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martedì 29 ottobre 2013

I Caniscioni di Gaeta per la #SwissCheeseParade


Altra ricetta per la #SwissCheeseParade, stavolta dalle strade di New York partiamo per i vicoli di Gaeta, tra le strade che odorano di salsedine, in cui contadini e pescatori hanno condiviso tanto. Gaeta è un posto povero di frasche, il forno era comune, pane e tielle venivano cotte tutte insieme solitamente di domenica, giorno in cui le famiglie facevano scorta di pane per la settimana che arrivava, per cui gli altri giorni lo stesso impasto per la tiella veniva fritto in grandi catini pieni di olio rigorosamente di olive autoctone, prenendo il nome di caniscione. La cucina della mia terra come ho detto spesso ha subito tante dominazioni, ma è rimasta incantata dai Borboni, tanto che Ferdinando IV usava mischiarsi al popolo per vivere appieno la vita di ogni giorno, fu lui a quanto sembra a portare tiella e caniscioni alla fama che hanno adesso e, da scritture del tempo, l'olio doveva sgrondare fino ai gomiti perchè fossero davvero buoni. Naturalmente adesso non sarebbe concepibile una cosa del genere, ho comunque mantenuto la frittura in extravergine da olive di Gaeta, ma a temperatura controllata, ne ho fatte più versioni di cui vi illustrerò il contenuto, anche se in fotografia appare solo la versione più famosa, o forse solo più mangiata :)



I caniscioni di Gaeta

Ingredienti:
600g di farina ( per me 400g di fanina di grano Verna e 200g di farina 00 bio )
2 tazze di acqua tiepida
2 cucchiai di olio extravergine
1 cubetto di lievito di birra
1 cucchiaio di sale
1 cucchiaino di zucchero
per le farciture:
ricotta e salsiccia:
400g di ricotta di mucca
200g di salsiccia di Monte San Biagio
100g di gruyere
basilico
pepe nero

scarola e olive:
1 cespo di scarola
1 manciata di olive bianche di Gaeta
1 peperoncino secco
100g di Sbrinz

cipolla e formaggio:
300g di cipollotti
pepe nero
1 foglia di alloro
100g di gruyere

Preparazione:

Cominciamo dalla pasta, mescolate la farina con il sale e formate una fontana, sciogliete il lievito nell'acqua con lo zucchero, quindi versatelo nel cratere della fontana e cominciate ad impastare, aggiungete l'olio d'oliva e impastate fino ad ottenere una massa piuttosto elastica, morbida ma non appiccicosa, provate ad allungarla, si deve tendere senza strapparsi, formate un panetto e mettetelo a lievitare sotto una ciotola per un'oretta. L'impasto è lì che lievita, intanto prepariamo i ripieni, la scarola va lavata e lasciata a foglia intera, io di solito uso solo il cuore, le foglie più chiare ( il resto non va buttato ma usato in altre preparazioni ) e le metto a sudare in una padella con un filo d'olio, le olive bianche denocciolate e il peperoncino, un pizzico di sale e appena appassisce leggermente spegnete il fuoco e mettete a scolare la scarola, appena fredda aggiungete lo Sbrinz tagliato in dadini piccoli, tenete da parte. Il cipollotto va tagliato sottile e stufato senza fargli prendere troppo calore in una padella con un filo d'olio, bagnando con un pò d'acqua se necessario, appena diventa trasparente, fondente, togliete dalla padella e lasciate da parte, appena freddo aggiungete il Gruyere tagliato a listarelle. Resta soltanto la ricotta, essendo un cibo da strada niente uova nel ripieno, che doveva essere trasportato, la ricotta era legata in una mussola e lasciata appesa a sgocciolare, nel nostro caso lasciata solo a sgocciolare, la salsiccia di Monte San Biagio è profumata di cumino, finocchietto, non macinata ma tagliata a coltello, insomma esprime un'aroma unico e va tagliata a fette, quindi in cubetti e mescolata con la ricotta, il Gruyere grattugiato grosso e il basilico strappato a mano. Non appena l'impasto è lievitato mozzate dei pezzi tra indice e pollice, stendeteli aiutandovi con le dita, quindi poggiate un cucchiaio abbondante, molto abbondante di ripieno nel centro, chiudete con l'altra metà, quindi sigillate il tutto aiutandovi con le dita, niente coppapasta, rotelle o simili, si usano solo le mani, quindi friggete in olio extravergine a circa 180/190° l'impasto colora ma cuoce uniformemente, altrimenti la parte sigillata rimane cruda e tutto il resto stracuoce. Godeteveli caldi! Io ho usato prodotti nostrani, ma essendo un "pasto" usato anche dai pastori, veniva preparato anche durante la transumanza, che nel mio caso arrivava alle porte del molise, prova ne è la salsiccia, ovvio che i prodotti usati cambiavano durante il tragitto, per cui usate pure quello che la vostra terra vi suggerisce. 

Con questa ricetta partecipo alla #SwissCheeseParade organizzata da Tery in collaborazione con Formaggi Svizzeri



martedì 22 ottobre 2013

Pretzel ripieni di Sbrinz e Gruyere per la #SwissCheeseParade!




Dopo la colazione negli States in un certo senso ci torniamo, si perchè i Pretzel, nonostante le origini europee, sono stati adottati dalle strade di New York, ci sono in rete bellissime foto di repertorio che testimoniano quanto siano diventati parte della città, la sfida proposta da Tery di Peperoni e Patate in collaborazione con il Consorzio Formaggi Svizzeri si chiama Street Cheese Parade e allora come non far ricadere la mia scelta su un simbolo dei cibi da strada! La mia versione è ripiena di uno strato di formaggio, ho pensato che il cibo da strada deve essere quanto più possibile versatile, deve riuscire ad attirare le papille gustative e prima ancora gli occhi dalla colazione alla merenda, passando ovviamente per la pausa pranzo, per cui io ho deciso di riempirli soltanto con un gustosissimo e filante strato di formaggio, ma come dicevo essendo molto versatili, potete riempirli con quello che più vi piace, inoltre naturalmente si tratta di un pretzel morbido.



