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martedì, maggio 17, 2016

Eleonora Brigliadori e i vaccini

Ancora sul caso di Roberto Burioni, il professore di virologia che studia i vaccini da una vita e il cui parere sui vaccini è stato messo a confronto con quello di Eleonora Brigliadori. Esperta il cui parere medico/scientifico può essere apprezzato in questo esempio.
Qui ne parla anche Marco Cattaneo: Rai, in tv la provocazione sui vaccini: "Sbagliato giocare con la scienza"
Questo caso mi ricorda un fatto simile di qualche anno fa in cui Bruno Vespa organizzò a "Porta a porta" un dibattito sull'efficacia delle previsioni dell'astrologia invitando: Stefano Bagnasco, fisico responsabile del gruppo di studio del CICAP sull'astrologia, insieme a tre astrologi, due politici, Marisa Laurito e non ricordo più quali altre due o tre celebrità de noantri con curriculum simile. Ovviamente, in questi contesti l'argomentare logico (e soprattutto quello di chi a tali contesti non è abituato) non può che uscirne sconfitto.
Il problema è che mettere in dubbio l'efficacia dei vaccini causa sicuramente molti più danni rispetto alla celebrazione dell'astrologia.
Ma molto peggio a livello mediatico fecero Le Iene per la questione Stamina. Quello per me resta l'esempio peggiore in assoluto di disinformazione televisiva.

domenica, gennaio 25, 2015

Stamina: la conclusione di una storia penosa

Pare che la storia del Metodo Stamina si stia concludendo. Ne avevo scritto diverse volte nel 2013 (12345).
La storia era cominciata con il capolavoro disinformativo de Le Iene che aveva progressivamente coinvolto una grossa parte dell'opinione pubblica, oltre ad altri media e a vari personaggi celebri, tra i quali pure Adriano Celentano.
Poi c'erano state altre puntate de Le Iene che avevano generato una vera e propria campagna a favore di Davide Vannoni con tanto di manifestazioni e scene isteriche davanti a Montecitorio. Alcuni media si erano spinti a definire il caso Vannoni come l'ennesimo caso di cervello in fuga all'estero.
Ecco, ora l'accusa dice che Vannoni "capeggiava una banda pronta a tutto pur di fare quattrini: vantava brevetti mai ottenuti, orchestrava manifestazioni di piazza, trattava i pazienti come cavie e operava in condizioni lontanissime dagli standard di sicurezza."1 E Vannoni che cosa risponde? Bè, "dopo aver lottato a lungo per sostenere che il suo metodo funzionava, dopo aver attaccato duramente chi lo criticava, deriso la scienza "ufficiale" che lo considerava un ciarlatano, promesso di curare oltre 100 malattie con un unico sistema"2, adesso Vannoni vuole patteggiare per essere condannato solo a un anno e 10 mesi.

Ora c'è da chiedersi: ma questa storia avrà insegnato qualcosa a qualcuno? Tipo ai vari personaggi celebri, come Celentano, che prima di parlare pubblicamente di cose che non conoscono dovrebbero informarsi molto bene, soprattutto per questioni delicate come queste? O, più in generale al comune cittadino, che non bisogna mai fidarsi ciecamente delle inchieste giornalistiche, soprattutto di quelle televisive e ancor meno di quelle pesudo-giornalistiche come quelle de Le Iene?

Certo, se si pensa che il precedente del caso Di Bella non ha insegnato molto non c'è da essere proprio ottimisti.

1 Stamina, ok a patteggiamento se stop anche all'estero

2 Stamina, la ragione processuale prima dei malati

venerdì, gennaio 17, 2014

Il metodo Stamina spiegato a Presa diretta: una lezione per Le Iene

Ecco un esempio di giornalismo un po' più serio dove si cerca di mostrare i fatti nella loro interezza e complessità.
Una lezione per Le Iene, che, con la loro disinformazione infarcita di analfabetismo scientifico e rincorsa al caso pietoso da dare in pasto al popolo di complottisti, hanno fatto passare un truffatore per un benefattore dell'umanità.
Consiglio la visione di questa puntata (Il metodo Stamina - Presa diretta del 13/01/2014) a tutti quelli che volessero avere una visione dei fatti un po' più completa.

