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mercoledì 10 maggio 2017

Umbria: dal PD querele come katiuscia contro il M5S.

21 : commenti
 Post di Daniele Passerini
La Presidente Marini in queste ore, con profondo stupore, ha appreso del contenuto di uno scritto diramato ad alcuni media dal Consigliere regionale Andrea Liberati, Capogruppo del ‘Movimento 5 Stelle’ nel Consiglio regionale dell’Umbria. La predetta nota dal titolo ‘Con gli applausi di ieri l’autolesionismo del Pd non ha confini’ si ritiene gravemente denigratoria della reputazione politica e civile della Presidente Catiuscia Marini nonché della sua immagine di pubblico amministratore, vieppiù in considerazione dell’incarico istituzionale che ella riveste.
Infatti, sin da subito va osservata l’assoluta incongruità delle affermazioni in essa contenute con riferimento alla partecipazione della Presidente Catiuscia Marini all’evento svoltosi a Terni durante la giornata del 5 maggio 2017 a cui hanno, tra l’altro, presenziato la Vice Presidente della Camera dei Deputati, Marina Sereni, il Sottosegretario al Ministero dell’Interno, Gian Piero Bocci, i parlamentari umbri Giampiero Giulietti, Gianluca Rossi e Walter Verini, il Vice Presidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli, il Consigliere regionale Eros Brega ed, infine, numerosi Sindaci del territorio nonché tanti esponenti delle Istituzioni locali.
Con riferimento alla predetta nota si rappresenta che la Presidente Catiuscia Marini mi ha già conferito mandato al fine di tutelare nelle sedi competenti l’immagine e la reputazione anche della Carica Istituzionale che ella riveste.

Avvocato Nicola Pepe (fonte)
Catiuscia Marini
Ohibò! Cosa mai avrà scritto il Consigliere regionale Andrea Liberati (MoVimento 5 Stelle) per suscitare cotanto stupore e risentimento da parte della Presidente della Regione Umbra Catiuscia Marini (Partito Democratico)?

Andrea Liberati
Per chi non segue le vicende politiche del piccolo cuore verde d'Italia - e non può conoscere l'oggetto del contendere - è doveroso precisare che all'inizio della scorsa settimana la giunta PD del Comune di Terni è stata pressoché decapitata dalla Magistratura, con gli arresti domiciliari imposti al Sindaco Leopoldo Di Girolamo e all'assessore ai lavori pubblici Stefano Bucari:

Appalti a Terni: sindaco e assessore agli arresti domiciliari

Bene, andiamo a vedere cosa ha scritto Liberati per meritarsi una (minaccia di) querela da parte del presidente della Regione Umbria.
ARRESTI TERNI: “CON GLI APPLAUSI DI IERI L'AUTOLESIONISMO DEL PD NON HA CONFINI” – NOTA DI LIBERATI (M5S) 

(Acs) Perugia, 6 maggio 2017 – “In una vicenda drammatica quale quella in corso a Terni, con riflessi politici regionali e nazionali, mancavano solo i reiterati applausi da capo ultrà di Catiuscia Marini”. È quanto dichiara il capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati.
“Ieri, in un albergo della Città dell'Acciaio, – continua Liberati in una nota firmata anche dal senatore Stefano Lucidi - Catiuscia Marini, dismettendo more solito gli scomodi abiti di presidente di tutti, e indossando quelli a lei più consoni di esponente di punta della Curva Nord, non ha mancato di manifestare platealmente il proprio appoggio al Sindaco, pur essendo questi ancora in una posizione delicatissima, ristretto com'è in casa sua. Ecco: se esiste un modo per peggiorare la situazione, intervenendo a gamba tesa nel pieno dell'azione della Magistratura, occorre riconoscere che Catiuscia Marini e il Pd lo stanno tenacemente perseguendo. Questo è autolesionismo senza confini. La comunità, pur abituata alla deriva della casta partitocratica, è allibita per tanta hybris. Non bastano – conclude Liberati - svariati decenni di impunità per assumere oggi uno stile finalmente rispettoso delle Istituzioni tutte, a partire dall'adempiere con disciplina e onore i propri incarichi politici, le proprie funzioni pubbliche?”. 

Sabato, 6 Maggio, 2017 - 13:00 (fonte)
Cosa avrebbe mai fatto di così grave Andrea Liberati? Come suo diritto, ha semplicemente commentato un fatto: il gotha del PD umbro, pochi giorni dopo gli arresti di Sindaco e Assessore, si è riunito a Terni per fare quadrato attorno a loro, dimostrando ben poca fiducia nell'attività investigativa della Magistratura:


Comprensibilissimi a questo punto sia il comunicato del 6 maggio di Liberati, sia la replica dello stesso Liberati, l'8 maggio, alla minaccia di querela da parte della Marini:
POLITICA: NELLA SESSIONE QUESTION TIME LIBERATI (M5S) IMPIEGA IL TEMPO DI ILLUSTRAZIONE DELL'INTERROGAZIONE PER PARLARE DELLE VICENDE GIUDIZIARIE DEL COMUNE DI TERNI (VIDEO)