Pretzel ripieni di Sbrinz e Gruyere

Ingredienti:
per i Pretzel:
570g di farina ( io ho usato la Caputo blu )
350ml di acqua tiepida
10g di zucchero
15g di sale
250g di burro fuso
1 bustina di lievito di birra secco
100g di Sbrinz grattugiato grosso
100g di Gruyere grattugiato grosso
per la bollitura:
acqua
2 cucchiai di bicarbonato di sodio






Preparazione

Cominciamo dall'impasto, sciogliete nella metà dell'acqua tiepida lo zucchero e il lievito, una volta sciolto lasciatelo attivare per qualche minuto, almeno fino a che sulla superficie compare una sorta di schiuma. Nella campana della planetaria setacciate la farina, quindi versate l'acqua con il lievito e cominciate ad impastare alla velocità minima, aggiungete il resto dell'acqua poco per volta insieme al sale. Incorporate anche a filo il burro fuso freddo, non annegate l'impasto deve riuscire ad assorbire i grassi poco per volta, continuate ad impastare fino ad ottenere un impasto morbido, elastico ma non appiccicoso, vedrete che comunque rimarrà attaccato sul fondo della planetaria, anche se non avrete nessuna difficoltà a tirarlo via. Mettete a riposare il vostro impasto in una ciotola leggermente unta di olio, o del burro fuso che è rimasto, copritelo e lasciatelo lievitare per almeno 1 ora. L'impasto sarà raddoppiato di volume, poggiatelo su una superficie pulita e dividetelo in 8 parti, ognuna delle quali dovrà essere allungata in un salamino, appiattite ogni salamino con la punta delle dita in modo da avere delle lunghe lingue, al centro delle quali poggerete un mix dei due formaggi grattugiati, pizzicate l'impasto verso l'alto per chiuderlo, quindi formate i pretzel. Mettete a bollire una pentola d'acqua, io preferisco usare una padella alta, in questo modo, avendo molto più spazio sarà molto più agevole bollire i pretzel, aggiungete all'acqua bollente il bicarbonato, quindi immergete i pretzel per 1 minuto in acqua bollente, scolateli e posateli su una placca coperta di carta forno e unta di olio. Infornate in forno già caldo a 200° per circa 15/18 minuti, o fino a che non avranno preso un bel colore bruno. Sono buonissimi tiepidi e altrettanto buoni freddi.


Con questa ricetta partecipo alla Swiss Cheese Parade in collaborazione con Formaggi Svizzeri 








lunedì 7 maggio 2012

Grissini di lievito madre alle olive...



Buongiorno a tutti...spero abbiate passato un bel fine settimana, il sole ci ha accompagnato a tratti, ma non è andata poi così male...certo meglio di stamattina, cielo grigio e buio e pioggia come se non avesse mai piovuto...ma ne abbiamo parlato la primavera deve essere così, vero???? Oggi un'altra ricetta semplice semplice fatta per il pranzo di domenica e per utilizzare l'esubero di pasta madre...che sta diventando più grande di me, dovrò fare qualcosa!!! Le olive sono quelle di Gaeta, amarognole, profumate, ho scelto la varietà nera per il suo carattere...e perchè molto più adatta alla cottura, il risultato è stato un grissino morbido e molto piacevole...vorrei dirvi come si conservano, ma sono finiti! ;)


Grissini di pasta madre alle olive

Ingredienti:
300g di farina 0
200g di lievito madre
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaio di sale
1 cucchiaino di aghi di rosmarino
olive nere di Gaeta
acqua qb
pepe nero 


Preparazione:
Cominciamo subito dal lievito madre...scioglietelo...anzi ammorbiditelo con un po d'acqua, quindi aggiungete il sale, l'olio e poco per volta la farina e ancora acqua fino ad ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso...a questo punto aggiungete il rosmarino tritato, le olive denocciolate e divise a metà e una generosa macinata di pepe nero, impastate ancora fino ad incorporare bene tutti gli ingredienti. Preriscaldate il forno a 200° e preparate 2 placche coperte di carta forno e spolverate con un po di semola, quindi rovesciate l'impasto sulla spianatoia, dividetelo in pezzi e formate dei grissini lunghi e sottili, adagiateli sulla placca e continuate fino a finire l'impasto. Infornate e cuocete per circa 15 minuti...o fino a che non siano ben cotti e colorati, lasciateli raffreddare completamente prima di mangiarli.
Come avete visto dagli ingredienti io non ho messo la quantità delle olive, perchè molto dipende da quanto sono saporite, per questo regolatevi voi, in base al sapore delle olive :)

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Debora "I Love Homemade"



venerdì 27 aprile 2012

Tijgerbrood...un panino che ruggisce!!


