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giovedì 20 marzo 2014

Insalata del venerdì (di magro) | Cucina Piemontese | L'Italia nel piatto

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Insalata di magro del venerdì


L'appuntamento di oggi con l'Italia nel piatto è dedicato ad un argomento molto versatile

Le uova nel paniere

La primavera si sta avvicinando, le temperature sono salite, le piante sbocciano e le giornate si allungano. Il tempo dei pic nic fuori porta è arrivato e per prepararsi al meglio conviene puntare su ricette semplici e veloci, di facile conservazione anche nel cesto per il pranzo all'aperto. Ricetta? Pensata e trovata!

In tutta Italia, non credo solo in Piemonte, si usa nel periodo della Quaresima alleggerire il pranzo del venerdì ed evitare le carni, così facendo il giorno di magro è assicurato....ma ciò non significa digiuno, perché in campagna si inizia a lavorare sodo. Quindi sono necessarie parecchie calorie e tanta energia. Ricetta? Pensata e trovata!

Una bella insalata è sicuramente la risposta ad entrambe le situazioni qui sopra descritte. Ci vuole energia, proteine, carboidrati, una parte vegetale....beh ecco a voi un bel mix di sapori, da rafforzare con le acciughe che sono spesso presenti nelle tavole piemontesi, anche se la regione NON si affaccia sul mare, e il famigerato e demonizzato aglio, anch'esso principe indiscusso della nostra cucina piemontese!



Questa ricetta prende spunto dal "Arsetari dla cusin-a Piemontèisa" libro di ricette economiche, veloci, scelte e gustate da C. Brero, liberamente modificata da me.



Insalata del venerdì di magro 


Ingredienti (variabili e a piacere dei commensali)
insalata di campo
patate
uova
tonno o acciughe
cipollotto o aglio
olio, limone, sale e prezzemolo q.b.

Procedimento

  • Far bollire le patate e tagliarle a fette. Io ho cotto a vapore nel Microgourmet Tupperware le patate già tagliate a fette per circa 15 minuti a 750W
  • Far rassodare le uova e sbucciarle una volta raffreddate
  • Comporre il piatto a piacere con l'insalata di campo alla base, le patate bollite, le uova sode, le acciughe o il tonno sottolio e condire con un'emulsione di olio, limone, prezzemolo. A chi piace si può aggiungere anche uno spicchio d'aglio tritato o  del cipollotto fresco.

Ricetta dal Piemonte


Le altre regioni vi propongono:



Inoltre, non perdetevi il nostro nuovo ed interessante gioco-contest. Le regole sono le seguenti:


A.A.A. foodblogger delle regioni LOMBARDIA e CALABRIA  CERCASI .



Avete voglia partecipare alla nostra rubrica L'Italia Nel Piatto?

-per motivi organizzativi potrà partecipare solo chi ha un blog
- i partecipanti dovranno essere residenti o originari delle regioni richieste-i partecipanti dovranno creare ricette tradizionali (dolci o salate) della regione di appartenenza e dovranno contenere: accenni alla tradizione e/o alla storia del piatto proposto ed almeno 2 foto
-varranno ricette pubblicate dal 1 aprile sino al 30 aprile compreso
- non saranno valide le ricette già pubblicate, ma con la ricetta si potrà partecipare ad altri contest
-i partecipanti dovranno inviare un minimo di 2 ricette, massimo di 3
-si dovrà esporre il banner del gioco linkato alla pagina facebook di L'Italia Nel Piatto, sia nel post della ricetta sia nella barra laterale del blog
- si segnalerà la partecipazione e le ricette preparate lasciando un commento alla pagina de "L'Italia nel piatto" con link alla ricetta relativa, sotto al post in cui si pubblicizza il contest.

Speriamo che tutte queste indicazioni non vi disorientino perché vi vogliamo numerosi!! 

lunedì 20 maggio 2013

Cucina Piemontese | Fersoi id buròsi | Frittelle di borragine

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Se dobbiamo dirla tutta, questo mese l'argomento della nostra bellissima raccolta di ricette regionali sarà davvero insolito ed interessante. Qui da me spesso trovate idee insolite per cucinare ed imparare a riconoscere le erbe spontanee, quindi quale argomento migliore?

La natura in tavola: erbe, fiori, bacche

Tutto quello che la natura ci offre gratuitamente verrà impiattata. Vi sfidiamo come ogni mese a scegliere una delle nostre ricette e a riproporla per diventare la Guest del mese successivo. Siete pronte????


Fersoi id buròsi (ricetta dialettale tratta da "I novesi a tavola") 

Mès chilu id buròsi - mès ètu id frumògiu gratò - dui èti in faréinna - magiuranna - bira - sò - oriu



Lavài i buròsi, tajaiji bèi féinni, sunsaighe a magiuranna, è frumògiu e a sò.
Preparài a pastèta ncù faréinna, bira, oriu (nà stisa). Lasaila arpusò pèr du ure.
Metighe ndràina i buròsi, fai frise fasenda còse a pastèta a cugiaréinni in tl- oriu còdu.




