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venerdì 13 giugno 2014

Recensione "The Trap" di Andrew Fukuda

Editore Il Castoro
Pagine 367
Euro 15,90
TRAMA:
In un mondo violento e crudele dominato dai vampiri, Gene e Sissy hanno scoperto di possedere la chiave per uscire dall’orrore: l’antidoto in grado di ri-trasformare quelle creature assetate di sangue in esseri umani. Ma la strada per la salvezza è irta di pericoli: il treno su cui viaggiano insieme ai pochi amici rimasti è diretto verso la metropoli e il Palazzo del Governante, il cuore stesso del male. Ora più che mai, una sola cosa è importante: se vogliono salvare coloro che amano e creare per tutti una vita migliore, Gene e Sissy devono restare uniti, costi quello che costi. Peccato che nella lotta per la sopravvivenza Gene dovrà fare i conti anche con Ashley June – il suo primo amore... e la sua più micidiale nemica.
VOTO:


INCIPIT:
Il treno arriva in piano giorno. Il sole, alto nel cielo, brucia il deserto del suo biancore accecante. Solo il nero filamento disegnato dall’ombra del convoglio in movimento macchia questa landa riarsa. Il treno rallenta, la fila dei vagoni che sferraglia come farebbero gli anelli metallici di una catena trascinata. Nessuno dei passeggeri – e sono tanti e sono inquieti e sono in piedi, con la schiena rigida e gli occhi pieni di paura – emette un suono.