Il mese scorso questi panini hanno spopolato tra i blog americani, da allora li ho in testa, poi per un motivo o per un altro non sono riuscita a farli, ma non volevo che rimanessero solo un file tra tanti, avevo proprio voglia di provare...l'interno morbido, l'esterno croccante, la "glassatura", questo aspetto un po preistorico che hanno una volta cotti...la curiosità era proprio troppa e quindi eccoli qui! E' un pane proveniente dall'Olanda, adottato dagli americani e conosciuto come "Dutch Crunch" è un pane perfetto per i sandwich perchè come vi dicevo a dispetto della crosta molto croccante, l'interno è morbidissimo, io ho leggermente modificato la ricetta originale ( presa dal libro "The bread Bible"  ) e invece di fare un panino al latte, ho sostituito parte della quantità di latte appunto con della panna acida e ho usato una farina di riso integrale per la "glassa"...ma vediamolo meglio :)




Tijgerbrood o Dutch crunch bread

Ingredienti: per 6 panini
1 cucchiaio di lievito di birra disidratato
1/4 di tazza di acqua tiepida
3/4 di cup di panna acida a temperatura ambiente
1/4 di cup di latte intero tiepido
1 cucchiaio di zucchero
2 cucchiai di olio evo
1 cucchiaio raso di sale
3 cup di farina 0
per la "glassa":
1/4 cup di acqua tiepida
1 cucchiaino di lievito di birra disidratato
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaio di olio evo
un pizzico di sale
3/4 di cup di farina di riso ( io integrale )


Preparazione:
Cominciamo attivando il lievito...nella campana della planetaria ( o cucchiaio di legno e olio di gomito ) mettete il latte, la panna acida, l'acqua, lo zucchero e il lievito, mescolate bene e fate sciogliere il lievito, lasciate riposare questo miscuglio per circa 10 minuti, o fino a che non diventa leggermente gonfio. Setacciate la farina. Aggiungete al miscuglio nella campana anche l'olio e 2 tazze di farina, azionate a velocità bassa e lasciate incorporare, sciogliete il sale in un cucchiaio di acqua, aggiungetelo all'impasto insieme al resto della farina, lasciate lavorare fino ad ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso...lasciatelo lievitare fino a raddoppio in una ciotola leggermente unta. Riprendete l'impasto ben lievitato e dividetelo in 6 pezzi...possibilmente tutti uguali :)...formate delle palline, chiudendo bene sul fondo e mettetele su una teglia ricoperta di carta forno, coprite con un canovaccio e lasciate riposare per circa 20 minuti. Preriscaldate il forno a 200°. Prepariamo adesso la glassa, mescolando bene insieme tutti gli ingredienti, otterrete una consistenza simile alla ghiaccia per le decorazioni, deve essere piuttosto densa...cioè deve colare, ma molto lentamente, non deve svenire per intenderci...ora ricoprite facendo cadere la "glassa" da un cucchiaio, ogni panino, assicurandovi che ne sia ben ricoperto...infornate per circa 20- 25 minuti...vedrete che la glassa formerà delle crepe, degli strappi...deve farlo :) lasciateli raffreddare su una gratella e farciteli come più vi piace...il mio per esempio era farcito con...
uova sode
salame sloveno Pik ( tipo ungherese )
lattuga
Asiago
cren + maionese
qualche goccia di tabasco




p.s. per tutti quelli che stanno già sbuffando per le misure in cup, vi ricordo che qui su in alto c'è una pratica tabella per le conversioni :)

lunedì 2 aprile 2012

Piccoli panini dolci alle fragole...spring is in!


Appena tornata da un fine settimana in Puglia, con gli occhi pieni dei colori del Sud e di un bianco che non ho mai visto così bianco...comincio la settimana con un altro lievitato, di quelli semplici, ma di sicura riuscita, di quelli che profumano tanto! Io ne ho fatto sia dei bocconcini piccolini, nella teglia da mini muffin, che una corona ( simil danubio per intendeci ) che si presta ad essere anche farcita o spalmata o inzuppata...insomma mangiata come la vostra voglia vi suggerisce! 



Strawberry bread rolls

Ingredienti:
150ml di latte intero
60g di fragole frullate
380g di farina ( io ho usato metà "0" e metà "00" )
1 cucchiaio di lievito di birra secco
1 uovo L
30g di burro morbido
40g di zucchero semolato



Preparazione:
Cominciamo col dire che...io ho frullato le fragole e non le ho setacciate, trovo divertenti i semini delle fragole, se a voi danno fastidio filtrate il succo. Scaldate in un pentolino 50g di latte, fino a che non sia tiepido, aggiungete 1 cucchiaio dello zucchero totale e il lievito, mescolate bene e lasciate riposare per far attivare il lievito. In una ciotola mescolate il resto del latte con la purea di fragole e tenete da parte. Nella campana della planetaria con il gancio ad uncino versate metà della farina, il lievito che intanto avrà fatto tante bollicine, lo zucchero e cominciate ad impastare, aggiungete l'uovo, appena è ben incorporato cominciando dalla farina alternate 1 cucchiaio di farina e un po di latte alle fragole, fino a finire gli ingredienti, chiudendo naturalmente con la farina, lasciate lavorare ancora per 5 o 6 minuti, quindi aggiungete il burro morbido in fiocchi, lasciando che ogni aggiunta venga ben assimilata dall'impasto...sarà un po appiccicoso, lasciate lavorare l'impastatrice ancora per 5 minuti, coprite con della pellicola e lasciatelo riposare per circa 1 ora. Riprendete l'impasto, trasferitelo sul piano di lavoro unto con 1 cucchiaio do olio e mozzate tante palline tutte della stessa misura, posizionatele una vicino all'altra nella teglia che avete scelto, coprite con la pellicola e lasciate riposare nuovamente fino a raddoppio. Preriscaldate il forno a 180° e cuocete per circa 12-14 minuti...lasciare intiepidire prima di addentare!