giovedì, dicembre 19, 2013

Stamina: gli ultimi sviluppi

Il 4 dicembre il TAR di Roma ha sospeso il parere del Comitato scientifico del Ministero della Salute che era contrario alla sperimentazione del metodo Stamina in quanto privo di consistenza scientifica. In tal modo il TAR ha riaperto la decisione sulla sperimentazione del metodo con la motivazione che gli esperti nominati dal ministrro non erano imparziali. (Tar: "Comitato scientifico non imparziale")
"Nella sua ordinanza il Tar indica la necessità che ai lavori del Comitato scientifico per la sperimentazione 'partecipino esperti, eventualmente anche stranieri, che sulla questione non abbiano già preso posizione o, se ciò non è possibile essendosi tutti gli esperti già esposti, che siano chiamati in seno al Comitato, in pari misura, anche coloro che si sono espressi in favore del metodo'."

La decisione del TAR mi lasciò molto perplesso perché in essa i giudici considerano una decisione di carattere scientifico come se si trattasse di una decisione di carattere politico. Nella scienza esistono criteri oggettivi che, se non superati, inducono l'esperto a pronunciarsi contro. Certo, possono capitare degli errori, ma solitamente questi hanno vita breve.

Il 13 dicembre Nature, una delle più antiche ed importanti riviste scientifiche, pubblica un articolo (Stem-cell fiasco must be stopped) in cui si esprime molta preoccupazione per la decisione presa dal TAR.
Quella di nominare esperti stranieri "potrebbe sembrare una buona idea, ma si muove su un terreno pericoloso. Esistono grossi interessi internazionali a favore di cliniche che offrono terapie con staminali prive di sperimentazioni. In alcuni paesi mancano le regole che impediscono lo sfruttamento di pazienti disperati e tali cliniche sarebbero ben contente di vedere una falla aprirsi nella regolamentazione di un paese europeo."
“Le emozioni di genitori di bambini gravemente malati è un'arma molto potente.”
 L'articolo invitava anche il ministro a rendere pubblici i dati del comitato, finora confidenziali.

E finalmente negli ultimi giorni sono venute fuori delle notizie interessanti.
"Io imbrogliata da Vannoni con le cellule staminali - Una donna si è indebitata per 40 mila euro per pagare le cure di sua figlia con lo psicologo inventore del metodo Stamina: e adesso denuncia la truffa"

Il rapporto choc su Stamina “Non ci sono cellule staminali” - Dai verbali dei Nas e dai pareri del comitato ministeriale di esperti emerge anche il rischio di contrarre il morbo della mucca pazza.

Qualcuno si potrebbe chiedere: ma perché nell'incertezza non sperimentare comunque il metodo? Così ci toglieremmo il dubbio una volta per tutte. Beh, una sperimentazione implica diversi milioni di euro di investimento e, se non sussistono dei requisiti minimi dal punto di vista etico, clinico e legale, non si possono gettare al vento tali risorse pubbliche. Soprattutto in un momento come questo.

Concludo con una citazione da questo articolo:

E mentre oggi impazza ovunque la notizia che non c’è traccia di cellule staminali nelle infusioni e che, addirittura, ci sarebbe il rischio di contrarre malattie infettive come la sindrome della mucca pazza, io mi incazzo.

IO MI INCAZZO con chi vuole lucrare sulla sofferenza di queste famiglie e soprattutto con chi difende Vannoni per farsi vedere paladino dei deboli.

IO MI INCAZZO con questi truffatori che si pongono come vittime di poteri forti e complotti.
E, si sa, il complotto rassicura.

IO MI INCAZZO perché molti di quelli che chiedono che il metodo stamina sia accessibile sono gli stessi che si lamentano per gli sprechi di soldi pubblici.

IO MI INCAZZO con i programmi televisivi come Le Iene che campano sulla disperazione di queste persone e allora cercano l’audience, magari per segnare una risibile “vittoria” sul mainstream.

Umanamente comprendo malati e familiari che, davanti all'impossibilità di una cura, si affidano ai venditori di elisir. Non me la prendo con loro che si attaccano comprensibilmente ad ogni “speranza”.

mercoledì, dicembre 04, 2013

Ancora su Stamina

Ho appena visto questo aggiornamento sul caso Stamina. Il TAR di Roma ha riaperto la decisione perché dice che gli esperti nominati non erano imparziali:

A questo proposito, nella sua ordinanza il Tar indica la necessità che ai lavori del Comitato scientifico per la sperimentazione "partecipino esperti, eventualmente anche stranieri, che sulla questione non abbiano già preso posizione o, se ciò non è possibile essendosi tutti gli esperti già esposti, che siano chiamati in seno al Comitato, in pari misura, anche coloro che si sono espressi in favore del metodo".

