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giovedì 7 luglio 2016

Crostata estiva con crema fresca di ricotta, fragole e pistacchi e frolla a scelta

Mi piacciono le ferie.
Quelle degli altri.
Quelle che rendono la città un posto migliore.
Quelle che permettono di trovare un parcheggio a pochi metri da qualunque luogo in cui ci si debba recare.
Fosse anche un affollato mercato ortofrutticolo cittadino.
E neanche un parcheggio qualsiasi.
Un parcheggio libero.
Un piccolo rettangolo di asfalto contornato di bianco, come un'isoletta al centro di un mare di strisce blu.
Libero dall'ansia della ricerca di un parcometro funzionante.
Libero dall'ossessione del disco orario.
Libero dalla vampa del sole, perfino.
E' cominciata la stagione delle ferie.
Quelle degli altri.
Possano esserci ancora molti, molti giorni di ferie nella loro vita!

Crostata con crema fresca di ricotta, fragole e pistacchi



Ingredienti per uno stampo di 24 cm di diametro:
Per la base:
400 g di pasta frolla, a scelta tra:
- la pasta frolla scientifica classica
- la pasta frolla scientifica di grano duro (provatela perché è divina)
- la pasta frolla scientifica di riso e mais (senza glutine)
40 g di cioccolato fondente o bianco
Per la farcitura:
550 g di ricotta di pecora freschissima, posta a sgocciolare in frigorifero per 24 ore
150 g di zucchero a velo
1 cucchiaino di estratto liquido di vaniglia
scorza grattugiata di un limone grande
300 g di fragole
40 g di zucchero bianco semolato
40 g di pistacchi sgusciati al naturale

Preparazione:
Base
Preparate la pasta frolla secondo la ricetta che avrete scelto e che troverete aprendo il link corrispondente. Dopo il riposo in frigo stendetela, rivestite uno stampo per crostata con il fondo mobile e mettete tutto in frigo per una mezzora.
Accendete il forno a 170° in modalità statica. Coprite il fondo e i bordi della crostata con un foglio di alluminio e riempite completamente lo stampo con fagioli secchi, prestando particolare attenzione a che i fagioli premano bene contro i bordi, in modo che questi ultimi non scendano durante la cottura.
Infornate e cuocete per 30 minuti, poi sfornate la crostata, lasciatela raffreddare per qualche minuto ed eliminate i fagioli e il foglio di alluminio.
Fate raffreddare completamente la base di frolla prima di toglierla dallo stampo.
Quando la base sarà fredda, sciogliete a bagnomaria il cioccolato spezzettato e con un pennello da cucina spennellatelo sulla base, ricoprendo il fondo e i bordi con uno strato sottilissimo e omogeneo di cioccolato fuso che una volta solidificato renderà la pasta frolla impermeabile ed eviterà che si ammorbidisca a contatto con il ripieno umido. Al termine della spennellatura mettete la base in frigo per una decina di minuti.
Farcitura
Setacciate la ricotta e mescolatela con lo zucchero a velo, la vaniglia e la scorza del limone. Rimettetela in frigo fino al momento di usarla.
Lavate le fragole, eliminate il picciolo, tamponatele con carta da cucina e tagliatele a pezzetti in una  larga padella antiaderente. Aggiungete lo zucchero semolato e cuocete a fiamma vivace per qualche istante, fino a quando lo zucchero si sarà sciolto e le fragole inizieranno a rilasciare un po' di succo. Trasferite le fragole con il loro sciroppo in un'altra padella o in un piatto largo e fatele raffreddare. (Se lo sciroppo resta molto liquido scolate bene le fragole  in modo da recuperarlo tutto e fatelo ridurre in padella, unendolo nuovamente alle fragole sgocciolate quando si sarà raffreddato)
Tostate i pistacchi ponendoli in un padellino antiaderente a fuoco basso per qualche minuto. Trasferiteli in un piatto per farli raffreddare e tritateli al coltello fino ad ottenere una granella.
Assemblaggio
Montate la ricotta con le fruste elettriche per renderla più morbida e cremosa e versatela nel guscio di frolla ricoperto di cioccolato, usando un cucchiaio, una spatola o una sacca da pasticceria.
Lisciate la superficie con una spatola a gomito e ricopritela con le fragole, lasciando liberi un paio di centimetri dal bordo.
Ricoprite i bordi rimasti liberi con la granella di pistacchi tostati.


Conservate la crostata in frigorifero fino al momento di servirla e consumatela entro un paio di giorni.


Che goduria...!! :D


Questa ricetta partecipa al contest immaginario Dolci speciali per persone speciali ed è dedicata al mio best friend speciale che oggi compie gli anni, con l'augurio speciale di poter un giorno venirsela a mangiare!

जन्म दिन मुबारक!

venerdì 24 giugno 2016

Torta di mais, riso e mandorle con fragole e ricotta (senza glutine)

Il presente post viene pubblicato senza minchiatine introduttive in quanto tutte le persone che hanno assaggiato la torta descritta stanno aspettando la ricetta da almeno quindici giorni ed è perciò il caso che l'autrice si dia 'na mossa a pubblicarla.
L'autrice vorrebbe però almeno comunicare a chi non l'ha (ancora) assaggiata che questa torta è di una bontà commovente, umida, morbida e profumatissima di mais, di fragole, di limone e di vaniglia, che le fragole nell'impasto ci stanno da Dio e in bocca si sciolgono in un'esplosione di sapore, che la crosticina creata in superficie dallo zucchero di canna è dolce e croccante e sa di caramello, che...

