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sabato 11 dicembre 2010

* I MESTIERI DEL MARE

Ricevo e volentieri do diffusione, anche se l'evento è molto lontano da noi...

"I MESTIERI DEL MARE: Difficoltà degli operatori e potenzialità occupazionali"
- TAVOLA ROTONDA - 
 Martedì 14 dicembre 2010, Ist. Vittorio Emanuele II, Giovinazzo (Ba)
Inizio previsto alle ore 9:30 

Per esercitare il mestiere di marittimo (imbarcato su qualsiasi galleggiante o nave) si deve essere iscritti al registro della “GENTE DI MARE”; per esercitare il mestiere di pescatore deve inoltre essere iscritto anche nel “REGISTRO DEI PESCATORI”. Entrambi i registri sono gestiti dalla Capitaneria di porto compartimentale e non hanno alcun collegamento o contatto né con i Centri per l’impiego né con agenzie per il lavoro temporaneo e interinali.
Al fine di colmare questo vuoto istituzionale, l’Amministrazione Provinciale di Bari sta attuando un energico intervento per il rilancio dell’Istituto Osservatori Radar (I.O.R.), che ospita attualmente anche il Laboratorio di Biologia Marina. Un grande progetto è già in cantiere: avrà sede in Giovinazzo presso l’Istituto Vittorio Emanuele e si tratta del “Centro del Mare”, che vedrebbe attorno allo I.O.R. la sede di un Museo Marino, che contempli Fauna, Ambiente ed Attrezzature del mestiere della Pesca, e della Marineria tradizionale, da realizzarsi con l’ausilio della Fondazione CETACEA di Rimini.
Per dar vita, così, ad un Centro finalizzato alla ricerca scientifica, alla informazione e formazione, alla divulgazione della Cultura del Mare viene auspicato l’allargamento della compagine sociale dello stesso I.O.R., peraltro già formata da Capitaneria di Porto Bari, Comune di Mola di Bari, Ass.ne Agenti Raccomandatari Marittimi di Puglia, Comune di Giovinazzo e Autorità Portuale di Bari.

Si prevede la creazione di una struttura permanente di formazione tecnica e professionale volta ad elevare la professionalità dell’intero settore nautico e del suo indotto, diffondere la cultura della nautica in ambito sociale e nella didattica, preparare figure professionali qualificate, definire percorsi di aggiornamento. La Struttura intende porsi come punto di raccordo tra il mondo dell’Istruzione e Formazione e quello delle Imprese, avvalendosi della collaborazione degli Istituti Tecnici Nautici Regionali, delle Università e delle Istituzioni. 

Di tutto ciò se ne discuterà il prossimo martedì 14 dicembre presso l’Istituto Osservatori Radar in Piazza Vittorio Emanuele II di Giovinazzo (Ba), a partire dalle ore 9.30, assieme a: Mary Rina, Assessore Provinciale Formazione professionale e P.I., Francesco Mariani,Presidente Autorità Portuale del Levante, Rosa Dipierro, Dirigente Servizio Formazione Professionale e P.I., Maddalena Intini, Presidente Centro di Formazione Formare, Luigi Giannini, Direttore Federpesca, Antonio Vacca, Dirigente scolastico IPSIAM Molfetta, Nunzio Stoppiello, Presidente Regionale Federcoopesca.
Durante l’incontro verrà presentato il “cluster marittimo”: della formazione scolastica e professionale, del reclutamento e dell’applicazione delle diverse “professioni del mare”; della loro estensione, articolazione e, con particolare riferimento alla continuità-contiguità-circolarità delle mansioni. Verranno illustrate inoltre le dimensioni e le dinamiche del mercato del lavoro marittimo: stato dell’arte delle strutture e degli strumenti di rilevazione e di indagine, osservatorio delle professioni.
Sarà presentato il servizio INFORMALAVORO DEL MARE, erogato dal futuro “Centro del Mare”, rivolto ai lavoratori della pesca con il preciso intento di elevare i livelli di professionalità e le competenze della categoria dei pescatori attraverso una serie di servizi di orientamento professionale, di diagnosi delle esperienze e delle competenze maturate, di sostegno alla progressione di carriera e di supporto allo sviluppo professionale. 

di Daniela de Palo 10/12/10 Info: osservatoriradar@libero.it Segr. Org.: 0803943025

giovedì 2 settembre 2010

* Adottiamo una tartaruga e aiutiamo Fondazione Cetacea!

*NOTA: Questo post era programmato per essere pubblicato il 24 di agosto. Non so cosa sia successo, ma è evidente che non è stato pubblicato, visto che porta la data di oggi! Mi scuso per il ritardo, di cui mi rammarico moltissimo, visto che intendevo fare, nel mio piccolo, qualcosa per aiutare la Fondazione.


Il 18 agosto scorso sul Corriere di Bologna on line è stato pubblicato un articolo sul rischio di chiusura di Fondazione Cetacea. Marco Affronte, il suo responsabile scientifico, nel suo blog Storie di mare ne ha parlato tanto, qui e qui.


La Fondazione è una bellissima e sana realtà dedicata alla salvaguardia dell'ambiente marino, che è patrimonio di noi tutti, non lasciamo che muoia!
Ognuno di noi può fare un piccolo, ma significativo, gesto per aiutarli: è possibile fare una donazione o adottare a distanza una delle tartarughe ricoverate presso il loro ospedale.



Un gesto semplice che sosterrà la Fondazione, impedendo (speriamo!!!) che chiuda e che le persone che ci lavorano con passione da tanti anni debbano arrendersi e gettare la spugna (al momento sono senza stipendio da 6 mesi!!), lasciando orfane  di cure queste splendide creature a rischio di estinzione, insieme a tutti i cetacei che fin'ora hanno aiutato a riprendere il mare.

mercoledì 12 maggio 2010

* i Rompiscatole

Più di un anno fa Greenpeace ha iniziato a confrontarsi con le aziende produttrici di tonno in scatola, tra le quali il tema della sostenibilità ambientale era considerato poco e niente. A gennaio scorso ha lanciato una classifica "Rompiscatole" sulla sostenibilità delle scatolette italiane di tonno. A distanza di tre mesi le aziende hanno cominciato a muoversi nella giusta direzione.
As do Mar è al primo posto, cito ["è una delle poche aziende che utilizza in parte dei propri prodotti il tonnetto striato, pescato con metodi sostenibili (lenza e amo). Il tonnetto striato - a differenza del pinna gialla ormai sovrasfruttato – è considerata in buono stato. Tra le scelte più importanti c’è la decisone di Esselunga di non comprare tonno trasbordato in mare, una pratica che favorisce molto spesso attività illegali. Callipo, invece, è il primo a decidere di utilizzare nella propria produzione non più del 25 per cento di tonno pescato con sistemi di aggregazione per pesci (o FAD). I FAD, infatti, causano la cattura accidentale di tartarughe, squali ed esemplari immaturi di tonno. Passi avanti anche tra i più grandi! Bolton che, con il marchio Riomare copre più del 30% del mercato, si è impegnato formalmente a predisporre prima della fine dell’anno una politica di sostenibilità. In fondo alla classifica Nostromo e tonno Mare Aperto di STAR."]
Cliccando sul banner qui sotto potete consultare la classifica stilata da Greenpeace.

