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venerdì 16 ottobre 2015

Scienza e LENR:
per gli scienziati svedesi siamo a una svolta!

95 : commenti
Versione italiana, autorizzata dal giornalista scientifico Mats Lewan, di Swedish scientists claim LENR explanation break-through, pubblicato il 15/10/2015 sul blog An Impossible Invention. Traduzione di Daniele Passerini.
***

Scienza e LENR:
per gli scienziati svedesi siamo a una svolta!

Rickard Lundin, photo: Torbjörn Lövgren, IRF.
In poche parole sarebbe non una nuova fisica, ma un poco noto effetto fisico che descrive l'interazione della materia con campi elettromagnetici — forze ponderomotrici di Miller — la chiave per spiegare il rilascio di energia e i cambiamenti isotopici che avvengono nelle LENR. Questo è ciò che Rickard Lundin e Hans Lidgren, due scienziati svedesi di alto profilo, affermano illustrando la loro teoria in un articolo intitolato Spallazione nucleare e cattura neutronica indotta da onde di forza ponderomotrici (qui l'articolo integrale) che verrà presentato Venerdì 16 ottobre in Francia, all'11° Workshop internazionale sulle anomalie nei metalli caricati con idrogeno, ospitato da Airbus a Tolosa.

L'idea di base
è che le forze ponderomotrici a frequenze di risonanza strappino dei neutroni a elementi come il deuterio e il litio, e che questi neutroni vengono poi catturati, per esempio, dal nichel, con conseguente rilascio di energia, come previsto dalle leggi fisiche già note.

Lundin e Lidgren hanno condotto con successo un breve esperimento e hanno verificato che i loro calcoli sono compatibili ai risultati ricavati da esperimenti LENR ben noti, come il Lugano report sull'E-Cat di Andrea Rossi. All'inizio del 2015 hanno anche depositato una domanda di brevetto che descrive il processo.

"Abbiamo fatto un esperimento per conto nostro, ma ci siamo fermati lì. Ci siamo resi conto di essere seduti su una sorgente di neutroni e questo non è qualcosa si dovrebbe fare in cantina," mi ha detto Rickard Lundin, professore di Fisica dello Spazio presso l'Istituto Svedese di Fisica dello Spazio (IRF) e membro della Reale Accademia Svedese delle Scienze (KVA)*.

Gli scienziati si stanno ora preparando per un esperimento ben pianificato con tutte le necessarie misure di sicurezza, preferibilmente con un reattore dal corpo trasparente in quanto l'effetto, secondo gli scienziati, rilascerebbe parecchia luce.

Le forze ponderomotrici derivano dalla parte elettrica dei campi elettromagnetici oscillanti, e agiscono su tutte le particelle, corpuscolari o plasmatiche. Sono tutte caratterizzate da un trasferimento di energia elettromagnetica e momento angolare a particelle cariche o non cariche. Una di loro, la forza di gradiente, funziona indipendentemente dal segno delle cariche.

All'inizio il fenomeno era stato pensato per descrivere la "pesantezza" della luce — la capacità della luce di avere una forza di "spinta" sulla materia. Ciò che Lundin e Lidgren hanno studiato e pubblicato nel 2010 è che il fenomeno ha una frequenza di risonanza, specifica per ogni particella o cluster di particelle, e che la forza aumenta vicino alla frequenza di risonanza, essendo repulsiva dal lato della bassa frequenza, ma attrattiva dall'altro.

"Tali forze non sono intuitivamente prevedibili, sono proprio un po' strane: fanno sì, per esempio, che corpi caldi attraggano materia," dice Lundin.

Hans Lidgren
Lidgren, Magister Scientiae in Ingegneria Fisica, e cofondatore della società di esplorazione petrolifera Rex International Holding, ha iniziato a indagare il fenomeno dopo avere scoperto strane caratteristiche nelle orbite dei satelliti, analizzando le rilevazioni dei satelliti altimetrici finalizzate a rilevare potenziali giacimenti di idrocarburi.

Sarebbe giusto aspettarsi che la luce del sole eserciti una forza di spinta sui satelliti, ma Lidgren scoprì il contrario. Dopo un esperimento con il pendolo nel vuoto, che mostrava lo stesso effetto, Lidgren e Lundin hanno pubblicato il loro documento "Sull'attrazione della materia per opera della forza ponderomotrice di Miller".

Lundin era un collega all'Accademia delle Scienze (KVA)* del compianto Prof. Sven Kullander, precedente capo del Comitato Energia della KVA. Il Prof. Kullander fu strettamente coinvolto nelle indagini svolte dai ricercatori svedesi sui dispositivi di Andrea Rossi. L'interesse di Lundin è iniziato con la pubblicazione del Lugano report.


"Quando ho visto il Lugano report e gli shift isotopici tutto è diventato così evidente," ha detto Lundin.

Ha spiegato che l'estrazione di neutroni dai nuclei di deuterio e/o litio richiede energia, e che il trucco è farlo nel modo più efficiente.

"Il nostro metodo è più accurato, poiché usa la minore quantità possibile di energia [attraverso la risonanza] per liberare neutroni. Altri, come Rossi stanno creando turbolenze attraverso onde quadre [nella corrente elettrica che alimenta le resistenze per il controllo della reazione — onde quadre contenenti un gran numero di armoniche e quindi molte frequenze differenti], e ottengono uno spettro d'onda turbolento col rischio che alcune frequenze diventino po' troppo alte," ha spigato Lundin.


