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giovedì 2 settembre 2010

* Adottiamo una tartaruga e aiutiamo Fondazione Cetacea!

*NOTA: Questo post era programmato per essere pubblicato il 24 di agosto. Non so cosa sia successo, ma è evidente che non è stato pubblicato, visto che porta la data di oggi! Mi scuso per il ritardo, di cui mi rammarico moltissimo, visto che intendevo fare, nel mio piccolo, qualcosa per aiutare la Fondazione.


Il 18 agosto scorso sul Corriere di Bologna on line è stato pubblicato un articolo sul rischio di chiusura di Fondazione Cetacea. Marco Affronte, il suo responsabile scientifico, nel suo blog Storie di mare ne ha parlato tanto, qui e qui.


La Fondazione è una bellissima e sana realtà dedicata alla salvaguardia dell'ambiente marino, che è patrimonio di noi tutti, non lasciamo che muoia!
Ognuno di noi può fare un piccolo, ma significativo, gesto per aiutarli: è possibile fare una donazione o adottare a distanza una delle tartarughe ricoverate presso il loro ospedale.



Un gesto semplice che sosterrà la Fondazione, impedendo (speriamo!!!) che chiuda e che le persone che ci lavorano con passione da tanti anni debbano arrendersi e gettare la spugna (al momento sono senza stipendio da 6 mesi!!), lasciando orfane  di cure queste splendide creature a rischio di estinzione, insieme a tutti i cetacei che fin'ora hanno aiutato a riprendere il mare.

giovedì 6 maggio 2010

* Emozioni!

Avere un incontro ravvicinato con le creature marine è sempre (per me) emozionante, dalle piccolissime velelle ai delfini, ma vedere da vicino una balena è qualcosa di straordinario, indescrivibile, solo quando si ha la fortuna di viverlo si può comprendere.
A noi è capitato, due volte, durante l'estate del 2007.
E' passato tanto tempo ma l'emozione è ancora viva, ed è venuta fuori prepotentemente guardando questo video scoperto nel blog di Filo, Sapore di mare
E' un incontro ravvicinatissimo con le balene e gli squali elefante nel Golfo di Orosei, a Cala Gonone, vissuto da Gaetano Mura, sua moglie Carla con i loro figli, una nipote e l'amico Pietro dal Pra.

A proposito di balene, altri cetacei e grandi pesci, come i pesci luna e gli squali elefante che si vedono in questo video, l'Istituto Tethys promuove una campagna di prevenzione e segnalazione delle collisioni con imbarcazioni, la principale causa di morte causata dall'uomo della Balenottera Comune (Balaenoptera physalus) e del Capodoglio (Physeter macrocephalus).

 
Non è un bello spettacolo da vedere, dunque per voi e per loro mi auguro non vi capiti mai, ma nel caso... ora sapete dove segnalarlo!

clicca per ingrandire

giovedì 7 maggio 2009

* Prima crociera primaverile

In enorme ritardo, eccomi qui, a raccontarvi della tanto sospirata prima crociera della stagione, iniziata e proseguita senza sole e con tempaccio... ma comunque prodiga, come leggerete, di belle cose.
Siamo partiti per l'Elba il 22 aprile, cielo nuvolo e poco vento, onda formata di traverso: meglio non dire l'effetto che ha avuto sul mio stomaco che, come oramai sa chi ci segue regolarmente, è diventato ipersensibile. Speravamo in un miglioramento nei giorni a venire, anche confortati dalle previsioni che non erano malvagie, e poi aspettavamo Elena e Vincenzo che meritavano un po' di sole... e invece sole ne abbiamo visto poco e il tempo è stato così incostante e perturbato che i poveri meteorologi si saranno messi le mani nei capelli... non ne hanno azzeccata una che fosse una! soprattutto per quanto riguarda il vento che non solo è stato forte, ma ha soffiato quasi sempre da una direzione diversa da quella prevista... beh, è la primavera, e nessuno si azzardi più a dire che non esiste!
Per farvi un'idea, guardate che nuvoloni incombono alle spalle del nostro amico Ale


incrociato uscendo dalla rada di Portoferraio...
Nei giorni successivi il sole si è concesso solo insieme a un vento ghiaccio che non permetteva di goderselo granché, finché il cattivo tempo non ci ha costretti a restare fermi in porto a Marciana Marina per diversi giorni... e lì abbiamo stretto belle amicizie di pontile, ma solo con questa canina


e con un tordo pavone che difendeva il suo territorio tra le rocce,


perché il resto dei velisti erano tedeschi e tutti ingrugniti! Gli unici italiani che hanno ormeggiato accanto a noi, a causa del vento forte ci sono venuti addosso dando una botta sul musone di prua che ci ha fatto letteralmente saltare da tavola (stavamo pranzando)... un gran rumore ma nessun danno per noi (il musone in acciaio hand made del Capitano ha incassato benissimo il colpo), per loro un bel buco nel gelcoat dell'opera morta...
Quando finalmente i venti da sud ci hanno lasciato in pace e si è alzato un bel maestrale ci siamo spostati di nuovo in rada a Portoferraio e finalmente il 2 maggio c'è stata la tanto agognata giornata di sole pieno, caldo e senza vento freddo!
Da Portoferraio siamo andati verso la baia di Viticcio, e ... delfini!!!! tursiopi, per la precisione ( e se no, che lavagnetta sono!)






A Viticcio abbiamo fatto il nostro primo bagno!!! lo strumento di bordo segnava una temperatura dell'acqua di 18,4°, ma era troppo invitante e poi faceva finalmente caldo: il Capitano quasi per forza, munito di muta, per controllare l'elica che faceva uno strano rumore (infatti ci si era arrotolata una fascetta di plastica, di quelle per legare le merci sui pallet!!!), io e la delfina nella pancia, con la mia muta naturale di ciccia, siamo rimaste nell'acqua quasi un quarto d'ora.. in superficie era quasi tiepidina...

