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20091218

Ngh' chi fi l'amòr?

Letteralmente "con chi fai l'amore?", il significato invece è "con chi sei fidanzato?"

20091128

Mille e una pentola

Tjéll (pentola)
Sottogeneri della tjell sono tutti questi sotto

Pignàtt' (pentola alta)

Callàr (casseruola)

Schìf (teglia)



Guantìr (vassoio)


Bichénc/Bicònc (Conca)



Per i recipienti:

- Coc'm (ciotolina)
- Caccavéll (bacinella, recipiente in rame)
- Vazzìj (recipiente in ceramica per servire la pasta)


E adesso tutti in cucina!

20091116

Uàzza

Nebbia

Mille gocce d'acqua che al mattino ti stringono le ossa, come ferro gelido sugli occhi, la Uàzza scende dai colli e ti sale addosso. Il sole d'inverno è la gemma preziosa che ne fa svanire l'incanto.

20090911

Otere

"Tu ning' ut' e n'n fi ot!"
"Tu non hai pace e non la fai avere agli altri!"
Papà me lo dice perchè sono sempre stata iperattiva e nei miei convulsi programmi riesco ad agitare o per lo meno a stravolgere anche quelli degli altri.
Il verbo "Otere" quindi vuol dire avere pace, stare fermi, rilassarsi, prendersi i propi tempi, riposarsi.
Altra tipica frase :
"Mbè ut' n'attim!"
"Fermati/Riposati un attimo!"
Se avete notato si cambia la vocale a seconda che sia infinito (e allora sarò Otere) o coniugato alle varie persone (Ut').

20090815

Lu lazzarétt

Mi chiedeva gaz se "pependone cucende" fosse il peperoncino secco o quello fresco: in effetti, la formula denota solo la piccantezza del peperone, non la modalità in cui lo serviamo. Ad ogni modo, tagliato a pezzettoni e messo sott'olio, avrà anche un nome più specifico: "lazzarétt"!

20090814

Lu pependone cucende

20090809

"T'ador e t'Ringraz"

In questo post chiedo aiuto agli amici pugliesi! Il 7 sono stata al festival Etnorock della città di Atri, tre serate di musica dal vivo: musica dell'etnos, che si contamina, note che scendono nel Mediterraneo e viaggiano sulle sue onde per approdare tra nuove genti. Quello che è successo nella terra della Puglia e i Radicanto esprimono meravigliosamente questo processo di contaminazione.
Splendida la loro interpretazione di un testo di Enzo Del Re: "T'ador e t'Ringraz"... purtroppo non riesco a tradurla tutta! E qui ho bisogno del vostro aiuto amici pugliesi! Ecco il testo che ho copiato dal plico nel loro cd; la canzone invece la trovate sul loro myspace a cui sarete rimandati cliccando qui:

Ca prima a stu'monne
Nan staive nisciune
Ka già faceiva a campà sciasciune.

Te jador e t'ringraz
Ka senza mangeè
Me senghe sazie.

Doppe a ciò ka so veste
Me senghe mbrazze a creste
Je pozze canmbè d'aria comme a nu meliardarie.

Te jador e t'ringraz
Ka senza mangeè me sende sazie.

Ce l'alde cambene ka cacazze,
Ce cussù cussù è un bò più giù,
Te jador e t'ringraz
Ka senza mangeè me sende sazie.

Doppe ciò ka so veste me sende sbalurdute,
So perse u appeteit, e mmo non mange kiù,
Te jador e t'ringraz
Ka senza mangeè me sende sazie.
Ka i rekke non mangiene per nan cachè
Peccé a scì de kuerpe è na sorte a fateiche
Te jador e t'ringraz
Ka senza mangeè me sende sazie.

Ce non me sende tende;
Me senghe me sende a'felette mesenghe a' didittì
Me sende 'mbaraveise
Ka non m'azzekke u prisi

Te jador e t'ringraz
Ka senza mangeè me sende sazie.

20090503

Ciammarica

Sta mattina l'ho trovata sul muro di casa che mi salutava con le antennine!

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| ciammaruca

20090227

Arrustell' ...

...o anche " spitucci' ". Un abruzzese non può vivere senza!!! In italiano si chiamano arrosticini: è carne di pecora fatta a piccoli pezzi e infilata negli spiedini (il nome "spituccio" si riferisce proprio al bastoncino); alcuni tagliano la carne a tocchetti piccoli 1 cm circa servendosi di un cubo apposito (qui sotto).

Si mettono strati di carne e grasso poi si taglia inserendo il coltello nelle apposite fessure, ovviamente dopo aver tolto il coperchio che serve come guida per inserire gli spiedini.
Altri invece preferiscono tagliare la carne a tocchetti più grandi e infilarli uno ad uno nei bastoncini.

Per cuocerli è necessario uno strumento apposito dove si mette la brace, eccolo qua:

Bene! Adesso manca l'ingrediente principale, oltre al buon vino del nonno...

...l'allegra compagnia che si pappa tutto!!!

La storia degli arrosticini è incerta...pare che i pastori (che costituivano una buona parte della popolazione) durante la transumanza arrostissero la carne di pecora infilata negli spiedini...insomma: pecora più fuoco uguale arrosticini!


Le prime 2 immagini le ho prese da contesti non ben identificati quindi non ho inserito la provenienza. L'ultima invece è semplicemente la foto dei miei amici al mio compleanno!!!

20081109

Scrippelle 'mbuss

Le scrippelle sono delle comuni crepes salate; si dicono 'mbuss, che vuol dire inzuppate, perchè immerse nel brodo caldo rigorosamente di gallina. Vengono condite con parmigiano o meglio ancora con pecorino grattugiato sia sopra sia dentro le scrippelle.

PS: Sembra assurdo mangiarle, ma basta spezzarle con cucchiaio in tanti piccoli rotolini... una bontà davvero!

20081023

Mashtria

Innanzi tutto un appunto sulla lettura del termine: il suono "sh" è importantissimo e caratterizza la pronuncia abruzzese.

Mashtrià è intraducibile in italiano con un unico verbo: racchiude l'azione del fare e dell'inventare e indica quindi un'operazione mentale oltre che manuale. Possiamo tradurlo quindi con avere mani e mente impegnate.


La foto ritrae l'esecuzione del tombolo, un ricamo molto particolare tipico dell'Abruzzo: più che un ricamo si tratta di annodare e intrecciare. I fili vengono mossi, con l'aiuto dei rocchetti, intorno agli aghi che vengono fissati sul cuscino che serve da supporto. Ecco un possibile risultato:

Sicuramente una donna che fa il tombolo sta "mashtriando"!

Mia madre lo usa sempre quando parla di me: "Veronica shta simbr a mashtrià!" = "Veronica sta sempre impegnata a fare e inventare qualcosa"

 
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