Fonte Greenpeace Italia

lunedì 22 marzo 2010

* Fondazione Cetacea non deve morire!!

Già nel luglio del 2008 abbiamo lanciato per la Fondazione Cetacea un appello da questo blog.
Purtroppo le loro difficoltà non si sono risolte e ora, a nemmeno due anni di distanza, rischiano di chiudere, come spiega bene Marco Affronte nel suo blog Storie di Mare
E' possibile firmare una petizione, qui, per sostenerli...
Diamogli una mano, fanno tanto per il nostro mare!

venerdì 5 febbraio 2010

* "Gli umani sono la specie più pericolosa sul globo terrestre", ovvero la verità sullo spiaggiamento di capodogli in Puglia

Qualcuno di voi ricorderà lo spiaggiamento di Capodogli che c'è stato a dicembre sulla costa settentrionale del promontorio del Gargano, nei pressi del lago di Lesina.

Per alcuni giorni se n'è parlato tanto su tutti i media, spesso a sproposito.

L'unica voce sensata che avevo avuto modo di ascoltare, anzi di leggere, era quella di Marco Affronte nel suo blog Storie di Mare, che ne ha parlato qui, qui e qui.

Ieri su segnalazione di Cicciopettola nel suo blog Topkapi, vengo a sapere che il giornale on-line Terra Nostra ha condotto un'inchiesta, ancora in corso, che ha messo in luce una verità taciuta, perché scomodissima, tanto per cambiare.
In sintesi, oltre all'emergenza ambientale in cui versa quel tratto di costa a causa dell' abbandono di scorie nucleari, di residui bellici, di navi affondate imbottite di veleni chimici, di ordigni inesplosi, emerge da questa inchiesta che dal primo al 31 dicembre del 2009 un'ordinanza della Capitaneria di Porto di Termoli aveva interdetto un’area marina vicina alla zona di spiaggiamento, per consentire la realizzazione di un’esercitazione dell’Aeronautica militare italiana, vera causa dello spiaggiamento.
Inoltre una elevata fonte militare italiana ha rivelato che il 9 dicembre erano stati "avvistati 10 capodogli in difficoltà", ma, come tutti sappiamo, la notizia è stata fatta trapelare agli organi di informazione soltanto il 10 dicembre.
Suggerisco a chi è interessato all'argomento di visitare direttamente il sito di Terra Nostra.
La loro amarissima, ma purtroppo vera, conclusione è che "gli umani sono la specie più pericolosa sul globo terrestre"...

lunedì 23 marzo 2009

1° Facebook User Sailing Event (I FUSE)


Andrea Messersì di NAVIGAMUS si è fatto coinvolgere nell'organizzazione della I° Facebook Users Sailing Event (su cui ha scritto un post a cui potete accedere cliccando sul link qui sopra) e ci ha chiesto di "rilanciare" sul nostro blog questa notizia.



Pur essendo dei pentiti di FB, nel senso che ci siamo stati per pochi mesi e poi abbiamo cancellato il nostro account per motivi su cui non mi dilungo perché sarebbe inutile e fuori luogo, ci prestiamo volentieri ad "ospitarlo".

Ecco qui il testo del suo comunicato:

1° Facebook User Sailing Event (I FUSE) - si chiamerà così il primo evento di vela completamente organizzato per mezzo del popolarissimo social network che sta “impazzando” nel nostro paese. Infatti tra gli appassionati di vela non sono pochi quelli che amano navigare ….. sul web! Al contrario, molti di loro avendo già familiarità con le moderne tecnologie nautiche (GPS, cartografia elettronica, bollettini meteo via satellite, PC a bordo ecc.), vedono il web come la naturale estensione di uno spazio infinito in cui mantenere ed alimentare i contatti con tutti gli amici del proprio equipaggio. In particolare su Facebook proliferano alcune centinaia di gruppi che spaziano dai fan dei principali team della Coppa America alle meno note squadre agonistiche locali passando per i semplici amanti del charter fino ad arrivare ai navigatori solitari. Da qui ad organizzare l’iniziativa il passo è stato breve (si fa per dire!) per Gianni “Tex” Tessaro che nei mesi passati ha creato e tenuto vivo il relativo gruppo facendolo crescere fino alla ragguardevole quota attuale di poco meno di 3000 velisti. Il programma della manifestazione prevede in linea di massima per sabato 16: distribuzione delle t-shirt della manifestazione, veleggiata, lunch alla fonda, aperitivo, buffet, festa serale danzante ed altre attività mentre domenica 17 l’evento si concluderà con una veleggiata/regata, lunch e premiazioni. L’evento è aperto a tutti, non serve essere “lupi di mare” nè avere una barca propria, è sufficiente quella di conoscenti oppure noleggiarla insieme gli amici o scegliere l’imbarco singolo alla cabina con una delle società che si sono rese disponibili per l'evento: Bamboo Sailing, Barcamica, Horca Myseria, Liguria Charter, Lungarotta, Malditerra Velaclub, Straripa. Insomma un weekend all’insegna della voglia di mare e di vela, della voglia di incontrarsi oltreché sul web anche in banchina ed in boa nella splendida cornice di Portovenere.
Per “imbarcarsi” in questa “avventura” scrivete a 1fuse@libero.it: riceverete le info dell’evento e un modulo d'iscrizione individuale.

mercoledì 21 gennaio 2009

* S.O.S. Pelagie... isole dimenticate


La bellissima isola di Lampedusa è da anni sui giornali, ma solo per le cronache sugli sbarchi clandestini, non per le sue bellezze, men che meno per i problemi che affliggono i suoi abitanti, abbandonati dallo Stato e del tutto inascoltati nelle loro legittime richieste.
Parla della sua isola bistrattata Giovanna, nel suo blog, da cui fa un appello per richiamare l'attenzione su fatti concreti, ma di cui non si parla, di cui anche la stampa si disinteressa, nonostante le numerose proteste degli isolani. Riporto alcune sue parole:

"Da una settimana i nostri bambini non vanno a scuola. La pioggia ha danneggiato i tetti degli edifici scolastici e non ci sono altri locali disponibili. Ogni mattina per tutta la settimana, in centinaia, ci siamo recati in piazza, genitori e bambini, chiedendo, attraverso i giornali l'attenzione del governo ma nessuno ha dedicato una sola riga a questo nostro problema.

