(continua dalla prima parte)Finalmente concludo, come promesso (e grazie al giusto "richiamo" di una visitatrice del blog) il resoconto sul seminario con Jodorosky a Firenze, a cui ho partecipato il 7-8 marzo di quest'anno. E se volete sapere perché ho scelto l'immagine a lato vi toccherà leggere fino alla fine...
Davvero non si direbbe che a febbraio 2009 Jodo abbia compiuto 80 anni! A Firenze, benché reduce da un intervento all'anca, sprizzava comunque un'energia invidiabile. Chiaramente le energie fisiche non sono più quelle che aveva all'inizio del suo cammino, così sta progressivamente riducendo i suoi impegni pubblici e passando il testimone al figlio Cristobal e al suo assistente Moreno Fazieri. Mi ritengo dunque fortunato ad averlo incontrato di persona.
Sicuramente il seminario non è stata occasione di imparare nuove nozioni sulla psicomagia, ho semmai consolidato quelle che avevo già messo insieme leggendo l'omonimo libro di Jodorowsky (rimando a questa mia piccola recensione).
Quanto alla psicogenealogia, a onor del vero, non mi è sembrata molto dissimile dal filone delle costellazioni familiari e altri simili approcci psicologici a cui mi è capitato d'interessarmi. Di certo però Jodo ha una capacità di analisi e intuizione sorprendente: lui come persona è un valore aggiunto.
Ad entusiasmarmi senza riserve è stata la spiegazione sui 22 Arcani maggiori dei Tarocchi: profonda e densa di contenuti (di più in tre d'ore sarebbe stato impossibile dire). Il suo modo di intendere la taratologia è simile a come l'astrologia umanista intende l'interpretazione del tema natale: l'analisi è focalizzata a dare a colui che chiede un consulto qualche jolly di consapevolezza sulle sue modalità psicologiche e tendenze (innate e acquisite) ad affrontare gli eventi. Il consulente non va a colludere con l'ansia del consultante di conoscere il futuro, non s'arzigogola a predirglielo, non consiglia cosa fare o non fare; al più di fronte a un bivio cerca di aiutarlo a vedere le possibili conseguenze dell'una o dell'altra scelta, lasciando però a lui la responsabilità di decidere su quale strada incamminarsi.
Molto illuminante lo schema quaternario (i 4 semi delle carte) e duale (materia e spirito) che Jodo ci ha proposto per riassumere insieme il movimento dello spirito che discende per incarnarsi nella materia e quello della materia che aspira ad ascendere e spiritualizzarsi. L'anima stessa è il frutto di questo matrimonio, così come il Cristo è il frutto dello Spirito sceso in Terra, incarnato nella madre umana ascesa in Cielo, la Santa Vergine Maria.
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SPIRITO
- EMOZIONI / CUORE ------- PENSIERO / MENTE --
(Coppe) ------------------- (Spade) -
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MATERIALITÀ ------.------ SESSUALITÀ -
(Denari) ----------------- (Bastoni)
SPIRITO
- EMOZIONI / CUORE ------- PENSIERO / MENTE --
(Coppe) ------------------- (Spade) -
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MATERIALITÀ ------.------ SESSUALITÀ -
(Denari) ----------------- (Bastoni)
MATERIA
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Anche tutto ciò è esposto estesamente in un altro libro di Jodorowsky, La via dei Tarocchi, edito da Feltrinelli.Allora perché dico che partecipare a questo incontro è stato utile? Perché l'aspetto più interessante dello stage è stata osservare Jodo parlare all'impronta, improvvisare esempi, fare consulti di psicogenealogia e prescrivere rituali psicomagici, trovare non solo le diagnosi e le terapie opportune, ma anche le parole giuste per chi confidava un proprio problema (e il proprio dolore). Tutto questo mi ha convinto che l'autore di Psicomagia è proprio la bella persona che ci si immagina leggendolo.
Memorabile infine, la mattina di domenica 8 marzo, il vivace dibattito sul concetto di Karma tra Jodo e il Lama Ghesce Tenzin Tenphel dell'Istituto buddista di Pomaia (il ricavato del seminario era destinato ai restauri a seguito dell'incendio di fine 2008). Per quanto il buddismo sia la più "laica" e disincantata delle Fedi (infatti è più filosofia che religione) anch'essa ha i suoi dogmi e il buon Lama non se ne discostava. Al contrario il nostro psicomago, pur animo di grande spiritualità e uomo credente, è per sua natura iconoclasta rispetto alle religioni che separano le genti del mondo. Così pur ponendosi, con grande umiltà, nella posizione di chi ascoltava per imparare qualcosa di più sul Karma, con le sue puntualizzazioni intelligenti ha trasformato quello che si annunciava come un Lama-monologo in un gustoso match vinto da entrambi e da tutto il pubblico insieme, beato di tanta overdose di saggezza. Naturalmente l'ironia di Jodo ogni tanto veniva fuori. Dimentico con grande facilità le cose, ma ancora otto mesi dopo, ricordo uno scambio che suonava più o meno così:
LAMA: "Il karma è commisurato alla qualità delle azioni che lo generano. Se per esempio volessi uccidere un elefante a mani nude per riuscirci dovrei davvero metterci tanto impegno, e proprio ciò mi dà la misura di quanto karma l'uccisione dell'elefante mi getterebbe addosso. Ma se volessi uccidere una piccola mosca, sarebbe decisamente più semplice. Così come molto minore sarebbe il karma che me ne verrebbe..."
JODO: "Eh no, mi perdoni ma non sono d'accordo, devo spezzare una lancia in favore della mosca!"
LAMA: "...!"
JODO: "Glielo vada a spiegare Lei alla mosca che la sua vita valeva meno di quella dell'elefante... e che ne sappiamo poi che non si trattava di una mosca illuminata, di una mosca-Buddha. Sì, per me la vita della mosca vale quella dell'elefante e di ogni altra creatura vivente. Se io, volontariamente, uccido la mosca o l'elefante il karma che ne deriva è uguale."




