Visualizzazione post con etichetta Jason Mott. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jason Mott. Mostra tutti i post

giovedì 8 maggio 2014

ChattaLo #12 - Nuova fiction da non perdere

Ciao Followers!
Ieri ho ricevuto una mail dalla Harlequin Mondadori con una notizia inattesa che non potevo evitare di condividere con voi.
Magari ne avrete già sentito parlare prima di me, ma io non guardando quasi mai la Tv sono rimasta piacevolmente stupita di scoprire che anche in Italia - in tempi che quasi quasi sono un record rispetto al solito - arriva la fictio tratta dal libro di Jason Mott "The returned"!
Sono troppo curiosa di scoprire cosa sono riusciti a fare con questo libro che ho adorato.
Di THE RETURNED di Jason Mott vi ho parlato non appena il libro è stato disponibile nelle librerie italiane perchè ne ero rimasta affascinata fin dalle primissime notizie giunte sul web e per una volta le mie aspettative non erano rimaste deluse: per rinfrescarvi la memoria potete vedere la mia recensione QUI.

La serie televisiva che al suo debutto in America ha fatto quasi 13 milioni di telespettatori si intitola RESURRECTION.
La fiction andrà in onda dal 12 maggio in prima serata su RAI2 e mi auguro che nessuno mi impedisca di vederla altrimenti potrei diventare verde come Hulk XD
Resurrection è stata prodotta dalla ABC e dalla Plan B di Brad Pitt ed è già stata trasmessa nel nord America e in Australia con ascolti straordinari.  "Con quasi 13 milioni di telespettatori, lo show sviluppato da Aaron Zelman, vince il premio di miglior debutto in mid-season degli ultimi 2 anni per il canale della ABC - Carlo Lanna per Oggialcinema.net Cosa succederebbe se qualcuno che avete perduto tornasse? Amore, morte, vita, ma soprattutto seconda possibilità sono i temi alla base della fortunata serie, tratta dal libro The Returned di Jason Mott. Una storia commovente e travolgente, che ha da subito conquistato anche i vertici della Plan B, la casa di produzione di Brad Pitt, che ha deciso di farne una fiction tv.
Il romanzo, edito da Harlequin Mondadori,  è in vendita in libreria e nei migliori store online.

Saranno riusciti a trasporre sullo schermo le atmosfere e le emozioni che pervadono il romanzo??
Il solo modo per scoprirlo è guardare la fiction... poi vi farò sapere cosa ne penso!

Intanto, se ancora non conoscevate questo romanzo e volete un assaggio del mondo che vi è rappresentato potete dare un'occhiata ai tre brevi prequel gratuiti disponibili sullo store on line della HM e leggervi anche le mie impressioni in merito QUI.
E ora che vi ho dato la notizia posso anche salutarvi.
Passo e chiudo :)

giovedì 21 novembre 2013

Recensione "The Returned" di Jason Mott

Editore Harlequin Mondadori
Pagine 330
Euro 16,00
TRAMA: Per Harold e Lucille Hargrave la vita è stata felice e amara allo stesso tempo, da quando hanno perso il figlio Jacob il giorno del suo ottavo compleanno, nel 1966. In tutti questi anni si sono adattati a un’esistenza tranquilla, senza di lui, lasciando che il tempo alleviasse il dolore... Finché un giorno Jacob, misteriosamente, ricompare alla loro porta, in carne e ossa. E ha ancora otto anni.
In tutto il mondo le persone amate stanno tornando dall’aldilà. Mentre il caos rischia di travolgere l’umanità intera, la famiglia Hargrave è costretta a fare i conti con una realtà nuova quanto misteriosa e con un conflitto che minaccia di sovvertire il significato stesso di genere umano: i Redivivi sono un miracolo o un segno della fine del mondo?
VOTO:
 