RECENSIONE:
Con il titolo di cui vi voglio parlare oggi, si conclude la trilogia vampiro-distopica del mitico Andrew Fukuda.
Perché mitico? Perché raramente mi è capitato di incappare in un autore capace di scrivere una trilogia in grado di mantenere lo stesso elevato livello per tre libri. Di solito si parte con un inizio esplosivo, si riscontra un cedimento nel volume centrale e se va bene c’è una nuova impennata col finale (questo quantomeno nella mia esperienza personale).
La saga di Fukuda invece ha avuto un inizio ottimo che si era guadagnato 4 gufi e un seguito a cui ho assegnato addirittura mezzo gufo in più del primo. Potete immaginare quanto temessi di incappare in una delusione profonda con l’epilogo.
Invece questo autore si è riconfermato una mente geniale e ha dato vita ad un capitolo conclusivo davvero strabiliante.
Come nel passaggio dal primo al secondo libro, anche questa volta l’azione riprende esattamente da dove si era interrotta, proprio come se la storia fosse narrata in un unico grosso volume. Facile quindi riprendere di nuovo il filo del discorso e soprattutto ricordare tutte le domande a cui si voleva trovare risposta.
Entrerò nei dettagli ancora meno di quanto sono solita fare, perché essendo il libro conclusivo della saga non vorrei rovinare qualche sorpresa a chi sta ancora decidendo se intraprendere questo viaggio o oppure no… se ci siete, cosa state aspettando?!?! Approfittatene, visto che contrariamente a tanti altri sfortunati casi, questi tre libri sono approdati tutti in Italia anche in tempi relativamente brevi e raccontano davvero una storia originale, imprevedibile e ineguagliabile!
I protagonisti delle vicende sono sempre Gene e Sissy che dovranno affrontare prove sempre più dure e pericolose, sopportando dolori inimmaginabili sia a livello fisico che emotivo. In più però ci sarà un altro punto di vista con il ritorno del personaggio che più mi è piaciuto in questa serie: Ashley June, che aveva avuto una parte bella e importante in The Hunt, che ha fatto solo da comparsa in The Prey, pur rivestendo un ruolo determinante e che in questo round finale rende il lettore partecipe di alcuni suoi ricordi da bambina che riveleranno molte cose che ancora non si erano scoperte. In più avrà una parte fondamentale nello svolgimento della storia… e mi sto già sbilanciando troppo ;D
Come nel volume precedente, ci saranno degli addii e nessuno di essi sarà facile o felice, ma sarebbe stato poco credibile il contrario in un mondo dove ogni minuto si lotta per la propria vita.
I vampiri continuano con la loro escalation di terrificante bestialità e raggiungono il loro apice in The Trap. Tornano ad avere un ruolo preponderante nella narrazione, dopo essere stati latitanti per buona parte del secondo libro, e la loro presenza darà vita a scene di estrema violenza. Se in precedenza mi erano sembrati inarrestabili quando erano in pochi, provate a pensare ad un’orda di migliaia di individui che si muove in simultanea guidati solo dalla sete di sangue… i brividi sono assicurati e anche quel po’ di orrore e disgusto che l’autore suscita consapevolmente in chi sta leggendo.
L’ingrediente principale di questo epilogo è l’adrenalina: in alcuni momenti stringevo così forte il libro tra le mani da farmi sbiancare le nocche, per la tensione suscitatami da ciò che leggevo, anzi di più, da ciò che stavo vivendo con i protagonisti quasi fossi dentro di loro!
Le sensazioni descritte sono sempre così vivide e accurate che ci si ritrova a tenere il fiato se lo fa il protagonista e a spalancare gli occhi cercando di vedere nel buio più assoluto, anche se noi in realtà siamo comodamente spaparanzati sul divano (comodamente è un parolone, vista la tensione instillata dal romanzo!!).
Ma lo stile di Fukuda mi era ormai famigliare, quindi non è questo il dettaglio che più mi ha colpita.
È la storia il vero gioiello di questa saga, una storia che non è mai come appare: ogni volta che vi arrischierete a pensare di aver capito tutto, di sapere tutto quello che vi serve, di aver scoperto le risposte a tutte le vostre domande… l’autore rimesterà il calderone delle informazioni e vi lascerà a bocca spalancata!
Il top delle rivelazioni scioccanti? Nientemeno che gli eventi che hanno portato il mondo che noi conosciamo ad essere dominio assoluto dei vampiri, con gli uomini costretti a vivere in cattività, a nascondersi in luoghi sperduti o a morire in dieci secondi in caso vengano “fiutati”. La genesi di questo mondo distopico, che avevo lamentato mancare completamente nel primo libro, aveva trovato la sua soddisfacente spiegazione nel capitolo centrale della serie… e io mi immagino Fukuda che sghignazza mentre scrive e tra sé e sé pensa a quanto siamo illusi a credere di aver fatto una grande scoperta!
Illusa, ecco cos’ero! Mai avrei pensato che questo arguto costruttore di storie pazzesche avesse tratto in inganno i suoi lettori per poi destabilizzarli completamente con altre nuove e incredibili verità! Verità che oltretutto mi hanno entusiasmata ancora di più delle precedenti.
Un sistema davvero efficace per stupire e rinnovare in continuazione l’interesse di chi legge (non che ci siano stati momenti in cui il mio interesse abbia vacillato… anzi era un problema anche dover mettere giù il libro per mangiare e dormire!!).
Insomma un romanzo da leggere tutto d’un fiato per scoprire cosa Fukuda ha architettato per l’epilogo.
Ben scritto, ottimamente progettato e affascinante sotto ogni aspetto, consiglio caldamente la lettura di questo titolo: se ancora non avete preso in considerazione questa saga non avete idea di cosa vi state perdendo. Se invece avete letto i primi due capitoli della serie, The Trap lo divorerete avidamente, in stile vampiro affamato ^^
Come sempre sapete che mi piace spiegarvi perché il libro si è fermato con il voto a mezzo gufo dal massimo. Presto detto: sarà che io sono un pochino fuori di testa, ma la scelta finale che l’autore ha fatto fare al suo personaggio principale, non è stata quella che speravo. Sono stata convinta fino all’ultimo della piega che avrebbe preso la situazione; Fukuda aveva osato oltre ogni dire fino a lì e pensavo che avrebbe continuato ad andare contro corrente. Ma ad un certo punto ha imboccato la strada più prevedibile, prendendomi – di nuovo!!! – in contropiede.
Il finale resta comunque molto bello così e probabilmente è giusto anche che le cose siano andate in quel modo – ma mi sentite? Sembra quasi io parli di eventi realmente accaduti… - ma mi è rimasta quella punta fastidiosa di delusione, che mi ha impedito di dargli 5 gufi.
DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE!!!
Passo e chiudo :)

