Quaderni di RebStein
XC. Marzo 2024
Francesco Marotta
***
Il cielo nasconde le sue pupille d’astro
e nell’ombra il silenzio si fa musica,
inquiete invisibili presenze.
Ogni parola è un transito
verso una soglia mille volte persa.
La parola poetica è solo la speranza dell’incontro.
Gli alberi cresciuti alle sorgenti del sogno
maturano presagi. Fiori di terre sconosciute.
L’ordine immutabile delle nascite.

La luce rinunciata porta in grembo sillabe –
alfabeti d’ombre che non traverseremo.
Una rosa, in pieno inverno,
è un caso, una distrazione del nulla.
La lingua delle pupille – da: Icone del migrare
(1998-2000, inedito)
La poésie domine l’absurde. Elle est l’absurde suprême:
la cruche élevée à hauteur de la bouche amoureuse
emplissant celle-ci de désir et de soif,
de distance et d’abandon.
René Char Continua a leggere Icone del migrare V – La lingua delle pupille
Racconto d’inverno – da: Icone del migrare (1998-2000), ined.
Le don, inattendu, d’un arbre éclairé
par le soleil bas de la fin de l’automne;
comme quand une bougie est allumée
dans une chambre qui s’assombrit.
Philippe Jaccottet
Continua a leggere Icone del migrare IV – Racconto d’inverno
Rotta albale – da: Icone del migrare (1998-2000), ined.
Aube d’un second jour,
Je suis enfin venu dans ta maison brûlante
Et j’ai rompu ce pain où l’eau lointaine coule.
Yves Bonnefoy
*
Segnali d’ape in murature d’acqua: il breve lume della rosa.
La scrittura segreta di un fiume alla foce custodisce, tra l’ombra
e il mare, il fiore del suo volto. L’alfabeto indelebile del viaggio. Continua a leggere Icone del migrare III – Rotta albale
Ipotesi di volo – da: Icone del migrare (1998-2000), ined.
“Stehen, im Schatten
des Wundenmals in der Luft.
Mit allen, was darin Raum hat,
auch ohne
Sprache“.
Paul Celan
*
Sulle rive della strada, la sensazione di un angelo che annaspa
in pozzanghere di pioggia. L’autunno è stagione senza ali.
L’inverno il volo cieco che batte ai vetri della tua dimora. Continua a leggere Icone del migrare II – Ipotesi di volo
Sul confine – da: Icone del migrare (1998-2000), ined.
“Wir sind aufgestiegen von einem Hafen
wo wiederkeher nicht zahlt“.
Ingeborg Bachmann
*
Grappoli d’ali colorano di abissi l’orizzonte.
Il giorno migra verso la prima stella – illimitata pupilla
dischiusa sopra il grido delle sabbie.
Acqua che si trascina nel lucore ramato dell’assenza.