INCIPIT:
Quel giorno Harold aprì la porta e si trovò davanti un uomo dalla pelle scura vestito con un abito formale. Per un attimo pensò di prendere lo schioppo, poi ricordò che Lucille glielo aveva fatto vendere anni prima, dopo una discussione avvenuta con un predicatore itinerante in merito a dei cani da caccia.
“Desidera?” chiese Harold, strizzando gli occhi. La pelle dell’uomo sembrava ancora più nera in controluce.
“Signor Hargrave?”
“Può darsi” rispose Harold.
“Chi è, Harold?” chiamò Lucille. Era in salotto, davanti al televisore. Al telegiornale, stavano parlando di Edmund Blithe, il primo dei Redivivi, e di come fosse cambiata la sua esistenza adesso che era di nuovo vivo.
“Sarà meglio, la seconda volta?” chiese il giornalista, guardando dritto nella telecamera e lasciando l’onere della risposta agli ascoltatori.
RECENSIONE:
Giusto pochi giorni fa vi avevo animatamente parlato di questo nuovo titolo che è approdato nelle librerie proprio  ieri l’altro. Se vi siete persi il relativo post, lo trovate cliccando QUI… ve lo dico perché in quell’occasione vi avevo anche recensito brevemente i tre prequel gratuiti e prima di iniziare a parlarvi del romanzo vi voglio consigliare di leggerli, ma di farlo prima del romanzo stesso… perché dopo non avranno più lo stesso impatto: i prequel preparano il lettore al ritorno dei morti dall’aldilà, mentre The Returned inizia che il fenomeno dei Redivivi è già in corso.
Vi stanno uscendo cascate di punti interrogativi dagli occhi?! Significa che non avevate ancora sentito parlare di questo libro tanto atteso da molti (me compresa).
Jason Mott – l’autore – ha immaginato un mondo normale in cui un bel giorno all’improvviso il confine tra la vita e la morte viene spezzato: le persone care ritornano dal regno dei morti, vive, in carne ed ossa, esattamente uguali a com’erano il giorno che sono morte, anche se sono passati da quell’evento magari decenni.
È questo il caso dei protagonisti della storia, Harold e Lucille, marito e moglie da una vita intera, ormai anziani, che si trovano di punto in bianco a riabbracciare il figlio morto cinquant’anni prima a otto anni. Il bimbo torna da loro proprio come se quel mezzo secolo non fosse passato, ha di nuovo otto anni e non ricorda nulla del giorno in cui è morto – e tanto meno di tutti gli anni a seguire. Il pensiero di una simile riunione può sembrare di primo acchito fonte di gioia incommensurabile, ma i due coniugi sono invecchiati e, superando momenti bui e dolorosi, hanno imparato a sopravvivere alla terribile perdita che li aveva quasi distrutti. Ma il fenomeno dei Redivivi raggiunge anche loro, mettendo sotto sopra la loro ormai pacifica esistenza. E questo accade in tutto il mondo.
Queste le premesse che danno vita al romanzo di Mott: avrebbe potuto venirne fuori un capolavoro o un disastro! Magari capolavoro è una parola un po’ grossa, ma sicuramente The Returned non è stato un disastro.
Tutta l’aspettativa che avevo per questo romanzo e l’entusiasmo con cui mi ci sono buttata non appena l’ho ricevuto – accantonando immediatamente qualsiasi altra lettura in corso avessi in giro, per dedicargli tutta la mia attenzione – hanno avuto una gran soddisfazione.