mercoledì 28 marzo 2012

La Tarte Tropezienne...per BB


Parlavo di bellezza e di come può essere una benedizione e una maledizione insieme, parlavo di quanto la bellezza esteriore possa condizionare tutta la vita di una persona, di esempi ce ne sono molti, donne distrutte dalle troppe attenzioni, dalla fama immediata che sfiorisce con l'età, icone di bellezza per tutto il mondo tranne che per se stesse...oggi vi parlo di Brigitte Bardot, la ragazzina in blue jeans e maglietta, lunghi capelli biondi e bellezza magnetica. Diventa famosa che non era neanche maggiorenne, in un età in cui, e questa fatemela passare, non tutte le ragazze si sentono belle, anzi...sguardo fiero, beffardo, broncio tremendamente sexy, è stata la prima donna ad esibire il bikini nel 52 mentre girava il film " Manina ragazza senza veli ", il suo è stato il primo topless della Costa Azzurra, la moda e le riviste patinate ricalcavano il suo stile innato, Andy Worhol la immortala in una sua opera, Alain Gourdon scolpì ispirandosi al suo il volto della "Marianne" simbolo della Repubblica francese...insomma BB è una diva! Il primo matrimonio a 18 anni con il regista Vadim, con lui gira molti film, per lo più romantici e poco impegnati, fino al 56, quando la Nouvelle Vague risveglia i giovani registi francesi, Vadim la scrittura per " Et Dieu...creà la femme", storia di una ragazzina appena uscita da un orfanotrofio che si trova a vivere in un piccolo villaggio di pescatori...la sua bellezza e la sua malizia porteranno scompiglio tra gli uomini, questo film la lancia definitivamente sulla scena mondiale e la consacra come icona sexy. BB sbarca negli Stati Uniti, ma il cinema americano non era ancora pronto per la bellezza ingombrante della francese. Nel frattempo divorzia da Vadim e dopo poco si risposa con l'attore J. Charrier, da cui ha il suo unico figlio, figlio di cui non si prese cura...intanto continua a fare molti film, che non la soddisfano, le piacerebbero ruoli più impegnati, ma il mondo continua a vederla solo come una bambolina sexy. Nuovo divorzio e comincia il suo lento ritiro a Saint Tropez, la stampa non le da tregua, siamo nei primi anni 60, la rivoluzione sessuale imperversa e lo stile di vita della diva comincia ad apparire "normale", forse proprio questo stress la porterà a tentare il suicidio. Nel 66 sposa il playboy tedesco Ghunter Sachs, altro matrimonio durato poco più di tre anni, anni durante i quali alla carriera cinematografica affianca quella musicale, collaborando con Gainsbourg...altro scandalo! Nel 74 annuncia il suo ritiro dalle scene, dopo circa una cinquantina di film girati, si ritira definitivamente a Saint Tropez e nel 99 sposa il politico Bernard D'Ormale...matrimonio che dura ancora adesso. BB è una dona irrequieta, che sfoga tutta la sua rabbia verso il genere umano, accusata più volte di razzismo e misantropia, ha dedicato e dedica la sua vita alla protezione degli animali, dai lupi della Norvegia ai cavalli pronti per il macello...insomma nonostante abbia fatto di tutto negli ultimi anni per rovinare il ricordo che il mondo ha di lei, è e rimane un'icona del Novecento.
La ricetta di oggi è stata "inventata" da un pasticciere francese Alexandre Micka, proprio durante le riprese del film " Et Dieu...crea la femme", la tarte tropezienne diventò da allora il dolce preferito da Brigitte Bardot


Piccola doverosa precisazione, per la ricetta originale vi lascio due link uno francese e uno italiano, io ne ho fatto una rivisitazione gluten free per il contest di Stefania

Tarte Tropezienne gluten free

Ingredienti: ricetta adattata da questa
55g di farina di riso integrale
55g di farina di riso
110g di farina di tapioca
400g di amido di mais ( controllare che sia privo di tracce di glutine )
7g di lievito di birra disidratato
2 cucchiai di xantano
1 cucchiaino di sale
600ml di latte intero
100g di zucchero semolato
4 uova L
245g di burro morbido
la buccia grattugiata di 1 arancia
1 tuorlo + 2 cucchiai di latte per spennellare
zucchero semolato per la finitura
per la crema: ricetta di Montersino
500g di latte intero
150g di tuorli
80g di zucchero
20g di amido di mais
20g di farina di riso
1 baccello di vaniglia
1 punta di agar agar  ( opzionale )
300g di panna liquida



Preparazione:
Cominciamo dalle farine, ho avuto delle serie difficoltà a reperirle, per cui dopo vari tentativi e litigi ho deciso di fare da me quelle di riso, ma devo fare una precisazione, serve un blender, un normale frullatore non riuscirebbe a ridurre in polvere i chicchi di riso...io ho fatto così, ho tostato il riso in una padella calda, senza grassi, quindi l'ho ridotto in una polvere molto fine, che ho setacciato per due volte, per essere sicura di aver eliminato i pezzetti più grandi, quindi l'ho pesata e mescolata alle altre polveri. Scaldate leggermente circa 60ml di latte, in una ciotola versate il lievito, un cucchiaino di zucchero e 50g di mix di farine, bagnate con il latte mescolate bene e lasciate riposare per circa 40 minuti, o fino a che non risulta ben gonfio e spumoso...rovesciate questo blob nell'impastatrice, aggiungete il resto del mix. Mescolate bene insieme gli ingredienti liquidi, quindi latte e uova e con l'impastatrice al minimo cominciate a versare i liquidi, poco per volta facendoli assorbire bene e pulendo spesso il fondo e i bordi, una volta incorporati tutti i liquidi sempre lavorando al minimo aggiungete il burro a fiocchi e la buccia d'arancia...l'impasto diventerà lucido, ma non aspettatevi che sia elastico, coprite con un panno e lasciate lievitare a temperatura ambiente per circa 2 ore, quindi coprite con della pellicola e mettete a riposare in frigorifero per una notte. La mattina seguente rovesciate l'impasto su una spianatoia e formate delle piccole palline di circa 60g, oppure, se volete farla grande poggiate l'impasto in una teglia rotonda, posizionate le palline su una teglia, distanziandole leggermente, coprite con della pellicola e lasciate che l'impasto torni a temperatura ambiente. Preriscaldate il forno a 180°. Poco prima di infornare pennellate la superficie con un mix di tuorlo e latte...cuocete per circa 15 minuti se ne avete fatto delle palline, circa 40/45 se avete infornato la brioche intera. Prepariamo la crema a me ne è venuta molta, potreste dimezzare le dosi...montate i tuorli con lo zucchero e i semini del baccello di vaniglia, appena sono ben spumose aggiungete le polveri e mescolate bene...mettete a bollire il latte, appena spicca il primo bollore versatelo sui tuorli poco per volta...la crema fatta con la farina classica non strappa perchè il glutine la protegge, in questo caso bisogna fare molta attenzione, un altro consiglio, io ho aggiunto al latte la punta di un cucchiaino di agar agar, per sostenere un po la crema. Trasferite la crema in una ciotola copritela con della pellicola a contatto e mettete a raffreddare in frigorifero...appena è ben fredda montate la panna e incorporatela alla crema...il metodo è sempre lo stesso, aggiungete un paio di mestoli di panna alla crema, mescolate solo nel centro, per amalgamare i composti, quindi aggiungete il resto della panna mescolando dal basso verso l'alto...non vi resta che tagliare a metà le brioche e farcirle. Spolverate di zucchero a velo e servite...ah dimenticavo...lo zucchero l'ho fatto io sempre nel blender, non ho trovato uno zucchero a velo certificato gluten free.


