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domenica 5 aprile 2026

BUONA PASQUA CON UN SUPERCLASSICO

 Buona Pasqua con uno dei musical in assoluto più importanti di tutta la galassia ovvero Jesus Christ Superstar 

di Andrew Lloyd Webber che l'anno prima di essere rappresentato in teatro nel 1971, viene pubblicato come un doppio album in cui le canzoni interpretate da Gesù sono affidate alla splendida voce hard rock di IAN GILLAN,


frontman dei Deep Purple, con tutta una serie di comprimari come per esempio Murray Head nel ruolo di Giuda (lui invece ce lo ritroveremo in discoteca negli anni 80 con ONE NIGHT IN BANGKOK)

e Yvonne Elliman che nel disco duetta anche con Ian e che poi sosterrà la parte di Maria Maddalena sia in teatro che nel film del 1973 diretto da NORMAN JEWISON, un grande regista che ci ha permesso anche di vedere un ottimo ROLLERBALL... quello bello con James Caan e la Toccata E Fuga di Bach. 
Il remake con Jean Reno facciamo finta che non esista... 

martedì 17 marzo 2026

MY FAIR LADY E IL DEBUTTO A BROADWAY

 Oggi si canta e si balla a tempo di musical con il celeberrimo My Fair Lady che un paio di giorni fa ha compiuto 70 anni.


Era infatti il 15 marzo del 1956 quando lo show debuttava a Broadway con Julie Andrews (futura Mary Poppins) e Rex Harrison come protagonisti rimanendo in scena per oltre 2700 repliche, un record per l'epoca. 
Non chiedetemi perché, ma si tratta di un musical definito dai critici "perfetto", basato sulla pièce Pigmalione di George Bernard Shaw. 
Ambientato nella Londra edoardiana, quella corrispondente più o meno alla Belle Époque francese con quei cappelli femminili dalle tese larghissime, racconta la trasformazione per scommessa di Eliza Doolittle, una povera fioraia con un forte accento cockney, in una sofisticata signora dell'alta società grazie all'aiuto del cinico professor Henry Higgins. 
Si parla di classe sociale, linguaggio e amore perché c'è l'inevitabile love story, diventando un classico senza tempo, e secondo me dando in parte l'ispirazione, la scintilla di partenza a UNA POLTRONA PER DUE.

Nel 1964 è stato trasposto nell'omonimo film diretto da George Cukor, vincitore di 8 premi Oscar, con Audrey Hepburn doppiata nel canto da Marni Nixon (trucchetto usato spesso) nel ruolo di Eliza e Rex Harrison che riprende il ruolo di Higgins.

Qui sopra UNO dei brani tratti dal film dove "the rain in Spain" diventa "la rana in Spagna" per una pratica questione di sync labiale e anche qui per la versione italiana il canto è affidato a Tina Centi, cantante professionista, mentre Maria Pia Di Meo ha doppiato Audrey solo per le parti recitate. 
Già che ci sono, posto anche la locandina italiana, molto differente da quella originale statunitense,

e che mostra Audrey nel famoso outfit divenuto iconico come lo è anche il tubino di Colazione Da Tiffany. 
Il musical ha avuto diverse versioni italiane di successo, tra cui quella recente interpretata da Serena Autieri nel ruolo di Eliza e Ivan Castiglione come Higgins. 
Purtroppo legati alla musica abbiamo anche due addii a cominciare con Paki Canzi, 78 anni, voce e leader de I Nuovi Angeli, gruppo pop italiano nato negli anni 60 che, come tanti dell'epoca viveva di cover di successi stranieri (anche Obladì Obladà in versione italiana), ma non solo, poiché nel 1971 Roberto Vecchioni aveva contributo con loro per il successo più famoso, DONNA FELICITÀ.

  • Sempre musica, ma giusto un pò più dura quella dei Motörhead il cui chitarrista Phil Campbell è mancato di recente a 64 anni per le conseguenze di una difficile operazione chirurgica. 
Phil era stato nella band per 31 anni dopo Brian Robertson.

Quindi auguri per i 70 anni a My Fair Lady e addio a Paki (Pasquale) e Phil. 

domenica 15 febbraio 2026

AUGURI MAURO! E SCUSA IL RITARDO

 80 anni sono una bella età eh? E allora perché ho dimenticato di fare gli auguri a Mauro Pagani che li ha compiuti il 5 febbraio?


Adesso il "dimenticare" messo così sembra una presa in giro poiché Mauro è davvero stato vittima di recente nel 2024 di un problema neurologico che gli ha causato una perdita di memoria dalla quale, per fortuna è uscito.
Ma come chi è Mauro Pagani? 
Allora facciamo un pò d'ordine. 
Venerdì abbiamo parlato di HAIR e la sua versione italiana dove recitava e cantava e ballava anche un giovane Teo Teocoli. 
Bene, Teo è stato la voce di un gruppo che all'inizio si faceva chiamare I Quelli e dove già c'erano certi nomi come Franco Mussida, Flavio Premoli e Franz Di Cioccio. 
Sta prendendo forma la cosa? 
Beh, dopo I Quelli, quando Teo e qualcun altro se ne vanno, chi resta prende il nome di Premiata Forneria Marconi nella quale entra come bassista Patrick Djivas e ci finisce dentro pure Mauro Pagani. Mauro, violino, flauto e voce, (ma anche altro all'occorrenza poiché è polistrumentista), resterà nella band per sette anni dopodiché si dedicherà ad altri progetti tra cui anche quella DOMANI

riutilizzata modificandola nel 2009 (era un suo brano del 2003) per raccogliere fondi in occasione del terremoto in Abruzzo. 
Beh gli auguri te li faccio oggi, eh Mauro? 
Meglio tardi che mai... 

venerdì 13 febbraio 2026

HAIR: QUEL CINEMA-MUSICAL CHE MI PIACE TANTO

 Oggi, 13 febbraio, metto i panni dell'astrologo, o perlomeno fingo, essendo dallo scorso gennaio entrati in quel periodo siderale che si conclude tra meno di una settimana in cui il Sole entra nell' Acquario, e anche periodo in cui "la Luna è nella settima casa e Giove si allinea con Marte".