Ammetto che sto girando intorno alla recensione vera e propria perché non mi è facile parlare di questo titolo, soprattutto evitando di rivelarvi i fatti più salienti. In realtà quando con gli occhi luccicanti di curiosità ho aperto il libro, non avevo la più pallida idea di cosa aspettarmi. Quello che temevo di più era la spiegazione che Mott potesse aver dato del fenomeno dei Redivivi: la gente risorge e ritorna alla propria vita, ma la questione che mi premeva di più scoprire era perché? Come? A me, così come a tutti gli altri personaggi del libro e la soluzione che l’autore ha scelto è stata proprio quella che non mi sarei mai immaginata e credo che sia stata la migliore che potesse trovare: NON LEGGETE LE PROSSIME RIGHE SE NON VOLETE SAPERLO!!! Jason Mott si cala nei panni dei suoi personaggi, racconta la storia come se fosse uno di loro, uno spettatore ignaro di un fenomeno inspiegabile e alla fine fa proprio questo: non spiega nulla, perché nessuno sa spiegare alla gente le cause e le dinamiche del ritorno alla vita di tante persone. Ognuno è libero di fare le proprio congetture; si può decidere di vedere i Redivivi con occhio religioso, tentare una spiegazione scientifica o semplicemente credere in una magia… ma non arriverà nessuno a gridare “Eureka”. Alcuni potrebbero dire che l’autore se la sia cavata così, perché non aveva idea di cosa inventarsi, ma io trovo che renda tutto addirittura credibile e ancora più facile da immaginare. Vi dico solo che probabilmente in qualsiasi altro romanzo, la scelta dell’autore sarebbe stata fonte di critica e avrebbe rappresentato un difetto non indifferente ai miei occhi, ma in questo caso è stata perfetta.
OK, SE AVETE SALTATO LE RIGHE SOPRA, POTETE TORNARE A LEGGERE!!
The Returned, proprio come pensavo, dà adito ad un sacco di riflessioni sulla vita, sulla morte e sulle persone in generale. Non solo fa riflettere su quanto diversamente ogni persona affronti una perdita, ma anche su come ciascuno di noi reagisce diversamente di fronte all’ignoto.
Il romanzo si è sviluppato in maniera completamente differente da come mi aspettavo: inizialmente l’attenzione è concentrata sulla famiglia Hargrave e sul contrastante impatto che il ritorno del loro bambino ha avuto su Harold e Lucille. Questi due coriacei anziani sono la dimostrazione di come spesso ci si immagina di reagire di fronte ad eventi che capitano agli altri… per poi scoprire che nel momento in cui ci si trova a viverli in prima persona ci si comporta esattamente al contrario del previsto. Il piccolo Jacob sconvolgerà la loro bolla di serenità, creando anche occasioni di discussione tra i due ormai rodati coniugi… ma li condurrà anche attraverso riflessioni che non avevano fatto nei cinquant’anni trascorsi dal lutto. Sarà un percorso lungo e difficile, sia fisicamente che emotivamente, quello che i due protagonisti dovranno affrontare, ma io in ogni passo sono stata al loro fianco e mi hanno più volte emozionata e stupita.
Per ricordare al lettore che il fenomeno della Risurrezione è globale, l’autore ha inserito nella storia principale alcuni brevi capitoli, scritti in corsivo per distinguerli a prima vista, che ci offrono un veloce sguardo sul ritorno di qualcun altro, mostrando quanto difficile possa essere sia per i veri vivi, sia per i “nuovi vivi”.
Questo romanzo non è una sbrodolata sentimentale, ma un quadro fin troppo realistico di quanto un evento sconvolgente possa mettere la popolazione mondiale in ginocchio: la Chiesa ad un certo punto non è più capace di sedare gli animi tormentati dalla paura dell’ignoto e il Governo finisce con il cercare una soluzione drastica che ottiene soltanto di il peggiorare il caos che già si stava creando. È facile immaginare di riabbracciare un caro estinto… ma provate a pensare a migliaia di migliaia di persone che tornano dalla morte quanto scompiglio possano