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Visualizzazione post con etichetta piatto tipico regionale. Mostra tutti i post
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26 ottobre 2020

PASTA ALLA NORMA

Pasta alla Norma
Sulle origini della pasta alla Norma ci sono varie storie. Una cosa è certa: ha origini siciliane e precisamente nel catanese.
La pasta alla Norma indica una semplice pasta al pomodoro, basilico e ricotta salata a cui vengono aggiunte melanzane fritte.
Un piatto molto semplice ma molto saporito.
Se qualche amico o amica siciliani hanno delle precisazioni da farmi sono bene accette. 😊#giornatamondialedellapasta
#worldpastaday 

pasta_alla_norma

INGREDIENTI:

  • 320 g di mezze maniche Filotea
  • 1 melanzana

7 luglio 2020

BOMBETTE

Bombette
Questo è un tipico cibo pugliese che chi viene in Puglia deve assaggiare per forza, quasi come le orecchiette.
Per chi non le conoscesse sono degli involtini di carne di maiale farciti e possibilmente cotti alla brace, ma il risultato è di tutto rispetto anche se sono cotti nel forno come nel mio caso.
La farcitura è variabile secondo il gusto di ognuno.
Io le mie bombette le ho farcite con Cipolla Rossa di Tropea Calabria IGP e vi garantisco che mangiandole sentirete un'esplosione di gusto in bocca.
Le più tipiche sono farcite con formaggio filante tipo scamorza.
Io le ho preparate con la lonza di maiale che è più magra, ma le tradizionali andrebbero fatte con il capocollo di maiale.

involtini_tipici_pugliesi

INGREDIENTI:
  • 20 fettine sottili 2 o 3 mm di lonza di maiale 
  • 1 grossa cipolla rossa di Tropea (Delizie Vaticane)

12 giugno 2019

SPAGHETTI ALLA CARBONARA

Spaghetti alla carbonara
Un grande classico della cucina italiana conosciuto in tutto il mondo. Ognuno adatta la ricetta ai propri gusti, io non sono romana e vi dò la mia versione sperando che i puristi della cucina mi perdoneranno se non rispecchia esattamente la ricetta romana. Tutti i suggerimenti per migliorarla saranno i benvenuti.
Normalmente si dovrebbero usare solo i tuorli, io uso le uova intere per attenuare l'apporto di grassi e colesterolo al piatto.
Su una cosa sono rigorosa, l'uso del guanciale.
Ognuno può usare la pasta che preferisce, io qui ho usato spaghetti alla chitarra.

pasta_saporita_guanciale_uova_pecorino

INGREDIENTI:

  • 250 g di spaghetti alla chitarra Filotea
  • 150 g di guanciale

16 ottobre 2018

PUCCE ALLE OLIVE

Pucce alle olive
Come ormai faccio da diversi anni anche quest'anno non potevo mancare all'invito di Zorra.
E' diventata una piacevole abitudine partecipare al World Bread Day.
Io sono anni che faccio il pane in casa utilizzando il lievito madre solido e solo da pochi mesi mi sono convertita al licoli.
Me lo dicevano tutti che se provavo il licoli non sarei tornata indietro e devo dire che effettivamente panificare con il licoli dà una soddisfazione incredibile. L'impasto quasi esplode in lievitazione.
A me piace fare il pane in casa. L'odore del pane in cottura ha un che di miracoloso ogni volta, è profumo di casa, di intimità, di focolare domestico.
Dona sensazioni incredibili che nient'altro può dare.
Come ogni anno l'indecisione su che pane presentare oggi c'è stata come pure i tentativi di pani molto particolari.
Uno dei pani con cuio ho partecipato e a cui sono più affezionata è questo qui.
Vabbè, lasciamo perdere alcuni risultati. 😂😂😂
Alla fine ho scelto le pucce con le olive, un pane tipico salentino che a me piace davvero molto.
Originariamente si preparava per l'Immacolata, ora si prepara tutto l'anno.
E' un pane con lievito madre e di sola semola semplice da fare e molto buono da mangiare.
Vi spiego subito come ho preparato le pucce alle olive con cui dò il mio contributo al World Bread Day 2018.
Una nota è doverosa.
 Le olive celline che tipicamente si usano per le pucce si usano col nocciolo.
Alcuni le mettono snocciolate, ma non è più la stessa cosa. Data la difficile reperibilità di queste olive lontano dal Salento, potete adattarvi ad usare olive nere di altro tipo purchè piccole, ma ovviamente il sapore sarà diverso.
La mia ricetta è con il licoli, ma voi potete usare il lievito di birra e chiaramente cambieranno i tempi di lievitazione.
Io ho impastato con la planetaria, a mano è possibile, ma molto faticoso perchè bisogna raggiungere l'incordatura.