Dopo questa intuizione, Lundin ha continuato a mantenere un basso profilo in quanto l'argomento è decisamente scottante, anche a causa di una situazione conflittuale creatasi all'interno dell'Accademia delle Scienze a partire da quando Kullander dichiarò apertamente il suo interesse per la tecnologia LENR e Rossi.

"Penso che chi è critico lo sia per paura, dovuta a quanto questa ricerca è stata molto stigmatizzata in passato. Se c'è qualcosa che gli scienziati temono è diventare dei paria. Ci vuole un sacco di coraggio per andare contro le interpretazioni più accreditate, ma penso di appartenere a quel genere di persone che hanno imparato a incassare le critiche," ha detto Lundin.

Lundin e Lidgren hanno presentato il loro articolo sia al sito web di prestampa "open" Arxiv.org sia alla rivista peer-reviewed "Plasma Physics and Controlled Fusion" (PPCF), ma entrambi hanno rifiutato persino che i loro revisori gli dessero uno sguardo, PPCF sostenendo "che il contenuto di l'articolo non rientra tra gli scopi della rivista ". Arxiv.org ha pure impedito a Lundin di presentare ulteriori articoli nei mesi di luglio e agosto.

"Ho dei precedenti abbastanza buoni molte pubblicazioni e questa è la prima volta che mi capita qualcosa del genere. È scortese non offrire una semplice revisione. Per me è importante ricevere commenti e critiche dai colleghi ricercatori che possono dire "questo non può essere corretto" al fine di migliorare l'articolo," ha detto Lundin.

Per quanto riguarda la giustificazione addotta da PPCF, Lundin ha commentato:

"La parola plasma è usata almeno 50 volte nel testo, ed è fondamentale per il processo di spallazione così come lo descriviamo. Tuttavia non si tratta della "fusione controllata" nel senso classico — fusione di due elementi/isotopi tramutati in un nuovo elemento (per esempio, deuterio + trizio --> elio + 1 neutrone). Ma di certo si può ancora descriverla come una fusione. Cattura neutrononica significa che un neutrone libero è fuso con un nucleo/elemento che viene così a essere trasmutato in un isotopo più pesante dello stesso elemento (per esempio 58Ni + 2n --> 60Ni + energia). Il problema è probabilmente il terrore che si è sviluppato nel corso degli anni nel maneggiare il termine fusione fredda (e LENR)."

È stata Elisabeth Rachlew, professore emerito e ricercatore della fusione calda e del plasma presso lo Swedish Royal Institute of Technology, e anche membro della KVA* e successore del Prof. Kullander a capo del Comitato Energia della KVA, che ha consigliato a Lundin e Lidgren a presentare l'articolo a PPCF. La Rachlew ha fatto anche una revisione dell'articolo.

"Pensavo che l'articolo fosse molto interessante, e sono rimasta stupita di vedere che non era nemmeno stato inviato ai revisori. PPCF avrebbe dovuto inviatre la sua risposta immediatamente, invece ci sono voluti mesi. Immagino che fossero angosciati," ha detto la Rachlew.

Il vantaggio della teoria
di Lundin e Lidgren, a parte il fatto che quadra con i dati sperimentali e le osservazioni, è che non c'è bisogno di superare la barriera di Coulomb — la forza repulsiva tra i nuclei di carica positiva nel concetto tradizionale di fusione, che è uno dei motivi per cui molti scienziati ritengono che la fusione fredda sia impossibile.

"Ho anche pensato così — non si può superare la barriera di Coulomb [a basse temperature]. E quindi fondere nuclei e protoni non funziona. Si può forse avviare un processo molto debole, ma non raggiungere un livello in cui si abbia un significativo rilascio di energia," ha detto Lundin.

I neutroni, che non hanno carica, possono essere facilmente catturati da un nucleo atomico senza questo problema. C'è anche qualche altra teorie LENR basata sui neutroni, ma ciò che questo modello aggiunge è una solida spiegazione della loro provenienza, che spesso manca in altri modelli.

"Il nostro modello descrive un processo piuttosto naturale. Costituisce probabilmente uno dei principali contributi al mantenimento di una temperatura elevata all'interno della Terra, dato che c'è alta pressione, alta temperatura e buona disponibilità di neutroni per produrre elementi [attraverso questo processo] con risorse fondamentalmente illimitate di deuterio," ha detto Lundin.

Nelle conclusioni del report, gli autori scrivono:

"Questo report dimostra, teoricamente e sperimentalmente, che la produzione di energia nucleare può essere alloggiata in reattori piuttosto piccoli, che operano a temperature modeste (≈900-2000° C), e produrre potenza sostenibile nell'ordine di 1-10 kW – con un minimo consumo di combustibile (pochi grammi all'anno). (...) La magnitudine della potenza in uscita, erogata da una minuscola quantità di combustibile, dimostra che si tratta di un processo nucleare con grandi potenzialità. Correttamente utilizzato il processo potrebbe diventare una fonte di energia illimitata e sostenibile, producendo essenzialmente rifiuti con radioattività di breve durata."


E nei ringraziamenti:

"(...) Siamo particolarmente grati al Prof. Sven Kullander, che ha promosso l'idea che avvenisse un processo nucleare nel cosiddetto "esperimento Rossi", fino al momento amaro della sua morte (2014). Il diligente lavoro svolto dal Prof. Kullander dentro la Commissione per l'Energia presso l'Accademia Reale delle Scienze, e il suo apporto all' "esperimento Rossi", è stato determinate per questo lavoro."