portare sul piano pratico. Senza contare che non tutti sono capaci di considerare i Redivivi come dei miracoli. Per molti appaiono come una minaccia, come un abominio, come qualcosa da eliminare e rimandare da dove è arrivato. Faticate ad immaginare un simile scenario, che in breve diventa quasi apocalittico? Ne dubito. Sappiamo tutti quanto gli esseri umani possano diventare cattivi o violenti, nel momento in cui si lasciano dominare dalla paura e dall’odio. The Returned racconta anche questo risvolto della medaglia e tutto sempre in modo estremamente realistico e credibile… in alcuni momenti mi sembrava di assistere alla cronaca di fatti reali. Jason Mott ha dato l’occasione a chi legge il suo romanzo di crogiolarsi nel conforto di una seconda possibilità, nell’immaginare di poter dire cose che si sono tralasciate fino a quando non è stato troppo tardi o di poter dimostrare sentimenti che spesso si danno per scontati fino al giorno in cui ci vengono strappati. Ma allo stesso tempo mostra anche che non tutti sono disposti a sfruttare questa opportunità, così come per alcuni è anche il modo per metabolizzare una perdita che si era portata via parte di loro. Alcuni restano ancorati al ricordo di chi se ne è andato, rischiando di vivere una vita solo a metà a causa di sensi di colpa o di sogni infranti, e poter ancora una volta confrontarsi con chi si credeva perso per sempre, potrebbe dare nuova luce ai giorni futuri.
Chi di noi non ha mai desiderato anche solo abbracciare ancora una volta una persona cara che ci è venuta a mancare? Probabilmente non tutti voi avete dovuto affrontare un lutto, ma sono certa che non sia difficile immaginare la sensazione. Se aveste la possibilità di dire un’ultima volta ti voglio bene o di dare un ultimo bacio, non pensereste che fosse la cosa più bella del mondo? Prima di leggere il libro di Jason Motto avrei risposto “Sì” senza nessuna esitazione… ma ora non sono più così sicura della mia risposta… forse il segreto sta nel cercare di dare il giusto valore al presente, prima che diventi passato.
Mi rendo conto che sto diventando logorroica – come sempre quando leggo un romanzo che mi colpisce in modo particolare – quindi vedrò di trarre una conclusione.
The Returned è un romanzo molto riflessivo e tanti lettori riusciranno a trovare una piccola parte di loro stessi nelle storie che incontreranno in questo libro. Io, proprio come prevedevo, ho pensato a molte cose mentre leggevo, ma più ancora ho rimunginato dopo essere arrivata alla fine. Come per tutto il resto del romanzo, anche l’epilogo è stato totalmente imprevisto e inaspettato, ma in quelle ultime pagine è racchiuso tutto il messaggio che l’autore sono certa volesse comunicare con la sua storia. Magari non arriverà a tutti nello stesso modo, ma a me è arrivato sia forte come un pugno, che confortante come una carezza… se leggerete The Returned, mi piacerebbe sapere l’effetto che avrà su di voi: sono convinta che le reazioni a questo libro saranno le più disparate, proprio come quelle dei personaggi stessi.
E a questo punto cosa mi resta da dirvi?
Intenso, incredibile e coinvolgente, The Returned è un romanzo come non ne avevo ancora letti; tanto originale, quanto vero simile; tanto profondo ed emozionante, quanto obiettivo e concreto.
Il mio consiglio va decisamente a tutti: leggetelo e scoprite la vostra risposta alla domanda che domina il retro del libro “E se loro, un giorno, ritornassero?”
Io l’ho trovata, ma potrei sbagliarmi proprio come i due protagonisti…
Passo e chiudo :)

