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mercoledì 14 novembre 2012

Recensione: "Dottor Futuro" di Philip K. Dick




TitoloDottor Futuro
Titolo originale: Dr. Futurity
Autore: Philip K. Dick
Traduttore: Fabio Zucchella
Data di uscita: 23 giugno 2011
Editore: Fanucci (Collezione Immaginario Dick)
Pagine: 183
Prezzo: 17 €


Jim Parsons è un medico di talento, abile nelle più avanzate tecniche mediche e occupato a salvare vite umane. Ma un incidente stradale lo proietta improvvisamente a centinaia di anni di distanza nel futuro, dove Parsons scopre con orrore una civiltà incredibilmente avanzata, che abbraccia il culto della morte. Si trova quindi incastrato tra il suo istinto, che lo spingerebbe a guarire le persone, e il conflitto con una società in cui è illegale impegnarsi a salvare vite umane. Ma Parsons non è l'unico a credere che la vita abbia un valore da preservare, e coloro che condividono le sue convinzioni stanno mettendo a punto dei piani per sfruttare le sue competenze mediche, e per salvare il futuro della loro società.

Il mio commento

una recente cover americana
Negli ultimi mesi sto sperimentando molto, dal punto di vista letterario. Sto scoprendo generi che prima guardavo (stupidamente) un po' schifato, autori nuovi che non avrei mai pensato di leggere, mondi inaspettati.
Tra le mie nuove scoperte, la letteratura fantascientifica è finora quella che mi ha dato più spunti di riflessione, che mi ha coinvolto e appassionato di più. È un viaggio continuo, non solo dentro futuri e società inventati da altri, ma anche dentro me stesso. Per addentrarmi ancor di più in questo viaggio, in questa scoperta, m'è cresciuta dentro la voglia di conoscere anche quelli che possono essere considerati i Padri del genere, ovvero autori come Bradbury, Asimov, Dick. Ed è proprio per avvicinarmi a quest'ultimo che ho scelto di leggere Dottor Futuro.

La storia, a primo impatto, è apparentemente semplice: il protagonista, Jim Parsons, è un medico trentaduenne che, a causa di un incidente stradale, si ritrova inspiegabilmente catapultato nel futuro, a ben 4 secoli dal suo presente (il 2012!). Mentre cerca di trovare un modo per tornare 'a casa', inizia a studiare le persone che incontra, la loro astrusa lingua, il modo in cui sono fatte, come vivono, ma ben presto dovrà fare i conti con un'amara verità: la società in cui si trova esalta la morte e considera la vita come un qualcosa di cui doversi liberare. Una società assurda, soprattutto dal punto di vista di un dottore, il cui scopo è quello di salvare vite (cosa che qui è illegale). Ovviamente ne nasce un completo spaesamento oltre che un conflitto interiore, non solo nel protagonista, ma anche nel lettore.
E fin qui, l'ho trovato semplicemente geniale. Anzi, oserei dire che ci ho visto dentro anche un qualcosa di... poetico.
Il problema viene dopo, quando Parsons si troverà coinvolto in una serie di viaggi temporali che hanno lo scopo di (cercare di) modificare gli eventi passati affinché abbiano ripercussioni positive sul futuro. La componente distopica iniziale viene abbandonata per dar spazio a futuri, presenti e passati che iniziano a intrecciarsi fra loro in un groviglio che si segue a fatica. Diventa caotico, ecco. E poi... questi viaggi appaiono a tratti finti, realizzabili in modo troppo semplice e veloce.
Nei capitoli finali si riprende, commuove anche, e la storia si conclude in maniera perfetta, ma rimane un po' d'amaro in bocca.
Le idee ci sono, sono interessanti, e Dick è stato capace anche di infilarci dentro temi forti come il colonialismo, il razzismo, la dicotomia vita-morte, ma a mio parere perdono forza a causa della natura troppo confusionaria della parte intermedia del romanzo. Peccato.