Ricordano qulcosa queste parole? 
Dovrebbero... poiché sono l'apertura di Aquarius, canzone presa dal musical Hair che Milos Forman ha portato magistralmente al cinema nel 1979. La canzone in realtà l'avevo ascoltata per la prima volta nella VERSIONE quasi lounge dei The 5th Dimension, gruppo vocale statunitense tipo i futuri Manhattan Transfer, che con il brano raggiunse nel 1969 il primo posto in classifica.

Ma torniamo invece al film che racconta di Claude Bukowski (John Savage), giovane un pò timido in partenza per il Vietnam che prima di raggiungere i commilitoni si prende una giornata di libertà unendosi ad un gruppo di hippies e condividendo quindi il loro concetto di pace, amore e libertà, compreso anche lo sballarsi grazie alle sostanze stupefacenti che gli faranno avere bizzarre allucinazioni.

Tra gli hippies Claude troverà dei veri amici e anche l'amore (Beverly D'Angelo), e così uno del gruppo, per la precisione George Berger interpretato da TREAT WILLIAMS, deciderà di prendere momentaneamente il suo posto tagliando i lunghi capelli da ribelle e presentandosi in caserma a suo nome giusto per dargli ancora un pò di tempo da passare con la ragazza.
Mannaggia però, quando Berger è là arriva l'ordine di partire per il Vietnam

e Berger finirà in prima linea al suo posto come Claude Bukowski, purtroppo (spoiler non spoiler poiché la storia è arcinota) perdendo la vita come tanti altri in quella guerra inutile.
La versione teatrale aveva avuto anche un'edizione italiana dove tra gli hippies c'erano i giovani Renato Zero (in alto), Loredana Bertè (la bionda in basso), Teo Ronnie Jones (il nero) e Teo Teocoli (al suo fianco),

e spettacolo in cui ad un certo punto i ragazzi si mostravano sul palco completamente nudi per quel senso di pura libertà che viene veicolato dall'opera rock. Ma nel finale del film c'è invece qualcosa che mi ha lasciato da allora un dubbio: perché sulla lapide che vediamo nell'ultima scena

c'è scritto George Berger e non Claude Bukowski? 
Qualcuno si era accorto dello scambio di persona? 
Se fosse così il vero Claude avrebbe dovuto passare delle grosse grane per diserzione. 
Mah... forse sono io che mi faccio sempre troppe domande. 

giovedì 12 febbraio 2026

DAWSON'S CREEK OGGI PIANGE (COME IL FAMOSO MEME)

 Fans o non fans di Dawson's Creek, purtroppo è di ieri la notizia della morte di James Van Der Beek,


il biondino Dawson della serie tv anni 90 che ha lanciato anche Joshua Jackson e Katie Holmes, quest'ultima in realtà forse più nota, oltre che per il Batman di Nolan, per essere stata la moglie di Tom Cruise dopo Nicole Kidman. Anche Michelle Williams si è ritagliata una sua carriera e l'abbiamo ritrovata in moltissime pellicole fra cui THE GREATEST SHOWMAN

e THE FABELMANS
Ma torniamo a James che da tempo era malato di cancro e forse dei quattro è stato anche quello che ha avuto una carriera meno luminosa, anzi lui stesso ci scherzava sopra dicendo che era diventato più famoso per quel ben noto meme in cui piange piuttosto che per altro.

James aveva solo 48 anni, ma si sa che quella malattia non ha età. 
Un altro attore ci ha lasciato, ma dobbiamo andare molto indietro nel tempo perché si tratta di Bud Cort che nel 1971 aveva interpretato il film Harold & Maude

(me lo ricordo ancora quel curioso poster appeso nel cinema che frequentavo) dove era un ragazzino ossessionato dalla morte che stringeva amicizia con una vecchina scampata all'Olocausto. 
Anche Bud non ha avuto poi una grande carriera nel cinema anche perché è stato vittima di ben due gravissimi incidenti e se n'è andato anche lui ieri a 77 anni.

Goodbye James & Bud. 

mercoledì 12 novembre 2025

WEIRD - LA STORIA DI AL YANKOVIC... E CHE STORIA!

 Chi mai avrebbe potuto interpretare in un film "Weird" Al Yankovic se non l'attore che dopo Harry Potter abbiamo visto nelle situazioni più "weird" al cinema, ma anche in teatro, ovvero Daniel Radcliffe?


Ed è su Prime Video questo film che racconta la vita del musicista specializzato in parodie di brani famosi con il testo modificato, un pò come faceva il QUARTETTO CETRA in quei musical per la tv dove rivisitavano i classici della letteratura cantando. 
Cioè, non siamo davanti ad un biopic che "vorrebbe" essere realista come BOHEMIAN RHAPSODY, oppure musical come ROCKETMAN e nemmeno scimmiesco come BETTER MAN, perché il film racconta si di Yankovic, ma lo fa in maniera completamente surreale inventando, sovvertendo gli eventi reali mettendoli anche al contrario (Michael Jackson nel film avrebbe copiato la sua Eat It) con però qualche spunto vero come quello di Madonna che si racconta sperasse davvero in una sua parodia.