Aho', ma te vòi move che la ggente sta a aspetta'??? E dajela 'sta ricetta! 'Namo, pubblica!!
Pubblico! Pubblico! :D

Torta di mais, riso e mandorle con fragole e ricotta



adattata da una ricetta pubblicata su "Cucina Naturale"

Ingredienti per una tortiera di 22 cm di diametro (tra parentesi le dosi per una tortiera di 28-30 cm):
250 g di fragole a pezzetti, per il ripieno (400 g) + 200 g di fragole piccole divise a metà per il lungo, per la copertura (320 g): il peso indicato è al netto degli scarti; le fragole vanno lavate, asciugate con carta da cucina e private del picciolo, poi tagliate a pezzetti o divise a metà
100 g di farina di mais fumetto * (160 g)
50 g + 1 cucchiaio di farina di riso (80 g + 2 cucchiai)
50 g di fecola di patate (80 g)
50 g di farina di mandorle (80 g)
15 g (1 bustina) di lievito istantaneo (25 g)
1 pizzico di sale
250 g di ricotta vaccina (400 g)
180 g di zucchero di canna chiaro * (290 g)
scorza grattugiata di 1 limone grande (2)
3 uova medie, a temperatura ambiente (5)
1 cucchiaino di estratto liquido di vaniglia * (2)
75 ml di latte (125 ml)
zucchero di canna Demerara per la superficie
* per questo ingrediente vedi qui

Preparazione:
Iniziate preparando le fragole a pezzetti e quelle divise a metà.
In una ciotola ampia mescolate lo zucchero di canna chiaro con la scorza del limone, sfregando con le dita per impregnare bene lo zucchero.
Setacciate e mescolate in un'altra ciotola le farine, la fecola di patate e il lievito. Unite la farina di mandorle e il sale e mescolate bene il tutto.
Setacciate in una terza ciotola la ricotta con un colino a maglia fine o un passaverdure con i fori stretti.
Unite le uova allo zucchero mescolato con il limone e montatele come se non ci fosse un domani: devono diventare molto chiare, gonfie e spumose.
Unite la vaniglia alla ricotta e montate anche quest'ultima fino a renderla cremosa e soffice.
A questo punto dovete unire la ricotta alle uova montate facendo attenzione a non smontarle, perciò procedete in questo modo: versate un paio di cucchiaiate di uova montate nella ciotola della ricotta e mescolate con una spatola, delicatamente e con movimenti dall'alto verso il basso. Unite altre due cucchiaiate mescolando nello stesso modo e poi altre due: a questo punto il composto di uova e ricotta dovrebbe essere diventato cremoso abbastanza da poter essere amalgamato al resto della montata di uova. Versate quindi un paio di cucchiaiate di crema di ricotta nella ciotola delle uova, amalgamate delicatamente con la spatola, sempre con movimenti dal basso verso l'alto, e proseguite finché non avrete incorporato tutta la crema di ricotta alle uova montate.
Aggiungete al composto di uova e ricotta il mix di farine, unendole un paio di cucchiai per volta e alternandole con il latte, mescolando con la spatola dal basso verso l'alto e con delicatezza.
Infarinate le fragole tagliate a pezzetti con il cucchiaio di farina di riso rimasto, scuotete l'eccesso di farina e amalgamatele delicatamente all'impasto.
Versate il composto nella tortiera rivestita di carta da forno. Disponete sulla superficie le fragole tagliate a metà, premendole un pochino nell'impasto ma senza affondarle. Spolverizzate bene tutta la superficie con lo zucchero Demerara e infornate la torta. Cuocete in forno statico preriscaldato a 180° per 55 minuti circa, controllando la cottura con uno stuzzicadenti dopo 45 minuti (anche per lo stampo di 28 cm il tempo di cottura è di circa un'ora): lo stuzzicadenti deve uscire umido ma pulito, con solo qualche piccolissima briciola di impasto attaccata.
Sfornate e lasciate raffreddare la torta nella teglia per una decina di minuti, poi con delicatezza sollevatela con tutta la carta da forno e appoggiatela su una gratella; con cautela staccate la carta dal bordo della torta e lasciatela raffreddare completamente. Una volta ben fredda eliminate la carta da forno e posate la torta su un piatto di servizio.
Si conserva per qualche giorno in frigorifero coperta a campana.


La ricetta originale prevedeva le mele: a pezzetti nell'impasto e a fettine affondate sulla superficie del dolce.
Io ho messo le fragole, ma si possono usare anche le ciliegie e qualsiasi altro tipo di frutta che regga la cottura in forno.
E voi, cosa metterete nella vostra torta di mais e ricotta? ;)


Questa ricetta partecipa al 100% GLUTEN FREE FRI(DAY) di Gluten Free Travel and Living.

I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

martedì 7 giugno 2016

Crostata PORCA di cioccolato e fragole: facile, veloce e senza cottura!

Il presente post viene pubblicato senza introduzione
in quanto l'autrice ritiene che il titolo
e gli ingredienti usati per la ricetta
parlino da soli.

Crostata di cioccolato e fragole senza cottura



la ricetta originale è di Alessandra

Le etichette "Senza uova" e "Ricette vegetariane" si riferiscono alla ricetta preparata usando biscotti senza uova.

Ingredienti per uno stampo di 22 cm di diametro:
Per la base:
200 g di biscotti al cioccolato
100 g di burro fuso tiepido
Per la farcitura:
500 g di fragole mature (una parte per il ripieno, una parte per la decorazione e una parte per testarne la qualità - ossia per magnarvele cum gaudio)
e una ganache fatta con
200 g di cioccolato al 72% di cacao
200 g di panna fresca
30 g di burro a temperatura ambiente
1 cucchiaino di estratto liquido di vaniglia (vedi qui)

Preparazione:
Base
Polverizzate i biscotti, mescolateli bene con il burro e stendete il composto sul fondo di uno stampo per crostate, antiaderente e con il fondo mobile, pressandolo con le mani (ottimo anche il fondo piatto dei misurini americani) e ricoprendo il fondo e i bordi dello stampo.


Mettete lo stampo in frigo per un'ora almeno.
Farcitura
Tritate il cioccolato (potete usare un coltello per il pane per ricavare delle scaglie da ridurre in pezzetti più piccoli, o ancora potete ricavare delle piccole scaglie usando una mandolina) e mettetelo in una ciotola resistente al calore.
Portate la panna quasi a bollore e versatela sul cioccolato tritato. Unite il burro a pezzetti, senza mescolare, coprite la ciotola con un piatto e aspettate 10 minuti.
Mentre aspettate, lavate le fragole, mondatele e tamponatele con carta da cucina per asciugarle. Tagliatele a metà e ricoprite la base della crostata adagiandole con il lato tagliato rivolto verso il basso. Mettete da parte le altre per la decorazione.