Questa è la mia ricetta per le (St)Renne di questo mese che dedicano le loro ricette a delle Donne (St)raordinarie...domani si va da Mai e giovedì da Patty


e siccome questa ricetta è gluten free partecipo anche al contest le (St)renne gluten free



lunedì 5 marzo 2012

Estonian Kringel Brioche...un intreccio di profumi!



E' stato un fine settimana grigio, la primavera stenta ad arrivare, se non a sprazzi e mentre la voglia di colori nuovi diventa quasi un'urgenza, mi sono concessa ancora un dolce un po invernale, una tazza di tè fumante, un bel film e del sano ozio sul divano! Anzi a dirvela proprio tutta questo è un dolce piuttosto natalizio ed è propio in quel periodo che avrei voluto farlo, ma poi...non so mi è passato di mente, o forse è colpa delle vacanze ( non mia eh! ) che vanno via sempre troppo in fretta, comunque questa brioche era rimansta sepolta in una delle tante cartelle di archiviazione nei meandri del mio Mac ed è saltata fuori magicamente l'altro ieri, guardarla e cominciare ad impastare è stato tutt'uno! Questa volta ho usato il lievito di birra, volevo testare la ricetta che avevo, la prossima volta proverò sicuramente a rifarla con il lievito madre...altra variazione rispetto all'originale è stata la scelta dello zucchero, io ho usato il muscovado al posto dello zucchero di canna, in cottura sviluppa un bellissimo sentore di liquerizia che mi piace molto! 



Estonian Krigel Brioche

Ingredienti:
390g di farina
245ml di latte
2 cucchiai di succo di mela ( mia aggiunta )
55g di zucchero semolato
1 cucchiaino di sale
2 1/2 cucchiaini di lievito di birra disidratato ( circa mezza bustina )
2 uova
80g di burro morbido + 30g per spennellare
1 cucchiaio di estratto di vaniglia ( io homemade )
130g di zucchero muscovado ( o di canna )
2 cucchiai di cannella macinata



Preparazione:
Cominciamo subito ad impastare...in un pentolino scaldare il latte con il sale e lo zucchero, fino a che non sentirete che si saranno ben sciolti, quindi via dal fuoco e lasciate raffreddare leggermente il latte. Nella campana della planetaria, versate la farina, tenetene da parte circa una tazza, e il lievito, azionate l'uncino per mescolare un pochino, quindi aggiungete il latte ormai tiepido, il succo di mela, l'estratto di vaniglia e lasciate impastare, aggiungete le uova una alla volta, mescolando bene ad ogni aggiunta, quindi aiutandovi con un cucchiaio, aggiungete la restante farina, poca per volta e sempre impastando fino ad ottenere un impasto liscio e che si stacca dai bordi restando attaccato solo sul fondo. Cominciate adesso ad aggiungere il burro morbido lasciando cadere nell'impasto un pezzetto alla volta...non aggiungetene altro fino a che il precedente non sia stato ben incorporato...lasciate lavorare ancora per qualche minuto...l'impasto sarà seta, morbido, ma non troppo appiccicoso, lavoratelo ancora a mano per qualche minuto, quindi posatelo in una ciotola unta con un po di olio, coprite con un foglio di pellicola e mettetelo in frigo per almeno un paio d'ore...il passaggio in frigo lo renderà facilmente lavorabile. In una ciotola mescolate la cannella e lo zucchero e tenete da parte, fondete il burro in un pentolino e lasciatelo raffreddare. Riprendiamo l'impasto...sgonfiatelo e stendetelo...io ho usato un po dell'olio con cui avevo unto la ciotola per ungere anche il piano di lavoro, ma va bene anche un po di farina...dicevo stendete l'impasto sottile, ungetelo su tutta la superficie con il burro fuso freddo e cospargetelo bene con la miscela di zucchero e cannella...ora partendo dal lato lungo, arrotolatelo. Preparate una placca da forno con della carta e munitevi di coltello bel affilato...torniamo dal nostro "salame" di brioche, posizionatelo in verticalerispetto a voi, con la chiusura verso il basso...adesso, lasciando intatti un paio di centimetri tagliate questo "salame" a metà...si, si lo dovete tagliare a metà lasciando un capo attaccato, ruotate verso l'altro la parte tagliata e cominciate a formare una treccia ( anche se solo di due capi ) cecando sempre di esporre il più possibile la parte tagliata e quindi tutti gli strati, una volta intrecciato fino alla fine unite i due capi e cercate di sigillarli...posizionate questa corona sulla placca e lasciatela lievitare per circa 1 ora. Preriscaldate il forno a 170°, infornate la brioche e lasciatela cuocere per 35/40 minuti. Lasciatela intiepidire e volendo potreste servirla con una glassa al formaggio.