E l'avrà con Like A Surgeon, ma mica c'era stata la relazione tra i due e tantomeno l'incontro con Pablo Escobar. 
Una scena in particolare però, e se avete visto il film avrete già capito quale, mi ha mostrato chiaramente un omaggio al nostro cinema italiano ovvero VIENI AVANTI CRETINO!,

o magari è solo un caso, ma davvero sembrava di rivedere il film con Lino Banfi e MOANA POZZI più o meno agli esordi e comunque ancora vestita. 
Il vero Al, oltre ad apparire nella tv che manda il videoclip di Eat It, interpreta uno dei due cinici discografici ai quali Daniel propone i suoi demo, e lo vediamo di nuovo poi sui titoli di coda in alcuni gustosi fotomontaggi. 

Insomma tutto il film, dove anche il finale è tutta invenzione, non è altro che una collezione di parodie (per esempio su Jim Morrison quando venne arrestato per atti osceni sul palco) e il bello è riuscire a coglierle tutte. 
Super consigliato, ma prima di vederlo ricordate quanto sono canaglia, eh!!! 

lunedì 3 novembre 2025

BULLI E PUPE, MA QUELLO AL CINEMA

 Oggi musical vintage tradotto in film perché il 3 novembre del 1955 usciva nelle sale americane Bulli E Pupe (Guys And Dolls), tratto dall'omonimo musical teatrale.


La versione cinematografica vedeva in scena Marlon Brando, Frank Sinatra e Jean Simmons (ma anche Vivian Blaine seppure il suo nome sia messo in secondo piano nel poster vintage) e aveva anche qualche brano in più rispetto all'edizione teatrale come, per esempio, A WOMAN IN LOVE,


canzone che Adriano Celentano canterà molti anni dopo in un inglese a modo suo dicendo cose tipo "ior ais ar di ais ev a uoman in lov" in una pacchiana VERSIONE TANGO con pure a metà brano un inspiegabile inserimento di ROCK AROUND THE CLOCK e che, dopo averla ascoltata e valutata con tutti i dubbi del caso, mi faceva cambiare frequenza tutte le volte successive quando la passavano alla radio, mentre invece gli estimatori del molleggiato (che magari amano anche gli imbarazzanti JOAN LUI e ADRIAN) dicevano che era bellissima... mah...

In Italia, dove ci sarà anche un programma tv Rai con quel titolo che poi era la versione estiva in prima serata di Non È La Rai condotta da Paolo Bonolis, per vedere il film dovremo aspettare un intero anno dato che arriverà il 9 novembre del 1956 perché all'epoca era così, ma perlomeno ci sarà un ottimo doppiaggio con, per esempio, Emilio Cigoli che farà parlare in italiano il futuro colonnello Kurtz di APOCALYPSE NOW
Personalmente invece ricordo di averlo visto sulla tv ancora in bianco e nero sulla Rai all'interno di una rassegna di film con Frank Sinatra dove tra gli altri titoli c'erano anche Pal Joey e L'Uomo Dal Braccio D'Oro. 
Vecchia Hollywood con sempre un grande fascino. 

martedì 28 ottobre 2025

THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW IN 4K: 100 MINUTI DI PIACERE ASSOLUTO!

 Del suo nuovo restauro in 4K (versione originale inglese sottotitolata in italiano) ne ho già parlato a tratti in altri POST relativi al The Rocky Horror Picture Show, e l'avevo fatto con una certa Antici---pazione...


Ma finalmente l'attesa è terminata e possiamo tirare i remi in barca perché da ieri la pellicola è tornata al cinema per festeggiare il 50° anniversario del film e per farci provare di nuovo qualche brividino tutto speciale.

Ed ecco allora di nuovo in scena Tim Curry, Susan Sarandon, Barry Bostwick, Richard O’Brien che firma anche tutte le canzoni su una sceneggiatura dello stesso Richard O’Brien e Jim Sharman, e pure dirige Jim, essendo già regista teatrale di un’opera di successo come 'Jesus Christ Superstar'.
Per chi ancora non lo sapesse (ma davvero ci sarà quel qualcuno?), The Rocky Horror Picture Show è il film con la permanenza in sala più lunga nella storia del cinema essendo uscito nel 1975, e ancora oggi non è stato ritirato dalla distribuzione, continuando ad essere un fenomeno di culto.

Richard O’Brien (qui sopra, ovvero Riff Raff) scrisse storia e canzoni così "dde bbotto", e propose il progetto a Jim Sharman. 
Avevo raccontato tempo fa del 16 giugno 1973 e di quello che accadde al Royal Court Theatre quando andó in scena la PRIMA RAPPRESENTAZIONE del musical all’interno del quale una giovane coppia si ritrova dentro un castello spettrale dove Frank-N-Furter (già allora Tim Curry) e tutti i suoi ospiti intonano canzoni rock e invitano alla liberazione soprattutto sessuale. 
Non fu una prima da sold out, ma il mito crebbe lentamente e inesorabilmente anche grazie al carisma pazzesco di Frank-N-Furter/Tim con calze a rete, tacchi e corsetto. 
Tornando invece a parlare del film, la cui idea prese forma nel giro di poco tempo, si racconta che Mick Jagger, Lou Reed e David Bowie fossero interessati a diventarne interpreti, ma, salvo poche sostituzioni, la squadra del film rimase quella della versione teatrale, ovvero Tim Curry, Richard O’Brien, Brian Thompson come scenografo, Sue Blane come costumista e Sharman dietro la macchina da presa; si aggiungono solo Barry Bostwick e una giovane Susan Sarandon nei panni dei due giovani che si ritrovano catapultati dentro quell'incubo musicale. 
Ne uscì un film a basso budget (gli effetti speciali parevano comprati su Temu anche se allora non c'era) e con un’estetica che s’ispirava ai B movies della Hammer, e anche quello, come la sua controparte teatrale, non partì esattamente alla grande. 
Ma proiezioni notturne in sale dedicate e frequentate da chi si sentiva rappresentato dal film lo fanno lentamente diventare un cult, tanto che Alan Parker lo utilizza in Saranno Famosi