Insomma, non è di certo un capolavoro, ma è stata comunque una bella lettura, estremamente affascinante, che mi ha lasciato dentro una gran voglia di leggere altre opere dell'autore.

giovedì 4 ottobre 2012

Recensione: "Bambini nel bosco" di Beatrice Masini




TitoloBambini nel bosco
Autrice: Beatrice Masini
Editore: Fanucci (collana Tweens)
Anno di uscita: 2010
Pagine: 200
Prezzo: 14 €


TramaC'è un campo, la Base, dove crescono i bambini senza ricordi o memoria. Tra loro c'è un gruppo più vivace, composto da Hana, capo del Guscio, dura e metodica, Dudu, sempre attento e guardingo, Glor, grande e goffo, Cranach, il più lento di tutti, Orla, la più piccola, e infine ZeroSette, l'ultimo arrivato. C'è anche Tom, ma lui appare diverso: si perde in mille pensieri e a volte sente riaffiorare un Coccio, un frammento di vita passata. Un giorno convince i ragazzi a spingersi nel bosco per esplorare il mondo di fuori. Porta con sé un libro di fiabe appena ritrovato, che comincia a leggere ad alta voce suscitando emozioni e curiosità. Ma ben presto nel gruppo si alterneranno rivalità e gelosie, scoperte e amori: tutto seguito da lontano da Jonas, addetto al sistema di controllo del campo, che in realtà ha programmato una fuga. Così, quasi per incanto, quel libro e quella lettura doneranno a ognuno di loro un filo di speranza e gioia.

Il mio commento

Ebbene sì, un altro distopico. Eppure stavolta non l'ho cercato io, è stato lui a trovare me. Giuro! Ecco com'è andata...
Agli inizi di settembre, una mattina, vado in biblioteca a studiare. C'è un sacco di gente, e l'unico posto disponibile è nella Sala Ragazzi. Sperando che non si affolli troppo, mi siedo e inizio a leggere e sottolineare le mie noiose dispense universitarie. Ad un certo punto, sovrappensiero, alzo la testa e guardo verso uno scaffale. Noto una costina di colore blu scuro, messa di traverso rispetto agli altri libri. Bambini nel bosco. Mah, sarà un libretto per ragazzi. Mi rimetto a studiare. Poi, però, per tutta la mattina, mi rimangono nella mente quel titolo, quel blu, quell'albero spoglio, quel particolare font bianco. Ogni tanto, tra una pagina e l'altra, mi giro verso di esso e continuo ad osservarlo. Sento come se... mi stesse chiamando, come se volesse trasmettermi qualcosa. Tipo prendimi, non te ne pentirai. (Non sento le voci, eh. Tutto frutto dell'immaginazione. Mettiamolo in chiaro.) Insomma, alla fine, quando è quasi ora di tornare a casa, mi dirigo finalmente verso questo fantomatico libro. La cover bellissima e l'intrigante quarta di copertina mi convincono del fatto che devo portarlo con me. Una settimana dopo, una sera, leggo le prime pagine. E inizia la magia...