TRILOGIA THE HUNT:
(cliccando sui primi due titoli, trovate le mie recensioni)

THE TRAP

domenica 12 gennaio 2014

Novità Emma Books: i vampiri di Paola Gianinetto

Oggi indovinate l’argomento del giorno?? Vampiri! Per la precisione vampiri italiani editi da  Emma Books. Si tratta dei vampiri creati da Paola Gianinetto e con la terza uscita della serie “Principi azzurro sangue” vi presento le tre creazioni tutte insieme. Ogni romanzo porta il nome del protagonista zannuto che domina la scena, perciò ecco a voi Kyler, Patrick e Liam (l’ultimo arrivato in famiglia, un perfido vampiro dagli occhi viola, tanto seducente quando apparentemente malvagio

KYLER
di Paola Gianinetto
Pagine 325
Euro 4,99
TRAMA:
Quando Nia scopre che la sua migliore amica Beth è in realtà un vampiro, lo shock è terribile. Ma dopo lo spavento iniziale decide di accettarla per quel che è e di cominciare a conoscere il suo mondo, di cui fanno parte altri vampiri. Tra loro c’è anche Kyler: pericoloso, affascinante e tremendamente sensuale. E Nia non può far altro che abbandonarsi all’amore. Ma il pericolo incombe su questa passione appena divampata.
Il primo libro della saga Principi Azzurro Sangue, con protagonisti i vampiri di Windhill, vi lascerà con il fiato sospeso, tra incontri travolgenti, imprese emozionanti e un alto tasso di sensualità.

PATRICK
di Paola Gianinetto
Pagine 362
Euro 4,99
TRAMA:
Far innamorare un vampiro può essere pericoloso. Ne sa qualcosa Anita, antropologa italiana affascinata dal mondo degli immortali e decisa a raccogliere prove sulla loro esistenza. Quando la ragazza si ritrova, suo malgrado, oggetto del desiderio di un giovane e sprovveduto vampiro, viene convocato Patrick Moran, uno degli Antichi più temuti, il quale, rendendosi conto della minaccia, decide che c’è un’unica soluzione: uccidere Anita. Sì, perché Anita, in quanto Discendente, è in parte immune dalla manipolazione mentale che i vampiri sono soliti esercitare per controllare gli umani. Ma Patrick ha un cuore e non se la sente di eliminare un’innocente. Non solo. Con lei Patrick riscopre sentimenti umani che credeva ormai perduti. Ma il pericolo degli altri Antichi incombe su di loro.
Dopo l’enorme successo di "Kyler", Paola Gianinetto torna con la sua saga Principi azzurro sangue. Un romanzo di suspense e passione, da leggere tutto d’un fiato.

LIAM
di Paola Gianinetto
Pagine 353
Euro 4,99
TRAMA:
Elizabeth Hayes non è una ragazzina romantica, non sogna il grande amore e non è capace di piangere. Ha perso l’innocenza settant’anni fa, quando uno sconosciuto le ha succhiato via la vita su un marciapiede, trasformandola in qualcosa che lei non voleva essere. Beth ora è una vampira, una creatura forte e invincibile, e ha giurato che non permetterà più a nessuno di farle del male. Ha un unico punto debole, che tiene nascosto a chiunque: un disperato bisogno di provare delle emozioni, di lasciarsi andare, di perdere il ferreo controllo che esercita su se stessa e sugli altri.
Quando incontra di nuovo Kevin, il dolce e coraggioso ragazzo pronto, per lei, a sfidare l’orrore, si illude di poter trovare un po’ di pace, ma Kevin non possiede quello di cui Beth ha bisogno. A differenza di Liam Blake, il crudele Antico dagli occhi viola ossessionato dal dolore e dal desiderio di vendetta.
Ma, qualche volta, il rimedio può essere più pericoloso del male…

