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sabato 28 aprile 2012

Petizione popolare
per le LENR alla Sapienza di Roma

11 : commenti
La presente petizione viene contemporaneamente lanciata sul blog 22 passi d'amore e dintorni sul forum EnergeticAmbiente, sui siti NEXUS, Disinformazione e Per il Bene Comune, sul blog Luogocomune, sui siti beneFacta, Il Democratico, Il portico dipinto. Siete tutti invitati a diffonderla quanto più possibile attraverso i canali a vostra disposizione. Grazie

CHIEDIAMO CHE IL DIBATTITO SULLE LENR ENTRI ALLA SAPIENZA DI ROMA

Viviamo anni che suscitano apprensione ed entusiasmo insieme. Dopo essere stati portati sull'orlo del baratro dal modello di sviluppo – tecnologico, economico e politico – del XIX-XX secolo, un nuovo Rinascimento è ora alle porte. In ogni branca della Scienza si succedono scoperte che rivoluzionano la nostra immagine del mondo. Nuovi modelli e paradigmi avanzano a passi da gigante.

Allo stesso tempo inerzia e vecchie logiche rallentano il dibattito sulle nuove idee.

Un esempio in tal senso è il seminario sullo Stato della ricerca delle reazioni nucleari a bassa energia, previsto per il pomeriggio di giovedì 26 aprile 2012 all'Università la Sapienza di Roma (vedi locandina), ma cancellato all'ultimo momento dalla Direzione del Dipartimento di Fisica senza motivazioni plausibili. In realtà, a monte vi è l'annosa spaccatura, all'interno del mondo accademico stesso, tra chi guarda con curiosità a tutta quella serie di anomalie etichettate tout court “fusione fredda”, proprio perché ancora non spiegate dalle leggi fisiche note e s'interroga su nuove ipotesi e teorie in grado di comprenderle, e chi nega qualsiasi validità a tutto ciò che vìola le teorie dominanti.

Nel seminario annullato i due relatori – il Dr F. Celani (INFN di Frascati) e il Dr Y. Srivastava (Università e INFN di Perugia) – sarebbero stati ben lieti di rispondere alle eventuali critiche e perplessità dei loro colleghi, ma si è preferito togliere loro la possibilità di parlare.

Da rimarcare che il seminario sulle LENR (Low Energy Nuclear Reactions) alla Sapienza è stato annullato proprio mentre ovunque fioriscono incontri, confronti e dibattiti su questo specifico tema.

Invitiamo perciò tutti i nostri lettori a inviare una email col testo che segue ai Direttori del Dipartimento di Fisica (Giancarlo.Ruocco@roma1.infn.it) e della Sezione INFN (diemoz@roma1.infn.it) e, per conoscenza, al Magnifico Rettore de La Sapienza (rettore@uniroma1.it), al Presidente dell'INFN (ferroni@roma1.infn.it), agli organizzatori del seminario (brunello.tirozzi@roma1.infn.it, Fabio.Ferrarotto@roma1.infn.it) e a noi (petizione22@gmail.com), inserendo nell'oggetto: CHIEDIAMO CHE IL DIBATTITO SULLE LENR ENTRI ALLA SAPIENZA DI ROMA

Firmato:

Daniele Passerini (22passi.blogspot.com), Roy Virgilio (http://www.energeticambiente.it/), Andrea Rampado e Tom Bosco (http://www.nexusedizioni.it/), Marcello Pamio (http://www.disinformazione.it/), Monia Benini (http://www.perilbenecomune.net/), Massimo Mazzucco (http://www.luogocomune.net/), Nikola Duper (benefacta.net), Alessio Consorte (ildemocratico.com), Il portico dipinto

***

EMAIL DA SPEDIRE A:


E IN CC A:


OGGETTO:

CHIEDIAMO CHE IL DIBATTITO SULLE LENR ENTRI ALLA SAPIENZA DI ROMA

TESTO:
Prof. Giancarlo Ruocco
Direttore Dipartimento di Fisica
Università La Sapienza


Prof.ssa Marcella Diemoz
Direttore Sezione INFN
Università La Sapienza


e p.c.


Prof. Luigi Frati
Magnifico Rettore Università La Sapienza


Prof. Fernando Ferroni
Presidente INFN


Prof. Brunello Tirozzi
Dipartimento di Fisica
Università La Sapienza


Prof. Fabio Ferrarotto
Sezione INFN
Università La Sapienza


Egregi Professori,

venuto a sapere che il seminario sulle "reazioni nucleari a bassa energia", previsto per il 26 aprile u.s. alle ore 14.30 all'Aula Conversi, è stato rimandato a data da destinarsi, la presente per sollecitare cortesemente – compatibilmente con gli impegni accademici delle SS.LL. e dei relatori coinvolti – la rapida definizione di un nuova data per il seminario.

Ciò nello spirito di una Scienza sempre aperta a confronto e rinnovamento, e stante la grande attualità dell'argomento, vedasi le recenti conferenze tenutesi al CERN di Ginevra (22 marzo) e alla Certosa di Pontignano dell'Università di Siena (10-14 aprile), le prossime previste al Politecnico di Torino (4 maggio) e all'INFN di Pisa (15 maggio) e non ultimo il caso dell'IIS Leopoldo Pirelli di Roma venuto alla ribalta il 19 aprile scorso.

Distinti saluti

domenica 6 febbraio 2011

Corsa alla fusione fredda:
l'Italia passa il testimone alla Grecia?

33 : commenti


Mentre in Italia i mass media continuano a "bucare" clamorosamente la notizia, e persino il CICAP scende in campo in opera di discredito e insabbiamento, ieri in Grecia c'è stata la prima grande uscita televisiva - sui TG delle reti di Stato - dell'Energy Catalyzer di Rossi e Focardi nonché della Defkalion Green Technologies, la società di Atene che lo produrrà. Con buona pace di gente come il chimico nucleare Camillo Franchini che insiste a dirci che l'Energy Catalyzer non può funzionare perché viola le leggi della fisica. Peccato per lui e chi la pensa come lui che pare non violare affatto quelle che prossimamente verranno senza dubbio scoperte al riguardo. Bravissimo l'Ing. Andrea Rossi a capire che in Grecia l'Energy Catalyzer avrebbe riscosso fiducia, tristissimo riconoscere che se avesse tentato di produrlo in Italia questa bella storia sarebbe certamente finita su un binario morto.
Ma non abbassiamo la guardia. Il popolo del web deve continuare a contrastare chi ha interesse a insabbiare tutta questa faccenda, per esempio quelli che nella nostra italietta vorrebbe ancora costruire centrali nucleari a fissione. Folli che pensano ai propri portafogli, non alla collettività. Ai loro business noi diciamo, NO GRAZIE.

Traduzione di alcuni brani del servizio sulla Tv greca:

0:00-0:32 "Ci potrebbe essere una soluzione per il problema della produzione di energia ottenuta mediante la fusione di idrogeno e nickel. È quanto Focardi e Rossi sostengono, in mezzo a repliche e contestazioni, durante la presentatione del loro reattore. Come loro affermano, questo apparato può essere collocato ovunque e soddisfare persino i bisogni energetici famigliari. La scoperta è già stata applicata in Grecia".

0:32-1:05 Discorso sull'energia a idrogeno e a buon mercato, il Prof. Stremmenos parla di una rivoluzione nel campo della produzione di energia

1:05-1:24 Prof. Stremmenos: "Stiamo uscendo dall'era dell'energia medievale. Così sembra. Dipenderà da ulteriori ricerche e dallo studio di applicazioni tali da permettere la diffusione dell'energia verde ovunque ce ne sia bisogno".