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Post scriptum. La persona che per prima
mi ha parlato di questa ricerca è stato un altro membro dell'Accademia delle Scienze*, membro dell'Accademia Reale Svedese delle Scienze Ingegneristiche (IVA) ed ex vicepresidente della ricerca e sviluppo per la multinazionale svedese-svizzera ABB, società che si occupa di energia, robotica e automazione, il Prof. Harry Frank — giusto per dare un'idea del livello l'interesse raggiunto dalle LENR in Svezia, mentre gli editori scientifici della radio nazionale svedese, SR, e alcuni scienziati insistono brutalmente a sostenere che è tutto un imbroglio, o almeno che nulla è mai accaduto in questo campo, e che nulla probabilmente mai accadrà. SR è stato anche premiato per questo.

 
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* I Comitati dell'Accademia delle Scienze, KVA, agiscono come Consigli di selezione per i Premi Nobel per la Fisica e Chimica.

domenica 17 maggio 2015

Serve molta "epoché" a questo mondo!

66 : commenti

Estraggo dal Journal of Nuclear Physics il piccolo ma intenso dialogo intercorso pochi giorni fa tra Andrea Rossi e Koen Vandewalle, che strizza l'occhio a epistemologia storica, natura ideologica dei conflitti, senso della vita, finanche alla "teoria degli antichi astronauti" ecc. Come ha ben scritto ieri mattina Silvio Caggia, "La storia del mondo - passato, presente e futuro - in una domanda ed una risposta... complimenti ad entrambi!".

Koen Vandewalle
May 14th, 2015 at 3:30 PM
[...] Un giorno, Dio visitò la Terra. Arrivò all'asilo, si presentò e spiegò tutto ciò che riguarda l'universo. Come sono fatti i nuclei atomici, come funziona la gravità, come siamo collegati l'un l'altro, perché la vita biologica ha un inizio e una fine, e come le persone dovrebbero organizzare la loro economia e la loro società al fine di vivere felicemente in armonia con la natura e la terra. Tutti i presenti dovettero conservare memoria di tutto ciò che aveva detto. Anni dopo scoprì che le persone, nonostante la spiegazione data da lui in persona, avevano imparato poco. 
Ho scritto "asilo", ma potremmo scrivere quel che vogliamo, il risultato sarebbe lo stesso. Perché? 
Cordiali saluti.
Koen

Andrea Rossi
May 14th, 2015 at 4:32 PM
Perché se si spiega la stessa cosa nello stesso modo a miliardi di persone, capiranno le stesse cose in milioni di modi completamente diversi, poi [le persone che condividono una certa interpretazione] cercheranno pacificamente di prevalere sulle [persone che sostengono] altre interpretazioni, poi, quando ogni modo diplomatico avrà fallito, condurranno guerre e guerre affinché il loro modo di comprendere prevalga. Alla fine, non prevarrà chi avrà capito meglio, ma chi avrà ucciso più nemici. Il vincitore è anche colui che scriverà la Storia.
Cari saluti
Il giorno dopo nel dialogo si inserito anche Domenico Canino...

Domenico Canino
May 15th, 2015 at 1:46 AM
La tua risposta a Koen Vandewalle è giusta. Miliardi di persone capiranno la stessa cosa in milioni di modi completamente diversi. Penso che la causa è la differenza d'intelligenza tra le persone. Dobbiamo lottare affinché le persone più intelligenti prevalgano, e non quelle più aggressive. Perché l'intelligenza è l'unico modo per salvare il mondo.
Personalmente mi trovo molto in sintonia con la risposta...

Andrea Rossi
May 15th, 2015 at 7:28 AM
Non è tanto una questione di intelligenza, credo; è soprattutto una questione di modi di pensare polarizzati, che limitano l'intelligenza. Per tale motivo credo sia importante l'applicazione fenomenologica della "epochè" su tutto ciò che è dato per certo.
Cari saluti.
A.R.

martedì 5 maggio 2015

Henry W. Johnson, President of J.M. Products - Boca Raton, Florida

121 : commenti
Questo pomeriggio gio ha scritto questo commento:

FOTO DEL GATTONE DEPOSITATA ALL'USPTO (sez. trademark) 
http://tsdr.uspto.gov/documentviewer?caseId=sn85804314&docId=IPC20150505114510#docIndex=7&page=9
con tanto di letterina del customer!!!:):)

buon divertimento!!!!:):) 
5 maggio 2015 18:44



Salta così fuori una nuova traccia (a pagina 3), Henry W. Johnson, Presidente della J.M. Products, Inc. di Boca Raton - Florida, che presenta così la foto in questione:

"The attached photo has been made in our factory in Miami, Florida, and is related to the plant “E-Cat the New Fire” manufactured by Leonardo Corporation to supply thermal energy".
Il tutto prontamente segnalato da Pietro F. al sito e-catworld.com.



Ci avviciniamo alla conclusione della saga dell'E-Cat?


SPERIAMO!!!

mercoledì 8 aprile 2015

On the Nuclear Mechanisms...

