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domenica 10 marzo 2013

Speciale "Storie dentro storie": tappa #3 (intervista all'autrice)


Buona domenica a tutti!

Siamo arrivati alla terza e ultima tappa dello speciale
dedicato a Storie dentro storie di Giovanna Astori.

Ho avuto il piacere di intervistare l'autrice del romanzo,
quindi vi lascio scoprire qualcosa in più su di lei!

Buona lettura!

P.S. Vi ricordo che c'è ancora qualche giorno di tempo
per partecipare al giftaway del romanzo
e se volete potete anche leggere la mia recensione!


Ciao Giovanna, benvenuta sul mio blog! Ti andrebbe di presentarti ai lettori di SdS? Raccontaci qualcosa di te...
Sono un'ex timida. Di fronte a domande come questa ho un improvviso rigurgito esistenziale con effetto tabula rasa. Potrei darti delle noiose pillole autobiografiche, ma quelle le riservo per le bandelle! Qualcosa verrà fuori dall'intervista, il resto fa parte della complessità umana. Vedi? Dicendo nulla ho detto tutto!
Quando e perché hai iniziato a scrivere?
Ho iniziato quando sono stata in grado di scrivere, ma nella maniera discontinua propria di tutte le persone curiose che non riescono a soffermarsi per troppo tempo su qualcosa, irrimediabilmente attratte da altro. Questa curiosità innata non vuol dire superficialità, ma amori che si trovano, abbandonano e ritrovano in un percorso lungo una vita. Ho iniziato perché ero innamorata delle parole, del modo in cui venivano usate nei libri che leggevo, nelle poesie che ci insegnava la maestra. Ho voluto sperimentare in prima persona come utilizzarle. Poi ci sono stati altri momenti, la fase dell'interiorizzazione pre e post adolescenziale, in cui scribacchiavo per me stessa o per comunicare un'emozione a qualcuno in particolare. Successivamente ho pensato che potevo scrivere anche per raccontare delle storie o delle immagini con i miei significati. Da qui sono partita a scrivere racconti e poesie, a partecipare alle selezioni antologiche e ad altre iniziative per far uscire le mie parole dal cassetto.
Storie dentro storie è il tuo romanzo d'esordio. Com'è nato?
Per alcuni anni ho partecipato attivamente a un forum, Undiciparole, di cui sono stata una pioniera ma che ora è un'esperienza esaurita, molto feconda e stimolante. Una delle iniziative proposte era quella di creare un gruppo di quattro-cinque scrittori, ognuno dei quali si sarebbe cimentato con la stesura del proprio romanzo, confrontandosi criticamente con gli altri. In pratica farsi un editing a vicenda, bastardo ma partecipato, del tipo: questa cosa che hai scritto proprio non funziona, ma te lo dico col cuore! In quel periodo avevo molta voglia di scrivere qualcosa di più articolato di un racconto, ma non sapevo bene da dove partire perché non ho mai 'studiato' da scrittore. Tra l'altro era appena nato il mio secondo figlio, il 'grande' aveva due anni e mezzo, insomma mi sembrava un'impresa titanica. Allora decisi di aderire a uno dei gruppi, per iniziare il percorso di scrittura in compagnia. Questa esperienza è durata qualche mese, il frutto sono stati i primi capitoli del romanzo. Poi il forum si è 'spento' e sono andata avanti per conto mio, tornando a confrontarmi con un paio di persone meravigliose e fidatissime solo sulla stesura quasi definitiva.
Nel tuo libro ci sono più voci, più storie intrecciate tra loro. A quale sei più legata?