1:24-1:39 In una conferenza stampa Rossi and Focardi hanno rivelato di stare già procedendo verso la commercializzazione del catalizzatore. La Grecia, hanno sottolineato, fa da apripista con la Defkalion Green Technologies, società con sede ad Atene, che ha intrapreso la produzione ed esportazione della loro invenzione.

1:39-1:57 Intervista in inglese.

1:57-2:04 Il giornalista chiede se ciò va in direzione dell'indipendenza da petrolio e carbone, energia a basso costo e senza inquinamento.

2:04-2:36 Il Prof. Stremmenos spiega che questa energia è pulita. "Come può esserne sicuro?" domanda l'intervistatore. "Primo - risponde Stremmenos - perché ho partecipato alla ricerca che ha portato a questo apparato e non ho mai osservato radiazioni di alcuna natura, secondo perché in tre dimostrazioni è stato confermato da osservatori indipendenti, specialisti in radio-misurazioni, che non ci sono radiazioni nocive".

Il resto sono discorsi sull'energia a basso costo e sul fatto che sarà possibile utilizzarla ovunque.

martedì 25 gennaio 2011

Verso l'energia infinita e oltre

22 : commenti
Bologna, 14/01/11- l'Ing. Rossi vicino alla sua invenzione 
(foto di D. Passerini)
Grazie a internet e un po' di fortuna, sono appena riuscito a fare un'intervista lampo all'Ing. Andrea Rossi, inventore del reattore Ni-H o Catalizzatore di energia (Energy catalyzer) di cui dal 14 gennaio scorso tutto il mondo discute. Gli ho posto anche qualche domanda "scomoda", per dare voce ai tanti dubbi che serpeggiano nel web: salvo poche occasioni in cui è stato un pochino evasivo, le sue risposte offrono molti elementi certi in mezzo al clamore e alla confusione mediatica che hanno seguito la presentazione del prototipo. Per esempio l'Ing. Rossi ha spiegato di avere avuto l'idea alla base del catalizzatore già prima dell'esperimento di Fleischmann e Pons, che ritiene esso generi energia tramite reazioni nucleari a bassa energia (LENR), che esclude possa trattarsi di fusione fredda.

Alla scienza spetterà il compito di scoprire cosa accada dentro l'apparecchio che Rossi ha costruito e che, intanto, funziona già molto bene visto che con 0,6 kW ha prodotto ben 12 kW sotto gli occhi e gli strumenti di misura dei fisici dell'Università di Bologna.

Una precisazione. Oggi ho proposto via email  di essere intervistato - oltre all'Ing. Rossi che ha subito risposto di sì - anche al Prof. Francesco Piantelli dell'Università di Siena, uno dei ricercatori italiani più noti nel campo della ricerca sulla fusione fredda, anche lui impegnato nella costruzione di una apparecchiatura simile a quella presentata da Rossi, da finanziare tramite una lodevole operazione di azionariato popolare (se ne parla ad esempio qui). Spero che anche Piantelli mi risponda affermativamente, in modo da potere conoscere gli sviluppi del suo lavoro e un'opinione sull'energy catalyzer di Rossi e Focardi.


Energy catalyzer:
funziona e non è fusione fredda

intervista all'ingegner Andrea Rossi
in esclusiva per Ventidue passi d'amore e dintorni
(creative commons license - contenuti utilizzabili citando e/o linkando la fonte)


Buongiorno Ing. Rossi, la ringrazio di avere accettato questa intervista. Tutti si domandano come sia riuscito a mettere a punto il suo Energy catalyzer. Qualcuno sospetta persino che lei abbia rubato l'idea, per esempio al Prof. Piantelli dell'Università di Siena, che negli anni '90 ha collaborato con il Prof. Focardi nella ricerca sulla fusione fredda. Può spiegarci quando, perché, come e dove ha cominciato a lavorare a questo progetto?

Ho cominciato nel 1987. Il mio processo differisce con evidenza dai tentativi precedenti, come dimostrano i fatti: nessuno è riuscito a produrre una macchina funzionante. Contano i fatti, non le parole.

1987 significa due anni prima del contestatissimo esperimento di Fleischmann e Pons; in questi giorni lei ha dichiarato che è improprio definire "fusione fredda" la reazione che avviene nel suo catalizzatore e che è più corretto, al momento, definirla genericamente una reazione nucleare debole, cioè a bassa energia o LENR. Ci sta dicendo che lei ha battuto una pista diversa e parallela a quella della ricerca sulla fusione fredda?

Esatto. Infatti la mia non è fusione fredda, ma si tratta di reazioni nucleari a energia debole. Fleischmann e Pons hanno fatto una elettrolisi dell'acqua pesante con catodo in palladio e anodo in platino. Io non faccio elettrolisi, non uso né platino né palladio, e uso temperature che arrivano a fondere il Nickel.

L'idea che lei abbia costruito qualcosa che funziona, pur senza un modello teorico scientifico che spieghi perché funziona, spaventa alcuni rispetto alla sicurezza di tale apparecchiatura. Cosa ci può dire al riguardo? Immagino lei abbia un'idea di cosa succeda nel catalizzatore, anche se non è in grado di provarlo, giusto?

domenica 23 gennaio 2011

Report ufficiali esperimento di "fusione fredda" (reattore Ni-H Rossi Focardi) - Bologna, 14/01/11

13 : commenti
L'Ing. Andrea Rossi mi ha trasmesso oggi due report scientifici dell'esperimento effettuato il 14 gennaio scorso elaborati dai ricercatori dell'Università di Bologna (Dipartimento di Fisica - INFN).
Pubblico qui a seguire in versione inglese originale (il tempo di tradurlo e poi inserisco anche il testo in Italiano) il report del Dott. Giuseppe Levi (qui il suo curriculum vitae). Il file del report è scaricabile da questo link.
Da questo link è invece scaricabile il report del Dott. David Bianchini: Experimental evaluation, for radiation protection purpose, of photon and neutron radiation field during the public presentation of the prototype called "Energy Amplifier".
Infine da questo link è scaricabile il report del Dott. Mauro Villa: On the γ radiation measurements on the Rossi system.

 

Report on heat production during preliminary tests

on the Rossi “Ni-H” reactor.


Dr. Giuseppe Levi

In this first and preliminary document are reported the heat production measures done during two short tests done on December 16 2010 [Test 1] and January 14 2011 [Test 2].

On December, 16 2010 I had the opportunity to test, for the first time, a prototype of the Rossi “Ni-H” reactor. A photograph of the apparatus used in both tests is shown in fig. 1 and a scheme is shown in fig. 2.
Fig. 1

Fig. 2

The Rossi Reactor prototype has a main horizontal cylindrical body ending with a vertical pipe. The H2 inlet was connected to a Hydrogen bottle through no return valves. There was no H2 outlet apart from a small purge valve that was closed. Cables were connected to a control box with 5 digital plc that were “controlling the power sent to the resistors inside the reactor”. Prudentially I have lifted the control box in search for any other eventually hidden cable and found none. The weight of the control box was of few kg. Two water pipes were connected to the system. Temperature was measured and logged by two NTC sensors. Another sensor, in the logger, was measuring the ambient temperature. Power from the 220 V line was monitor and logged by a “WATTS UP?” Pro Es power meter.
Before igniting the reactor the water flux was set and measured by collecting, and then weighting, an amount of water in a container in a given time. The measured flux was of 168 +/- 2 g in 45 +/- 0.1 s.

venerdì 14 gennaio 2011

Bologna, 14/1/11 - cronaca test fusione fredda del reattore Nichel-Idrogeno Focardi-Rossi

86 : commenti
Testi e fotografie sono di Daniele Passerini e coperti da Creative Commons License, si prega
pertanto di citarne fonte e/o segnalarne link qualora vengano copiate/utilizzate altrove. Grazie. 

N.B. Ho già migliorato alcuni punti del testo sulla scorta dei video pubblicati su YouTube.

Qui la rassegna stampa (testi, audio, video, in divenire).

15.16 - Gli invitati iniziano ad arrivare. Laggiù nell'angolo
ecco la stanza che ospita il reattore Ni-H Rossi-Focardi
09.30 - Mi sto preparando per partire alla volta di Bologna, dove questo pomeriggio assisterò alla dimostrazione del reattore Ni-H Focardi-Rossi. Un prototipo funzionante, pronto - si dice - alla produzione su scala industriale. Una tecnologia made in Italy, anche se - ahimè - gira voce che il brevetto sia stato già venduto all'estero. Immagino che l'Ing. Rossi voglia evitare si ripeta l'affossamento di una idea vincente quale fu il refluopetrolio (1). Del resto perfino Rubbia, premio Nobel per la fisica, è dovuto "emigrare" in Spagna, dopo che la sua conduzione dell'ENEA e il suo Progetto Archimede (solare termodinamico) qui in patria furono boicottati.
15.42 - La cam della troupe di RAI 3.
(1) per saperne di più: refluopetrolio e Petroldragon su Wikipedia; la ricostruzione della vicenda da parte dello stesso Andrea Rossi.

09.50 - Rimando, chi non li avesse già letti, ai post che ho scritto mercoledì e ieri per preparare a questo clamoroso sviluppo della fusione fredda. Senz'altro nei prossimi giorni la relativa voce su Wikipedia verrà integrata di quanto accadrà oggi.

11.00 - Parto adesso da Perugia, destinazione Bologna. Inquinerò (e spenderò) meno di chi viaggia a gasolio e benzina. Grazie alla mia Multipla a metano, formula vincente che Fiat ha spremuto come un limone e portato su un binario morto (è uscita di produzione lo scorso mese di settembre) piuttosto che continuare a sviluppare ed evolvere. Con sconcerto di tanti che, come me, ora non trovano sul mercato nessun'altra auto in grado di sostituirla.

15.20 - Mi sono accreditato. C'è un servizio di sicurezza per non fare entrare i curiosi. Ho preso posizione sui tavoli predisposti per la stampa. Mi trovo all'interno di un capannone, gli invitati continuano ad arrivare, conto al momento una trentina di persone, ho riconosciuto Rossi e Focardi. Vedo che c'è anche una troupe RAI Regione, quindi la notizia potrebbe già essere data sui TG di stasera.
15.56 - Levi illustra le misurazioni che verranno prese.


15.30 - Focardi è a due passi da me, chiacchiera con un collega dell'INFN. Se qualcuno ancora dubitasse di quanto qui sta accadendo, vi riporto il testo della liberatoria che ho dovuto necessariamente firmare all'ingresso:

Il sottoscritto... nato a... il..., residente in... Prov. ..., via... con la presente 


reso edotto e preso coscienza di assistere ad un esperimento di produzione di energia con un nuovo genere di reazioni tra idrogeno e nichel e dai possibili conseguenti rischi a persone, cose ed animali, 


15.56 - Nella stanza sta per essere acceso il reattore.
DICHIARO 


espressamente di voler assistere a miei esclusivi rischi e pericoli al precisato esperimento scientifico che si terrà in Bologna, Via dell'elettricista 6/D, il giorno 14/01/2011 dalle ore 15:00 alle ore 20:00.
Esonero espressamente da qualsiasi responsabilità diretta e/o indiretta le persone, società, enti organizzatori e/o relatori del predetto esperimento scientifico a cui desidero assistere.

15.35 - Prende la parola il Prof. Focardi, spiega che colleghi del Dipartimento di Fisica stanno provvedendo alla taratura degli strumenti di misura. Tra circa 10 minuti l'esperimento dovrebbe iniziare.


15.45 - Prende la parola l'Ing. Rossi, conferma che tra poco verrà acceso il reattore. Passa la parola al Dott. Giuseppe Levi, ricercatore del Dipartimento di Fisica di Bologna. Levi spiega il tipo di misurazioni/controlli che verranno fatti: 1) stima  in difetto dell'energia prodotta (potenza) dall'apparato sulla base della misura della quantità d'acqua vaporizzata al secondo; 2) per capire la fonte del processo di produzione di energia si controllerà che non venga bruciato idrogeno chimicamente (misurandone la massa a inizio e fine dell'esperimento).

16.09 - Il reattore inizia a generare un po' di calore.
15.50 - Inoltre - continua Levi - sono stati portati dal Dipartimento di Fisica e INFN di Bologna 3) due contatori allo ioduro di sodio, uno scintillatore inorganico, che messi "back to back" serviranno per misurare le radiazioni in uscita.

16.00 - Levi ha concluso ed è tornato presso il reattore. Mi dispiace di non potere inserire delle foto in diretta sul blog, lo farò una volta tornato a casa. Adesso sono presenti in tutto una cinquantina di persone. Vi descrivo la situazione. Siamo all'interno di una grande sala quadrata (sui 400-500 mq) ricavata all'interno di un capannone industriale; in un angolo è collocata una stanza di circa 30 mq dove si trova l'apparecchiatura. Quello che avviene in tale stanza è mostrato in diretta nella sala su uno schermo Tv di una trentina di pollici.

16.09 - Il reattore è già stato acceso da qualche minuto.

16.25 - Il reattore è in funzione e sta producendo calore! Ora i dati dell'esperimento vengono mostrati in tempo reale da un videoproiettore (la temperatura dell'acqua in uscita sta salendo progressivamente).


16.30 - Il cameramen della RAI sta effettuando riprese del reattore in funzione all'interno della stanza. C'è moltissima eccitazione tra i presenti in sala. Immagino che tra poco torneranno a parlare Focardi, Rossi e Levi.

16.40 - Sono riuscito a dare un'occhiata all'interno della stanza, la porta adesso è aperta. L'apparecchiatura è quella della foto che ho inserito un paio di giorni fa sul blog. In attesa che vengano fornite spiegazioni, ne approfitto per sottolineare una precisazione fatta da Levi prima, nel corso della sua presentazione. I ricercatori dell'Università sono entrati in gioco per verificare che l'apparecchiatura funzioni, produca cioè effettivamente quantità interessanti di energia tramite fusione fredda e non altro (che non si tratti di una bufala!). Ancora non c'è una vera e propria teoria fisica in grado di spiegare punto per punto il fenomeno di fusione fredda che viene a verificarsi. Il reattore cela un vero e proprio segreto industriale, non è ricostruibile da chiunque sulla base della generica conoscenza del principio della fusione fredda né dalle carte del brevetto.
16.33 - La temperatura dell'acqua continua a salire.
Post scriptum di un anno dopo. L'affermazione precedente è chiaramente è confusa, in tutti i sensi: evidentemente avevo frainteso. Nei mesi successivi ho avuto modo di capire meglio quanto controversa fosse la storia della fusione fredda e come funzioni la materia brevettuale. In quel momento per me era un mondo completamente nuovo.

16.45 - Sono entrato nella stanza! L'ing. Rossi e il Prof. Levi stanno spiegano l'esperimento a gruppi di 6 persone per volta. Ho fatto parecchie foto che inserirò domani.