Dopo aver passato questa bellissima giornata, la prima in cui la nausea mi ha anche lasciata un po' in pace, all'1:30 della notte, mentre eravamo all'ancora in rada a Portoferraio, si è scatenato un temporale fortissimo, vento con raffiche a 35 nodi e onda di almeno un metro di prua (e chi va per mare sa bene come balla la barca in queste condizioni), il tutto è durato un'oretta e mezza, tra barche che aravano e che fuggivano per evitare di venire travolte da un'enorme tre alberi che aveva perso l'ormeggio... la nostra ancora Delta ha tenuto bene, non così bene il mio stomaco e il mio intestino che hanno deciso di allearsi e di farmi espellere in vari modi la cena fatta 5 ore prima! povera me!
Poi tutto si è calmato e noi abbiamo potuto dormire fino alle 7:00, ora prevista per partire per il rientro...
La traversata verso Livorno è stata caratterizzata da un bel vento che ci ha permesso di navigare a vela per la metà del tempo e da due begli incontri:
un pesce luna


qui non si vede un granché bene, perché è scappato via quasi subito, ma forse molti di voi li avranno visti all'Acquario di Genova dove ce ne sono due begli esemplari.
I pesci luna spesso nelle giornate di sole nuotano in prossimità della superficie, e visti da una barca, possono esser confusi con gli squali, dato che se ne vede soltanto una pinna, ma sono del tutto inoffensivi. (Qui una foto in cui si vede per intero).
Si nutrono di plancton, di piccoli pesci e di meduse, e l'incontro successivo forse spiega la presenza di questo esemplare, le vedete queste migliaia di bollicine in superficie?


ingrandite la foto... non sono per niente bollicine, ma Velelle, dette anche Barchette di San Pietro; si tratta di una colonia di idrozoi a forma di dischetto ovale di un bel blu intenso e del diametro di 4-7 cm, sormontato da una cresta verticale che sembra una minuscola vela (da cui appunto il nome "velella"). 
Al disotto della vela verticale, composta dalla forma medusoide, sono presenti vari idrozoi che svolgono diverse funzioni nutritive, difensive e riproduttive.
Le velelle vivono in alto mare, ma sospinte da venti e correnti si possono trovare anche vicino alla costa, e finiscono spiaggiate a migliaia. Tra i tentacoli vivono alghe simbionti. Le velelle inoltre hanno una caratteristica assolutamente eccezionale per un animale marino: sono in grado di respirare aria atmosferica!
Ne ho presa qualcuna con un secchio per fotografarle da vicino e poi le ho ributtate in mare, eccole:




martedì 16 settembre 2008

* Chi si loda si imbroda!!!!!

Quest'estate, come sapete, il mare ci ha regalato molti incontri emozionanti... non erano i primi e (spero, ma ne sono quasi certa) non saranno gli ultimi...
ogni volta la mia gioia è raddoppiata dal piacere di scattare molte foto, che vado a riguardare quando ho voglia di rivivere l'intensità dei momenti vissuti...
fotografare qualcosa che mi emoziona, o semplicemente suscita la mia curiosità, è come un imperativo per me, qualcosa di cui non riesco a fare a meno, e se mi trovo nell'impossibilità di fermare il momento con quello che io chiamo "il mio terzo occhio", che poi è un po' quello del cuore, provo un misto tra rabbia, impotenza e insoddisfazione... (lo so, lo so, "...Ciro! tu sì malat'..." vedi NSD)
dunque le foto per me sono una specie di prolungamento emotivo, non scatto mai con intenti, diciamo, competitivi...
A luglio una mia cara amica mi ha segnalato un concorso fotografico bandito da in collaborazione con Repubblica.it: “Chi l’avvisto?” per aiutare il Veliero dei Delfini nel monitoraggio delle biodiversità a rischio del Mediterraneo.

chi l'avvisto
Insomma non la voglio tirare per le lunghe... La giuria (composta dal giornalista di Repubblica Arturo Cocchi, dal fotografo e giornalista Alfredo Macchi, da Guido Gnone dell'Acquario di Genova, Stefano Manzi della Fipsas -Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee- e dal vicepresidente del Cts, Stefano Di Marco) ha selezionato 11 vincitori; in palio c'era un viaggio per il primo classificato e 10 macchine fotografiche (NIKON COOLPIX L10) per gli altri 10 ...

io avevo inviato una foto della Mobula che ben conoscete....

Mobula mobular
e mi sono classificata tra i 10!!!!!
qui ci sono tutte le foto premiate, compresa quella del vincitore che è davvero spettacolare!
..... NON CI POSSO CREDERE!!!!... ho proprio....vinto quacchecosa!!!!
quasi quasi ci prendo gusto...
è la seconda volta che partecipo per gioco ad un concorso fotografico con una foto scatta a mare e che vinco una macchina fotografica!!!
la prima è stata diversi anni fa... mi pare nel 2004... secondo premio - sezione Luce e Natura, concorso bandito dalla rivista OASIS in collaborazione con NIKON, infatti vinsi una NIKON F80...
vabbé dai, mo' mi frùscio* un po' e vi faccio vedere anche la prima foto premiata...* me la tiro


Maggio 2003 - al largo della costa calabra - Olimpus OM1n

delfini al tramontoAl vincitore di “Chi l’avvisto?”, Andrea Galli, hanno domandato se ha qualche segreto per scattare belle foto e lui ha detto: -"Per me questo è solo un hobby. Ma sono convinto che l'unico segreto sia fare tanta esperienza poi, per uno scatto ben fatto, ci vuole la giusta dose di fortuna"... e su questo sono pienamente d'accordo con lui....