Nessuno sa che a Lampedusa la sanità è una cosa solo per chi se lo può permettere. Se ti fratturi un braccio e parti con l'aereo di soccorso per fartelo ingessare negli ospedali di Palermo, se vuoi tornare a casa non appena finita l'urgenza, devi pagarti il biglietto dell'aereo.

Nessuno sa che a Lampedusa benzina e gasolio (anche quello delle barche dei pescatori) sono i più cari d'Italia.

Nessuno sa che a Lampedusa non c'è una biblioteca e le strutture scolastiche sono fatiscenti.

Nessuno sa che la gente di Lampedusa non riesce più ad affrontare le difficoltà in cui si trova."

Stanca dell'indifferenza che la circonda la gente di Lampedusa e Linosa ha costituito recentemente un'Associazione: SOS Isole Pelagie.
Al momento, quello che noi possiamo fare è diffonderne il link, perché finalmente se ne parli, perché almeno il diritto ad essere ascoltati e la libertà di manifestazione e di espressione siano rispettati.

martedì 13 gennaio 2009

* Occhiali impossibili da dimenticare!

Latitanza terminata!
i motivi che l'hanno determinata sono due, uno è superato, diciamo che si trattava di un problema "tecnico-fisico" (so di essere criptica, ma è voluto, capirete se avrete la bontà di continuare a seguirci), l'altro è che in inverno non ci capita di navigare e per fortuna ultimamente (facendo corna, tié) non abbiamo passato guai, dunque da raccontare c'è davvero poco, le cose che leggo in giro purtroppo mi fanno intristire, indignare, arrabbiare, e mi sono un po' stufata di scrivere post di denuncia della stupidità umana... invece qualche giorno fa, finalmente, ho letto di un uomo che ha fatto una cosa grande, grandissima: si chiama Joshua Silver, ed è un ottico britannico che ridà la vista ai poveri!
La sua storia comincia il 23 marzo 1985. Silver, era allora un semplice docente universitario e si chiedeva se fosse possible costruire lenti in grado di adattarsi senza l’aiuto di un ottico o di macchinari costosi, occhiali che chiunque potesse "tarare" da sé, regolandoli sulle necessità dei propri occhi. Costruì lenti di plastica, nelle quali pose una sacca con del liquido. Sulla montatura mise due piccole siringhe piene di quel liquido. Per adattare le lenti ai propri bisogni basta aggiungere liquido finché non si vede chiaramente. Poi si staccano le siringhe, si sigilla la montatura con un tappo, e gli occhiali sono pronti!
Da allora il dottor Silver, oggi 62enne ex docente di Ottica all’università di Oxford, ha distribuito 30mila dei suoi occhiali in 15 Paesi del mondo. Ma i suoi piani sono molto più ambiziosi: far tornare a vedere un milione di indiani entro la fine dell’anno. E un miliardo di poveri entro la fine del prossimo decennio.

immagine da www.core77.com

Per noi occidentali andare dall'oculista o dall'ottico a misurare la vista ed avere un paio di occhiali che aiutino a correggerne i difetti è una cosa, costosa, ma scontata, nell’Africa Sub-Sahariana invece c’è un ottico ogni milione di abitanti, e anche se ce ne fossero di più, nessuno potrebbe permettersi gli occhiali che vengono prodotti normalmente, e questo influenza l’educazione, l’economia, la qualità della vita. Senza occhiali, gli studenti non possono vedere bene la lavagna, i pescatori non possono ripararsi le reti, i sarti non possono svolgere la loro professione e chi più ne ha più ne metta.
Gli occhiali di Silver sono risolutivi perché chiunque può "regolarli" da sé, e perché costano pochissimo. Al momento il costo per un paio è 19 dollari, ma l'obiettivo primario è di arrivare a 1 dollaro al paio, se si vuole distribuirli a miliardi di persone, anche un dollaro a occhiale è troppo.
Ovviamente questo bellissimo progetto non è in grado di risolvere tutti i problemi legati alla vista, non funzionano contro l’astigmatismo, e non possono sostituire un ottico nella diagnosi di glaucoma o altre malattie.
Non saranno bellissimi da vedere questi occhiali autoregolabili, ma quanto potrà mai interessare ad un uomo dell'Angola il design di uno strumento che gli permette di camminare sorridendo perché può rivedere il suo villaggio... e non lo faceva da quando era bambino?

Qui c'è il video del Dottor Silver che illustra la sua invenzione

fonte Davide Casati Il Corriere della Sera on line 10 gennaio 2009

domenica 7 dicembre 2008

* Le spadare, incubo del Mediterraneo

Le spadare sono delle reti a maglie larghe, 43-45 cm (la maglia massima consentita è di 18 cm), che si estendono fino a 30 km e sono alte fino a 15 metri, e che vanno alla deriva in alto mare, catturando non solo il pesce spada, come suggerirebbe il nome, ma anche specie in pericolo di estinzione come gli squali, le tartarughe marine e i cetacei…
I capodogli muoiono per sfinimento dopo ore di agonia. I delfini non riescono più a riemergere e soffocano. Si stima che nel solo Mediterraneo queste reti siano arrivate ad uccidere 10 mila cetacei ogni anno. In altri mari rappresentano la prima causa di morte dei cetacei.
E nel mare, si sa, bisogna mantenere un equilibrio altrimenti sono problemi per tutti.
Le spadare alla deriva, infatti, non sono tese, gli animali che nuotano nei loro pressi generano piccole correnti e le attirano restando fatalmente intrappolati, caratteristica per la quale si sono guadagnate l'appellativo di muri della morte.
Per questa ragione 16 anni fa le Nazioni Unite hanno votato per una moratoria contro l’uso di queste reti. La Comunità Europea le ha proibite definitivamente soltanto 6 anni fa, in Italia però c’è chi continua ad usarle…
La pena sarebbe il sequestro della rete e poi c’è una sanzione amministrativa di circa 4 mila euro.
Il condizionale è d'obbligo visto che nonostante dal giugno di quest’anno, dietro pressioni della Comunità Europea (che sosteneva come fosse "ampiamente provato che il sistema di controllo e sanzione applicato in Italia in merito alle reti derivanti sia del tutto, insufficiente") sia stata introdotta la norma che permette il sequestro della rete anche in porto, sanzionando la detenzione (mentre prima si dovevano sorprendere i pescatori in mare con la rete calata) nella pratica molto spesso le reti vengono lasciate in custodia agli stessi proprietari dei pescherecci vietandone l’utilizzo con un sigillo, perché purtroppo in molti casi gli operatori di Polizia non hanno gli strumenti per gestire la rete sequestrata, non ci sono i fondi per la detenzione, né per il trasporto né per la distruzione.
Ma queste reti possono arrivare a costare fino a 20 mila euro, è difficile credere che chi pesca illegalmente si faccia tanti scrupoli e non le utilizzi di nuovo.
Se le 700 spadare esistenti dieci anni fa siano ancora in attività non è facile dirlo.
Ma dai pescatori calabresi i giornalisti in una recente trasmissione di Rai tre, Report, sono venuti a sapere che tra San Lucido, Cetraro e Bagnara ci sono 100 barche che praticano questa pesca illegale.
Report ha messo in evidenza il caso di Bagnara Calabra, a 170 km a sud di Cetraro, che è un "porto franco": qui le reti vengono sbarcate, ma nessuno le sequestra. Gli uomini della Capitaneria stanno a guardare, senza neppure fingere di non vedere: transitano dal porto, danno un’occhiata e vanno via.
Gli acquirenti sono le pescherie e i grossisti, che vengono anche da molto lontano. Le operazioni durano ore, ci sarebbe tutto il tempo per organizzare gli interventi di sequestro, che comprenderebbero anche il pesce se pescato con un attrezzo illegale. Invece si vedono stive di pescherecci che si svuotano per riempire i tir…
Addirittura un’auto della polizia municipale scorta fino in porto il tir che presto si riempirà di pesci spada. Uno finisce anche nel bagagliaio del vigile.