Il romanzo è ambientato in un tempo imprecisato, il "dopo bomba", e in un mondo che cerca di rinascere e ricostruirsi sulle proprie rovine. Da quando c'è stata la catastrofe, le giornate sono scandite dall'Aster, una sorta di sole verdognolo,  e in giro ci si può imbattere in strane bestie mutanti, frutto di radiazioni o esperimenti finiti male.
Ci sono due "specie" di bambini, in questo paesaggio desolante: gli Avanzi (quelli che sono stati abbandonati o che hanno perso i genitori - sempre in attesa, tra speranza, ansia ed eccitazione, che qualcuno si faccia vivo e venga a cercarli - e che spesso sono sopraffatti dai Cocci, lampi di ricordi di cose passate) e i Dischiusi (nati dalle cellule conservate e quindi privi di reminescenze della vita precedente né conoscenza del mondo).
Tutti i bambini rimasti sono raccolti in una sorta di campo di concentramento (la Base) e divisi in piccoli gruppi (i Grumi). Vivono nei Gusci, sono perennemente sorvegliati dalle telecamere e devono prendere la Medicina, che li rende incapaci di pensare e quindi in balia delle solite semplici azioni (dormire, cercare di accaparrarsi un po' di cibo, fare qualche gioco banale e senza inventiva).
Tutto scorre e fila via liscio secondo le regole, fino a quando il Grumo capitanato da Hana scopre che un ragazzino del gruppo, Tom, nasconde un segreto: un libro pieno di storie.
Attraverso il racconto di queste favole, i bambini iniziano a incuriosirsi, a fare domande, a bramare il sapere. Grazie ai Tre porcellini, a Pollicino, a Hänsel e Gretel, grazie a storie di principesse, di famiglie riunite, di case calde e accoglienti, di dolciumi e cibi a volontà, iniziano a sognare la libertà che non ricordano di aver mai avuto ma che è innata in loro, vogliono allontanarsi dal campo, inoltrarsi nel bosco. Alla ricerca della vita.

(“A Walk to Paradise Garden” -
foto di Eugene Smith)
Beatrice Masini, con questo gioiello che ha il sapore dolce della fiaba, con quest'incrocio tra parabola e romanzo di formazione corale, sa regalare tante emozioni: fa sorridere e fa commuovere, fa provare l'ansia, la paura, la nostalgia, la speranza e la gioia della scoperta che alimentano la voglia di esplorare dei bambini protagonisti. La storia è descritta con toni delicati e aggraziati, poetici e carichi di sentimenti, con uno stile asciutto, senza fronzoli.
E poi, mentre leggevo, mi sembrava quasi di vederli davvero, questi bambini, camminare e camminare per i boschi, costruirsi una specie di posto da chiamare "casa", chiedersi i perché, spiegarsi il significato delle parole, scoprire cos'è una "mamma" e gioire dopo aver provato il primo "abbraccio". Le lacrime scorrevano sole sole.
È un bellissimo inno alla potenza della letteratura, delle storie. E della fantasia.
Io, fossi in voi, non me lo lascerei scappare. E mi farei cullare da queste parole. Ancora e ancora...

martedì 11 settembre 2012

Teaser Tuesdays #19



Teaser Tuesdays  è una rubrica ideata dal blog Should Be Reading. Consiste nel prendere il libro che si sta leggendo, aprirlo in una pagina a caso e condividere un passo tratto da quella pagina. Io, però, ho deciso di non seguire la regola della "pagina a caso", ma sceglierò la citazione personalmente (senza fare spoilers, promesso!).

Salve a tutti e buon pomeriggio! Ecco il teaser di oggi:
Stupido. Stupido. Stupido. Lo sapeva, non avrebbe mai dovuto tirarlo fuori in pieno giorno. Aveva sempre resistito alla tentazione, conoscendo il rischio che correva. Ma quella mattina così grigia, con quelle tende di pioggia intorno, non ce l'aveva fatta. Aveva un Coccio piantato da qualche parte - ormai si era abituato alla sensazione duplice, desiderio e sofferenza, che gli infliggevano quando affioravano così, senza preavviso - che gli diceva che nei giorni di pioggia era la cosa giusta da fare: leggere un buon libro. Be', veramente quello era l'unico. Non che potesse scegliere, ma per lui era comunque molto valido.
E gli altri erano usciti tutti, impermeabili come foche (foche? un altro Coccio, forse) all'acqua forte, o forse solo indifferenti. Forse non si erano nemmeno accorti che pioveva ed erano usciti per pure abitudine. A lui non era parso vero di approfittare dell'occasione. Subito, subito. E si era regalato un po' di puro stordimento.
Ma erano anche tornati. In un silenzio insolito, ed era quello che lo aveva tradito. O forse era troppo perso dentro la storia per rendersi conto di quanto succedeva intorno a lui.
«Un libro.» Hana lo stupì. Allora ricordava anche lei. Impossibile. Doveva averne visto uno alla Base, forse aveva spiato gli adulti e origliato i loro discorsi. Era una spiona, lei. Ma lo stupì di nuovo rigirandosi il volume tra le mani con una sorta di reverenza che le era del tutto estranea. Lo aprì. Era al rovescio. Lo voltò, guidata, sospettò Tom, più dalle figure che dal verso della scrittura. O che sapesse anche leggere?

