domenica 13 luglio 2025
Protesta Maturità 2025: Maddalena e il grido di aiuto della scuola italiana
sabato 1 marzo 2025
Giovani, social e destra: perché maschi e femmine votano così diversamente?
Benvenut* nel nostro spazio di confronto, dove smontiamo le complessità del presente per restituirvi una visione chiara e accessibile. Oggi parliamo di un tema che scuote l’Europa e non solo: il divario nel voto tra giovani uomini e donne. Perché i primi si stanno spostando sempre più a destra, mentre le seconde resistono a sinistra? La risposta è più vicina di quanto pensiate: basta aprire TikTok. Ma non fermatevi qui. Leggete fino alla fine: capirete perché questo cambiamento riguarda tutti, anche chi crede di essere al sicuro dalle onde tossiche della politica moderna.
Il caso Germania: quando l’estrema destra conquista i giovani maschi
Nelle ultime elezioni tedesche, i dati hanno svelato una frattura generazionale e di genere senza precedenti. Tra i 18 e i 24 anni, il 25% dei voti è andato alla sinistra radicale di Die Linke, mentre l’AfD di Alice Weidel ha sfiorato il 21%[1][2]. A colpire, però, è il dettaglio nascosto: il 70% degli elettori under 25 di AfD sono uomini[6].
TikTok, il megafono delle nuove destre
Mentre i partiti tradizionali snobbavano i social, AfD e Die Linke hanno invaso TikTok con video mirati. La Weidel, leader AfD, conta quasi 1 milione di follower[2], numeri che fanno impallidire i colleghi di sinistra. Il suo messaggio? Un mix di nazionalismo, attacchi all’“establishment” e promozione di una mascolinità “patriottica”[7].
“Non vergognatevi di essere uomini veri, tedeschi veri”: questo il mantra ripetuto in decine di video, accompagnato da simboli come bandiere, discorsi sul declino economico e meme anti-immigrazione.
Intanto, Heidi Reichinnek di Die Linke ha puntato su temi come il diritto all’aborto, la crisi climatica e i salari minimi, conquistando soprattutto donne under 30[2]. Due mondi paralleli, due algoritmi che alimentano polarizzazione.
Trump, Musk e la macchina del consenso under 25
Oltreoceano, il fenomeno è ancora più estremo. Donald Trump ha ottenuto il 38% dei voti maschili under 30 nelle ultime presidenziali[3], numeri che si spiegano con una strategia precisa: invasione dei podcast e degli spazi “maschili”.
Joe Rogan, UFC e meme: così si costruisce un mito
Trump ha snobbato la TV tradizionale per apparire su Impaulsive di Logan Paul (6,7 milioni di visualizzazioni) e nel podcast di Joe Rogan (46 milioni di ascolti)[3]. Il messaggio? “Il politicamente corretto vi ha castrati, io vi restituisco la virilità”.
Non è un caso che il tycoon sia comparso agli eventi UFC accompagnato da Dana White, circondato da urla e cori da stadio. La politica come spettacolo, dove conta l’emozione, non i programmi.
E poi c’è J.D. Vance, il vice di Trump, che a Monaco di Baviera ha osato definire la lotta alla disinformazione “una dittatura del pensiero”[4]. Vergognoso. Usa paure legittime per scatenare odio, trasformando la complessità in nemico.
Mascolinità tossica e algoritmi: il cocktail perfetto
Perché i giovani uomini cascano in queste trappole? La risposta sta in tre fattori:
- La crisi identitaria: molti si sentono emarginati da movimenti come #MeToo o dalle battaglie LGBTQIA+. La destra offre loro un ruolo da “eroi” in declino.
- L’economia dell’attenzione: TikTok premia i contenuti shock, semplici e ripetitivi. Un video di Weidel che attacca i rifugiati ottiene più engagement di un discorso sui diritti dei lavoratori.
- Il vuoto della sinistra: troppi partiti progressisti hanno abbandonato i temi economici, concentrandosi solo su identity politics. Risultato? Chi lotta per pagare l’affitto non si sente rappresentato.
Cosa possiamo fare? Ricostruire ponti, non muri
La soluzione non è demonizzare chi vota a destra, ma capire le paure che li spingono lì. Servono politiche che uniscano giustizia sociale e lotta alle disuguaglianze di genere. Servono spazi fisici e digitali dove i giovani possano confrontarsi senza algoritmi tossici.
E soprattutto, serve educazione critica: insegnare a riconoscere la manipolazione, a distinguere un meme innocuo da una propaganda pericolosa.