Trascorsi i 10 minuti mescolate il composto di cioccolato con una frusta a mano, lentamente e delicatamente, partendo dal centro della ciotola e poi estendendo il movimento fino a raggiungere le pareti della ciotola, finché il composto non diventerà una crema liscia e setosa. Se restano dei piccoli grumi frullate la ganache per pochi secondi con un frullatore a immersione e filtratela con un colino.
Versate la ganache sulle fragole e mettete la crostata in frigo per un paio d'ore, poi con delicatezza sfilatela dallo stampo e adagiatela sul piatto di portata.
Dieci minuti prima di servirla toglietela dal frigo e decoratela con le fragole messe da parte.


Note per i lettori:
La crostata va consumata entro il giorno successivo poiché le fragole durano al massimo un paio di giorni. Se non riuscite a mangiarla tutta (ma vi dovete proprio impegnare per farla avanzare, eh!) potete tagliarla a fette e congelarla. Fate poi scongelare le singole fette in frigorifero.
Per aiutarvi a sformare la crostata senza romperla potete metterla in congelatore per una mezz'oretta in modo da rendere la base più solida.
Note per Gaudio:
Ricordati di non servire le crostate con questo tipo di base sul vassoio con i bordi rialzati, altrimenti non riesci a sfilare da sotto la base il tarocco che hai usato per staccarla dal fondo dello stampo.
Aggiungendo alla ganache 50 g di glucosio quest'ultima acquista morbidezza e cremosità... accattatelo una buona volta 'sto glucosio! :D

venerdì 15 agosto 2014

Dessert di yogurt greco e frutti di bosco, felice più di me

Questo post non dovrebbe essere qui.
Soprattutto, io non dovrei essere qui.
E neanche il marito.
Dovremmo essere nel nord della Francia, a mangiare ostriche fresche seduti al tavolo di un bistrot su una spiaggia della Normandia.
E invece siamo a casa, a sudare e schiacciare zanzare.
Trecentosessantacinque giorni, in un anno.
A volte perfino trecentosessantasei.
Solo quindici di quei giorni a disposizione per noi che vogliamo fare un viaggio in auto fino alla Normandia.
E ben trecentocinquanta altri giorni a disposizione di un'ernia lombo-sacrale che volesse risvegliarsi all'improvviso e creare problemi.
Ma la mia sceglie proprio quei quindici giorni.
Quattro giorni di iniezioni prima del giorno previsto per la partenza non producono l'effetto sperato.
Sei ore prima della partenza i bagagli sono pronti.
Vestiti lavati, stirati, piegati e riposti nelle valigie.
Il beauty-case nel bagno aspetta solo lo spazzolino da denti.
Le scarpe sono sistemate nelle loro sacche.
Navigatore, macchina fotografica, computer portatile, telefoni cellulari e caricabatterie sono al loro posto.
Il dizionario tascabile italiano-francese è a portata di mano.
Quattro ore prima della partenza, io sono sul divano del salotto a schiacciare zanzare in piena notte, coi denti stretti e la schiena in fiamme.
Davanti a me c'è un viaggio in auto di dieci ore, fino alla prima tappa.
Altre sei ore in auto il giorno dopo.
E dieci giorni in giro a piedi alla scoperta di tante città.
Due ore prima della partenza mi trascino sul letto.
Mi appisolo, sognando di schiacciare zanzare.
Un'ora prima della partenza il suono della sveglia si porta via le zanzare.
Solo quelle oniriche, purtroppo.
E si porta via anche il sogno di quel viaggio tanto atteso.
"Amore, non ce la faccio..."
Delusione, rabbia, avvilimento.
Un'ora dopo la mancata partenza, il marito cancella tutte le nostre prenotazioni.
Due ore dopo, in silenzio, disfa le nostre valigie.
Io cerco invano una posizione che mi aiuti ad alleviare il dolore.
Tentiamo di metabolizzare il fatto che la nostra vacanza sia sfumata.
Ma è maledettamente difficile.
Non ho voglia di cucinare.
Non ho voglia di leggere ricette.
Non ho voglia neanche di mangiare.
Mi scusate, vero, se oggi sul blog non si ride?

Dessert di yogurt greco e frutti di bosco

da qui, con modifiche


Ingredienti per 4 persone:
340 g di yogurt greco (2% di grassi)
170 g di latte condensato
succo e buccia grattugiata di 1 limone
frutti di bosco (io ho usato fragole, mirtilli neri e lamponi)
Per decorare:
foglioline di menta fresca
sciroppo d'acero (o miele)
zucchero a velo

Preparazione:
Versate in una ciotola il succo e la buccia del limone e il latte condensato.
Sbattete con le fruste per due minuti.
Aggiungete lo yogurt greco ben freddo di frigo e mescolate il tutto con un cucchiaio o una spatola.
Unite una parte dei frutti di bosco (lavati, asciugati e tagliati a pezzetti se grandi) e mescolate quel tanto che basta a distribuirli nella crema in modo omogeneo.
Sistemate la crema in quattro coppe e completate il dessert con i frutti di bosco rimasti.
Decorate ogni coppa con le foglioline di menta e aggiungete, a seconda delle vostre preferenze, una spolverata di zucchero a velo o un cucchiaino di sciroppo d'acero (o un filo di miele).


Buon Ferragosto ai nostri venticinque lettori.
A quelli che sono andati in vacanza... e a quelli che non ci possono andare!

Questa ricetta partecipa al 100% GLUTEN FREE FRI(DAY) di Gluten Free Travel and Living.

I Love Gluten Free (FRI)DAY – Gluten Free Travel & Living

giovedì 22 maggio 2014

Quiche dolce di fragole... con frolla scientifica!

Al mio primo tentativo di fare la pasta frolla ho impastato con il robot da cucina.
Il burro si è surriscaldato a tal punto che per estrarre l'impasto ho dovuto metterlo in frigo con tutto il boccale del mixer.
I biscottini erano così sottili e morbidi che ho dovuto trasferirli sulla teglia usando una spatola.
Una volta cotti, erano duri come cracker senza lievito.

Al secondo tentativo ho tenuto l'impasto in frigo tutta la notte.
L'ho steso senza lasciarlo ammorbidire un'oretta a temperatura ambiente.
Era così duro sotto il mattarello che per quindici giorni mi hanno fatto male le braccia.