[da Bambini nel bosco di Beatrice Masini, pagg. 30-31]

Se avete voglia di partecipare, lasciate il vostro teaser nei commenti! :) Buone letture!

sabato 7 luglio 2012

Anteprima: "La via di fuga" di James Dashner

Nonostante abbia i suoi difetti, devo ammettere che Il labirinto di James Dashner (la mia recensione qui) mi ha lasciato addosso una grande curiosità di sapere come evolverà la storia.
Da qualche settimana, su alcune librerie online, gira la scheda di anteprima di La via di fuga, il secondo capitolo della trilogia, ma senza una data sicura e ufficiale di uscita.
Stamattina, invece, controllando la posta ho trovato la newsletter della Fanucci che ne annuncia la pubblicazione, quindi posso finalmente gioire e condividere la notizia!

Quando il mondo non sembra reale,
quando il tuo gruppo sembra tradirti,
quando tutto sembra un complotto e non trovi risposte,
l'unico modo per sopravvivere è trovare... la via di fuga!

Titolo: La via di fuga
Autore: James Dashner
Casa editrice: Fanucci (collana Tif Extra)
Data di uscita: 19/07/2012
Pagine: 352
Prezzo: 9.90 €
Il Labirinto e i viscidi Dolenti sono ben poca cosa se paragonati alla lunga marcia che la Cattivo ha stavolta pianificato per loro attraverso la Zona Bruciata, una landa squallida inaridita da un sole accecante e sferzata dalle tempeste di fulmini, popolata da esseri umani che l’Eruzione, il temibile morbo che rende folli, ha ridotto a zombie assetati di sangue. Nelle due settimane in cui dovranno percorrere i centocinquanta chilometri che li separano dal porto sicuro, la loro meta, tra cunicoli sotterranei infestati da sfere metalliche affamate di teste umane e creature senza volto dagli artigli letali, i Radurai dovranno dar prova del loro coraggio e dar voce al loro istinto di sopravvivenza. In questo scenario da desolazione postnucleare, superando le insidie di città fatiscenti e foreste morte, il viaggio verso il luogo misterioso in cui potranno ottenere la cura che salverà loro stessi e il mondo diventerà per Thomas, Brenda, Minho e gli altri un percorso di scoperta del proprio mondo interiore, del limite oltre il quale è possibile spingere le proprie paure.
La cover non mi piace molto, avrei preferito che avesse un collegamento col libro precedente, almeno nei font utilizzati, ma pazienza. Non vedo l'ora di leggerlo!!

domenica 27 maggio 2012

"Il labirinto" di James Dashner (recensione)



Sono in piena distopia-dipendenza. Ma questo probabilmente l'avevate già capito dalle scorse recensioni.
Ad ogni modo... lunedì scorso, girovagando nella rete, mi sono imbattuto casualmente in 50+ Fantastic Young Adult Dystopian Novels, una lista piuttosto vecchiotta (è del 2009) di young-adult distopici. Mentre la leggevo con gli occhi che mi brillavano e l'acquolina in bocca, pensavo che prima di entusiasmarmi troppo, forse era il caso di controllare prima quali e quanti di questi libri fossero già arrivati da noi. Ecco, appunto. Non l'avessi mai fatto! Un'ecatombe. Parecchi sono effettivamente arrivati nelle nostre librerie, peccato però che tante serie sono anche state interrotte e probabilmente non verranno mai completate. Ma magari di questo parlerò un'altra volta. Sì, perché quello che mi preme dire, cioè il motivo di tutto 'sto preambolo, è che tra tutto sto ben di dio, ho scovato The Maze Runner, ovvero il primo libro (di una trilogia) che Fanucci ha pubblicato solo l'anno scorso, col titolo Il labirinto. Trama intrigante, prezzo dell'e-book molto conveniente rispetto a quello dell'edizione cartacea (4.99 € invece di 17)... potevo resistere? Il tempo di concludere l'acquisto, e già ce l'avevo sull'e-reader. L'ho letto in una settimana (troppo!) ed ora ve ne parlo un po'...