sabato 2 agosto 2008

* 43° 01' 746N - 009° 54' 478E

Vi state chiedendo che sono questi numeri?
eheheh...
chi va per mare avrà già capito che si tratta di coordinate...
è il punto nave rilevato ieri, esattamente alle ore 13:01, quando abbiamo avuto un altro incontro ravvicinato, e questa volta documentato in maniera chiarissima, con un elegantissimo Diavolo di mare che di diabolico non ha assolutamente nulla,... ovvero una Manta!
incredibile ma vero... due incontri nel giro di pochissimi giorni...
stavolta l'esemplare di Mobula mobular, che ha incrociato la nostra rotta mentre da Capraia tornavamo verso l'Elba, era più piccolo di quello incontrato il 26 luglio, all'incirca 1,50 m di larghezza del disco, vale a dire la distanza tra gli apici delle due pinne pettorali, dunque un giovinetto, che a giudicare dal tempo che ci ha dedicato e dalle evoluzioni che ha compiuto per noi aveva voglia di esibirsi e di giocare...
giudicate voi...

Mobula mobular

Mobula mobular

Mobula mobular
noi amiamo il Mare profondamente, e lui ricambia il nostro affetto, non credete?

sabato 26 luglio 2008

* Calma piatta, ma il Mare ci fa un regalo...

Ieri mattina, con calma, abbiamo mollato l'ormeggio alla boa nel porto di Livorno e ci siamo diretti verso l'Elba... a bordo con noi Monica, la mia cuginamica biologa marina, di cui ho già parlato diverse volte...
Visto che vento ce n'era poco, e anche da Sud dritto a 180°, proprio sulla nostra prua, abbiamo navigato a motore, con la randa a riva... anche se in vista delle secche di Vada ci siamo dovuti arrendere e ammainarla, perché non faceva che sbattere a causa di una fastidiosa onda di traverso, che poi pian piano si è spianata...
Dunque si profilava davanti a noi una navigazione senza nemmeno un alito di vento, sotto il sole cocente.
Tuttavia anche queste condizioni hanno i loro vantaggi: ci si può fermare a fare un bagno in mezzo al mare, nel blu profondo e intenso che ha l'acqua con 100 metri di fondo... a motore spento non si sente altro rumore che quello del silenzio quando è totale, e l'acqua che sposti quando nuoti... refrigerio di mente e corpo...
bagno a largo
di queste soste ce ne siamo concesse due, e tra una e l'altra abbiamo passato il tempo leggendo, recuperando qualche schifezza abbandonata alla deriva dall'homo industrialis...
bagno a largo
e a scrutando il mare che quando è così calmo ti permette di vedere tante cose che di solito restano nascoste....
e infatti.... in mare c'era qualcosa... qualcosa di raro, che non c'era mai capitato di vedere prima.
Le prime solo avvistate, le seconde, anche se con risultati non eccelsi, fotografate....
signore e signori ecco a voi le MANTE!!!!
manta 1Approfittando della presenza di Monica a bordo vi do anche qualche notiziola su questi fantastici abitanti che volano nei nostri mari.
manta 2
Si chiamano Mobula mobular, sono diventate molto rare nel Mediterraneo, dunque noi siamo stati iperfortunati ad incontrarle.
manta 3
Insieme allo Squalo Elefante e allo Squalo Bianco sono a forte rischio di estinzione, e per questo sono state inserite nelle liste di convenzione internazionali per la conservazione delle specie del Mediterraneo.
manta 4
La taglia arriva fino ai 5,20 di larghezza; queste che abbiamo incontrato noi erano larghe (presumibilmente, visto che non erano vicinissime alla barca) circa 2 metri.
Sembra essere una specie endemica, cioè presente solo nel Mediterraneo.
manta 5
Beh, vista la rarità e dunque la preziosità di questo incontro lasciate che io dedichi questo post alla mia Mami, altrettanto rara e preziosa, per farmi perdonare, visto che oggi è il suo onomastico e io me ne ero dimenticata...
Auguri Mami!

giovedì 17 luglio 2008

* E noi non c'eravamo... (singh***)

Ieri le balene sono tornate all'Elba, in tre.... e noi eravamo a Livorno...



Sono felicissima che siano tornate, ma infelicissima di non essere stata lì...
vabbé... magari tornano quando ci saremo anche noi... a fine luglio...

venerdì 6 giugno 2008

* Peripezie e sorprese

Rieccoci qui, finalmente...
nell'ultima settimana sono successe un mucchio di cose, non sarà facile raccontarle sinteticamente, ma ci provo...
Avevamo da lavorare all'Elba per il ponte del 2 giugno; le previsioni davano pioggia fino a giovedì 29 maggio e poi bel tempo per tutto il fine settimana...
In genere partiamo un giorno prima, dormiamo in rada a Portoferraio e il giorno prefissato per l'imbarco siamo all'ormeggio nella Darsena Medicea di Portoferraio per preparare la Filibusta ad accogliere gli ospiti.
Stavolta saremmo dovuti partire giovedì 29, ma viste le previsioni ci siamo detti "Partiamo all'alba di venerdì, così evitiamo il cattivo tempo"... avete presente Le ultime parole famose? ecco... partiamo alle 6:30 di venerdì 30, vento da Sud-Est tra i 10 e i 15 nodi, per cui si va di bolina; appena usciti dal porto di Livorno, con la randa ridotta di un terzarolo e tutto il genoa a riva, comincia a piovere, prima poche gocce, poi un acquazzone vero e proprio ininterrotto per almeno 4 ore..., in più una bella onda formata di prua dava delle belle sberle alla Filibusta...
Questa piacevole prima parte della traversata ha procurato nell'ordine:

  • un bel taglio al piede destro del Capitano, immediatamente fasciato nonostante la barca sbandata di bolina e la pioggia; all'arrivo a Portoferraio, tolta la fasciatura, ci siamo resi conto che ci voleva una medicazione più opportuna: 4 punti al Pronto Soccorso!
  • lo sfondamento del serbatoio dell'acqua di prua; a bordo abbiamo due serbatoi, quello principale da 200 e quello di prua più piccolo. Usurato a causa del calcare ha deciso di cedere. Per cui questo weekend abbiamo messo alla prova le doti di morigeratezza nell'uso dell'acqua di tutto l'equipaggio.
  • il battesimo da mal di mare della sottoscritta: in tre anni mai avuto nulla; stavolta un po' le condizioni meteo che non erano di tutto riposo, un po' una fetta di crostata di fragole, evidentemente passata, mangiata il giorno prima mi hanno fatto provare l'ebrezza di sporgermi sottovento con lo stomaco in mano...
  • Finalmente verso le 11:00 ha smesso di piovere, io mi sono ripresa, il vento ha girato verso Sud Ovest, l'onda si è attutita e filando di bolina alla velocità di 8 nodi abbiamo veleggiato verso l'Elba dove siamo arrivati intorno alle 15:30. Solo un'ora in più del solito!
    I nostri primi due ospiti, i simpaticissimi Fausto e Pina, sono arrivati sabato mattina, il 31.
    Abbiamo passato la giornata a veleggiare tra Viticcio e Procchio, e nel tardo pomeriggio abbiamo dato ancora in rada a Portoferraio dove ci hanno raggiunti anche Sandro e Anna Maria.
    Domenica mattina, il 1° giugno, sorpresa!!!
    Un gruppetto di tursiopi in rada a Portoferraio! mai capitato fino ad oggi di incontrarli lì, ed in effetti è un posto insolito visto il traffico continuo di traghetti e imbarcazioni di tutti i tipi... si sono avvicinati parecchio alla barca e abbiamo potuto riconoscerli grazie alle macchie bianche sul rostro di uno e sulla pinna dorsale di un altro... erano gli stessi avvistati e fotografati a Capo della Stella durante il weekend del 1° maggio.
    tursiopi a Portoferraio
    Lunedì 2 giugno il tempo è stato ancora peggio dei giorni precedenti: ha piovuto nella prima parte della giornata e il sole si è concesso solo quando per Fausto, Pina, Sandro e Anna Maria era ormai ora di sbarcare per ritornare verso casa...
    e meno male che le previsioni avevano dato sole splendente tutto il fine settimana!!!
    Il vento però non è mancato, e credo proprio che Fausto e Sandro al timone della Filibusta abbiamo avuto modo di divertirsi.
    Io e il Capitano abbiamo cenato a bordo della Filibusta in compagnia del nostro amico Alessandro, anche lui con la sua barca alla fonda in rada a Portoferraio e il giorno dopo, grazie a un bel vento da Nord Ovest ci siamo fatti 8 ore filate di bolina strettissima fino a Livorno... per fortuna stavolta senza pioggia e senza onde nel muso!
    Ma mica è finita qui!!!
    Rientrando ci siamo accorti che il genoa aveva la balumina tutta sfilacciata, per cui l'abbiamo ammainato e mercoledì, cioè l'altro ieri, siamo stati tutta la giornata in macchina a girare tra Viareggio e Firenze per comprare un nuovo serbatoio, e portare a riparare la vela....
    ma anche stavolta Madre Natura ci ha fatto un regalo: andando a Marina di Vecchiano per pranzare dalla sorella del Capitano, lungo la strada che porta alla spiaggia ci ha attraversato la strada una tenerissima coppia, che purtroppo non ho potuto fotografare perché ero senza macchina fotografica: mamma daino con il suo piccolino! ragazzi che spettacolo... mi sono commossa...
    e poi... e poi basta!!! se no poi è troppo...
    ieri il Capitano ha montato il nuovo serbatoio, ora non ci resta che rimettere a riva il genoa... e siamo pronti per navigare di nuovo... se almeno l'estate si decidesse a venire...

mercoledì 21 maggio 2008

* Quando il polpo ti strizza l'occhio...

Foto tratta dal sito MondoSub, autore: Andrea Ambrogio Sangalli occhio di polpoOggi ho letto un bel post di Miky di Mediterraneapassione, sui polpi, dove tra le altre cose dice "E’ un animale estremamente intuitivo: riesce a capire le intenzioni di chi lo fronteggia e si concede facilmente a giochi in presenza di sub animati da buone intenzioni."
Questa sua affermazione ha confermato un pensiero che avevo da tempo, in particolare dopo un incontro ravvicinato con un rappresentante della specie...
Come ho già avuto occasione di dire, mi piace andare sott'acqua, mi incuriosisce la varietà di forme di vita che il mare racchiude sotto la superficie, ma non ho mai avuto l'occasione di fare un corso di immersione... per cui sono un'apneista autodidatta (arrivo massimo a 7 metri di profondità) e ogni volta che mi imbatto in qualcosa, che sia nuovo o già visto, il mio entusiasmo è sempre lo stesso... ho una sorta di regressione all'infanzia, quando riemergo sono felice come una bambina e sento questa felicità sprizzare da tutti i pori, un po' come le stelline di natale, quelle che fanno le scintille, non so se avete presente...
un aliotis!
Dunque, tornando al polpo...
ero a fare una giratina esplorativa lungo la parete rocciosa che dalla spiaggia di Erchie (un piccolissimo paese sulla Costiera Amalfitana a circa 7 km da Salerno, dove andavo quando vivevo ancora lì) va verso Cetara, senza grandi speranze di vedere nulla di particolare, perché in estate quel tratto di costa è affollatissimo, e non sempre l'acqua è limpida...
a parte le solite salpe, qualche occhiata, i guarracini (le castagnole), e un gruppo di re di triglie che sapevo stazionavano sotto uno scoglio al centro della baia successiva, nulla di nuovo...
sott'acqua
ad un certo punto ho notato una sporgenza nella roccia che formava come una piccola pensilina protesa nell'acqua e sono andata a curiosare...