(Acs) Perugia, 8 maggio 2017 – Nella seduta odierna dell'Assemblea legislativa dell'Umbria, nella sessione dedicata ai Question time, il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Andrea Liberati ha deciso di impiegare il tempo previsto per l'illustrazione del suo atto ispettivo all'ordine del giorno, concernente la superstrada E45 e le sue “condizioni di grave degrado”, per parlare invece delle ultime vicende giudiziare che stanno interessando il Sindaco e l'amministrazione comunale di Terni.
Liberati ha puntato il dito sulla maggioranza che governa la Regione per l'“assenza di una qualsiasi capacità di analisi ed approfondimento e di approccio serio a problemi che restano sulla carta, perché la pianificazione in Umbria è ferma. La E45 è soltanto uno degli elementi di gravissima criticità. Chi amministra la Regione ha voltato le spalle ai problemi, ma siete molto attenti, nel momento in cui stanno tenendo agli arresti uno dei vostri rappresentanti, a ciò che diciamo noi, ci querelate. Apprendo dalla stampa che questo è l’elemento fondamentale, per cui si va a denunciare un consigliere regionale che unitamente al Gruppo fa quello che deve”.
Dopo alcuni richiami ad attenersi all'oggetto dell'interrogazione, la presidente Porzi ha interrotto il tempo dedicato all'atto ispettivo del M5S, invitando al contempo Carbonari e Liberati a ritirare alcuni cartelli di protesta da loro esposti nel frattempo.
Lunedì, 8 Maggio, 2017 - 14:00 (fonte)
Proprio in una Regione come l'Umbria, Catiuscia (nomen omen!) Marini dovrebbe avere ben altre priorità che esplodere come katiuscia in querele che dovrebbero difendere la "reputazione" della sua carica istituzionale. Alcuni esempi di vere priorità: 
Però, in questo contesto, il vertice della Giunta regionale trova più importante preoccuparsi di arginare la crisi politica e di fiducia che sta fagocitando il PD umbro e querelare chi punta il dito contro tutto ciò, intimidire opposizione e mass media affinché non venga data troppa visibilità allo scandalo che ha colpito il Comune di Terni.

È evidente a tutti che l'annunciata querela non mira a difendere gli interessi degli Umbri ma quelli del PD. Già è stato inopportuno per i vertici del PD umbro riunirsi in difesa di un loro sindaco e un loro assessore agli arresti domiciliari, senza aspettare che la Giustizia faccia il suo corso, ma ancora più inopportuna è stata la presenza della presidente regionale.

Se la querela verrà fatta sul serio, mi auguro che la Marini paghi l'avvocato Pepe di tasca propria, sarebbe paradossale che attingesse alle spese legali a bilancio regionale per mettere una pezza a un'azione improvvida e inopportuna. Se la querela verrà fatta sul serio, in ogni caso, ci sono tutti gli elementi perché diventi un ulteriore epic fall.

sabato 6 maggio 2017

Che impressione ha suscitato Di Maio a Harvard? Non lo saprete leggendo La Stampa, La Repubblica, L'Unità...

11 : commenti
Mi è talmente piaciuto l'articolo pubblicato su La Voce di New York (link originale), segnalatoci oggi da Alessandro Pepe, che ho deciso di riportarlo nel blog integralmente. Buona lettura.
Daniele
***

Cosa penso dopo aver visto Di Maio parlare ad Harvard

Perchè a me, italiano negli USA, Luigi Di Maio è parso maturo, equilibrato, aperto

di Francesco Erspamer


È con parecchi pregiudizi che mercoledì sono andato alla Kennedy School (la scuola di scienze politiche di Harvard) ad ascoltare Luigi Di Maio, di cui peraltro sapevo pochissimo. Innanzi tutto non sono di quelli che credono che chi è giovane abbia automaticamente ragione, neppure nelle mode e nei consumi figuriamoci in politica. E poi sono ostile alla democrazia diretta, che era lo specifico tema dell’incontro organizzato dall’Ash Center for Democratic Governance and Innovation; è uno dei due o tre punti che finora mi hanno impedito di simpatizzare apertamente per il M5S, pur rendendomi conto che per l’Italia il pericolo di gran lunga più grave sia oggi rappresentato dal PD e che qualunque alternativa sia tatticamente preferibile a un protrarsi e consolidarsi del regime renziano. A indispettirmi ulteriormente, appena entrato nella sala dove di teneva l’incontro, la presenza di troppi italiani, parecchi dei quali palesemente senza alcun legame con Harvard o con gli Stati Uniti: giornalisti di quotidiani italiani e anche, pensavo, militanti del M5S. È una deplorevole usanza nazionale quella di andare all’estero solo per far notizia in patria e di portarsi dietro la claque.
Mi sbagliavo. Di grillini non ce n’erano, o almeno non si sono fatti notare; ben più numerosi i piddini, presenti non per capire o dialogare ma per attaccare il M5S. E Di Maio mi è parso maturo, equilibrato, aperto. Una sola occasione non basta per esprimere un giudizio definitivo; però sono restato positivamente sorpreso e non vedo perché non ammetterlo. Del resto potete farvi la vostra opinione ascoltando la registrazione integrale dell’evento sulla pagina facebook dell’Ash Center; io mi limiterò a poche considerazioni, volte in particolare a smentire i resoconti faziosi con cui i giornali filo-renziani (con in testa La Stampa e prevedibilmente La Repubblica e L’Unità) hanno cercato di trasformare in una débâcle il convincente discorso di Di Maio e le sue lucide risposte alle domande che gli sono state poste.
Significativa la conclusione di Archon Fung, professore di scienze politiche, direttore accademico della Kennedy School e moderatore della serata: “Ciò che avete ascoltato stasera è probabilmente uno dei più interessanti e sensati [la parola inglese che ha usato era mature] tentativi di rinnovare la politica in questa contingenza storica. Credo che nel prossimo futuro vedremo sempre di più emergere nuovi politici e nuovi candidati [e qui ha indicato Di Maio] capaci di inventare nuovi metodi di azione politica per cercare di riprendere contatto con la gente e darle una voce”. È un vero complimento, da parte di uno studioso che nella sua presentazione iniziale era stato cauto e aveva qualificato Di Maio come un rappresentante del “populismo di destra” (presumo che Di Maio avrebbe risposto subito se quell’introduzione fosse stata tradotta in italiano dall’interprete): chi davvero ama la democrazia, ha in sostanza detto Fung, non può snobbare gli sforzi per comprendere e trasmettere le esigenze del popolo – in altri tempi si sarebbe parlato di intellettuali organici.
Per motivi simili Di Maio ha positivamente sorpreso me. Del suo discorso non ho apprezzato l’accenno alla meritocrazia come valore (io penso che il merito non debba portare a una kratía, ossia al dominio, e che la supremazia dei migliori, ammesso e non concesso che sia possibile stabilirla oggettivamente, sarebbe altrettanto pericolosa di una supremazia fondata sulla razza o, mettiamo, sul QI o la prestanza fisica). Altrettanto poco mi è piaciuto il suo vantarsi del rifiuto di finanziamenti pubblici, come se il problema fosse lo Stato e non fossero i privati e le multinazionali. Se potessi dargli consigli, gli suggerirei infine di evitare di parlare di post-ideologia come se ancora vivessimo negli anni sessanta o settanta, quando sarebbe stata una posizione provocatoria (simile a quella del grandissimo Montale della Lettera a Malvolio contro la religione pasoliniana dell’impegno); oggi puzza di deriva liberista, di consumismo delle idee.
Anche perché poi, in realtà, erano anni che non sentivo un discorso così ideologico. Dopo vent’anni di narcisisti preoccupati solo di sembrare di successo (e, peggio, convinti che il successo sia l’unico valore), questo di Di Maio mi è finalmente sembrato un discorso politico, in cui si fanno proposte, si annunciano programmi, si ammettono le difficoltà che si incontreranno e lo stesso ci si sforza di andare avanti; il tutto esposto con competenza e una pacatezza ormai inconsueta in Italia.
Nette alcune precisazioni sul M5S, a smentire le troppe fake news: ha per esempio negato la loro opposizione alle vaccinazioni dei bambini; e ha spiegato che non intendono uscire dalla NATO a patto che la NATO si rinnovi e trovi nuovi equilibri, anche rispetto ai paesi a essa esterni; però ritirerebbero i soldati italiani dall’Afghanistan e non aumenterebbero i contributi finanziari, come invece chiesto da Trump a Gentiloni. Mi è piaciuta anche la sua difesa di un’Europa unita a livello di popoli e di cittadini, non di banche e corporation; “l’euro è diventato più importante dell’Europa” ha detto. Sull’immigrazione ha fatto una distinzione fra profughi e migranti economici; so che non piace a certa sinistra (che però retoricamente parla sempre e solo di scampati a guerre e fame) ma per me è ragionevole e realistica.
Ho sempre pensato che esista una differenza fondamentale fra un consenso ideologico e un consenso tattico; di questo secondo tipo è per esempio la mia convinzione che in assenza e in attesa di una vera sinistra nell’Italia attuale sia utile sostenere il M5S contro il PD, per impedire un totalitarismo liberista ma anche per prevenire l’affermazione di una destra sociale alla Le Pen. Ascoltando Di Maio mi sono però reso conto che esiste un altro tipo di consenso, che in mancanza di termini migliori chiamerei procedurale; in sostanza penso che, almeno per il modo in cui è stato descritto mercoledì sera, il M5S possa contribuire alla ricostruzione di uno spazio politico alternativo rispetto al gossip mediatico promosso da Berlusconi e Renzi. Uno spazio indispensabile per la rinascita della vera sinistra di cui sopra.