TitoloIl labirinto
Titolo originaleThe Maze Runner
Autore: James Dashner
Traduttrice: Annalisa Di Liddo
Data di uscita: 1 giugno 2011
Editore: Fanucci (Teens International)
Pagine: 428
Prezzo: cartaceo 17 €, e-book 4.99 €


TramaQuando Thomas si sveglia, le porte dell'ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome di battesimo. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. L'unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l'organizzazione di una società ben ordinata e disciplinata dai Custodi, nella quale si svolgono riunioni dei Consigli e vigono rigorose regole per mantenere l'ordine. Ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell'ascensore. Il mistero si infittisce un giorno, quando - senza che nessuno se lo aspettasse - arriva una ragazza. È la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo, ed è il messaggio che porta con sé a stupire, più della sua stessa presenza. Un messaggio che non lascia alternative. Ma in assenza di altri mezzi visibili di fuga, il Labirinto sembra essere l'unica speranza del gruppo o forse potrebbe rivelarsi una trappola da cui è impossibile uscire.

Il mio commento

Inizi la lettura, e subito ti ritrovi spaesato e confuso. Esattamente come il protagonista de Il labirinto, primo capitolo della trilogia distopica creata dalla penna di James Dashner. Si chiama Thomas, si è appena risvegliato in un ascensore e non ha ricordi della sua vita passata, tranne il suo nome. Le porte si aprono, ed egli si ritrova catapultato nella Radura, uno strano luogo mai visto prima, circondato da mura altissime e da un Labirinto che pare senza via d'uscita. Qui trova altri ragazzi (una sessantina circa, tutti maschi) che si sono organizzati e divisi i lavori come una sorta di piccola società autonoma, e che usano addirittura un gergo tutto loro (sembrava che avessero preso un'altra lingua e che l'avessero innestata sulla propria). Pian piano cerca di non farsi prendere dallo scoramento, visto l'incubo in cui si è ritrovato, e di abituarsi a questa nuova vita, anche grazie all'aiuto di un ragazzo col quale stringe fin da subito un forte legame, Chuck - tra l'altro, è proprio lui a darci qualche informazione in più su Thomas.
«Chuck, quanti... Secondo te quanti anni ho?»
Il ragazzo lo squadrò da capo a piedi. «Direi sedici anni. E nel caso in cui te lo stessi chiedendo, un metro e settantacinque... capelli castani. Oh, e brutto come un fegato infilzato.» 
Finché un giorno, inaspettatamente, arriva una ragazza. Con un messaggio. E... tutto cambia.