L’autrice
Paola Gianinetto vive a Torino e lavora da molti anni come adattatrice dialoghista per la televisione. Quando da bambina le chiedevano “Che cosa vuoi fare da grande?”, rispondeva “La scrittrice”, ma per lei era come dire “l’astronauta” o “la rockstar”. Anche da grande. Poi, un giorno per caso, ci ha provato, e non ha più staccato gli occhi dal computer finché non ha finito il suo primo romanzo.
-La prima persona a cui l’ha fatto leggere le ha detto: provochi in me quella famosa sensazione di “vorrei abitare in quella storia”, un mix di sogno e nostalgia, non saprei esattamente, sprigiona calore. Allora ha capito che, comunque andasse, ce l’aveva fatta.

Cosa mi dite? Vi intrigano i vampiri di Windhill?
Passo e chiudo :)

giovedì 19 dicembre 2013

Recensione "The Prey" di Andrew Fukuda

Editore Il Castoro
Pagine 365
Euro 15,90
TRAMA: Gene è in fuga. Tutto il suo mondo è crollato. Con lui ci sono gli ultimi umani che ha salvato dalla Caccia, dietro di lui, un’orda famelica di predatori. Ashley June è prigioniera nel covo del nemico, forse persa per sempre. Al suo fianco ora c’è Sissy: coraggiosa, determinata, una vera leader. Quando la fuga li porta in un rifugio di umani sulle montagne, tirano un sospiro di sollievo. Ma sono davvero in salvo? O in quel mondo pacifico si annida un male molto più sottile, ma altrettanto feroce di quello che si sono lasciati alle spalle? E soprattutto: il nemico è davvero lontano? A poco a poco, si fa strada una sola certezza: Gene e Sissy dovranno contare solo su se stessi... se vorranno sopravvivere.
VOTO:
 