pane_tipico_salentino

INGREDIENTI:
  • 500 g di semola rimacinata
  • 150 g di licoli rinfrescato la sera prima e usato al mattino (in alternativa 5 g di lievito di birra fresco)

30 maggio 2017

FRISELLE MULTICEREALI CON SEMI

Le friselle multicereali con semi sono state un esperimento riuscitissimo. 
Ero molto scettica, lo confesso, quando ho iniziato a prepararle. Temevo che la farina usata non fosse adatta e che il sapore delle friselle ne potesse risultare appesantito. 
Mi sbagliavo e di grosso. Ho ottenuto delle friselle leggerissime e dal sapore ottimo con la nota scrocchiarella dei semi contenuti nella farina insieme al lievito madre. 
Velocissime da preparare, sono lievitate in poco tempo senza aggiunta di ulteriore lievito da parte mia.
In precedenza ho provato altre friselle con farine diverse, le ricette le trovate qui e qui.
Io ho usato la planetaria, ma l'impasto si può fare tranquillamente a mano, ci vorrà solo un po' più di tempo.
Per la cottura ci vuole sempre pazienza, i tempi sono necessariamente un po' lunghi per la doppia cottura.
Vi dico subito come ho fatto.

pane_croccante_pomodori_olio

INGREDIENTI:
  • 500 g di farina multicereali
  • 260 g circa di acqua tiepida

16 ottobre 2016

FRISELLE DI ORZO

Le friselle di orzo sono il mio contributo al World Bread Day 2016 organizzato da Zorra che anche quest'anno ha deciso di celebrare questo giorno con tutti noi blogger. 
Le friselle per noi pugliesi sono un cibo tradizionale che portiamo a tavola preferibilmente in estate, ma a casa mia e in tante altre case anche nelle altre stagioni.
Da quando ho provato a fare le friselle in casa vi garantisco che non le ho più comprate, dubito che le mangerei, sono tutta un'altra cosa, quelle fatte in casa sono molto più saporite e profumate.
Qualche tempo fa ho pubblicato la ricetta delle friselle di farro, ma quelle che secondo me sono fra le più buone sono quelle di orzo. Ed eccomi qui a spiegarvi come le ho preparate...continuo a dire che quelle di orzo sono fra le friselle migliori.


INGREDIENTI:
  • 300 g di farina forte (io W 400)
  • 300 g di farina di orzo

22 giugno 2016

TARALLI SCALDATI

Con i taralli scaldati inizia una nuova avventura per me.
Non so se avete notato che ora sul blog ho il banner Kenwood. Sapete perchè? 
E' iniziata una bella collaborazione. 
Ho da poco iniziato ad usare i loro prodotti, per ora ho provato solo la loro planetaria Kenwood Chef Sense XL e devo dire che la cosa promette bene. 
Continuate a seguirmi qui sul mio blog e sul Kenwood Club per vedere come evolve l'avventura!
Io avevo già una planetaria e chi mi segue sempre lo sa, ma devo riconoscere che per quanto ho potuto provare quella Kenwood impasta molto meglio e più velocemente.
Magari più in là vi farò sapere come mi trovo con gli altri prodotti che potrò provare.
Ora torniamo ai taralli scaldati
Nella mia zona si usano molto questi taralli scaldati. Premetto, è una ricetta tipica, ma ogni paese o città e ogni famiglia ha la sua ricetta. 
Come tutte le cose della tradizione c'è un miscuglio di ricette verbali e scritte, le varianti sono praticamente infinite per quanto riguarda soprattutto gli aromi da aggiungere.
Quelli che vi propongo io oggi sono quelli più semplici, solo farina, olio evo e vino bianco con un po' di sale.
Io adoro sgranocchiare taralli stesa su una sdraio o su un'amaca magari accompagnati da una bella birra ghiacciata.  
Credetemi che ne vale davvero la pena.