domenica 10 novembre 2013

Wish List #53 The Returned di Jason Mott - 3 mini recensioni dei prequel - From Cover To Cover #55

Oggi vi devo assolutamente parlare di questo nuovo romanzo in arrivo per Harlequin Mondadori, che mi sta già affascinando, prima ancora di averlo tra le mani.
Si tratta di una storia originalissima e sono davvero curiosa di scoprire se l’autore è riuscito a svilupparla con maestria.
Sapete che io sono una maniaca di zombie stories, quindi di morti che ritornano ad una vita - non vita ne ho visti e letti talmente tanti da non contarli nemmeno più, ma Jason Mott ha avuto un idea diversa: i morti nel suo romanzo ritornano sì, senza però avere fame di carne viva perché tornano a vivere davvero… sembra che riprendano la loro vita esattamente da dove l’avevano interrotta, anche se sono passati decenni dal loro decesso. Esami accurati li dimostrano vivi come tutti noi e, a quanto pare, senza alcun ricordo della loro dipartita… sono persone, persone vere, non mostri! Ma non è che questa resurrezione di massa non porti scompiglio: provate ad immaginare quante situazioni bizzarre e difficili da gestire si possano creare in un simile scenario. Inoltre chi assicura alla popolazione mondiale che questo non sia comunque un’apocalisse preannunciata?
Ecco queste sono le premesse che anticipano questo nuovo libro, che è finito dritto in cima alla mia Wish List. Io, come sempre quando mi entusiasmo per qualcosa, non ho avuto la pazienza di aspettare notizie più precise da HM e sono andata a farmi le mie ricerche (fonte prediletta come sempre Goodreads) per darvi un assaggio della trama. Quando avrò i dati dell’edizione italiana ve li posterò sicuramente, ma nel frattempo volevo darvi qualche anticipazione. I pareri che ho scorso sono per la maggior parte molto positivi e questo mi rincuora molto.
A quanto pare – da un una dichiarazione dell’autore stesso – l’idea del romanzo è nata in seguito ad un sogno di Jason Mott in cui un giorno, rientrando dal lavoro, lui ha trovato la madre (entrambe i genitori sono morti) seduta al tavolo della cucina che lo aspettava: trovo sempre interessante scoprire come nascono certe idee, soprattutto quando sono originali ^^
Certamente il romanzo di Mott potrebbe essere fonte di innumerevoli spunti di riflessione, come già lo sono i prequel gratuiti che potete leggere già da ora e che racchiudono tre brevi storie (nemmeno venti pagine ciascuno) che riguardano il ritorno di una persona cara. Cosa dite?! Non ve ne ho ancora parlato?? E allora adesso vi passo i dati del romanzo e poi vi parlo di questi tre interessanti racconti!

THE RETURNED di Jason Mott
E se loro un giorno ritornassero?
Tutto il tuo mondo sta per essere capovolto.
Pagine 352 (ed. originale)
Euro ancora non lo so
TRAMA (tradotta da me):
Harold e vive di Lucille Hargrave hanno perso il loro unico figlio, Jacob, morto tragicamente il giorno del suo ottavo compleanno, nel 1966. Con gli anni hanno imparato a convivere con questa perdita e il tempo ha lenito le loro ferite... Finché un giorno, dopo quasi mezzo secolo, Jacob appare misteriosamente sulla soglia di casa, in carne e ossa, ancora il loro dolce bambino, ancora di otto anni. In tutto il mondo le persone care tornano dall’aldilà. Nessuno sa come o perché questo stia accadendo, se si tratti di un miracolo o di un segno della fine. Nemmeno Harold e Lucille sono certi che il ragazzo sia reale o un'imitazione meravigliosa, ma una cosa la sanno per certo: lui è loro figlio. Mentre il caos esplode in tutto il mondo, la famiglia Hargrave finalmente ricomposta si trova al centro di una comunità sull'orlo del collasso, costretti a venire a patti con una nuova realtà misteriosa e con un conflitto che potrebbe di svelare il senso di ciò che significa essere umani.
Uscita: 19 Novembre 2013 (il 21 la versione digitale)
Conto alla rovescia inserito!!