Frittelle di Borragine

500 gr di borragine - 50 gr di formaggio grana - 200 gr di farina - maggiorana - birra - sale - olio



Lavare la borragine, tagliatela fine, aggiungere maggiorana, formaggio e sale. (io ho preferito comunque far bollire leggermente le foglie)
Preparare la pastella con farina, birra, qualche goccia di olio e lasciarla riposare un paio di ore.
Unire il composto di borragine e far friggere a piccole cucchiaiate in olio caldo.



Tratto da Wikipedia
La Borragine é una pianta erbacea annuale. Probabilmente originaria dell'Oriente, è diffusa spontaneamente  in Europa e in America fino ad altezze intorno ai 1000 m.s.l.m. Ma può essere anche coltivata, si trova anche  negli orti. Diventa alta circa 80 cm. le foglie sono ovali verde scuro e presentano una lieve peluria. I fiori hanno 5 petali disposti come una stella, il colore è blu-viola. Si usano le foglie in preparazioni come frittate, ripieni, frittelle, torte salate. La cottura elimina la peluria delle foglie, le foglie giovanissime possono essere consumate anche crude. Anche i fiori possono essere consumati. Si usano per colorare l'aceto, per guarnire piatti o per bevande estive.




Nella cucina piemontese, e soprattutto in quella della mia zona è presente in maniera decisa l'uso di cibi erbacei, naturalmente questo comporta una notevole parte di tempo dedicata alla ricerca e raccolta delle erbe. Segue una attenta cernita e pulizia delle stesse e poi ...arriva il momento divertente: prima la scelta della ricetta adatta e poi quello più piacevole...una sana mangiata!

Ricetta Piemontese





Ecco a voi le altre ricette....






Rinnovo ancora  i ringraziamenti alla nostra ospite di questo mese Rosalba di "Miele e vaniglia", a tutte le regioni che con grande impegno e costanza preparano post ricchi di immagini e contenuti. Siamo sempre in continuo rinnovamento, pronte a venire incontro alle esigenze dei lettori. Vi aspettiamo ogni 20 del mese, sempre qui...e se avete idee, spunti per argomenti che vi interessano passate nella nostra pagina facebook a lasciare un messaggio.


...continuate pure un aperitivo con una frittella e un buon bicchiere di Timorasso delle mie terre!


Ringrazio mia mamma e la sua amica Carla che si sono accordate per la raccolta di questa erba spontanea, e me l'hanno procurata. Purtroppo essendo molto presa ultimamente e dovendo sottostare alle regole ferree del meteo pazzo, non riuscivo mai ad uscire per la raccolta...Grazie davvero splendide donne!!!

martedì 30 aprile 2013

Boccioli di tarassaco sott'aceto | Premi


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Bentornati lettori ed amici miei!

Mi sono allontanata qualche giorno dal mio blog e dai vostri meravigliosi spazi nel web. Non sono scappata, vi leggevo comunque sui vari social, siete sempre tutti quanti nel mio cuore!! Ho sbirciato con molta curiosità le foto del bel raduno di Roma e mi complimento con tutte le partecipanti e le organizzatrici...chissà se prima o poi riuscirò ad incontrarvi tutte!!!

In questo scorso week end ho avuto il piacere di trascorrere un paio di giorni con il mio maritino, gironzolando tra San Marino, Urbino, Tavullia, Gradara ed infine Riccione....tutto concentrato in due giorni:  camminate e visite a luoghi meravigliosi. Spero di riuscire a farvi un piccolo resoconto, anche fotografico, con qualche dritta per mangiare davvero bene!!

Oggi una ricetta veloce con le erbe spontanee. Anzi più che con le erbe....questa volta con i boccioli!

Ricetta tratta e modificata a mio gusto dal libro-sacro "la mia cucina con le piante selvatiche" 

Ingredienti per un barattolo medio

100 ml di vino bianco (chardonnay di capo di vigna)(*)
100 ml di acqua
100 ml di aceto di vino bianco
1 foglia di alloro
1/2 cucchiaino di aglio in granuli tec al
1 peperoncino mignon
1 chiodo di garofano
5 semi di coriandolo
1 cucchiaino di sale
2 manciate (le mie mani sono piccole!) di boccioli di tarassaco ben puliti



Procedimento

  • Portare tutti gli ingredienti a bollore (escluso i boccioli)

  • Unire i boccioli e lasciar bollire ancora un paio di minuti, versare nel vasetto ben sterilizzato ancora il composto ancora bollente! chiudere subito il vaso, che poi andrà sottovuoto con il solito clic del tappo.
  • servire come antipasto o abbinati a formaggi. Oppure sgocciolati e conditi con un filo di olio a crudo!
Boccioli di tarassaco sott'aceto

Note: 

  - Potete scolare i boccioli dopo la bollitura e conservarli sott'olio. 
  - Io preferisco conservarli in versione sott'aceto e li uso anche al posto dei capperi,  anche nell'insalata   russa sono strepitosi!!!



(*) Questa azienda non è una mia collaborazione, bensì il nome e riferimento di una cantina dove acquisto un paio di volte all'anno dei vini davvero ottimi! Disponibili sia in damigiana che in bottiglia.