Per concludere…
Quello che sta accadendo in Germania e negli USA non è un “capriccio” giovanile. È il sintomo di un malessere profondo, che rischia di sfociare in derive autoritarie. A noi, come società, il compito di offrire alternative credibili.
E a voi, lettori e lettrici, chiedo: come possiamo riconquistare la fiducia di chi si sente tradito? La risposta inizia da un like, un commento, una condivisione. Perché il primo passo contro l’odio è non restare in silenzio.
✊ Scritto con rabbia e speranza da Gerd Dani per Free-Italia, dove crediamo che la complessità non debba mai diventare complessità.
Citations:
[1] https://www.open.online/2025/02/23/elezioni-germania-voto-giovani-analisi-risultato/
[2] https://www.ilmitte.com/2025/02/afd-die-linke-tiktok/
[3] https://www.valigiablu.it/trump-voto-giovani-bianchi/
[4] https://www.cdt.ch/opinioni/jd-vance-e-un-discorso-pericoloso-385226
[5] https://it.wikipedia.org/wiki/Forza_Italia_(1994)
[6] https://ilbuongiorno.com/i-giovani-alla-prova-del-voto-in-germania/
[8] https://www.cosmopolitan.com/it/lifecoach/news-attualita/a62814478/percentuali-giovani-voto-trump/
[9] https://www.rsi.ch/info/svizzera/Su-Vance-Keller-Sutter-fa-le-sue-precisazioni--2609286.html
[10] https://www.laciviltacattolica.it/articolo/luigi-sturzo-e-il-partito-popolare-italiano/
[12] https://ilmanifesto.it/cosi-afd-e-diventato-il-partito-tik-tok
[16] https://pagellapolitica.it/articoli/risultati-elezioni-germania
[17] https://www.tiktok.com/@torcha/video/7411561713281076512
[18] https://www.fortuneita.com/2024/11/09/perche-vaste-fasce-della-generazione-z-hanno-votato-per-trump/
domenica 19 aprile 2020
Giovani a rischio abbandono ed analfabetismo. grazie allo shock covid
giovedì 21 giugno 2018
Vi prego, non seguiteci
Come ogni anno, le tracce proposte richiedono una notevole dose di ipocrisia. Tra l’altro credo che sia indicativo l’uso del termine traccia: il maturando non può scrivere quello che vuole, ma quello che qualcuno ha immaginato che dovrà scrivere e che ha già abbozzato nel lunghissimo titolo.
Immagino che perfino il figlio di Salvini – mi scuso in anticipo con lui se faccio questo esempio: magari è un ottimo ragazzo, che non condivide le idee del padre – affrontando la traccia sul brano di Bassani, scriverebbe una dura riflessione contro le discriminazioni razziali. Per prendere un bel voto, per passare alla maturità, sa che questo è quello che ci si aspetta che scriva nel tema, magari infilandoci il nome di Liliana Segre, che va così di moda: il nome della senatrice vale da solo già mezzo voto in più. E allo stesso modo bisogna scrivere che l’uguaglianza è un grande valore e che i Costituenti hanno scritto un bellissimo articolo su di essa. Oppure che De Gasperi e Moro sono stati lungimiranti nel costruire l’integrazione europea. Su Moro devi scrivere che è stato assassinato dalle Brigate rosse: anche in questo caso è un mezzo voto in più, anche se non c’entra nulla. E così via, di banalità in banalità.
Sono temi su cui si può esercitare quei buoni sentimenti mainstream che piacciono tanto ai redattori e ai lettori di Repubblica: e infatti subito Saviano ha scritto un tweet per lodare la scelta di queste tracce.
Poi scritti i loro “bravi” temi, svolte le loro tracce, le ragazze e i ragazzi in procinto di diventare maturi potranno fare quello che la società capitalista richiede loro ogni giorno: discriminare gli altri in base al colore della pelle, o al sesso, o a una malattia, ostentare le differenze e giudicare le persone in base alla loro ricchezza. E votare per partiti che sistematicamente violano l’art. 3 della Costituzione, perché pongono ostacoli di ordine economico e sociale, in modo da limitare di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini.