A quei primi tentativi ne sono seguiti molti altri nel corso degli anni.
Sempre la stessa ricetta.
Sempre la stessa tecnica.
Sempre un risultato diverso.
Panetti perfettamente lisci e omogenei si spaccavano al primo colpo di mattarello.
Panetti orrendamente slegati si stendevano al primo colpo di mattarello.
A farlo apposta non ci riuscivo.
Qualche volta ho composto basi e bordi direttamente dentro la teglia, disponendo pezzi di impasto come le tessere di un puzzle.
Tanto poi il forno aggiusta tutto, come dice la suocera.


Sì, ma... possibile che non esista un altro modo?
Un modo scientifico?
Ho cominciato a studiare.
Seriamente.
Scientificamente.
Anche se soltanto teoricamente.
Ne ho parlato qui.
Ma poiché la teoria a poco serve senza la pratica, un bel giorno ho deciso finalmente di praticare.

Sono partita studiando metodi e ricette di chi è più esperto di me.
Ho cominciato sbavando studiando le crostate di Piero.
E facendogli un mucchio di domande! :D
Dopo aver individuato la sua ricetta, sono arrivata al blog dal quale lui l'ha tratta.
E quale stupore!
Ho trovato non soltanto una ricetta, ma una spiegazione scientifica del perché e del percome!
Avevo tutto quello che mi serviva.
Dovevo soltanto impastare! ;o)


Prima di tutto leggo la spiegazione scientifica del Maestro Adriano una ventina di volte, per far sì che la luce della conoscenza illumini il mio cervello e che la consapevolezza guidi i miei neuroni e le mie mani:
Ciò che cerchiamo nei lievitati, in questa preparazione ci è nemico: il glutine.
Il glutine si forma dall'unione di alcune proteine contenute nella farina, impastate con acqua e sottoposte ad energia meccanica. Nella frolla, la farina trova acqua nel burro e nelle uova, l’energia è data dall'impastamento. Formandosi, il glutine legherebbe l’impasto rendendo la massa elastica, difficile da stendere e coriacea una volta cotta. In più, tenderebbe ad espellere parte del burro, causando una sgradevole sensazione di unto.
La friabilità è inoltre legata al tenore di materia grassa; l’aumento del rapporto burro/farina inciderà positivamente su questa caratteristica, ma, di conseguenza, anche sul sapore.
Per ottenere, quindi, una pasta frolla perfettamente friabile, senza esagerare con la percentuale di burro, dobbiamo creare condizioni avverse all'aggregamento del glutine. Il suo sviluppo avviene con maggiore facilità in ambiente con temperatura superiore ai 20°, per cui è preferibile lavorare con ingredienti freddi (uova, farina, burro, utensili, freddi di frigo) evitando il contatto con le mani. Cercheremo, inoltre, di limitare la durata dell’impastamento (che avremo cura di svolgere imprimendo poca energia). Lavoreremo con l’impastatrice a bassa velocità e per breve tempo, oppure a mano, servendoci di una spatola o di un coltello a lama lunga.
Mi è tutto chiaro.
Devo essere rapida, delicata, evitare di usare le mani e raffreddare utensili e ingredienti tenendoli in frigo prima di impastare.
Preparo un pacco di farina, il barattolo con lo zucchero a velo, la scatola del lievito e quella della fecola, la bottiglietta di estratto di vaniglia, chiudo tutto in un sacchetto di plastica e via nel ripiano basso del frigo.
Limone, uova e burro sono già lì, pronti.
Il sale... vabbè, magari il sale no! ;o)
Tocca agli utensili.
Metto in frigo il piatto sul quale taglierò il burro, il coltello, altre posate e stoviglie varie, il ciotolone di porcellana nel quale impasterò, la spatola di plastica.
E se il fondo del ciotolone non fosse abbastanza ampio per impastare seguendo il metodo indicato dal Maestro Adriano?
La spianatoia di legno in frigo non c'entra.
Ricorro a una larga pirofila in porcellana.
Già che ci sono, metto in frigo anche il tappetino di silicone, non si sa mai.
La farina ideale è di tipo 0 a basso contenuto proteico (0 biscotto W 120-150), che, a causa del minore abburattamento, ha la grana più grossa ed un maggiore contenuto di ceneri, le quali, fortemente igroscopiche, catturano rapidamente l’acqua sottraendola al glutine. Si tratta, però, di una farina per impiego professionale. La zero che troviamo comunemente in commercio è indirizzata principalmente ai lievitati (pane – pizza) e poiché contiene una buona percentuale di glutine, non è adatta a questa preparazione.
Utilizzeremo, quindi, una comune 00, facendo attenzione che il contenuto di proteine non superi il 9%, e la indeboliremo ulteriormente tagliandola con un 10% di amido.
Ovviamente, non sono in possesso della farina ideale.
Leggo la tabella nutrizionale della comune 00 che ho in casa.
Proteine: 10,1 grammi.
Troppi.
Corro al supermercato ed esamino le etichette di tutte le marche di farina 00.
10 grammi di proteine.
Troppi.
9 grammi di proteine.
Perfetto! Che colpo di fortuna! Non ci posso credere!
Ma che strano.
E' la stessa marca del pacco che ho a casa.
Com'è possibile che due pacchi della stessa farina abbiano un contenuto in proteine così diverso?
Torno a casa e scrivo un'email al produttore.
Ma poiché non intendo sospendere l'operazione pasta frolla in attesa della risposta, decido di usare il pacco da 9 grammi di proteine dichiarati in etichetta, e chi s'è visto s'è visto.
Mentre la taglio con la fecola di patate mi sento un narcotrafficante che stia per immettere del crack sul mercato clandestino.
Creeremo un ambiente leggermente acido adoperando del succo di limone, in ragione di ca. 20gr per kg di farina.
Vorrei chiedere al Maestro Adriano a cosa serva creare un ambiente leggermente acido.
Comunque, anche se questo punto mi rimane oscuro, procedo con l'esecuzione.
(Aggiornamento del 21 ottobre 2014 - Il punto oscuro è stato illuminato... qui!)
Mi scappano due grammi di succo di limone in più.
Oddio! Sto introducendo una variabile nel sistema!
L’aggiunta di una minima quantità di lievito istantaneo non pregiudica il sapore, aumenta leggermente l’alveolatura e di conseguenza incide positivamente sulla friabilità.
Il lievito mi permette di usare meno burro?
Evviva! :D
Il sale si scioglie con difficoltà in ambiente grasso, per cui va sciolto in un liquido. Per lo stesso motivo, utilizzeremo lo zucchero a velo che, oltre a darci una frolla più fine, sciogliendosi in fretta, ruba rapidamente l’acqua al glutine.
Sciolgo il sale nell'uovo sbattuto.
Lo zucchero a velo lo faccio io col macinacaffè elettrico.
Oddio! Le lame del macinacaffè elettrico scalderanno lo zucchero!
Di corsa in frigo!
Gli albumi sono ricchi di acqua, ma forniscono una buona plasmabilità, la frolla si stende con facilità senza spaccarsi, agevolando anche il trasferimento nello stampo, per cui nella mia ricetta, con le dovute accortezze, li utilizzo.
E allora li utilizzo senz'altro anch'io! :D