Capita che i pescherecci vengano sorpresi a salpare la rete illegale con il suo bottino, alla vista della motovedetta della Capitaneria tagliano la rete, tentando poi di dimostrare che il pesce spada l’hanno pescato con attrezzi autorizzati: reti a strascico, palangari, ferrettare e attrezzi da posta, anche se alla verifica a bordo hanno chilometri di spadare, e di ferrettare nemmeno l'ombra.
La ferrettara, che e’ una rete simile alla spadara ma con le maglie più piccole (18 cm) e lunga al massimo 2 km, è stata introdotta dall’allora ministro delle politiche agricole del governo Prodi, Michele Pinto, proprio nel periodo in cui il regolamento europeo contro le spadare era in via di definizione
(il decreto sull'uso delle ferrettare è stato poi firmato dall'allora ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Paolo De Castro nel maggio 2006). Con la ferrettara non sarebbe possibile pescare il pesce spada ed il tonno, visto che se ne autorizza l’uso soltanto entro le 10 miglia dalla costa, anche se non può avere alcuna redditività sotto costa: risultato i pescatori che pescavano con la spadara, hanno imbarcato le ferrettare e le utilizzano normalmente a distanza ben oltre 10 miglia.
Per dirla in altri termini, Report sostiene che dato che la ferrettara o si usa illegalmente per la pesca del pesce spada o non ha senso utilizzarla, e dato che risulta difficile credere che i tecnici dell’allora ministero non lo sapessero, la ferrettara sia solo un modo per "mimetizzare" l'uso delle spadare.
Inoltre la ferrettara e la spadara quando sono ammucchiate sembrano la stessa cosa, ma le spadare sono riconoscibili dal tipo di filato e dalla larghezza della maglia.

Nel 1997 sono stati distribuiti 100 milioni di euro dei contribuenti italiani ed europei ai pescatori per aiutarli a passare dalle spadare ad altri sistemi di pesca, dopo 5 anni, nel 2002 sarebbe entrato in vigore il divieto di utilizzo, dando così tempo ai pescatori di cambiare metodo o attività.
Hanno aderito quasi tutti facendone richiesta, perché il piano era volontario, sono stati indennizzati per dismettere le spadare e non l’hanno fatto: continuano a buttare km di reti a maglie larghe, una frode vera e propria.
Secondo il regolamento "il pesce spada si può pescare solo con l’amo o l’arpione"; quella con l’arpione è la pesca tradizionale del pesce spada nello stretto di Messina. Non crea alcun danno alla popolazione dei pesci spada o alle altre perché è selettiva, è di sicuro una lotta crudele, ma è alla pari e la morte del pesce è immediata.
E’ illusorio voler credere che la pesca al pesce spada sia questa, non può che fornire un numero limitato di ristoranti.
Barche che praticano questo tipo di pesca ce ne sono circa una quindicina tra lo stretto di Messina e in Calabria.
Ormai sarebbero da considerare un reperto storico da tutelare, ma non hanno avuto particolari finanziamenti per mantenere questa attività, con cui in 4 mesi (una stagione) mediamente si pescano un centinaio di pesci, vale a dire lo stesso numero medio di pesci spada che riesce a recuperare una spadara in una gettata.
Oltre tutto il pesce spada è catalogato come specie in pericolo, e quando un predatore sparisce si interrompe la catena alimentare e si altera tutto il sistema.
La sua cattura è stata regolamentata 10 anni fa, in cambio di indennizzi pagati da tutti noi. Siccome però è prassi non rispettare le regole, per evitare che a qualcuno venisse in mente di cambiare idea, i pescatori si sono dati da fare per tempo e ad inizio stagione hanno bloccato i binari, una settimana dopo hanno incontrato l’On. Fini, e in 48 ore la Camera dei Deputati ha approvato un ordine del giorno con cui impegnava il governo, in sede comunitaria, ad attenuare le sanzioni per chi pesca con attrezzi illegali, ma con che faccia? dopo che la Commissione Europea ci ha richiamato perché non abbiamo abbastanza controlli e non applichiamo le sanzioni...

Secondo Report i nostri governi finora hanno praticamente coperto e agevolato una frode comunitaria ai danni dei contribuenti europei e dei pescatori onesti.
Il controllo in mare non può arginare alcun fenomeno di illegalità, almeno finché le sanzioni saranno inferiori ai ricavi, finché non si arriverà al sequestro della licenza, ci sarà sempre qualcuno che non si farà alcuno scrupoli.

Ma forse potremmo tornare ad avere un equilibrio se verranno gestiti come si deve i 424.342.854 euro che stanno per arrivare per "creare i presupposti per lo sviluppo sostenibile delle zone di pesca".
A gestire i soldi saranno le Regioni ponendo dei limiti allo sfruttamento e poi facendo rispettare le regole, questo aiuterebbe la parte sana del settore, i pescatori onesti, che di solito sono anche quelli che urlano poco.
Continuo ad usare il condizionale... e per citare ancora una volta le parole dei giornalisti di Report "siccome bisogna pur vivere, siccome tutti tengono famiglia, il reato si perde in mare dove furbi e poveracci impoveriscono il patrimonio di tutti"

Per chi volesse approfondire, le associazioni ambientaliste denunciano da anni la situazione: potete leggere il rapporto "Operazione Spadare" di Ilaria Ferri, il "Rapporto spadare di Greenpeace", le "schede spadare del WWF", la legislazione sulle spadare su Legapesca

foto via web di Ilaria Ferri
Direttore Scientifico e Responsabile rapporti internazionali
Ente Nazionale Protezione Animali

sabato 15 novembre 2008

* Blogger imbavagliati...

