Anche questo mese sono riuscita tra le varie letture ad infilare un libro polveroso per questa rubrica, come mi ero riproposta all’inizio dell’anno. Il romanzo di oggi è un horror che ho letto più di 5 anni fa, precisamente nel 2007, e che ho scoperto per puro caso. Già allora (in realtà da molto prima!) ricevevo trimestralmente il catalogo Euroclub da cui fare obbligatoriamente un ordine: quel trimestre non avevo trovato nulla che conoscessi e che volessi leggere da ordinare, così mi sono messa a scorrere le trame una per una e mi sono lasciata attirare proprio da questo. È proprio vero che a volte gli acquisti fatti a caso sono i migliori ed è stato così anche per questo romanzo. I dati che vi metto di seguito sono dell’edizione originale di Rizzoli (la mia era l’edizione Euroclub ovviamente):
ROVINE di Scott Smith
Editore Rizzoli (2007)
Pagine 444
Euro 18,50
(9,60 è invece il costo del paperback ancora in vendita sugli store on line)
TRAMA:
IMMAGINA IL MESSICO.
Una vacanza da sogno, tra mare, sabbia, tequila e tramonti da cartolina.
Immagina un’avventura tra amici, sulle tracce di un giovane scomparso nel nulla. La fatica, il caldo, gli insetti, la foresta sempre più impenetrabile.
Immagina di avere, a un tratto, paura. Perché qualcuno ti osserva, ti segue. E inesorabile ti spinge verso l’abisso.
IMMAGINA DI ESSERE IN TRAPPOLA.
Allora sarai un animale che lotta per la salvezza. Contro tutti, senza regole, senza certezze, senza pietà. A tredici anni dallo straordinario successo di Un piano semplice, Scott Smith torna a sedurre i lettori con un thriller psicologico intricato e crudele, assolutamente perfetto. Un viaggio solo andata per l’inferno, con vista panoramica sull’orrore che è dentro ciascuno di noi.
VOTO:
La prima volta che ho letto Rovine non sapevo bene cosa aspettarmi, ma la lettura si è presto rivelata ipnotica tanto che non riuscivo a staccarmene fino a notte fonda!
Chiedo scusa fin da ora, ma per parlarvi di questo titolo alcuni SPOILER sono inevitabili.
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| Immagine presa dal film |
Come vi ho anticipato all’inizio si tratta di un horror, di quelli in piena regola, ma quello che lo distingue da tanti altri del genere è il mostro che la fa da padrone: una pianta! Una pianta capace di riprodurre suoni e voci, capace di muoversi, catturare, stringere, soffocare, mangiare; una pianta dotata addirittura di una mente sadica e di un’intelligenza tale da creare diversivi e trappole per attirare gli sventurati visitatori tra i suoi letali viticci. Un mostro che in poche pagine avrebbe potuto mangiarsi tutti i protagonisti, ma li porta quasi alla follia, torturandoli con i suoi giochetti perversi, togliendo loro le speranze di sopravvivere poco alla volta.
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| Spiaggia del Messico |
I personaggi sono principalmente sei, due ragazze e quattro ragazzi: abbiamo due copie (Amy e Jeff, Stacy e Eric) che erano in vacanze in Messico insieme, un tedesco di nome Mathias arrivato lì col fratello (che lo ha abbandonato per seguire una ragazza), e un greco che si fa chiamare Pablo (anche se in realtà il suo nome è Dimitri) che non parla la lingua di nessuno degli altri del gruppo. I ragazzi si sono conosciuti durante le vacanze e in una malaugurata mattina decidono di accompagnare Mathias a cercare il fratello agli scavi Maya dove ha raggiunto la ragazza dei suoi sogni. Unica indicazione una mappa disegnata a mano che i malcapitati seguiranno, malgrado gli ostacoli incontrati lungo il cammino, fino ad arrivare.. all’inferno! Non letteralmente, si capisce, ma la collina maya ricoperta di questa bellissima pianta verde con fiori di un rosso acceso nasconde una minaccia incontrastabile. Persino i Maya del villaggio lì vicino conoscono la portata di questa minaccia, e saranno proprio loro ad impedire ai ragazzi di fuggire da quella trappola mortale, costringendoli ad affrontare le proprie paure, che andranno aumentando di pagina in pagina. Le cose iniziano subito ad andare male e da lì fino alla fine non faranno che peggiorare!