****

Ringrazio la cara Rita di Distrazioni sfiziose per aver pensato al mio blog per assegnarmi non uno,....ma bensì due premi


Eccoli:


Non girerò i premi a qualcuno in particolare, ma li lascerò per tutti voi.  Risponderò comunque alle domande perchè sono molto simpatiche ed attinenti al blog

  1. Biscotti o torta? tutti e due!!!
  2. Cioccolato o vaniglia? vaniglia, semi neri e lucenti e profumati (guai la vanillina!)
  3. qual è il tuo spuntino dolce preferito? ....un gelato o uno yogurt frozen
  4. quando hai maggiore voglia di cose dolci? quando sono nervosa...
  5. se avessi un soprannome dolce, quale sarebbe? bignè?

mercoledì 24 aprile 2013

Torta salata al tarassaco senza lattosio

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Di cielo azzurro, di quel colore pazzesco e carico che adoro nella stagione primaverile, non ne ho ancora visto e la foschia e le nuvole fanno da cornice nella contea di camelot.
Di quel tepore, quello che ti fa venir voglia di scoprire le braccia e le gambe, non ne ho ancora sentito, e la stufa continua a scaldare le serate di questa strana primavera.
Di quelle erbe spontanee, quelle che mi danno tanta soddisfazione, per ora ne ho raccolte ancora un pò pochine, ma la terra è pesante e carica ancora di acqua e fango. E camminare per la campagna è davvero faticoso....

...ma qualcosa ho trovato nei miei pellegrinaggi....


Oggi tarassaco e ricetta pratica ed alla portata di tutti!

Ingredienti

diversi cespi di tarassaco
1 confezione di pasta sfoglia rotonda **(naturalmente con grassi vegetali!)
1 confezione di panna di soia alpro
3 uova biologiche
pinoli biologici
mix di erbette essicate a piacere (io stavolta ho usato solo il timo)
pepe bianco tec al

Procedimento

  • pulire bene le foglie del tarassaco e lasciare a bagno con un cucchiaio di bicarbonato, sciacquare bene sotto abbondante getto d'acqua

  • Far bollire in acqua salata per qualche minuto, sgocciolare bene e tritare 

  • Stendere la pasta sfoglia. In una ciotola miscelare bene la panna, le uova, il pepe bianco e il timo. Aggiungere i pinoli e il tarassaco.
  • versare il composto sulla sfoglia bucherellata, aggiungendo qualche pinolo sulla superficie e cuocere in forno caldo (io 190°C) per circa 20 minuti, controllare comunque la doratura
  • servire o calda o fredda a piacere


Spero che questa ricetta sia come sempre di vostro gradimento e che vi faccia venir voglia di sperimentare l'uso delle erbe in cucina.

Grazie a ecobioshopping per il piatto in foglia di palma e le ecoposate in legno, perfette per una ricetta tutta biologica e in sintonia con la natura!


lunedì 22 aprile 2013

Pesto di papavero | 100% vegetal monday | Premi

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Tornando la bella stagione non posso far mancare nel mio adorato blog le ricette con le erbe spontanee, già lo scorso il raccolto era stato buono e la fantasia mi ha aiutato, oltre ad alcune conoscenze tramandate ed arrivate direttamente dal passato della mia famiglia.

Nella pagina Le erbe spontanee vi potrete stupire e soprattutto capire quanto le erbe possano far parte della nostra cucina.

MI RACCOMANDO SEMPRE DI RACCOGLIERE SOLO ERBE CHE CONOSCETE BENE E DI PRENDERE SOLO QUELLE LONTANE DA STRADE O CENTRI ABITATI. SIATE EDUCATI E RISPETTATE L'AMBIENTE, NON LASCIATE IN GIRO NULLA DURANTE LE VOSTRE PASSEGGIATE.

Un consiglio che vi do è di andare per erbe, o per funghi, o bacche con un bel cesto di vimini oppure una borsa di stoffa. Io preparo anche dei sacchetti di carta in modo da riporle divise per qualità e per lavorare con più facilità al ritorno.


Oggi userò il papavero.
Viene considerata una vera e propria malerba infestante, grazie al potere dei suoi piccoli semini che spesso la porta ad invadere grandi spazi. Purtroppo si vedono sempre meno nelle campagne a causa dei forti erbicidi che vengono sparsi nei campi di cereali.
Al momento, qui nella contea, ne ho trovato davvero pochissime piante, nonostante abbia battuto in lungo e in largo le mie "zone di raccolta". Forse le numerose piogge hanno rallentato la crescita?

Del papavero di può usare tutto: le foglie giovani in insalata, le rosette basali più grandi come se fossero spinaci, i petali come decorazione, i semi (conosciutissimi) in pasticceria e panetteria.

FATE SOLO ATTENZIONE AL LATTICE CHE FUORIESCE DAI FRUTTI, QUELLO IN GRANDI QUANTITA' E' TOSSICO.