INCIPIT:
Pensavamo di esserci finalmente liberati di Loro, ma ci sbagliavamo. Quella stessa notte, ci attaccano.
Sentiamo il branco dei cacciatori appena qualche istante prima che raggiunga la sponda del fiume: grida roche si scagliano nel cielo notturno, stridule e taglienti come schegge di vetro frantumate sotto i piedi. Il cavallo, le narici allargate e gli occhi rovesciati, alza il muso di scatto. I muscoli fusi in un unico fascio, parte al galoppo con le orecchie appiattite all’indietro gli occhi come due folli lune bianche che splendono nella buia immensità in cui si addentra.
RECENSIONE:
Ho provato ad andare indietro il più possibile con la mia memoria di lettrice… ma proprio non mi è venuto in mente nessun secondo libro di una trilogia che si sia meritato un voto più alto del primo volume!! E invece The Prey ci è proprio riuscito: decisamente un gradino più in alto del titolo che lo ha preceduto!
Andrew Fukuda mi aveva già completamente conquistata con il suo The Hunt (QUI la recensione, se ve la siete persa) e questa nuova trilogia distopica dedicata ai vampiri: appassionante ed originale come non mai, presentava comunque qualche piccolo difettuccio, come ad esempio la lentezza di alcuni momenti narrativi e la mancanza di una spiegazione valida per la quasi totale estinzione del genere umano a favore di mostri assetati di sangue.
Nel secondo capitolo della saga l’autore ripara completamente a queste mancanze o imperfezioni che dir si voglia. Momenti morti non ce ne sono, anzi in realtà quasi quasi ne ho sentito la mancanza, perché ho avuto ben poco tempo per tirare il fiato. E finalmente viene spiegato come è nato il mondo in cui il protagonista è cresciuto e vissuto fino al momento in cui la sua natura umana viene brutalmente smascherata.
Il primo volume della serie
La caccia che dava il nome al primo libro è aperta e più spietata che mai! Gli eminidi (per chi ancora non lo sapesse è il termine con cui i vampiri definiscono gli umani) sono in fuga lungo il fiume, rincorrendo il sogno di una terra libera da pericoli da poter chiamare casa.
Il secondo romanzo riprende la narrazione poche ore dopo rispetto al momento in cui era terminato il primo, quindi non c’è nemmeno da far fatica a riorientarsi perché si ritrovano i personaggi ancora in fuga, all’oscuro di quanto lungo e pericoloso possa essere il viaggio che li attende. In più scopriranno ben presto che i cacciatori sono talmente affamati da rischiare di lasciarci le penne a causa della luce del sole pur di guadagnarsi un po’ di succulenta carne umana, ormai così rara.
E questo è solo l’inizio del libro: già al cardiopalma in poche pagine!
Se possibile Fukuda ha reso i suoi vampiri ancora più terrificanti, ancora più animaleschi e addirittura disgustosi in alcuni momenti. Certe immagini che l’autore ha creato sono davvero raccapriccianti, ma sicuramente efficaci al massimo e quasi quasi potrebbero far venire gli incubi a chi è deboluccio di stomaco.
Ma il bello arriva quando la narrazione entra nel vivo, ossia quando si cambia scenario e si arriva insieme al nostro manipolo di giovani eroi in un villaggio arroccato tra le montagne e abitato da soli esseri umani, che sembrano immuni all’apocalisse da cui arrivano Gene e compagnia bella. Un paradiso al centro dell’inferno? O un inferno camuffato da paradiso? Eheheh, questo ve lo lascio scoprire leggendo il romanzo, ma i colpi di scena non mancano di sicuro.
L’autore dissemina dubbi e sospetti fin da subito; tutto quello che luccica sembra quasi avere una luce fasulla; tutti i sorrisi sembrano un po’ troppo “sorridenti” e ci sono forse troppe regole astruse a guidare questa bizzarra comunità, costituita soltanto da giovani ragazze e uomini non proprio nel fiore degli anni, con pance prominenti e uno spiccato maschilismo, condito con abbondante misoginia. La domanda che sorge subito è “cosa nasconde questa ridente località?”.
Non sarà facile portare a galla tutta la verità, ci vorrà quasi tutto il libro per capire davvero la realtà perché in più riprese si viene portati su false piste… ma vi assicuro che quando tutti i nodi sono venuti al pettine, malgrado le mie ipotesi me le fossi già ideata strada facendo,  sono rimasta con tanto d’occhi spalancati: Andrew Fukuda non ha fatto che stupirmi di più ogni pagina! Tutto è curato nel dettaglio, quasi in modo maniacale, perché l’autore ha pensato a ogni più piccolo dettaglio: nulla di quello che inserisce nella sua storia ci finisce in modo casuale per poi essere dimenticato! Anzi in realtà è a me che è capitato di tralasciare qualche dettaglio, scoprendo poi che aveva un suo perché e che era pure importante.
Gli eventi sono molto più incalzanti del volume precedente e anche nei momenti di calma apparente, si prova quella leggera inquietudine dovuta alla sensazione che qualcosa non torna: tutto è scritto in modo che l’attenzione del lettore non venga mai meno, nemmeno per un istante! Ovviamente si viene poi ripagati con fiumi di adrenalina e fiato sospeso: più si avvicinava la fine più rischiavo di diventare blu per ipossia! Avevo l’impressione di essere nel romanzo con Gene e Sissy, con la sola differenza che io probabilmente sarei morta già nel primo libro!! E anche quando la situazione precipita in modo imprevedibile – ebbene sì, ammetto che sono stata presa in contro piede perché troppo presa dalla smania di scoprire tutte le risposte alle mille domande che mi si erano formate in testa – l’autore riesce a sparare a raffica colpi di scena uno dietro l’altro, tanto che ti viene voglia di dirgli “basta! Dammi tregua un attimo”. Ma non sperateci, perché l’ultimissimo shock arriva nell’ultima riga e insieme all’espressione vitrea che mi si è dipinta in volto, avrei voluto urlare per la frustrazione di non avere tra le mani il capitolo finale della trilogia.
Mi rendo conto che del romanzo in sé vi ho detto poco o nulla, ma non posso rischiare di svelare indizi troppo importanti. Sappiate solo che la storia è molto ben studiata e tutto quanto si riallaccia a quello che è stato raccontato nel libro precedente: molto ben pensato anche il fatto di aver inserito alcuni ricordi di Gene relativi al padre e alla propria infanzia, a testimonianza che c’è un lungo filo conduttore che lega ogni dettaglio, dal passato lontano fino al presente… e sarà lo stesso filo che probabilmente traccerà la strada verso ciò che ancora non ho letto.
Se ancora avevate dei dubbi su questa saga io ve la consiglio caldamente perché Andrew Fukuda è davvero geniale! E da parte mia sono proprio curiosa di scoprire se con il terzo libro riuscirà a superare se stesso e guadagnarsi un raro voto massimo.
Vi state chiedendo perché manca mezzo gufo malgrado il mio entusiasmo – che mi auguro essere contagioso? Perché, anche se l’ho trovato eccezionale, il libro rimane sempre un capitolo centrale di tre, quindi la storia non inizia e non finisce in queste pagine… ecco questo è l’unico motivo!
Appassionante, elettrizzante, imprevedibile e ancora più originale di The Hunt, in The Prey ho trovato un gioiellino del suo genere. Poi magari a voi non piacerà per niente e verrete ad insultarmi, ma non posso non raccomandarvelo!
Passo e chiudo :)
Ed ecco in tutto il suo splendore il capitolo finale della trilogia che dovrebbe essere nelle nostre avide manine a maggio 2014!
Molto azzeccata secondo me la scelta della CE di mantenere le cover originali ^^

