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martedì 20 maggio 2025

Debito USA declassato: il segnale che scuote il mondo (e cosa rischiamo)

Ciao a tutti, amici di Free-Italia! Oggi affrontiamo un tema che sembra lontano, ma che in realtà ci tocca da vicino: il declassamento del debito degli Stati Uniti. Non è solo una notizia da telegiornale, ma un segnale che può cambiare il futuro di tutti noi. Ti invito a leggere fino in fondo: qui troverai spiegazioni semplici, esempi concreti e una riflessione vera su cosa significa davvero questo segnale. Capire il debito USA è capire il futuro di tutti noi.

venerdì 4 aprile 2025

SHOCK: La Formula Segreta di Trump che sta Distruggendo l'Economia Mondiale!

Trump e i Dazi: Quando l’Aritmetica da Terza Media Decide il Commercio Mondiale

Benvenuti, cari lettori di Free-Italia! Oggi affrontiamo un tema che sembra uscito da un manuale di satira politica, ma purtroppo è reale: l’assurda formula con cui Donald Trump ha deciso di calcolare i dazi commerciali. Sì, avete letto bene: una formula da scuola media ha influenzato miliardi di dollari e milioni di vite. Continuate a leggere per scoprire come questo approccio ridicolo abbia messo in crisi il commercio globale e perché dobbiamo parlarne.

giovedì 3 aprile 2025

SHOCK: I Nuovi Dazi di Trump Stanno per Distruggere l'Economia Mondiale! Ecco Perché Dovresti Preoccuparti

I Dazi di Trump: Storia di Protezionismo e Disastro Economico Globale

Ciao a tutti, cari lettori di Free-Italia! Sono Gerd Dani, e oggi voglio parlarvi di un tema che sta scuotendo le fondamenta dell'economia mondiale: i nuovi dazi imposti dal detestabile Donald Trump. Questo argomento potrebbe sembrare complicato, ma vi prometto che alla fine di questo articolo avrete una chiara comprensione di cosa significano questi dazi per l'economia globale e perché dovremmo tutti essere preoccupati. Quindi, mettetevi comodi e seguitemi in questo viaggio attraverso la storia del protezionismo americano fino alle recenti e scellerate decisioni dell'amministrazione Trump.

Trump e i suoi dazi assurdi: come rovinare l'economia in un giorno!


Ciao e ben ritrovati sul blog di Free-Italia, dove rendiamo semplici le questioni più complicate che politici irresponsabili come Trump amano confondere. Oggi ti voglio raccontare di come il "genio economico" Donald Trump abbia deciso di festeggiare il suo assurdo "Liberation Day" con un bel regalo avvelenato: nuovi dazi commerciali. Vuoi sapere perché questa scelta rischia di impoverire milioni di persone, inclusa la tua famiglia? Allora leggi fino in fondo questo articolo, perché ne vedrai delle belle!


Trump e i nuovi dazi: manuale per distruggere l'economia con stile

Dazi reciproci: la vendetta da scuola elementare

Cosa sono i dazi reciproci che Trump tanto adora? Semplice: "Tu mi dai uno schiaffo, io te ne do due". Una politica commerciale che sembra presa da un litigio tra bambini, eppure è esattamente ciò che Trump sta imponendo all'America. Mentre lui crede di giocare a fare il duro, a pagare la sua vendetta infantile saremo tutti noi. Geniale, vero?


Trump contro le famiglie americane: chi pagherà davvero il conto?

Prezzi alle stelle e stipendi al palo

Trump dice di voler "proteggere" l'America. Certo, la protegge così bene che presto pagheremo il doppio pane, carne, vestiti e medicine. Quando un politico come Trump mette dazi sui prodotti importati, quei costi ricadono direttamente su di noi. Soprattutto sulle famiglie povere. Insomma, Trump difende così bene gli americani da renderli sempre più poveri. Complimenti!

Economia in crisi e disuguaglianze record

Economisti seri di tutto il mondo stanno già mettendo le mani nei capelli. La strategia di Trump porterà inflazione, meno concorrenza e più disuguaglianze. I ricchi amici di Trump—quel fenomeno di JD Vance, per esempio—faranno spallucce. Tanto loro non sentiranno la differenza. Chi soffrirà davvero saranno le famiglie comuni, quelle che già oggi faticano ad arrivare a fine mese. Trump sta letteralmente rubando il futuro dei più deboli per far felici i suoi amici miliardari.


Esempio pratico: come Trump rovina anche il pane quotidiano

Immagina che esista un solo prodotto: il pane. Arriva un paese straniero che vende pane buonissimo, a metà prezzo. Trump, per proteggere i panettieri locali (magari finanziatori della sua campagna elettorale), mette un bel dazio sul pane straniero. Risultato? Tu paghi il pane il doppio, i panettieri locali non migliorano qualità né prezzi, e Trump festeggia chiamandola "giustizia commerciale". Se non fosse tragico sarebbe comico, non credi?


Trump distrugge l'innovazione: aziende pigre, economia ferma

Sai cosa succede quando le aziende vengono protette dai dazi? Esatto, smettono di innovare e competere. Trump sta creando un esercito di aziende pigre e mediocri, che non dovranno più fare sforzi per conquistarti. E tu cosa ci guadagni? Prodotti peggiori, prezzi più alti e una vita più difficile. Davvero un bel modo di "rendere grande l'America", signor Trump!


Trump peggiora la vita dei più poveri: ecco le cifre shock

Secondo il Yale Budget Lab, i primi dazi di Trump contro Cina, Messico e Canada faranno perdere il 2,5% del reddito alle famiglie povere. Quelle ricche perderanno solo lo 0,9%. E Trump e JD Vance continuano a parlare di "America First". Ma quale America stanno difendendo? Quella dei loro conti bancari, sicuramente non la tua!


Wall Street in picchiata: Trump scatena il panico sui mercati

I mercati finanziari stanno già reagendo male. Wall Street ha perso il 10%, entrando in territorio di correzione. Trump sta dimostrando di essere un vero maestro nel seminare panico e caos economico. Se questa è la sua idea di stabilità, possiamo solo ringraziare il cielo che non abbia deciso di essere "instabile".

Consigli pratici agli investitori terrorizzati da Trump

Se investi, attento ai settori più esposti ai dazi. Meglio puntare su aziende solide e meno vulnerabili ai capricci infantili di Trump. Prudenza, insomma: più Trump parla di economia, più i rischi aumentano.


Dove ci porterà la politica folle di Trump?

Se Trump continuerà così, l'America finirà isolata economicamente. Altri paesi risponderanno con dazi simili, scatenando una guerra commerciale globale che farà male a tutti. Trump sta letteralmente facendo a pezzi i rapporti con paesi amici e alleati storici. L'America rischia di diventare un paese isolato, povero e screditato. Bel risultato, Mr. President!


Conclusione: Trump è davvero il miglior nemico dell'America

Il cosiddetto "Liberation Day" passerà alla storia come il giorno in cui Trump ha deciso di spararsi sui piedi per dimostrare quanto è forte. Prezzi più alti, economia ferma, famiglie più povere e disuguaglianze crescenti: questa è la vera eredità di Trump. Una politica economica tanto assurda da sembrare uno scherzo, se non fosse maledettamente reale.

Come presidente di Free-Italia, ti invito a non lasciarti ingannare da questa propaganda. Trump sta danneggiando profondamente milioni di persone con le sue scelte irresponsabili. Non possiamo restare in silenzio, perché la posta in gioco è troppo alta.

Grazie se hai letto fino a qui. Condividi questo articolo e aiutaci a diffondere la verità nascosta dietro le bugie di Trump. Lasciami qui sotto un commento con la tua opinione, che è sempre preziosa. Iscriviti al blog per altri contenuti autentici, ironici e senza peli sulla lingua. Insieme possiamo smascherare chi, come Trump, gioca con le nostre vite.

Alla prossima!

martedì 23 marzo 2021

Licenziare per crescere: la genialata dei "competenti"

Con il passare delle settimane, e nonostante il nostro Paese si trovi ancora nel mezzo della pandemia, si avvicina la scadenza del blocco dei licenziamenti, destinato a diventare una misura sempre più limitata e selettiva. In maniera non sorprendente, e verosimilmente per preparare il terreno al colpo di spugna con cui il governo Draghi ripristinerà la piena libertà di licenziamento, diversi cantori del liberismo hanno iniziato un fuoco di fila contro la misura che ad oggi, molto parzialmente, limita tale ‘libertà’ per le imprese.

giovedì 16 gennaio 2020

Come sarà la crisi in arrivo??

I principali dirigenti politici ed economici del pianeta si aspettano e si preparano, in un modo o nell’altro, ad affrontare un forte rallentamento della crescita economica che potrebbe abbinarsi a una crisi finanziaria.

mercoledì 30 gennaio 2019

Arriva...... la recessione

Gli ultimi dati congiunturali annunciano la recessione. Il quantitative easing di Draghi non ha risolto niente. Serve una politica di investimenti pubblici e di equità fiscale: l’opposto della manovra del governo.

domenica 13 gennaio 2019

Dov'è il nuovo Boom economico che vede il governo?

 E la crisi economica non si ferma

Il premier Conte: “Mi attendevo e temevo un dato negativo come in Europa”. L’indice è diminuito in termini tendenziali del 2,6%. Crolla il settore auto che sfiora una discesa del 20%. Moderata crescita tendenziale solo per i beni di consumo (+0,7%); in calo beni intermedi (-5,3%) ed energia (-4,2%)

giovedì 10 maggio 2018

Boom INTOLLERALABILE delle disuguaglianze sociali in Italia

Tutti i dati, nazionali o europei, confermano che negli ultimi dieci anni le disuguaglianze sociali in Italia sono bruscamente aumentate. La polarizzazione ha visto crescere in basso la platea di poveri assoluti e relativi (di cui si parla e su cui si indaga molto poco) e una “nicchia” di ricchi diventati più ricchi proprio altri si impoverivano.

Secondo le ultime informazioni diffuse in una audizione al Senato dal presidente dell’Istat, la povertà assoluta nel 2017 ha coinvolto quasi 1,8 milioni di famiglie, con un’incidenza del 6,9%, in crescita di sei decimi rispetto al 2016 (6,3%, era 4% nel 2008). Si tratta di circa 5 milioni di persone, cioè l’8,3% sul totale della popolazione residente in Italia e i sensibile aumento di anno: adesso è ‘8,3, era 7,9 nel 2016 e 3,9 nel 2008).

Ma la conferma del boom delle disuguaglianze sociali in Italia è venuta in questi giorni anche dall’ Eurostat, il quale ha reso noti i dati su quanto reddito è in mano al quinto della popolazione più ricca rispetto al quinto di quella più povera, in ogni paese europeo negli ultimi 10 anni. I dati confermano come in Italia il reddito del quinto dei cittadini più ricchi sia 6,3 volte superiore a quello del quinto dei più poveri. Siamo in questo senso nei primi posti della classifica per ampiezza della disuguaglianza sociale: in Europa in media i più ricchi guadagnano 5 volte più dei più poveri. In Germania 4,3 volte, in Francia il 4,6, in Gran Bretagna 5,1 e nei paesi del nord Europa meno di 4 volte tanto.

Non solo. Anche Eurostat conferma che in Italia la divaricazione è andata aumentando costantemente dal 2006 a oggi (nel 2006 i più ricchi guadagnavano 5,2 volte in più dei più poveri) mentre nella maggior parte degli altri paesi questo divario è rimasto stabile, come in Francia e Germania.