La cosa mi lascia un po' perplesso perché nella scienza è una cosa diversa dalla democrazia. Esistono dei criteri oggettivi che, se non superati, inducono lo scienziato a pronunciarsi contro. È un po' come se in un processo a Totò Riina si pretendessero anche giudici che si sono espressi a favore della mafia... Mah, vedremo.

lunedì, ottobre 28, 2013

Dieci domande alle Iene a proposito di Stamina - #GoliaRispondi #OccupyLeIene

Propongo una sintesi di due articoli tra quelli citati di seguito. Riguardano il tema di Stamina e le Iene che ho già citato in un paio di occasioni. Se vi va diffondete l'iniziativa.

Quelle che troverete in fondo sono dieci domande rivolte alla redazione de Le Iene (e a Giulio Golia in particolare) a proposito del caso Stamina, compilate da un gruppo di giornalisti scientifici ed esperti che si sono occupati della vicenda in questi mesi: Marco CattaneoAlice Pace, Silvia Bencivelli, Salvo Di Grazia, Emanuele Menietti, Antonio Scalari.


Se il caso Stamina esiste, è perché il programma Le Iene ha dato una straordinaria visibilità alla vicenda operando alcune scelte tuttora difficili da capire. Nei suoi numerosi servizi Giulio Golia mostra alcuni piccoli pazienti sottoposti al trattamento, mette in evidenza la sofferenza delle famiglie e solleva ripetutamente la questione della somministrazione di cure compassionevoli. Tutto questo anche dopo le critiche della quasi totaliità della comunità scientifica, dopo le accuse di frode scientifica emerse da un articolo di «Nature» (una delle più antiche ed importanti riviste scientifiche esistenti) sulla questione relativa alle domande di brevetto, dopo il pronunciamento del comitato istituito dal Ministero della Salute e la decisione di non procedere con la sperimentazione annunciata dallo stesso ministro Beatrice Lorenzin.
Nei servizi televisivi di Giulio Golia sono stati omessi molti aspetti della storia, compresi quelli più inquietanti e legati al lavoro della magistratura. Sono stati mandati in onda bambini sofferenti, a dispetto di regolamenti e protocolli sull'impiego dei bambini in tv. Sono stati criticati gli scienziati che, sul protocollo Stamina, hanno avanzato il più banale dei dubbi: se è la soluzione a tante terribili malattie, perché chi lo possiede non lo apre al mondo, perché non lo rende pubblico, perché non permette a tutti di usarlo?
Per chi volesse saperne di più, l'articolo "Il post definitivo sul metodo Stamina" fornisce una descrizione dettaggliata di tutto il succedersi della vicenda.

Bene. Fatta la breve premessa, ecco infine le dieci domande.

1. Perché voi delle Iene non spingete Davide Vannoni a rendere pubblico il metodo Stamina? Se è davvero così efficace, non pensa sia giusto dare la possibilità a tutti i medici e pazienti di adottarlo?

2. Nei suoi servizi per Le Iene ci ha mostrato alcuni piccoli pazienti in cura con il metodo Stamina. Dopo otto mesi e quasi 20 puntate, perché non ha mai coinvolto le altre persone che Vannoni dice di aver curato negli ultimi anni, invitandole a mostrare i benefici del metodo Stamina?

3. Perché non ha mai sentito la necessità di dare voce anche a quei genitori che, sebbene colpiti dalla stessa sofferenza, non richiedono il trattamento Stamina e anzi sono critici sulla sua adozione?

4. Nel primo servizio su Stamina lei dice che Vannoni prova a curare con le staminali casi disperati «con un metodo messo a punto dal suo gruppo di ricerca». Di quale gruppo di ricerca parla? Di quale metodo?

5. La Sma1 non sarebbe rientrata nella sperimentazione nemmeno se il Comitato l’avesse autorizzata, perché lo stesso Vannoni l’ha esclusa, ritenendola troppo difficile da valutare in un anno e mezzo di studi clinici. Come mai continua a utilizzare i bambini colpiti da questa patologia come bandiera per la conquista delle cure compassionevoli?