nella SCENA in cui la timida Doris assiste ad una proiezione e finalmente trova il coraggio di superare le sue inibizioni salendo sul palco a ballare il Time Warp. 
Perché è questo che accade quando il film viene proiettato: la sala del cinema diventa uno spazio libero dove si balla, si canta, si recitano in coro le battute e si crea uno spettacolo dentro lo spettacolo. Ogni proiezione del Rocky Horror si trasforma in un luogo in cui ognuno può essere la versione di sé stesso che desidera con travestimenti e oggetti di scena come si vede nello spezzone del film di Parker.
E anche stavolta non posso che concludere il post con la frase emblematica che sintetizza il messaggio del film: Don't dream it... Be it!!! 

lunedì 21 luglio 2025

MUSICA DA CINEMA CHE SI PORTA A CASA GLI OSCAR

 Anche Barbra Streisand ha mandato l'ultimo saluto ad Alan Bergman, colui con il quale ha collaborato in passato facendo vincere per ben due volte l'Oscar a due film in cui la cantante ha recitato.


Si tratta di Come Eravamo con la celeberrima canzone THE WAY WE WERE, su musica di Marvin Hamlisch, e Yentl per l'intera COLONNA SONORA del musical anche diretto, sceneggiato e prodotto dalla cantante, musicato da Michel Legrand.

Un altro premio Oscar era stato assegnato in precedenza ad Alan Bergman per Il Caso Thomas Crown sempre su musica di Legrand, dove però Barbra non recitava. 
Nella sua carriera c'è anche un'incursione nel mondo di 007 avendo partecipato alla soundtrack di Mai Dire Mai,

il film apocrifo della Warner Bros. che vedeva il ritorno di Sean Connery nel ruolo di James Bond. 
Alan aveva raggiunto i 99 anni ed aveva lavorato come paroliere a molte altre colonne sonore anche televisive ricevendo però solo candidature sempre in collaborazione con la moglie Marilyn.

Goodbye Alan. 

lunedì 23 giugno 2025

EMILIA PÈREZ E QUEL PROBLEMA PARTICOLARE

 Seguendo un commento che (mi pare, ma non sono sicuro) aveva fatto Lory ad un mio post, ho finalmente visto Emilia Pérez,


film del quale non sapevo assolutamente nulla se non che si trattava di un musical (e a me i musical piacciono) perciò ho assimilato la storia con la stessa sorpresa che mostra Zoe Saldana quando viene convocata (forse meglio dire rapita) da un rude e temibile boss di cartello messicano che vuole cambiare vita nel modo più estremo. 
Il problema di cui ho accennato nel titolo del post però mi si è verificato nei primi numeri musicali, in particolare quello che (non lo sapevo ancora mentre lo stavo guardando) è stato criticato come il peggiore nella storia dei musical, ovvero MAN TO WOMAN

davvero trash o cringe che più non si può. 
Ecco, a quel punto stavo per mollare tutto e infatti a dir la verità quella sera l'ho fatto. 
Pochi giorni dopo però ci ho ripensato ricordando certi musical particolari che toccavano argomenti forti come Rent di Chris Columbus dove, per esempio, sono di scena la tossicodipendenza e l'AIDS, oppure Dancer In The Dark di Lars Von Trier sullo sfruttamento, e così ho deciso di proseguirne la visione. 
Diciamo pure meno male perché, arrivando alla fine del film, ho trovato la versione cubana de LE PASSANTI di Fabrizio DeAndré, canzone estremamente poetica che comunque era già una cover di Georges Brassens.

Ora, nel caso non l'abbiate ancora visto, non voglio spoilerare nulla per permettervi di godere della stessa sorpresa che ho provato io. 
E lo so che sarà durissima, ma consiglio di superare quella bruttura di cui parlavo prima perché poi c'è di meglio e infatti Zoe Saldana ci ha vinto l'Oscar per la sua performance con altri brani del film come la di molto migliore EL MAL dove sfoggia anche ottime doti di ballerina.

Selena Gomez mica l'ho riconosciuta subito così bionda, anche perché son lontani i tempi de I MAGHI DI WAVERLY ormai. 
Insomma per dirla tutta, non è quello che si dice un capolavoro, ma alla fine si lascia guardare, e la a cosa più strana del film è che, al contrario del classico musical, le canzoni qui saranno solo il 30% del minutaggio (forse è pure più cantato JOKER: FOLIE A DEUX) dove il resto è recitato e, anzi, tutto probabilmente poteva funzionare anche senza quelle canzoni che in molti momenti paiono messe lì forzate creando un surreale effetto quasi ridicolo visto il contesto in cui si svolge la storia che insisto a non voler raccontare nei particolari (ma già qualcosa del tema trattato si può capire con il primo video lassù) perché, fidatevi, è meglio così per rimanerne sorpresi. 

giovedì 24 ottobre 2024

E ADESSO... MUSICAL!