taralli_puglia_bari

INGREDIENTI:
  • 500 g di farina 00
  • 125 g di olio evo

19 aprile 2016

CALZONI DI RICOTTA DOLCI DI ORNELLA

I calzoni di ricotta dolci di Ornella mi sono sembrati la proposta giusta per il tema di questo mese della rubrica Cucina e territorio di casa nostra.
Già, siamo di nuovo al momento dell'uscita e il tema di aprile è "Pasta ripiena in tutti i sensi".
In provincia di Bari pasta ripiena nel senso stretto della parola non ne abbiamo. Abbiamo i timballi di pasta al forno farciti nelle più svariate maniere, ma io cercavo una ricetta di pasta ripiena che potesse competere con le più classiche.
Mi sono ricordata che la mia amica Ornella Mirelli tempo fa mi aveva dato questa sua ricetta ereditata dalla mamma. Lei è molto gelosa di questa ricetta, perchè ce ne sono tante in giro, è una ricetta tarantina, ogni famiglia ha la sua, ma questa è la versione personalizzata di sua madre.
La caratteristica di questi calzoni è il ripieno è di ricotta e zucchero, ma il condimento è ovviamente salato essendo un primo piatto. 
Tradizionalmente vengono conditi con il ragù o con il sugo semplice di pomodoro. Io ho optato per il sugo semplice.
Solitamente questi calzoni, a Taranto, vengono preparati per Carnevale, ma ora anche in altre occasioni.
Non sono un piatto esclusivamente tarantino, anche in altri posti vengono preparati con delle differenze, però, soprattutto nel ripieno.
Per maggiori informazioni sulla storia di questi calzoni vi rimando al post di Ornella.
Ora vi dico come li ho preparati, spero Ornella approvi la mia preparazione che segue fedelmente la sua.

pasta_ripiena_tarantina

INGREDIENTI:
(per la sfoglia)
  • 500 g di semola di grano duro
  • 1 uovo intero

14 marzo 2016

LA GRICIA (versione forse eretica)

La gricia ci piace tanto, io preferisco sempre le preparazioni in bianco, non ve lo so spiegare, ma è così. Forse perchè i condimenti in bianco sono spesso condimenti poveri?
I puristi e i gastro fighetti forse storceranno il naso nel leggere la mia ricetta, ma vi assicuro che ho studiato bene quello che mi hanno detto diversi amici laziali e quindi mi sono messa all'opera. 
Se non trovate il guanciale dovrei dirvi di non provare neppure a fare la gricia, ma si sa, il guanciale non è che si trovi facilmente ovunque. Quindi adattatevi alla pancetta sapendo a priori  che il risultato non sarà lo stesso.
Io l'ho preparato con un ottimo guanciale di cui ho fatto scorta avendolo trovato e buono pure!
La pasta alla fine deve risultare molto cremosa grazie al pecorino che si è fuso con l'acqua di cottura della pasta e a me piace aggiungere altro pecorino sul piatto prima di servire.
Gli ingredienti, a parte la quantità di pasta consigliata, sono a piacere, tutto dipende dai gusti.

guanciale_pasta_pecorino

INGREDIENTI:

  • 320 g di penne rigate (io Delverde)
  • guanciale

19 febbraio 2016

RAPE E FAGIOLI

Rape e fagioli è la mia ricetta per Cucina e territorio di casa nostra di Febbraio.
Oggi è di nuovo 19 ed è il giorno della raccolta mensile di ricette regionali, il tema è "Nella vecchia fattoria".
Questo è un piatto della tradizione povera. I contadini conoscevano l'arte di arrangiarsi per preparare dei piatti saporiti con ingredienti che avevano a disposizione e che costavano poco. Le cime di rape le coltivavano e le avevano nell'orto nei mesi invernali e i fagioli secchi erano sempre disponibili e molto spesso erano alla base dell'alimentazione. Noi ora sappiamo che possono sostituire la carne perchè ricchi di proteine, ma i contadini ne mangiavano in quantità, perchè costavano poco e sapevano che comunque erano nutrienti e li tenevano in forze.
Questa delle rape e fagioli è una ricetta veramente semplicissima, ma che si va perdendo, chissà perchè.
Forse veniva anche preparata per smaltire un po' di fagioli cotti in abbondanza il giorno prima che da soli non bastavano per un altro pasto e, quindi, venivano uniti alla verdura, in questo caso le rape.