Innanzitutto ti ringrazio per aver parlato esplicitamente nella tua recensione di questa scelta narrativa. È uno degli aspetti in cui ho da subito sperato di ricevere feedback dai lettori, perché a me piace molto e vorrei capire se funziona. Con te ha funzionato! Ma la domanda è un'altra e non è facile rispondere. Sono affezionata a tutti i personaggi di Storie dentro storie, nessuno escluso, soprattutto a quelli femminili, perché in modo diverso sono donne che lottano per trovare la propria identità. Forse paradossalmente quello a cui mi sento più legata è Mara, perché mostra una fragilità da cui riesce a emanciparsi aggrappandosi con le unghie alla potenza profonda della 'creatività' in senso lato. Sono unghie, le sue, che ogni donna dovrebbe cercare dentro sé. Le unghie metaforiche, intendo, non quelle da sfinge. Invece vedo che va molto di moda la nail art...
Per i tuoi personaggi, ti sei ispirata a persone realmente esistenti o sono tutto frutto della tua fantasia?
Approfitto per dichiarare pubblicamente che ogni riferimento a fatti o personaggi realmente esistiti è puramente casuale. Ovviamente, aggiungo, io non credo nel caso! A parte gli scherzi, un personaggio nasce dai frammenti che abbiamo dentro, provenienti dalle nostre esperienze o dall'osservazione della realtà. Se siano poi più o meno fedeli, questo non mi sembra un dettaglio importante. Come dicevo in un'altra occasione, lo scrittore è un po' un 'medium della fantasia'. Non saprei spiegare esattamente da dove vengono le storie e i personaggi dei miei racconti. So solo che a un certo punto arrivano, io li lascio raccontare, a volte li devo aspettare perché sono un po' reticenti, ma il mio compito è solo di mettere nero su bianco quello che mi suggeriscono.
Come sei arrivata alla pubblicazione? È stato semplice trovare un editore?
Credo si sia trattato di una congiunzione astrale fortunata! Avevo la versione definitiva del manoscritto e non sapevo bene cosa farne. Ho iniziato col parlarne a una persona che conoscevo grazie alle precedenti esperienze di pubblicazione, e lui mi ha parlato di un nuovo progetto editoriale guidato da giovani donne, L'Erudita. Mi sono messa in contatto con loro, e dopo qualche mese ho firmato il contratto. Esordire con un editore esordiente presenta qualche difficoltà in più, l'attesa di perfezionare le strategie di promozione e distribuzione su tutto, ma devo dire che questo gruppo lavora molto bene, sono serie e piene di entusiasmo, quindi vanno incoraggiate. E poi, elemento non indifferente, leggono tutto il materiale che ricevono e non chiedono alcun contributo all'autore per la pubblicazione (tipo acquisto di copie o altro). Questo principio è nel loro DNA e non è cosa da sottovalutare.
Quali sono i tuoi autori preferiti? Ce n'è uno in particolare a cui t'ispiri?
Se nella scrittura ci si dovesse ispirare a qualcuno, crollerebbe tutto il senso dello scrivere, sarebbe una copia brutta o bella, ma insomma niente di originale. Che poi questo possa succedere inconsapevolmente, è un altro paio di maniche, ma solo i lettori possono rispondere (e casomai dirmelo, grazie!). Spazio molto con le letture, mi lascio guidare dalla curiosità, a volte restando delusa, altre incontrando amori indissolubili. Lasciando stare i classici, se no il discorso si fa troppo ampio e non se ne esce, negli ultimi anni ho incontrato almeno tre autori cui, a conti fatti, posso dire di  sentirmi legata: David Foster Wallace, Orhan Pamuk e David Grossman. Me lo suggeriscono due cose: il piacere che provo nel leggerli, e il fatto che ho letto più di un libro di ciascuno di loro, e continuerò.