6. Perché non ha approfondito la notizia delle indagini condotte dalla procura di Torino su 12 persone, tra cui alcuni medici e lo stesso Vannoni, per ipotesi di reato di somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione a delinquere?

7. Perché non ha mai interpellato nemmeno uno dei pazienti elencati nelle indagini della procura di Torino?

8. Perché ha omesso ogni riferimento alle accuse di frode scientifica da parte della comunità scientifica a Vannoni, al dibattito attorno alle domande di brevetto e alle controversie che hanno portato a un ritardo nella consegna dei protocolli per la sperimentazione?

9. In trasmissione lei fa riferimento alle cure compassionevoli, regolamentate dal Decreto Turco-Fazio. Perché non ha spiegato che il decreto prevede l’applicazione purché «siano disponibili dati scientifici, che ne giustifichino l’uso, pubblicati su accreditate riviste internazionali»?

10. Se il metodo Stamina si dimostrasse inefficace, che cosa si sentirebbe di dire alle famiglie dei pazienti e all’opinione pubblica?

mercoledì, giugno 05, 2013

Ancora su Stamina e Le Iene

Riprendo il discorso di due mesi fa su Stamina e Le Iene perché nel frattempo ci sono stati degli sviluppi e il 2 giugno, trovandomi in Italia, mi è capitato di vedere un pezzo del nuovo patetico servizio dedicato al tema in cui si mostravano i miglioramenti dei bambini sottoposti alla cura.
Ovviamente tutti saremmo felicissimi se alla fine della sperimentazione la cura si dovesse rivelare efficace. Ma allora perché io critico il servizio de Le Iene?
Rispondo citando passi dall'articolo "Da Di Bella a Stamina, la storia si ripete?" di Michele Emmer. Articolo in cui si ribadisce un aspetto fondamentale della medicina che molti faticano a capire: la medicina si basa sulle statistiche. Leggete e meditate prima di unirvi al coro di quelli che "l'hanno detto a Le Iene". L'articolo fu scritto nel gennaio del 1998 quando la moglie di Michele Emmer (all'epoca malata di cancro al pancreas) fu costretta a pagare il ticket imposto per sperimentare la cura Di Bella. Cura che regolarmente si rivelò essere una bufala. È sconcertante come, a distanza di quindici anni l'articolo è ancora attualissimo. Basterebbe rimpiazzare qualche nome e lo si potrebbe ripubblicare tranquillamente oggi.

"La medicina è una scienza sperimentale, empirica, che produce statistiche. Per capire e far capire se una malattia, un tumore, è curabile, bisogna produrre dei dati che facciano capire come le nuove terapie siano più o meno efficaci. Allora per leucemia non si deve più dire male incurabile; certo bambini e adulti ancora muoiono di leucemia, ma tutti hanno anche buone possibilità di guarire, anche se per alcuni tipi di leucemia è più facile. ... La medicina si basa sulle statistiche, il che vuol dire che per avere dei risultati interessanti bisogna essere in grado di avere dei dati attendibili e abbastanza numerosi e significativi.
Allora se la medicina è statistica, che significato ha andare a intervistare una persona e fargli dire che mentre un mese fa, un anno fa, stava malissimo, ora sta molto meglio? Che senso ha affermare senza commento che sta guarendo? Si è mai posto il problema chi realizza il servizio alla televisione o sui giornali di quale effetto fa sui malati, terminali e non, leggere notizie del genere? Che tipo di informazione viene data dicendo che quella persona è guarita mentre non viene detto quanti sono i casi in cui la stessa terapia non ha funzionato? Oppure che quella terapia funziona solo in certi casi e non in altri? Sapete che cosa succede negli ospedali in cui sono ricoverati malati terminali e non? ... Che i malati sono agitati e confusi perché sentono che ci sono cure che possono farli guarire o arrestare il cancro. Inoltre si sentono dire da tutti, parenti e amici (è la prima cosa che si sente dire oggi un malato di tumore) «ma come non fai la cura Di Bella?». Anche i medici sono stressati da questa situazione; sembra quasi che siano degli incapaci che stanno torturando i loro pazienti facendoli soffrire inutilmente. È questo lo scopo dei servizi giornalistici? È questa quella che si chiama informazione?
...Noi non sappiamo se la cura Di Bella sia efficace, in quali tipi di tumori, con quali risultati percentuali, se i dati si riferiscono a pazienti malati di qualsiasi tipo di cancro o se i pazienti sono un campionario selezionato. ... Perché ci si deve informare tramite amici e parenti? Perché la televisione e i giornali danno informazioni superficiali, incomplete e molte volte sbagliate? È questo il modo corretto per fare informazione, se lo scopo è quello di aiutare i malati di cancro?"