giovedì 2 luglio 2015

Lettera aperta in solidarietà al popolo greco

46 : commenti
Anche la comunità scientifica italiana si schiera nel dare solidarietà al popolo greco ed auspicare che esso stesso sancisca, con il NO al referendum di domenica prossima, la necessità di rifondare l'Unione Europa: una vera Europa che metta al centro i cittadini e non il mercato.

Avanti tutta contro tecnocrati e banchieri! 

Il testo che segue (le evidenziature sono mie) è pubblicato qui:

***

 Lettera aperta in solidarietà al popolo greco

29 giugno 2015,


Un saluto alla popolazione greca tutta e, in particolar modo, alle nostre colleghe e ai nostri colleghi del mondo dell’istruzione, dell’università e della ricerca.


Chi vi scrive lo fa a poche centinaia di chilometri da dove vi trovate: eppure, se misurata col metro della consapevolezza e della preoccupazione per il futuro, anche questa breve distanza sembra sparire. E lo fa in giorni in cui ci ritroviamo, su quest’altra sponda del Mare Mediterraneo, a osservare con attenzione e apprensione le vicende che si susseguono nel vostro paese e intorno a esso.


Siamo studiose e studiosi, ricercatori e ricercatrici, docenti e scienziati degli atenei italiani. Alcuni tra noi si occupano di scienze umane e storiche, altri di scienze sociali, altri ancora di scienze matematiche, fisiche e naturali. Eppure ciascuno di noi condivide una forte riconoscenza nei confronti della cultura greca e della sua storia. Come potremmo altrimenti? È stata la Grecia la vera culla del pensiero occidentale, il crocevia di esperienze che ha generato per prima lo spirito dell’amore per la conoscenza, in ogni ambito del sapere. Tutte e tutti sappiamo perfettamente quanto la cultura e il pensiero greco abbiano contribuito a quell’originaria, vera spinta verso l’unità e la fratellanza degli esseri umani in questa parte del mondo. Tutti sappiamo che essa è la nostra radice, ben prima – e ben più – di ogni mito o ideologia che di volta in volta si è voluta fondativa per l’Europa.


Soprattutto, ognuno di noi condivide una seria preoccupazione per gli eventi che si stanno avvicendando in questi giorni, così come un profondo sdegno per il ricatto che vi è stato imposto dalla tecnocrazia dell’austerity, che ha ormai svelato il vero obiettivo della sua ferocia: quello di imporre un unico, fallimentare modello economico basato sull’annientamento della dignità umana.


Per questi motivi non possiamo non supportare il popolo greco in questa pagina difficile della sua storia. Siamo consapevoli che l’esito del referendum del 5 luglio prossimo, se come ci auguriamo si affermerà la vittoria del “NO”, porterà a un clima di confusione che si cercherà di strumentalizzare per far chinare il capo alle cittadine e ai cittadini greci. Per questo motivo ci impegniamo da subito, con questa lettera, a offrirvi la nostra solidarietà: non solo morale, ma anche nella forma di atti concreti. Ciò che mettiamo nero su bianco con queste parole è l’impegno, a titolo individuale e collettivo, a sostenervi e cooperare con voi per la ricostruzione della Grecia e la costruzione di un nuovo modello sociale, economico e politico, che attraversi e coinvolga anche quello snodo cruciale che è il mondo della conoscenza, in cui tutte e tutti noi lavoriamo.