Ingredienti pronti!
Seguendo religiosamente il procedimento indicato dal Maestro Adriano, adesso si impasta!
La prima operazione da fare è la sabbiatura della farina con il burro. In questo modo, i granuli di farina vengono parzialmente rivestiti ed impermeabilizzati, limitando, così, lo scambio di liquidi. Successivamente si uniscono le polveri, ed in ultimo i liquidi. In questo modo la fase d’impasto si riduce al minimo.
Chiarissimo.
Non ho l'impastatrice, quindi percorro la via dell'impasto a mano.
Setacciamo farina, fecola e lievito sulla spianatoia, mescoliamo il burro freddo a pezzetti e, con una spatola o un coltello a lama lunga lavoriamo come per un battuto, fino ad ottenere un briciolame finissimo.
Verso e mescolo le polveri nel ciotolone e aggiungo il burro tagliato a pezzettini.
Comincio a tagliarlo nella farina utilizzando la spatola.
Dopo dieci minuti, del briciolame finissimo nemmeno l'ombra.
Decido di andare per le spicce e "finisco" il burro a mano, sfregando i pezzetti tra i polpastrelli in mezzo alla farina per schiacciarli e romperli, come ho sempre fatto.
Oddio! Ho infranto la regola di non usare le mani! Adesso il burro si sarà riscaldato!
Infilo velocemente il ciotolone nel frigo e fischietto, facendo finta di niente.
Magari il Maestro Adriano non mi ha visto! ;o)
Uniamo lo zucchero. Formiamo la fontana, versiamo al centro le uova battute con il sale, mescoliamo fino a che possiamo con una forchetta, poi spatoliamo trascinando l’impasto sul piano, rapidamente, fino ad incorporare tutta la farina.
Io spatolo e spatolo, ma il fondo del ciotolone è liscio e unto e l'impasto scivola via sotto la spatola, e non riesco ad amalgamarlo.
La spatola in plastica si flette troppo e l'impasto ci si attacca in continuazione, costringendomi a staccarlo via via con un coltello.
Mi fermo.
La farina è stata incorporata, ma l'impasto è tutto in pezzi.
Mi viene un'idea.
Al Maestro Adriano non piacerà affatto.
Mi guardo intorno.
Nessuno in vista.
Allungo furtivamente le mani verso il ciotolone.
Col cuore in gola, infilo le dita nell'impasto e riunisco velocemente tutti i pezzetti stringendoli in un mucchio contro il bordo del ciotolone.
Rapidamente, li presso per compattarli e tiro via le mani dalla ciotola.
Chiudo gli occhi e resto in attesa trattenendo il respiro.
Non succede niente.
Nessun fulmine dal cielo cade a incenerirmi.
Allora, col cuore che batte all'impazzata e veloce come il lampo infilo le mani nel mucchio di pezzetti e impasto tre volte col palmo, delicatissimamente.
Solo tre volte.
Il panetto è formato.
Omogeneo.
Compatto.
Liscio.
Come nella foto del Maestro Adriano.
Che spero non mi abbia visto! :D
Infine, compattiamo con la stessa spatola o velocemente con le mani.
Con la spatola do al panetto una forma leggermente schiacciata e vagamente rettangolare.
Mi colpisce la sua morbidezza.
Eppure sono sicura di non aver fatto sciogliere il burro...
Sulla superficie se ne vede affiorare qualche pezzetto.
Avrei dovuto farli più piccoli. La prossima volta congelo il burro e poi lo grattugio!
A questo punto la frolla è pronta. Per far sì che il burro si compatti, i sapori si fondano e che i legami formati durante l’impasto si dissolvano, va fatta riposare in frigo per un minimo di due ore, meglio se per un’intera giornata.
Può essere congelata in panetti piatti sigillati con pellicola (senza PVC, a causa del grasso), tenendo presente che con 400gr si riveste abbondantemente uno stampo da 28cm.
La mia pellicola contiene PVC.
Orrore!
Usando la spatola trasferisco il panetto in una ciotola più piccola e sigillo quella con la pellicola, così che il PVC non entri in contatto con il panetto.
Metto la ciotola in frigo fino al giorno dopo.
Quanti errori avrò commesso???

La mattina dopo.
Mi alzo e corro ad aprire il frigo.
Il panetto è lì nella ciotola coperta dalla pellicola.
C'è ancora!
Il burro si è compattato.
I sapori si sono fusi.
I legami formati durante l'impasto si sono dissolti.
E' ora di stenderlo.
Scientificamente!

Prima di iniziare l'operazione guardo venti volte il video di Piero che stende la frolla.
Affinché la conoscenza mi pervada e guidi i miei passi, come al solito.
Appoggiato sul tappetino di silicone, il panetto mi guarda in silenzio.
Di nuovo, il cuore accelera i suoi battiti mentre prendo il mattarello di legno e faccio partire il video sottotitolato di Piero.
Tirate fuori dal frigo il panetto della vostra frolla e iniziate a spezzettarlo... senza timori...
 Senza timori? 'Na parola! :D
Ma con tutto il lavoro che ho fatto per compattare il panetto, ora devo romperlo??
Lavorate il panetto con un po' di farina cercando di ammorbidirlo con il calore delle mani
Lavorare il panetto e ammorbidirlo con il calore delle mani?
Dopo che sono stata così attenta a tenere il panetto il più freddo possibile, adesso devo... riscaldarlo??
Iniziate a stenderlo col mattarello girandolo in continuazione cercando possibilmente di mantenere una forma circolare
Spezzo il panetto, lo ammorbidisco, lo lavoro fino a ridurlo a una palla lievemente schiacciata.
Appoggio il mattarello e spingo.
Cede al primo colpo.
Lo stendo sottile.
Un cerchio quasi perfetto.
Bordi lisci e omogenei.
Una sfoglia sottile e compatta.
Scientificamente perfetta!