e... sorpresa!
mi sono trovata faccia a faccia con un bel polpetto che si era attaccato con i tentacoli sotto la sporgenza e se ne stava beatamente col sifone ben in vista...
sono risalita in superficie più volte a riprendere aria per poterlo osservare bene, e lui serafico e immobile continuava a starsene lì tranquillo, come se avesse intuito che non avevo nessuna intenzione di farlo diventare la mia cena, eppure gli sono andata vicinissimo, avrei potuto prenderlo semplicemente distendendo un braccio...
lui impassibile, aveva tutta l'aria di osservarmi incuriosito a sua volta, non ha battuto ciglio... anzi per la verità l'ha battuto, perché io ho avuto la netta impressione che mi avesse strizzato l'occhio!!
E' ovvio che questo non può essere successo, avrà fatto un movimento che ho frainteso, ma sono certissima che mi stesse guardando dritto in faccia... e questa cosa mi colpì a tal punto che per almeno tre anni non sono riuscita più a mangiare polpi!

domenica 11 maggio 2008

* Mostruosamente belli

Il mare è ricco di tesori, alcuni sono ancora sconosciuti all'umanità, e non so se dire purtroppo o per fortuna, visto che l'uomo ha la capacità di distruggere tutto quello che gli viene a tiro e quello che non incontrerà mai, con i suoi comportamenti sconsiderati.

Ma oggi non voglio fare polemiche sulla stoltezza umana, bensì farvi conoscere delle creature che possono sembrare mostruose, ma proprio per questo sono, al contrario, bellissime.
Ho già parlato di Monica, la mia cugina-amica biologa della pesca che ogni tanto per il suo lavoro di ricerca va sui pescherecci a fare le cale abissali. Ieri sera è rientrata da una di queste missioni e ci ha omaggiato di un po' di pesce di profondità, dei potassoli (Micromesistius poutassou), gamberoni rossi e scampi,
scorfani di profondità
scorfanetti di profondità (Helicolenus dactylopterus dactylopterus)
gallinella lyra
e gallinelle lyra (Trigla lyra)

Ma questi pescetti, anche forse per la loro piccola taglia, non proprio "mostruosi"... anzi direi che sono carini... guardate che musetto hanno le gallinelle lyra...

Un vero "mostro" degli abissi, che però nella sua mostruosità io trovo bellissimo (de gustibus...), è la Rana Pescatrice (Lophius Piscatorius) conosciuto anche come Coda di Rospo, e Monica, oltre a deliziare i nostri stomaci con il pescato sopra descritto, ci ha anche portato le foto di un bellissimo esemplare di questa specie di circa 35 kg di peso per 1,30 di lunghezza!!
rana pescatrice
Notate la proporzione tra la bocca della Rana Pescatrice e i polpacci del pescatore in secondo piano!

La testa e la parte anteriore del corpo sono molto larghe e appiattite, poi il corpo si restringe nella parte posteriore diventando progressivamente più sottile e snello.
Ha due pinne dorsali; la prima è costituita da dei raggi spinosi, il primo dei quali è modificato in un'appendice allungata e larga, l'illicio, che questo pesce usa come esca tenendolo allungato e facendolo oscillare davanti all'enorme bocca e restando nascosto e ben mimetizzato nel sedimento del fondo marino.
rana pescatrice
Questo curioso pesce può raggiungere la lunghezza di 2 metri e il peso di 40 kg...
rana pescatrice
La massa bianca che si vede affianco alla Rana Pescatrice è un'altro esemplare dello stesso pesce, più piccolo, circa 7 kg; si vedono bene le due pinne pettorali che, come potete osservare, somigliano a due piccole mani!

con Monica si ipotizzava che un esemplare come questo pescato ieri potrebbe avere intorno ai 40 anni!!
Caspita! - ci siamo detti - un coetaneo!!!

