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Hereditary - Le Radici del Male



















REGIA: Ari Aster;
ANNO/LUOGO: 2018 / USA;
GENERE: dramma, horror;
ATTORI PRINCIPALI: Toni Collette, Milly Shapiro,
Alex Wolff, Gabriel Byrne.

voto: * * * *

"Nessuno qui ammette mai quello che ha fatto"
TRAMA:
La tranquillità della famiglia Graham viene turbata da un lutto che segnerà l'inizio di un periodo nero.
Ma sembra esserci qualcosa di oscuro nel passato della famiglia che sembra voler venire a galla...

RECENSIONE:
Era da tempo che eravamo curiose di vedere questa pellicola e ora che finalmente è arrivata anche nelle nostre sale potevamo forse perdercela? Ovviamente no!
Hereditary, film debutto per il regista Ari Aster, è la storia di un dramma familiare, un dramma che ha radici profonde, che tormenta questa famiglia da anni.
Più che un semplice horror è proprio un vero e proprio dramma: si parla di elaborazione del lutto, di conflitti interiori, di maternità sofferta, di dinamiche di coppia, di solitudine il tutto con un atmosfera davvero angosciante e sinistra. Sotto questi aspetti ci ha ricordato molto il recente Babadook.
La storia coinvolge fin da subito lo spettatore che rimane turbato già dopo poche sequenze (su tutte quella dell'incidente davvero spiazzante!) trascinandolo in un tunnel di terrore, suggestione e dubbio senza ricorrere ad espedienti spettacolari o a grandi salti sulla sedia.

Tecnicamente ci troviamo fin da subito davanti ad un ottimo prodotto: bella la fotografia, i colori, gli effetti e la colonna sonora. Le atmosfere strizzano gli occhi più volte a classici del genere come Rosemary's Baby e Psyco.
Molto suggestivo l'espediente del lavoro della protagonista (artista che crea diorami molto realistici) cosa sulla quale si gioca tantissimo durante tutto il film.
Ottima poi la prova degli attori specialmente quella della protagonista (Toni Collette de Il Sesto Senso) davvero bravissima e terribilmente inquietante. Mitico anche il personaggio del buon vecchio Gabriel Byrne per il quale proviamo grande affetto e solidarietà (chi ha visto il film potrà capire perché, pover'uomo!!)

Non sarà forse il film più bello degli ultimi anni come lo hanno descritto però è sicuramente una pellicola da vedere; 2 ore di pura angoscia sono assicurate!!

CONSIGLIATO: SI!

Ritual III




















REGIA: Pavel Khvaleev;
ANNO / LUOGO: 2015 / Russia;
GENERE: onirico, drammatico, horror (?);
ATTORI PRINCIPALI: Polina Davydova, Evgeniy Gagarin, Lyubov Ignatushko

"La verità è la sola via d'uscita"

voto: * * / *


TRAMA:
In un piccolo paese della Russia colpito da una misteriosa malattia che sta sterminando la popolazione due ragazze cercano aiuto dal parroco del luogo che le aiuterà a scoprire la verità in un modo alquanto insolito...

RECENSIONE:
Attratte da diversi commenti positivi trovati in giro abbiamo voluto dare una chance a questo Ritual III (che inizialmente lo pensavamo essere il terzo di una saga e invece no).

Che dire, la cosa che salta subito all'occhio già dalle prime sequenze è una bellissima ed onirica fotografia esaltata da colori de-saturati e atmosfere quasi fiabesche.
Anche i pochi momenti di tensione/horror sono ben fatti e inquietanti ma c'è un MA: la trama.
Sì perché la storia vacilla in diversi momenti, fatica ad ingranare e raggiungere un punto cardine; sicuramente anche per colpa della lentezza inesorabile.

Quando il parroco convince Ayia ad intraprendere il viaggio nella mente della sorella (cosa che ci ha ricordato moltissimo The Cell) le cose sembrano farsi interessanti purtroppo però il tutto viene trascinato per le lunghe lasciando lo spettatore quasi del tutto a bocca asciutta.

Come già detto, a sorreggere il tutto c'è l'ottimo apparato tecnico e la favolosa fotografia ma quando, finalmente si giunge ad un epilogo si sceglie di mollare la presa e lasciare lo spettatore con un pugno di mosche.