Non ungo la teglia.
Ritaglio un cerchio di carta da forno e ricopro il fondo dello stampo.
Sopra appoggio due lunghe strisce di carta da forno sistemate a croce, per sollevare il dolce una volta freddo, perché questa preparazione non si può "scaravoltare".
Avvolgo la sfoglia intorno al mattarello e la deposito nello stampo.
Regolo e pareggio i bordi, tagliando via l'eccedenza con un colpetto di mattarello.
Ricopro con un foglio di alluminio, fagioli secchi, e via nel forno.
In cottura i bordi franano leggermente.
Uff, dopo tutto il lavoro che ho fatto per arrivare a questo punto!
Il ripieno nasconde le imperfezioni.
Seconda cottura.
Raffreddamento completo nella teglia.
Sollevo le due strisce di carta da forno.
Il dolce viene su che è una meraviglia.
Lo lucido con la gelatina per evitare che le fragole cambino colore.
Ed è pronto per le foto! :o)


Sento una voce provenire dal fondo.
Uno dei miei venticinque lettori.
"E mo pure le foto? Aho', ma ce la vòi da' 'sta ricetta... o no???"
Eccola! :D :D :D

Quiche dolce di fragole... con frolla scientifica!



Ingredienti per uno stampo da crostata di 28 cm di diametro
Per la frolla (ricetta qui)
225 g di farina 00
25 g di fecola di patate
1,5 g di lievito per dolci
125 g di burro freddo di frigo, a pezzetti
75 g di zucchero a velo
1 uovo grande (60 g)
1,5 g di sale
5 g di succo di limone
buccia grattugiata di un limone
un cucchiaino di estratto liquido di vaniglia
Per il ripieno (ricetta qui)
300 g di fragole (ma prendetene di più... per i controlli di qualità!)
50 g di zucchero semolato
buccia grattugiata di un limone
2 uova intere + un tuorlo
150 g di latte
100 g di panna fresca (oddio, ho usato la panna!)
Per decorare
100 g di gelatina di albicocche
3 cucchiai di acqua

Preparazione
Pasta frolla (tecnica di impasto qui, tecnica di stesura qui)
Un'ora almeno prima di preparare l'impasto mettete in frigo tutti gli ingredienti e tutti gli utensili che vi serviranno (anche quelli che pensate vi potrebbero servire o potreste dover utilizzare... non si sa mai).
Setacciate e mescolate farina, fecola e lievito sul piano di lavoro (io ho usato una larga ciotola di porcellana - fredda di frigo!).
Unite il burro e lavoratelo nella farina con una spatola (fredda!) per tagliarlo in pezzetti piccolissimi.
Aggiungete lo zucchero e mescolate delicatamente con una forchetta (fredda!).
Formate una fontana e versate al centro l'uovo sbattuto con il sale, l'estratto di vaniglia, il succo e la buccia del limone.
Iniziate a mescolare con la forchetta, finché è possibile, poi con la spatola trascinate rapidamente l'impasto sul piano di lavoro, fino ad incorporare tutta la farina.
Compattate l'impasto per formare un panetto, con la spatola o velocemente con le mani (fredde!).
Avvolgete il panetto nella pellicola e mettetelo in frigo a riposare per almeno due ore.
Per stendere la pasta frolla, tirate fuori il panetto dal frigo e immediatamente iniziate a spezzettarlo, compattando i pezzi con le mani.
Lavorate il panetto con un po' di farina, cercando di ammorbidirlo con il calore delle mani.
Appiattitelo leggermente e iniziate a stenderlo con il mattarello, girandolo in continuazione e dando alla sfoglia una forma per quanto possibile circolare.
Confrontate la larghezza della sfoglia con quella dello stampo, calcolando anche l'altezza del bordo.
Quando le dimensioni della sfoglia saranno appropriate, arrotolatela sul mattarello, sollevatela al di sopra dello stampo e srotolatela delicatamente dal mattarello calandola dentro la teglia.
Sistemate la frolla sui bordi dello stampo e tagliate via l'eccedenza rotolando il mattarello sul bordo della teglia.
Aggiustate la frolla sui bordi e mettete la teglia in frigo per 10 minuti.
Passato questo tempo, coprite la base e i bordi con un foglio di alluminio e riempite la teglia di fagioli secchi.
Infornate in forno statico preriscaldato a 170° per 30 minuti.
(Ho usato uno stampo antiaderente e non l'ho imburrato. Ho però sistemato un disco di carta da forno sul fondo della teglia e due lunghe strisce di carta da forno a croce, lasciandole debordare, per aiutarmi a sollevare la quiche una volta fredda. Se decidete di fare lo stesso, non imburrate lo stampo, o la carta da forno si incollerà saldamente alla teglia!)
Sfornate la base di frolla, lasciatela raffreddare per qualche minuto, poi togliete l'alluminio con i fagioli (attenzione, sono roventi!).
Ripieno
Lavate e asciugate le fragole, tagliatele a metà, assaggiatene una quantità adeguata e mettete da parte le altre.
Mescolate in una ciotola lo zucchero con la buccia del limone, sfregando bene con le mani.
Unite le uova e mescolate con una frusta.
Aggiungete la panna e il latte e mescolate il tutto finché il composto risulta omogeneo e fluido.
Disponete le fragole sulla base di frolla raffreddata, con la parte tagliata verso il basso.
Con delicatezza, versate il composto liquido sulle fragole, poco per volta e aiutandovi con un mestolo piccolo. (Per evitare che il liquido traboccasse oltre il bordo della frolla durante il trasporto del dolce fino al forno, ho finito di versare il ripieno fino all'altezza del bordo dopo aver posizionato la teglia sulla grata del forno.)
Infornate di nuovo a 160° per 45 minuti, poi sfornate e lasciate raffreddare completamente prima di sformare la quiche.
Decorazione
Sciogliete la gelatina di albicocche con l'acqua in un pentolino a fuoco medio, poi lucidate la quiche stendendo delicatamente la gelatina calda sulla superficie e sui bordi con un pennello da cucina.