213 : commenti
Impossibile non aprire un post dedicato al paper recentemente pubblicato su arXiv da Andrea Rossi e Norman D. Cook (docente con interessi poliedrici presso il Dipartimento di Informatica della Kansai University di Osaka):

Abstract. We discuss the isotopic abundances found in the E-Cat reactor with regard to the nuclear mechanisms responsible for “excess” heat. We argue that a major source of energy is a reaction between the first excited-state of 7 Li4 and a proton, followed by the breakdown of 8 Be4 into two alphas with high kinetic energy, but without gamma radiation. The unusual property of the 7 Li4 isotope that allows this reaction is similar to the property that underlies the Mössbauer effect: the presence of unusually low-lying excited states in stable, odd-Z and/or odd-N nuclei. We use the lattice version of the independent-particle model (IPM) of nuclear theory to show how the geometrical structure of isotopes indicate nuclear reactions that are not predicted in the conventional version of the IPM. Finally, we speculate on similar mechanisms that may be involved in other low-energy nuclear reactions (LENR). 
Come ho già avuto modo di scrivere tra i commenti del blog, sapevo da una decina di giorni di questo documento in arrivo, ma non mi è sembrato opportuno parlarne in anticipo, anche perché i miei "consulenti scientifici" non condividono tutto l'entusiasmo con cui Rossi lo ha proposto. Si tratta probabimente dell'ennesima ipotesi teorica (ne abbiamo già viste tante!) destinata a dimostrarsi inadatta-insufficiente a spiegare i fenomeni LENR.

Ciò detto, qualcosa di buono in realtà nel paper sembra esserci, anche se il meccanismo alla base delle LERN potrebbe essere più complesso di quello prospettato da Rossi e Cook.

Prendo nel contempo atto - e non vado off topic - che Wikipedia ultimamente tratta con un po' più di attenzione il tema della fusione fredda, un tempo ivi descritta né più né meno come una frode. Ora qualche dubbio tra i più serpeggia...
La fusione nucleare fredda (anche fusione fredda o a freddo), è un nome generico attribuito a presunte reazioni di natura nucleare, che si produrrebbero a pressioni e a temperature molto minori di quelle necessarie per ottenere la fusione nucleare "calda", per la quale sono invece necessarie temperature dell'ordine del milione di kelvin e densità del plasma molto elevate. Fino ad oggi, l'esistenza stessa di questi fenomeni non è stata dimostrata in modo definitivo, anzi l'opinione prevalente nella comunità scientifica è che tutte le evidenze proposte siano effetto di errori di misurazione o di fenomeni non nucleari. Alcuni ricercatori che tuttora svolgono ricerche in questo campo preferiscono usare il termine trasmutazione LENR in luogo di "fusione fredda". 
Il termine "fusione fredda" divenne molto popolare nel 1989 a seguito dei primi esperimenti di Martin Fleischmann e Stanley Pons dell'Università di Salt Lake City nello Utah. Diversi laboratori ripeterono gli stessi esperimenti, ma senza ottenere conferme del fenomeno. Sulla possibilità di fusione a bassa energia furono pubblicati anche studi teorici, tra i quali quelli di Giuliano Preparata, docente di Fisica Nucleare all'Università di Milano. Tra i tentativi più recenti, nel maggio 2008 Yoshiaki Arata, uno dei padri della fusione nucleare calda nipponica, insieme alla collega Yue-Chang Zhang, ha mostrato pubblicamente ad Osaka un reattore funzionante con pochi grammi di palladio, ma anche in questo caso l'esperimento non è più stato ripetuto e i risultati non sono stati pubblicati in un lavoro scientifico
La stessa possibilità teorica di reazioni di fusione nucleare fredda è controversa. Secondo i sostenitori delle teorie che permetterebbero tale fenomeno, analogamente ad ogni fenomeno di fusione nucleare, anche per ottenere la fusione nucleare fredda è necessario avvicinare i nuclei atomici di deuterio e trizio a distanze tali da vincere la reciproca forza coulombiana di repulsione dei nuclei carichi positivamente. Tuttavia, diversamente dalle reazioni di fusione termonucleare "calda", essi affermano che si può raggiungere lo stesso risultato spendendo molta meno energia, grazie allo sfruttamento di una poco chiarita azione da parte di un catalizzatore, quale ad esempio il palladio.
Post scriptum. Riporto il commento lasciato da Hermano Tobia poche ore dopo la pubblicazione del presente post:
Leggendo alcuni abstract che verranno presentati al prossimo ICCF, il modello di Rossi e Cook non sembra essere molto in linea con alcune ipotesi che stanno emergendo, ad esempio:
  • 18 El-Boher - Search for low-energy x-ray and particle emissions from an electrochemical cell
  • 35 KlimovHigh - Energetic Nano-Cluster Plasmoid and its Soft X-radiation
  • 40 Meulenberg - Nature of the Deep Dirac Levels
  • 43 Paillet - The Basis for Electron Deep Orbits of the Hydrogen Atom
C’è un filo conduttore che lega queste idee, e che provo a riassumere, da dilettante e senza nessuna pretesa di rigore scientifico, ma al solo scopo di stimolare la discussione.
A) Deep Dirac Level
  • Le LENR sarebbero un fenomeno essenzialmente NON nucleare ma che coinvolge gli orbitali degli atomi, in particolar modo quello di H e dei suoi isotopi.
  • L’unico "miracolo" ipotizzato è l’esistenza di uno stato “sub-ground” dell’atomo di H in cui l’elettrone è molto vicino al nucleo. 
  • Tale configurazione è stata chiamata con diversi nomi (deep dirac level, mini-atomo, ultra-densa, ecc) ed è stata ipotizzata molti anni fa (1) in un controverso articolo da V’avra et al, partendo direttamente dall’equazione di Shroedinger.
  • Probabilmente un riscontro sperimentale di tale stato si è avuto con Holmid ed il suo deuterio "ultra denso" (2).
  • Il passaggio degli elettroni da un livello energetico esterno ad uno più interno (deep) genera emissione energia sotto forma di radiazione X (forse in questo caso anche UV); questa potrebbe essere la fonte dell’energia termica in eccesso .
B) Effetti nucleari
  • Gli effetti nucleari che talvolta si rilevano sono soltanto dei "fenomeni collaterali" dovuti alla ridotta dimensione dell’atomo DDL e che non hanno legami con l’energia in eccesso.
  • Gli atomi DDL infatto presentano una barriera coulombiana molto ridotta e questo ne favorisce l’interazione nucleare (ad esempio fusione).
  • Holmid infatti sfrutta il suo idrogeno ultra-denso per cercare di "catalizzare" la fusione calda indotta da laser (3).
C) Il ruolo dei nanomateriali
  • Un articolo fondamentale dell’elettrodinamica stocastica di H. Puthoff (4) ipotizza che i livelli degli orbitali atomici siano determinati dall’interazione degli elettroni con le fluttuazioni del vuoto quantistico (QVF).
  • A scanso di polemiche, il premio Nobel per la fisica nel 1955 è stato dato a Wills Lamb per la scoperta del cosiddetto "Lamb Shift", ovvero l’alterazione dei livelli energetici dell’atomo di idrogeno a causa dell’interazione con il QVF (5).
  • È noto che cavità di dimensioni nanometriche alterano il QVF (dando luogo all’effetto Casimir, ad esempio) e quindi potenzialmente possono modificare la struttura dei livelli energetici degli elettroni (6) dando luogo a varie anomalie .
  • Puthoff ad esempio ipotizza che facendo dissociare l’H2 dentro una cavità nanometrica e facendolo ricombinare fuori, si abbia un guadagno netto di energia (7).
D) Altre "anomalie"
  • Secondo alcuni queste ipotesi potrebbero contribuire a spiegare l’origine della materia oscura (8).
  • È possibile che si tratti dello stesso fenomeno alla base della cosiddetta epicatalisi (9).
  • Secondo ricercatori della NASA il QVF ha un ruolo determinante nella propulsione non newtoniana (10).
  1. http://www.fulviofrisone.com/attachments/article/359/Electron%20Transitions%20on%20Deep%20Dirac%20Levels%20II.pdf
  2. http://www2.chem.gu.se/~holmlid/
  3. http://newenergyandfuel.com/http:/newenergyandfuel/com/2009/05/13/the-hope-in-ultra-dense-deuterium/
  4. http://www.calphysics.org/articles/puthoff_Hyd87.pdf
  5. http://en.wikipedia.org/wiki/Lamb_shift
  6. https://estudogeral.sib.uc.pt/bitstream/10316/28082/1/ZPF_extraction_last.pdf
  7. http://earthtech.org/ground-states-and-the-zero-point-field/
  8. http://chavascience.com/index.php/en/news/articles/list-of-articles/3-new-spectral-lines
  9. http://journals.aps.org/pre/abstract/10.1103/PhysRevE.88.032125
  10. http://nextbigfuture.com/2015/02/more-emdrive-experiment-information.html