Il libro che avresti voluto scrivere...
Ecco, questa è proprio una domanda cui non riesco a rispondere. Potrei dirti quale libro sono fiera di non aver scritto, ma uso diplomazia.
Quali sono il momento e il luogo che preferisci per scrivere?
La vasca da bagno! Questa è una citazione...un po' scherzosa... (vediamo se qualcuno la scova)
Il mio processo creativo personale funziona in questo modo: le storie nascono e crescono in maniera abbastanza articolata e dettagliata nella mia mente. Una fonte di ispirazione molto forte, ma non l'unica, è ascoltare musica, soprattutto concerti dal vivo di qualsiasi genere. Ho un libricino che porto sempre con me su cui appunto le immagini o le espressioni per non lasciarmele sfuggire (ho imparato che l'ispirazione spesso è come una zanzara, che punge e fugge portandosi via anche il nostro sangue. Ho scritto anche una poesiola su questo!). Dopodiché devo trovare degli spazi per la scrittura vera e propria, e questa è la fase più difficile con la vita che faccio. Per scrivere, a differenza del momento della fantasia, ho bisogno di silenzio e solitudine. In genere mi ritaglio qualche ora serale, dopo aver messo a letto i bimbi, se ho la giusta energia.
So che sei un'appassionata di musica. Oltre ai Perturbazione e ai Virginiana Miller, che ho avuto il piacere di ritrovare in SdS, cos'altro ascolti? Ci vuoi consigliare qualcosa?
Come per la lettura, anche con la musica spazio ampiamente. Sono cresciuta con i cantautori, cui resto legata. Amo i Beatles, diversi fenomeni musicali inglesi anni '70-'80 (Bowie, i Clash, gli Smiths, i Cure, i Cocteau twins, per esempio), ma anche la musica araba sia classica che pop, e poi la 'nostra' musica classica, che quando posso vado ad ascoltare dal vivo. Potrei continuare...
Una scoperta recente fatta proprio in occasione del mio primo reading di Storie dentro storie a Bergamo è Marco Notari, un giovane cantautore Piemontese. Alcuni brani del suo cd IO? sono davvero notevoli, quindi, via, vi consiglio lui!
Stai lavorando già a qualcos’altro? Dimmi di sì!
Certo. Chi si ferma è perduto! Poi veramente, questi personaggi che mi affollano la mente coi loro racconti...è quasi un dovere farli parlare. Ho in programma di scrivere un altro romanzo, cosa che inizierò a fare presto, e sto lavorando a un progetto che mi sta molto a cuore, a più mani, di cui spero di parlarti in termini più concreti quanto prima.
Come già sai ho anche fatto raccontare a Victor un nuovo momento della sua vita in Italia, con il progetto 'Schegge di vetro', una mini raccolta di racconti ispirati al romanzo 'Suonando pezzi di vetro' di Roberto Bonfanti. È stata una cosa molto divertente. Leggendo il romanzo di Rob, che conosco da qualche anno, ritrovavo questo ciclista solitario e muto che mi ricordava Victor. Quando  mi ha invitato a partecipare a questa sua idea, ho accettato subito. Quale migliore occasione per raccontare che fine avesse fatto il ragazzo con lo zaimo blu? Per i curiosi, Schegge di vetro si può scaricare gratuitamente in formato pdf qui: http://www.neverlab.it/neverlab-libri/schegge-di-vetro-lep-letterario-di-neverlab-libri-download-gratuito/
Grazie mille per la gentilezza e per avermi dedicato un po' del tuo tempo, Giovanna! A presto e... buongiorno buonafortuna!
Grazie a te, Matteo, per tutto lo spazio che mi stai regalando! Spero di portarti tanta 'buonafortuna'!