Passo subito alla ricetta

Ingredienti (non ho messo volutamente le quantità)

due o tre manciate abbondanti di foglie
aglio granuli tec al
olio di oliva
panna di soia
pinoli

fusilloro verrigni

Procedimento

  • Pulire e tenere a bagno in abbondante acqua e bicarbonato le foglie del papavero. Sciacquarle.
Foglie di papavero

  • In una padella versare un filo di olio e mezzo cucchiaino di aglio in granuli, far soffriggere leggermente
  • Aggiungere le foglie, mettere il coperchio e lasciare stufare leggermente. Se necessario aggiungere qualche cucchiaio di acqua, per continuare l'appassimento del papavero.
  • Lasciare raffreddare. In un mixer tritare le foglie, i pinoli (a piacere anche mandorle o noci) e olio. In ultimo aggiungere un paio di cucchiai di panna per rendere il tutto più cremoso.
  • Cuocere in acqua salata il fusilloro verrigni, pasta trafilata in oro, dalla caratteristica consistenza e delicatezza
  • Condire la pasta con pesto di papavero e decorare con qualche pinolo. Io ho servito tiepida in versione finger food

Con questa ricetta salata partecipo al vegetal monday di "La cucina della capra"



Ringrazio Italians do eat better ed In cucina da Eva per avermi assegnato il premio"Super sweet blogging award"

Per questioni di tempo seguirò in parte le regole, non lo girerò ad altre blogger ma lo lascerò a disposizione di tutti. Con piacere risponderò alle domande che mi sono state assegnate

  1. Biscotti o torta? perchè scegliere se si possono avere entrambi....
  2. Cioccolato o vaniglia? vaniglia assolutamente senza dubbi, sono allergica alle nocciole e con il cioccolato devo sempre fare molta attenzione
  3. Qual è il tuo spuntino dolce preferito? il muffin (fatto da me)
  4. Quando hai maggior voglia di cose dolci? quando sono sotto stress
  5. Se tu avessi un soprannome dolce quale sarebbe? artù? non è abbastanza dolce? (me lo ha affibbiato il mio maritino....)

lunedì 25 marzo 2013

Tofu alla curcuma in insalata mista | 100% vegetal monday

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Siamo già di ritorno con il mitico appuntamento del 100% vegetal monday di "La cucina della capra", sono sempre più felice di partecipare a questa interessante raccolta e apprezzo il bel riscontro che ha avuto anche qui sul mio blog tra i miei lettori. Grazie! a loro e grazie a La cucina della capra per avermi accolto nel suo spazio con il mio piccolo contributo settimanale.

Oggi vi proporrò una ricetta con il tofu alimento ed ingrediente vegetale al 100% che purtroppo non viene amato da tutti. Cercherò di darvi qualche spunto per utilizzarlo al meglio!


Il tofu è ricavato dal caglio del latte di soia, viene poi pressato in panetti e si trova in vendita nei negozi biologici e in numerosi supermercati. E' una fonte di proteine notevole, povero di carboidrati.


Se volete sbirciare le ricette che ho realizzato fino ad ora (totalmente 100% vegetali) spero di farvi cosa gradita a lasciarvi un elenco a disposizione


Ma passiamo alla ricetta di oggi: veloce, sana e completa.

Tofu alla curcuma in insalata



Ingredienti (non metto le quantità perchè le insalate sono sempre improvvisate)

tofu in panetto
curcuma 
semi di papavero
olio evo

insalata rossa amara primaverile (cicoria rossa)
noci
fagiolane bianche della val Borbera (o fagioli bianchi di spagna) lessati in precedenza
pane carasau (base delle mie insalate, dona la nota croccante!)
olio evo
(sale)
erbe di provenza (mix di rosmarino, basilico, timo, maggiorana)

Procedimento

  • tagliare il tofu a cubetti farlo rosolare in padella con olio evo e spolverare con curcuma, far diventare croccante da tutti i lati, a questo punto versare i semi di papavero che doneranno un tocco di colore in contrasto
  • Preparare un'insalatiera con pane carasau, insalata rossa amara, noci spezzettate e fagioli lessati
  • Condire con olio, erbe di provenza (e sale, io l'ho omesso) o eventualmente con emulsione di olio e succo di arancia



Con questa ricetta partecipo al 100% vegetal monday di "La cucina della capra"



Note:

  • per le mie ricette vegetali ho scelto un bellissimo servizio per la tavola, si mangia con le posate in legno di Ecobioshopping
  • Ho trovato nella credenza una bella ciotola tonda, verde come il logo dell'iniziativa e non ho saputo resistere. La ricetta di oggi era perfetta lì dentro!
  • Vi presento anche un'altra delle mie passioni, la raccolta di accessori per la cucina: strofinacci, grembiuli, cappellini da chef. Questo è un asciughino da cucina very vintage anni 70, dai colori sgargianti (che ricordavano gli ingredienti nel piatto), faceva parte del corredo della mia mamma (mai usato) e quindi arrivato diretto nel mio corredo....non è bellissimo??? ed anche qui vado controcorrente...come al solito. Nessuna collaborazione di stoffe, tovaglie ma ho ripescato dal magico baule di casa....

