(da: Icone del migrare)
luci levigate in
curvi tracciati di
candele d’aria, terrestri
veleni
graffiati dalle labbra
in cifre
millenarie di
silenzi: si aspetta,
naufraga, una
parola
che levi al sangue
la densa ala
dei minuti, l’arsa
onda di
foglie, di radici
e scopra alla
pupilla, ispessita di
notti, l’acre, carnale
lontano
albeggiante di una
fonte
***

La luce rinunciata porta in grembo sillabe –
alfabeti d’ombre che non traverseremo.
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Sul confine – da: Icone del migrare (1998-2000), ined.
“Wir sind aufgestiegen von einem Hafen
wo wiederkeher nicht zahlt“.
Ingeborg Bachmann
*
Grappoli d’ali colorano di abissi l’orizzonte.
Il giorno migra verso la prima stella – illimitata pupilla
dischiusa sopra il grido delle sabbie.
Acqua che si trascina nel lucore ramato dell’assenza.
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non potendo cantare il mondo che lo escluse / Reb Stein cominciò a leggerlo nel canto