*Attenzione SPOILER*
Si perché non è affatto chiaro che fine abbia fatto la povera ragazza: sta ancora vagando nel mondo dei sogni insieme a tutte le persone che il fantomatico prete ha "scelto"?
E poi che senso ha avuto in tutto questo la malattia ai fini della trama? Da cosa è scaturita?
Al solito, come spesso accade, non è dato sapere.
*fine Spoiler*

Per questo noi vi consigliamo la visione di questo film soltanto per il suo lato estetico che effettivamente merita davvero. Come film però, armatevi di pazienza e di fantasia perché non ci siamo purtroppo.

CONSIGLIATO: NO. (SI solo per il bellissimo lato visivo)

Incarnate




















REGIA: Brad Peyton; 
ANNO/LUOGO: 2016/ USA; 
GENERE: Possessioni diaboliche, horror;
ATTORI PRINCIPALI: Aaron Eckhart,
Carice van Houten, David Mazouz, Tomas Arana.

"Ma quale aiuto... Io sono a caccia!"

voto: * *

Il dottor Ember sfrutta una nuova tecnica medica per entrare nelle menti delle persone possedute e cacciare le entità che le infestano.
Ma il suo obbiettivo non è aiutarle ma trovare il demone che ha ucciso la sua famiglia alcuni anni prima...
Riuscirà a trovare il demone e sconfiggerlo una volta per tutte?


Non c'è molto da dire su questo esordio nel mondo horror di Brad Peyton alla regia.
Sebbene l'idea di base poteva essere interessante e a tratti originale (nonostante ricordi parecchio The Cell e vagamente Insidious) purtroppo non ha saputo sfruttarla e svilupparla in modo efficace.
Molti i momenti di stallo e molti i momenti dove si poteva scavare nella mente umana e demoniaca mentre si sceglie di lasciare andare il film in modo lineare fino alla fine.
Fine per altro con colpo di scena (?) banale e prevedibile che lascia la porta spalancata ad un probabile sequel (ma speriamo di no!).

Manca quasi totalmente l'elemento paura e persino i classici salti sulla sedia che anche quando la pellicola non è egregia tengono sveglio lo spettatore.

*Attenzione SPOILER*
Poco chiara la possessione del ragazzo - avvenuta tramite attacco di una barbona (eh?) - e il motivo per cui il demone Maggie desideri così tanto ardentemente il nostro eroe su due ruote. Boh..

Inutile anche la figura del prete Felix interpretato da Tomas Arana (Guardia del Corpo e il Gladiatore) e l'assurda scena della sua possessione con annesso assurdo suicidio. (but why??)
Personalmente avrei puntato molto di più sul contrasto tra credenza religiosa/problema psicologico e sui "viaggi" nella mente del posseduto. Peccato.
*Fine SPOILER*

In conclusione un filmetto tranquillissimo e tranquillamente evitabile.

Recensione by Midnight

CONSIGLIATO: no.

The Nightmare




















REGIA: Rodney Ascher;
ANNO/LUOGO: 2015 / USA;
GENERE: documentario;
ATTORI PRINCIPALI: /

"Tutta l'oscurità sembrava viva"

voto: * 



Un susseguirsi di testimonianze su paresi e terribili visioni paranormali notturne....

The Nightmare nasce come documentario ma vuole somigliare ad un film horror, non riesce ad essere né l'uno né l'altro.
Fallisce miseramente l'obiettivo lasciando allo spettatore solo una serie di video/testimonianze di persone che hanno problemi del sonno; manca un'introduzione e un narratore che facciano da collante al progetto che già di per sé viene affrontato in modo molto superficiale.
Mancano dati scientifici, storici, culturali, punti di vista diversi... quello di cui è formato il film è soltanto, come detto sopra, una carrellata di testimonianze di dubbia natura e senso.
Tecnicamente siamo su un medio/basso budget e il doppiaggio italiano non aiuta affatto, davvero agghiacciante.
Siamo parecchio lontani da ciò che si potrebbe definire un documentario e ancora più distanti da un horror.
Se vi capita sottomano lasciate perdere senza alcuna remora!

CONSIGLIATO: Assolutamente no!

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