Cover originale
Il romanzo, nel complesso, mi è piaciuto, ma non mi ha entusiasmato. Le aspettative, nonostante il fatto che la trama fosse apparentemente molto semplice, e neanche tanto originale (c'è un po' di Hunger Games, un po' de Il Signore delle Mosche, un po' di Cube, e via dicendo), erano tante, e in parte sono state deluse. Ma... mi spiego meglio.
Innanzitutto, la prima metà del libro, se fosse stata leggermente più corta e meno prolissa, ne avrebbe solo guadagnato, tant'è che, seppur curiosissimo di sapere come il tutto si avrebbe evoluto, la lettura è proceduta un po' a rilento. C'è da dire, però, che nella seconda metà migliora parecchio, e alla fine risulta difficile staccarsene. (Per capirci: ho letto le prime duecento pagine in quasi cinque giorni, e le rimanenti duecentotrenta in un giorno e mezzo.)
Seconda cosa, il gergo è piuttosto fastidioso, specialmente ad un primo impatto. Parlo di roba tipo pive (pivello), Fagio (Fagiolino - è così che viene chiamato l'ultimo arrivato), sploff (merda), caspio, e via dicendo, che in teoria dovrebbero rendere il tutto più gggiovane, e invece... irritano solamente.
Terzo, ho riscontrato diverse volte l'assenza di quella scorrevolezza e di quella fluidità che rendono un libro mozzafiato, di quelli che non dormiresti e divoreresti in una notte per quanto ti prendono e catturano e spediscono altrove. Non so se ciò sia dovuto ad alcune imprecisioni nella traduzione, però il fatto che spesso mi sono trovato di fronte a noiose ripetizioni (sinonimi, questi sconosciuti!), bhè, ecco, mi fa supporre di sì. E tutto ciò ovviamente non poteva non influire sull'andamento della lettura, e quindi sul giudizio finale.
Però, ripeto, mi è piaciuto. Ho trovato molto originale l'idea del labirinto, delle sue mura che si spostano ogni notte e dei Dolenti (le creature che lo popolano), e bella anche l'idea della Mutazione (che fa riaffiorare ricordi vaghi). Perfetta la resa dello spaesamento in cui si trovano i ragazzi, e di conseguenza anche il lettore, che viene quindi portato a farsi una miriade di domande e ad attendere con ansia e trepidazione che a qualcuna di essa venga data risposta (e di risposte ce ne sono parecchie, non preoccupatevi). Non mancano i momenti forti e devastanti, che stravolgono un po' tutto (e tutti), e tanti sono anche i momenti adrenalinici e i colpi di scena che alimentano la tensione e ti spingono a rimuginare continuamente su ciò che hai appena letto, alla continua ricerca di una logica. Il finale, poi, che fa capire che in realtà dietro a tutto ciò c'è qualcosa di molto più grande di un semplice gioco perverso messo in atto da gente annoiata, promette bene e ti lascia con tanti nuovi dubbi e interrogativi, che non vedi l'ora di sciogliere.
Insomma... un romanzo che ha i suoi difetti, ma che ha anche diversi pregi, e che quindi non posso assolutamente bocciare. Anzi, chi ama il genere fantascientifico e distopico, vi troverà sicuramente pane per i propri denti!

P.S. La copertina italiana, con quel labirinto stilizzato e quella faccia un po' da psicopatico che c'entra ben poco, a mio parere non rende per niente. Peccato, l'originale è così bella... 


Maze Runner Series
#0 The Kill Order (prequel), 14 agosto 2012 negli USA
#1 The Maze Runner, 2009 (Il labirinto, 2011)
#2 The Scorch Trials, 2010
#3 The Death Cure, 2011