mercoledì 1 aprile 2015

Finalmente individuato
il 1MW plant di Andrea Rossi!!!

414 : commenti

Ieri pomeriggio ho avuto modo di ascoltare la testimonianza oculare di una persona che ha visitato il sito industriale dove, da diversi mesi, sta venendo testato ininterrottamente il 1MW plant rosso fiammante di Andrea Rossi, più familiarmente noto come "megagattone"!

Il 1MW plant è in funzione non in USA, bensì in Mexico, dalle parti di Acapulco!

Il misterioso cliente è una multinazionale che - se tutto continuerà a procedere per il meglio - uscirà allo scoperto l'anno prossimo e inizierà ad utilizzare la tecnologia E-Cat nelle sue numerose filiali sparse in tutto il mondo!

Ho promesso di non rivelare altri particolari che mi sono stati riferiti, ma già questo direi che non è poco! :-)

lunedì 16 marzo 2015

USPTO vs Andrea Rossi: è davvero finita?

40 : commenti
(Post di gio)
"Spesso anche, mettendo due critiche alle mani tra loro, le facevam battere l'una dall'altra; o, esaminandole ben a fondo, riscontrandole attentamente, riuscivamo a scoprire e a mostrare che, così opposte in apparenza, eran però d'uno stesso genere, nascevan tutt'e due dal non badare ai fatti e ai principi su cui il giudizio doveva esser fondato; e, messele, con loro gran sorpresa, insieme, le mandavamo insieme a spasso.” (Alessandro Manzoni — dall'Introduzione ai Promessi Sposi)
Provo ad aggiungere alcune considerazioni, a quello che è stato uno scambio di battute con Mahler e Silvio [tra i commenti del post precedente], sui motivi di rigetto del brevetto di Andrea Rossi da parte dell’USPTO.
Quanto ho scritto, ad una prima e affrettata lettura, essere una palese contraddizione nei motivi di rigetto del brevetto di Rossi, ha trovato conferma nella lettura delle linee guida dell’USPTO per l’esame delle Applications rivolte al suo personale (Guidelines for Examination of Applications for Compliance with the Utility Requirement).
Leggendo le motivazioni dell’Examiner Sean Burke sono due i motivi di rigetto del brevetto di Rossi.

1) Il primo è quello legato alla totale mancanza dei requisiti di utilità dell’invenzione di Rossi e nelle note guida dell’USPTO sono due [le fattispecie di questo tipo]:
  • The first is where it is not apparent why the invention is “useful; 
  • The second type of deficiency arises in the rare instance where an assertion of specific and substantial utility for the invention made by an applicant is not credible.
I motivi di rigetto di Rossi appartengono alla seconda casistica dell’USPTO, infatti Sean Burke scrive “The specification is objected as inoperabile” e infatti nelle linee guida troviamo il paragrafo II. Wholly Inoperative Inventions; “Incredible Utility. In questo paragrafo possiamo leggere che an invention that is “inoperative” (i.e., it does not operate to produce the results claimed by the patent applicant) is not a “useful” invention in the meaning of the patent law e ancora situations where an invention is found to be “inoperative” and therefore lacking in utility are rare, and rejections maintained solely on this ground by a Federal court even rarer. Infatti nei casi citati ad hoc per questo tipo di casistica di motivi di rigetto, abbiamo il caso che viene citato come similare da Sean Burke: A “cold fusion” process for producing energy (In re Swartz, 232 F.3d 862, 56 USPQ2d 1703 (Fed. Cir. 2000)."
Tornando dal generale al nostro caso specifico, i motivi di rigetto inerenti sono quelli che vanno dal n. 22 al n. 25 della Final Rejection di Sean Burke e infatti viene evidenziato che non vengono raggiunti i requisiti di utilità descritti e previste dalle norme 35 U.S.C. 101 , 35 U.S.C. 112(a) e pre-AIA 35 U.S.C. 112.
Fino qua le motivazioni di Sean Burke sono perfettamente conformi e aderenti all’orientamento generale suggerito dall’USPTO nelle sue linee guida, che ha pieno conforto nella giurisprudenza costante della corte federale. (In re Swartz, 232 F.3d 862, 56 USPQ2d 1703 (Fed. Cir. 2000)) e sono inoltre conformi alla scienza main-stream, in quanto la fusione fredda non esiste\esisterebbe e quindi la motivazioni di rigetto del brevetto di Rossi possono, in questo momento, essere perfettamente identiche ai motivi di rigetto di Swartz.
Il lavoro di Sean Burke potrebbe benissimo concludersi qui... e invece no. 

2) Sean Burke introduce un secondo motivo di rigetto: Claim rejections 35 USC 103 (vedi dal n. 26 al n.27. della Final Rejection di Sean Burke)
In base a questo 35USC 103 a patent for a claimed invention may not be obtained, notwithstanding that the claimed invention is not identically disclosed as set forth in section 102, if the differences between the claimed invention and the prior art are such that the claimed invention as a whole would have been obvious before the effective filing date of the claimed invention to a person having ordinary skill in the art to which the claimed invention pertains. Patentability shall not be negated by the manner in which the invention was made.
È evidente a questo punto la contraddizione di questa motivazione di rigetto con la precedente; se la prima infatti riguarda casi che sono incredibili e basta dare un occhio ai precedenti citati (oltre a quello di Swartz) nelle linee guida dell’Uspto:
  • a “cold fusion” process for producing energy (In re Swartz, 232 F.3d 862, 56 USPQ2d 1703 (Fed. Cir. 2000))
  • an invention asserted to change the taste of food using a magnetic field (Fregeauv.Mossinghoff, 776 F.2d 1034, 227 USPQ 848 (Fed. Cir. 1985));
  • a perpetual motion machine (Newmanv.Quigg, 877 F.2d 1575, 11 USPQ2d 1340 (Fed. Cir. 1989));
  • a flying machine operating on “flapping or flutter function” (In re Houghton, 433 F.2d 820, 167 USPQ 687 (CCPA 1970));
  • a method for increasing the energy output of fossil fuels upon combustion through exposure to a magnetic field (In re Ruskin, 354 F.2d 395, 148 USPQ 221 (CCPA 1966));
  • uncharacterized compositions for curing a wide array of cancers (In re Citron, 325 F.2d 248, 139 USPQ 516 (CCPA 1963));
  • a method of controlling the aging process (In re Eltgroth, 419 F.2d 918, 164 USPQ 221 (CCPA 1970)).
Questo secondo motivo di rigetto che infrangerebbe il 35 USC 103, invece riguarda casi operativi, fattuali ed esistenti come il caso citato a sostegno da Sean Burke: Graham v. John Deere Co., 383 U.S. 1, 148 USPQ 459 (1966).
Nel caso Graham v. John Deere, Graham cita John Deere per la violazione dei suoi brevetti, che vengono annullati dalla Suprema Corte degli Stati Uniti; il caso in questione è una pietra miliare nel definire i principi di “nonobviousness" di un’invenzione.
Ma questo che c’entra, con una cosa che non esiste?
Con la prima motivazione Sean Burke rigetta il brevetto perche contiene affermazioni non credibili; con la seconda lo respinge perché sarebbe “ovvio” al momento della richiesta di brevetto e sempre in questo senso, per rafforzare la sua idea, Sean Burke prosegue nei suoi motivi di rigetto che violano l’art. 35USC 103 citando il lavoro di Butler.

Per concludere, si arriva così al paradosso di un brevetto rigettato perché il suo oggetto è totalmente inoperativo e basato su affermazioni assolutamente non credibili, ma al tempo stesso l’esaminatore ritiene lo stesso brevetto degno di rigetto perché non è innovativo e il suo oggetto sarebbe già noto nell’arte e nella tecnica, in una sola parola “obvious”.

Ai posteri...

Gio

sabato 7 marzo 2015

GSVIT KWATZ!!!

252 : commenti
Antonio, Mario, Franco, Ilio, Giancarlo ecc., è arrivata la risposta per voi! E notate bene che "Kwatz!" è il tipico urlo del Maestro Zen: rappresenta/sostituisce la bastonata data all'allievo che ha appena sbagliato ad interpretare un koan!

Ad essere sincero mi aspettavo poche righe, invece il buon "Bert Abbing" gli è andato giù pesante. Anche troppo, perché personalmente non credo che tutti voi siate in mala fede, ma qualcuno sì, a questo punto mi viene proprio di crederlo.

***
Bert Abbing

Dear Dr. Rossi,
maybe you are interested about the short email note that we have sent today to Mats Lewan, Frank Akland and daniele Passerini. We can’t stand that a work like yours is denigrated in a blog I have discovered today in the most possible unscientific way. Here is the thread.

Dear Dr. Lewan I have written this letter to Daniele Passerini and in CC to Frank Akland regarding the horrible blog page by “GSVIT”
appeard today. I think that this short considerations could interest also you.
Regards,
Bert
Dear Daniele, Dear Frank
I (we) write here some observations about the disgusting blog page you (and Levi) have have indicated to me.
Those pages (and all the site) are purposely designed to appear as scientific to a layman so to divulge disinformation and ill formed concepts.
They pretend to be written by an “official institution” that should appear seroius and scientific for the outsider and the common man.
In fact the “institution” ins NOT a research institute and does non have any contact with internationally recognized research institutions or any University.
No surprise if they received NO answer from any of the research group.
The most disgusting thing is that their page appear purposely written in a way, mixing up real information from literature, omitted information and absolutely FALSE statements so to “demonstrate” a (false) conclusion. This demonstrate that the group that have written this pages is far to be scientific but has an agenda and a precise goal.
Let us review just some of the points:
The main FALSE information they try to transmit is that when measuring a temperature with a non contact thermometer one should use the “Spectral emissivity” and NOT the total normal emissivity.
This statement is absolutely WRONG. Due to the fact that detector sensitivity is far to be a flat function and usually differs from pixel to pixel in an IR camera all that information is handled by the internal software of the instrument and to the user is requested ONLY to input the value of the TOTAL NORMAL EMISSIVITY which is “the ratio of the energy radiated by the material at a temperature T and the energy radiated by a black body at the same temperature” over ALL wavelengths. (you can find that in ANY textbook! eg: G. Gaussorgues Infrared Thermography)
So all the argumentations in the blog page about integrating only in the “measurement window” are ILL-FORMED, wrong and misleading!
Note also that is just by chance that Allumina has a constant spectral emissivity in the window of sensitivity of the detector. Many other materials have not! And the “spectral emissivity” is NOT available for many materials. This would limit tha use of non contact thermometers just to few special cases, and this is not true! Total Normal Emissivity tables for materials are available from many vendors showing similar values independently from the detector!
The authors of the also MISS to explain WHY if the AA of the TPR2 would have done such a tremendous error (they have NOT) all the measures done with the DUMMY (uncharged) reactor match the input power! THIS was in fact a calibration and a confirmation that the method was good.
Another point they MISS to cite is that when they have measured the emissivity of the with the reference dots of the external allumina pipes the have found a values (0.69…. 064) that are in PERFECT agreement with the literature. Note that is even possible for the TPR reader note that the reference dots have a higher emissivity then the pipe because the are much britgher that that.
Is NOT surprising on the other hand that MFMP have obtained different values. Cement materials, even if they have a high percentage of alumina can have a very different emissivity because the presence of metals (Mg).
The TPR authors have analyzed the material by X-ray spectroscopy and found that was pure alumina, so they applied correctly the data for that material.
Is quite WIERD that the blog page authors have found an emissivity near to 1 (in contrast to any emissivity table!) at that low temperature. Or the material was not pure or they have done an error! (bad thermal contact of the PT100 or K probe could eventually lead to that!)
In conclusion.
We have found that blog page far to be scientific and probably part of a “disinformation plan”. They make evident theoretical and experimental errors probably on pourpose.
We will ignore it and go on working.
Bert Abbing
***

Vorrei a questo punto fare notare anche le parole con cui Andrea Rossi ha commentato tutto ciò, perché lascia qualche indizio sulla vera identità-plurale di "Bert Abbing", che non lavora per lui, non è uno degli autori del TPR2 né fa parte delle istituzioni scientifiche a cui essi appartengono, però fa parte di altre...

***

Andrea Rossi

Dear Prof. Bert Abbing:
I think you are right, but I prefer not to participate to this discussion, because the measurements of the Lugano Test have been designed and made by the Independent Third Party. I was away for most of the time and I never participated to the measurements. I did not participate at all to the work of analysis, evaluations, discussions about the measurements that the Professors of the ITP made after the test in Lugano and before the publication. As a consequence of these facts, I do not think it is proper for me to participate to this discussion.
Thank you for the important attention of yours and your group.
Warm Regards,
A.R.
***

La lettura di G.S.V.I.T. come Gran Sapientoni Vs Inarrestabili Tecnologie (che per inciso è il "memo-trucco" che uso per ricordare una tanto poco eufonica sigla) appare sempre più evidente! Fortunatamente, dentro molte grandi istituzioni scientifiche, si continua a lavorare - fuori dai riflettori dei blog e dei disinformatori di professione, ma ben dentro la luce della vera Scienza - per confermare le scoperte di Flieschmann, Piantelli, Focardi, Rossi e tanti altri ricercatori LENR...  qui Nobel ci cova!

sabato 28 febbraio 2015

Quanto dovrà aspettare Andrea Rossi
per ricevere le scuse dello Stato italiano?