I blog sono scomodi, la rete fa paura...

snoopy writer
leggo nel blog di Pino Amoruso, Aschenazia, e ritengo doveroso far girare quanto segue:

Dal blog di Beppe Grillo:

"Franco "Ricardo" Levi, ha depositato alla Commissione Cultura della Camera, la famigerata Levi/Prodi. Detta anche legge "ammazzablogger". Legge che va ribattezzata in Levi/Veltroni grazie alle nuove clausole.

In sostanza:

- ogni blog è equiparato a un prodotto editoriale
- ogni blog che pubblica Adsense di Google o banner può risponderne all'Agenzia delle Entrate
- ogni blog deve iscriversi al ROC (Registro degli Operatori di Comunicazione)
- ogni blog è soggetto alle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa
- ogni blog che non si iscrive al ROC può essere denuciato per il reato di "stampa clandestina": due anni di carcere e sanzioni economiche.

Un blogger può scegliere se iscriversi al ROC, e correre il rischio di una delle innumerevoli denunce penali e civili sui reati a mezzo stampa che risalgono al Codice Rocco del fascismo o, in alternativa, entrare in clandestinità prima di entrare in galera. Insomma, può impiccarsi o spararsi un colpo in testa.

La Commissione che deve esaminare la proposta di legge inizierà a breve i lavori sulla "ammazzablogger". Un sostegno da parte della Rete la aiuterà a prendere le decisioni.
Loro non molleranno mai (ma gli conviene?), noi neppure.

E' ovvio che invito tutti a diffondere e a far "RETE"

Firma le petizioni online
http://firmiamo.it/noallaleggeantiblog
http://www.petitiononline.com/noDDL/petition.html

Free Blogger

Io ho già firmato...

martedì 11 novembre 2008

* La grande "civiltà" della Danimarca massacra i globicefali

Quella che vedete qui sopra è una baia delle Isole Feroe, in Danimarca, e quella chiazza rossa non è data da alghe rosse in proliferazione incontrollata...
Da Wikipedia:
"la Danimarca è diventata una monarchia costituzionale nel 1849 dopo che, sin dal 1660, era stata una monarchia assoluta. Dal 1901 è una monarchia parlamentare. Con oltre mille anni di durata la monarchia danese è la seconda più antica del mondo, seconda soltanto a quella giapponese. La Danimarca fa parte dell'Unione europea. A partire dalla seconda metà del XX secolo la società danese è stata parzialmente caratterizzata dall'adozione del cosiddetto Modello sociale scandinavo basato su di un'ampia diffusione dei servizi pubblici. Secondo uno studio pubblicato dall'UNESCO, la Danimarca può fregiarsi del titolo di "paese più giulivo" della Terra."

Ora, nel paese più giulivo della terra, nel 2008, ancora succedono cose come questa:
Questa foto, come le altre che pubblico, parla da sola, ma merita qualche dettaglio in più:
ormai da tantissimi anni, in Danimarca, precisamente nelle isole Feroe (in lingua danese Fær Øer Islands) avviene sotto silenzio una vera e propria strage dei cetacei della specie Globicephala melas (Famiglia Delphinidae), comunemente chiamati in italiano globicefali (in inglese pilot whale e in spagnolo calderones).
I globicefali sono pacifiche creature che raggiungono la lunghezza di 5-7 m e un peso di oltre le 2t; vivono in branchi numerosi, composti per lo più da femmine adulte con i propri piccoli, vivono mediamente 50 anni e sono animali molto socievoli, tanto socievoli e curiosi che hanno la particolarità di avvicinarsi curiosi alle imbarcazioni (io ho avuto la fortuna di vederli al largo della costa calabra).
Questi delfinidi vivono in tutti i mari del mondo, eccetto che nelle acque troppo fredde del polo.

Ogni anno la popolazione delle isole Feroe pesca e si nutre di circa 1000 cetacei. La carne dei globicefali copre circa una quarta parte del consumo totale di carne in questa zona.

La pesca a fini alimentari ha un suo senso, è una cosa più o meno (a seconda dei punti di vista) normale...
Ma qui si parla di creature a rischio di estinzione, che non vengono semplicemente pescate ma massacrate brutalmente.
Una mattanza sconsiderata, crudele e orripilante a cui prendono parte gli adolescenti per dimostrare così di entrare nell'età adulta.


La IUCN, Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, organizzazione non governativa internazionale con sede a Gland (Svizzera), è una delle più autorevoli organizzazioni in materia di conservazione della natura e l'unica organizzazione specializzata nelle tematiche dell'ambiente che ha un posto di osservatore nell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
La IUCN ha stilato quella che viene chiamata "Lista rossa" dove sono segnalate le specie in pericolo, tra cui anche il globicefalo (qui potete trovare la scheda).
Nella riunione del 25 settembre 2008 le Nazioni Unite nella loro relazione annuale sui progressi compiuti verso gli obiettivi di sviluppo del millennio, hanno incluso di "ridurre significativamente il tasso di perdita della biodiversità entro il 2010".
I progressi saranno monitorati misurando la percentuale di specie minacciate di estinzione - calcolata con la Lista Rossa IUCN - che tra le altre specie include anche il globicefalo.


Su molti siti che ho visitato dove si parla di questa strage annuale, ci si meraviglia che gli organi di stampa e la televisione non ne facciano parola, io ho smesso di stupirmi, oramai mi sembra palese che i mass media comunicano cosa e come conviene...

La Danimarca dal suo canto sostiene da sempre l'uccisione delle balene e delle foche in Groenlandia compresi gli animali in via di estinzione, come le balene.
Ora attacca apertamente l'Unione Europea nella sua difesa delle balene uccise illegalmente dai giapponesi, dagli islandesi e dai norvegesi; parla di "imperialismo culturale" e si difende dicendo che le Isole Fær Øer e la Groenlandia non fanno parte dell'Unione Europea.
Se questa è la "grande cultura" dell'antica Danimarca, ogni commento è superfluo... fanno semplicemente schifo.
Qualche approfondimento lo trovate qui, e per chi ha lo stomaco forte e i nervi saldi qui c'è un video dello scempio.

lunedì 29 settembre 2008

* Passeggiata fiorentina...

Sabato siamo stati a Firenze, c'era una mostra sugli Impressionisti e le loro tecniche di pittura, per cui ne abbiamo approfittato per passare una giornata terrestre.

Mostra impressionisti
Un'ora di coda per fare i biglietti ed entrare, mostra piccola, pochi quadri, insomma niente di straordinario, però passeggiare per le strade del centro ci ha permesso di osservare una varia umanità piuttosto divertente...
c'era un raduno di alpini, che intonavano cori...
alpini
cori alpini
cori alpiniUn corteo con a capo un carro trainato da due vacche maremmane, carico di fiaschi di vino Chianti
Chianti a Firenze
mucche marennane e chianti
fiaschi di chiantie noi prontamente ci siamo riforniti...
chiantipasseggiando, tanto per restare in tema...
vinoturisti dall'oriente...
japan tourist
tourist
japan touristpiedi bambini
piedi bimbialternanze perfette di verde e giallo...

yellow and greenGandalf il bianco che cerca inutilmente di mimetizzarsi tra la folla...
gandalfe per finire due immagini ultra classiche... ma come resistere a questi capolavori?

firenzefirenze

venerdì 26 settembre 2008

* Le confessioni di Max Tivoli

Max Tivoli nasce nel 1871, a settant'anni. Sa dunque che morirà nel 1941.