Eccomi! Come vi dicevo poco sopra sono già scaricabili dal 21 Ottobre ben tre prequel (GRATUITI!!) che introducono il mondo immaginato da Mott. Cliccando sui titoli verrete rimandati direttamente alla pagina di HM dove potete scaricarli e leggerli. Io non ho ovviamente aspettato nemmeno un attimo, li ho scaricati in blocco e letti uno dietro l’altro. Si tratta di tre storie completamente diverse tra loro, almeno per quanto riguarda i personaggi e le reazioni, ma tutte portano il lettore a chiedersi: io cosa farei al loro posto? Cosa succederebbe davvero se i nostri cari tornassero dalla morte per riunirsi a noi? Tutto sicuramente dipende da quanto tempo è passato dalla triste dipartita, ma soprattutto quanto la vita di chi è rimasto a soffrire la perdita sia andata avanti nel frattempo. Non sempre si può riportare indietro l’orologio di 5/10/20 anni, perché si impara a convivere con un’assenza, si decide infine di accettare che la vita deve continuare e la conseguenza sono scelte che non sarebbero state fatte se una determinata persona non fosse venuta a mancare… difficile sapere come si potrebbe reagire di fronte ad una simile eventualità.
Certo i tre prequel sono troppo brevi per toccare profondamente l’anima del lettore, ma non del tutto. Le emozioni che ho provato leggendo non sono state travolgenti, ma provavo comunque il desiderio di andare avanti, di scoprire le scelte che avrebbero fatto i personaggi… diciamo che non ho avuto il tempo di affezionarmi ai protagonisti, ma le loro storie mi ronzano ancora in testa e mi fanno pensare: se una manciata di pagine ha avuto questo effetto, mi chiedo cosa riuscirà a fare il romanzo. E ora vi mostro le tre trame con le relative cover:
Prequel n.1 di "THE RETURNED"
TRAMA: E' trascorso un anno dalla morte di Edmund Blithe, ma è solo da un mese che Emily, la sua promessa sposa, ha smesso di portare l'anello di fidanzamento. A dispetto del dolore, ha deciso di ricominciare Se non fosse che Edmund ritorna, lì, davanti a lei, in carne e ossa. E sconvolge di nuovo tutto il suo mondo. Ma Edmund è solo il primo.
CITAZIONE: “Quando Edmund era morto, lei si era trovata sola tra le macerie di una vita che stava per essere costruita per due, e tutto a un tratto aveva sentito il bisogno di correre. *** Era stato un anno pieno di fughe dal ricordo di Edmund

Con questo primo racconto, si scopre come tutto ha inizio: il protagonista è il primo Redivivo di cui si viene a conoscenza. Qui non è stato difficile immaginare come mi sarei comportata al posto di Emily… un anno, quando perdi l’amore della tua vita, proprio il giorno dopo che lui ti ha chiesto di sposarlo, è un periodo di tempo infinito per il dolore provato, ma che dubito qualcuno esiterebbe a cancellare, se potesse riprendere da dove ha lasciato. Molto credibile anche il fatto che Jason Mott immagina che il Governo non resti fuori da una simile situazione e che decida di tentare di scoprire cosa sta succedendo, anche in vista del panico che si sta diffondendo nella popolazione.
Una volta letto questo non potevo evitare di leggere anche i successivi prequel, curiosa di vedere come altre persone avrebbero reagito al “ritorno”.

Prequel n.2 di THE RETURNED
TRAMA: A 17 anni, Peter Galvin perse Tracy, l'amore della sua vita. Un avvenimento superato solo grazie alla voglia di andare avanti, trovare un nuovo amore, creare una famiglia. Ora Peter è un adulto realizzato, un padre e un marito: un uomo felice. Finché Tracy non ritorna. E Peter dovrà scegliere tra un amore mai dimenticato e la sua nuova vita.
CITAZIONE: Ognuno viveva la perdita dei propri cari in modo diverso, ma tra tutte le regole dell’universo, una era vera per tutti: i morti dovevano restare morti.