 Oggi abbiamo due addii nel mondo del cinema con uno molto legato al musical. 


La prima infatti è Mitzi Gaynor, attrice, cantante e ballerina di musical, genere che di solito apprezzo molto anche se a certe persone può sembrare strano perché mi conoscono per cose ben più tamarre. 
Anzi a proposito di quei film musicali degli anni 50 tipo di Fred Astaire e Ginger Rogers, qualcuno si ricorderà che ce li mandava in onda la Rai tanti anni fa all'ora di cena (mi sembra, ma non sono sicuro, che fossero divisi in due parti) e forse è da lì che ho assimilato il genere. 
Ma torniamo a focalizzare l'attenzione su Mitzi che ebbe un certo riscontro su pellicola appunto in quegli anni 50, dedicandosi successivamente al teatro.
Il suo film più noto è senza dubbio SOUTH PACIFIC del 1958, musical della ditta Rodgers & Hanmerstein ed il maggior incasso mondiale di quell'anno


dove era la protagonista al fianco del nostro Rossano Brazzi (ci sarà anche un remake con Glenn Close nel 2001), ma era già stata, come non protagonista, nel cast dell'altro musical tutto piume e lustrini Follie Dell'Anno del 1954, il cui titolo originale sarebbe stato There's No Business Like Show Business (cioè tutta un'altra cosa, ma ormai sappiamo come funzionava dalle nostre parti) dove la star era invece Marilyn Monroe che però per questo film aveva avuto i critici contro che la consideravano come la sua peggior interpretazione. 

La Gaynor poi era apparsa anche nel drammatico, anche se sempre musicale, Il Jolly È Impazzito con Frank Sinatra. 
Mitzi aveva 93 anni. 
In Italia invece è morto domenica scorsa all’ospedale Fatebenefratelli di Roma, l'attore Adamo Dionisi dove era stato ricoverato per una malattia contro la quale stava combattendo da molto tempo.

Adamo aveva 59 anni e con il musical non c'entra nulla poiché era conosciuto soprattutto per il ruolo del boss Manfredi Anacleti, che aveva interpretato nel film del 2015 Suburra, di Stefano Sollima, e poi anche nella serie omonima del 2017, di Netflix. 
Ma non era stata tutta rose e fiori la vita di Adamo che, prima di fare l'attore, era stato capo degli Irriducibili, gli Ultrà della Lazio, ed era pure stato arrestato per spaccio di droga. 
Fu proprio durante il soggiorno nel carcere che partecipò a delle rappresentazioni teatrali come casualmente accadeva nel film con Antonio Albanese GRAZIE RAGAZZI (ma quella era una storia che rifaceva il soggetto di un film francese perciò non c'entrava con lui), dopodiché oltre che da Sollima, sarà diretto anche da registi come Abel Ferrara, Paolo Virzì e Matteo Garrone. 
Addio quindi a Mitzi e Adamo. 

lunedì 26 agosto 2024

METTI UNA SERA AL CINEMA AD AVOLA

 Magari siete in vacanza in Sicilia, (perché no?) isola meravigliosa che con la musica ha davvero un forte legame (Battiato, Consoli, Venuti, Trovato), e state pensando cosa fare domani sera?


Bene, domani ad Avola, in provincia di Siracusa, ci sarà una proiezione del film diretto da ALAN PARKER, Pink Floyd - The Wall, che non è il nuovo gioco bruttino di Gerry Scotti e nemmeno un concerto, ma un vero maxi videoclip se non un film-musical dove la storia raccontata nel concept album della band inglese viene tradotta in immagini spesso anche molto forti e il cui protagonista è quel Bob Geldof, frontman dei Boomtown Rats e promotore del mitico Live Aid.

Attenzione però che la parola musical potrebbe far pensare a Mamma Mia, Grease o cose del genere tutte balli e canzoni allegre, mentre qui invece c'è tanta cupezza e pugni nello stomaco. 
Ma forse non tutti sanno che Bob Geldof non fu la prima scelta come protagonista e che, anzi, era Roger Waters in persona a voler interpretare Pink sullo schermo (cosa che poi farà nei suoi concerti a tema The Wall), ma Alan Parker lo convinse che forse non era adatto a quella versione cinematografica. Versione che comunque cambiò aspetto nel corso della lavorazione dato che l'idea iniziale era di includere spezzoni dei concerti della band con parti recitate e le animazioni di Gerald Scarfe che si vedevano già durante le esibizioni live.

Quelle ultime due cose infatti rimasero, ma le parti davvero live con i musicisti sul palco furono accantonate e a Waters la cosa non andò particolarmente a genio. 
Questo perché Parker aveva un'idea diversa di come fare il film, seppure nemmeno lui dopo l'uscita della pellicola, non ne andasse particolarmente fiero perché non lo sentiva del tutto suo data l'enorme influenza di Waters e Scarfe durante le discussioni in pre produzione. 
Lo stesso regista infatti era stato chiamato inizialmente come produttore, ma alla fine si vide affidata la direzione del lavoro. 
Per conto mio invece, vedere al cinema tre anni dopo l'uscita del doppio album quelle immagini che io già mi immaginavo mentre ascoltavo il disco, fu un'esperienza fantastica e non ci ho mai trovato nulla di sbagliato nella pellicola, anzi, l'immagine qui sotto con i martelli marcianti viene usata (rielaborata graficamente presumo per questioni di copyright) anche da Edoardo Bennato durante i suoi concerti quando il suo chitarrista parte con l'assolo di Another Brick In The Wall inserito in una delle sue canzoni più recenti, giusto così per citare.