Con questa ricetta partecipo al contest di Buhbuhbutter 




E per concludere vi ricordo il pdf delle Mine(st)renne e delle Mine(st)renne Gluten Free...con tutte le ricette che hanno partecipato, non vorrete rimanere senza, vero???





mercoledì 29 febbraio 2012

Brioche al lievito madre delle Simili...primo esperimento


Ho aspettato un po per metterlo alla prova, il mio lievito ha un paio di mesi giorno più giorno meno...mio marito ha sempre paura che  esploda e invada casa...all'inizio era calmo e mansueto, adesso è imbizzarrito, ho dovuto comprare un boccione da olive per tenerlo a bada! Ho cominciato con la panificazione, sto sperimentando mix di farine e impasti vari, inizio a divertirmi insomma e a quanto pare non l'ho ancora ammazzato...per cui ne approfitto finchè dura questo stato di grazia! Ci avevo messo sù gli occhi da un po, sul blog di Paola ci sono delle ricette magnifiche e io questa volevo proprio provarla, allora mi sono rimboccata le maniche e...via! 


Brioche al lievito madre delle sorelle Simili

Ingredienti: ( per due stampi da 24 e da 19 )
350g di lievito madre in forza
100g di burro morbido
4 cucchiai di zucchero semolato
1 cucchiaino di sale
500g di farina manitoba
230g di acqua
3 tuorli
la scorza grattugiata di 1 arancia
1 cucchiaio di estratto naturale di vaniglia
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva

per la glassa:
200g di zucchero a velo
1 albume
1 cucchiaio di succo d'arancia



Cominciamo dal lievito, in questa ricetta serve un lievito scalpitante, bisogna fare quindi due rinfreschi consecutivi, io ho seguito le istruzioni di Paola...partiamo da 60g di lievito madre e rinfreschiamo con lo stesso peso di farina manitoba e la metà di acqua, lasciamo lievitare fino a raddoppio e procediamo immediatamente con un'altro rinfresco, quindi di nuovo stesso peso di lievito e farina, più la metà di acqua, mettiamolo a riposare di nuovo fino a raddoppio. Una precisazione sull'acqua, io non uso mai acqua di rubinetto, da me è molto calcarea e il calcare blocca la lievitazione.


Nella campana della planetaria con il gancio ad uncino mettete il lievito, lo zucchero, il sale e l'acqua, azionate e lasciate lavorare per qualche minuto, quindi aggiungete anche i tuorli ( a temperatura ambiente ), lasciate che il tutto si mescoli, quindi aggiungete la farina poco per volta, io l'ho fatto con una tazzina e l'ho aggiunta in 4 volte, aumentate di poco la velocità e lasciate lavorare per un paio di minuti. Cominciate ad aggiungere il burro morbido un pezzetto per volta, non aggiungendone altro fino a che il precedente non sia stato completamente assorbito...lasciate lavorare ancora fino a che l'impasto non risulta ben incordato, se la fate a mano...olio di gomito ragazze! L'impasto risulterà molto morbido e liscissimo, trasferitelo in una ciotola unta d'olio ( la ricetta originale diceva di imburrare generosamente la ciotola ) ...a questo punto bisognerebbe lasciar lievitare l'impasto per circa 4 ore, prima di procedere alla mozzatura, io non avevo tempo e quindi ho coperto la ciotola con della pellicola e l'ho messo a lievitare in frigorifero per tutta la notte. La mattina successiva tirate fuori l'impasto e lasciatelo tornare a temperatura ambiente. A questo punto un'altra digressione rispetto all'originale...io ho scelto di usare 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva invece che i 70g di burro fuso che prevedeva la ricetta...quindi ho cosparso d'olio il piano da lavoro, ci ho poggiato l'impasto...era morbidissimo...ho formato una sorta di filone e l'ho diviso in 16 parti...prima a metà, poi in 4, poi in 8 e così via, poi nel palmo della mano e chiudendo bene l'impasto tra pollice e indice ho formato delle palline di impasto, in questo modo verranno unte su tutta la superficie, senza essere nuovamente inzuppate nel burro...vanno posizionate negli stampi, non importa se rimangono degli spazietti vuoti, ci penserà la lievitazione. Una volta formate tutte le palline lasciatele lievitare per 3 ore...preriscaldate il forno a 200° e cuocere le brioche per circa 30 minuti. Mentre cuociono preparate la glassa mescolando insieme tutti gli ingredienti, a cottura ultimata pennellate la superficie con la glassa preparata e infornate di nuovo per un paio di minuti. Io l'ho mangiata tiepida, accompagnata da una confettura di kumquat...deliziosa!


venerdì 17 febbraio 2012

Ciambelle...di patate viola!



A Carnevale ogni scherzo vale, no? E allora le ciambelle si tingono di lilla! Seconda prova con le patate viola, mi sto divertendo molto :) la ricetta è quella delle graffe napoletane, o zeppole fritte, in Campania si fanno tutto l'anno, ma per il Carnevale sono un must! La ricetta proviene da fonti autorevolissime, da Gennarino, quindi anche se non vi fidate di me, sappiate che la fonte è di quelle sicure. Nella discussione in questione sul forum si parlava del tipo di patate e soprattutto della loro cottura, perchè vanno lessate evitando che si riempiano d'acqua...ecco il problema è risolto, le patate viola non assorbono acqua, hanno una pelle leggermente più spessa di una patata normale e contengono molto amido...la prossima prova saranno gli gnocchi, ho idea che verranno benissimo! In più c'è l'effetto sorpresa che non è da sottovalutare!