16.55 - In questo momento la temperatura dell'acqua (vapore) in uscita dal reattore è arrivata a 101,3°C e si mantiene costante.



16.33 - La troupe RAI entra a riprendere l'esperimento.
17.00 - Il setting sperimentale in pratica è quello che vado a descrivervi. L'acqua viene fatta passare da una pompa nel reattore, lì viene scaldata dal calore generato dalla reazione di fusione fredda Ni-H. Con delle termocoppie viene misurata la temperatura dell'acqua sia in ingresso sia in uscita (ora come ho detto è stabile sui 101°C). L'innesco del reattore avviene tramite resistenze, l'assorbimento dell'apparecchiatura al momento è 1269W, ancora non ci hanno fornito i dati della potenza in uscita. Rossi ha spiegato che l'apparecchiatura in funzione può produrre sui 6 o 7kW o comunque - ha aggiunto - fino a 10kW. Non parliamo naturalmente di energia elettrica ma termica.

17.15 - Il videoproiettore continua a mostrare la schermata PC con le misurazioni aggiornate in tempo reale (ogni 2 secondi) di temperatura ambiente (C1), temperatura acqua in ingresso (C2), temperatura vapore in uscita (C3). La curva della temperatura (C3) mostra che in circa 30 minuti (dalle 16.30 alle 17.00) è arrivata a 101°C. Alle 17.15:00 ad esempio leggiamo queste misure: C1=23,10°C; C2=13,40°C; C3=101,30°C.


16.50 - Sei persone alla volta si entra nella stanza.
17.20 - Sto ascoltando i commenti di altri ricercatori dell'Università di Bologna seduti accanto a me. Danno per scontata la buona fede di Rossi e Focardi, ma resta il fatto  - rimarcano - che ci troviamo di fronte a una "scatola nera" e non sappiamo cosa ci sia dentro.

17.25 - L'Ing. Rossi dà subito la parola hai giornalisti per la parte più divulgativa della conferenza. Dopodiché risponderà alle domande dei fisici.

17.27 - Rossi spiega che sono stati prodotti dal reattore tra i 10 e i 12kW, mentre l'energia media in ingresso è stata 0,6-0,7kW (è stata misurata anche la secchezza* del vapore per la corretta esecuzione della stima). L'esperimento è stato condotto dai detentori del brevetto e misurato da professori dell'Università di Bologna, estranei al progetto.
*Post scriptum di un anno dopo. Chi lo avrebbe immaginato allora le polemiche si sarebbero accese successivamente su quella misura!

16.51 - Rossi ci illustra il funzionamento del reattore.
17.32 - Qualcuno domanda come possiamo chiamare questa apparecchiatura. Reattore è un termine troppo generico, risponde Rossi, meglio chiamarlo  Catalizzatore di energia. Rossi ribadisce che a livello teorico possiamo solo ipotizzare cosa avvenga nel macchinario, ma c'è ancora molto da studiare per avere una teoria esatta che spieghi questo tipo di reazioni nucleari. Pertanto ci sono margini di miglioramento notevoli e il rendimento potrà senz'altro aumentare: al momento si raggiunge un coefficiente 15 per restare in condizioni di massima sicurezza, ma il reattore potrebbe dare molto di più. Siamo soltanto alla Ford T della fusione fredda, dobbiamo arrivare alla Formula 1!

17.33 - Rossi precisa che più unità di reattore (si tratta di veri e propri moduli) possono essere messi in serie per alzare ulteriormente la temperatura prodotta, oppure in parallelo per aumentare la quantità di calore prodotto a parità di temperatura (come fossero batterie elettriche!).

16.52 - Continua la descrizione dell'esperimento
17.34 - Rossi dichiara che in sala sono presenti i rappresentanti di un gruppo industriale europeo (e preferiscono mantenere l'anonimato) che, in qualità di partner di alto livello, produrrà in serie l'apparecchio, sulla base del brevetto detenuto da Rossi e Focardi.
Post scriptum di un anno dopo. Il gruppo industriale a cui Rossi si riferiva era Defkalion GT.

17.36 - Il Dott. Levi annuncia che non c'è stato consumo "misurabile" di idrogeno, conferma anche che non è stata registrata alcuna radiazione, salvo quella ambientale di fondo.

17.37 - Prende la parola il Dott. Celani dell'INFN di Frascati [qui la trascrizione completa del suo intervento].

16.52 - Ancora qualche foto
17.38 - Celani sottolinea di avere registrato, con gli strumenti da lui stesso portati, un leggero aumento (50%) della radiazione gamma, però instabile, non costante... ciò è un ottimo segno perché escluderebbe la possibilità di un imbroglio (sorgenti di energia nascoste ad arte nell'apparecchio!).  È però dispiaciuto che non gli sia stato permesso di fare misure di spettro, questo per non svelare "il segreto industriale" che si cela all'interno del reattore. Come scienziato ciò lo lascia con l'amaro in bocca. Infine dice interessante che si sia verificato un piccolo flash di raggi gamma sia all'accensione che allo spegnimento dell'apparecchio. Non si spiega però la mancanza di radiazioni e quindi di una chiara "firma nucleare" nel fenomeno osservato... sarebbe stata la "ciliegina sulla torta"!

17.40 - Levi ha ribadito - rispondendo a una domanda - che né lui né nessun altro all'interno del Dipartimento di Fisica di Bologna, sa come sia costruito il reattore: tutti i ricercatori  universitari coinvolti nell'esperimento si sono limitati a misurare quanta energia produce.

17.45 - Ha preso la parola il Prof. Christos Stremmenos per esporre una sua ipotesi di funzionamento dell'apparecchiatura Rossi-Focardi... ahimè, non riesco a seguirlo. Conclude ricordando che prima James Watt ha costruita la macchina a vapore, successivamente sono arrivati Carnot, Thomson ecc. a mettere a punto la teoria che ne spiegava il funzionamento termodinamico. Auspica che possa presto avvenire altrettanto per la fusione fredda.

16.53 - Ancora qualche foto
17.50 - Interviene il Prof. Ferrari del Dipartimento di Fisica dell'Università di Bologna. È evidente - dice - che l'apparecchio consumi "qualcosa", qualcosa che si trasforma, trasmuta e alla fine si esaurisce. La domanda è, al di là di cosa sia questo "qualcosa", quanto può stare accesa la macchina. La macchina - risponde Rossi - consuma picogrammi (millesimi di miliardesimo di grammo) di nichel e Idrogeno per produrre kiloWatt. Per tanto in questo tipo di tecnologia il problema del consumo di materiale non c'è: con un grammo di Nichel possiamo ottenere 1000 miliardi di kW.
 
17.55 - Altra domanda di Ferrari: si sono registrate variazioni particolari della struttura del Nichel? Sì - risponde Rossi - avvengono variazioni isotopiche: sono state osservate confrontando un campione "vergine" di Nichel con un altro che aveva "lavorato" 6 mesi dentro il reattore. Precisa Ferrari che chiedeva se si fossero verificate modificazioni dal punto di vista strutturale, della struttura cristallina. La risposta è ancora sì. Spiega Focardi che il microscopio elettronico ha rilevate notevoli modifiche strutturali. Stando così le cose - suppone Ferrari - probabilmente l'energia potrebbe derivare non tanto dal materiale, quanto dall'energia potenziale contenuta nella matrice cristallina del Nichel.
17.09 - L'acqua in uscita ormai è vapore a 101°C.

18.05 - Qualcuno domanda se oltre al Nichel possono essere utilizzati altri metalli. Sì - risponde Rossi - ma chiaramente ilN ichel è vantaggioso perché poco costoso.

18.07 - Qualcun altro domanda se è il Nichel stesso ad aumentare di temperatura. Rossi spiega che nel reattore viene immessa una polvere di Nichel e che, a fronte di temperature immesse molto più basse, si rinvengono granuli di Nichel fuso (fonde sui 1500°C). Inoltre conferma che all'interno del reattore il Rame si trasforma in Nichel.




18.09 - La conferenza stampa è conclusa, Rossi ringrazia i presenti. Applauso generale!


18.19 - Ho appena fatto una piccola intervista all'Ing. Rossi, adesso ve ne riporto il contenuto.

17.09 - L'esperimento sta procedendo con successo.
18.20 - Prima di me Ilaria Venturi di Repubblica [ecco l'articolo che poi ha scritto] ha chiesto a Rossi se sarebbe disposto a mettere l'apparecchio a disposizione di un laboratorio indipendente per una completa disamina. La risposta è stata negativa. Rossi spiega di operare per conto di un'azienda (quella che produrrà in serie il reattore) che ha fatto ingenti investimenti per arrivare al risultato mostrato oggi. Pertanto la "black box" non verrà aperta, perché equivarrebbe regalare un segreto industriale. Anche alla stessa Università di Bologna è stato consentito di osservare cosa fa questa macchina, ma non di vedere come sia costruita.
N.B. Rossi ha precisato che gli investitori non sono Italiani.
Ha poi spiegato che l'apparecchiatura che abbiamo visto all'opera oggi ha un costo di circa 2000€ per ogni kW, un kW prodotto da una centrale elettrica a petrolio costa 10 volte tanto. Chiedo allora quale sia il costo di un kW prodotto da una centrale nucleare. Rossi sorride e risponde che, considerato il problema delle scorie, non è neppure calcolabile!
A questo punto gli domando, fermo restando che chi ha investito ha diritto a far fruttare il proprio investimento, se se la sente in coscienza di garantire che non ci sarà una speculazione, se cioè i prezzi di queste apparecchiature si manterranno così bassi o se verranno fatti lievitare. Risponde che i prezzi si manterranno bassi.
18.14 - Si smonta l'apparecchiatura: tutti a festeggiare!
Domando se le prime applicazioni saranno a carattere industriale, come si dice, e quando invece potranno diffondersi a livello di comuni abitazioni. Rossi conferma che per motivi di sicurezza (si tratta comunque di un apparato che ha bisogno di personale qualificato che ne controlli il funzionamento) in un primo momento le applicazioni saranno solo nell'industria, ma è previsto, mano a mano che la tecnologia evolverà, la diffusione anche per le esigenze dei comuni cittadini.
Se riesco, scambio due parole anche col Prof. Levi e vi riferisco. Dopodiché chiuderei la diretta e tornerei a casa.

18.45 - Intanto ci tengo a sottolineare che alla dimostrazione di oggi l'informazione era rappresentata da RAI 3La Repubblica, Il Sole 24 ore, Il Giornale, Radio Città del Capo (di Bologna) e Ventidue passi d'amore e dintorni (circuito Net1News).

18.46 - Aggiungo che ero talmente emozionato e preso dalla scrittura che mi sono completamente dimenticato di girare qualche video con la telecamera dell'iPhone. Ho comunque tante belle foto da inserire domani.

19.15 - Bene, con Giuseppe Levi vado a mangiare una pizza, magari farò un post a parte con una intervista a lui. Gli chiederò inoltre di leggere, appena può, questa "telecronaca", così da correggere tutte le imprecisioni tecnico-scientifiche che mi saranno senz'altro scappate. Ringrazio tutti coloro che si sono collegati (in questo momento registro 33 persone on line e 1127 visite a tutt'oggi) e concludo qui la diretta sperando di avere, parzialmente, soddisfatto la vostra curiosità. Da Bologna, il vostro inviato specialissimo una tantum vi saluta.
P.S. @Mara, Luciana, Marco: ho letto le vostre domande, vi rispondo con calma più tardi, ora vado a cena.

22.20 - APPENDICE
Mi sono fermato a un autogrill tra Bologna e Cesena, così risponderò al volo ai commenti in attesa. Inoltre vi aggiorno su un particolare interessante che sono venuto a sapere. In realtà oggi si è verificato un problema in fase di innesco della reazione, pare che la resistenza principale non abbia funzionato. Ma piuttosto che ridimensionare la portata dell'esperimento questo inconveniente lo rende a posteriori ancora più significativo. Infatti il reattore è partito ugualmente, con una sorta di procedura di accensione secondaria. Se avesse funzionato quella principale per portare l'acqua al punto di ebollizione sarebbe servito molto meno tempo (ricordo che ci sono voluti circa 30 minuti).
Un altro aspetto da sottolineare è che il macchinario, oltre a compiere egregiamente lo scopo per cui è stato costruito, produrre energia, è un vero e proprio laboratorio per studiare nuove frontiere della fisica: Levi mi ha spiegato che è come se si fosse aperta una visuale su una valle del tutta ignota fino ad oggi. Ora inizierà l'esplorazione. E considerato che il reattore Ni-H funziona già senza una vera e propria base teorica, i margini di sviluppo tecnici sono veramente grandi.

mercoledì 12 gennaio 2011

Bologna, 14 gennaio 2011:
la fusione fredda diventa realtà in Italia

7 : commenti
Il Prof. S. Focardi (a sinistra) e l'Ing. A. Rossi (a destra) 
al lavoro intorno al prototipo di apparato (reattore Ni-H,
modulo da 10 KW) nel corso di una prova preliminare.
Foto del 15/12/2010 per gentile concessione di G. Levi.


Un annuncio clamoroso sulla fusione fredda.

Era maggio 2008 quando nel blog parlai per la prima volta (qui) di fusione fredda o reazioni nucleari a bassa energia che dir si voglia; la mia fonte attendibilissima era un amico di vecchia data che mi teneva al corrente dei test a cui stava partecipando. Ero così venuto a sapere che da qualche anno era funzionante in Emilia Romagna un prototipo di reattore Nichel-Idrogeno, merito dell'ingegno, della tenacia  e della lungimiranza dell'Ing. Andrea Rossi e di un gruppo di ricercatori dell'Università di Bologna capitanato dal Prof. Sergio Focardi, un pioniere degli studi sulla fusione fredda in Italia. 

A darmi il segnale che si trattasse non di una bufala bensì di qualcosa di epocale, è stato assistere al graduale mutamento di atteggiamento del mio amico, partito decisamente scettico con il doveroso obiettivo scientifico di confutare gli esiti sperimentali che gli erano stati presentati. Dopo avere partecipato alle prove e sottoposto a ogni sorta di controllo e verifica i dati ottenuti, poco alla volta ha riconosciuto che l'apparato costruito da Focardi e Rossi produceva energia (e pure tanta!) proprio tramite quella cold fusion a cui per tanti anni la scienza ufficiale ha negato credito e verificabilità.

Da allora in vari post ho annunciato che presto sarebbe stata fornita una presentazione pubblica del funzionamento dell'apparato Ni-H Focardi-Rossi in questione. Il momento è ormai arrivato. Dopodomani parteciperò in prima persona all'evento che si terrà a Bologna, in rappresentanza della libera informazione garantita dai blogger sulla rete, accanto ai giornalisti di due importanti testate quotidiane nazionali e di un'agenzia di stampa, nonché un piccolo pubblico selezionato di ricercatori e professori del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna. Saremo in tutto una venticinquina di invitati. Naturalmente fioriranno presto nella rete numerosi approfondimenti tecnici scritti da persone competenti a trattare l'argomento, ben più di me che alla facoltà di ingegneria 20 anni fa detti solo 8 esami prima di cambiare decisamente ambito di studio e lavoro. Perciò documenterò l'avvenimento in modo volutamente divulgativo, cercando d'immaginare e ipotizzare sviluppi e ripercussioni di questa fantastica scoperta, su economia ed energia, ambiente, vita di tutti noialtri.

Da quello che ho inteso, l'apparato viene collaudato e perfezionato da tempo con successo (almeno un capannone industriale sarebbe stato riscaldato per anni a costo irrisorio tramite fusione fredda); la sua ingegnerizzazione è pressoché completa, è pronto per la produzione su larga scala e per essere utilizzato in primis a livello industriale e in seguito nelle civili abitazioni. Da almeno un anno circolano "rumors" secondo i quali sarebbe stato supervisionato anche dal DOE (Department of Energy) e dal DOD (Department of Defence) statunitensi e ulteriormente collaudato per generare propulsione in una o più imbarcazioni militari della U.S. Navy.

P.S. del 12/01/12 - Ho evidenziato in giallo un punto su cui ero decisamente stato troppo ottimista.

Sperando che al sistema per produrre energia dalla fusione fredda messo a punto da Focardi e Rossi non tocchi la sorte del telefono di Meucci e che, al pari di tante invenzioni al 100% italiane, non diventi oggetto di business da parte di altre nazioni, quel che è certo è che l'umanità ha tutto da guadagnare da una nuova fonte di energia low cost e a basso impatto ambientale. E chissà che chi ci governa non capisca - finalmente - che è più sensato costruire miriadi di nuove micro-centrali a fusione fredda (e solari, eoliche ecc.) che poche pericolose, costosisissime, eco-incompatibili, "antiche" centrali ad energia atomica. Un'altra domanda a questo punto s'impone: come reagiranno le lobbies del petrolio e del nucleare?


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11/1/11, Comunicato Stampa (Dipartimento di Fisica, Università di Bologna)

Il giorno 14/01/2011 presso lo stabilimento [omissis], Bologna si terrà una prova sperimentale per misurare l’energia prodotta da un esemplare di apparato per la produzione di energia  basato sul processo Ni-H (Nikel Idrogeno) e metodo Focardi-Rossi. L’energia attesa dal reattore è di alcuni KW termici, pari quindi a quella che potrebbe soddisfare i bisogni di una o due utenze residenziali.  Oltre all’energia prodotta verrà controllato anche il consumo di idrogeno, per escludere ogni processo di combustione chimica, e verranno misurate radiazioni emesse dall’apparato come ulteriore conferma dell’origine nucleare dell’energia prodotta.
La prova sarà condotta da un ricercatore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bologna e sarà svolta di fronte a un pubblico selezionato di ricercatori e professori dello stesso Dipartimento.
Qualora la quantità e l’origine dell’energia fossero confermati ci si troverebbe di fronte ad una nuova sorgente di energia.
Il metodo Focardi-Rossi è in fase di brevettazione mondiale e i risultati preliminari vennero già resi noti dagli autori. La prova del 14/01 è la prima ad essere svolta da ricercatori esterni al progetto.

POST SCRIPTUM - LINK

sabato 1 gennaio 2011

Le 10 teorie cosmiche più sconvolgenti del 2010

10 : commenti
Fonte immagine: LHC-progetto ALICE, CERN di Ginevra
Capodanno, giorno di classifiche e top ten. Mi piace moltissimo quella appena letta su Nationalgeographic.it che, per far cosa gradita ai curiosi come me, riproduco qui, con l'aggiunta però di un po' di link di approfondimento.


1. Ogni buco nero contiene un altro universo? Come un elemento di una matrioska, il nostro universo potrebbe essere annidato all'interno di un buco nero, a sua volta parte di un universo più grande. Almeno così hanno proposto alcuni astronomi in aprile. A loro volta, tutti i buchi neri scoperti nel nostro universo potrebbero essere porte d'accesso a realtà alternative.

2. Il tempo finirà tra 5 miliardi di anni? Secondo la teoria dell'eterna inflazione, il nostro universo è soltanto uno fra molti, e in base a questo modello alcuni fisici hanno speculato che il tempo nel nostro cosmo finirà tra appena 5 miliardi di anni.

3. Nuove prove che "strutture" ignote strattonano l'universo. Il "flusso oscuro" non è casuale, suggerisce uno studio pubblicato in marzo che rafforza l'ipotesi dell'esistenza di "strutture" sconosciute e invisibili nascoste ai margini della creazione.

4. La gravità di Einstein confermata su scala cosmica. Secondo una ricerca pubblicata in marzo, la teoria della gravità proposta da Albert Einstein quasi un secolo fa può spiegare la danza delle galassie l'una attorno all'altra con la stessa precisione con cui prevede il moto dei pianeti attorno al Sole.

5. Primi risultati di LHC: il Big Bang ha generato un universo "liquido". Secondo i dati resi pubblici in dicembre dai fisici del Large Hadron Collider del CERN, subito dopo il Big Bang l'universo si comportava come un liquido estremamente denso e caldo.

6. L'esistenza dell'universo potrebbe essere spiegata da un nuovo materiale. Circa 13,7 miliardi di anni fa, il Big Bang ha prodotto una brodaglia di materia che, alla fine, ha dato origine alla vita, all'universo, a tutto. Ora un nuovo materiale, descritto per la prima volta in agosto, potrebbe aiutare gli scienziati a scoprire perché. [ndr. non ho trovato in rete riferimenti al "nuovo materiale", perciò  inserisco, a riprova del fermento in atto in questo campo tra gli stessi studiosi italiani, il link di un recentissimo comunicato stampa su un progetto di ricerca finanziato dal governo (fa davvero notizia!)]

7. Sono le increspature dello spazio-tempo a innescare i lampi gamma anomali? Uno studio pubblicato in agosto ipotizza che le "palle di fuoco" insolitamente brevi e intense nell'universo distante, chiamate gamma-ray burst, o lampi di raggi gamma, potrebbero essere prodotte dal "pizzicamento" di invisibili stringhe cosmiche, increspature ultradense dello spazio-tempo.

8. Strutture misteriose emergono dal nucleo della Via Lattea. Due immense, bolle mai viste prima, che emettono radiazione gamma, si gonfiano dal centro della Via Lattea, secondo osservazioni rivelate in novembre da alcuni astronomi.

9. La relatività di Einstein influenza (poco) l'invecchiamento sulla Terra. Stando in piedi su una scala a pochi gradini dal suolo invecchierete un po' più lentamente che non stando sul pavimento, secondo una ricerca illustrata in settembre. La scoperta è legata agli strani effetti di distorsione del tempo previsti dalla teoria della relatività di Albert Einstein. Per la prima volta si è dimostrato che questi fenomeni influiscono anche su distanze e tempi relativamente brevi.

10. Scoperte le più grandi molecole dello spazio: risolto il mistero delle buckyball. In luglio gli astronomi hanno annunciato che molecole di buckminsterfullerene, o buckyball, composte da 60 atomi di carbonio e a forma di pallone da calcio, sono state scoperte per la prima volta nello spazio.

P.S. Suggestiva, sempre dal sito del National Geographic anche la galleria di 10 foto naturalistiche del 2010: la voragine di Guatemala City; i lampi vulcanici in Islanda; il censimento dei mari; il pesce con le mani; gli strani abitanti dei mari groenlandesi; voragini del mondo; Papua Nuova Guinea: ricettacolo di specie; il disastro del Golfo dal satellite; la marea nera e le sue conseguenze; coccodrillo contro elefante.

venerdì 17 dicembre 2010

Da che pulpito

0 : commenti
Si sa che la gente dà buoni consigli 
se non puoi più dare il cattivo esempio.

(Fabrizio De André)

Il sindaco Alemanno ha protestato duramente per la liberazione di 22 dei 23 arrestati dopo gli sontri di Roma del 14 dicembre: "Protesto a nome della città di Roma per questa decisione, c'è un senso profondo di ingiustizia perché quello che è successo richiedeva ben altra fermezza".

Probabilmente avrebbe preteso almeno quella severità di cui lui stesso fu fatto oggetto sul finire degli anni di piombo, quando militava nell'estrema destra. Nel 1981 venne fermato con altri 4 componenti del Fronte della Gioventù per avere partecipato all'aggressione di uno studente di 23 anni. Venne poi assolto. Nel 1982 fu arrestato con l'accusa di aver lanciato una molotov contro l'ambasciata dell'URSS a Roma; scontò 8 mesi di carcere a Rebibbia, ma venne poi assolto per non aver commesso il fatto. Nel 1989, insieme ad altri militanti del Fronte della Gioventù, fu arrestato a Nettuno e scarcerato dopo pochi giorni, per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, manifestazione non autorizzata, e tentato blocco di corteo ufficiale, in occasione della visita del Presidente USA George H. W. Bush al cimitero di guerra americano. Venne poi assolto da ogni accusa (fonte: la scheda del primo cittadino di Roma su wikipedia).

Qualcuno potrebbe pensare che forse quand'era giovane Alemanno abbia tirato anche lui un bel po' di sampietrini ai celerini... e chissà che tra i 23 arrestati di ieri (si vedrà se colpevoli o capri espiatori) non ci sia qualche sindaco di domani!

P.S. Vedo che dubbi simili ai miei li ha avanzati la Procura che si è detta sconcertata e preoccupata per le dichiarazioni del sindaco: "Il loro contenuto evidenzia una concezione della Giustizia da stato di polizia, fondata sul principio del capro espiatorio. Chi è stato arrestato deve rimanere in carcere ed essere condannato duramente e subito, anche senza processo. Questa concezione della giustizia penale - prosegue la Camera Penale - non ci appartiene e non appartiene alla nostra Repubblica. La Camera Penale di Roma ha una memoria più lunga e ricorda le tante vicende di cittadini arrestati, processati ed infine assolti; vicende che anche il sindaco Alemanno dovrebbe ben rammentare, considerato che, come scrivono oggi i quotidiani, in un non troppo lontano passato lui stesso si è trovato appunto ad essere arrestato, processato ed assolto per atti di 'violenza politica'. Sarebbe interessante sapere come la pensava in quelle occasioni...". (qui tutto l'articolo)

giovedì 25 novembre 2010

"Gentaglia, bisognerebbe menarli!"

3 : commenti
Emilio Fede, nell'edizione delle 19 del Tg4 di ieri, 24 novembre, ha vomitato questo abominevole delirio.
Passiamo ad una brutta vicenda che si è verificata oggi a Roma, avremo le immagini nel corso del giornale. Parliamo della violenza, la violenza assunta come protesta sta diventando moda, grazie all'effetto mediatico di certa stampa e di certa televisione. Ed è così che quelli che attendono il permesso di lavoro si arrampicano sulle gru, scatenando violenze di piazza. Chi vuole un alloggio si arrampica sui tetti delle case e fa altrettanto. Ed è così che oggi gli studenti, per protestare contro la riforma Gelmini della Scuola, hanno assalito il Senato. Hanno assalito il Senato lanciando uova marce, aggredito le Forze dell'Ordine, provocando anche feriti e contusi. Ed è così che legittimamente cresce la rabbia e l'indignazione dei cittadini per bene, che sono la gran parte. Rabbia e indignazione nelle città dove questo genere di  proteste semina anche il panico. Avremo forse le immagini... le abbiamo le immagini, eccole qua, allora - abbiamo degli immaginisti [1] che sono bravissimi - allora, ecco qua, guardate - e ripetiamo un po' quel che abbiamo detto - guardate che cosa è accaduto: questi studenti - studenti? chi lo sa... - sono arrivati anche, mascherati, imbavagliati, a entrare dentro Palazzo Madama, hanno ferito chi tentava di fermargli. Non è mai accaduto nella storia di una Repubblica democratica come la nostra che sia accaduto questo, di violare quello che - si può dire senza ironia - è il tempio della Costituzione, cioè il Senato. Hanno fatto di tutto. La protesta può essere legittima si possono chiedere vantaggi, si può chiedere che qualcosa vada modificato, ma fare quello che hanno fatto queste bande... sono delle bande. Ci sono cioè - come dire - centinaia di ragazzi organizzati per manifestare la protesta e poi vedete berretti rossi, incappucciati... cioè questi sono... questa è gentaglia! È gentaglia che si è permessa di fare quel che ha fatto... la vergogna nella vergogna è perché... veramente io credo che un popolo civile come noi siamo, quando si trova di fronte a queste situazione dovrebbe intervenire, intervenire e menarli perché questi capiscono solo di essere menati. Poi son quelli che - non tutti quelli ma... - che organizzano, fanno att... va be', lasciamo perdere, l'estremismo lì dentro - rosso naturalmente - c'è! (qui il video)
Crasse menzogne! La Costituzione e le istituzioni le rispettano molto più quei dimostranti di quanto lo faccia il governo che ha fomentato tutto questo! È di finti giornalisti come Emilio Fede, e di chi li comanda, che l'Italia sana deve avere paura, buffoni prezzolati e miserevoli che alterano la realtà in cambio del potere che ricevono, che stigmatizzano una protesta democratica incitando alla violenza vera. L'Italia non ha certo paura dei ricercatori che salgono sui tetti e degli studenti che scendono in piazza, civilmente, a protestare contro il governo, ed era ora!!! Un governo bravissimo a imbonire la piazza, ma incapace di ascoltarla. Il più vergognoso, indecoroso, indegno governo che la storia della Repubblica italiana abbia mai visto!

[1] Sarà un termine tecnico immaginista? O sarà mica un bel lapsus di Fede? Che stia cioè a indicare chi monta ad hoc un servizio in modo tale da indurre la gente a immaginar vero quel che vero non è?

Altri video della manifestazione di ieri (non commentati), per constatare l'impudente faziosità di Emilio Fede:
http://www.youtube.com/watch?v=-9aOSqdD-KA 
http://www.youtube.com/watch?v=WxPkfwMIbrQ 
http://www.youtube.com/watch?v=YlzoQyH_7I4
http://www.youtube.com/watch?v=JqnSQb5yJEU 

lunedì 22 novembre 2010

Elenco dei motivi per cui con la cultura si mangia

4 : commenti
Gustosissimo il testo inedito scritto da Camilleri per rispondere a chi, nel governo, crede che con la cultura non si mangia. Lo ha letto stasera in tv l'attore  Luca "Montalbano" Zingaretti, alla terza puntata di Vieni via con me.

Elenco dei motivi
per cui con la cultura si mangia

Eva quando prese la mela dall'albero e la offrì ad Adamo, fece cultura. 
La prima madre che svezzò il suo bambino con delle bacche che aveva scoperto commestibili, fece cultura. 
Il primo uomo che appuntì un sasso per cacciare e quindi mangiare, fece cultura. 
Il primo uomo che incise sulla roccia un bufalo per comunicare che lì c'era da cacciare e quindi da mangiare, fece cultura. 
Il primo uomo che si rese conto che la carne di animale era gustosa, fece cultura. 
Il primo uomo che fece due buchi su un uovo di dinosauro, lo bevve e consigliò al suo clan di fare lo stesso, fece cultura. 
Il primo uomo che sfregando due legnetti provocò una scintilla con la quale accese un fuoco su cui cucinò la carne dei bufali, fece cultura. 
Il primo uomo che, arrabbiato per il bufalo che gli era appena scappato, maciullò con le mani alcune olive e si accorse che potevano essere un buon condimento per la carne di bufalo, fece cultura. 
Il primo uomo che dopo un'indigestione di carne di bufalo, provvide ad avvertire gli altri che non bisognava mangiarne troppa, fece cultura. 
Il primo africano e il primo indoeuropeo, che si scambiarono i loro diversi cibi, fecero cultura. 
Dal che si deduce, contrariamente a chi afferma l'opposto, che con la cultura si mangia eccome, talvolta meglio talvolta peggio, ma si mangia.

Andrea Camilleri

Ricordiamo, an passant, che questo stesso governo che ritiene necessario tagliare fondi a cultura, istruzione e ricerca, progetta di acquistare 131 caccia-bombardieri F-35 che costeranno al popolo italiano 15 miliardi di euro!

lunedì 15 novembre 2010

Osso, Mastrosso e Carcagnosso

3 : commenti
Grazie Saviano, non smettere di raccontarci cosa sono le mafie. Perché più se ne parla e più si sbriciola il muro delle omertà e il sistema delle connivenze. Stasera a Vieni via con me ci hai ricordato le origini di Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorra: la storia dei tre cavalieri spagnoli. Ho cercato in internet e ho trovato al riguardo un articolo di Rino Giacalone da cui ho estratto il seguente passo.
Osso, Matrosso e Carcagnosso erano tre cavalieri di Toledo che nel 1400 ripararono a Favignana dopo che col sangue avevano lavato l’onore violato della sorella, a Favignana restarono in cella per 30 anni, i segni della dominazione spagnola restano ancora ben visibili in una parte dell’isola dove è stato trovato, grazie anche alle ricerche di un sacerdote, un trono, e anche delle stanze, alcune adibite a celle e a luoghi di tortura. Da quella detenzione la leggenda racconta che i tre uscirono con saperi diversi ma con un comune denominatore, Osso restò in Sicilia spargendo il sapere mafioso di Cosa Nostra, Carcagnosso, andò a Napoli fondando lì la camorra, Mastrosso, si fermò in Calabria a fondare la ‘ndragheta, forse quella riuscita meglio perché per secoli è rimasta la meno vista, la più sommersa, delle organizzazioni criminali.
Un dubbio: e la Sacra corona unita pugliese da quale stipite verrà fatta derivare nella mitopoiesi criminale?

Comunque dall'articolo di Giacalone ho scoperto l'esistenza del volume Osso, Mastrosso, Carcagnosso. Immagini, miti e misteri della 'ndrangheta, di Enzo Ciconte (docente di Storia della criminalità organizzata all'Università di Roma Tre), Francesco Forgione (docente di Storia e sociologia delle organizzazioni criminali all'Università dell'Aquila), Vincenzo Macrì (Vice Procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia), edito quest'anno da Rubbettino, che - lo trovo vergognoso - non risulta al momento disponibile (almeno sul sito della Feltrinelli). Con tutti i libri idioti che vediamo venduti in libreria, la ristampa e disponibilità di certi titoli dovrebbe essere garantita con legge dello Stato!

Ecco le parole pronunciate da Saviano ieri sera a proposito dei tre cavalieri Spagnoli. 
Stasera per parlare dell'oggi devo partire da lontano. Da una storia avvenuta nel 1412, in realtà una leggenda. Una leggenda che riguarda tre cavalieri spagnoli, Osso, Mastrosso, Carcagnosso. La leggenda vuole che questi tre cavalieri fuggissero dalla Spagna per aver lavato col sangue lo stupro di una loro sorella. E si rifugiano a Favignana, un'isola dove è impossibile trovare chi si nasconde, piena di grotte, labirinti subacquei... almeno così racconta la leggenda. Questi tre cavalieri restano su questa isola per venticinque anni e nei loro antri scrivono – costruiscono – il codice dell'onorata società. Uno, Osso, va in Sicilia e fonda la mafia. Un altro, Mastrosso, va in Calabria e fonda la 'ndrangheta. Il terzo va in Campania e forma la Camorra. È una storia poco nota, solo agli addetti ai lavori, ma è il mito fondativo delle mafie. Questi tre cavalieri sono coloro che danno inizio, nella leggenda mafiosa, alle tre mafie. Codici, regole: è il primo elemento, fondamentale, per capire cosa è un'organizzazione criminale. Un'organizzazione criminale somiglia a una grande azienda, a un ordine religioso, a un esercito antico (un esercito romano fatto per guarnigioni), gerarchie, stipendi, ma soprattutto regole, disciplina. E può sembrare paradossale che il paese che anche nel luogo comune viene considerato il paese per antonomasia senza regole, cioè l'Italia, invece ha le mafie - cosa nostra, 'ndrangheta e camorra - con più regole rispetto alle mafie internazionali. L'Italia produce una mafia disciplinata. Tutto questo deve far pensare, nel senso che non si può guardare alle organizzazioni criminali come a strutture confuse, dove interessi diversi girano come per le strade del mercato, come se fossero gangster alla ricerca della rapina, del denaro. Non è così. Purtroppo non è così semplice. Ed è - come dire - interessante capire come un affiliato si avvicina simbolicamente all'organizzazione: c'è proprio un rito, un battesimo. Il battezzando, cioè colui che sta per diventare un affiliato,  per esempio il battezzando di 'ndrangheta, ha un nome: si chiama contrasto onorato. Cioè tutti noi - tutti noi non affiliati - siamo nel linguaggio 'ndranghetista contrasti. Coloro che non si pongono contro la 'ndrangheta vengono chiamati contrasti onorati, che rispettano l'organizzazione, ma non sono affiliati. Il primo grado per l'affiliazione, cioè picciotto, avviene con un rituale atavico, identico da sempre. Si pongono in una stanza, a ferro di cavallo (non si sa bene il perché del simbolo ma così è), poi il capo società regge un lunghissimo rituale e il battezzando giura: prende su di sé la nuova responsabilità di far parte di un'organizzazione, che nel suo codice sarà superiore alla sua famiglia, ai suoi figli, al suo sangue. In una parola, gli 'ndraghetisti si chiamano tra di loro fratelli di sangue, perché il fratello di sangue è chi si sceglie, mentre il fratello biologico è fratello di peccato, perché tua madre per darlo ha fatto peccato con tuo padre. Sembra incredibile, ma oggi ci sono ancora giovani che vivono seguendo il percorso di Osso, Mastrosso e Carcagnosso, i tre cavalieri di cui parlavamo prima. E mi fa piacere che questa sera, per la prima volta, quel rituale a cui ho cercato di accennare prima sia letto in televisione. Perché queste parole non sono mai state ascoltate da così tante persone, perché sono state ascoltate soltanto dagli affiliati e conosciute da studiosi e magistrati. Questa sera le ascolteremo insieme”
E questo è il link al video tratto da Vieni via con me (puntata del 15 novembre 2010). I primi 5 minuti corrispondono all'intervento di Saviano (testo qui sopra riportato). A 5 minuti e 20 secondi dall'inizio del video comincia la rappresentazione del rituale di affiliazione, letto da Antonio Albanese nel ruolo di capo società.

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