So che avevo promesso qui che avrei scritto post più brevi... ma poi qualcuno ha protestato, e così... ;o)

Con questa ricetta partecipo al contest Nel cesto del pic-nic di La Cucina di Esme.

venerdì 11 aprile 2014

Millefoglie di formaggi freschi con fragole e mirtilli

Gentile operatore di call center che mi sta telefonando sul cellulare da dieci giorni, compresi il sabato pomeriggio e l'ora di cena dei giorni feriali,
Vorrei invitarLa a riflettere sull'eventualità che, non avendo risposto alle Sue otto telefonate, forse io non desideri affatto farlo.
Forse non mi interessa essere informata sulle ultime offerte della rispettabile compagnia telefonica per la quale Lei lavora.
Forse non intendo cambiare gestore dell'energia elettrica.
Forse non ho voglia di rispondere a un sondaggio sulla qualità dell'acqua nel mio Comune.
Forse non ho intenzione di comprare un aspirapolvere, né di ospitare in casa mia una dimostrazione gratuita delle strabilianti prestazioni offerte dal medesimo.
E sicuramente non ho intenzione di fornirLe nomi e numeri di telefono dei miei amici in cerca di lavoro che potrebbero essere interessati a lavorare per la Sua rispettabile azienda.
Forse non voglio dirLe per chi ho votato alle ultime elezioni, né per chi voterò alle prossime.
Forse alle otto di sera ho altro da fare che parlare con Lei della qualità del servizio allo sportello offerto dalla mia banca.
Forse non ho mai autorizzato la Sua rispettabile azienda a usare il mio numero di cellulare per essere contattata da un gentile operatore di call center.
Forse, a dire il vero, non ho mai fornito il mio numero di cellulare a nessuna rispettabile azienda e dovrei essere io a chiedere a Lei come diavolo lo ha avuto.
Forse sarei nel pieno diritto di sentirmi molestata da tanta insistenza.
Forse dovrei sporgere denuncia nei confronti della Sua rispettabile azienda.
Forse dovrei dare ascolto al marito che mi suggerisce di installare quell'applicazione per smartphone che filtra i numeri chiamanti e blocca quelli inseriti in un'apposita lista nera.
Vorrei quindi chiedere a Lei, gentile operatore di call center che lavora per la Sua rispettabile azienda, di non chiamarmi da un interno telefonico diverso per trarmi in inganno.
Di far presente ai Suoi rispettabili superiori che la pazienza e la capacità di sopportazione di ogni essere umano nonché consumatore ha un limite, e che quel limite, nel mio caso, è pericolosamente vicino a essere oltrepassato.
Di astenersi, in conclusione, dall'effettuare altri tentativi di contattarmi telefonicamente.
Perché non mi piacerebbe sentirmi costretta a risponderLe "Non mi interessano offerte su tariffe telefoniche, mi sto trasferendo all'estero!"

Millefoglie di formaggi freschi con fragole e mirtilli

ricetta tratta dal "vomitatoio delle ricette", che è quel posto nel cassettone della cucina in cui accumulo alla rinfusa ricette ritagliate da confezioni di prodotti vari, stampate da Internet, strappate da riviste o scribacchiate alla svelta su fogli volanti, per la maggior parte dei quali, come nel caso di questa ricetta, ho annotato gli ingredienti ma non il procedimento e tanto meno la fonte. I casi quindi sono tre: o me la sono inventata di sana pianta, o l'ho vista in qualche programma televisivo, o ho trovato da qualche parte la ricetta della crema e mi è venuto in mente di metterla tra due dischi di pasta sfoglia. Al riguardo, la ricetta che scrissi sul foglio volante, svariati anni fa, riporta un'altra versione di questa crema deliziosa, con dosi di formaggio leggermente diverse e soprattutto con la buccia dell'arancia al posto di quella del limone e 25 g di cioccolato fondente a pezzettini + 50 g di frutta candita (arancia) al posto di fragole e mirtilli. In questa variante l'ho preparata almeno quattro volte, sempre con indici di gradimento molto elevati, considerando che tra coloro che l'hanno assaggiata e apprezzata c'erano almeno tre persone a cui non piace il formaggio. E così con un post solo vi ho regalato due ricette. Fortunati voi.


Ingredienti per una torta da 28 cm di diametro
2 basi di pasta sfoglia rotonde pronte da cuocere
400 g di ricotta di mucca
150 g di Philadelphia
200 g di robiola
la buccia grattugiata di un limone grande
un cucchiaino di estratto liquido di vaniglia (in mancanza, una bustina di vanillina)
4 cucchiai colmi di zucchero a velo setacciato, più altro per la decorazione finale
125 g di mirtilli
3 vaschette di fragole (ops, non le ho pesate... e non le ho nemmeno usate tutte... diciamo che ne avrò usate una metà per la torta e una metà per i vari... ehm... test di collaudo! :D )
foglie di menta fresca per la decorazione