Ma certamente far condividere a tre menti geniali come Waters, Scarfe e Parker la stessa idea, non doveva essere stata una cosa facile. 
L'evento di domani sera sarà possibile grazie all'Associazione Culturale Charisma e si terrà al Cinema Arena Odeon. 

sabato 9 marzo 2024

ORFEO 9: IL PRIMO DISCO DI DUE RAGAZZI CHIAMATI RENATO ZERO E LOREDANA BERTÈ

 Adesso probabilmente non lo fa più nessuno, ma all'epoca dei vinili non era raro trovare nella busta interna del disco, riportata tutta la discografia precedente dell'artista, così come adesso quando guardi un film su una piattaforma poi ti vengono proposti altri titoli con la motivazione "potrebbe piacerti", e nei dischi dei Genesis del periodo Charisma c'erano infatti sempre riportate tutte le copertine degli album precedenti e anche quelli solisti, nonché, nel caso di Phil Collins, persino i dischi incisi insieme ai BRAND X, gruppo jazz/fusion di cui avevo parlato tempo fa.


Stessa cosa accadeva per Renato Zero dove insieme agli album Invenzioni, No Mamma No, Trapezio, cioè lavori di quando ancora non aveva fatto il botto arrivato con Mi Vendo, Il Cielo, Triangolo ecc., c'era anche uno strano disco uscito nel 1973 chiamato Orfeo 9 intestato a Tito Schipa Jr. ovvero il figlio del famoso tenore omonimo e sul quale era stato messo furbescamente in grande anche il nome del nostro amico romano. Tale disco era una vera e propria opera pop rappresentata per la prima volta nel 1970 al Teatro Sistina di Roma che a riascoltarla adesso sente una mazzata di anni sulla schiena (anche per come è registrato), ma aveva la particolarità di avere nel cast un giovanissimo Renato Zero nei panni ambigui e anche un po' in stile Alice Cooper del Venditore Di Felicità (con la voce purtroppo filtrata in una maniera fastidiosa) e anche una altrettanto giovane Loredana Bertè, nonché Tullio De Piscopo, Santino Rocchetti, Ronnie Jones e una schiera di musicisti di quegli anni tutti pop. Tale opera rileggeva in chiave moderna il mito di Orfeo e Euridice ambientando la scena in una chiesa e arrivava dopo una precedente opera di Tito Schipa Jr. basata sulle canzoni di Bob Dylan anticipando di decadi quel MammaMia che ha fatto sfracelli, ma siccome mr. Zimmermann non è mai stato un tipo gioviale e tantomeno uno degli Abba, aveva mandato una diffida al nostro artista affinché non utilizzasse più le sue canzoni.


Da lì Tito insieme a Bill Conti, quello del famoso tema di Rocky (e lo stile si sente) pure lui scritto bello grande sul disco e che all'epoca lavorava come arrangiatore per i nostri cantanti (infatti un embrione delle musiche per il film con Stallone la si trova già in un disco di Ornella Vanoni) ha partorito questo Orfeo 9, dapprima opera teatrale, e nel 1973 anche disco e film dove personalmente adoro alla follia LA CITTÀ FATTA A INFERNO, con quello strano balletto su e giù che nella mia testa mi sa persino di ispirato a Metropolis e dove verso la fine canta anche Renato Zero che ha di suo, tutto per sé anche il brano del suo personaggio, cioè VENDITORE DI FELICITÀ che, non è difficile capirlo, è un personaggio che procura piacere sintetico e tale argomento, compresa qualche siringa di troppo che campeggia anche sulla copertina del disco, costrinsero la Rai ad una messa in onda in tarda serata.

Loredana la si sente, nelle parti corali che fanno da narrazione alla vicenda, come la canzone Invito, e in alcune parti soliste. Certo tutto suona e si mostra antico, vintage, demodé e anche a tratti kitsch, ma nella testa mi fa provare sensazioni molto migliori di certe cose nate, create, suonate (o "suinate") di questi tempi. 

domenica 4 febbraio 2024

APOLLO CREED CI HA LASCIATI PER DAVVERO

E stavolta la morte di Apollo Creed non è la finzione cinematografica di Rocky IV, poiché Carl Weathers


se n'è andato nel sonno a 76 anni dopo essere stato anche al fianco di Arnold Schwarzenegger in Predator e apparso anche in molte serie tv, pure nella saga di The Mandalorian dove ha diretto anche due episodi dei dieci ai quali ha partecipato, passando per Action Jackson diretto da Craig R. Baxley e altre pellicole, magari un po' meno famose. 
C'è un piccolo retroscena bizzarro sul suo personaggio più famoso, in quanto per avere quella parte di Apollo Creed, per poco Carl non mandò all'aria il provino perché pensava che Sylvester Stallone fosse solo lo sceneggiatore e non il protagonista della saga, per cui non si sentiva del tutto stimolato. 
Per la musica invece si parla oggi di Franco Tozzi, fratello maggiore del ben più noto Umberto che ogni estate sentivamo spadroneggiare nei juke box.