lunedì 5 maggio 2008

* Il periplo dell'Elba in tre giorni... e sorprese finali

Tra il 2 e il 4 maggio, approfittando del bellissimo tempo finalmente arrivato, abbiamo fatto il giro dell'Isola d'Elba.
Assieme a Maria Luisa, Carlotta e Antonio che ci hanno raggiunti nel tardo pomeriggio del 1° maggio a Portoferraio, il 2 mattina ci siamo diretti verso Marciana Marina. Siamo passati davanti ai paesini di S. Andrea, Pomonte e Chiessi, dove un po' di vento, con l'isola di Montecristo a vista, ci ha permesso di fare una bella navigazione di poppa, raggiungendo i 7/7,5 nodi...
Una sosta per il pranzo nella baia dopo punta Fetovaia, dove l'acqua cristallina e il chiaro fondo sabbioso invitavano a fare un bagno, ma la brezzolina fresca ci ha fatto desistere. Nel pomeriggio abbiamo fatto rotta verso la vicina Marina di Campo dove abbiamo passato la notte.
Il giorno dopo, 3 maggio, il vento non è stato molto generoso; gran parte della navigazione l'abbiamo fatta a motore con la sola randa per dare un po' più di stabilità alla barca, tuttavia ci sono stati momenti in cui abbiamo potuto aprire anche il genoa e spegnere il motore, godendoci il silenzio pieno del mare... è stato in uno di questi momenti, esattamente davanti al Capo di Stella che siamo stati premiati dalla visita di un numeroso gruppo di tursiopi, probabilmente delle femmine, visto che erano accompagnate da uno o due cuccioli, una di loro aveva la pinna dorsale bianca, ed tutte presentavano una livrea più chiara di quelli incontrati il 28 aprile scorso.
Andando a vela molto lentamente, vista la scarsità del vento, e stando bene attenti a non fare chiasso, abbiamo potuto godere della loro compagnia per più di dieci minuti e, cosa assai rara con i tursiopi che vivono qui all'Elba, anche il privilegio di vederli avvicinarsi moltissimo alla Filibusta, fiduciosi e anche un po' curiosi.
Man mano che avanzava il pomeriggio anche il vento ha rifatto capolino e verso le 16:30, dopo una serie di bordi di bolina, e l'avvistamento rapidissimo della pinna dorsale di un pesce luna, siamo entrati nella rada antistante Porto Azzurro dove abbiamo cenato con una bella pizza, rigorosamente fatta a bordo, e dove abbiamo passato la notte.
La mattina del 4 maggio ci siamo incamminati verso Portoferraio, navigando un po' a vela e un po' a motore, secondo i capricci del vento che anche in questa giornata è stato piuttosto scarso.
La sosta per il pranzo l'abbiamo fatta nella baia davanti a Villa Ottone, subito dopo Punta Pina, nell'ampia rada di Portoferraio.
Sembrava che ci fossero le condizioni ideali per fare finalmente il primo bagno della stagione, ma stavolta il deterrente sono state le meduse... ancora tante Noctiluche...
Nel pomeriggio abbiamo fatto una brevissima puntata alla banchina della Darsena Medicea di Portoferraio dove Maria Luisa, Carlotta e Antonio sono sbarcati, e poi siamo andati a dare fondo in rada accanto ai nostri amici Alessandro e Alessandro già ancorati con le loro Tramontana e Long John... cena tutti insieme sulla Filibusta e poi a nanna.

Stamattina, di buon'ora, alle 7:30 ci siamo incamminati verso Livorno... e sorpresa!!!! c'eravamo appena allontanati da Portoferraio, dopo circa tre quarti d'ora di navigazione....
testuggine marina (Caretta Caretta)
una TESTUGGINE!!!!!
stavamo procedendo a motore con la randa issata... quindi ci siamo avvicinati e abbiamo spento il motore per non disturbarla...
in questo modo ci siamo potuti avvicinare moltissimo... era una Caretta Caretta che pasteggiava tranquillamente in mezzo a un banco di meduse...
e poi...
non crederete sia finita...
sulle secche di Vada ci siamo imbattuti in numerosi banchi di tonni a caccia di acciughe... saltavano voraci fuori dall'acqua attirando stormi di berte che partecipavano al banchetto... un vero spettacolo che purtroppo non siamo riusciti a fotografare perché non si lasciavano avvicinare.
ragazzi che bellezza!
Direi le nostre operazioni di pulizia del mare dalle buste di plastica durante questo ponte sono state ampiamente ripagate dagli incontri con delle bellissime creature marine!

martedì 29 aprile 2008

* Oggi piove, ma ieri...

Oggi siamo all'ancora in rada a Portoferraio, e piove... (sigh*!), ma ieri...
h. 13:00, anche se con pochissimo vento andavamo a vela, e nel silenzio assoluto del mare, fatto solo di fruscio dell'acqua sullo scafo e del vento sulle vele....
guardate qui chi abbiamo incontrato tra l'Isolotto di Palmaiola e Capo Castello...
tursiope
clicca sulla foto per ingrandirla
si sentiva chiaramente il soffio del loro respiro ...una coppia di tursiopi, presumibilmente due maschi, viste le dimensioni e il fatto che nuotavano solitari. Li abbiamo visti prima separati, uno più sotto costa, l'altro verso l'isolotto, poi si sono pian piano avvicinati uno all'altro, facendo saltare fuori dall'acqua banchi di alici che tentavano di sfuggirgli...

giovedì 24 aprile 2008

* Verso l'Elba in mezzo alle Berte

ohhhhh.... finalmente la Filibusta ha lasciato l'ormeggio alla boa nel porto di Livorno per fare rotta verso l'Isola d'Elba!
Alle 9:00 abbiamo fatto il pieno di gasolio (caspita quanto è aumentato!... lo sapevamo, ma oggi abbiamo segnato quanti litri abbiamo fatto, quanto li abbiamo pagati e il prezzo al litro... e ce ne siamo resi conto con tanto di facce allibite, compreso il benzinaio... )
Il tempo di mettere la barca a segno, prua 180° e abbiamo avuto la consapevolezza che non ci sarebbe stato vento! D'altronde anche le previsioni annunciavano... patana! e così, purtroppo, è stato. Abbiamo comunque tirato a riva la randa e il genoa, per dargli almeno un po' d'aria... una leggera brezza prima da NE poi da SW ci ha permesso di navigare tra i 5 e i 6 nodi, anche se non abbiamo mai potuto spegnere il motore, coprendo le 47 miglia in circa 8 ore.
Avevamo tanta voglia di mare e di navigare... e poi c'era il sole a scaldarci.
Verso le 11:00 abbiamo fatto una battuta di "pesca alla plastica", una disciplina poco praticata in mare, al contrario del più frequente "lancio della spazzatura in mare"...recuperando persino uno zainetto...vuoto; questo particolare tipo di pesca si svolge di solito in due persone: uno al timone, l'altro armato di mezzo marinaio al recupero fuoribordo... e guai a mancare l'ambita preda!! a volte pur di acciuffarla si torna indietro girando in tondo in mezzo al mare... Katia, se ti capita mentre sei in navigazione di vedere una barca a vela che gira su se stessa siamo noi che peschiamo buste, polistirolo e, all'occorrenza, zainetti, secchi, reti...
anche la canna da pesca a traina ha preso un bel "pesce busta"!
Il nostro bottino di oggi è stato cospicuo... (domattina lo fotografo e aggiungo la prova, che non si dica che siamo dei millantatori!) * aggiornamento del 26 aprile...emh, scusate ma me ne sono dimenticata...
Pelagia Noctiluca