Per continuare a leggere l'articolo: "Da Di Bella a Stamina, la storia si ripete?" 

lunedì, aprile 01, 2013

Stamina e le Iene

Il tema è sicuramente molto delicato e andrebbe affrontato con discrezione, pudore e ritegno. Cosa che sicuramente non ha fatto la puntata de Le Iene citata in questo articolo: Il metodo Vannoni svelato dai brevetti. Trovo veramente disdicevole accendere false speranze in migliaia di famiglie disperate. Ne ha parlato anche la prestigiosa rivista scientifica Nature nell'articolo Stem-cell ruling riles researchers citato da Repubblica in Nature dà voce ai dubbi su Stamina: "Una cura che fa inorridire gli scienziati"
Certo che se in Italia le decisioni sulle terapie valide vengono prese a furor di popolo sull'onda delle puntate delle Iene....
Precedentemente tuttavia....  "Pericolose quelle terapie con le staminali"Il ministero boccia il metodo Vannoni. Tornando invece al tema delle bufale scientifiche di Grillo, leggetevi questo articolo: Chi c'è dentro i meetup grillini. Troverete cose molto interessanti.
...nel frattempo pare che i pentastellati abbiano smentito Vanoliqualcuno abbia smentito gli smentitori.
Concludo con il tema vaccini e autismo consigliando la lettura di Non c’è nesso tra vaccini e autismo: uno studio di Pediatrics

Aggiunta del 9/4
Breve chiarimento dei familiari dei malati:
Terapie con staminali, Famiglie SMA Onlus: “le campagne mediatiche stravolgono i fatti. Chiediamo informazione seria e completa”

La piccola Sofia, Stamina, le Iene e la soap opera del dolore

A me mi ha salvato la fiducia. O di staminali e complotti

Aggiunta del 13/4
Da Medbunker: "Dopo l'impegnativa vicenda delle pseudocure con le staminali che hanno fatto tornare l'Italia ai tempi più bui della ragione e della scienza, mi fermo un po' a riflettere. Può servire anche chi non riuscisse a leggere i tanti commenti del precedente articolo.
Avevo pensato di scrivere una riflessione personale sui fatti ma, rendendomi conto che i miei commenti possano essere poco importanti, ho pensato di riassumere la vicenda con veloci domande e risposte, vediamole." .....
Terapia con staminali, riassumendo...