Il secondo prequel mette il lettore davanti ad una situazione più complessa: sono passati quasi vent’anni dalla morte di Tracy e il suo primo e grande amore Peter nel frattempo è cresciuto, ormai è un uomo di 35 anni con una figlia di 6 anni e una moglie. Il loro forse non è un matrimonio perfetto, ma questo è sufficiente per fare un tuffo nel passato? Nel momento in cui si trova davanti la sua amata ragazza, scomparsa a 17 anni, cosa deciderà di fare? Questa come storia mi ha coinvolto ancora di più della precedente, perché focalizza l’attenzione sul fatto che un “ritorno” non tocca una sola persona, ma tante e non tutte allo stesso modo. I genitori che hanno perso un figlio non potranno non considerare un miracolo questa seconda possibilità… nessuna scelta fatta negli anni potrà cancellare la gioia di riavere un figlio o una figlia persi prematuramente e poterli abbracciare di nuovo. Ma si può dire lo stesso per le altre persone che facevano parte della vita del Redivivo? Leggere per scoprire: non voglio rovinarvi la sorpresa, perché io fino all’ultimo ho sperato che Peter facesse la scelta che più mi avrebbe resa felice… ma tanto non vi dico qual è ^^

Prequel n.3 di THE RETURNED
TRAMA: Quando Heather e Matt Campbell scorgono una bambina sul ciglio dell'autostrada, spaventata e smarrita, non possono che trarla in salvo e prendersi cura di lei. Ma la piccola Tatiana non è una bimba abbandonata, è una delle vittime della guerra in Sierra Leone. Morta vent'anni addietro. Il fenomeno dei Redivivi sta sconvolgendo il mondo intero, Tv e giornali se ne occupano senza sosta, ma cosa può accadere quando uno di loro entra davvero nelle nostre vite?

Questo dei tre prequel è forse questo che mi era meno vicino emotivamente, non fosse altro per la situazione narrata. Heaher e Matt hanno due reazioni decisamente agli antipodi al fenomeno dei Redivivi, come certamente tanti altri nel mondo: lei non può evitare di rapportarsi con la bambina trattandola appunto come una qualsiasi altra bambina che ha smarrito i genitori, quindi come una persona vera; lui vede nei Redivivi, soltanto delle cose sbagliate e contro natura e non riesce a pensare a loro come esseri umani dotati di sentimenti ed emozioni vere. La storia della piccola Tatiana è triste e toccante; lei è morta a causa di eventi che nessuno poteva controllare ed è troppo giovane anche solo per comprenderli; l’unica cosa che sa è che gli mancano i genitori.

E voi come reagireste? Io come reagirei? Ricordatevi che non parliamo di zombie, come dicevo all’inizio di questo lunghissimo post – scusate, ma è l’euforia! – ma di Redivivi che parlano e agiscono proprio come prima di morire.
E ora direi che è arrivato il momento di salutarvi, prima di farvi addormentare XD, ma se mi conoscete almeno un po’, sapete che quando mi entusiasmo per qualcosa divento logorroica.
Quindi vi lascio con il consiglio di iniziare a godervi questi tre racconti per farvi un’idea di quello che troveremo nel nuovo romanzo di Jason Mott e, se ne avete voglia, fatemi sapere cosa ne pensate.
Infine un ultima cosa: se avete notato dal titolo del post, questa presentazione sostituisce anche la rubrica domenicale From Cover To Cover dedicata alle copertine… visto che ci sono ben quattro cover protagoniste di questo articolo – e che soprattutto ci ho messo un paio d’ore a metterlo insieme – ho pensato di farle rientrare nella cover-passion. Cosa ne pensate della scelta di immagini? Personalmente non le trovo per niente male: lo sfondo bianco e i volti rovesciati dai colori accesi (che leggendo si scoprono essere quelli delle persone risorte) mi sembrano sufficientemente d’impatto. Anche quella del romanzo principale la trovo rappresentativa della storia e del capovolgimento che porta nella vita dei protagonisti, voi che ne dite?
Passo e chiudo :)

Dimenticavo… ecco il trailer della serie Tv della ABC tratto dal romanzo: