Siccome siamo romantici, viviamo nella rassicurante convinzione che chi la fa l'aspetti, che se qualcuno ci fa qualcosa di brutto prima o poi la ruota karmica gira e la stessa cosa capiterà anche a lui/lei così che finalmente capisca come siamo stati noi. L'esperienza però insegna che la nostra è una pia illusione e che alcune persone (la maggior parte) sono così ottuse, egoiste o egotiche che non ci arriveranno mai, magari subiranno il danno ma non arriveranno mai a fare due più due perché questo significherebbe mettersi in discussione o, più semplicemente, non gli fregava abbastanza di noi fin dall'inizio per cui nemmeno si ricordano di averci conosciuto e ferito. Pertanto io resto uno della vecchia scuola e ogni volta che mi capita per prima cosa mi auguro sempre che un'auto lo/la metta sotto al primo incrocio o gli/le venga una colica renale. Magari è un po' eccessivo ma di sicuro è più efficace e in ogni caso, si sa, sognare non ha noi ucciso nessuno (purtroppo).
Poesie, pensieri e fotografie di Vitantonio Lillo-Tarì de Saavedra, in arte Antonio Lillo ovvero Antonio Hammett
martedì 26 dicembre 2023
sabato 12 agosto 2023
vendetta
A forza di sentire parlare dello sputtanamento pubblico dell’imprenditore torinese ai danni della sua fidanzata che lo avrebbe tradito, e se sia stato giusto o no vendicarsi così, mi sono chiesto cosa avrei fatto io al posto suo. Ecco che, come ho sempre fatto in vita mia ogni qualvolta mi sono sentito tradito, sarei partito all’attacco scrivendo di pancia una poesia che avrei immediatamente pubblicato così da sputtanare in grande, ma filtrando il tutto con la scusa dell’arte. Posso dire che, versi o bellissimi o meno, le persone coinvolte non ci sono state bene, dunque la vendetta è arrivata, anche se poi, a mente fredda, non posso dire di sentirmene fiero. In effetti, tutta la storia dell’arte è piena di artisti che hanno sputtanato i propri partner fedifraghi, da Catullo a BZRP Music di Shakira, ogni nostra manifestazione artistica, in pittura o scultura come nella letteratura, nel cinema e nella musica, dal melodramma alla musica pop, è tutta un pullulare di corna e tradimenti, sputtanamenti feroci, rivendicazioni, arrovellamenti e vendette sanguinarie, spesso infantili e odiose, altre studiate fin nei minimi particolari, da gustare fredde. Ma vogliamo parlare del più grande di tutti? Giacomino Leopardi, che col ciclo di Aspasia ha sputtanato nei secoli dei secoli, o almeno negli ultimi due secoli, e senza possibilità di replica, la fedifraga Fanny Targioni Tozzetti colpevole di essere finita a letto con l’assai più prestante Antonio? Ecco, rispetto all’imprenditore torinese, Giacomino Leopardi che matura la sua vendetta in versi meravigliosi e assoluti come la lapidaria A se stesso cos’è, un fuoriclasse senza pari o uno stronzone d’uomo talmente grande al cui confronto l’imprenditore, nella sua povertà espressiva, non è che un dilettante? E dunque, lo perdoniamo perché è stato un grandissimo poeta, Giacomino, o cancelliamo i suoi versi dai libri di scuola in nome di un “politicamente corretto” che rinnega ogni espressione animale, nata nel groviglio delle viscere umane – e le viscere umane sono sporche – per avvicinarsi sempre più ai versi pulitini dell’AI, che non conosce tradimento? E di contro, alla povera Fanny che nel nostro immaginario di lettori passa ormai – e passerà per sempre – per la bugiarda seduttrice che non era, cosa diremo? Come faremo a farci perdonare?
giovedì 1 giugno 2023
vendetta
Perché alcuni autori quando gli mandi il file rivisto con tutti i refusi corretti chiedendo loro di sistemare alcuni passaggi, ti rimandano i passaggi sistemati sul file più vecchio così devi rifare tutto il lavoro da capo? Cos'è, una forma di vendetta inconscia?
mercoledì 2 giugno 2021
affinità -divergenze fra il compagno vitantonio e la pizza
Non ne mangiavo una da mesi e infatti stasera, come mi sono azzardato, mi si è piantata nello stomaco come un paletto di frassino. Gli amori trascurati sono i più vendicativi.
domenica 19 gennaio 2020
la risposta di uno scrittore respinto
domenica 23 dicembre 2018
tu sei mio amico?
martedì 19 aprile 2016
corso di scrittura
“E sappia, il signor Sandro Veronesi, che Gesù è buono, e lo ha già perdonato. Ma io NO.”
lunedì 7 marzo 2016
l'angelo vendicatore
domenica 1 dicembre 2013
come una poesia prende vita
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| Chapel, di Rothko |
Lo stesso Sergio, però, si appassiona al progetto e decide di fare una traduzione in latino della poesia. Ne vengono fuori due esamentri assai più belli della mia quartina:
Insomma, viene voglia a me di ritradurre la traduzione, ancor più essenziale e più ritmica del mio componimento.
Questa, alla fine, è la poesia:
Ti venga la muffa lì dove non batte mai sole
per i giorni perduti. Genitali compresi.
domenica 28 aprile 2013
il bersaglio
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| La cattura di Preiti |
La situazione della famiglia del brigadiere Giuseppe Giangrande mi ha molto colpito e commosso. La figlia è una ragazza giovanissima, poco più che ventenne, che ha perso la madre due mesi fa. Oggi suo padre è stato ferito senza motivo ed è in gravissime condizioni. Per la famiglia Giangrande queste sono ore di ansia e di angoscia. Dovremmo stare loro il più vicino possibile, fargli sentire che non sono soli. Noi, come istituzione, ci siamo. Mi auguro che si possa dare un segnale forte, che quando succede qualcosa ad un servitore dello Stato, lo Stato c'è.
Prima di andare all'ospedale Umberto I, dove è stato operato il brigadiere Giangrande, sono stata all'ospedale San Giovanni, dove è ricoverato il carabiniere Francesco Negri, con il quale ho potuto parlare. Per fortuna, nel suo caso, la situazione è sotto controllo. E' un ragazzo giovane e forte, orgoglioso di fare il suo lavoro e motivato a riprendere al più presto servizio.
Contesto due cose alla Boldrini. Primo, lo Stato dovrebbe esserci SEMPRE, per qualsiasi cittadino, e non solo per chi lo serve. Sarebbe quello, davvero, il “segnale forte”, che aspettiamo da tempo.
Secondo, e lo dico con tutto il rispetto per i feriti e per il dolore delle loro famiglie, se Luigi Preiti oggi ha sparato lo ha fatto non “senza motivo”, come dice la Boldrini, lo ha fatto per un motivo e uno solo, perché lo Stato non c'è, non c'è più per lui né per tanti altri, lo Stato lo ha abbandonato. E questo genera rabbia e la rabbia cieca vendetta, la più pericolosa, la più facilmente ripetibile. Dal suo punto di vista quell'uomo ha solo sbagliato il bersaglio.
lunedì 15 aprile 2013
questa casa popolata di cadaveri...
dorme un sonno lungo e spezzato
quando si risvegliano
di rado i loro problemi migliorano
gli occhi annebbiati di sonno
non mettono a fuoco i problemi
non cambiano mai visione
tutte le certezze sognate
si affievoliscono piano come fa
la notte nel mattino
non reclamano vendetta né salute.
mercoledì 3 aprile 2013
ti lascio morire così, senza ripicca...
Sparisci adesso senza voltarti e porta via
i miei libri, tutte le cose a cui – mi dici –
resto attaccato vilmente, mentre tu – si vede –
non sei attaccata a niente, ti lasci
tutto alle spalle con una bugia.
venerdì 22 febbraio 2013
il paradiso perduto
Quello della fine del tempo è un concetto a cui ci hanno ben abituato i poeti da quando, con l’Illuminismo, la poesia ha cominciato a rifiutare come illusoria l’idea di Paradiso e a viverla come un’ambizione impossibile, frustrante. Tutto ciò a cui possiamo aspirare, dicono, è un lungo ed estenuante Purgatorio, in cui le poche gioie sono da spremere al contagocce dalle semplici cose intorno a noi, che con grazia francescana abbiamo il dovere di ricominciare a osservare, proprio nel secolo in cui guardare e basta è un’operazione talmente svalutata da non servire più a nulla.
Da sempre gli artisti, e in particolare i poeti, si sono assegnati il compito di salvare gli attimi vissuti e rilanciarli in avanti. Proprio per la difficoltà di tale compito spesso le loro opere richiedono ai lettori impegno e disciplina, ed ecco perché in una società sempre più pigra e al contempo rapida com’è la nostra, hanno perduto ascoltatori e fiducia. Perché fermarsi ad ascoltare un messaggio di pessimismo senza ambizioni?
Eppure già fare poesia è un’ambizione. E contro ogni pessimismo, o forse proprio per quello, fra le poche e spudorate gioie riservate dai poeti c’è la vendetta. Nessuno sa usare le parole per ferire meglio di un poeta. Una feroce vitalità che irrora l’animo, sia quando a essere insultato è l’amante di turno sia quando lo è il sistema che ci comprende tutti per quello che siamo, dei precari del tempo.
In questo il poeta, primo fra gli inetti, non fa sconti per nessuno. Dante ne condanna parecchi all’Inferno che, nell’immaginario comune, resiste ancora bene. E Montale scatena su di loro Clizia, mai più angelo né diavolo, perché ne faccia piazza pulita di fronte alla storia. Pene terribili insomma, per chi non può rispondere o non vuole. Ed è il silenzio di chi magari non ha nulla di particolarmente originale da dire, ma non fiata nemmeno per ricordarci d’essere, pur brevemente, stato: il peggiore degli sprechi.
Fatevi sentire, anche solo per riconfermare il vostro no. Perché, come rispondeva Brodskij all’anonimo giudice che gli chiedeva, per sminuirlo, chi mai lo avesse arruolato nei ranghi dei poeti: “Nessuno. Chi mi ha arruolato nei ranghi del genere umano?”
Articolo uscito su Largo Belllavista n°67, febbraio 2013, nella rubrica Senilità . Foto, di Anders Petersen.