mercoledì 6 febbraio 2013

Speciale "Le Cronache di Gaia - Pearls": tappa #3 (intervista all'autrice)



Buona sera a tutti!

Siamo arrivati alla terza e ultima tappa
dello speciale dedicato a Pearls,
primo libro de Le Cronache di Gaia,
trilogia fantascientifica scritta da Claudia Tonin.

Se non avete letto le prime due parti,
potete dare un'occhiata qui:
In questo post avrete modo di conoscere meglio
l'autrice tramite un'intervista che le ho fatto!

Spero che questo speciale vi sia piaciuto e che
vi sia venuta voglia di scoprire Gaia e le sue donne.
Vi assicuro che ne vale la pena!

Buona lettura!

Ciao Claudia, benvenuta nel mio blog! Ti andrebbe di iniziare questa chiacchierata presentandoti ai lettori di SdS? Dicci qualcosa di te...
Ciao Matteo, grazie infinite per avermi ospitata nel tuo blog e per lo speciale che hai dedicato a Pearls. 
Che dire di me? Ho un lavoro, una famiglia, una gatta, una passione che mi tiene sveglia la notte e molteplici progetti che vorrei seguire. Sono una lettrice compulsiva, un’amante della cioccolata e del mare. Suppongo di non essere molto diversa da altre donne della mia età, se non per il fatto che continuo a fare sogni a occhi aperti che poi mi ostino a scrivere.

Quando e perché hai iniziato a scrivere?
Fin da piccola mi piaceva scrivere nel diario segreto i fatti salienti, magari abbellendoli con particolari non veri. La mia vita mi pareva così noiosa e la rendevo più avvincente scrivendo di avventure impossibili. Potrei dire che la scrittura è stata un modo per esprimere le mie emozioni. Un modo per esprimere me stessa e scaricare le frustrazioni. Con il passare degli anni però ho compiuto il grande salto. Sono passata dall’esigenza di scrivere per me, alla voglia di scrivere per gli altri. Il primo romanzo l’ho scritto in un momento di calma, mentre aspettavo il mio secondogenito. Da allora sono passati anni e scrivo ancora, ma di calma non se ne parla più.

Il tuo romanzo d’esordio, Esedion, è un fantasy. Come sei arrivata poi a scrivere di fantascienza? Com’è nato Pearls?
Penso che, per come sono io, proiettata nel futuro, la fantascienza sia un genere che mi si addice. Anche in Esedion c’era una componente fantascientifica, che in alcuni casi mi è stata anche contestata dai puristi fantasy. In effetti neanche Pearls, come avrai notato, è una fantascienza pura, c’è la società distopica e le implicazioni umane e sociali. Forse non sono proprio capace di rimanere ancorata ai canoni classici di un genere. Tendo ad andare fuori dagli steccati.

Pearls è nato da una riflessione ascoltata per radio mentre stiravo. La speaker sosteneva che un mondo con le donne al comando avrebbe avuto senza dubbio meno violenza. Mi sono chiesta se fosse proprio vero, se un mondo governato dalle donne potesse essere migliore. Alla fine della giornata Han Chan Mei, la Grande Sorella, era già viva nella mia mente in tutta la sua controversa personalità.

Come hanno reagito gli uomini a te vicini (marito, parenti, amici) all’idea di Gaia, un pianeta in cui le donne han preso il sopravvento e “fatto fuori” gran parte del genere maschile?
Ti sorprenderà sapere che tutti si sono detti entusiasti. Forse perché a loro ho detto fin da subito l’evolversi della storia, non solo il tragico prologo. In effetti però la mia famiglia ha degli uomini molto “femministi”, anche per questo mi sono sentita libera di scrivere Gaia senza temere di ferirli. Hanno capito subito dove volevo arrivare. Ho detto spesso a mio marito che più che il giudizio degli uomini temevo quello delle donne. In effetti la mia paura si è rivelata corretta. Mentre quasi tutti feedback maschili sono stati favorevoli a Pearls, quelli femminili sono contrastati. Proprio ieri mio padre mi diceva che dovrei attivarmi per la traduzione in inglese perché l’idea gli piace molto. Mio marito è stato quello che ci ha creduto più di tutti, spronandomi e aiutandomi con i bambini per lasciarmi il tempo di scrivere. Insomma, i miei uomini non temono Gaia.

Qual è la tua scena preferita di Pearls?
Domanda difficilissima! Ci sono molte scene che mi sono piaciute. Dal momento critico nell’astronave, all’incontro tra Nancy e il pilota dell’astronave, all’entrata in scena su Marte di Andrej. Credo però che la mia preferita sia però la conclusione, la decisione che prende Amèlie, la giornalista, e che le cambierà la vita.