Aggiornamento:
Ho ricevuto qualche giorno fa un premio, e come sempre lo accolgo volentieri:

Mi è stato assegnato da Ajò a Pappai un blog nuovo che mi segue. Il gioco prevede di ringraziare il blog che ci ha donato il premio: grazie di cuore. Prevede di raccontare sette cose di me: 
  1. ultimamente soffro di insonnia
  2. adoro fare la casalinga disperata con la musica a palla
  3. voglio riprendere ad andare in piscina
  4. non vedo l'ora di mettere in funzione il mio spazio all'esterno (giardinetto e gazebo)
  5. mi piace molto scoprire blog nuovi
  6. sono abbastanza tollerante, ma non sempre posso accettare certi compromessi
  7. ho un grande progetto nei miei pensieri (forse è quello che non mi fa dormire...vedi punto 1)
Dovrei girare il premio a 15 blog, ma il tempo tiranno non mi permette di farlo, lascio qui per tutti voi questo banner, prelevatelo se vi fa piacere e giocate con me!


lunedì 28 gennaio 2013

Cucina Piemontese - Insalata di cipolle...Per L'Italia nel piatto

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Bentrovati e buon inizio settimana a tutti i lettori!

Una delle esperienze più gratificanti relative al mio blog è senza dubbio la ricerca di ricette della tradizione, di ingredienti che valorizzano il mio territorio ed inerenti alla Cucina Piemontese in generale.

Con grandissimo piacere vi comunico che partirà oggi una nuova ed elettrizzante rubrica

L'Italia nel piatto

che porterà sul web una carrellata di nuove ricette e nuovi spunti da ogni singola regione della nostra bellissima Italia, il gruppo rinnovato (in parte) e alcune "vecchie" conoscenze vi accompagneranno per mano nelle cucine della tradizione, vi faranno vedere e assaggiare piatti tipici e vi consiglieranno come meglio riproporli.

Diamo subito il benvenuto alle nuove rappresentanti di alcune regioni ed ai loro rispettivi blog:

Lombardia Le delizie della mia cucina gestito dalla mitica Carla (MYCS)
Veneto Le tenerezze di Ely vi aspetta la dolce Ely
Calabria Io cucino così curato dalla nostra Filo



Oggi un argomento a me molto caro:

Le verdure


La cipolla
La cipolla è molto presente nella cucina piemontese, sia con il ruolo di insaporitore di minestre ed insalate, sia nella veste di ingrediente principale di piatti, magari bollita o cotta al forno. Nella zona pianeggiante del Tortonese (AL) se ne coltivano diverse varietà, le cipolle bianche, le dorate, e le rosse. I comuni interessati sono: Castelnuovo Scrivia, Molino dei Torti (famoso anche per l'aglio!), Guazzora e Pontecurone. Di solito proprio quest'ultimo borgo ospita nella prima settimana di settembre una ricca sagra della cipolla, dove nel menù si trova questo prezioso ortaggio cucinato in maniera sublime; sono stratosferici gli anelli di cipolla fritti!!



La mia ricetta di oggi è un piatto di casa, lo preparava sempre anche la mia nonna materna e per combinazione ne ho trovato una versione (che è quella che vi propongo) nel libro "La cucina Piemontese" della Newton&Compton Editori (vol.2) nella sezione Ortaggi e Legumi.


Insalata di cipolle

Ingredienti
cipolle rosse o dorate (di varietà dolce)
2 foglie di alloro (io essicato)
rosmarino foglie contuse di Tec Al (o rosmarino fresco, per me non accessibile causa neve!)
(prezzemolo tritato)

Per la vinaigrette
succo di limone
olio di oliva (evo)
un cucchiaio di pasta d'acciughe (o acciughe sott'olio tritate)
sale
pepe nero Tec Al




Procedimento

  • Pulite le cipolle e lessatele in acqua bollente salata nella quale avrete messo l'alloro ed il rosmarino.
  • Se usate entrambe le varietà di cipolle vi consiglio di cuocere prima le bionde e poi le rosse per non contaminare il colore delle prime.
  • Toglierle al dente ed affettarle una volta raffreddate un poco.
  • Preparare la vinaigrette e coprire le cipolle che avrete disposto in un piatto da portata.
  • A piacere decorare con prezzemolo tritato. (io causa neve l'ho omesso!)


A scopo informativo, ricordo quanto sia preziosa la cipolla nella nostra alimentazione, è diuretica, ci aiuta a mantenere bassi i livelli di glicemia, colesterolo e trigliceridi. E' preventiva per evitare malattie cardiache ed aterosclerosi. Le sue proprietà antiinfiammatorie sembrano davvero effettive!




Un doveroso e grandissimo grazie alla dolcissima Eva la nostra grafica e creatrice del bellissimo banner (ognuno diverso con contrassegnata  la propria regione!!! ).

Vi invito a cliccare sul banner e mettere un bel "mi piace" sulla nostra nuova pagina FB "L'Italia nel piatto"


Vi consiglio di andare a sbirciare in tutte le cucine delle regioni della nostra splendida Italia! Troverete molte idee per una cucina "verde".






