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giovedì 12 agosto 2021

IRIS CATANESI ALLA CREMA


Il caldo di questi giorni qui in Sicilia ci porta solo ad una scelta per i pasti: la granita siciliana con la brioche! PUNTO.

Ma una delle cose tipiche a Catania per la colazione che sia caldo o freddo sono gli Iris, che avevo già pubblicato al cioccolato , che sono i miei preferiti in assoluto, ma molti li amano alla crema ed in effetti hanno anche ragione eh. C'è un modo per distinguere quelli al cioccolato da quelli alla crema ed è che su quelle alla crema c'è un segno in cui manca il pangrattato.

 Il procedimento è esattamente lo stesso di quelli al cioccolato cambia solo il ripieno ed ecco qua completata l'opera.

Una volta pronti i panini, che si possono fare anche prima e tenere in freezer, e  la crema che si può preparare anche un giorno  prima cinservamdola in frigo, il gioco è fatto.

Io li ho fatti piccolini perché li trovo più u sfiziosi, ma a Vatania nascono veramente grandi e ricchi, se pensate ad un panino per hburgwr nella sua grandezza.

Vi auguro un buon ferragosto sperando che da voi non ci siano i 39⁰-40⁰C che stiamo subendo qua da noi.






IRIS CATANESI ALLA CREMA ( versione mignon)

12 panini al latte ( meglio se fatti il giorno prima, o se congelati e scongelati in un sacchetto alimentare la sera prima)

Lega di acqua e farina ( vedi sotto)

Pangrattato

Olio di semi per friggere 


CREMA 

200 g di latte intero 

50 g di acqua 

Semi di mezzo baccello di vaniglia 

1 uovo

30 g di maizena

124 g di zucchero

1 pizzico di sale 




Mettete a scaldare sul fuoco il latte con l'acqua e i semini di vaniglia e nel frattempo in un'altra pentola più capiente con una frusta sbattete l'uovo con lo zucchero e la maizena.

Versate tutto in un colpo i liquidi caldi e mescolate bene tutto con una frusta e riportate sul fuoco e fate addensare bene. Spegnete il fuoco, coprite a contatto con pellicola.per alimenti e fate raffreddare bene.


Per fare gli Iris : 


Preparate la lega 

100 g farina 
200 g di acqua

Con una frusta, o ancora meglio con un frullatore ad immersione a bassa velocità mescolate l'acqua  con la farina in una ciotola abbastanza capiente dove immergere gli iris, deve risultare bella liscia senza grumi.


Mettete sul fuoco un pentolino dai bordi alti e versate l'olio di semi e portate a temperatura ( io come sapete la prova la faccio immergendo il manico di un cucchiaio di legno che se si riempie subito di bollicine significa che l'olio è pronto alla frittura) ed intanto tagliate con un coltellino a punta un cerchio nella parte inferiore, conservate il cerchietto di pane e pareggiatelo perche vi servirà come tappo; con un cucchiaino svuotate l'interno



 


del panino così da ottenere giusto un guscio di pane. 
Quando avrete svuotato tutti i panini, riempiteli di crema con un cucchiaino ma ancora più facile se usate una sac à poche. Chiudete ogni panino con il tappo di pane messo da parte e premete bene. 



Passate un panino alla volta nella lega e poi nel pangrattato, e con la punta del dito fate un 'pallino' dove leverete il pangrattato, per dare all'iris alla crema il segno di distinzione da quelli al cioccolato.








Mettete su una gratella e iniziate a friggere i panini. Devono prendere un bel colore "arancino" e man mano che sono pronti metteteli su carta assorbente per alimenti.



Si gustano sia tiepidi che freddi. La lega lascia il " guscio" bello croccante per diverse ore.




lunedì 1 febbraio 2021

CASTAGNOLE CATANESI di CRMA, RICOTTA e CIOCCOLATO

 



Da ieri è iniziato ufficialmente il Carnevale, quasi un anno fa ci preparavamo a pensare a  come vestirci per una festa in maschera e ricordo che quella sera mi fece letteralmente impazzire uno che aveva comprato un centinaio di guanti in lattice, li aveva gonfiati e se li era attaccati tutti attorno alla testa ... si era travestito da Corona Virus e noi tutti a ridere per la "genialata" e pure economica... senza immaginare che due giorni dopo avrebbero dichiarato la Lombardia zona rossa e dopo due settimane saremmo stati tutti in isolamento per pandemia. Pensare a come nel giro di undici mesi sia cambiato il nostro quotidiano e anche volendo lo stile di vita ...ecco questo mi fa impazzire. Io sono una persona che ama le tradizioni, adora il ripetersi annualmente di periodi che scandiscono il tempo, come il Carnevale... o la Festa di Sant'Agata e quest'anno nulla... nessuna festa di Sant'Agata per tre giorni in città, nessun devoto col sacco bianco che passeggia per strada, e nessun bambino in maschera con il suo pacchetto di coriandoli, questo solo per fare qualche esempio sia chiaro. So perfettamente quanto conti più di tutto la salute e lo rispetto, ma lasciatemi dire che mi manca il quotidiano di un anno fa!!!

Tutto questo per dire che appunto ieri è iniziato il Carnevale 2021, un Carnevale senza maschere, senza carri ...ma non senza dolcetti, "eccheccavolo!"...infatti qui da noi, ma sono certa per tutto lo stivale, nei panifici, ma anche nei bar e pasticcerie che finalmente riaprono stanno iniziando a spuntare vassoi ricchi di chiacchere, frappe, bugie e sfrappole e tutti i dolcetti fritti e abbondanti che sono concessi fino a Quaresima.

Quindi ieri mi sono data al fritto, ed in realtà non sono tipici dolci carnevaleschi, perché qui a Catania la domenica nelle pasticcerie si trovano sempre, tutto l'anno, perchè son troppo buone per concedergli solo  un breve periodo...parlo delle "castagnole", che altro non sono che bocconcini di pasta choux fritta e riempita fino alla quasi esplosione di creme e sono pericolose perché sono talmente buone che una tira l'altra.



CASTAGNOLE CATANESI 

-Crema pasticcera alla panna 

-Crema al cioccolato e panna 

- Crema di ricotta e cannella 

-Pate à choux


Iniziate a fare le creme anche il giorno prima e fatele riposare bene in frigo.