Verso le 12:20 siamo passati al traverso del faro di Vada e sulle omonime secche. Qui il fondale, che sale da 70 a 16/17 metri in un minuto, era visibilissimo, si distinguevano bene i banchi di posidonia alternati alla sabbia, e a mezz'acqua si vedevano numerosissime meduse, le Pelagia Noctiluca, più comunemente conosciute come Meduse luminose, perché di notte emettono bagliori fluorescenti.




Poi in lontananza abbiamo visto tanti puntini neri sul pelo dell'acqua, avvicinandoci ci siamo passati proprio in mezzo, era uno stormo di berte, che al nostro arrivo hanno preso il volo tutte insieme... non so se vi sia mai capitato di vedere una berta volare a pelo dell'acqua... elegante, fluida, sembra senza peso... uno spettacolo della natura... figuratevi uno stormo a pochi metri...
le berte
A questo punto è scattata l'operazione pastasciutta... un bel piatto di penne al pomodoro e basilico fumanti... e pian piano, tra una busta e l'altra siamo arrivati a Portoferraio... alle 17:58 esatte abbiamo dato ancora in rada... tanto era il posto libero nella baia che siamo stati un bel po' indecisi su dove dare fondo... alla fine abbiamo scelto lo specchio d'acqua tra la Villa Romana e i Magazzini, 5 metri di fondo, 35 metri di catena, praticamente soli...
nemmeno mezz'ora ed è arrivata una gommoastronave a forma di pantofola della Guardia di Finanza a controllarci i documenti... battezzati appena arrivati... ma tanto avevamo tutto in ordine...
domattina si va in banchina... dopo 3 mesi!!!

martedì 1 aprile 2008

* il Caos, i Cetacei e la pace del mare...

10 giugno 2007, le balene all'Elba
Sulla scia dei post più o meno recenti di Christina, di Viviana B., di Kix (che ho scoperto da poco, ma di cui ho letto tutto!), il "Caos" oggi si è fatto sentire.
Quella forza che io e il Capitano crediamo governi il mondo, che riporta l'equilibrio, che fa incontrare le persone e succedere le cose proprio in un determinato momento, in modo che ti colpiscano e ti emozionino..., qualcuno la chiama coincidenza, altri destino, noi Caos...
Sto leggendo un libro, oramai introvabile perché non più in catalogo (e te pareva!), "La vita segreta delle Balene", di Roger Payne, il maggior esperto mondiale di cetacei, esploratore e musicista.
Dice Payne che di tutte le notevoli caratteristiche dei cetacei, lui ritiene come la più straordinaria quella di partorire in mare aperto piccoli che respirano aria
La madre fornisce ossigeno e nutre il feto attraverso il sangue, durante tutta la gestazione respira per entrambi, i polmoni e il sistema digerente del piccolo non sono attivi, non hanno aria né cibo al loro interno in modo che questo non abbia il problema di dover compensare la pressione durante le immersioni della madre. Il liquido amniotico dei mammiferi marini è straordinariamente simile all'acqua di mare, hanno la stessa proporzione di sali, è una sorta di imitazione del mare.
Quando una donna "perde le acque", poco prima della nascita del bambino, si ripete la transizione della vita dall'acqua alla terra ferma, passando dal "mare" del liquido amniotico materno all'ambiente asciutto della vita terrestre.
Una scuola di psicologia sostiene che una parte rilevante dell'angoscia umana nasce dal senso di perdita legato all'abbandono del ventre materno. Questa perdita di certo non turba i cetacei, che passano dal liquido amniotico della madre al liquido, simile, del mare, nel quale resteranno per l'intera esistenza.

E allora Payne si chiede... 
"...quando un cetaceo si arena sulla spiaggia e muore, non è forse quella una "nascita" fuori dall'acqua? non percepisce forse cosa vuol dire per un bimbo piangere di rabbia per trovarsi all'asciutto fuori dal grembo materno? ..."

e ancora...

"...non sarà che il risentimento che l'uomo nutre verso i suoi simili e il resto dei viventi ha origine nella perdita della sua identità marina? ..."
e dice una cosa che ho trovato molto bella....
"...Ed è questo senso di unione con la vita dell'oceano che pervade le persone quando per la prima volta nuotano di fianco ad una balena, il cuore in gola, e scoprono che invece di ucciderle con un unico colpo di coda queste gigantesche creature le accolgono nella profonda e antica pace del mare?..."
Noi con le balene non abbiamo avuto il piacere di nuotare, né di sentire il loro canto dal vivo (come invece ha fatto Kix) ma le abbiamo incontrate, due volte, l'anno scorso.
Nel diario di bordo della Filibusta annoto ogni incontro che abbiamo con i delfini, perché ogni volta mi sembra un piccolo miracolo, quelli con le balene sono segnati a caratteri cubitali.
Caos come sempre ci mette lo zampino, basta considerare le date: la prima quella della foto che vedete in questo post, il 10.06, la seconda, un incontro molto più breve, nemmeno il tempo di scendere sotto coperta a prendere la macchina fotografica, ma molto molto più emozionante, esattamente tre mesi dopo il 10.09.