martedì 22 maggio 2012

Teaser Tuesdays #4


Salve! Eccomi qui per il quarto appuntamento con Teaser Tuesdays, che prende spunto dalla rubrica ideata dal blog Should Be Reading.
È il terzo martedì di seguito che mi ritrovo con un e-book in lettura, e sicuramente la cosa si ripeterà anche in futuro. Quindi, per non essere ripetitivo nello specificare ogni volta che il passo l'ho scelto io perché impossibilitato ad aprire il libro in una "pagina a caso", e visto che vorrei anche evitare di incappare in qualche anticipazione che possa rovinarmi l'andamento della lettura, ci ho pensato su e ho deciso direttamente di cambiare le regole e fare di testa mia: sceglierò (facendo attenzione a non fare spoilers!) un passo che mi ha colpito dal libro/e-book che sto leggendo e lo trascriverò qui, per incuriosirvi e magari farvi venire voglia di saperne di più! Semplice, no?! Ecco il teaser di oggi:
Rimase disteso in silenzio per molto tempo, guardando le stelle e ascoltando i mormorii deboli di varie conversazioni che si sentivano in quel momento attraverso la Radura. Il sonno gli sembrava qualcosa di lontanissimo e non riusciva a scuotersi di dosso la disperazione e lo scoramento che gli pervadevano il cuore e il cervello. [...]
Era stata una giornata infinita. E strana. Era tutto così... assurdo. Si ricordava tantissime inezie sulla vita: mangiare, i vestiti, studiare, giocare, immagini generiche dell'aspetto del mondo. Ma ogni dettaglio che avrebbe dato completezza alle immagini per creare veri ricordi, in qualche modo era stato cancellato. Era come guardare una fotografia coperta da trenta centimetri di acqua limacciosa. E forse, più che qualunque altra cosa, si sentiva... triste. 


[da Il labirinto di James Dashner]
Se volete partecipare, scrivete nei commenti un teaser dal libro che state leggendo! Sta a voi decidere se prendere un passo a caso oppure una citazione che vi ha colpito particolarmente! Buone letture!

venerdì 18 maggio 2012

Friday Finds #4


Buongiorno a tutti! Eccomi con il quarto appuntamento dedicato a Friday Finds, la rubrica creata dal blog Should Be Reading, che consiste nel mostrare i libri particolarmente interessanti scoperti durante la settimana.

Quelli che vado a presentarvi oggi sono gli ultimi due che ho adocchiato! Tra l'altro, sono entrambi dei romanzi thriller, un genere letterario da cui di solito mi tengo alla larga. Però questi hanno delle trame decisamente intriganti, quindi penso proprio che farò un bello strappo alla regola!


   

Il primo è The Gap, un thriller psicologico per young-adults di Michele Jaffe pubblicato in Italia lo scorso settembre da Fanucci (collana Teens International).
Quando Jane si trasferisce nel New Jersey, la nuova scuola le sembra una meraviglia: fa subito amicizia con le due ragazze più in vista dell’istituto, Kate e Langley, entrambe ricchissime e bellissime. Il trio diventa inseparabile e il loro tempo trascorre senza preoccupazioni, tra la scelta di un abito e i commenti sui ragazzi. Una notte, però, Jane viene scaraventata da un’auto in corsa e finisce priva di sensi in un cespuglio di rose. Quando si risveglia in ospedale, non ricorda nulla di quanto è accaduto e il suo corpo è completamente paralizzato; inoltre riceve strani regali da un ammiratore che rimane nell’ombra e una serie di telefonate minacciose. Tutte le persone che le stanno attorno sono convinte che Jane abbia delle allucinazioni causate dai medicinali, ma un po’ alla volta lei riesce a mettere insieme i pezzi e a ricostruire la sera dell’incidente. Quello che scoprirà sarà lontano da ogni possibile verità e la trascinerà in un incubo che sembra non avere fine...