rape_e_fagioli

INGREDIENTI:
(le quantità sono a piacere)
  • cime di rape
  • fagioli cannellini lessi

19 novembre 2015

TERRINA DI PATATE, CIPOLLA E CARDONCELLI

La terrina di patate, cipolla e cardoncelli è il mio contributo alla raccolta mensile di ricette regionali,
Essì, siamo di nuovo al 19 e oggi esce la raccolta "L'orto di novembre" di Cucina e territorio di casa nostra.
Questo è un piatto tipico delle Murge, dove i funghi cardoncelli sono diffusissimi. Piatto povero di origine contadina è preparato con pochi ingredienti poveri che in passato erano sempre disponibili per i contadini. Le patate e le cipolle erano sempre in dispensa e i funghi li donava il bosco.
Il condimento semplice ci permette di avere in poco tempo un "tiella" saporita e sostanziosa. Perchè di tiella si parla in origine, ma io mi sono presa la libertà di trasformarla in terrina.
La terrina di terracotta mantiene il contenuto caldo e quindi ci permette di preparare tutto con un po' anticipo.

Terrina_di_patate_cipolla_e_cardoncelli

INGREDIENTI:
(non ci sono dosi precise, andate un po' a gusto)
  • patate
  • cipolla (io ho usato quella di Acquaviva)

19 ottobre 2015

RICETTA MINESTRA DI CECI NERI E CAVATELLI

La minestra di ceci neri e cavatelli è un piatto tipico delle mie parti, perchè i ceci neri si coltivano esclusivamente sulle Murge, particolarmente sulla Murgia barese.
I ceci neri sono leggermente più piccoli di quelli chiari e sono anche più ricchi di ferro. Hanno una cottura leggermente più lunga di quelli chiari e anche il gusto è diverso. 
Il loro sapore ripaga, comunque, della lunga cottura. Piatto della tradizione contadina, vede l'abbinamento dei ceci neri ai cavatelli freschi fatti a mano. Se non sapete fare i cavatelli a mano basta comprarli da un pastificio.
Oggi è 19 e quindi è il giorno delle ricette regionali della tradizione che insieme alle amiche raccogliamo per Cucina e territorio di casa nostra. Questo mese il tema è "Ricordi autunnali in pentola" ed io ho deciso di contribuire con questa minestra. 
Personalmente la faccio poco brodosa, perchè a casa mia piace così, ma si può tranquillamente lasciare più liquida.

MINESTRA DI CECI NERI E CAVATELLI

INGREDIENTI:

  • 250 g di ceci neri
  • 300 g di cavatelli freschi

19 luglio 2015

RICETTA ACQUA, OLIO E SALE

Con acqua, olio e sale rieccoci con il consueto appuntamento mensile delle ricette regionali che vi facciamo conoscere insieme alle altre mie amiche e colleghe blogger. 
Questo mese il tema è Le ricette regionali per l'estate.
La mia è una ricetta che mi riporta all'infanzia e mi fa tornare in mente mia nonna. Soprattutto la sera e quando faceva davvero tanto caldo mi rivedo la scena in cui mia nonna prendeva una ciotola o un piatto fondo e ci versava un bel po' di acqua fredda di frigo. Poi la condiva con olio, sale, pomodori spezzettati, origano  e cipolla. Questa acqua condita poi veniva accompagnata dal pane duro a fette o a tocchetti che veniva fatto spugnare e quindi prendeva tutti i sapori mediterranei ed estivi di questo piatto. Potete stare certi che sia un piatto fresco e saporito pur se preparato con pochissimi ingredienti poveri presenti in tutte le case. Era la cena preferita da mia nonna credo pure quando faceva freddo e non sapeva cosa mangiare, insomma il piatto adatto ad ogni momento e periodo dell'anno pur se rimane un piatto estivo per eccellenza.
Pare che le origini siano contadine, proprio per la povertà degli ingredienti. Cercando sul web altre notizie che riguardano la tradizione ho scoperto e solitamente viene chiamato acquasale, ma io ve lo propongo col nome con cui lo conosco da sempre, sarà pure il nome dato a questo piatto dalla mia famiglia, ma per me sarà sempre acqua, olio e sale.
Per le quantità degli ingredienti ovviamente si va ad occhio.

ACQUA, OLIO E SALE

INGREDIENTI:
  • acqua fredda di frigo q.b.
  • olio evo q.b.