Ho cominciato a leggere questo libro senza aspettarmi nulla... sapevo solo che a mio fratello era piaciuto molto... non sempre i nostri gusti coincidono, ma mi fido del suo giudizio.
Per non farmi influenzare nella lettura e per non sapere in anticipo dettagli della storia non ho letto né la trama, né le informazioni in quarta di copertina... e mi ci sono tuffata...
L'ho finito ieri... un libro originale, avvincente, assolutamente geniale, sicuramente uno dei più belli tra quelli letti quest'anno...

Le confessioni di Max TivoliLe confessioni di Max Tivoli - Andrew Sean Greer

martedì 16 settembre 2008

* Chi si loda si imbroda!!!!!

Quest'estate, come sapete, il mare ci ha regalato molti incontri emozionanti... non erano i primi e (spero, ma ne sono quasi certa) non saranno gli ultimi...
ogni volta la mia gioia è raddoppiata dal piacere di scattare molte foto, che vado a riguardare quando ho voglia di rivivere l'intensità dei momenti vissuti...
fotografare qualcosa che mi emoziona, o semplicemente suscita la mia curiosità, è come un imperativo per me, qualcosa di cui non riesco a fare a meno, e se mi trovo nell'impossibilità di fermare il momento con quello che io chiamo "il mio terzo occhio", che poi è un po' quello del cuore, provo un misto tra rabbia, impotenza e insoddisfazione... (lo so, lo so, "...Ciro! tu sì malat'..." vedi NSD)
dunque le foto per me sono una specie di prolungamento emotivo, non scatto mai con intenti, diciamo, competitivi...
A luglio una mia cara amica mi ha segnalato un concorso fotografico bandito da in collaborazione con Repubblica.it: “Chi l’avvisto?” per aiutare il Veliero dei Delfini nel monitoraggio delle biodiversità a rischio del Mediterraneo.

chi l'avvisto
Insomma non la voglio tirare per le lunghe... La giuria (composta dal giornalista di Repubblica Arturo Cocchi, dal fotografo e giornalista Alfredo Macchi, da Guido Gnone dell'Acquario di Genova, Stefano Manzi della Fipsas -Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee- e dal vicepresidente del Cts, Stefano Di Marco) ha selezionato 11 vincitori; in palio c'era un viaggio per il primo classificato e 10 macchine fotografiche (NIKON COOLPIX L10) per gli altri 10 ...

io avevo inviato una foto della Mobula che ben conoscete....

Mobula mobular
e mi sono classificata tra i 10!!!!!
qui ci sono tutte le foto premiate, compresa quella del vincitore che è davvero spettacolare!
..... NON CI POSSO CREDERE!!!!... ho proprio....vinto quacchecosa!!!!
quasi quasi ci prendo gusto...
è la seconda volta che partecipo per gioco ad un concorso fotografico con una foto scatta a mare e che vinco una macchina fotografica!!!
la prima è stata diversi anni fa... mi pare nel 2004... secondo premio - sezione Luce e Natura, concorso bandito dalla rivista OASIS in collaborazione con NIKON, infatti vinsi una NIKON F80...
vabbé dai, mo' mi frùscio* un po' e vi faccio vedere anche la prima foto premiata...* me la tiro


Maggio 2003 - al largo della costa calabra - Olimpus OM1n

delfini al tramontoAl vincitore di “Chi l’avvisto?”, Andrea Galli, hanno domandato se ha qualche segreto per scattare belle foto e lui ha detto: -"Per me questo è solo un hobby. Ma sono convinto che l'unico segreto sia fare tanta esperienza poi, per uno scatto ben fatto, ci vuole la giusta dose di fortuna"... e su questo sono pienamente d'accordo con lui....

domenica 14 settembre 2008

* Quello che gli animali non sono capaci di fare...

In cosa siamo superiori agli animali noi uomini?
nell'intelligenza? naaa... è riprovato che non è in questo: i cetacei lo sono molto di più...
nella capacità di trovare soluzioni e di usare attrezzi per riuscire in uno scopo? nemmeno: lo fanno anche i polpi e alcune scimmie...
nell'umanità, intesa come la capacità di compassione e di comprensione? nemmeno a parlarne, la usiamo pochissimo, ormai è sempre più rara...
e allora in cosa?
nella capacità di essere violenti, e non solo fisicamente, di procurare dolore in maniera del tutto gratuita, insensata, inutile, ignorante, insensibile...
siamo circondati ogni giorno da migliaia di esempi di questa "prodezza", che ci rende "superiori" e diversi da qualsiasi altro essere vivente
... uno è raccontato da Barbara QUI, protagonista il suo bimbo di 4 anni e tre esemplari del genere umano francamente inqualificabili...
vi invito a leggere e a non tacere, così come sta facendo giustamente lei...
io personalmente non metterò più piede in un Carrefour, se non altro in segno di protesta, perché la gente dimentica, i tre sensibilissimi signori magari se la caveranno con una ramanzina, magari faranno anche i conti con la loro coscienza (e se dovesse succedere questo miracolo, potranno dirsi già fortunati), ma il dolore di un bimbo resta....

giovedì 21 agosto 2008

* Non solo mare....

Oggi mi ha scritto Viviana B., che molti di voi conoscono perché è un'assidua frequentatrice di questo blog, con la quale condivido molte cose, tra cui l'amore e il rispetto per la natura.
A tal proposito mi fa piacere citare un suo pensiero che sposo in pieno: "...se solo noi uomini, che tanto spesso ci crediamo così superiori, trovassimo il coraggio di osservare davvero il mondo attorno a noi! Capiremmo che di "superiore" abbiamo ben poco, eccetto forse l'umanità, che però tanto spesso trascuriamo ed ignoriamo, concentrati sul nostro superbo ed infantile egocentrismo."
Di questa amara verità non mancano attorno a noi le dimostrazioni. Contro molte delle cattive azioni dei nostri simili siamo impotenti, ma riguardo ad altre almeno si può tentare di fare qualcosa, e qui torniamo a Viviana, che mi invita a fare qualcosa per le Marmotte.

Marmotta
Mi informa che la Provincia di Bolzano ha autorizzato l'abbattimento di 2000 marmotte adducendo che dei 44.000 esemplari censiti 25.580 stanno danneggiando gli alpeggi con le loro tane e che hanno sviluppato degli incisivi enormi e pericolosi a causa dei turisti che li nutrono a pane e biscotti, impigrendoli nella loro attività di roditori! Questa teoria evoluzionistica ha qualcosa di fantascientifico... poche decine di anni di turismo in Alto Adige fanno sviluppare i denti alle marmotte!!!
Il WWF è insorto, come si può leggere qui. E un articolo a firma di Anna Sandri apparso sulla Stampa del 18 Agosto 2008 spiega chiaramente tutta la situazione:

"L'amministrazione provinciale di Bolzano ha dato il via libera: nei prossimi giorni circa 4.000 cacciatori abbatteranno poco più di 2.000 marmotte.
Inevitabili le polemiche e gli appelli di animalisti e villeggianti. «Le marmotte - spiega il presidente della Provincia (e cacciatore), Luis Durnwalder -, stanno minando i verdi prati degli alpeggi destinati al pascolo e le tane rischiano di rompere l'equilibrio della flora». Il censimento delle marmotte a Bolzano si è appena concluso. «In tutta la provincia - ha sottolineato Giorgio Carmagnola, responsabile dell'ufficio caccia - sono stati censiti 44.118 esemplari; di questi, 25.580 stanno provocando i maggiori danni ai pascoli. Da qui l'esigenza di dare il via alla caccia».
La stagione venatoria aprirà il 1° settembre. Da notare che nel resto d'Italia la marmotta è una specie protetta, come sancisce una legge del 1992. Bolzano è finita al centro di polemiche, recentemente, per l'abbattimento a colpi di pistola di un cervo, finito tra i turisti nel centro della città: l'ufficio caccia non aveva fucili in grado di sparare dardi con anestetico. Che tu sia stambecco o marmotta, quando ti svegli comincia a correre altrimenti a sera non ci arrivi. La saggezza della savana può funzionare in Alto Adige, dove la vita è dura per le specie protette: di anno in anno, di deroga in deroga alle leggi nazionali e sovranazionali, animali che altrove sarebbero guardati con rispetto e contati con scrupolo finiscono nel mirino dei cacciatori.
Quest'anno la voce degli animalisti si alza più forte perché è fresca la ferita del cervo abbattuto a colpi di fucile e di pistola in un garage del centro di Bolzano: era arrivato per sbaglio in città, impazzito di paura per le decine di pattuglie che lo inseguivano con tanto di sirene si era rifugiato nel sotterraneo e lì, siccome non si trovava un fucile da armare con anestetico, era finito in un bagno di sangue. Un caso clamoroso, per il quale si dice abbiano pagato anche gli albergatori della zona che si sarebbero visti arrivare non poche disdette di prenotazioni da parte di clienti disgustati.
Dopo il cervo, le marmotte e gli stambecchi.
Per le marmotte la stagione dei pallini si aprirà a giorni: sono troppe e la Provincia ha deciso di concedere la caccia in deroga a tutti quei Comuni che, in misura diversa, ne hanno fatto richiesta. I roditori sono sotto accusa perché devastano gli alpeggi e li sforacchiano con le loro tane. Una leggenda metropolitana dice che la loro aggressività sia dovuta anche al troppo ravvicinato contatto con l'uomo: nutrite a pezzi di pane e biscottini, le marmotte avrebbero smesso da tempo di fare il loro mestiere di roditori, e avrebbero di conseguenza incisivi lunghi e dannosi.
«Questo non è dimostrato - dice Roberto Maistri, responsabile del Wwf per la Provincia di Bolzano -, mentre è vero che tra qualche giorno sparare alle marmotte non sarà reato, il che fa dell'Alto Adige un posto davvero unico. È così da anni, le nostre proteste e i nostri ricorsi ci servono solo per la soddisfazione morale: quando il Tar ci dà ragione, le bestie sono già da mesi morte e imbalsamate, a fare da soprammobile nei salotti dei cacciatori».
Stessa sorte per gli stambecchi. In Alto Adige erano estinti, nei primi anni Ottanta si è deciso di ripopolare. Ancora Maistri: «Li hanno fatti arrivare da Valle d'Aosta e Piemonte. Oggi dovrebbero essere circa duemila ma sono solo 7-800, perché ogni anno c'è la deroga a una legge europea e ne fanno abbattere 70 o 80. Mica li mangiano: gli basta il trofeo«.
La caccia è una passione dilagante; il primo dei praticanti è Luis Durnwalder, presidente della Provincia e assessore alla Caccia, proprio lui che firma le deroghe. Poi, su 5 mila e 400 tesserati, ci sono le donne: sono 200, vestono completini di loden dei più tradizionali con tanto di cappello con la penna, e si dice amino posare in foto con le loro prede.
Eppure proprio su queste stesse montagne l'orso Bruno aveva salvato la pelle: spadroneggiava negli ovili e nessuno gli ha torto un pelo; appena ha passato il confine lo hanno buttato giù come una sagoma da luna park.
«Verissimo - conferma Maistri -, ma la Provincia pagava agli allevatori i danni provocati da Bruno perché avevamo addosso gli occhi di tutta Italia, era una questione di immagine, non certo di attenzione per l'animale».
«Anche quest'anno sarà il solito teatrino - prevede Claudio Calissoni della Lav -. Le associazioni animaliste chiederanno alla Provincia e ai vari Comuni la lista delle deroghe. Loro ci manderanno una montagna di incartamenti, migliaia di carte. Noi dovremo esaminarle una a una fino a trovare quelle incriminate. A quel punto presenteremo ricorso al Tar che, come ha fatto l'anno scorso, annullerà il decreto provinciale di deroga, ma sarà troppo tardi. La sentenza nel 2007 è arrivata a maggio per la caccia dell'autunno precedente».
Gli ambientalisti vorrebbero una cosa: «Chi firma la deroga paghi di tasca propria gli avvocati per presentarsi al Tar. Che paghino i cittadini è davvero troppo»."

E intanto le povere marmotte saranno impallinate...
Nessuno pensa che forse sono in sovrannumero ancora una volta per colpa nostra? Si permette ai turisti di nutrirle con cibi inappropriati (le marmotte sono vegetariane, si nutrono di erbe e graminacee, germogli e radici, fiori, frutta e bulbi. Amano in particolare le erbe aromatiche. Solo occasionalmente si cibano anche di insetti. Non bevono: il loro consumo d'acqua viene reperito delle piante, dunque dargli pane e biscotti non mi sembra per niente indicato). E poi chi sarà mai responsabile dalla scomparsa dei loro predatori naturali? cioè l'aquila reale e la volpe?
Noi possiamo divulgare questa notizia e/o scrivere una mail ai responsabili delle Istituzioni coinvolte... qui di seguito ne trovate una bozza di testo:

Al Presidente della Provincia di Bolzano
dr Luis Durnwalder
presidente@provincia.bz.it
fax 0471 41 2299

Alla camera di commercio di Bolzano
wifo@camcom.bz.it
All'Unione Commercio Turismo Servizi
info@verbandunione.bz.it

In relazione alla notizia apparsa sul quotidiano La Stampa il 18 agosto u.s., in merito alla decisione di aprire nei prossimi giorni la caccia alla marmotta, consentendo l'abbattimento di più di duemila individui desidero esprimere il mio più fermo dissenso.
Faccio presente:
1) che la marmotta è in Italia specie protetta dal 1992;
2) che il TAR ha condannato analoga deroga del 2007;
3) che le ragioni addotte per l'abbattimento, cioè che le marmotte vezzeggiate dai biscotti dei turisti abbiano sviluppato denti troppo lunghi e che danneggino gli alpeggi, non sembrano sostenibili.
L'Alto Adige, per indulgere ai desideri dei cacciatori, sta perdendo attrattiva per moltissime persone che, disgustate da episodi come quello dell'abbattimento del tutto gratuito del cervo e dalle continue deroghe alle leggi europee anche per quel che riguarda gli stambecchi, non intendono più trascorrervi le loro vacanze.
Io sono fra questi.
Distinti saluti.


Io credo che bisognerebbe smetterla di tentare di risolvere con altra distruzione i danni causati dai nostri comportamenti.

mercoledì 6 agosto 2008

* Le specie più pericolose del Mediterraneo

Quest'estate non si fa che parlare dell'invasione delle meduse, attribuendo la responsabilità all'effetto serra, al riscaldamento delle acque, come se fosse un capriccio della natura e non la conseguenza diretta degli sconsiderati comportamenti di quello che noi chiamiamo Homo Industrialis.
In verità siamo molto più responsabili di quanto crediamo, come dice in un bell'articolo sull'argomento, apparso sulla rivista bimestrale di scienze Darwin*1, il prof. Ferdinando Boero*2: "[...] i grandi pesci, e oramai anche quelli piccoli, stanno diminuendo in modo drammatico a causa dell'intensissima attività di pesca da parte dell'uomo. Sono sempre meno i pesci che producono larve, e questo avvantaggia meduse e ctenofori*3. Una diminuita competizione, ovviamente, li favorisce. Inoltre le larve dei pesci sono anche le loro prede. Noi mangiamo gli adulti, loro mangiano le larve. Presi da due fuochi, i pesci soccombono. E il mare, sempre più, si riempie di meduse.[...] Liberate dalla competizione con i pesci, possono svilupparsi senza contrasti ed è nella loro natura formare popolazioni enormi.[...]"
Le specie più pericolose circolanti nel Mediterraneo, non sono le meduse o gli squali.... ma queste:
clicca sulla foto per ingrandirla
Sea campaig di Klas Ernflo
opera di Klas Herbert Ernflo*4

e noi, purtroppo, ne peschiamo tantissimi esemplari....


*1
Rivista bimestrale di scienza edita da Editoriale Darwin S.r.l.
*2 Professore Ordinario di Zoologia presso il Dipartimento di Biologia (ora Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche e Ambientali) dell'Università degli Studi di Lecce.
*3 Animali gelatinosi, molto simili alle meduse, ma privi di cnidocisti, gli organi urticanti tipici delle meduse. Le meduse si muovono con pulsazioni dell'ombrello, gli ctenofori con il battito di bande di cilia. Possono misurare da pochi centimetri a quasi un metro. Le loro prede sono crostacei, meduse, altri ctenofori e larve di pesci.
*4 Designer e illustratore svedese che lavora come libero professionista a Barcellona, in Spagna.

lunedì 21 luglio 2008

* un SOS da chi ama il mare e se ne prende cura

La Fondazione Cetacea di Riccione lavora da 20 anni per salvaguardare il mare e tutte le sue creature.
Anche noi, a modo nostro, lavoriamo per diffondere rispetto nei confronti della Natura e del Mare, che sono risorse dell'intera umanità. Come dice giustamente Christina nel suo blog, "Salvare Loro equivale a salvare noi stessi".
La Fondazione Cetacea ha bisogno di un aiuto concreto per sopravvivere. Le diamo una mano?
Intanto guardate cosa hanno fatto l'anno scorso per tentare di salvare un grampo spiaggiato...


Questa è la lettera che scrivono ai loro amici e a quanti volessero sostenerli:

"Cari Amici, Fondazione Cetacea onlus compie 20 anni e finalmente ha una sede autonoma. Questa raggiunta indipendenza permetterà di condividere maggiormente l’esperienza che in questi anni la Fondazione ha acquisito nel campo della conservazione ed educazione ambientale e del recupero di animali marini in difficoltà. I nuovi spazi daranno la possibilità di potenziare le nostre attività sul territorio e mettere a disposizione della comunità, materiali e saperi che renderanno ancora più efficace la nostra opera di sensibilizzazione sulle problematiche ambientali. Come tutte le imprese più affascinanti anche questa nuova avventura richiederà energia ed impegno da parte nostra ma anche e soprattutto il vostro costante supporto e sostegno. Per lo sviluppo delle nostre attività, in questi anni, è stato determinante il riscontro positivo che abbiamo avuto presso non solo le istituzioni pubbliche e private ma soprattutto presso i nostri volontari, i sostenitori e gli sponsor che ci hanno permesso di andare avanti e superare le difficoltà. Condividere gli stessi valori e ideali significa lottare insieme perché questi si diffondano e diventino un nuovo sentire, un nuovo modo di agire nella società; la nuova sede e la nuova struttura della Fondazione possono contribuire a raggiungere questo obiettivo ma da soli non potremmo farlo. In questo momento delicato di trasformazione, non solo nostra ma di tutta la società, vi chiediamo di non abbandonarci e di farci sentire ancora una volta che ci siete vicini. Aderite alla campagna straordinaria di sostegno per Fondazione Cetacea onlus per affrontare questa fase di transizione e continuare con più energie a lavorare in difesa dell’ambiente."
Puoi aderire alla campagna straordinaria “S.O.S. Cetacea”:

- Fai subito la tua donazione tramite PayPal o Carta di Credito

- Fai un versamento su c/c 074000001174
presso CASSA DEI RISPARMI DI FORLI' E DELLA ROMAGNA
FILIALE DI RICCIONE via Gramsci n. 63
CIN: M
ABI: 06010
CAB: 24100
IBAN: IT17 M060 1024 1000 7400 0001 174
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venerdì 4 luglio 2008

* Cambio titolo

Non so se ci avete fatto caso, ma abbiamo cambiato il titolo del blog, da Vivi il mare con noi a
Vivi il mare...

Abbiamo pensato, ma perché "con noi"? L'importante è vivere il mare, con rispetto, poi con noi o senza non fa differenza, ... ecco...
il mare e la Filibusta
Aggiornamento del 25 agosto 2008
.... dietro molte insistenze di saggi personaggi, il blog riprende il suo antico titolo e torna ad esssere
Vivi il mare con noi...