giovedì 6 giugno 2013

Recensione "The Hunt" di Andrew Fukuda


Editore Il castoro
Pagine 336
Euro 14,90
Genere distopico/vampiri
TRAMA:
Non sudare. Non ridere. Non attirare l’attenzione. E soprattutto, qualunque cosa succeda, non innamorarti di una di Loro. Gene è diverso da tutti quelli che lo circondano. Non è in grado di correre come un fulmine, la luce del sole non lo ferisce, non ha un insaziabile desiderio di sangue. Gene è umano, e conosce le regole. La verità deve rimanere segreta. E’ l’unico modo per rimanere vivi in un mondo notturno – un mondo in cui gli umani sono considerati una prelibatezza e vengono cacciati senza tregua. Quando Gene è fra i prescelti che parteciperanno alla grande Caccia degli ultimi umani sopravvissuti, la sua vita di regole comincia a sgretolarsi. Ora che Gene ha finalmente trovato qualcosa per cui combattere, il suo desiderio di sopravvivere è più forte che mai. Quale tributo sarà costretto a pagare?


VOTO:

INCIPIT:
“Una volta eravamo di più. Ne sono certo. Non abbastanza da riempire uno stadio, forse neppure un cinema, ma sicuramente più di quanti siamo oggi. La verità è che non credo rimanga nessuno. A parte me. Succede , quando sei una prelibatezza. Quando ti vogliono a tutti i costi. Finisce che ti estingui.”

Dopo essermi presa un paio di giorni per decidere se assegnare a questo titolo 3 gufi o 4, alla fine come vedete sopra ho optato per il voto più alto… perché ancora oggi la mia mente non si è liberata dal mondo distopico trovato in questo titolo! Ovviamente la lettura mi è piaciuta molto, anche se in alcuni momenti ho trovato la narrazione un po’ troppo statica, motivo che mi aveva fatto tentennare sul giudizio finale.
Questo romanzo è di sicuro uno dei più originali degli ultimi anni, per quanto riguarda i vampiri: basta creature della notte romantiche, tormentate e vegetariane! Con The Hunt si torna alle origini, ritrovando vampiri assetati di sangue, che vestono i panni di mostri talmente letali da aver portato il genere umano sull’orlo dell’estinzione.
Al lettore non è dato sapere quando e come i vampiri abbiano raggiunto questo predominio (e sinceramente non so nemmeno se l’arcano verrà svelato nei due successivi volumi della trilogia), ma la creazione di Fukuda è talmente dettagliata e ben studiata, da poter soprassedere su questo particolare … anzi, ammetto di aver presto dimenticato la curiosità in merito che avevo all’inizio del libro!