15 aprile 2015

PASSATELLI IN BRODO (a modo mio)

I passatelli in brodo, a modo mio, li ho preparati una decina di giorni fa, quando il freddo invernale ci ha fatto di nuoco visita per qualche giorno. So che ora fa piuttosto caldo, ma mica potevo aspettare a pubblicare la ricetta che arrivasse di nuovo il freddo!
E allora vi voglio spiegare come ho fatto i passatelli, ovviamente in brodo, prendendo spunto dalle ricette di Alessandra, un'amica romagnola carissima, e di Danilo, un carissimo amico emiliano. Ovvio che ognuno ha la sua ricetta ed io mi sono dovuta arrangiare per riuscire a fare qualcosa di simile a quello che ho sempre visto in giro. Poi ho mandato a loro, i miei esperti, le foto dei miei passatelli e mi hanno detto che erano venuti perfetti.
Per le dosi, come mi hanno anche detto loro, sono andata un po' ad occhio, ma ho cercato di tenere delle proporzioni per potervi lasciare delle indicazioni di massima.
Su suggerimento di Danilo ho preso come unità di misura una tazza da latte.
Per ottenere i passatelli esistono degli attrezzi appositi, ma si possono anche fare con lo schiacciapatate. Io ho usato lo schiacciapatate.
Ah, quasi dimenticavo...la mia amica Ornella mi conceda l'uso del nome del suo blog nel titolo! 

PASSATELLI IN BRODO

INGREDIENTI:
  • 2 tazze di pangrattato
  • 3 tazze di parmigiano o grana grattugiato

20 marzo 2015

CORZETTI AL SUGO BIANCO DI PINOLI

I corzetti al sugo bianco di pinoli è sempre stato uno di quei piatti che mi faceva gola vedere in giro sul web, ma come facevo a prepararli se non avevo lo stampo? 
I corzetti sono un formato di pasta fresca tipica ligure e quindi per me che sono di Bari, rendiamocene conto, mica era facile procurameli!
Quante volte ho pregato amici e conoscenti che sapevo dovessero andare in Liguria di cercarmelo, ma nessuno è mai tornato con l'ambito stampo.
Non molto tempo fa chiacchierando con Ilaria, un'amica genovese, è venuto fuori il discorso corzetti e lei non se lo è neppure fatto dire...si è attivata e nel giro di un paio di settimane lo stampo era a casa mia. 
Non provo neppure a dirvi la mia gioia nel tenere tra le mani un aggeggino di legno intagliato, tanto a lungo inseguito e finalmente ottenuto.
Ovvio che la domenica successiva mi sono messa all'opera. 
Ci tengo a specificare che io la ricetta originale non ce l'ho e mi sono basata sui consigli di Ilaria, sia per l'impasto che per il condimento. Se qualcuno ha una ricetta diversa può tranquillamente lasciarmela tra i commenti e io sarò lieta di provarla.
Per dovere di cronaca a casa i miei uomini guardavano questi dischetti con fare scettico, ma all'assaggio sono rimasti entusiasti.
Ora bando alle ciance e passiamo ai fatti.

CORZETTI AL SUGO BIANCO DI PINOLI

INGREDIENTI:
(per la pasta)

  • 300 g di semola
  • 200 g circa di acqua tiepida

14 agosto 2014

FRISA CON STUFATO DI CIPOLLA, TONNO E SPIRALI DI OLIVE

Piano piano sto ricominciando a preparare qualcosa di più e soprattutto mi sta ritornando la voglia di piatti semplici e sfiziosi, perchè qui siamo sempre alla ricerca di nuovi accoppiamenti di sapori e nuove proposte gustative. Ecco allora quello che ho rielaborato da vari spunti presi qua e là e riadattati per condire le frise o friselle, un pane croccante tipico pugliese. Quella utilizzata in questa ricetta è integrale, ma nessuno vi vieta di usarne altri tipi. Io consiglio comunque una frisa sottile, poichè, contrariamente a come si fa di solito, non l'ho bagnata con acqua, ma ho lasciato che si inzuppasse con il sughetto dello stufato di cipolla in modo da rimanere croccante, ma non troppo. Lo stufato di cipolla che ho usato per condire questa frisa è preparato come quello che si usa per farcire il calzone di cipolla alla barese.