Il secondo, invece, è L'artista della morte di Alejandro Arís, un thriller che uscirà la prossima settimana, il 24 maggio, per i tipi della neonata casa editrice Tre60. Questo mi interessa in modo particolare, adoro l'arte e mi affascina il fatto che l'omicida ricrei, con i suoi delitti, delle opere di artisti famosi. Sono curioso!
Washington, 1968. Dopo aver trascorso più di due anni nell'inferno del Vietnam, il dottor Kenneth Philbin è abituato ad affrontare le atroci sofferenze dei feriti e a confrontarsi quotidianamente con l'orrore della morte. Tuttavia neanche lui può rimanere indifferente davanti a uno spettacolo cosi macabro e inquietante: un uomo seminudo crocifisso ai pali di sostegno di un molo. Poco sopra la testa della vittima, è stato inchiodato un foglietto con scritto "Salvador", mentre sull'acqua sottostante c'è una piccola imbarcazione. Sebbene Kenneth, in qualità di chirurgo del pronto soccorso, sia stato convocato dalla polizia solo per certificare la causa della morte, è lui il primo a capire che la scena del crimine è l'esatta riproduzione dì un celebre quadro di Salvador Dalì, il "Cristo di san Giovanni della Croce". E, nel giro di pochi giorni, arrivano due terribili conferme: la polizia infatti trova un cadavere disposto in modo da raffigurare l'"Uomo vitruviano" di Leonardo, e un altro che richiama la "Lezione di anatomia del dottor Tulp" di Rembrandt. Ma è la maestria con cui i corpi sono stati sezionati a mettere in allarme Kenneth: l'omicida non è ossessionato soltanto dalle opere d'arte, ma anche dal corpo umano, ed è chiaro che ha una profonda conoscenza dell'anatomia e una straordinaria abilità chirurgica. Forse l'assassino è molto più vicino di quanto Kenneth possa immaginare, ed è proprio a lui che ha lanciato la sfida...

Che ne pensate? Vi interessano?
E voi cosa mi dite, avete scoperto qualche libro interessante ultimamente?

venerdì 4 maggio 2012

Friday Finds #2


Secondo appuntamento con la rubrica Friday Finds, ideata dal blog Should Be Reading, che consiste nel mostrare i libri particolarmente interessanti scoperti durante la settimana.
Oggi ve ne presento due!

   

Il primo è Nodi al pettine (Maïté Coiffure) di Marie-Aude Murail, pubblicato a ottobre 2011 da Giunti Editore (collana Extra).
Quando per la scuola è costretto a uno stage di una settimana, Louis, 14 anni, accetta senza pensare la proposta della nonna di suggerire il suo nome al nuovo salone di acconciature che frequenta. Quando Louis si sveglia e capisce che forse non è proprio il posto per lui è troppo tardi: l'hanno accettato e deve cominciare. Maitié Coiffure è un salone molto poco chic, gestito dalla signora Maitié, una corpulenta donna costretta da un incidente su una sedia a rotelle ma così attiva da non farsene accorgere. Davanti a Louis sfilano Clare, bellissima ragazza vittima di un fidanzato manesco, Fifi, giovane parrucchiere dotato di estro, talento e grande ironia, gay fino alla punta delle meches, Garance, apprendista sfaccendata poco più grande di lui. Insieme a loro compaiono una serie di clienti, che segnano in alcuni casi il controcanto più serio del libro. Louis scopre che vuole proseguire oltre lo stage, inventa una serie di menzogne con la famiglia per poter continuare a fare l'apprendista dopo la scuola e il sabato fino a che i nodi vengono al pettine, tra incendi, botte e riconciliazioni.
Il secondo invece è Flashback di Dan Simmons, pubblicato nella collana Tif Extra di Fanucci Editore a marzo 2012.
In un futuro in cui la recessione economica ha messo in ginocchio gli Stati Uniti e non solo, una nuova droga chiamata flashback si è diffusa per tutto l'Occidente: la gente si rifugia nei ricordi felici e volta le spalle al futuro. Nick Bottoni, un ex detective del dipartimento di polizia di Denver, lui stesso consumatore di flashback, viene assunto dal vecchio consigliere miliardario Hiroshi Nakamura per rintracciare chi, sei anni prima, ha ucciso il suo unico figlio Keigo, che si trovava negli Stati Uniti per girare un documentario sulla dipendenza degli americani da quella droga. Nick Bottoni dovrà tornare a visitare il luogo del delitto, interrogare di nuovo i vecchi sospetti e testimoni e riesaminare nella sua mente tutti i ricordi dell'indagine di allora: un viaggio in un'America devastata, per salvare sé stesso e suo figlio, e per portare alla luce uno dei segreti più oscuri che siano mai esistiti.
Inutile dire che spero di poterli comprare leggere presto, giusto?!