Un rapporto di Istat del dicembre scorso, confermava i dati di Eurostat: in Italia nel 2015 il quinto dei più benestanti deteneva il 37,8% del reddito, mentre il quinto dei più poveri solo il 7,2% del reddito. Anche mettendo insieme il primo e il secondo quinto dei meno abbienti non si supera il 19% del totale del reddito nel 2016 (dato Eurostat), in diminuzione di un punto percentuale rispetto al 2010. Una situazione di perfetta eguaglianza, dovrebbe vedere ogni quinto possedere una quota di reddito pari al 20% del totale.
L’ultimo rapporto annuale di Istat per il 2017 , tratteggia anche i contorni di quella che definisce “classe dirigente”. Stiamo parlando di 1,8 milioni di famiglie (il 7,2 per cento dei nuclei familiari) e di 4,6 milioni di persone, cioè solo il 7,5 per cento della popolazione totale, assai meno dei poveri assoluti. Questa classe di ricchi – è questa la vera casta da abbattere – è rappresentata da famiglie a maggiore reddito equivalente, ed è composta per il 40,9% da dirigenti o quadri (quasi dieci volte più rappresentati rispetto alla media nazionale), per il 29,1% da imprenditori (sette volte più della media) e per il 30%per cento da persone ritirate dal lavoro ma con pensioni elevate (facendo due conti si tratta di circa un milione di pensionati d’oro che assorbono ben 45 miliardi della spesa pensionistica sui 218 che riguardano complessivamente 16 milioni di pensionati).

Adesso faranno il governo e lo faranno due forze – Lega e M5S – che in campagna elettorale hanno affermato di voler mettere le mani a tale situazione. Andiamo a verificarne la coerenza o la fufferia nei fatti. 

martedì 5 settembre 2017

LA RIPRESA E' UNA COLOSSALE BUFALA

Spesso ci accusano di fare falsa informazione… Ma dovete sapere che la falsa informazione non arriva da noi. Bensì dai Media mainstream che vi inculcano nella teste false notizie di finte riprese economiche e non solo…
Renzi e Gentiloni vanno vantarsi del (loro) milione di posti di lavoro e lo dicono merito del Jobsact. A questa bufala di regime, che guarda casa sono le stesse cifre storiche di Berlusconi, si contrappongono tre semplici ma scomode verità:

mercoledì 30 agosto 2017

Ecco la (loro) ripresa... Artigiani e piccoli negozianti in ginocchio

A sbugiardare i maghi e propagandisti del governo (e media di regime) sulla ripresa, sono i dati allarmanti della CGIA, che mostrano come negli ultimi 8 anni si siano perse quasi 158mila imprese attive tra botteghe artigiane e piccoli negozi di vicinato. Di queste, oltre 145mila operavano nell’artigianato e poco più di 12mila nel piccolo commercio. Si stima che a seguito di queste chiusure abbiano perso il lavoro poco meno di 400mila addetti.

domenica 15 gennaio 2017

Italia sempre più DISUNITA

Negli ultimi 30 anni l'Italia si è sempre più disunita e disgregata, dove le disuguaglianze sono acuite come anche le povertà. Disuguaglianze accentuate anche geograficamente parlando, con il Sud che ha perso ulteriore terreno– dal 2008 al 2017 – con aumento dei disoccupati, del reddito, degli under 30 senza un lavoro e un titolo di studio, un impressionante ritardo riassumibile in pochi dati, primo tra tutti il Pil che in 10 anni è calato del 10,2%, contro il -5,5% del Centro-Nord e un -6,6% dell’Italia nel suo complesso.

sabato 7 gennaio 2017

La crisi europea NON è finita, analisi e proposte

La crisi non è finita, ma lascia al suo passaggio un desolante paesaggio sociale devastato. Dopo averne descritti gli effetti sociali,  FREE-ITALIA s’interroga sull’esistenza di possibili alternative alle solite disastrose ricette liberiste in Europa.