264 : commenti
Il Gen. E. Spaziante - dal sito della GdF
Questa è la storia di Emilio Spaziante, il generale della Guardia di Finanza che negli anni '90 mise in carcere Andrea Rossi per crimini che non aveva commesso:
Confiscati 4 milioni a Spaziante. “Usava ufficiali della Gdf come prestanome” 
L'ex comandante in seconda delle Fiamme Gialle è in carcere a Santa Maria Capua Vetere dopo aver patteggiato 4 anni per concorso in corruzione nell'ambito dell'inchiesta sul Mose. La Procura ha rilevato un'enorme sproporzione tra i suoi redditi e le cifre spese tra 2005 e 2013. Per occultare i movimenti di denaro consegnava somme in contanti a sei sottoposti.
L'intero articolo è su Il Fatto Quotidiano di oggi: 

Dopo che la sua attività imprenditoriale era stata annientata, alla fine Andrea Rossi venne assolto. Anche Wikipedia dà giustamente risalto a ciò: "Nel 2004 Andrea Rossi è assolto dalle accuse di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio di rifiuti tossici e nocivi per insussistenza del fatto. Si tratta della terza assoluzione dopo quelle ottenute nei processi tenuti presso i tribunali di Monza e Ariano Irpino dove erano stati precedentemente trasferiti alcuni tronconi dell'inchiesta."

Oggi sappiamo viceversa che il generale Emilio Spaziante è una persona corrotta, condannata, collegata con la criminalità organizzata. 

Di conseguenza, chi ha pregiudizi su Andrea Rossi non dovrebbe porsi più di qualche dubbio?

domenica 22 febbraio 2015

日章旗 (Sun-mark flag)!

51 : commenti
Come gli appassionati della vicenda E-Cat ben sanno, pochi giorni fa Andrea Rossi ha messo on line un nuovo sito con 8 foto del 1 MW Plant da mesi e tutt'ora operativo presso un misterioso customer. Foto risalenti, come poi ha specificato Rossi stesso sul JONP, al momento del completamento dell'1 MW Plant.

February 18th, 2015 at 11:16 AM
"These photos, published on my personal website, have been made months ago in Raleigh’s factory, during the final phases of the manufacturing.
Warm Regards,
A.R."

February 18th, 2015 at 4:59 PM 
"It was that the photo has been taken during the assembly, many hi-tech parts are missing in the photo.
Warm Regards,
A.R."


Che senso ha avuto per Rossi diffondere adesso tali immagini? Contengono qualche informazione di rilievo?

Destano curiosità alcuni titoli usati dal webmaster di Rossi per salvare i files jpg in questione...

ecat+MW1-USA+sandy+control.jpg
ecat+MW1-USA+sandy+et+wendy+installation.jpg
Sandy? Wendy? A dire il vero nella foto appaiono (vedi ingrandimenti che seguono) un rack #1 "Cindy" e un rack #2 "Wendy", nessuna traccia di Sandy. Una mera svista nel nominare il file? Comunque sia, potrebbero essere i nomignoli dati alle due unità di controllo principali dei moduli E-Cat dell'1 MW Plant, uno per "bancata".

P.S. Il lettore Silvio Caggia propone un'ipotesi interessante sull'origine di questi nomi: sono presi dall'elenco dei nomi degli uragani. Inoltre ciò spiegherebbe perché il nome Cindy ha sostituito Sandy, dopo che i file delle foto erano già stati nominati): qualcuno si è reso conto che era di cattivo gusto dare a un modulo il nome di un uragano catastrofico che il 22 (!) ottobre 2012 ha fatto 182 vittime e 50 miliardi di dollari di danni!
E il titolo di quest'altra foto può dare qualche indicazione utile a un tecnico esperto? "Prima accensione di Sandy e Wendy (480 Volt in corrente alternata)".

ecat+MW1-USA+sandy+et+wendy+480Vac+first+ON-2.jpg
P.S. L'ingegner Mario Massa suggerisce che, essendo la 480V trifase usata in pochi paesi e dato il contesto, il nome del file potrebbe indicare un test a tensione di rete + 10%; in tal caso il sistema sarebbe progettato per la 440V utilizzata negli USA (in certe zone c'è anche la 460V). 
Pare - come ha notato Nevanlinna su Cobraf - che Rossi abbia voluto cancellare a colpi di photoshop "i layout dei componenti sulla scheda di controllo-eccitazione, caso la concorrenza volesse copiare". Vedasi foto seguenti, con l'ingegner Fuvio Fabiani al saldatore, e relativo ingrandimento dove sono evidenziati i ritocchi.



E i cartelli con il logo E-Cat sono stati collocati in giro così per fare o piuttosto per coprire altri cartelli con informazioni sensibili? Forse l'identità del customer misterioso?


Proprio in questi cartelli troviamo alcuni particolari molto interessanti, colti dal nostro lettore gio che sin dall'inzio ha seguito l'iter della registrazione del logo\marchio grafico dell'E-Cat. Appare una versione inedita del logo! In alto a sinistra è comparsa la Stars and Stripes (e la scritta MADE IN USA), mentre il cerchio davanti al muso del gatto è diventato rosso (era arancione nel marchio usato da Prometeon, era ed è nero nel marchio registrato all'USPTO): adesso è un vero e proprio sole rosso in campo bianco: la bandiera del Giappone... qui gatta ci cova!
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