CREMA DI RICOTTA E CANNELLA

200 g di ricotta di pecora ( ma va bene anche quella vaccina)

100 g di zucchero semolato 

½ cucchiaino di cannella 


Se usate ricotta di pecora freschissima ( come nel mio caso) la sera prima mettetela a scolare su un colino, coperta in frigo.

Prendete la ricotta ben scolata e mescolatela con lo zucchero. Passatela ad un setaccio o colino a maglie fini ed aggiungete alla crema ottenuta la cannella. Mescolate bene e riponete in frigo.


Preparate la pate à choux. Io mi trovo benissimo con la ricetta di Pierre Hermé e vi assicuro che le castagnole sono delle nuvolette leggerissime benché fritte.

Qui trovate il metodo se lavorate a mano senza una planetaria. 


PATE Á CHOUX  (di Pierre Hermé) 
(per circa una trentina di choux dimezzate la dose)

125 g di latte intero

125 g d'acqua
115 g di burro
1/4 di cucchiaino di sale
1/4 di cucchiaino di zucchero
140 g di farina 00 ben setacciata
4/5 uova*

*Per le uova, vale comunque la regola di incorporarle una per una all'impasto e di controllare dopo ogni aggiunta la consistenza della pasta, che deve risultare liscia e soda. Io per le castagnole usando uova L alla fine ne ho messe 3 e¾ .

Versate i liquidi in una casseruola, ionuso un pentolino dal fondo spesso, aggiungete il burro, il sale e lo zucchero e portate al completo bollore. Riducete l'intensità della fiamma e versate la farina in una sola volta mescolando per bene con un cucchiaio di legno. Continuate la cottura finché l'impasto si stacca dalle pareti del recipiente. Continuate per circa 2-3 minuti allo scopo di far asciugare la pasta. Trasferite l'impasto nella ciotola  della.planetaria ( io uso KitchenAid)con la frusta kappa o foglia ( io ho anche ed uso quella con il bordo in silicone) mescolatela per farla raffreddare un poco. Aggiungete le uova poco per volta. L'impasto sarà pronto quando, raccolto con una spatola, ricadrà pesantemente sulla pasta restante.
 






A questo punto fate le castagnole.

Mettete in un pentolino non troppo grande olio di arachidi ( o mais) in profondità ( io uso un pentolino di circa 14-15 cm di diametro alto 12 cm lo riempio fino a circa un paio di cm dal bordo)e porto a temperatura ( io, se mi leggete da un po', sapete che anche avendo il termometro uso il metodo della nonna e cioè inserisco il manico di un cucchiaio di legno nell'olio bollente e sale questo viene circondato da un'infinità di bollicine piccine è pronto per la frittura ).
Con due cucchiaini da caffè ( intendo proprio quelli piccoli, perché quelli classici che usiamo per la colazione vi assicuro vi farebbero produrre dei funghi atomici) iniziate a formare delle pallette( non saranno mai perfette tranquilli è normale) e tuffatevi nell'olio bello caldo. In un pentolino come quello che uso io ne arrivi a cuocere 4-5 alla volta.




 ATTENZIONE se serve abbassate la fimma perché devono prendere un bel colore bignè, ma devono anche SPACCARSI ( sentirete proprio un pouf) e gonfiarsi...se questo non lo fate accadere vi ritrovate delle pallette crude dentro.




Man mano che cuociono poi scolatele bene su carta assorbente da cucina e finite tutta l'impasto.
Una volta finita la frittura inserite le creme nelle sac à poche con il beccuccio a siringa ( se non l'avete usate una bocchetta liscia ma con diametro mio stretto e bucate la castagnola con una spiedino) e riempite bene le vostre castagnole.



Posizionatele su dei vassoio e quelle alla crema spolveratele di zucchero a velo, quelle al cioccolato con zucchero a velo e cacao e quelle di ricotta con zucchero a velo e cannella.




Mangiatele in giornata e gioite!!!

giovedì 28 maggio 2020

CREMA CIOCCOLATO E PANNA



Questa ricetta facile facile nasce perchè quando uno è goloso fin nel DNA , è una cosa che viene spontanea!

Da bambina andavamo spesso a mangiare la pizza in una pizzeria e a fine cena era d'obbligo (queste son quelle regole che non vanno mai strette, se mai poi vanno stretti i pantaloni, ma questa è un'altra storia!) prendere i profiteroles al cioccolato, che erano semplici bignè ripieni di crema al cioccolato e poi ricoperti di questa "cosa" deliziosa" che era una panna al cioccolato. Ecco quindi che
fatti i bignè e la crema al cioccolato quella parte di "golosità" intrinseca nel mio DNA ha avuto la pensata di mescolare l'avanzo di crema con quel po' di panna montata avanzata da credo come accompagnamento alle fragole...e beh ... niente mi sono ritrovata quella copertura setosa, buona che rivestiva i profiteroles che mangiavo dopo la pizza...ed è stato bello il sentire le mie endorfine correre felici e saltellare e danzare un po' come i fiori dei pioppi che volano nell'aria leggeri facendo credere stia nevicando a Primavera inoltrata senza sentire freddo, ma godendo solo di quella sensazione di pure benessere.
Per restare nel tema del DNA, ecco io l'ho trovata buonissima anche senza i bignè!!!


CREMA AL CIOCCOLATO E PANNA

400 g acqua
100 g latte intero
120 g zucchero
40 g cacao in polvere amaro

90 g farina 00
1 cucchiaio di Rum

Se avete il Bimby, o similari, in 5 minuti la vostra crema sarà pronta, basterà inserire nel boccale tutti gli ingredienti TRANNE il Rum, e mettere a 80°C per quattro minuti a velocità 4. Dopo di che aggiungete il Rum e date due colpi di Turbo. La crema è pronta e dovrete solo farla raffreddare con la pellicola per alimenti a contatto con la superficie per evitare si formi la "pellicina".
Se non avete il Bimby, versate tutti gli ingredienti in una pentolina, frullate tutto con un frullatore ad immersione e poi mettete sul fuoco e mescolate fono a che si sarà addensata. Spegnete il fuoco e aggiungete il Rum e date due colpi ancora con il frullatore ad immersione.

250 ml di panna fresca


Una volta che la vostra crema sarà a temperatura ambiente, montate a neve ben ferma la panna e con una spatola un po' alla volta mescolatela alla crema al cioccolato. conservate in frigo in un contenitore chiuso e poi fateci quello che volete, ma provate a rivestirci i profiteroles.

Enjoyyy!!!


lunedì 4 maggio 2020

MILLEFOGLIE ...con crema pasticcera alla panna e "FINTA SFOGLIA" e fFRAGOLE



Cari amici da oggi inizia per il nostro paese la "fase 2" di questa quarantena ce ci ha letteralmente fermati. C'è chi ha perso il lavoro e chi non sa se il suo impiego sarà confermato al rientro, c'è chi ha perso persone care, chi si è ammalato ed è stato malissimo, c'è chi è rimasto solo a casa, ma spero davvero che per tanti sia stata una "pausa" d riflessione per capire quanto abbiamo e quali sono le cose fondamentali nella nostra vita.
Spero che la maggior parte di noi abbia colto al volo l'occasione di godersi quegli spazi delle nostre case, e che si sia riappropriato di hobby e passioni dimenticati per la mancanza di tempo.
In ogni caso mi auguro che in questa "fase 2" si sia abbastanza coscienziosi da avere ancora un po' di pazienza per poter poi ripartire davvero nel migliore dei modi.
Inutile ripetere che essendoci state le pasticcerie chiuse ed essendo mio marito abituato a portare ogni sabato o  domenica dei dolcetti alle sue zie che vivono nel nostro palazzo, si sia presa l'abitudine di preparare come appuntamento fisso un dolce.
Lo scorso weekend mi sono cimentata a fare la "millefoglie" con la crema, e la cosa diciamo "strana" è che ho preparato la "finta sfoglia" di Adriano che a parer mio non ha nulla da invidiare a quella "vera".
L'ho accompagnata con un'altra preparazione di Paoletta Sersante, la sua crema pasticcera alla panna e delle ottime fragole fresche!!!
Il bello di queste due preparazioni è che si possono congelare, la sfoglia stesa e pronta alla cottura e la crema così com'è, e ve lo spiego nelle note qui.



MILLEFOGLIE con crema pasticcera alla panna e "finta sfoglia"

1 dose di "finta sfoglia" di Adriano Cotinisio
1 dose di crema pasticcera alla panna di Paoletta Sersante
fragole fresche
zucchero a velo
zucchero di canna Demerara
1 tuorlo
2 cucchiaini di panna fresca

Accendete il forno a 200°C.
Prendete la vostra "finta sfoglia" e stendetela con il mattarello su un piano di lavoro leggermente infarinato, ad uno spessore di 5 mm. Preparate una teglia con carta forno, io mi sono trovata davvero bene con la teglia micro forata. Tagliatela delle forme che desiderate, io ho fatto sia triangoli che quadrati di circa 10 cm per lato. Spennellate la superficie con tuorlo sbattuto con la panna e spolverate dello zucchero di canna Demerara e con un coltello ben affilato ( se avete un bisturi ancora meglio) fate delle incisioni, questo eviterà che la sfoglia si gonfi in maniera eccessiva, cosa che non va bene per una millefoglie. Spolverate con zucchero a velo ed infornate a 200°C per 5 minuti; dopodiché abbassate la temperatura del forno a 180°C e cuocete per altri 5 minuti, abbassate ancora la temperatura a 170°C e cuocete per altri 5-6 minuti, insomma fino a quando la vostra sfoglia avrà preso un bel colore.



Tirate fuori dal forno e fate raffreddare, se non preparate subito il dolce conservate le sfoglie, una volta fredde, in un contenitore a chiusura ermetica, tipo Tupperware anche il giorno prima.
Lavate e mondate le fragole e tagliatele a tocchetti e mettete da parte.
Prendete la vostra crema pasticcera alla panna  dal frigo, mettetela in una sacca da pasticcere.
Posizionate un primo strato di sfoglia su un piatto da portata o su un vassoio e riempite con un primo strato di crema, alcuni pezzetti di fragole e appoggiate il secondo quadrato di sfoglia, ripetete ancora l'operazione della crema e delle fragole e coprite con una terza sfoglia, spolverate con zucchero a velo, decorate a vostro piacere, io ho messo un ciuffo di crema con una fragola e servite...e godete!!!

Enjoyyy!!!




giovedì 26 marzo 2020

CREMA PASTICCERA ALLA PANNA di PAOLETTA



Non avevo dubbi che lo scorso weekend avrei preparato qualche dolcetto, le pasticcerie sono chiuse e mio marito è solito portare dei dolcetti alle sue zie che vivono qui nel nostro stesso stabile. Ma abbiamo risolto subito il problema, dal momento che da quando siamo in "isolamento" per sto cavolo di virus che ha infestato il mondo, i fine settimana ci scappa sempre qualche preparazione dolce nella mia cucina, così mio marito è contento e le zie pure. Ovviamente i dolci vengono portati al volo chiusi ed protetti da pellicola alimentare e passati allungando le braccia attraverso le porte, perchè le zie sono grandi e sono patrimonio del "NUNESCO"!

Come già avevo anticipato la settimana scorsa ho preparato gli Choux Craquelin, che andavano riempiti degnamente.
Le zie non prediligono in cioccolato e così la mia scelta è caduta su una crema pasticcera alla panna che dire deliziosa è diminutivo, la crema pasticcera alla panna di Anice e Cannella è sublime e decisamente perfetta per dei bignè.




CREMA PASTICCERA ALLA PANNA ( di Paoletta Sersante )


400 ml di panna fresca
600 ml di latte fresco
1 baccello di vaniglia (o una puntina di coltello di polvere di vaniglia)
4 uova intere
80 g di farina 00
300 g di zucchero
1 pizzico di sale

Mettete in un pentolino il latte, la panna e la vaniglia  e portate quasi a bollore.
Nel frattempo in un altro pentolino sbattete bene le uova con lo zucchero e il pizzico di sale. Aggiungete la farina setacciata e mescolate ancora un po'. Aggiungete il latte con la panna tutto in un colpo versandolo da setaccio a maglie fitte e mescolate.
Mettete la pentola sul fuoco bassissimo mescolando sempre con una frusta a mano. Quando la crema si sarà addensata bene è pronta.


Riempitili aiutandovi con una bocchetta per pasticceria ad imbuto, inserendo la crema in una sacca da pasticceria, e spolverate con zucchero a velo i bignè una volta riempiti.

NOTE
Questa crema pasticcera è perfetta anche se fatta il giorno prima e conservata in frigo, ma quello che mi ha veramente shockata in modo positivo e che se avanza può essere congelata. Basterà scongelarla una notte in frigo e ripassarla con un frullatore ad immersione, vi assicuro che sarà perfetta e buonissima come appena fatta.

lunedì 14 gennaio 2019

BAVARESE DI PISTACCHIO con GLASSA al CIOCCOLATO BIANCO di Antonio Bachour



Non vedevo l'ora di pubblicare questo "orgoglio di pasticceria" figlio di questa Bavarese al cioccolato bianco di Bachour. Le dosi del pistacchio me le sono "create" io perchè non avevo riferimenti, quindi sono andata a gusto e devo dire che l'esperimento è riuscitissimo e lo rifarò.
Lo stampo è sempre lo stesso, ma devo ammettere che lo trovo così bello nel risultato che faccio fatica ad immaginare di usarne un altro, ma prima o poi ci proverò Promesso.
Può sembrare lunga come preparazione, ma invece non solo non lo è, ma c'è la possibilità di fare tutto prima ed in tempi diversi, quindi lo reputo anche un dolce di quelli "comodi" e che assicurano una gran bella figura con ospiti ed amici.
Insomma provare per credere.



BAVARESE AL PISTACCHIO di Bronte (liberamente tratta da QUI)


6 g di gelatina in fogli

125 g di latte intero 

100 g di cioccolato bianco (di ottima qualità) in pastiglie (o tritata)

100 g di pasta di pistacchio pura (da non confondere con le creme dolci) Siciliano

185 g di panna fresca (semi montata)


Ammollate la gelatina in acqua fredda  e poi strizzatela e mettetela da parte.
Portate il latte a bollore e scioglieteci dentro la gelatina, mescolando. Versate nel latte bollente la cioccolata e mescolate bene fino a farla sciogliere molto bene.
Aggiungete e mescolate la pasta di pistacchio, amalgamando bene il tutto, aiutandovi con un frullatore ad immersione per pochi secondi. 
Fate raffreddare fino a 30°C.
Nel frattempo montate la panna, molto morbida, mescolate tutto insieme con una spatola morbida.
Versate la mousse nello stampo (io ho usato uno stampo da 16 cm di diametro in silicone ovviamente) e poggiateci sopra il disco di Dacquoise al pistacchio.
Mettete lo stampo su un piatto, per avere più stabilità e coprite con pellicola trasparente e trasferite nel freezer per almeno 24 ore(potrete preparare la bavarese anche due settimane prima).



GLASSA AL CIOCCOLATO BIANCO  di A. Bachour *



19 g di gelatina in fogli

125 g di acqua

225 g di zucchero semolato

225 g di glucosio

225 g di cioccolato bianco (Bachour usa il Valrhona Ivoire- io un ottimo cioccolato in pastiglie)

160 g di latte condensato

90 g di glassa neutra (io ho usato una gelatina neutra)




Idratate i fogli di gelatina in acqua fredda.
E nel frattempo  versate l’acqua, lo zucchero il glucosio in una pentola antiaderente e portate a bollore. A questo punto aggiungete la gelatina strizzata e la glassa neutra. Versate il latte condensato e mescolate bene finché tutto sarà liscio ed omogeneo.
Versate il composto sul cioccolato bianco precedentemente spezzettato e mescolate con il frullatore ad immersione.
Filtrate due volte al setaccio a maglia finissima, così da eliminare le bolle presenti, coprite a contatto con pellicola trasparente e mettete in frigo per una notte. 
Il giorno dopo scaldate al microonde ed usate la gelatina intorno ai 35°-38 C. (vedi NOTE sotto)

ASSEMBLAGGIO

Portate la glassa a temperatura tra i 35°-38°C e tirate fuori la bavarese dal freezer e sformatela dallo stampo e appoggiatela su una gratella dove avrete messo sotto un vassoio, per poter recuperare la glassa e non rischiare di combinare un pasticcio sul piano di lavoro.
Versate sopra la glassa, fatela scolare bene. Spostate la bavarese su un piatto da portata e riponete in frigo, almeno un paio d’ore, e poi mettetela a temperatura ambiente 45-30 minuti prima di servire.

Decorate a vostro gusto, a seconda dello stampo che utilizzerete. Io ho semplicemente usato della farina di pistacchi e due tre pistacchi di Bronte interi.


NOTE

-Lo stampo non va unto, essendo in silicone quando la vostra mousse o bavarese saranno ben solide sarà facilissimo sformarle
-La glassa può stare in frigo un paio di giorni, oltre è consigliabile congelarla, e al momento in cui si desidera usarla basterà farla scongelare in frigo, e poi dare una ripassata al microonde qualche secondo, mescolando, fino ad ottenere la giusta consistenza.
-Sbattete bene il contenitore che contiene la glassa in modo da eliminare più bollicine di aria possibili.
-Se la scaldate troppo aspettate che torni a temperatura (tra i 35°C 3 i 38°C) perché quando la versate sulla bavarese congelata, rischiate di rovinare la forma.
-Considerate i tempi quando desidererete versarla sulla vostra bavarese, poiché i passaggi con il microonde per riportarla alla giusta temperatura, vi porteranno via un po’ di tempo.
-Una volta che la vostra bavarese è pronta e avrete fatto scolare la glassa in eccesso sulla gratella, fornitevi di un bel palettone per torte per spostarla su un piatto da portata e rimettete in frigo un paio di ore a scongelare, fino a circa 30-45 minuti prima di servire, perchè le bavaresi si gustano fresche, non fredde, ma nemmeno troppo a temperatura ambiente.
-Probabilmente sia la glassa* (con questa dose rivestite perfettamente due Bavaresi come questa) che la Dacquoise vi avanzeranno, poco male, perchè la dacquoise avanzata l'ho lasciata nella sac-à-poche e messa in freezer. Mentre la glassa appena fatta l'ho divisa in due contenitori, messi in freezer e ne ho scongelata solo una parte, e vi assicuro che in freezer può essere conservata fino a sei mesi senza perdere nulla della sua bontà.




mercoledì 24 ottobre 2018

CHOCOLATE MERINGUE PIE



E le Pie Donne  si sono date un nuovo appuntamento (dopo la prima night sulle torte salate, seguita da quella di Pasqua e quella nelle cast iron per arrivare alla  pausa estiva con la night dedicata ad una Summer ice cream Pie night che ancora non ho pubblicato) con una night dedicata alle "meringue pie", qualsiasi forma, qualsiasi dolce, purché ci fosse la meringa sopra. Io mi sono gettata su una frolla al cacao e un ripieno sempre al cioccolato con una bella Meringa Italiana sopra.
Abbastanza semplice da realizzare, anche perché come sapete la frolla e la Meringa Italiana possono essere preparate in anticipo.


Sulla bontà di questo dolce posso darvi la certezza che è assoluta, e se non ci credete fatela e ricredetevi ahahahahah.


Ci sono stati assaggiatori ufficiali, poichè l'ho portata a casa di amici per una cena e anche al trasporto si presta magnificamente, ed è piaciuta a tutti. Non fatevi spaventare dalla presenza della Meringa perchè contrasta bene con il "meno dole" del ripieno della torta, insomma si equilibra bene tutto.
Se siete curiosi di vedere le altre pie della Meringue Pie night venite a trovarci su facebook.


CHOCOLATE MERINGUE PIE

Per la pasta frolla al cacao

260 g di farina 00
150 g di burro a tocchetti molto freddo
80 g di zucchero
30 g di cacao amaro in polvere
1 tuorlo
2-3 cucchiai di acqua ghiacciata

In un robot da cucina con le lame mescolate velocemente il burro con lo zucchero, unite la farina con il cacao, date due tre colpi con le lame fino ad ottenere un miscuglio di "briciole". Con le lame in movimento aggiungete il tuorlo e i 2-3 cucchiai di acqua ghiacciata in modo da unire la frolla.
Se non avete un robot da cucina o il Bimby (come nel mio caso), in una ciotola sbattete con l'aiuto di un cucchiaio di legno lo zucchero con il burro, aggiungete le polveri ed infine acqua e tuorlo.
Formate un panetto, schiacciatelo da formare un disco spesso e chiudetelo in pellicola trasparente per alimenti e mettete in frigo a riposare almeno 30 minuti.
Stendete il disco di impasto al cioccolato tra due fogli di carta forno fino ad uno spessore di 1/2 cm. Eliminate un foglio di carta forno e stendete questo lato della frolla dentro una teglia da crostate(meglio se con fondo amovibile) da 2 cm di diametro con i bordi alti. eliminate anche il secondo foglio di carta forno, pressate bene l'impasto nella teglia e rifilate i bordi, in modo da lasciarli alti circa 4 cm.
Preriscaldate il forno a 180°C e nel frattempo ricoprite la frolla con altra carta forno e i pesi di ceramica, se non li avete vanno bene anche ceci o fagioli secchi e mettete 15 minuti in freezer.
Infornate per 13 minuti, poi togliete i pesi in ceramica e lasciate cuocere altri 2 minuti.
Nel frattempo preparate la crema al cioccolato.

Per la crema  al cioccolato

200 g di cioccolato fondente tritato
150 g di burro
60 g di zucchero
2 uova
3 tuorli
80 g di farina

Sciogliete il cioccolato a bagno maria in una casseruola, stando molto attenti a non fare mai entrare l'acqua a contatto con il cioccolato, mescolate con un cucchiaio di legno e ogni tanto e quando sarà del tutto sciolto, aggiungete il burro e amalgamate mescolando. Levate dal fuoco.
In una ciotola montate con le fruste elettriche(io ho usato il kitchenAid con frusta a filo) le uova, i tuorli e lo zucchero fino a che non diventa tutto di un giallo pallido e ben montato, aggiungete e mescolate dolcemente al cioccolato sciolto e solo quando sarà tutto ben amalgamato aggiungete lentamente la farina ed incorporatela dolcemente.
Abbassate la temperatura del forno a 160°C.

Con un cucchiaio riempite il guscio di frolla precotto , livellate bene ed infornate per 12 minuti non di più.

Preparate la Meringa Italiana.




Per la Meringa Italiana

100 g di albumi
200 g di zucchero semolato
30 g di acqua

In una casseruola unite lo zucchero e l'acqua, girando di tanto in tanto per farlo sciogliere.
Quando lo sciroppo avrà raggiunto la temperatura di 110°C  iniziate a montare gli albumi in una planetaria o con le fruste elettriche.

Quando lo sciroppo arriverà alla temperatura di 121°C  versatelo a filo sugli albumi, continuando a montare fino a completo raffreddamento. Dovrete ottenere una meringa lucida e bianca.

Inserite la meringa in una sac-à-poche e ricoprite la pie, decoratela come più vi piace.

Abbassate la temperatura del forno a 150°C.

Infornate la torta per circa 10-12 minuti e se avete un cannello da cucina, una volta uscita caramellate le punte della meringa, se no lasciatela in forno in modo che la meringa si possa caramellare.

Una volta fredda, spolverate a vostro gusto del cacao amaro.



Note: questa torta ha una buona durata anche di un giorno in forno, considerando che la meringa viene cotta una seconda volta in forno.
Ovviamente sia la pasta frolla, che la meringa se conservate in freezer possono essere preparate anche prima.






sabato 18 marzo 2017

ZEPPOLE di SAN GIUSEPPE di Jeanne Caròla Francesconi




Le zeppole di San Giuseppe, da anni e per anni, domani sarà un susseguirsi di ricette, post e foto di questi tipici dolcetti. Quindi immagino che vi stiate chiedendo, se mai state leggendo, quale sia la novità! Nessuna, se non fosse che finalmente ho trovato la MIA ricetta del cuore... e vi starete ripetendo, se siete arrivati fin qui a leggere, la stessa domanda: qual è la novità? Beh se volete sapere la risposta ..vi rimando a domani!!!
Intanto se già non la conoscete leggetevi questa sublime ricetta di Jeanne Caròla Francesconi che attraverso il suo Libro "La Cucina Napoletana" ci regala i sapori delle tipiche Zeppole di San Giuseppe Napoletane...e i profumi che in questi giorni sicuramente invadono le strade della bellissima città Partenopea.
Per note, consigli, punti di vista obiettivi e altro vi toccherà aspettare domani che è San Giuseppe!!!