Aggiornamento del 20/5
Stralci da "I troppi interrogativi sul caso Stamina" del 16/5/2013
Fatevi la domanda che mi sono fatto io. Se fossi il solo fortunato possessore della formula magica per restituire la salute a milioni di malati in tutto il mondo, che farei? Esclusa la pubblicazione su riviste scientifiche, come pare abbiano inspiegabilmente fatto alla Stamina, e rigettate le domande di brevetto, non mi resterebbe che pubblicarla liberamente e con la massima chiarezza su un bel sito Internet, richiamando l’attenzione della comunità scientifica e chiedendo a tutti i colleghi di valutarla e usarla nel loro lavoro. Anche perché sarei perfettamente cosciente di non poterli salvare tutti da solo. Invece Vannoni sceglie la sperimentata strada del complotto. E del conflitto. Con tutti quelli che non sono disposti a sottoscrivergli una cambiale in bianco. ...Vannoni attacca la comunità scientifica, le case farmaceutiche, lancia accuse di malafede. Accusa altri ricercatori di fare sperimentazione spietata sugli animali, ben sapendo che ci sono animi molto sensibili in questo senso. Da consumato esperto di comunicazione quale è. Cerca e raccoglie consensi, portando in piazza la disperazione delle famiglie dei malati.
Non è inopportuno ricordare, in questa sede, che Davide Vannoni e gli altri titolari della Stamina sono i protagonisti di un’indagine della Procura di Torino, di cui «La Stampa», solo due anni fa, parlava in questi termini: Truffa delle staminali, coinvolti dieci medici.
... È di ieri sera infatti la notizia che la Commissione affari sociali della Camera ha approvato all’unanimità una sperimentazione del metodo a base di cellule staminali mesenchimali ideato dalla Stamina, che sarà coordinata dal Ministero della salute attraverso l’Agenzia nazionale del farmaco. Con uno studio che dovrà rispettare le regole europee per i medicinali e non quelle per i trapianti, come invece prevedeva il testo del Decreto Balduzzi approvato al Senato.
Nel frattempo Davide Vannoni sembra essere diventato il titolare di una nuova guerra dei salvatori dell’umanità contro i malvagi che vogliono soggiogare le masse. ... E, a furor di popolo, sembra quasi che voglia poter usare il suo protocollo senza dover rendere conto alle autorità sanitarie. Vantando risultati che non è dato conoscere nei dettagli.
Devo essere sincero. Il modus operandi di Stamina e di Vannoni mi suona davvero poco familiare. Provo a mettermi nei suoi panni. ...E immagino di aver trovato un metodo per far differenziare le cellule staminali mesenchimali ... in neuroni sani e perfettamente funzionali. Il mio primo istinto sarebbe buttare giù, senza chiudere occhio per giorni, il testo di un articolo con i risultati ottenuti in vitro da sottoporre alle principali riviste internazionali. ... non risulta invece alcuna pubblicazione relativa al metodo messo a punto dalla Stamina Foundation. Strano, mi dico. Nemmeno un tentativo di pubblicare una scoperta che, di per sé, aprirebbe un nuovo filone di ricerca a cui il resto del mondo potrebbe contribuire. Ma c’è di più. Se i risultati delle sperimentazioni condotte in vivo, ovvero nei pazienti, fossero davvero quelli declamati da Vannoni, allora si spalancherebbero le porte del premio Nobel, della celebrità planetaria e della gratitudine universale. ...La Stamina, invece, ha presentato diverse domande di brevetto. ...Sì, perché di domande si tratta, e per di più respinte dallo US Patent Office, non di brevetti approvati.
Allo stato delle cose, si direbbe, il metodo Stamina non esiste. Non c’è chiarezza né negli aspetti biologici né nelle procedure utilizzate né nella pratica adottata né nei risultati. Strano no?
Come andrà a finire lo vedremo tra poco più di 18 mesi, se come previsto dal documento approvato ieri in commissione la sperimentazione partirà a luglio. E soprattutto se la Stamina metterà a disposizione dell’Aifa per la sperimentazione i sospirati protocolli. In questa sperimentazione l’Italia investirà 3 milioni di euro di denaro pubblico. Se gli esiti saranno positivi, il metodo Stamina diventerà uno standard in grado di salvare molte vite umane. E Davide Vannoni e colleghi avranno i riconoscimenti che meritano. Ma va anche messo nel conto che la sperimentazione fallisca. E in tal caso dovremo trarne molte, severe lezioni. A cominciare da chi ha fatto di questa storia un altro, deplorevole caso mediatico.

Un aspetto fondamentale della medicina che molti faticano a capire: la medicina si basa sulle statistiche. Leggete e meditate prima di unirvi al coro di quelli che "l'hanno detto a Le Iene"

"La medicina è una scienza sperimentale, empirica, che produce statistiche. Per capire e far capire se una malattia, un tumore, è curabile, bisogna produrre dei dati che facciano capire come le nuove terapie siano più o meno efficaci. Allora per leucemia non si deve più dire male incurabile; certo bambini e adulti ancora muoiono di leucemia, ma tutti hanno anche buone possibilità di guarire, anche se per alcuni tipi di leucemia è più facile. ... La medicina si basa sulle statistiche, il che vuol dire che per avere dei risultati interessanti bisogna essere in grado di avere dei dati attendibili e abbastanza numerosi e significativi.
Ma allora se la medicina è statistica, che significato ha andare a intervistare una persona e fargli dire che mentre un mese fa, un anno fa, stava malissimo, ora sta molto meglio? Che senso ha affermare senza commento che sta guarendo? Si è mai posto il problema chi realizza il servizio alla televisione o sui giornali di quale effetto fa sui malati, terminali e non, leggere notizie del genere? ... Sapete che cosa succede negli ospedali in cui sono ricoverati malati terminali e non? ... Che i malati sono agitati e confusi perché sentono che ci sono cure che possono farli guarire o arrestare il cancro. ... Anche i medici sono stressati da questa situazione; sembra quasi che siano degli incapaci che stanno torturando i loro pazienti facendoli soffrire inutilmente. È questo lo scopo dei servizi giornalistici? È questa quella che si chiama informazione?"