L'appuntamento fisso sarà ogni giorno 20 di ogni mese alle ore 10!!! E' facile da ricordare 20 sono le regioni d'Italia!
Vi aspettiamo .... non mancate!!!

lunedì 3 settembre 2012

Cucina Regionale Piemontese: il Genepì

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Eccoci nuovamente insieme con la nostra bellissima raccolta di ricette della nostra bellissima Italia!


Dopo la doverosa pausa estiva vi proporremo un calendario con appuntamenti meravigliosi e davvero interessanti, credetemi. Ogni 15 giorni, sempre il Lunedì, sempre alle 9 non mancate!!

La partenza di settembre vuole dare il benvenuto alla Valle d'Aosta con la cara Cinzia che vi proporrà le ricette di una regione a cui sono molto legata, come qualcuno di voi sa già....


Partiamo subito festeggiando ed assaporando:

Liquori

Sia prodotti artigianalmente, sia usati per cucinare sono una tradizione italiana da non sottovalutare, ogni regione avrà la sua "ricetta segreta" da svelarvi e per stupirvi.....alzate i bicchieri e ...cin cin

PIEMONTE: qui da me


Il Piemonte è conosciuto  anche per la sua ricca produzione di distillati e liquori, alcuni che nascono dal mondo vino (come il Vermut o le grappe), altri dal mondo delle erbe spontanee, le aromatiche e le officinali, da foglie o fiori (come il liquore alla genziana, il genepì....)

Sicuramente uno dei più conosciuti e dei più famosi, che nasce nelle vallate alpine del Piemonte, ma si trova facilmente anche in  Valle d'Aosta, è il genepì.
Il genepì è anche il nome comune con cui viene indicata la pianta aromatica che cresce spontanea nelle Alpi (il nome del genere è Artemisia). Da questa pianta per infusione e distillazione si ricava il liquore omonimo. La pianta presenta un genere maschile ed uno femminile. E' un cespuglietto di piccole dimensioni con infiorescenze, il fiore maschio è quello più profumato ed è quello usato per il liquore. Ormai il genepì è specie protetta, quindi NON si può raccogliere, ma per la produzione del suddetto liquore, viene coltivata tranquillamente, ma ad altitudini diverse (1900 m.s.l.m.) rispetto a dove si trova quello spontaneo (fino ai 3000 m. s.l.m)


La materia prima mi è stata gentilmente offerta da mio suocero (che a sua volta l'ha ricevuta in dono), sapendo la mia passione per le ricette e gli esperimenti. Così ho cercato una ricette in rete e ho prodotto. La ricetta può naturalmente essere ridotta nelle quantità, mantenendo sempre le proporzioni. La mia produzione risale ad un paio di anni fa, e per fortuna ne avevo ancora una piccola bottiglietta, che vi presenterò.


Ingredienti  (ricetta reperita in rete diversi anni fa, non ho la fonte)

20 piantine di artemisia
1 litro di alcool da liquori
1 litro di acqua
400  gr di zucchero

Procedimento

In un vaso di vetro a chiusura ermetica mettere a macerare le piantine (le infiorescenze) in alcool per circa 45 giorni.
Preparare uno sciroppo con acqua bollente e zucchero e lasciare raffreddare.
Mettere insieme sciroppo e l'alcol per una notte, filtrare il giorno successivo.
Lasciare riposare per circa un mese prima di consumare.

Poichè il liquore viene fatto con le piantine, ogni tanto va filtrato (io preferisco così), oppure se lo versate fate attenzione a non smuovere il fondo che si forma sulla bottiglia.

Buona degustazione, liquore adatto ad un dopocena in montagna o per l'inverno, davanti al camino che scoppietta....

Genepì 

Il mio genepì

Non avendo fatto quest'anno il liquore non ho la foto della pianta, ma ho trovato questa bustina che contiene del genepì (ormai essicato). Su wikipedia troverete la foto, o semplicemente facendo una ricerca immagini di google.

Buon inizio settimana a tutti!

lunedì 11 giugno 2012

Cucina Regionale Piemontese. Mesanne cumudè

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Ci ritroviamo ogni lunedì all'appuntamento più cliccato del web....si, magari!!! comunque noi ci dedichiamo settimanalmente ad una ricerca e realizzazione di ricette regionali con argomenti sempre molto interessanti.
Questa settimana si parlerà e si cucinerà con

Le melanzane

Vogliamo farvi assaporare i nostri piatti, anche dove la melanzana non è proprio un ingrediente tipico della cucina regionale, siamo riusciti a preparare deliziose ricette. Prendete carta e penna e segnatevele!