Ci auguriamo che il popolo greco faccia la sua scelta in piena autonomia e dignità, mentre la solidarietà internazionale nei suoi confronti si rafforza e continua. Sappiamo che il mondo si sta indignando e mobilitando perché la Grecia possa dimostrare che un’Europa diversa – un mondo diverso – è davvero realizzabile, rifiutando l’aut-aut tra schiavitù al mercato o barbarie. Vogliamo esprimere a ciascuno di voi, e in particolare alle nostre colleghe e ai nostri colleghi, il nostro totale sostegno. Un ultimo appunto. Non troverete al termine di questa lettera il solito elenco di sole firme “prestigiose”: d’altronde, non è intenzione di chi vi scrive proporre la consueta dichiarazione di intenti, l’ennesima vetrina intellettuale destinata a lasciare il tempo che ha trovato. Perché la nostra vuole essere una promessa di solidarietà fattuale e incisiva, prologo a tempi nuovi e animati da uno spirito differente. Lo spirito di una nuova solidarietà tra i popoli dell’Europa e del Mediterraneo, in grado soprattutto, di costruire un sapere e un mondo nuovo, più giusto, più solidale, più libero.

Un enorme grazie a tutte e a tutti voi.


Viva la Grecia!

  
Firmatari:

giovedì 4 giugno 2015

Regionali 2015: breve analisi del voto umbro.

73 : commenti
di certo rende simili quelli che ce l'hanno...

In alto Catiuscia Marini (PD) nel 2015; in basso Giulio andreotti (DC) nel 1976!

A prima vista il voto espresso dagli Umbri alle Regionali 2015 non sembrerebbe avere riservato grandi sorprese: al primo posto si è confermata la favorita Catiuscia Marini (PD) leader del centrosinistra (PD, Socialisti Riformisti, SEL e una lista civica), al secondo posto lo sfidante Claudio Ricci a capo del centrodestra (Lega Nord, Forza Italia, Fratelli d'Italia - AN e altre tre liste civiche tra cui Ricci Presidente), al terzo posto Andrea Liberati per il Movimento 5 Stelle:
  1. Marini: 159.869 preferenze (42,78%)
  2. Ricci: 146.752 preferenze (39,27)
  3. Liberati: 53.458 preferenze (14,30%)
Se primo partito del cuore verde d'Italia si conferma ancora una volta il PD (125.700 voti, pari al 35,76%), le sorprese arrivano dalle inedite posizioni di rincalzo: secondo partito diventa il M5S (51.203 voti, pari al 14,55%), terzo partito è la Lega Nord (49.203 voti, pari al 13,99%).

Andando a rivedere i risultati di 5 anni fa le sorprese del nuovo voto umbro balzano subito agli occhi.
Allora il podio, tutto in rosa, della corsa alla presidenza regionale era stato il seguente:
  1. Catiuscia Marini (PD): 257.458 preferenze (57,24%)
  2. Fiammetta Modena (PdL): 169.568 preferenze (37,70%)
  3. Paola Binetti (UdC): 22.756 preferenze (5,06%)
Nel 2010 la Marini incassava quasi 100.000 voti più di domenica scorsa e la forbice percentuale tra centrosinistra e centrodestra era di ben 20 punti contro i tre e mezzo di oggi.
Anche se il PD umbro ha perso in 5 anni quasi 24.000 voti (divorati dal buco nero dell'astensione), i 149.212 voti (36,17%) incassati nel 2010 quasi equivalgono in percentuale ai 125.700 voti (35,76%) di domenica scorsa. Il resto del centrosinistra non può dire altrettanto:
  • SEL scende dai 13.980 voti (3,39%) conquistati nel 2010 ai 9.010 (2,56%) del 2015;
  • i Socialisti Riformisti scendono dai 17.167 voti (4,34%) del 2010 ai 12.200 (3,46%) del 2015;
  • dei 34.393 voti (8,34%) dell'IdV e dei 28.331 (6,87%) di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea - Comunisti Italiani al centrosinistra restano oggi solo 5.172 (1,47%) della lista Civica e Popolare.
Idem dicasi per le liste del centrosinistra che nel 2015 non appoggiavano la Marini e correvano da sole: non hanno conquistato alcun seggio in Consiglio e rischiano di scomparire dalla scena politica umbra.

Ha tanto da esultare oggi la Marini di cotanta vittoria?

In base a questi numeri no. Ma in base a quelli degli eletti che entrano in Consiglio Regionale sì, perché grazie alla nuova Legge Elettorale regionale (su cui pende un ricorso al TAR) fatta perfettamente su misura a febbraio di quest'anno, la vittoria di stretta misura del 2015 frutterà una maggioranza in consiglio più ampia di quella guadagnata nel 2010, quando la vittoria era stata netta.

Di fatto il PD umbro 5 anni fa stravinceva mentre Berlusconi era capo del governo, vince di strettissima misura oggi mentre Renzi è al governo. Una sorta di "effetto traino" al contrario insomma.

E al centrodestra cosa è successo?

Nel 2010 il secondo partito umbro era il PdL (133.531 voti, pari al 32,36%). Scioltosi il Popolo della Libertà oggi tutta la coalizione di Claudio Ricci porta a casa 135.594 (38,55%), ma di questi oltre un terzo sono della lega Nord, che in 5 anni è passata da 17.787 voti (4,34%) a 49.203 voti (13,99%), tre volte tanto.

Nel 2010 il centrodestra umbro composto semplicemente da PdL e Lega Nord incassava 151.418 voti (36,70%), oggi ne incassa 135.594 che gli valgano un 38,55%. Quasi due punti in più, ma a che prezzo: 5 anni fa i voti erano raccolti quasi unicamente dal PdL, mentre la Lega aggiungeva un modesto contributo, oggi il centrodestra è composto da 6 differenti liste, in cui il partito di Matteo Salvini diventa la forza predominante, seguita con buon distacco da Forza Italia, ridimensionata a quarto partito umbro.

Avrà molto da lavorare Ricci per arrestare la radicalizzazione del centrodestra, trend inevitabile se il motore ne diventa la Lega Nord. Probabilmente proprio l'alleanza con Salvini - come avevo scritto in vari altri post (per esempio qui) - ha tolto credibilità al ruolo di moderato che avrebbe potuto portare Ricci alla vittoria. Molti Umbri hanno preferito astenersi o rivotare la Marini - anche "stringendosi" il naso - piuttosto che dare fiducia a un centrodestra che da una parte si professa moderato e centrista, dall'altra sposa la Lega di Salvini.