Aggiornamento del 5/6
Un aspetto fondamentale della medicina che molti faticano a capire: la medicina si basa sulle statistiche. Leggete e meditate prima di unirvi al coro di quelli che "l'hanno detto a Le Iene"

"La medicina è una scienza sperimentale, empirica, che produce statistiche. Per capire e far capire se una malattia, un tumore, è curabile, bisogna produrre dei dati che facciano capire come le nuove terapie siano più o meno efficaci. Allora per leucemia non si deve più dire male incurabile; certo bambini e adulti ancora muoiono di leucemia, ma tutti hanno anche buone possibilità di guarire, anche se per alcuni tipi di leucemia è più facile. ... La medicina si basa sulle statistiche, il che vuol dire che per avere dei risultati interessanti bisogna essere in grado di avere dei dati attendibili e abbastanza numerosi e significativi.
Ma allora se la medicina è statistica, che significato ha andare a intervistare una persona e fargli dire che mentre un mese fa, un anno fa, stava malissimo, ora sta molto meglio? Che senso ha affermare senza commento che sta guarendo? Si è mai posto il problema chi realizza il servizio alla televisione o sui giornali di quale effetto fa sui malati, terminali e non, leggere notizie del genere? ... Sapete che cosa succede negli ospedali in cui sono ricoverati malati terminali e non? ... Che i malati sono agitati e confusi perché sentono che ci sono cure che possono farli guarire o arrestare il cancro. ... Anche i medici sono stressati da questa situazione; sembra quasi che siano degli incapaci che stanno torturando i loro pazienti facendoli soffrire inutilmente. È questo lo scopo dei servizi giornalistici? È questa quella che si chiama informazione?"

Da http://dionisoo.blogspot.com/2013/06/ancora-su-stamina-e-le-iene.html
Dall'ambiente della scienza, la bocciatura del comitato non è stata accolta con sorpresa. Elena Cattaneo, neo senatrice a vita e studiosa in prima fila nella critica del metodo proposto da Vannoni, ha rilasciato una dichiarazione laconica all'AdnKronos: "Sulla base dei fatti che conoscevamo e che si sono resi disponibili finora questa decisione era attesa". Sulla stessa onda Michele De Luca, direttore del Centro di medicina rigenerativa 'Stefano Ferrari' dell'università di Modena e Reggio Emilia: "Tutta la comunità scientifica mondiale si era espressa sulla consistenza del metodo, quindi ritengo che la commissione tecnica abbia semplicemente verificato quanto espresso dal mondo scientifico a livello internazionale". De Luca dice di attendere la decisione del ministro, ma sottolinea che "a questo punto sarebbe opportuno che il protocollo venisse reso pubblico".
Questa è la storia di un fallimento su tutti i fronti, di una pseudocura spacciata per efficace ma inutile, di un'illusione venduta a colpi di spot televisivi a migliaia di persone, di un esperimento di persuasione delle masse...
Tranne novità eclatanti o importanti quindi, la storia del duo che diceva di avere inventato la cura per centinaia di malattie si conclude qui, li ritroveremo probabilmente a proporre le loro cure all'estero, diventando una delle centinaia di "cliniche dei miracoli" sparse per il mondo che, tra una colletta e l'altra, inducono famiglie e bambini ad intraprendere costosi quanto inutili (e pericolosi) viaggi della speranza, con un corollario di associazioni, comitati ed Onlus che come pesci pilota attaccati allo squalo, raccoglieranno le briciole di quanto resterà per loro, una storia già vista e che esisterà finché la gente non imparerà a distinguere la medicina dalla pseudoscienza, gli studi dalla pubblicità.
Al diavolo quindi santoni e guaritori, usare i più deboli per le proprie manie di protagonismo è quanto di più infimo possa fare un uomo.
Aggiornamento dell'11/10
Stamina, il ministro blocca sperimentazione: "Secondo gli esperti è un rischio per i malati"