Tornavamo dall'Elba diretti verso Livorno, dopo circa due ore di navigazione Marco mi chiama ..."Pepé, una balena!", seguendo il suo sguardo mi giro verso poppa e a due metri nella scia lasciata dalla Filibusta vedo emergere la sua schiena enorme... pochi secondi, ma vicinissima, poi si è inabissata ed è scomparsa, ma noi avevamo il cuore a 1000!

martedì 11 dicembre 2007

*...aggiornamento sui pesci abissali

Finalmente siamo riusciti a sapere i nomi dei pesci neri pescati a 1000 metri.
Sono dei Testa nuda (Alepocephalus rostratus, Risso, 1820). Vivono tra i 300 e i 2250 metri, e si nutrono di piccoli crostacei pelegici, meduse, idrozooi, ascidie, ctenofori... loro, si nutrono... noi di loro no! pur essendo innocui... non si mangiano.

domenica 9 dicembre 2007

* l'aragostina cieca e... soprattutto: Emily

Ahimè.... il crostaceo "non meglio identificato" di cui al post del 5 dicembre scorso era nientepopodimenoche.... una rara aragostina abissale cieca!!!! pare (me lo ha detto Monica ieri al telefono) che forse sarebbe stato meglio portarla in laboratorio e conservarla, invece per una svista o per non avergli dato troppa importanza al momento dello sbarco dal peschereccio, è finita nello stomaco di Marco... buona, ce ne sarebbe voluta una un po' più grande...
e vabbè gli scienziati si so' distratti e i Filibustieri ne hanno approfittato... anche se del tutto involontariamente...
Ora, un'altra cosa... avete mai sentito parlare di Emily?
l'Emiliana huxleyii al microscopio
Al secolo Emiliana huxleyii, una delle componenti più importanti dell'insieme della fauna e della flora della Terra. E' un'alga piccola piccola, fa parte del fitoplancton, ed è presente in tutti gli oceani in grandi fioriture. La sua presenza esercita un forte effetto sull'ambiente per la capacità di sottrarre anidride carbonica all'atmosfera e per la produzione di solfuro di metile, che condensa le nubi sugli oceani.
Queste nubi si producono per raffreddare la superficie delle acque altrimenti irraggiate dal sole, dato che la sua crescita nella superficie delle acque marine dipende fortemente dalle condizioni di temperatura: se questa supera i 10/12° centigradi, le proprietà fisiche dell'oceano impediscono che le alghe ricevano sostanze nutrienti, e ciò conduce all'isterilimento delle acque.
E allora??? direte voi....
Allora, non ci sarebbe nessun problema se quest'alga, insieme alle foreste, non fosse il principale divoratore di anidride carbonica sulla Terra... e questa è la novità.
La cosa che già sapevamo invece è che la temperatura degli oceani è in costante aumento, come anche la percentuale di anidride carbonica nell'atmosfera, quindi se 2+2 fa 4... Emily da oggi non è più una piccola e insignificante alghetta su un qualsiasi libro sull'ambiente e l'ecologia.
Se non ve ne frega nulla, bene, se vi siete un pochino incuriositi leggete James Lovelock (le parti in corsivo sono citazioni dai suoi libri, in particolare da "La rivolta di Gaia").
E' poi, è pure bellina Emily, no?

mercoledì 5 dicembre 2007

* i pesci degli abissi....e poi ...il computer si è bloccato

Venerdì sera Monica ci ha portato alcuni esseri curiosi. Hanno calato le reti a 1000 metri.
Unica donna a bordo ha avuto il privilegio di poter tenere tutti i, pochissimi, gamberi di profondità che hanno preso, che sono di un rosso intensissimo. Tra questi pochi, di diverse specie, ce n'erano due con un rostro sulla testa e uno stranissimo, non meglio identificato, altro crostaceo.
aragostina cieca di profondità
Li abbiamo scottati in padella su un letto di sale grosso, coperti, per cinque minuti
o anche meno.
Inutile dire che erano squisiti, anche il crostaceo strano, lo ha mangiato Marco... io non ho avuto il coraggio, lo ammetto, e poi era davvero piccolo e, come si vede dalla foto, polpa ne aveva pochina.
Ma Monica non ha portato solo queste squisitezze...
Oltre a due Musdee, già pulite e senza testa, un paio di pesci abissali, neri, con gli occhi enormi, anche questi già puliti e con ancora qualche scaglia iridescente, durissima.
Le Musdee le abbiamo mangiate il giorno dopo; in genere sono pesci molto gustosi, da mangiare lessi; infatti le abbiamo lessate e spinate, condite con olio, limone e prezzemolo, ricoperte da patate lesse schiacciate con lo schiaccia patate e condite con una abbondante grattata di bottarga di muggine. Buone, ma le carni, forse per lo shock che il pesce ha subito nella risalita dai 1000 metri, erano poco sode e meno saporite del solito.
pesci abissali
I pesci neri, mi farò dire che specie sono, non li abbiamo mangiati, visto che non c'era certezza sulla loro commestibilità... in realtà, come potete vedere dalle foto, non avevano un aspetto molto invitante...
pesci abissali
Nel pomeriggio di sabato un dvd si è bloccato nel lettore del computer che leggendolo come un disco di avvio non ne voleva più sapere di accendersi, quindi abbiamo dovuto portarlo all'assistenza per averlo indietro solo ieri, ecco perché siamo spariti fino ad oggi...