Per concludere queste brevi riflessioni post elettorali, tra i Golia della destra e della sinistra, il Davide M5S, con 53.458 preferenze (14,30%) ottenute da Andrea Liberati (e due consiglieri entrati in Regione) può essere comunque soddisfatto del risultato ottenuto e continuare a lavorare con pazienza per guadagnarsi la fiducia di maggiori fasce di elettorato, monitorando con attenzione come lavorerà la giunta Marini bis di qui al 2020, forte anche del peso simbolico di essere diventato la seconda forza politica regionale. E lo stesso faranno i consiglieri M5S di tutte le Regioni in cui sono stati eletti.

sabato 30 maggio 2015

La tornata elettorale più folle dal '48 ad oggi!

16 : commenti
Tutti pronti al voto? In Veneto, Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Campania, Puglia e 512 comuni, domenica 31 maggio è election day dalle ore 7 alle 23. Non so altrove, ma in Umbria è di certo la tornata elettorale più folle dal 1948 ad oggi!

Nelle proposte di "rappresentanza politica" sono stati raggiunti nuovi e arditi traguardi:


Poteva osare di più: un manganello nella mano destra e una bottiglia di olio di ricino nella sinistra sarebbero stati coerenti con lo slogan!

Molti elettori hanno le idee talmente confuse che gli gira la testa, ma poco male, quest'anno sono capovolti anche molti manifesti:


La Presidente della Regione, Catiuscia Marini, punta a una riconferma (fino a ieri) sicura. Ha basato la propria campagna elettorale rigorosamente sulla forza delle "idee" che rappresenta:


Non so perché, ma guardando questo manifesto la prima cosa che mi è venuta in mente è il "Ceci n'est pas une pipe" di Magritte! Per una Bersaniana ieri, Renziana di ferro oggi, un buono spot vale più di programmi e contenuti.

Prova a spodestare per la prima volta dal trono dell'Umbria la sinistra (anzi, con questo PD tocca parlare di centro-sinistra) lo sfidante Claudio Ricci, Sindaco di Assisi, che ha raccolto attorno a sé un'ampia coalizione-crociata del centro-destra. Alla "modernità" della Marini si contrappone così:
 

Più che futuro, è autentico traditional post-cyberpunk francescano!

Fino a pochi mesi fa pensavo proprio a Ricci per lasciare nell'urna un ponderato e ragionato voto di protesta, finché non si è alleato con Salvini! Mi si annada la stamaca all'idea di vatare una campagine appaggiata dalla Lega di Salvini !


Ma magari il problema fosse la buracrazia!!! Il problema di Salvini non è una vocale, ma il suo populismo, la sua demagogia, il suo fomentare razzismo, intolleranza e xenofobia.

In questi brevi flash, vi ho sintetizzato perché quest'anno voto l'unica vera forza di sinistra che resta in Italia: il Movimento 5 Stelle. Il candidato pentastellato per l'Umbria è Andrea Liberati. Non mi fido né del PD fluo della Marini né dello sguardo indietro verso il futuro del centro-destra di Ricci, credo che l'unica forza in grado di portare politica onesta, aria nuova e idee fresche in Umbria sia il M5S rappresentato da Liberati... forza Andrea!



Ahimè, realisticamente vincerà lo status quo della Marini o al più il futuro - che sa (forse un po' troppo) di antico - di Ricci, comunque sia più grillini ci saranno in Consiglio Regionale più sarò soddisfatto.

Gli scenari sarebbero potuti essere diversi se in Umbria avessimo avuto possibilità di andare al balloggio, ma la legge elettorale regionale approvata pochi mesi è stata fatta su misura (anche troppo, tant'è che c'è un ricorso al TAR pendente) per favorire la rielezione della Marini. Storie ordinarie di potere, poltrone e favori, storie dell'Italia di oggi, in cui sinistra e destra si contendono la palma del peggiore!

Ceci n'est pas une pipe!

sabato 28 febbraio 2015

Quanto dovrà aspettare Andrea Rossi
per ricevere le scuse dello Stato italiano?

264 : commenti
Il Gen. E. Spaziante - dal sito della GdF
Questa è la storia di Emilio Spaziante, il generale della Guardia di Finanza che negli anni '90 mise in carcere Andrea Rossi per crimini che non aveva commesso:
Confiscati 4 milioni a Spaziante. “Usava ufficiali della Gdf come prestanome” 
L'ex comandante in seconda delle Fiamme Gialle è in carcere a Santa Maria Capua Vetere dopo aver patteggiato 4 anni per concorso in corruzione nell'ambito dell'inchiesta sul Mose. La Procura ha rilevato un'enorme sproporzione tra i suoi redditi e le cifre spese tra 2005 e 2013. Per occultare i movimenti di denaro consegnava somme in contanti a sei sottoposti.
L'intero articolo è su Il Fatto Quotidiano di oggi: 

Dopo che la sua attività imprenditoriale era stata annientata, alla fine Andrea Rossi venne assolto. Anche Wikipedia dà giustamente risalto a ciò: "Nel 2004 Andrea Rossi è assolto dalle accuse di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di rifiuti tossici e nocivi per insussistenza del fatto. Si tratta della terza assoluzione dopo quelle ottenute nei processi tenuti presso i tribunali di Monza e Ariano Irpino dove erano stati precedentemente trasferiti alcuni tronconi dell'inchiesta."

Oggi sappiamo viceversa che il generale Emilio Spaziante è una persona corrotta, condannata, collegata con la criminalità organizzata. 

Di conseguenza, chi ha pregiudizi su Andrea Rossi non dovrebbe porsi più di qualche dubbio?

giovedì 26 febbraio 2015

Son Razzi nostri: firmate!!!