Perché noi vogliamo, cari maturandi, che voi siate come noi, che seguiate le nostre tracce.
martedì 8 maggio 2018
Perchè i nostri giovani non votano?
lunedì 7 maggio 2018
Test Invalsi e alternanza scuola-lavoro: benvenuti nella scuola degli oppressi
La questione che si vuole sollevare nel breve documento che segue parte dalla necessità di analizzare uno strumento di valutazione introdotto nel 2002 come progetto a base campionaria, anonimo e con un unico fine statistico. I test, inizialmente, erano previsti per le classi seconde e quinte delle scuole primarie. Questo strumento ha poi subíto un processo di trasformazione tale che dal prossimo anno scolastico (2018/19) lo vedremo introdotto all’esame di stato, più precisamente andrà a sostituire la terza prova della maturità.Lo strumento a cui ci riferiamo è quello dei test invalsi, acronimo di Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema d’Istruzione. È importante quindi andare a ricercare quale sia il disegno politico che ha condotto questo modello ad assumere sempre più rilevanza all’interno delle scuole di ogni grado.
lunedì 23 aprile 2018
La scuola dei bulli è figlia dell’individualismo esasperato
mercoledì 13 settembre 2017
Gli smartphone e i social hanno distrutto una generazione
sabato 2 settembre 2017
Arriva un salasso per gli studenti fuori-sede
Come negli anni passati, quando si parla di stanze in affitto, Milano è la città in cui si deve mettere in conto la cifra più alta. I 528 euro mensili richiesti mediamente per una singola, segnano un +4% rispetto allo scorso anno. A crescere maggiormente, però, sono i costi per la locazione di un posto letto in doppia: la spesa media è di 388 euro, il 12% in più in confronto al 2016. Ma chi non si accontenta e vuole vivere nelle zone più trendy, come i Navigli o Porta Nuova, deve mettere in considerazione budget che superano i 610 euro per una stanza singola.
Rimangono stabili, rispetto all’anno scorso, i prezzi delle singole a Roma: qui servono mediamente 439 euro. Sono aumentati sensibilmente, di contro, i costi di chi vive nelle camere doppie e si trova a pagare l’11% in più rispetto al 2016, vale a dire 333 euro al mese. Se il territorio molto ampio della Capitale consente di risparmiare rispetto a Milano, vivere nel cuore storico della città e nelle zone più vicine alle facoltà universitarie fa lievitare i costi, che superano i 500 euro al mese per le singole.
La terza in classifica, Firenze, è la città che quest’anno ha visto più delle altre aumentare i prezzi delle locazioni di stanze: per una singola si spendono 401 euro, mentre per un posto in doppia 284 euro, rispettivamente il 13% e 14% in più rispetto al 2016.
Torna quarta Bologna che, a seguito di un aumento di circa l’8,5% dei costi, richiede ai suoi fuori sede una media di 355 euro al mese per una singola e 260 euro per un posto in doppia. Segue a stretto giro Torino, dove i prezzi appaiono più stabili, e in cui una camera costa mediamente 344 euro.
Crescono del 2% i canoni richiesti a Siena, dove per la singola si spendono 336 euro e per la doppia 245 euro a posto letto. Chi sceglie Venezia per studiare o lavorare deve metter in conto una spesa più alta dell’anno scorso: +6% per le singole (333 euro) e +10% per un posto in doppia (252 euro).
Superano di poco i 300 euro i costi per le singole a Napoli, Pisa e Pavia; ma nel capoluogo partenopeo si è assistito a un maggiore aumento dei prezzi delle doppie, cresciuti del 14% in un anno (240 euro al mese).
Le due città siciliane di Palermo e Catania si confermano in assoluto le più economiche per le locazioni dei fuori sede. Se però nella prima i prezzi delle stanze sono aumentati di circa il 10%, nella seconda gli alloggi risultano più economici dell’anno scorso, con costi ribassati del 2%.
domenica 19 febbraio 2017
Millennials, Analisi di una generazione svampita
domenica 5 febbraio 2017
TRAGEDIA ITALIANA: tre studenti su quattro semianalfabeti
martedì 31 gennaio 2017
Esplode la disoccupazione giovanile..
giovedì 26 gennaio 2017
L'Italia ripudia i diritti
domenica 1 gennaio 2017
Riflessione sulla Povertà educativa ed esclusione sociale
mercoledì 28 dicembre 2016
Ministro Poletti: si vergogni
lunedì 31 ottobre 2016
Allarme Carcere minorile: Officine di criminalità
giovedì 12 maggio 2016
L'Analfabetismo emotivo
martedì 29 marzo 2016
Garanzia Giovani...pagano i giovani, pagano le persone serie...MA VA??

Di seguito all'articolo di Carlo Mocera, free-italia.net, blog sul quale collaboro, articolo scottante su :Garanzia Giovani...devo innanzi tutto chiarire che il "mi piace" sta per presa visione del contenuto...Il contenuto non fa una piega...visto dal punto di vista di sicuramente molti giovani i quali hanno creduto...o forse non vi hanno proprio creduto ma tanto per fare qualcosa hanno provato.
Il tunnel Garanzia Giovani.
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| Foto di Giuseppe Gargano |

