ZEPPOLE DI SAN GIUSEPPE(da "La Cucina Napoletana" di Jeanne Caròla Francesconi)

Per circa 18-20 zeppole

per la pasta bignet

300 g di farina 00
225 ml circa di acqua (l'autrice parla di usare tanti bicchieri quanti sono i bicchieri di farina)
1 pizzico di sale
5 tuorli
2 albumi

1 casseruola piena di olio o strutto*

per la crema

250 ml di latte intero
2 tuorli
100 g zucchero
30 g maizena
1 fettina di buccia di limone

Amarene sciroppate (o confettura di amarene )

Fate l'impasto per le zeppole, mettendo l'acqua in una casseruola , aggiungete il sale e quando l'acqua comincerà a fare le bollicine (attenzione non deve bollire), aggiungete in un unico colpo la farina precedentemente setacciata.rigirando continuamente con un cucchiaio di legno.
Sempre mescolando fate cuocere la pasta, finchè non si stacchi dalla casseruola e non resti attaccata in un sol blocco al mestolo.
Trasferitela su un piano di lavoro (io uso un piano di marmo) unto di olio e battetela con il mattarello finchè non sarà intiepidita. Cominciate quindi a lavorarla con le mani , incorporandovi uno alla volta, i rossi d'uovo e i due bianchi. Continuate a lavorarla fino a quando non si saranno formate delle bolle d'aria che rompendosi non faranno un caratteristico rumore.
Fate riposare l'impasto 30 minuti.
Tagliate dei quadratini di carta forno (questo non è scritto nel libro, ma è un validissimo metodo per friggere le zeppole senza rovinare l'impasto).
Prendete una sacca da pasticcere ed inserite una bocchetta a stella del diametro di 3 cm di diametro (se ne avete una dal diametro più piccolo invece di fare un solo giro di pasta, fatene due a spirale, cominciando dal centro.) versateci una parte di impasto e premete questa su un foglietto di carta forno ( se non preferite questa soluzione, formate la zeppolina su un piattino unto d'olio) e formate la zeppola dandole la forma di una ciambellina di circa 10 cm di diametro, con un piccolissimo buco.
Le zeppole di buona regola andrebbero fritte nello strutto, ma oltre a dare un sapore più "spiccato" ala frittura delle zeppole, se non si trova un buon prodotto in giro, conviene sempre preferire un olio di semi.
Riempite una casseruola con i bordi alti di strutto o se preferite olio di semi, portate a temperatura (la mia è molto casalinga, immergete nell'olio il manico di un cucchiaio di legno e se si riempie di bollicine , potete iniziare a friggere) e versate una zeppola con tutta la carta a friggere, giratela e rigiratele un paio di volte, vedrete che si gonfierà e deve arrivare a dorarsi molto bene.
Scolatele mano mano su uno scolafritto o su carta assorbente e mettete da parte.


Preparate la crema:
Mettete in una casseruola i tuorli d'uovo e lo zucchero, mescolate bene tutto con una frusta, fino a che non sarà tutto chiaro e soffice.
Diluite la maizena con poco latte, versatelo nelle uova, sempre mescolando con la frusta, ed aggiungete un po' alla volta il resto del latte con la buccia di limone. Mettete la casseruola sul fuoco moderato e fate addensare la crema  rigirandola senza interruzione e sempre nello stesso senso, fino a che  non sarà abbastanza consistente. Fate raffreddare coprendola con pellicola per alimenti.
Spolverate di zucchero a velo le zeppole,  decorate usando una sac-à-poche con bocchetta a stella, ogni zeppola e finite aggiungendo un'amarena. E buon godimento.






lunedì 9 gennaio 2017

GALLETTE DES ROIS - La gallette dei re Magi con Frangipane e confettura di lamponi




E dopo la sfoglia invertita dovevo per forza farvi vedere per cosa l’ho usata: per la mia prima Gallette des Rois al frangipane per il giorno dell’Epifania.
Ricordo che in un viaggio a Capodanno a Madrid, per il nostro primo San Silvestro da “sposini” , le vetrine delle pasticcerie della città erano piene zeppe di queste corone di pasta brioche decorata di coloratissimi canditi e mi chiesi che sapore aveva, cosa rappresentava e quando mi spiegarono che era il “Roscòn des Reyes”, la corona dei re Magi, che si mangiava per tradizione il6 gennaio, giorno in cui i tre re giunsero nella grotta dove era nato Gesù bambino. All’interno il Roscòn contiene una piccola statuina di porcellana e quando si taglia chi riceverà la fetta con il dono sarà il Re della giornata. Ne comprai uno che portai ai miei genitori, con i quali avremmo festeggiato il giorno dell’Epifani e trovo una statuina a forma di civetta (animaletti di cui faceva collezione) proprio la mia mamma. Quella statuina è sempre lì a ricordarci quel giorno che dopo qualche anno è diventata una bella data perché è nata Lulu, la terzogenita di mio fratello.
Ora quando Roberta (si sempre lei) ci parlò della Gallette des Rois, mi sono resa conto che come tradizione era la stessa, più o meno, ma la ricetta e le basi completamente diverse. Conoscevo già la versione di pasta brioche di terra Iberica, non potevo non provare qualcosa di nuovo.
Concludo dicendovi che il risultato è esaltante, il dolce della Frangipane ben si sposa con il salato della sfoglia e la confettura di lamponi con quella nota acidula completa l’equilibrio in maniera perfetta, mio marito non esagera mai troppo con i dolci e con i complimenti, ma in questo caso nel giro di due giorni se l’è quasi finita tutta continuando a farmi elogi e standing ovation…e che vi devo dire son soddisfazioni…va da sé che se mi fossi ricordata di inserire la “favette” ( o statuina ) l’avrebbe trovata lui..ma poco importa perché lui lo tratto sempre come un RE  (TANTO NON LEGGE AHAHAHAHAHAH).

Buon rientro a tutti alla normalità..io vado a smontare il Natale.



GALLETTE DES ROIS con frangipane (liberamente tratta da Mercotte)
Per un dolce di 16 cm di diametro

300 g di crema Frangipane
4 cucchiai di confettura di lamponi
1 tuorlo per spennellare

Per la Frangipane
100g di farina di mandorle (o mandorle pelate)
100 di burro appena ammorbidito
100g di zucchero semolato
1 uovo
30g di maizena (va bene anche la fecola di patate)

Montate il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa, aggiungete l'uovo leggermente sbattuto sempre lavorando con lo sbattitore, incorporate la farina di mandorle (o le mandorle precedentemente tritate finemente nel mixer con un paio di cucchiai di zucchero) poco per volta e la maizena, continuando a montare.

Procedimento

Io mi sono aiutata con un cerchio apribile per dolci, ma va bene anche una teglia apribile rivestita di carta forno ful fondo).
Tagliate due dischi di pasta sfoglia, uno di 16 cm di diametro e uno più grande di 18-19 cm. E mettete in frigo 15 minuti.
Preriscaldate il forno a 180°C .
Su una teglia poggiate un foglio di carta forno e mettete il disco di pasta sfoglia più piccolo, riempite il centro con la crema Frangipane, stendete, lasciando un bordi circa 3 cm, e poi mettete sopra la crema la confettura di lamponi. Inserite la favetta, o la statuina di porcellana, premendo bene nella crema. Spennellate il bordo, lasciando “pulito” il bordino più esterno e poggiate sopra il disco di sfoglia più grande, premete bene la parte interna quella che gira attorno al ripieno e pressate leggermente la parte più esterna. Fate delle leggere incisioni sulla sfoglia, come delle decorazioni, leggere, per non tagliare il guscio, spennellate il tuorlo, evitando il bordo di un centimetro.






Informate ed abbassate il forno a 175°C e cuocete per 30 minuti circa o fino a che vedrete la vostra Gallette ben dorata, cospargete di zucchero semolato o meglio ancora con sciroppo di zucchero e ultimate la cottura altri 5 minuti.

Servite tiepida.
È ottima anche dopo un paio di giorni basterà scaldarla qualche secondo al microonde o qualche minuto in forno.


Noi l’abbiamo completata con qualche cucchiaino di panna acida, ma ci starebbero bene anche del gelato al fiordilatte, della panna montata o crema Inglese.


giovedì 18 febbraio 2016

MINI HONEY ORANGE MERINGUE PIES-Meringa Italiana al miele, crema all'arancia al miele e frolla al miele!!!!!




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Mi rendo perfettamente conto che l’idea che io abbia usato solo ed esclusivamente miele per l’esecuzione della ricetta di “cui sotto” possa creare dubbi, così come erano venuti a me man mano che elaboravo l’idea nella mia mente, ma al risultato posso dire che ne sono rimasta così piacevolmente sorpresa che credo di dover sinceramente ringraziare l’MTC n.54 per avermi aperto un mondo e aver proposto questa sfida!
Ora che non si pensi che io sia un’ignorante in materia di Mieli, perché così non è, poiché quando vivevo in Puglia ed ero piccola mio papà aveva le sue arnie e produceva dell’ottimo miele, credo il migliore a mio avviso che abbia mai mangiato, sarà perché sono i sapori che restano nella memoria di quando si è piccoli, ma era miele vero, fatto e mangiato, lo adoravo nel latte e poiché era un miele per così dire “homemade” ricordo che ogni tanto ritrovavo a galleggiare i micro pistilli dei fiori di mandorlo, del giardino dove mio padre teneva le sue arnie. Nel giardino di una villa antica bellissima, Villa Sforza,  in centro al paese dove vivevamo, di fronte al castello Normanno, c’era questa signora anziana, la signora Sforza appunto, di quelle veramente che sembravano uscite da un romanzo di fine ‘800, dai modi cordiali e garbati che curava il suo giardino girando con un cesto fatto a mano, i guanti e il cappello di paglia, dai suoi profumatissimi fiori al miele di papà il tragitto fu brevissimo, divennero amici e lei aiutava spesso papà  a sistemare e curare le arnie tra gli alberi del suo frutteto e mi ricordo queste due persone vestite come astronauti,  di chiaro, con cappelli e retine a lavorare con movimenti lenti tra migliaia di api….. Grazie a loro a come mi hanno insegnato a rispettare queste laboriose operaie della natura, non temo le api, anzi le amo!
Papà ha dismesso con le sue arnie da tanti anni ormai, ma a me quel sapore di millefiori non lo leva più nessuno dalla memoria dei sapori che custodisco sulle mie papille gustative, e a tutt’oggi non mangio quasi mai fiore di questa varietà, perché i confronti sono impietosi, ma vivendo ai piedi dell’Etna ed a pochi km da Zafferana Etnea, patria del miele, mi rifaccio molto volentieri con la varietà ai fiori d’arancio.
Ora tutta questa storia solo perché nonostante io ami il miele, l’ho praticamente sempre e solo usato al “naturale” e cioè mescolandolo al latte, allo yogurt e credo qualche altra cosina molto “basic”..mentre con questa sfida MTC mi sono veramente divertita, e anche se ho fatto una versione “salata”, molto semplice, ho deciso di pubblicare prima questa ricetta dolce, perché sono entusiasta, perché ho fatto tre scoperte in una, perché sono tre basi da cui poter far partire un ricettario incredibile…. Insomma dai vi metto la ricetta così capite meglio.
Due note vanno fatte, la prima è che credetemi il sapore del miele  è equilibratissimo sia nella  frolla, sia nell’equilibrio dell’ “acidità” delle arance della crema che nella ricchezza vellutata della meringa, temevo qualcosa di stucchevole ed invece mi sono ricreduta, tanto da ritenere perfetta l’aggiunta di un velo di miele sulla frolla.
La seconda nota, è quella dolente, le foto…fatte con iPad, e come sapete, già non le so fare con la macchina fotografica( che a seguito dei 4 anni di viaggi e cibi è all’assistenza Canon), figuriamoci con un iPad..ma spero rendano comunque onore ad una ricetta, che lo merita.

Con questa ricetta partecipo all’MTC n.54 di febraio 2016


MINI HONEY ORANGE MERINGUE  PIES

Per la frolla al miele
150 g farina debole ( io Petra 5 del Molino Quaglia)
100 g di burro bavarese
30 g di miele di fiori di arancio Siciliano
1 tuorlo
Scorza mezza arancia Siciliana grattugiata

Tagliate il burro a cubetti e passatelo in frigo mentre pesate e preparate gli altri ingredienti.
Mescolate il burro con la punta delle dita e il miele, unite la farina, mescolate velocemente e aggiungete il tuorlo con la buccia grattugiata di arancia. Mescolate bene e formate una palla, chiudetela in pellicola trasparente e fate riposare il freezer per 15 minuti.
Nel frattempo preparate la crema di arance e miele.

Per la Crema di arance e miele

2 tuorli
20g maizena
50g miele di fiori di arancio
250 ml succo arancia fresco (spremuta)
Fate una spremuta di arance e passatela al colino.
Mescolate  bene i tuorli con la maizena setacciata, mescolate velocemente in modo che non si formino grumi; aggiungete il miele e una volta che sarà ben amalgamato  aggiungete mescolando il succo di arancia.
Mettete sul fuoco basso e mescolate fino a fare addensare la crema. Spegnete il fuoco, mescolate velocemente e coprite con pellicola trasparente per alimenti.

Preriscaldate il forno a 180°C.
Tirate fuori la pasta frolla al miele stendetela, possibilmente su un piano di marmo infarinato, allo spessore di 0,5 mm, con un cutter tagliate la frolla del diametro delle teglie (imburrate ed infarinate) che utilizzerete (non più grande perché io non volevo fare dei veri e propri cestini, ma delle base con un bordino solo di poco rialzato per contenere la crema), riempite le tegliette bucherellate la frolla con i rebbi di una forchetta, coprite con un pezzetto di carta forno e versateci sopra i pesi in ceramica, oppure con dei fagioli e riponete in freezer 5-10 minuti.


Ed infornate per 10 minuti a 180°C abbassate la temperatura a 170°C, togliete i pesi e la carta forno e proseguite la cottura per 5 minuti.
Sfornate e fate raffreddare, risulterà una frolla molto morbida, ma potrete anche preparare questa base prima e conservarli in una scatola di latta anche un paio di giorni)*.
Preparate la Meringa Italiana al miele


Per la MERINGA Italiana al miele

120 g di miele
60 g  di albume
1pizzico sale

Versate l’albume nella ciotola della planetaria (io come sapete ho il KitchenAid e riesce perfettamente a montare un quantitativo così piccolo di albumi, perciò se non avete il KA ,sappiate che potete usare comunque le fruste elettriche classiche) con un pizzico di sale e con la frusta a filo cominciate a montare a velocità sostenuta quasi subito gli albumi avranno preso una bella consistenza. Nel frattempo in un pentolino dal fondo spesso portate il miele a 121°C, se non avete un termometro (ma io uso quello a sonda dell’Ikea e va benissimo) vi accorgerete che sarete giunti alla temperatura approssimativa che vi serve, perché il miele inizierà a fare una schiuma chiara. A quel punto, iniziate a versare il miele direttamente nella ciotola con la frusta in movimento, abbassate la velocità della planetaria e finite di versare il miele, continuate a montare fino a che il composto non sarà ben fermo.


Inserite la meringa in una sac-à-poche e se non la utilizzate subito passatela in freezer.***

Assemblate le meringue orange pie,  prendete le frolle, aggiungete un velo di miele di fiori di arancio, coprite con un cucchiaio di crema all’arancia e poi decorate con la meringa italiana, qua serve il cannello…e che bello caramellare e servire!!

Consiglio di avere le basi pronte, poiché è secondo me fondamentale preparare e servire il dolce al momento, ma davvero assemblare un dolcino così è una delle cose più semplici e anche soddisfacenti  che si possono fare in cucina, mentre si hanno ospiti.

*La frolla, potete anche congelarla e cuocerla il giorno prima, ma se preparate le base dei dolcetti anche un paio di giorni prima, basterà conservarli in una scatola di latta o Tupperwre.
** La crema è velocissima da fare, e anche un giorno prima, conservandola in frigo è possibile.
*** Per questa ricetta di meringa Italiana ho calcolato il doppio del peso di miele rispetto a quello degli albumi e comunque portato alla temperatura come si fa con lo zuchero di 121°C.La Meringa Italiana va comunque fatta e messa in freezer (NON IN FRIGO, perché rischiate che si smonti un pochino e gli albumi facciano “Acqua”), resterà morbida e la potrete usare in qualsiasi momento, ovvio che la si conserva direttamente nella sac-à-poche , chiudendo le estremità con mollette da cucina.


English version
 
This month the MTC was a really a challenge for me! I always use honey to mix with hot milk or with yogurt, so when I tasted my recipe I was reallu surprised. I made these mini pies without using any sugar but only honey.. for pastry, for custard but above all for the Italaina meringue.
We call “Italian maering” when we whip white eggs  with a hot sugar syrup, in this case I used only hot honey..and the experiment was GREAT!!!!


ORANGE HONEY MERINGUE PIES

For the pastry with honey
1 cup + 2 Tbsp all purpose flour
1 stick  butter
1 oz  of honey (orange flowers )
1 egg yolk
½ grated orange zest

Cut the butter into cubes and put in the fridge while you organize the other ingredients.
Using fingertips mix butter and honey, add flour  mix well and add the egg yolk with the grated orange zest. Mix well and form a ball, wrap with cling film and store in  freezer for 15 minutes.
Meanwhile, prepare the orange and honey custard.


For oranges and honey custard

2 egg yolks
1 Tbsp + 1 tsp  cornstarch
2 oz honey (orange flowers)
1 cup  fresh orange juice
Make the orange juice and sieve it through a strainer.
Mix well the yolks with the sifted  cornstarch, stir quickly so that no lumps are formed; add the honey and once it is well blended, add the orange juice always stirring.
Put on low heat and stir until thicken. Turn off the heat, stir quickly and cover with cling film.

Preheat oven to 350°F.
Roll out the dough to slightly thinner than 1/8 inch and cut it  with a cutter the same diameterer of  the mini pans (buttered and floured) that you will use, fill the pans with pastryand  prick it, cover with a piece of parchment paper and pour the ceramic weights on and store in freezer  5-10 minutes.
Bake 10 minutes at 350°F, remove the ceramics weights and parchment paper and bake other  5  minutes at 325°F. Remove from the oven and let it cool, you can even prepare these pastry shells 2-3 days before and store in tin.*
Prepare the Italian meringue with honey


For the Italian Meringue with Honey

4 oz of honey
2 oz of egg white
1 pinch of  salt

Pour the egg white with a pinch of salt in the bowl of KitchenAid  and with wire whisk work at high speed. Meanwhile in a thick-bottomed saucepan bring honey to 250°F (249,8°F),  if you don’t use a thermometer you  will find that you will come to right temperature when  honey  will begin to make a clear foam. At that point, pour honey directly into the working KitchenAid bowl, turn down the speed and finish to pour honey, continue beating until the mixture is very firm.
Place the meringue in a pastry bag,  and if  you don’t not use it immediately  store  in the freezer. **

Assemble the orange meringue pies, take the shortbread, add a thin layer of honey (the same you use for all the recipe), cover with a tablespoon of  orange custard and then decorat with Italian meringue, with a torch caramelize the meringue  and serve !!***

You can even brown the meringue in oven at 350°F.

NOTES: you can prepare pastry shells* and Italian meringue in advance, ** the meringue must be stored in pastry bag in freezer and i twill be ready to use whenever you need.
Anyway when you finish the piesi t is always better if you serve them after caramelizing the meringue!
Enjoy!