16 : commenti


Una settimana scrivevo - a caldo - questo commento nel blog:
Daniele Passerini19 febbraio 2015 21:03 
Ho visto il video e ascoltato la canzone di Razzi per la prima volta... non riesco a riderci sopra... ci avrei riso a crepapelle se fosse stata una imitazione di Razzi fatta da Crozza... ma l'originale mi fa piangere non ridere! Ora, difendo il diritto di satira e - visto anche il soggetto imitato - non vedrei mai nelle imitazioni fatte da Crozza a cotanto senatore della Repubblica un vilipendio dello Stato.Ma, viceversa, che un Senatore della Repubblica canti quelle parole lì lo trovo un vero e proprio vilipendio. Ma che razza di Nazione siamo diventati: qua c'è da marciare coi forconi contro il Parlamento per DEFENESTRARE questi PARASSITI che vivono con i soldi delle nostre tasse. È UNO SCHIFO, MI VIENE LA NAUSEA. Razzi, sei indegno di sedere in Senato, vattene a casa, io cittadino italiano mi rifiuto di pagarti lo stipendio. Se lo Stato italiano è veramente rappresentato da te divento terrorista e do fuoco allo Stato. Italiani, svegliamoci, buttiamo fuori dal Parlamento e da tutti i luoghi di potere i PARASSITI che vivono alle nostre spalle, vantandosene e pigliandoci per il culo.Basta! 
È stato un commento estemporaneo, sicuramente sopra le righe, ma "grondante" sincero sdegno. Vi sembro un becero "moralista"? Discutiamone: un popolo ha diritto di ridere dei propri rappresentanti eletti, questi ultimi non hanno alcun diritto di prendersi gioco del popolo che li ha eletti.

Oggi mi è stata segnalata, e ho immediatamente firmato, questa petizione di Change.org:
Pietro Grasso: utilizzi il suo potere politico per chiedere le dimissioni di Antonio Razzi da senatore della Repubblica Italiana.
Antonio Razzi, con la pubblicazione del suo video, offende l'onestà di tanti cittadini italiani. Il contenuto del video rimarca il distacco tra i valori etici di Antonio Razzi e quelli della nazione italiana.  
Egli ricopre una carica, quella di senatore della Repubblica Italiana, incompatibile con le sue aspirazioni, sintetizzate chiaramente dalla frase finale del video "famme magnà". 
Chiediamo, pertanto, alle più alte cariche dello Stato il loro diretto intervento affinché possano sollecitare le dimissioni di Antonio Razzi da senatore della Repubblica Italiana al fine di preservare l'immagine dell'Italia nel mondo, la credibilitàdei lavoratori italiani e di ripristinare l'unità etica che connota la nazione italiana anche all'interno delle sedi istituzionali. 
Riteniamo, inoltre, che ci siano gli estremi per l'applicazione dell'art. 291 del codice penale. 
Art. 291 codice penale: vilipendio alla nazione italiana
"Chiunque pubblicamente vilipende (1) la nazione italiana (2) è punito con la multa da euro 1.000 a euro 5.000." 
Note
  1. Vilipendere significa manifestare disprezzo o dileggio. La condotta in esame deve poi esplicarsi pubblicamente e tale pubblicità del fatto costituisce per alcuni autori una condizione obiettiva di punibilità, mentre per altri è un elemento costitutivo del reato, che deve perciò essere conosciuto e voluto dall'agente.
  2. L'oggetto della condotta di vilipendere è la nazione italiana, da intendersi come la comunità degli italiani, rappresentativa di un'unità etica e sociale, originata dalla comunione millenaria di lingua, costumi, bisogni e aspirazioni.
Ringrazio Rosario Sicari, il cittadino ha messo nero su bianco e lanciato nel web questa petizione, che merita ben più di 1000 firme! Per ora siamo arrivati a quota 4400. Ne bastano 5000. Ma si può fare di più: racogliamone dicecimila, centomila, un milione di firme!

Invito anche i lettori di questo blog a fare un click sul link sottostante per

Mandiamoli tutti a casa i buffoni che siedono in Parlamento, a cominciare da chi ha la faccia tosta di vantarsi di magnare alle nostre spalle e sulla nostra pelle. Dopo non ci fermiamo però, anche chi lo fa senza vantarsene merita lo stesso trattamento.

lunedì 9 febbraio 2015

IL GIUBILEO (mensile) INFN

23 : commenti

Gli affezionati lettori di 22 passi ricordano senz'altro l'insistenza con cui certi "buoni samaritani della scienza" hanno fatto e disfatto pur di bloccare l'attività di Francesco Celani dentro l'INFN. Il motivo? È inaccettabile sperperare denaro pubblico in ricerche sulla fusione fredda, diamine, i figli di Roma mica ci credono a queste bufale! 
Un momento... ehm, la fusione fredda al MIT è oggetto di corsi triennali da tre anni, mentre in Italia continua ad essere messa all'indice? Siamo davvero un popolo che si distingue per la sua perspicacia e la sua lungimiranza!

Sopprimere quel paio di migliaia di euro all'anno che costavano le ricerche di Francesco Celani ha giovato all'INFN? È stata una spending review di cui esse fieri? Il popolo italiano ci ha guadagnato qualcosa o rimesso tantissimo? Il testo di un comunicato sindacale, che riporto qui a seguire integralmente, evidenzia come i problemi aperti dentro l'INFN siano decisamente di tutt'altro genere e livello!

***

Comunicato della Segreteria Nazionale UILRUA (Unione Italiana del Lavoro - Ricerca Universitaria AFAM) del 27 gennaio 2015