Crisi, italiani non si curano più

Nel 2016 ben 10 milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi. Perchè? Per le liste di attesa troppo lunghe o perché non si fidano del sistema sanitario della loro regione di residenza e non hanno le risorse economiche per spostarsi e per affrontare i costi della “migrazione sanitaria”.

lunedì 29 agosto 2016

Crisi e disoccupazione giovanile: un problema globale

Non è (ovviamente) solo un problema italiano. La disoccupazione giovanile rimane alta a livello globale e i dati sembrano indicare che sia destinata a crescere ulteriormente. Lo dice un rapporto recentemente pubblicato dall'International Labour Organization (ILO), che mette anche in guardia sul fatto che pure i giovani che lavorano si trovano spesso in situazioni di semi-povertà a causa di lavori precari e malpagati e che la percentuale di giovani che vogliono emigrare per sempre dal proprio paese è in costante crescita.

martedì 28 giugno 2016

In Venezuela regna il caos

La situazione di tensione forte nella Repubblica Bolivariana di Venezuela non sembra avere fine, l’inflazione all’inizio dell’anno ha sfiorato il 200 per cento. Ma quali sono le cause che hanno portato la Repubblica Bolivariana cosi ricca di petrolio e materie prime sull’orlo del default e della guerra civile?

martedì 17 maggio 2016

Italia, spariscono 390 imprese al giorno

In Italia, nel 2015, hanno chiuso sedici imprese ogni ora. Trecentonovanta al giorno. Oltre 142.000 in un anno. Sono i dati che emergono da una ricerca di Rete Imprese Italia con il Ref. Non solo. Se la crisi non si fosse mai verificata, il Pil oggi sarebbe superiore del 15%, ovvero 230 miliardi di euro, rispetto ai livelli attuali. Ma ci sono anche dei lati positivi. Nonostante tutte, le micro-imprese con meno di dieci addetti hanno retto il colpo, contribuendo anche alla crescita dell’occupazione: 375mila posti di lavoro in più fra il 2011 e il 2015.

giovedì 31 marzo 2016

Le banche centrali non bastano più, servono investimenti e salari degni

Tutte le borse del pianeta hanno ripreso a scendere in questi ultimi giorni del primo trimestre. Eppure gli investitori erano stati ampiamente rassicurati dalla Federal Reserve statunitense, che nella riunione di martedì aveva non solo lasciato fermi i tassi di interesse, ma soprattutto affermato che il programma di rialzi era di fatto annullato.

mercoledì 23 marzo 2016

ARRIVEREMO A VENDERE UN RENE?

Che sta succedendo a Palermo?

Che in alcune zone del mondo, dimenticate dai mass-media, si ricorra alla vendita di organi è una notizia che viene assorbita celermente dal ventre molle del benessere occidentale. Ma da la misura della fame di intere generazioni.

venerdì 18 marzo 2016

Se gonfi inverosimilmente le bolle, prima o poi ESPLODONO

/Alla fine degli anni 70 del secolo scorso l’inflazione era diventata il male supremo. Bisognava interrompere la spirale prezzi salari, affermava perentoriamente il nuovo mantra liberista che si era impadronito dell’economia, della politica e anche dei sindacati. Ricordiamo che l’inflazione è il nemico dei salariati che causa la diminuzione del potere d'acquisto ed è la causa della rinascita economica del nazi-fascismo. Un profondo travisamento del passato, perché era stata la disoccupazione di massa, e non l’aumento dei prezzi, a far crescere l’estrema destra in Germania. Così come avviene oggi. La cattiva storia aiutava una cattiva politica. Il risultato fu che l’inflazione fu stroncata abbattendo salari, diritti e stato sociale.