PIEMONTE: qui da me
TRENTINO ALTO ADIGE: (questa volta non parteciperà, ti aspettiamo "A fiamma dolce")



Il Piemonte vanta una notevole produzione di ortaggi, legate alla stagionalità quali cardi, peperoni, ceci, fagioli, ma anche....le melanzane!!! Ho scoperto una varietà prodotta nella zona alessandrina che si chiama "Melanzana violetta casalese" ha forma cilindrica leggermente ovoidale, viola purpureo con alcune sfumature biancastre, polpa bianca e semi presenti solo in fase avanzata di maturazione...Pare che addirittura in documenti del dopoguerra fossero già presenti e nominate queste melanzane (che come è risaputo non sono proprio un ortaggio tipico piemontese). Buona a sapersi vero?

Nonostante tutto....
Nei miei quattro libri di ricette piemontesi alla fine però sono riuscita a trovare solo 3 ricettine misere misere, addirittura in due dei miei fidatissimi vangeli culinari regionali nemmeno vengono presentate  le melanzane..... ma non mi sono data per vinta....ed ecco a voi:


Ricetta tratta da "I novesi a tavola" della Società Storica Novese (prov. di Alessandria)

In ètu e mèsu id còrne sarò a dadèti
quatru mesanne
duu tumate
dui ramèti in timu
ina foja id lauru
duu carotule
inu spig d'òju
quatru cugè d'oriu
im biceru id véin biancu
im masètu id pursème
duu sigule
sò e paivru

Fai frise nt-l-oriu a còrne sarò, ncu i sigule trighè.
Sunsaighe è tumate e è mesanne ncu a sò pèle fate a dadèti.
Metighe a sò, u timu, u lauru, è carotule, l'òju e im bel biceru id véin.
Faj cose ncu tante fogu, poi sbasailu e crubì a casarola.
Faj cose pèr in ura e servì ncu i pursème trigà.

Ingredienti
150 gr pancetta a dadini
quattro melanzane
due pomodori (oppure pelati, o salsa)
due rametti di timo (io il mio biologico)
una foglia di alloro (idem)
due carote
uno spicchio di aglio
quattro cucchiai di olio
un bicchiere di vino bianco (io Cortese)
un mazzetto di prezzemolo
due cipolle
sale e pepe

Procedimento
Far friggere nell'olio la pancetta e le cipolle tritate.
Aggiungere i pomodori e le melanzane con la buccia fatte a dadini.
Aggiungere sale, timo, alloro, carote, aglio e il bicchiere di vino.
Far cuocere a fuoco vivo, poi abbassare e coprire la casseruola.
Far cuocere circa un'ora e servire con prezzemolo tritato.



Potete usare questa preparazione come contorno oppure per condire della pasta fatta in casa!!! buonissimo abbinamento! Io le ho provate con i miei spaghetti fatti con il Pastamatic, ma mi sono dimenticata la foto...perdonatemi!!!




Mi raccomando NON CONSUMATE MAI le melanzane CRUDE, sono tossiche!!!


giovedì 7 giugno 2012

Fagiolata valligiana in rosso

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Bentrovati cari lettori e care lettrici.
Come state? Qui dalla Contea di Camelot tutto ok, piacevolmente accarezzati da un vento frescolino ed un cielo plumbeo che per nulla si addice ad una giornata di giugno. Mah?

Oggi vi propongo la mia seconda ricetta per il concorso Pomì ... sono davvero felice di partecipare a questa iniziativa, anche se i prodotti mi sono arrivati tardissimo e le ricette in gara sono tutte bellissime e tante hanno davvero ottenuto un consenso altissimo!




Cliccando sul banner qui sopra potrete accedere alla votazione della mia ricetta nella sezione: "Ricette sostenibili" o come la definisce Pomì ricette buone per le persone e per l'ambiente, in questo caso ho usato prodotti tipici del mio territorio.

La Fagiolana della Val Borbera è una varietà di fagiolo che venne importata dalla Spagna nel '500. Ha il caratteristico seme bianco a superficie liscia, ma talvolta si trova un poco grinzosa se durante la produzione ha risentito di carenza di acqua. Si possono consumare fresche oppure si usa conservarle essicate per averle pronte agli usi nelle ricette tipiche della nostra zona. Spesso i ristoratori propongono infatti: Insalate di fagiolane, trippa con le fagiolane....

Fagiolata Valligiana in rosso

La ricetta è semplicissima:

Ingredienti
250 gr di fagiolane bianche della Val Borbera (già precedentemente lessate)
2 fette di lardo o pancetta o prosciutto crudo
1 confezione di Polpa Fine Pomì barattolo da 400 gr
1 cipolla bionda biologica
olio
peperoncino
trito di erbe aromatiche (melissa, salvia, rosmarino)
Preparazione
Preparare le fagiolane secche  in ammollo il giorno prima e farle bollire tenendole abbastanza sode.
Preparare un soffritto con il lardo tagliato a listarelle, l'olio e la cipolla.
Aggiungere la Polpa Fine Pomì da 400 gr  e le fagiolane. Continuare la cottura per circa 20 minuti.
Aggiungere il trito di erbe aromatiche e il peperoncino ed aggiustare di sale.

Servire come contorno calde o tiepide.


Grazie Pomì

Particolare e gustosa!
Io vi saluto e vi do appuntamento a domani con un'altra ricetta sempre per Pomì....mi raccomando.....