E quella più difficile da scrivere?
Qui ti rispondo senza esitazione, l’intervista a Natalja Kurikova. Il dialogo nel quale viene spiegato il significato del titolo Pearls. È stato complicato descrivere la personalità di questa donna, cercando di non esagerare mai nell’amarezza e nel compiacimento del senso di colpa. Natalja resta la sorella fondatrice che più mi ha affascinata, o per meglio dire, a cui ho voluto dare la personalità più tormentata.

Per i tuoi personaggi, ti sei ispirata a persone realmente esistenti o sono tutto frutto della tua fantasia?
Ho imparato da Fabiana Redivo a utilizzare le persone che stanno attorno a me per i personaggi. Posso accentuare alcune caratteristiche, magari li trasformo fisicamente. Alcuni da maschi che sono in realtà, li ho fatti diventare femmine e viceversa. Trovo che prendere spunto dal vero sia più realistico. In Pearls ci sono anche personaggi inventati di sana pianta, ma non ti dirò quali, così ti resterà il dubbio di chi possa essere la donna terribile da cui ho tratto la figura di Han Chan Mei J

È stato facile trovare un editore disposto a pubblicarti?
Devo dire che con Pearls non ho tentato nessun altro editore se non quello che poi mi ha pubblicato, Edizioni Domino. Con Esedion avevo inviato al solito ai grandi medi e piccoli, sempre tutti free, ovviamente. Ma per Pearls non ho cercato nessuno se non loro. Avevo conosciuto Solange Mela e Adriana Comaschi e i libri da loro pubblicati. Mi è piaciuto molto il loro modo di lavorare e sono stata veramente felice che abbiano accettato subito, e con entusiasmo, il progetto de Le cronache di Gaia. Hanno inaugurato una collana, quella di fantascienza, con il mio libro, mi hanno sostenuta e con loro sono cresciuta moltissimo. Sono un piccolo editore, è innegabile, ma la serietà e la professionalità che pongono nei loro libri ne fanno degli editori nettamente sopra la media dei piccoli e anche dei medi.

Quali sono i tuoi autori preferiti? C'è uno scrittore in particolare che vedi come un modello da seguire?
Quanto spazio ho? Scherzi a parte, io ho moltissimi autori preferiti. Spazio molto nelle letture, vado da Calvino a Connelly, da Jane Austen a Irène Némirovsky, senza dimenticare Robin Hobb o Suzanne Collins. Oddio ce ne sono così tanti di bravi! Mi chiedi dei modelli, è difficile risponderti. Di certo Marion Bradley Zimmer è stata un riferimento da giovane, anche Silvana De Mari, per non parlare di Lois Lowry e, per tornare a citarlo, Calvino. Vorrei con tutto il cuore, sai come i desideri che esprimono i bambini per Babbo Natale, ecco vorrei poter descrivere l’animo umano come riesce a farlo Irène Némirovsky, riuscendo però a conservare la vena ironica di Calvino. Un po’ ambizioso non credi? Ma infondo bisogna guardare in alto se si vuole salire J

Sei un'appassionata di fantascienza? Vuoi consigliarci qualche libro che secondo te vale la pena leggere?
Non so se sono appassionata, la leggo, ma se penso al numero di gialli che ho letto, forse sono più appassionata di giallo. Di certo ci sono autori straordinari come Dick che consiglio proprio, ho adorato Io sono leggenda, sono rabbrividita con 1984. Per i giovanissimi Hunger Games, e i libri della Lowry. Se non avete ancora letto Asimov potreste provare. Volenti o nolenti rimane uno dei punti fermi della fantascienza.

Il libro che avresti voluto scrivere…
The Giver, stupendo, breve, incisivo, una coltellata. La dimostrazione che non servono ottocento, mille pagine e decine di volumi per ficcare un chiodo dentro la mente del lettore. Bravissima Lois Lowry.

Ho letto sul tuo blog dedicato alle Cronache di Gaia che il seguito di Pearls, Nautilus, è concluso. Ci vuoi dire qualcosina a riguardo? Magari data/periodo approssimativa/o di pubblicazione?
Sì, la prima stesura del seguito di Pearls è ultimata. Ora inizia l’editing che andrà avanti un mesetto, credo. La programmazione editoriale di Edizioni Domino però ha già previsto l’uscita del volume per l’autunno. Vi anticipo che, nell’attesa dell’uscita del seguito, il primo volume della saga diventerà un ebook e sarà disponibile nei prossimi mesi su Amazon e su altri store on line.

Stai lavorando anche a qualcos’altro?
Ora sto correggendo J

Progetti ce ne sono molti, il primo è la stesura del terzo capitolo della trilogia delle Cronache di Gaia. Dovrei riprendere due romanzi lasciati a metà. Devo ultimare la saga di Estreira di cui ho pubblicato solo Esedion. Carne al fuoco ce n’è sempre molta ma è questo il bello, avere sempre idee nuove e sempre progetti nuovi da portare avanti.

Grazie mille per la gentilezza, la disponibilità e per avermi dedicato un po' del tuo tempo, mi ha fatto davvero piacere organizzare questo speciale! A presto e intanto... buona fortuna per i tuoi libri!
Grazie a te Matteo, per la squisita ospitalità e grazie anche ai lettori del tuo splendido blog! Buone letture!

sabato 15 dicembre 2012

Le interviste #1: Rusty Fischer e gli zombi!


Buona sera a tutti! Una decina di giorni fa ho avuto il piacere di intervistare il disponibilissimo e simpaticissimo Rusty Fischer, autore de Gli zombi non piangono [pubblicato da Giunti Y lo scorso ottobre - QUI la mia recensione]. Ecco qui cosa ne è venuto fuori... :-D Armatevi di carta e penna, ché ci ha dato tanti spunti su film da guardare e libri da leggere. Soprattutto a tema zombi, ma non solo... Buona lettura!! :)

