto è pronto, mantecare con burro e formaggio, quindi servire.




Insalata di riso alla Verdi 
(la mia versione)



Ingredienti (per 2 persone)

150 g di riso vialone nano
2  funghi champignon
100 g di asparagi puliti
40 g di gambuccio di prosciutto crudo di Parma affettato sottile
5 pomodori ciliegino di Pachino
scaglie di parmigiano Reggiano
1 piccola cipolla 
qualche rametto di timo e di santoreggia
olio extravergine d'oliva q.b.
sale e aceto di mele




Cuocere il riso in acqua salata, scolarlo al dente e raffreddarlo immergendo il colapasta in una ciotola piena di ghiaccio. In questo modo il riso si raffredderà velocemente e non verrà lavato.
Nel frattempo che si cuoce il riso, tagliare a piccoli pezzetti i pomodorini e metterli in una tazza con le foglioline di timo e di santoreggia. Aggiungere qualche cucchiaio di olio extravergine e salare. Questa sarà la salsa che utilizzeremo per condire la nostra insalata di riso.
In una padella mettere ad imbiondire una piccola cipolla tagliata fine con un cucchiaio di olio. Aggiungere gli asparagi tagliati in rondelline di un centimetro. Salare leggermente e coprire con il coperchio. Cuocere per pochi minuti.
Pulire bene i funghi dall'eventuale terra, togliere il gambo e tagliare il cappello a fettine sottili. Il gambo tritarlo grossolanamente ed aggiungerlo agli asparagi un minuto prima di fine cottura. Le verdure dovranno rimanere al dente. Fare raffreddare.
In una ciotola mettere il riso con i funghi e gli asparagi e condire con la salsa di pomodoro fresco. Se è necessario aggiungere ancora un poco di olio.
Il prosciutto va cotto solo pochi minuti prima di servire l'insalata.
Spezzare le fette di prosciutto con le mani e gettarle in padella bollente senza olio. Girarlo velocemente con un cucchiaio di legno, spruzzarlo con l'aceto di mele e continuare la cottura fino a quando risulterà croccante. Ci vorranno solo pochi minuti.
Servire l'insalata di riso guarnita con il prosciutto croccante e qualche scaglia di parmigiano.

Ora l'insalata, ma quando sarà più freddo il risotto, mi raccomando.
Io lo farò! 
Buon Contest a tutti! 
Vi aspettiamo numerosi!