Ciambelle alle patate viola

Ingredienti:
500g di farina
230g di patate vitelotte
200g di latte intero
100g di uova intere
50g di zucchero semolato
50g di burro morbido
4g di lievito di birra disidratato
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di 1 arancia

zucchero semolato e cannella in polvereper la finitura
olio per friggere ( io uso olio di oliva )


Preparazione:
Cominciamo lessando le patate partendo da acqua fredda, naturalmente non salata, una volta cotte passatele allo schiacciapatate e lasciatele intiepidire. Attivate il lievito sciogliendolo in un paio di cucchiai di latte tiepido, insieme ad un cucchiaino di zucchero, lasciatelo riposare fino a che non compare una schiuma sulla superficie...se non dovesse comparire buttate tutto e ricominciate da capo. Nella campana della planetaria mettete la farina, fate una piccola fontana e versate al centro le patate schiacciate, lo zucchero, le uova, il burro, la scorza e il sale, montate il gancio ad uncino e cominciate ad impastare, aggiungendo il lievito e il latte a filo...anche in questo caso la quantità di liquido dipende dalle patate e dalla farina, quindi aggiungetelo poco per volta. Lasciate impastare per circa 20 minuti, o fino ad ottenere un'impasto liscio e molto morbido, trasferitelo in una ciotola capiente e lasciate lievitare per circa 30 minuti. Mentre lui è lì che riposa, prendete un foglio di carta forno e ritagliate 20 quadrati diciamo di 8x8, serviranno tra poco. Riprendete l'impasto lilla e sgonfiatelo, quindi mozzate tra il pollice e l'indice, tante palline di impasto, la ricetta dice di 65g ognuna, io ho fatto a occhio, non le ho pesate...quindi prendete ogni pallina e facendo pressione con il pollice bucatele nel centro, fategli fare un paio di giri, come se voleste far fare l'hula hop al vostro pollice :D, ed ecco la ciambella! Poggiate ogni ciambella su un quadrato di carta forno e lasciatele lievitare fino al raddoppio, ci vorranno circa 90 minuti. Scaldate l'olio in una pentola, deve essere abbondante, le ciambelle devono galleggiare, non toccare il fondo, e friggere le ciambelle, una o due per volta, immergendole nell'olio con tutta la carta forno, naturalmente la carta forno deve restare verso l'alto, dopo qualche istante tenderà ad arricciarsi e si staccherà dalla ciambella, appena dorate giratele e fatele cuocere anche dall'altro lato. Qui la temperatura dell'olio è fondamentale, perchè se è troppo caldo le ciambelle si coloreranno subito restando crude e gommose all'interno, se è troppo poco caldo non si gonfieranno e assorbiranno olio...quindi attenzione! Una volta scolate e tamponate, passatele nello zucchero semolato e resistete alla tentazione di mangiarle bollenti, lasciatele almeno intiepidire ;)





mercoledì 15 febbraio 2012

Schiacciata Catanese con tuma e alici



Altro estratto dal libro "La cucina Siciliana", è davvero ben fatto, scatena la voglia di cucinare, è curato, è appassionato senza essere sdolcinato, è ben fotografato e impaginato senza fronzoli...insomma che mi piace si è capito, una spinta ulteriore me l'ha data Cristina e la sua raccolta, siamo alla ricetta numero due...la mia ricetta numero due, lei ne ha raccolte già un bel po e sono una più interessante dell'altra, io do anche oggi un piccolo contributo con una ricetta della tradizione che spero di aver eseguito degnamente, sicuramente era molto, ma molto buona, l'unica variante che ho apportato è sostituire le acciughe sotto sale con delle alici superfresche!


Schiacciata Catanese con tuma e alici

Ingredienti:
per la pasta:
1 cucchiaino di zucchero
500g di farina di grano duro
10g di lievito di birra
10g di sale
30ml di olio extravergine di oliva
acqua
per il ripieno:
400g di tuma
400g di alici
sale e pepe nero
1 spicchio d'aglio
1/2 cucchiaino di origano



Preparazione:
Cominciamo attivando il lievito, sciogliendolo in un paio di cucchiai di acqua tiepida con lo zucchero, lasciate riposare il tutto fino a che non compare una sorta di schiuma in superficie. Nella campana della planetaria ( o nella solita ciotola capiente ) versare la farina, il sale e l'olio, cominciate ad impastare aggiungedo gradualmente il lievito e un paio di bicchieri di acqua tiepida, fino ad ottenere un impasto morbido, ma non appiccicoso, lasciate lavorare per almeno 10 minuti, quindi formate una palla, ungetela con un filo d'olio e lasciatela lievitare fino al raddoppio del suo volume, ci vorranno circa due ore, con questo freddo forse anche un po di più. Mentre l'impasto lievita pulite le alici ed apritele a libro,  ungete una padella con pochissimo olio e uno spicchio d'aglio, lasciatelo imbiondire appena, eliminatelo e saltate velocemente le alici, solo per 1 minuto, salatele, pepatele e tenete da parte. Affettate la tuma e riprendete l'impasto, dividetelo in due panetti e stendeteli sottilissimi. Ungete abbondantemente la teglia con l'olio, soprattutto sui bordi, stendete il primo strato di pasta, facendolo aderire bene sul fondo e lasciando fuoriuscire la pasta in eccesso, ricoprite la base di fettine di tuma, aggiungete anche le alici, pepate ancora e spolverate di origano. Chiudete con il secondo disco di pasta sigillando bene i bordi. Spennellate la superficie con un emulsione di acqua e olio e praticate un piccolo foro al centro dello strato di pasta superiore, per permettere al vapore di uscire. Cuocete in forno già caldo a 200° per circa 30 minuti posizionando la teglia al centro del forno. 