IL GIUBILEO (mensile) INFN

La Chiesa Cattolica Romana celebra ordinariamente ogni 25 anni il “GIUBILEO”, più conosciuto come “ANNO SANTO”. Per l’occasione il Papa concede solennemente l’indulgenza plenaria lucrabile dai fedeli che da ogni parte del mondo giungono a Roma.
Nell’Antico Testamento, con la legge mosaica si celebrava ogni cinquanta anni l’”anno del Yobel” più conosciuto come “anno del corno del capro”.
La legge ebraica ogni sette anni prescriveva l’”ANNO SABBATICO” oggi utilizzato e consolidato anche nel mondo universitario, ancora da regolamentare negli enti di ricerca (Art.62 CCNL 21-02-02).
Anche l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) sembra avere individuato nelle riunioni del “Consiglio Direttivo” il proprio “GIUBILEO”.
Forse in coerenza con la specifica attività di ricerca, il GIUBILEO INFN, viaggiando alla “velocità della luce”, si celebra ordinariamente ogni mese nel centro di Roma presso la prestigiosa sede presidenziale di piazza dei Caprettari situata tra il Pantheon (tomba dei re), il “Portico di Ottavia” (storico quartiere ebraico) e Città del Vaticano (sede papale).
Quello del Giubileo era considerato un anno particolare molto atteso dal popolo in quanto si concedevano eccezionali benefici: 
  • ogni 50 anni la legge mosaica celebrava l“anno del yobel” con liberazione degli schiavi, recupero del patrimonio alienato, ecc. 
  • ogni 25 anni la Chiesa Cattolica celebra l’“Anno Santo” con indulgenza plenaria, ecc. 
  • ogni 7 anni la legge ebraica prescriveva l’“anno sabbatico” con cessazione dal lavoro dei campi, condono dei crediti, liberazione degli schiavi ebrei, ecc. 
  • l’INFN celebra il suo “mese giubilare” con riunioni a Roma nella sede della Presidenza a piazza dei Caprettari: 
    1. ogni mese, per due giorni, il Consiglio Direttivo composto da 34 membri; 
    2. ogni 3/4 mesi, per una giornata, l’Assemblea dei Rappresentanti del personale Tecnologo, Tecnico e Amministrativo di ciascuna delle Sezioni e dei Laboratori Nazionali INFN composta da 67 rappresentanti; 
    3. ogni 4/5 mesi, per una giornata, l’Assemblea dei Rappresentanti del personale Ricercatore di ciascuna delle Sezioni e dei Laboratori Nazionali INFN composta da 48 rappresentanti; 
    4. le delibere assunte nel “mese giubilare” (ogni mese) sembrano poter derogare dalla normativa in vigore: 
    • come la delibera per l’assunzione del Capo del Personale INFN per chiamata diretta, intuitu persona, utilizzando l’Art.23 del DPR 171/91 previsto per “lo svolgimento di programmi di ricerca e per la gestione di infrastrutture tecniche complesse”; 
    • come la delibera che istituisce, unilateralmente e al di fuori delle norme contrattuali, “l’indennità di carica” erogata ai dipendenti Direttori delle Strutture INFN che prevalentemente coincidono con i componenti dello stesso Consiglio Direttivo; 
    • come le disposizioni governative in materia di spending review. 
Tutto ciò nel rumoroso silenzio (assenso) degli Organi preposti al Controllo, sia interno (Collegio dei Revisori dei Conti, Magistrato per il Controllo) e sia esterno (MIUR, F.P., MEF), mentre, al contrario, gli stessi sono eccessivamente solleciti e attenti a formulare rilievi, spesso incomprensibili, sugli accordi sindacali riguardanti applicazioni contrattuali determinando conseguenti spaventosi ritardi e penalizzazioni.
Stante tale situazione la UIL RUA ha inviato il 23 gennaio u.s. ai vertici INFN, al Presidente del Consiglio, agli Organi di Controllo, ai Ministri Vigilanti (FP-MIUR-MEF), alla Corte dei Conti, la seguente nota:

venerdì 2 maggio 2014

"Tutti gli animali sono uguali, ma qualcuno è più uguale." (G. Orwell)

135 : commenti
Invito tutti a firmare l'appello pubblicato oggi da MicroMega per la revoca dell'affidamento ai servizi sociali del signor Silvio Berlusconi. La questione mi sta a cuore sia come cittadino, che vorrebbe la Legge sul serio uguale per tutti, sia come assistente sociale, che vede l'istituo dell'affidamento in prova trasformato da questa storia in barzelletta, sia come esperto di Tribunale di Sorveglianza, che sa benissimo che in mancanza di "revisione critica" il condannato va/resta in galera o agli arresti domiciliari! 

Poiche credo fortemente che questa Italia di furbi e furbetti che s'identifica col signor Berlusconi vada arginata e che serva un segnale forte e chiaro in favore della legalità, ho firmato poco fa. Sono stato il 7854esimo a farlo... firmate anche voi.


La libertà di Berlusconi è un'indecenza. Firma anche tu per la revoca dei "servizi sociali"

La libertà di Berlusconi è un'indecenza. Un delinquente patentato può evitare di scontare la pena – attraverso l’affidamento ai servizi sociali – solo “nei casi in cui si può ritenere che il provvedimento contribuisca alla rieducazione del reo” (art. 47 della Legge sull’ordinamento penitenziario). Era chiaro perciò che le condizioni stabilite dalla legge per tale misura rieducativa non sono mai esistite. 

Non revocarla immediatamente diventa ora un affronto alla legge eguale per tutti, visto che il reo Berlusconi Silvio sta utilizzando quotidianamente il privilegio che gli è stato concesso per infangare le istituzioni, insultando come golpisti i magistrati che lo hanno condannato, e come torturatori quanti stanno cercando di assicurare alla giustizia il suo degno compare Dell’Utri, o addirittura per insultare un intero popolo con la speranza di un lurido tornaconto elettorale.


Basta! La legge eguale per tutti viene calpestata ogni minuto di più che Berlusconi continua a passare in libertà, anziché in galera o in stringenti “domiciliari” che gli inibiscano radicalmente la scena pubblica, che invece continua impunemente a lordare.



Primi firmatari:


giovedì 23 gennaio 2014

L’Italia senza futuro: in Parlamento
favori a Sorgenia e sostegno al termoelettrico.

476 : commenti

Rieccomi, dopo circa un mese e mezzo di assenza giustificata, per raccontarvi un’assurda vicenda, segnalata in prima battuta dal MoVimento 5 Stelle, che vede protagonista Sorgenia all’interno della Legge di Stabilità 2014: una grande marchetta natalizia dei nostri governanti all’impresa di De Benedetti, un dono di 22 milioni di euro... sì proprio 22... manco a farlo apposta!