Preparazione
Lavate e asciugate le fragole e i mirtilli.
Dividete le fragole in base alla grandezza, riservando le più piccole alla decorazione finale. O le più grandi, se vi piace così. Controllate accuratamente che le fragole rispondano agli standard di qualità richiesti per l'esecuzione di questa torta assaggiandone almeno una ogni quattro.
Srotolate la pasta sfoglia e rifilate ogni base in modo da ottenere due cerchi perfetti del diametro di 28 cm ognuno. Io faccio questo accoppando su ogni base uno stampo per crostata merlettato e tirando poi via la pasta sfoglia in eccesso (che puntualmente metto in frigo riservandola per altri usi futuri e puntualmente dimentico). In questo modo il bordo della torta viene tutto merlettato... e sarete già un passo avanti per la decorazione.
Bucherellate i due dischi di sfoglia e trasferiteli su due teglie con la carta da forno in dotazione.
Preriscaldate il forno a 200° e cuocete le basi in forno ventilato (se le cuocete contemporaneamente su due livelli) per 10 minuti. Se come me vi ostinate a cuocere tutte le basi in bianco senza coprirle di fagioli secchi per non farle gonfiare durante la cottura, sappiate che la pasta sfoglia, infida come poche, se ne starà lì, pallida e amorfa, finché voi la guarderete, per gonfiarsi alla velocità del lampo non appena distoglierete lo sguardo per un attimo, foss'anche soltanto per grattarvi la punta del naso. Perciò lasciate stare ogni altra attività e per quei dieci minuti non distogliete lo sguardo dai due dischi di sfoglia e non esitate ad aprire il forno e a bucherellarli senza pietà ad ogni tentativo di gonfiarsi. Tentativi che, sappiatelo, le basi ripeteranno almeno per i primi sette minuti di cottura. Quando le vedrete arrendersi e smettere di gonfiarsi potrete anche distogliere lo sguardo e lasciarle nel forno fino a doratura, dopodiché sfornatele, trasferitele su una gratella, eliminate la carta da forno e lasciatele, ormai innocue, a raffreddarsi.
Nel frattempo (cioè mentre le basi si raffreddano, non mentre cuociono!) preparate la crema di formaggi.
In una ciotola ampia setacciate la ricotta (io uso il passaverdure con i buchi piccoli) e montatela con lo sbattiuova elettrico. Deve diventare morbida e cremosa.
Aggiungete la robiola e sbattete.
Aggiungete il Philadelphia e sbattete.
Aggiungete la buccia del limone e la vaniglia e sbattete.
Aggiungete lo zucchero a velo e sbattete.
Assaggiate la crema col dito e se non vi sembra abbastanza dolce aggiungete altro zucchero a velo e sbattete.
Ripulite i bordi della ciotola con una spatola in silicone e amalgamate bene il tutto. Già che ci siete, sbattete un altro po'. Alla fine la crema sarà bella gonfia e morbida da farvi venire il desiderio di mangiarvela tutta a cucchiaiate. Resistete.
Tagliate a pezzettini le fragole non riservate alla decorazione finale. Mi raccomando, continuate i vostri test sulla qualità del prodotto. In qualsiasi momento potreste essere contattati telefonicamente da un gentile operatore di call center che lavora per una rispettabile azienda e che vi chiederà la vostra opinione, e dovrete essere pronti a fornire una risposta (oggi mi girano...! :D ).
Mettete un disco di sfoglia al centro del piatto o vassoio sul quale servirete la torta (non si sporcherà, ma se avete timore di sbrodolamenti infilate un po' di stagnola sotto il disco: lo sfilerete via al termine della preparazione), con la parte a contatto della carta da forno verso il basso e quella che si sarà gonfiata in cottura verso l'alto.
Spalmate delicatamente una parte della crema sul disco, facendolo arrivare quasi fino ai bordi. Ricordatevi di tenere da parte un po' di crema per la rifinitura finale.
Ricoprite la crema con i mirtilli e le fragole a pezzetti. Tutta (tranne i bordi). Non fate vedere il bianco. Infilate i mirtilli più piccoli negli spazi vuoti tra fragola e fragola. Mostrate a Madre Natura quanto apprezzate i doni della primavera. Beati coloro i quali, essendo nati in primavera, possono prepararsi o ricevere torte di compleanno traboccanti di fragole. Io, al massimo, le mele! :D
Spalmate delicatamente altra crema sopra le fragole e i mirtilli, fino al bordo, pressando molto leggermente. State tenendo da parte un po' di crema per la rifinitura del bordo? Non dite Ops! quando è troppo tardi! (Occhio che oggi mi girano!)
Coprite con il secondo disco di sfoglia, posizionando la parte gonfiatasi in cottura verso il basso e cercando di regolarne la posizione in modo che la torta non sembri pendere da una parte. Non premete troppo o romperete il disco (caspita, quanto mi girano! :D ).
Mettete la crema residua in un sac-à-poche con bocchetta lunga (ammazza!!!) e siringatela contro il bordo della torta riempiendo tutti i buchi, colmando i vuoti e nascondendo tutti i pezzetti di frutta che dovessero eventualmente fare capolino dagli strati di crema (se volete l'effetto sorpresa; altrimenti, lasciateli intravedere). Questa è la parte che mi piace di più. Ho imparato ad eseguire questa operazione osservando il marito sigillare i vetri con la pistola del silicone. :D
A questo punto, se vi è avanzata un po' di crema nella ciotola, ve la potete mangiare (finalmente!), dopodiché ricoprite tutta la sommità della torta con lo zucchero a velo e mettetela in frigo fino a poco prima di servirla, in modo che  l'eventuale umidità delle fragole e dei mirtilli tenuti da parte per la decorazione non sciolga lo zucchero a velo.


Al momento giusto, disponete artisticamente fragole, mirtilli e foglie di menta sulla torta e ai lati (ma il cerchio ce li ha, i lati?) e spolverizzate anche la frutta, leggermente, con lo zucchero a velo. Mentre cercate la risposta alla domanda sui lati del cerchio, non dimenticate, come ho fatto io, di disporre artisticamente i piccoli frutti e le tenere foglioline in vari punti intorno alla torta (si è capito che mi girano? :D )!
Ora, se siete esseri umani normali, potete servire la millefoglie, tagliarla, servirla e gustarla.
Se invece siete foodblogger dovete prima fotografarla!
E mi raccomando, se la portate a casa di qualcuno, che nessuno la tocchi prima che il foodblogger abbia fotografato anche tutte le fette! :D


La foto dell'interno della torta non è la migliore che abbia mai fatto, un po' perché oggi mi girano, un po' perché le luci del ristorante non erano adatte all'allestimento del set fotografico, ma ho voluto comunque mostrarvi come si presenta.

Potete preparare la crema di formaggi e cuocere le basi di sfoglia il giorno prima.
In questo caso tenete la crema in frigorifero, fatela poi tornare a temperatura ambiente e sbattetela (manco a dirlo) prima di usarla per renderla di nuovo morbida.
Assemblate la torta solo poche ore prima di servirla, per evitare che la crema faccia inumidire la pasta sfoglia.


Se state pensando di mescolare fragole e mirtilli con la crema di formaggi, tenete presente che i frutti, soprattutto le fragole a pezzetti, tingeranno la crema con artistiche striature rosso-viola e si incastreranno nella bocchetta lunga della vostra sac-à-poche. Si vede che gli girano pure a loro.