FRISA CON STUFATO DI CIPOLLA, TONNO E SPIRALI DI OLIVE

INGREDIENTI:
  • 4 frise integrali
  • 2 scatolette di tonno (Nostromo basso in sale all'extravergine di oliva)

29 aprile 2014

TORTA AL TESTO

La torta al testo è un piatto tipico umbro ed io, che sono pugliese come sa chi mi segue sempre, non pretendo di insegnare agli umbri come farla, nè di dire che questa è la ricetta originale. Io la faccio seguendo una ricetta avuta in montagna da un amico di Bastia umbra. Questa è la ricetta della sua famiglia, quella che faceva sempre la sua mamma. 
Credo che, come tutte le ricette tradizionali, ogni famiglia abbia la sua che si tramanda di generazione in generazione. Il nome questa torta salata lo deve all'attrezzo usato per cuocerla. 
Tradizionalmente si usava il testo di ferro, una specie di padella, che veniva posto sulla brace e riscaldato e una volta che veniva riempito con il disco di pasta si copriva con il coperchio adatto, anch'esso di ferro, su cui veniva posta altra brace. In questo modo la torta cuoceva in modo uniforme sopra e sotto, avendo il calore su entrambi i lati.
Io non ho il testo di ferro, come penso tantissimi. Allora mi è stato consigliato di usare una padella antiaderente (Illa) dal fondo spesso e di diametro di almeno 28 - 30 cm per cuocere la mia torta. Era tanto che non preparavo al torta al testo, ma l'altro giorno parlando a telefono con Ornella è venuta fuori nel discorso ed ecco allora che lo rifatta e mi sono decisa pure a pubblicarla. 

TORTA AL TESTO

INGREDIENTI:
  • 400 g di farina 0
  • 300 g circa di latte tiepido

24 marzo 2014

PIADINA SFOGLIATA ALL'OLIO EVO

Un po' di tempo fa leggendo il blog Ammodomio di Ornella e Paola mi sono imbattuta nella ricetta della piadina sfogliata di Ornella. Ovvio che la curiosità ha preso il sopravvento. A casa mia la piadina è il jolly che mi risolve tante cene ed è sempre gradita a tutti. Di solito faccio la piadina romagnola classica, quella con lo strutto, che finora è risultata la preferita. Quella sfogliata, lo confesso, l'avevo sempre comprata. Quando ho visto quella di Ornella, non ho resistito alla tentazione di provare a fare pure io la piadina sfogliata all'olio evo. L'ho farcita con gli straccetti di vitello con la rucola. Il risultato è stato a dir poco eccezionale, io ho solo modificato leggermente le dosi e la combinazione degli ingredienti.

PIADINA SFOGLIATA ALL'OLIO EVO

INGREDIENTI:
  • 600 g di farina 00
  • 5 cucchiai di olio evo

17 marzo 2014

PASTA CON IL PURE' DI FAVE BIANCHE

Questo è un piatto tipico contadino della mia zona. Le fave bianche sono usate soprattutto, se non esclusivamente, al sud e quasi sempre sotto forma di purè. Eppure sono tanto buone. Tipicamente a Bari si abbinano alle cicorie bollite, ma si possono usare in tantissimi modi. Io le adoro con la pasta. Come tutti i legumi secchi ha bisogno di ammollo in acqua, ma bastano poche ore. Ovviamente devono stare attenti coloro che soffrono di favismo, per loro questo piatto è off limits! Per essere più chiara e soprattutto per chi nonsa cosa sono le fave bianche...sono fave che secche e private della buccia marrone in modo da ottenere le due metà separate sono color giallino chiaro.

     tegamino Ceramiche Tapinassi

INGREDIENTI:
  • 250 g di fave bianche
  • 200 g di pasta

3 marzo 2014

TIGELLE CON LIEVITO MADRE

Da quando ho Cirillino, il mio lievito madre solido, sto cercando di provare  le vecchie ricette dei lievitati in versione nuova, usando il lievito madre. Devo dire che finora i risultati sono sempre stati di tutto rispetto e a vantaggio del gusto e della digeribilità di quello che ho preparato. Oggi è la volta delle tigelle o crescentine che qui ho pubblicato nella versione con il lievito di birra. Con il lievito madre mi sono venute davvero bene, croccantine fuori e morbide dentro. Non avrei potuto desiderare un risultato migliore.


INGREDIENTI:
(per le tigelle)
  • 500 g di farina 0