Tutto è spiegato in un articolo pubblicato a metà dicembre sul Fatto Quotidiano, Legge di Stabilità, sul “salva Sorgenia” volano gli stracci tra De Benedetti e Brunetta:
Scandalo ieri notte in Commissione Bilancio della Camera. L’opposizione ha dovuto abbandonare la seduta per protesta contro l’emendamento presentato al disegno di Legge di stabilità dal relatore, Maino Marchi, con parere favorevole del governo, su Sorgenia di Carlo De Benedetti”, ha detto il fedelissimo di Silvio Berlusconi che guida i deputati di Forza Italia, chiedendo al premier di riferire sull’emendamento della discordia. “Si tratta della riformulazione di una norma già contenuta nel testo della legge di Stabilità approvato al Senato, spudoratamente a favore di Sorgenia in quanto si inserisce all’interno di questioni già definite dal Tar del Lazio nel contenzioso giurisdizionale amministrativo tra la società e il comune di Turano. Contenzioso che si è concluso con la condanna di Sorgenia a pagare al comune 22 milioni di oneri di urbanizzazione, con riferimento a una centrale termoelettrica operante nel lodigiano”.
Sulle attività di lobbying in Parlamento, sia di Sorgenia sia in generale, vi invito a leggere anche questi link:
Ma proviamo a capirne insieme qualcosa di più. Vi riporterò parte dei riferimenti legislativi per rendere l’idea di quanto possa essere difficile, per un cittadino, scovare certe “porcate”.

Il 29 novembre il Senato della Repubblica trasmette alla Camera dei Deputati il testo in itinere della Legge di Stabilità 2014 che, una volta discusso e modificato, diverrà Legge dello Stato; leggiamone il comma 74...

lunedì 14 ottobre 2013

Zichichi e World Lab: cosa è successo?

33 : commenti
Mentre i negazionisti delle LENR continuano a ritrovarsi nei loro blog trastullandosi a inventare scandali inesistenti, lasciamo che a occuparsi di scandali veri ci pensi chi il giornalismo d'inchiesta sa farlo sul serio.

Non perdetevi dunque la puntata di Report di stasera, alle ore 21:05 (in TV su RAI 3 o in web streaming qui) durante la quale "si parlerà anche di Antonino Zichichi, noto fisico e divulgatore scientifico. È meno noto che Zichichi fosse anche presidente di una organizzazione scientifica con sede in Svizzera [World Laboratory] e che, dal 1986 al 1994, ha beneficiato di un notevole contributo per progetti nei paesi in via di sviluppo. Un "cold case" che ha svelato uno spreco e un'alleanza tra Zichichi, il suo sponsor politico Andreotti e i funzionari del ministero". (fonte: ilsussidiario.net)

Che roba! E dire che nel frattempo all'INFN ci si preoccupa di chiudere il laboratorio di Francesco Celani...

22passi.blogspot.com: post n. 2197 (-25)

mercoledì 18 settembre 2013

Lettera aperta all’Ill.mo Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Prof. Fernando Ferroni

28 : commenti
È stata diffusa questa notte una lettera aperta della Fondazione J. Von Neumann indirizzata al Presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.
Nella lettera si fa riferimento a due decisioni interne all'INFN: 1) rigetto delle proposte di finanziamento (deciso lo scorso mese di maggio dalla Commissione Scientifica n. 5) alle ricerche condotte dal primo ricercatore INFN Francesco Celani presso i Laboratori Nazionali di Frascati; 2) richiesta scritta (protocollata il 25/06/2013) rivolta dal direttore dei LNF a Francesco Celani affinché questi lasci libero (pare entro novembre 2013) il laboratorio n. 25 in cui svolge attività sperimentale da decenni. Se ne è parlato qui nel blog di recente, e ancora se ne parlerà.
Qualora l'INFN non rivedesse le suddette decisioni, che di fatto (tra negazione di fondi da un lato e "sfratto" dall'altro) impediscono del tutto a Celani di proseguire gli esperimenti in corso, la Fondazione J. Von Neumann è pronta a "offrire la propria collaborazione in merito al rendere disponibili i propri locali, la propria logistica e le proprie risorse umane per ospitare le esiliande ricerche e relative attrezzature INFN".

Una provocazione? Tutt'altro, è l'ennesima seria dimostrazione che se le Università e gli istituti di ricerca pubblici non sono più in grado di tenere in piedi il vessillo della ricerca scientifica di frontiera, la Open Science lo ha già raccolto.

***

Lettera aperta all’Ill.mo Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Prof. Fernando Ferroni

Ill.mo Sig. Presidente,

la scrivente Fondazione J. Von Neumann, ente di ricerca nel settore dei modelli avanzati per il calcolo parallelo, per statuto orientata alla promozione delle attività di creazione di nuovo sapere, si rivolge a Lei, sperando di farLe cosa gradita, con profondo dispiacere e alto senso del dovere.

Nessuno ha bisogno di aspettare che siamo noi a mettere in evidenza i successi dei gruppi italiani nell’ambito della ricerca di frontiera, in special modo nel campo delle nuove reazioni nucleari a bassa energia e della coerenza quantistica, in quanto ampiamente riconosciuti e stimati dalla comunità scientifica internazionale.

Purtroppo il momento di contingente crisi sembra mal suggerire le azioni lungimiranti che potrebbero traghettare il Paese verso l’uscita, piuttosto si assiste ad una involuzione verso pericolosi punti di non-ritorno.

È di dominio pubblico la serie di informazioni che vedono ridursi anche all’interno dell’INFN le prospettive di crescita o anche solo di mantenimento di ricerche cardine nel proprio settore.

Se una rapida inversione di rotta non apparisse in tempi ragionevoli all’orizzonte, la Fondazione vedrebbe se stessa nella doverosa posizione di offrire la propria collaborazione in merito al rendere disponibili i propri locali, la propria logistica e le proprie risorse umane per ospitare le esiliande ricerche e relative attrezzature INFN.

Si tratterebbe di un aiuto forse piccolo perché non strutturale, definito temporalmente, ma certo tempestivamente significativo.

Voglia Ella liberamente disporre della citata eventualità nei tempi e nei modi che dovesse ritenere più opportuni, e voglia gradire i nostri distinti saluti.


Il presidente della Fondazione J. Von Neumann
Ing. Ugo Abundo


22passi.blogspot.com: post n. 2187 (-35)
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