Questa ricetta va dritta dritta alla raccolta di Cristina




lunedì 23 gennaio 2012

Danish Pastries...l'evoluzione della colazione!


Quella di ieri è stata la classica domenica "lazy" in cui ci siamo trascinati dal divano al tavolo, dal tavolo al divano e poi ancora divano divano divano, il tempo fuori era grigio, le copertine così calde, un bel film...o forse due :) e così la giornata è passata in totale tranquillità, anche in cucina...tranne che...ieri avevo preparato l'impasto per i Danesi di Nigella, era lì che mi aspettava nel frigorifero, sono stata costretta a prepararli...e quindi merendina pronta...anche se avevo intenzione di servirli a colazione, ho dovuto nasconderne 4!! Devo dire la verità sono sempre un po scettica nell'affrontare ricette di lievitati che promettono miracoli, di quelle che riescono sicuro anche bendati e senza mani, mi sono lasciata convincere dal profumo che ero più che certa che avrebbero avuto e dal fatto che sono la colazione preferita di mio marito che quando andiamo in montagna mangia ricotta d'alpeggio e Nutella a colazione...piccola rivisitazione e...



Danish Pastries di Nigella con ricotta e ganache di cioccolato fondente

Ingredienti: (scrivo le dosi come da libro, io le ho dimezzate)
60ml di acqua calda
125ml di latte a temperatura ambiente
1 uovo L
350g di farina
7g di lievito di birra disidratato 
1 cucchiaino di sale
25g di zucchero semolato
250g di burro freddo tagliato in pezzetti
per il ripieno alla ricotta:
200g di ricotta
6 cucchiai di zucchero ( io 3 )
1 pizzico di sale
la scorza grattugiata di 1/2 lime
1 uovo L
3 cucchiai di latte
per la ganache al cioccolato:
100g di cioccolato Extrafondente Venchi
50ml di panna liquida
per la glassa chiara:
50g di zucchero
30g di acqua
per la glassa di zucchero:
100g di zucchero a velo
1 o 2 cucchiai di acqua



Preparazione:
Si comincia il giorno prima dall'impasto, come vi dicevo io ho dimezzato le dosi, volevo provare...in una ciotola versare la farina, il lievito, il sale e lo zucchero, date una mescolata e tenete da parte, in un'altra ciotola battete l'uovo e unite l'acqua, tenete da parte anche questa. Riprendiamo la ciotola con la farina e mescolado velocemente, senza lavorare troppo, aggiungete il burro a pezzetti, dicevo senza lavorare perchè devono essere ancora visibili i pezzetti di burro, aggiugete anche il composto di acqua e uovo, amalgamate e appena sta insieme coprite il tutto con della pellicola e mettete in frigo a riposare per tutta la notte. Già che ci siamo prepariamo anche la ganache...tritate il cioccolato fondente e mettetelo in una ciotolina, mettete a scaldare la panna e appena accenna al bollore versatela sul cioccolato, mescolate fino ad ottenere una crema liscia e lucente, coprite con della pellicola e mettete in frigo. Il giorno dopo riprendete l'impasto, lavoratelo brevemente solo per dargli la forma di un rettangolo, quindi con il piano infarinato stendetelo in un rettangolo più lungo che alto e adesso le pieghe...con il lato più lungo verso di voi piegate il lembo destro verso il centro, fate la stessa cosa con il sinistro...otterrete di nuovo un piccolo rettangolo, stendetelo nuovamente e procedete allo stesso modo per altre tre volte, avvolgete di nuovo l'impasto ottenuto nella pellicola e lasciatelo riposare in frigo per almeno 30  minuti. Prepariamo il ripieno, in una ciotolina mettete la ricotta, mescolatela con lo zucchero, l'uovo e la scorza di lime, se la vostra ricotta è molto acquosa lasciatela scolare prima di usarla, tirate fuori dal frigo anche la ganache. Riprendete il vostro panetto e stendetelo in un rettangolo grande e sottile, diciamo 2mm, dividetelo a metà, quindi ogni metà in tre e quindi in 6...in tutto dovete ricavare 12 quadrati. Preparate 2 placche rivestitele di carta forno e cominciamo ad assemblare...al centro di ogni quadrato posizionate 1 cucchiaio di crema di ricotta e 1/2 cucchiaino di ganache, quindi unite gli angoli opposti del quadrato e sigillate bene tutti i bordi, posizionate il pacchetto così ottenuto sulla placca e procedete così per gli altri 11 quadrati di pasta...lasciate riposare i danesi per circa 1 ora e mezza, vedrete che tenderanno a gonfiarsi e a diventare soffici...se dopo questo riposo i bordi che avevate sigillato si sono separati, pizzicateli di nuovo. Preriscaldate il forno a 180° e subito prima di infornarli, pennellateli con l'uovo mescolato con il latte, cuoceteli per circa 13/15 minuti, o fino a che non assumono un bel color nocciola, trasferitele su una griglia e lasciatele intiepidire...e ora passiamo a lucidarli con la glassa chiara...in un pentolino mettete l'acqua e lo zucchero, portate a bollore e lasciate sciogliere lo zucchero, con questo sciroppo pennellate la superficie dei danesi, lasciate asciugare e passate alla seconda glassa, quella più consistente, lasciatela cadere formando delle strisce disordinate sulla superficie e lasciate asciugare nuovamente. Come vi ho scritto negli ingredienti ho dimezzato la dose di zucchero rispetto alla ricetta originale...e devo dire che ho fatto bene anche considerando la dose di zucchero che apportano le glasse.