sabato 9 giugno 2012

Recensione de "Il profumo dell'oscurità" di Emma Holly


Editore Leggereditore
Pagine 321
Euro 5,00
TRAMA:
Londra, 1922. La pioggia cade stanca sulla città, ma alla giovane Estelle non importa: oggi ha incontrato l’uomo della sua vita... Dieci anni dopo, Edmund Fitz Clare, noto professore di Storia e vampiro mutaforma, deve fare i conti con un pericolo imminente: il destino della sua stirpe e quello della sua famiglia umana, ignara della vera natura dell’uomo, potrebbe essere compromesso per sempre. E quando Estelle lo condurrà per i sentieri di un amore sensuale e irresistibile, dovrà fare di tutto per non turbare un equilibrio che per lunghi anni ha tentato di proteggere. Estelle intuisce che il loro cammino è minacciato da forze oscure e inquietanti, ma nulla le impedirà di perdersi con Edmund in un’avventura che la porterà a svelare la chiave dei suoi segreti, scoprendo a sua volta poteri che mai avrebbe sospettato di possedere.

Ho finito il primo libro della trilogia della Holly nel più breve tempo possibile… Mi sono costretta a leggere fino a notte fonda per finire le ultime 70 pagine… e ora una cosa posso dirla: MENOMALE CHE NON HO ANCORA COMPRATO GLI ALTRI DUE!
Il mio errore è stato dare per scontato di aver capito di che libro si trattasse: una storia di vampiri mutaforma, l’amore tra uno di loro e un’umana e tutto ciò che questo di solito comporta! Quindi non mi sono presa la briga di leggere le recensioni approfondite prima di acquistarlo… poi stasera l’ho fatto e ho scoperto che avrei potuto essere preparata a ciò che mi aspettava!
Avevano definito “sensuale” questo romanzo… ma un aggettivo che si avvicina di più al vero è “porno”!
Non voglio fare la puritana o disprezzare le scene di sesso: in alcuni punti dei romanzi ci stanno bene, che siano passionali o romantiche, con lo scopo di arricchire il racconto. Purtroppo nel libro della Holly le scene di sesso coprono almeno la metà delle pagine, brutali per quanto sono esplicite, dettagliate e con terminologie a volte troppo volgari per essere sensuali, alcune addirittura fastidiose (a rasentare l’incesto). Lo spazio dedicato alla trama, che è anche interessante presa da sola, è a volte così sacrificato per dare spazio alla lussuria spesso superflua, che il lettore (io per la precisione) perde gradualmente interesse.
Non solo i protagonisti della storia d’amore, Edmund ed Estelle (che ho trovato oltretutto molto belli), sono preda di questa “febbre”, ma anche tutti gli altri personaggi e questo fin da subito, in modo da non lasciare dubbi sul tipo di narrazione che seguirà.
Sicuramente c’è chi apprezza questo genere, ognuno ha le sue preferenze, perché questa trilogia sembra aver fatto molto successo… purtroppo non è il mio caso: adesso però rimando con il dubbio se continuare o no con la saga, perché non ho voglia di affrontare altre 150 di sesso spinto per scoprire come evolvono gli eventi, però mi piacerebbe proprio sapere cosa succede in seguito, perché il primo volume finisce proprio sul più bello. QUALCUNO LI HA LETTI TUTTI E TRE? Se si, non è che mi sapete dire se lo stile narrativo è sempre uguale anche nei successivi, o se vale la pena proseguire?
Questa recensione è indirizzata a chi come me ha frainteso il tipo di romanzo: le anteprime non presentavano un quadro realistico, focalizzandosi sulla trama a base di vampiri. Credo che certi “arricchimenti” andrebbero evidenziati e io ho voluto mettere i puntini sulle i.
E adesso ho proprio voglia di leggere un romanzo da 8 per rifarmi J

VOTO: