domenica 30 novembre 2014

maldicenze


dicono che a certi uomini non rimanga che la calda intimità di una  doccia in penombra,
per piangere in silenzio o per un'inutile sega.



ma io non so se crederci, non ne conosco.

mercoledì 19 novembre 2014

nirvana

Mi è rimasto impresso quel suono d'aria che abbandonava i miei polmoni...

Un lungo e profondo espiro, in sincronia con la lenta e studiata discesa del tuo corpo verso il  mio, mentre con intraprendenza e totale autonomia ti penetravi a fondo con il mio cazzo lucido della tua saliva.

Quel suono leggero, nel silenzio della sera, era la sola manifestazione della mia (mancanza di) volontà. Il mio rassegnarmi alla tua totale padronanza di me.

E quando il tuo culo ha incontrato le mie gambe, tu hai chiuso gli occhi inarcando la schiena, donandomi lo spettacolo dei tuoi seni e dei tuoi capezzoli turgidi e svettanti. 
Ma era lo spettacolo concesso al suddito, che guarda schiacciato dal basso l’oggetto della sua venerazione.
Non osavo toccarli, e le braccia sono rimaste abbandonate mollemente lungo i fianchi.

Perché c’è un momento in cui l’ultimo fiato abbandona il corpo, il culmine del respiro, in cui tutto si svuota e il tempo nello stesso istante si arresta e si dilata.
Forse è un po’ come morire, è quel punto in cui uno potrebbe decidere di non ricominciare, di non richiamare altra aria e farla finita così. E in questo limbo a volte è possibile sgombrare la mente, o forse spegnerla, e ascoltare con incredibile chiarezza la marea di sussurri che arrivano dagli angoli più nascosti e remoti del nostro corpo.

E così per un attimo ho sentito il contatto tra i nostri corpi espandersi ed irradiare una ragnatela di calore e piacere profondo, ma non acuto, intenso e perfettamente percettibile in ogni sua sfumature da tutto il mio essere.
E’ stato solo un attimo, un secondo forse, ma il beneficio e la consapevolezza si è radicato, e le  ondate successive giungevano mai inaspettate e di cristallina definizione.

Sembra quasi di precipitare in sé stessi, avvolti  e trasportati da qualcosa che assomiglia al respiro meccanico e fisiologico, ma che in realtà veicola qualcosa di più alto e complesso, verso cui è concesso soltanto il completo abbandono.
Inutile cercare di analizzare  e razionalizzare, se ti fermi potrebbe sparire.

E con questa infinita chiarezza accolgo i movimenti del tuo corpo, la tua figa viva e sapiente che mi stringe e mi massaggia, le tue mani che premono sul mio petto, e poi la cascata di capelli che mi avvolge il viso quando ti chini a cercare la mia bocca.

Il rumore delle nostre bocche e delle nostre lingue è simile a quello dei nostri sessi che si sfregano l’un l’altro grondando liquidi...

Ecco, potrei andare avanti per sempre.

Non c’è più fine ormai, tutto questo non richiede  un punto di arrivo. 




martedì 18 novembre 2014

Classifiche Inutili

Mi sono imbattuto in questo articolo, e la prima cosa che mi sono  chiesto è stata: ma possibile che certa gente venga addirittura pagata per scrivere queste stronzate?

Basta paventare per un attimo la possibilità di scoprire qualcosa di interessante sul sesso,  magari condito con qualche bella immagine accattivante, ed ecco arrivare tutti i soliti allocchi che si fiondano sul link con i primi accenni di bava alla bocca...

Tipo me.

Comunque, a parte la delusione del contenuto banale e scontato, mi sono divertito a ripensare a quali di questi strabilianti ed inimmaginabili luoghi per il sesso abbia ritrovato nella mia esperienza:

1) Cimitero
Ho da sempre una passione per i cimiteri. Li trovi rilassanti e meditativi, mi piace visitarli, fotografarli e passeggiare tra le tombe guardando i volti ritratti e fantasticando sulle vite di quelle persone e su cosa possa essergli successo...
Ma il sesso no, mi manca e mi sembrerebbe un po' irrispettoso.

2) Altalena
Innanzitutto: ma perché???
Già mi vedo ribaltato nel fango con una frattura scomposta del cazzo.
No, mi manca e penso che declinerò eventuali proposte

3) Terrazzo di un Hotel
Con tutto quello che può offrire un hotel, bisogna proprio andare in terrazzo???
Vabbeh, il fascino del luogo aperto e visibile... ma perché proprio di un Hotel?
Mi manca anche questo, sono veramente noioso.

4) Lavatrice
Classico, banale e scontatissimo. Si deve provare per forza, ma alla fine non l'ho mai trovato granché.

5) Cinema
Uuuuuh... questo si che mi ispira, molto eccitante e stimolante.
Sicuramente bisogna trovare una sala grande e comoda, e scegliere uno spettacolo poco affollato.
Il problema dei cinema più "moderni", è il posto pre-assegnato, che rende difficile cercare sul momento la zona più appartata e isolata, ma sicuramente un modo si riuscirebbe a trovare.
Da fare assolutamente!

6) Sole
Ma sarebbe un luogo il sole???
Questa super-esperta sessuologa, che ha stilato il decalogo, mi lascia un po' perplesso. Comunque possiamo interpretarlo come spiaggia o luoghi in cui si prende la tintarella.
In effetti situazioni che si prestano molto a sfociare in momenti piccanti. Ovviamente ripenso alle spiagge naturiste, specialmente nei periodi fuori stagione, e ai bei momenti di sesso rubato al riparo di una roccia propizia, accompagnati dalla paura e dalla sottile eccitazione di scoprire da un momento all'altro di essere diventati il piacevole spettacolo di qualche passante. 

7) Nell'acqua
Piscine, mare, idromassaggio... molto coreografico e divertente. 
Ricordo alcuni episodi in cui sono riuscito a sfogare impellenti esigenze erotico-sessuali immersi nell'acqua del mare, tra cui uno stupendo pompino in apnea!
In generale però, le esperienze in acqua non sono mai state troppo positive, soprattutto a causa dello scarso effetto lubrificante dell'acqua (soprattutto di mare).
Molto meglio iniziare i preliminari, magari in una bella vasca idromassaggio, ma poi proseguire all'asciutto.

8) Campagna
In generale i luoghi all'aperto io li adoro.
Le mie scopate all'aperto, soprattutto in montagna, si sprecano.
Da quella volta sulle piste da sci, dietro ad una cunetta con le giacche stese a terra che a stento ci proteggevano dalla neve gelida, a quell'altra su un pascolo d'alta quota, accarezzati dal vento fresco con la certezza di essere soli per chilometri... salvo poi alzare lo sguardo e vedere volteggiare lentamente degli alianti piuttosto insistenti sulla nostra testa.

9) Tenda
Immancabile nelle prime vacanze da ragazzo.
Concordo con l'articolo, il fatto di trovarsi in mezzo ad altre persone, con solo un sottile telo a dividere i nostri amplessi dalla vista altrui, e molto eccitante.
Soprattutto se fatto di giorno, con la normale vita del campeggio che fluisce intorno, e i gemiti di godimento soffocati mentre senti i passi sul viottolo a un paio di metri da te.

10) Auto
Per molti banale, ma per me una grande attrattiva.
Paradossalmente ho scarsa esperienza, anche perché da ragazzo ho avuto la fortuna di avere una mansarda indipendente e libera per tutto il week-end, quindi con le mie ragazze avevo sempre un posto in cui fare sesso senza dovermi appartare in macchina.
Poi negli ultimi anni, c'è stata una leggera ripresa della location, dovuta alle storie con alto tasso di clandestinità, e devo dire che, a parte la scomodità, soprattutto d'inverno, mi eccita sempre molto l'idea di salire in macchina insieme ad una donna, per poi partire in cerca di un luogo tranquillo accompagnati entrambi dalla consapevolezza e dalla voglia di scopare l'uno con l'altra.


Comunque direi che all'articolo manca un punto fondamentale: Ufficio o luogo di lavoro!

Per ora io mi limito al mio periodo da studente, quando lavorando in un bar mi sono permesso alcuni bei momenti di sesso sui tavolini del locale subito dopo la chiusura.
Mi piacerebbe aggiungere qualcosa sul posto di lavoro attuale... ma al momento la materia prima scarseggia decisamente.
Credo rimarrà solo una lontana fantasia, almeno nell'immediato futuro.





venerdì 7 novembre 2014

Fuckin' Friday

Non è possibile...
la settimana è passata in un momento senza che abbia concluso un cazzo di utile.

Mi rendo conto di aver passato queste ultime due settimane praticamente sempre nervoso e incazzato con il mondo.
Sono costantemente insofferente, scatto alla minima provocazione o alla minima mancanza nei miei confronti.
Con i colleghi sopratutto, avendo ormai raggiunto livelli di insofferenza allarmanti. 
Non ho voglia di mediare, di collaborare nonostante le inculate o gli atteggiamenti da "paraculo" perseguiti con lo scopo di trarre vantaggio personale a dispetto dell'onestà intellettuale e della lealtà verso gli altri.

Non li reggo più ad averceli davanti che fanno i simpatici tra di loro, i piacioni alla mano con la battuta pronta, quando qualche minuto prima hanno tentato in tutti i modi di mettersela nel culo l'un l'altro via mail o in una riunione insieme ai pezzi grossi.
Qualche giorno fa uno di loro ci ha provato con me, cercando prima di mortificarmi e denigrarmi con una mail messa in copia a tutto l'Olimpo, poi presentandosi alla mia postazione con aria da amicone che vuole risolvere al meglio e "tra di noi" i problemi...

Se n'è tornato a posto con un bel vaffanculo, e adesso non osa neanche guardarmi più in faccia.

Non sono e non sono mai stato un duro, tutt'altro, ma piano piano ho imparato ad essere chiaro e coerente.
Al lavoro soprattutto, e ormai i miei colleghi più anziani lo sanno bene (e lo apprezzano). 
Chi mi sta sul culo o chi disapprovo lo sa, perché ormai glielo detto chiaramente in faccia, mentre gli altri sanno che possono contare su di me in ogni momento.
Magari questo comportamento mi ha precluso o mi precluderà certe porte, e spesso mi rende le cose meno facili, ma mi fa stare bene con me stesso, e questo è ciò che conta.

Ma perché non sono sereno allora?

Perché sono stanco
Perché stare rinchiuso mi logora
Perché la gente mi logora ancora di più
Perché se la gente è solo di genere maschile, oltre a logorarmi mi deprime...


...perché forse dovrei cambiare aria.

martedì 4 novembre 2014

Dubbi esistenziali

L'altra sera sono andato a vedere questo film:






Impressionante.
Ti fa entrare veramente in contatto diretto con il più grande fotografo del nostro tempo.

Ci sarebbero tante cose da dire, ma essendo questo un blog banale e monotematico, voglio soffermarmi su una particolare sensazione che mi ha lasciato il film.

Salgado e la moglie, vengono ritratti come la coppia perfetta: sposati da ragazzi, una squadra perfetta sul lavoro, una venerazione di lui verso di lei che arriva fino alla vecchiaia.



Io ovviamente ho subito storto il naso verso questa rappresentazione.
La prima cosa che mi sono detto, è che di certo lei aveva qualche amante a casa. Vuoi dire che a Parigi, con il marito sempre perso in qualche deserto remoto, non ci fosse l'amico di fiducia che le portava la baguette ogni tanto?
E poi vuoi dirmi che lui in tutti questi viaggi non avesse scopato come un riccio tutte le donne che gli capitavano sotto mano?
Mesi lontano da casa, dall'altra parte del mondo, il fascino del fotografo-avventuriero...
Io forse cercherei di fare così. Almeno credo.


Ma forse questa mia visione è data dalla pochezza dei miei progetti di vita.
Di fronte a grandi lavori come quelli di Salgado, alle ricerche, ai viaggi nei posti più difficili del pianeta, il banale sesso diventa una cosa stupida e superficiale.
In una vita del genere, costellata di opere perfette, con viaggi dentro l'anima più nera dell'uomo e  poi tra la maestosità abbagliante delle meraviglie della natura, come puo' trovare spazio una banale scappatella con la ragazza di turno?

Il sesso, la pornografia, forse sono davvero solo cose per i poveri di spirito. O forse per gli annoiati dalla vita.
Quando hai ambizioni più alte, progetti che diventano parte integrante della tua vita, o addirittura la tua vita stessa, che senso ha preoccuparsi di cose del tipo scoparsi la collega, conoscere donne su internet per poi incontrarle in motel, eccetera?

Il sesso rimane una bella cosa, da fare con la donna che ami, magari per cercare un figlio con lei.

Non potrebbe essere così?
Sarà la pioggia, sarà l'odore di neve che quasi si avverte quaggiù, sarà la mancanza di luce...

ma stasera mi porto a letto questi dubbi.


(però una foto di un pisello la mettiamo sempre!)