Ciao Rusty! Benvenuto nel mio blog!
Innanzitutto, quando e perché hai iniziato a scrivere?
Ho iniziato a scrivere molto presto, intorno ai 9 o 10 anni. Soprattutto perché ero un tipo solitario, un bambino piuttosto timido a cui piaceva molto stare nella propria camera. Judy Blume e Beverly Cleary erano le mie scrittrici preferite, all'epoca, e hanno reso felici molti bambini. Di certo hanno reso felice me, e pensavo che se avessi potuto scrivere delle storie tutte mie, forse esse avrebbero rallegrato me e anche gli altri bambini!
Cosa ti ha spinto a scrivere storie zombi (o, in generale, storie sovrannaturali)?
Mi è stato chiesto diverse volte e la risposta ogni volta cambia un po'. Ciò che mi piace delle storie paranormali, in generale, e delle storie di zombi, in particolare, è il tema dell'immortalità. Ho adorato il modo in cui Anne Rice ha seguito alcuni dei suoi vampiri nel tempo, e vederli nella New Orleans di fine secolo o in quella elegante e moderna dei giorni nostri è stato per me davvero interessante. Con gli zombi, le regole e la mitologia sono meno rigidi, quindi puoi giocare con quest'aspetto. La maggior parte dei miei zombi non è *così* vecchia, perché ho sempre trovato inquietante quando hai davanti un vampiro di 100 anni con l'aspetto di un adolescente che attacca un adolescente vero e proprio. Ma mi piace scrivere di personaggi che, diciamo, ricordano gli anni '80 e hanno battutine e digressioni in tutto il libro.
Da dove ti è venuta l'idea per "Gli zombi non piangono"?
Volevo solo che fosse su una ragazza che si trasforma in uno zombi, punto! Voglio dire, per me, già questo sarebbe stato interessante. Ma il mio agente all'epoca mi ha aiutato a conoscere i dettagli della narrazione, sulla creazione di un conflitto, e da lì è nata l'idea degli zombi buoni contro gli zombi cattivi, e un interesse amoroso, e un altro interesse amoroso, e una migliore amica, così... da lì è evoluto. Quello che sapevo di voler fare, e che ho tenuto a mente quando ho iniziato a scrivere "Gli zombi non piangono" tre o quattro anni fa, quando là fuori c'erano solo quattro o cinque libri YA con 'bravi ragazzi zombi', era creare una storia con zombi pensanti che possono parlare e imparare e leggere e guidare ed essere fighi come gli YA con vampiri e lupi mannari.
Quale è stata la tua scena preferita da scrivere?
Andiamo, ora mi stai facendo lavorare! Beh, se dovessi sceglierne una sola... non ci riuscirei! Devo dire che se la giocano il Prologo quando lei è nel cimitero in attesa di... ehm, qualcuno... che risorga dalla tomba e la scena nel negozio di alimentari dove lei sta ordinando cervello per la prima volta. Per me, queste due scene incarnano davvero il tipo di tono sanguinolento/divertente cui miravo.
Immagina di essere nel bel mezzo di un'apocalisse zombi. Cosa faresti per sopravvivere?
Questa è troppo divertente. Una volta sono stato a un panel di "scrittori zombi", mi è stata posta fondamentalmente la stessa domanda e ho brancolato anche allora. In sostanza, il mio obiettivo sarebbe quello di rimanere basso a terra, nascondermi nell'oscurità, partire per le colline e imparare a mangiare insetti. Io non sono un grande combattente, quindi il mio piano sarebbe questo!
Sei uno zombi-dipendente, quindi suppongo che leggi/guardi un sacco di libri/film su di loro. Quali sono i tuoi preferiti?
In realtà guardo una TONNELLATA di film sugli zombi, ma molti di essi sono incredibilmente e terribilmente brutti. Alcuni dei miei preferiti, senza un ordine particolare, sono "The Horde", "Mutants", "Aaah! Zombies!!", "DeadHeads" ed "Exit Humanity". Si tratta di un mix abbastanza buono di film seri, spaventosi e stupidi/sanguinosi, che riassume la mia personalità davvero bene. Per quanto riguarda i libri, i miei preferiti sono sempre più o meno quelli che ho letto quando gli zombi sono stati legittimati come genere YA: "Zombie Queen of Newbury High", "Never Slow Dance with a Zombie", "Zombie Blondes" e "You Are So Undead to Me".
Quali sono i tuoi scrittori preferiti?
Questa è un'altra domanda che mi fanno spesso e ogni volta che mi viene posta provo a glissare. In generale la mia reazione impulsiva è quella di dire automaticamente Stephen King, per ovvie ragioni, ma in questo periodo sto apprezzando davvero tanto Barbara Park, autrice della fantastica, potente e assolutamente ESILARANTE serie di Junie B. Jones! A volte si sente l'esigenza di leggere una storia veloce, leggera e che ti fa ridere come un pazzo, e quando ho bisogno di questo, leggo Barbara Park.
Il libro che avresti voluto scrivere...
"The Best Christmas Pageant Ever" ("La più mirabolante recita di Natale") di Barbara Robinson. Sono un fanatico di libri/film/musica di Natale e per me questo libro per bambini (7-10 anni) tocca le corde giuste per quanto riguarda le festività, i diseredati, i disadattati e la famiglia.
A quali altri progetti stai lavorando?
Non vedo l'ora di promuovere il seguito de "Gli zombi non piangono" in uscita nel mese di aprile del 2013, e spero di avere delle nuove, fresche storie e poesie da utilizzare per la promozione. Sto anche lavorando a un nuovo romanzo sui vampiri, che verrà pubblicato dalla Medallion Press, intitolato "The Vampire Book of the Month Club"e sono davvero entusiasta anche di questo.
C'è qualcosa che vorresti dire ai tuoi lettori italiani?
Grazi! [in italiano nell'intervista originale] Ho davvero, davvero, davvero apprezzato seguire il lancio de "Gli zombi non piangono" in Italia, attraverso le recensioni e le discussioni e devo dire che siete stati tutti molto, molto gentili con me... e il libro!
Grazie mille per l'intervista, Rusty! Buona fortuna per i tuoi libri!