Franco, la cui somiglianza col fratello è evidente, è mancato nei giorni scorsi a Cuneo a 79 anni dopo una breve malattia, e alle sue spalle aveva avuto comunque una lunga carriera musicale condivisa all'inizio proprio con Umberto che suonava con lui, e ancora prima con una canzone classificata al secondo posto di Un Disco Per L'Estate dal titolo I TUOI OCCHI VERDI che ricorderanno forse solo quelli che erano presenti al concerto dei Genesis di cui ho parlato IERI, e che Red Ronnie, quando era ancora nel pieno delle sue facoltà mentali e non vaneggiava, aveva incluso nel suo programma di successo Una Rotonda Sul Mare, dove canzoni del passato si sfidavano a duello e Franco aveva persino battuto la canzone che dava il titolo alla trasmissione.
Anche il musical perde un nome importante con Chita Rivera,

91 anni e nota per aver interpretato Anita nel primo West Side Story a teatro nel 1957, quello portato al cinema nel 1961 e poi in tempi più RECENTI rifatto da Steven Spielberg. 
Chita, oltre a diversi musical in teatro, era apparsa anche al cinema in Chicago e in quel disastro di SGT. PEPPER coi Bee Gees, ed era considerata una delle migliori interpreti delle coreografie di Bob Fosse. 
Addio Chita e Franco. 

giovedì 28 dicembre 2023

ABBIAMO PERSO UNA DELLE VOCI PIÙ BELLE DEL DOPPIAGGIO ITALIANO, E NON SOLO LUI

 Anche in questi ultimi strascichi di 2023 abbiamo alcuni addii e si parte con Ugo Maria Morosi,


attore dedito più che altro al teatro, era stato il primo Toto di Aggiungi Un Posto A Tavola, la famosa commedia musicale di Garinei e Giovannini con protagonista Johnny Dorelli, e al suo attivo aveva giusto una manciata di pellicole nei primi anni di carriera, ma lo possiamo ricordare soprattutto nel doppiaggio come voce italiana di Morgan Freeman, Gerard Depardieu, Al Pacino, Brendan Gleeson e molti altri dal timbro "importante". 
Ugo aveva 78 anni.

Altro attore che in patria era soprannominato "The Voice" per il suo timbro profondo, era Lee Sun-Kyun, la star di PARASITE, il film premio Oscar del 2020, che è stato ritrovato ieri senza vita nel suo appartamento. 
Si sospetta si tratti di suicidio dato che Lee, che aveva 48 anni, era stato di recente sotto pressione a causa di un'indagine per abuso di droghe, cosa che in Corea Del Sud ha già portato in altri casi ad epiloghi simili al suo. 

Sempre per quanto riguarda la recitazione se ne va a 76 anni anche Ingrid Steeger, attrice tedesca "frizzantina" nota perlopiù per film softsex fatti un po' come lo erano le nostre commedie scollacciate degli anni 70 vietate ai minori di 14 anni coi vari Montagnani, Vitali, Banfi, Fenech, Cassini, Guida, Bouchet, eccetera,

e con una vita sentimentale alquanto turbolenta, zeppa di matrimoni e divorzi dei quali racconterà tutto pure in un libro che non credo sia mai stato tradotto in italiano (come anche la maggior parte dei suoi film d'altronde). 
E terminiamo oggi con la musica per dare l'ultimo saluto anche a Laura Lynch, bassista, cantante e co-fondatrice delle DIXIE CHICKS,


ovvero una country band tutta al femminile con look d'ordinanza fra cappelli da cowgirl, frange e stivali a punta. 
Laura è deceduta nei giorni scorsi a 65 anni in un incidente stradale ed aveva partecipato ai primi tre dischi del gruppo. 
Addio Laura, Ingrid, Lee e Ugo. 

mercoledì 30 agosto 2023

WHITESNAKE IN LUTTO

 Amici rockers, sfoderiamo le chitarre all'unisono perché dobbiamo dare l'ultimo saluto a Bernie Marsden


(nella foto in maglietta rossa e Gibson Double Neck imbracciata), 72 anni e primo chitarrista degli Whitesnake di David Coverdale con il quale aveva composto, fra le altre, la versione originale della famosa HERE I GO AGAIN,


canzone che compare anche nel film musicale Rock Of Ages dove c'è quel Tom Cruise capellone che fa il verso ad Axl Rose. 
Bernie, deceduto la scorsa settimana, aveva all'epoca ricevuto contemporaneamente anche l'invito di Paul McCartney per far parte degli Wings, ma preferì aggregarsi all'ex voce dei Deep Purple. 
Due addii anche nel mondo del wrestling con Terry Funk,

appunto wrestler di 79 anni, ma anche attore in un paio di film con Sylvester Stallone, ovvero Taverna Paradiso e Over The Top, nonché per un'apparizione in Il Duro Del Roadhouse con Patrick Swayze.

L'altro nome che ci lascia invece giovanissimo per questa disciplina è Bray Wyatt (all'anagrafe Windham Rotunda), a soli 36 anni stroncato da un infarto. 
Goodbye Bernie, Terry & Bray.

lunedì 14 agosto 2023

BARBIE, CHE PASSIONE (PER MARGOT)!

 Dopo una piccola ANTICIPAZIONE musicale di qualche giorno fa, ecco finalmente il post ufficiale su Barbie, che poi ufficiale lo potrebbe fare un critico cinematografico vero, mentre io faccio solo "la mia cosa nella casa", proprio come diceva Frankie Hi NRG.


Intanto cominciamo col dire che ormai citare Kubrick per dare spessore ad un film (o strizzare l'occhiolino come fa Margot qui sotto) non dovrebbe fare più notizia, dato che se ne è abusato in tutti i modi, eppure quella prima scena (esattamente quella stra-abusata) l'ho trovata così geniale che varrebbe da sola la visione di tutto il film.