VOTATEMI - VOTATEMI - VOTATEMI !!!!

lunedì 21 maggio 2012

Cucina regionale Piemontese: Panissa

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Bentornati al consueto ed immancabile appuntamento con la cucina delle Regioni Italiane.

Oggi ci stringiamo in modo particolare alla regione Puglia (e quindi a Donaflor) per la tragedia che ha colpito la parte più debole della popolazione, cioè i ragazzi, animi indifesi e che non possono capire "cose" così gravi e grandi. Ma si troverà mai un colpevole? Chi  avrà ordinato un attentato così grave e sanguinoso?

Ed inoltre siamo stretti anche alla nostra Emilia Romagna e ad Elena che rappresenta una regione colpita dalla furia della natura, un terremoto che ha scosso tutto il nord Italia e che ha seminato terrore e morte, danni e feriti, scosse al cuore e all'anima che non dimenticheremo facilmente.
Noi, comunque siamo qui, per dimostrare che siamo vicini a tutti i genitori ed i ragazzi colpiti, ed alle vittime del terremoto ed alle loro famiglie, con le nostre ricette vogliamo offrire un simbolico ed affettuoso pensiero da tutta l'Italia unita. Spero che sia un pensiero non solo mio, ma sia condiviso da tutte voi!

Oggi si cucina con il
RISO

Facciamo un giro nelle cucine di:

PIEMONTE: qui da me



Riso
In Piemonte nelle provincie di Vercelli e Novara le risaie si susseguono quasi a perdita d'occhio, i canali di irrigazione, ed i campi allagati sono parte del paesaggio, perchè è risaputo, il riso deve crescere nell'acqua. Infatti dopo la semina il riso rimane immerso in una sorta di stagno. Le piantine in primavera crescono fino quasi a nascondere l'acqua sottostante per arrivare a maturazione in settembre /ottobre quando viene finalmente raccolto. Ormai il procedimento di coltura nelle risaie è tutto meccanizzato ed industrializzato.
Un tempo invece il lavoro delle mondine era fondamentale, queste donne e ragazze dovevano occuparsi anche della parte della pulizia dalle risaie delle erbe nocive ed infestanti, con le gambe a bagno e le zanzare che ne divoravano la carne .... davvero pazzesco!! Io sento i racconti della nonna di mio marito che dalla provincia di Alessandria si trasferiva per guadagnare qualcosina per tutta l'intera stagione come mondina nel Vercellese....roba d'altri tempi vero!?

Il riso in cucina viene largamente impiegato, sia sotto forma di chicchi che di farina, sia per preparazioni dolci che salate. Ci sono tantissime varietà adatte a svariati utilizzi e piatti. E' una fonte di carboidrati, proteini e bassissimo contenuto di lipidi (condimenti abbinati a parte!!)

Panissa
Con il termine PANISSA si intendono due piatti molto diversi della cucina italiana: la panissa ligure e la panissa piemontese....naturalmente oggi parliamo della seconda, visto che quella ligure è a base di farina di ceci!
Si tratta di un tipo di risotto molto diffuso nella provincia di Vercelli ed in quella di Novara, con piccole varianti di ingredienti. Inoltre nell'alta Val Curone (molto vicino alla Contea di Camelot), nei luoghi dove alcuni lavoratori stagionali delle risaie hanno "importato" questa preparazione, si è arrivati addirittura  a festeggiare una "sagra della panissa" che si svolge a Lunassi ad inizio settembre.
Ingredienti principali sono riso, cipolla, fagioli, lardo, salam d'la duja...con piccole varianti, quale cavolo verza, vino rosso, carote, sedano...insomma un piattino leggero leggero!!!



Ingredienti
200 gr di riso (possibilmente arborio)
un barattolo di fagioli borlotti
50 gr di lardo tritato
mezza cipolla tritata
70 gr di salame dla duja (io ho usato salsiccia)
aglio
rosmarino
sale
pepe bianco
salvia (coltivata nel mio giardino)
brodo di carne con dado bimby
Procedimento
In un pentolino far cuocere i fagioli con acqua, sale, pepe e foglie di salvia.
Preparare un soffritto di lardo, cipolla, aglio e rosmarino.
(se volete potete lasciare l'aglio e il rosmarino interi e toglierli prima di aggiungere il riso)
Aggiungere il riso, i fagioli e il salame e continuare la cottura aggiungendo il brodo.


Panissa Piemontese

Particolare
Servire caldissima!

Note
* Ho usato per praticità i fagioli in barattolo, sarebbero più indicati i fagioli secchi, lasciati in ammollo e cotti tradizionalmente.
* Ho effettuato la cottura nella mia fidata wok, pentola che adoro per la cottura del riso.
* Andrebbe utilizzato il salame dla duja cioè un salame tipico che viene conservato sotto grasso, strutto fuso che una volta solidificato mantiene morbidi i salamini. Io non ho trovato questa specialità ed ho optato per l'uso della salsiccia.
* Abbinate un buon Barbera che è il suo accompagnamento migliore, anzi, alcune ricette prevedono anche l'aggiunta di un pò di vino anche in cottura.