Che poi è un po' l'opinione di tanti che se ne sarebbero andati via dopo una mezz'oretta a causa di pregiudizi intrinsechi per poi andare a parlare male del film senza nemmeno averlo visto tutto (lo fanno... Oh se lo fanno). 
Vuoi il film capolavoro? 
Forse allora non sei nel posto giusto, perché qui si fa un film su Barbie, la bambola adulta della Mattel,

adulta perché le bambole fino ad allora erano a forma di neonato per far giocare alla mamma le bambine, e invece ora si parla di fashion style con la Mattel che mette Will Ferrell come suo CEO (e se sai come recita Will devi già capire che tipo di film potrebbe essere) e ne fa un maxi spot per il suo prodotto dandole le fattezze di Margot Robbie e una schiera di altre bellissime attrici, compresa Dua Lipa in versione Barbie Sirena ed Helen Mirren (che da giovane, urca se era una Barbie) come voce narrante doppiata in italiano dalla splendida voce di Ada Maria Serra Zanetti.

Ti piace vincere facile eh, Mattel? 
E così fai nascere l'evento e il pubblico va al cinema tutto vestito a tema come se fosse una serata per il Rocky Horror Show (ma in rosa) per poi scoprire che il film non è quello che si aspettava. 
A parte il fatto che io guarderei un film con Margot Robbie solo perché c'è lei e ultimamente associo immediatamente la voce di Domitilla D'Amico al suo volto perché Anne Hathaway è un po' latitante, ammetto che mi sono pure divertito (specialmente con Michael Cera /Allan e Ryan Gosling/Ken che cerca lavoro) e nemmeno sentito colpito sotto la cintura come maschio, cosa che invece tanti hanno accusato (boh, avranno la coda di paglia). 
È vero che ad un certo punto pare di rivedere un nuovo remake di La Fabbrica Delle Mogli (Stepford Wives) molto vicino a quello con Nicole Kidman che diventava più Barbie di Margot,

e che in italiano aveva il titolo di La Donna Perfetta perché entra in gioco un messaggio sociale lanciato dalla regista Greta Gerwig che è una che piace ai ciritci veri (ma già c'è fermento e malcontento per la sua Biancaneve colombiana che arriverà nel 2024), ovvero il femminismo contro il maschilismo, perciò magari alle mamme in rosa che hanno portato le bimbe in rosa al cinema sarà toccato spiegare due cosette alle pargole. 
Ma chissenefrega...

Dal mio punto di vista di canaglia amante del cinema è un film da vedere perché è carino, è pieno di musica (a tratti è un musical) e colori (rosa), c'è Ugly Betty molto meno ugly del solito... e perché c'è Margot. 
Ciao Barbie, ciao Barbie, ciao, Barbie, ciao Ken... 
e Allan... 

mercoledì 26 aprile 2023

THE ROCKY HORROR PICTURE SHOW PARTE SECONDA, ANZI NO

 Pochi lo sanno, ma il mitico The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman ha avuto una sorta di seguito puntato sul mondo della televisione dal titolo Shock Treatment - Trattamento Da Sballo! (ma perché l'aggiunta in italiano al titolo?),


sempre musicale e sempre surreale, ma decisamente meno fortunato nonostante tornassero in scena di nuovo gli sposini Brad e Janet però interpretati da attori differenti. 
Un quartetto degli attori originali invece, ovvero Little Nell (Campbell), Charles Gray, Patricia Quinn e Richard O'Brien che è l'ideatore di tutte e due le commedie, canzoni comprese, li ritroviamo in altri ruoli anche perché la storia non prende nessun spunto da quella precedente. 
Niente supericonico Tim Curry nè MEAT LOAF quindi (anche perché il destino di Eddie lo sappiamo), e la ricezione del pubblico fu nettamente più bassa se non addirittura negativa,

ma, col passare degli anni, ci si è accorti che il film anticipava di parecchio la moda dei reality show e lo faceva con tanta cattiveria, perciò è stato rivalutato perlomeno come sceneggiatura, mentre le canzoni quelle purtroppo rimangono nettamente inferiori al precedente Musical che invece potrei cantare dalla prima all'ultima strofa come quelli che frequentano il cinema Mexico di Milano. 


Mi capita però di parlare di questo film in particolare per la recente scomparsa a 89 anni di Barry Humphries, attore australiano ed uno dei protagonisti, cioè Bert il conduttore televisivo apparentemente non vedente del film, e anche doppiatore dello squalo Bruto


dell'edizione originale di Alla Ricerca Di Nemo della Disney, personaggio che, sempre in originale, si chiamava Bruce come chiaro riferimento a quello ammazzabagnanti di Spielberg (ere il nome dato sul set allo squalo meccanico), mentre invece in Italia aveva la vociona di Alessandro Rossi. 
Ma in realtà Barry era diventato molto famoso per aver dato vita nel 1955 alla draq queen comica Dame Edna Everage, però praticamente sconosciuta in Italia,

cioè, per capirci, una specie di Platinette che si intrufolava ovunque e apparsa anche una decina di anni fa sul palco d'onore del Royal Variety al fianco di un divertito Carlo III e la consorte Camilla.

Goodbye Barry. 

IL MATRIMONIO DEL SECOLO

 In effetti in seguito ce ne saranno altri di matrimoni eclatanti, ma allora, quello che la Metro Goldwyn-Mayer trasmise in diretta il 19 ap...