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lunedì 14 maggio 2012

La lezione più bella di Randy Pausch

10 : commenti
Ieri un amico mi ha inoltrato un video in cui m'ero imbattuto qualche anno fa: ne ero stato toccato a tal punto che davo per scontato di averlo già pubblicato sul blog... ma Google mi dice il contrario perciò provvedo a farlo adesso. L'ho rivisto ieri, una volta da solo e un'altra con la mia compagna, e ancora una volta oggi insieme a mia figlia: ci siamo commossi tutti fino alle lacrime, io tutte e quattro le volte, e sarà sempre così.


Trovate altre informazioni sulla vita di Randy Pausch (1960-2008) su Wikipedia.

Prima di morire, questo grande uomo ha scritto insieme a Jeff Zaslow, reporter del Wall Street Journal, un libro autobiografico intitolato L'ultima lezione, edito in Italia da Rizzoli. Sarà senz'altro uno dei prossimi libri che comprerò (qui la scheda sul sito Feltrinelli).

Randy Pausch con uno dei suoi tre figli
Alcune frasi famose de L'ultima lezione:

"L'esperienza è quello che ottieni quando non ottieni quello che vuoi".

"Quando sbagli chiedi scusa! Una buona scusa è formata da tre parti: 
«Mi dispiace»; 
«Era colpa mia»;
«Cosa posso fare per rimediare»? 
La maggior parte della gente salta la terza parte; è da questo che puoi capire chi è sincero".

"Ogni ostacolo, ogni muro di mattoni, è lì per un motivo preciso. Non è lì per escluderci da qualcosa, ma per offrirci la possibilità di dimostrare in che misura ci teniamo. I muri di mattoni sono lì per fermare le persone che non hanno abbastanza voglia di superarlo. Sono lì per fermare gli altri".

"Quando fai qualcosa di sbagliato e nessuno si prende la briga di dirtelo, significa che è meglio cambiare aria. Chi ti critica lo fa perché ti ama e ti ha a cuore".

"Mi lamentavo con mia madre di quanto fosse difficile quell'esame all'università, e di quanto fosse spaventoso. Lei si inclinò verso di me, mi diede un buffetto sulle spalle e mi disse: «Sappiamo bene come ti senti, tesoro, ma ricorda, tuo padre alla tua età combatteva contro i tedeschi»".

"Sto per morire e mi sto divertendo. E continuerò a divertirmi ogni giorno che ancora mi resta da vivere. Perché non c’è un altro modo per farlo".

"Non perdete mai la capacità di stupirsi tipica dei bambini. È troppo importante. È quella a spingerci ad andare avanti, ad aiutare gli altri".

"Ho una mia teoria sulle persone che provengono dalle famiglie numerose: sono persone migliori delle altre, perché hanno dovuto imparare come andare d’accordo con gli altri".

"Non si può arrivare in cima da soli. Qualcuno deve aiutarti. Io credo nel karma. Credo che si riceve ciò che si è dato".

"Non lamentatevi. Lavorate più duramente. Non cedete. L’oro migliore è quello che giace in fondo ai barili di merda".

"Se vivrete nel modo giusto, il karma si prenderà cura di voi. I sogni verranno da te".

"La fortuna è quel momento in cui la preparazione incontra l’opportunità".

"La fortuna ce la creiamo da soli, chi più sa più vale".

"Impara ad aspettare tutto il tempo che serve e la gente ti sorprenderà davvero: quando si è davvero stufi marci o arrabbiati con qualcuno, significa solo che non si è concesso loro abbastanza tempo, dategliene e vedrete che quasi sempre vi stupiranno".

giovedì 20 agosto 2009

Requiem

2 : commenti
Esistono diverse orfanezze. Ci sono lettori orfani dei propri scrittori preferiti, o dei traduttori di questi ultimi... penso alla scomparsa l'altro ieri di Fernanda Pivano. Uno non sa se sentirsi più triste per la perdita di questa grande donna o più riconoscente per tutto ciò che è stata capace di donarci. Senza lei i versi di Spoon River non sarebbero stati quelli che abbiamo amato.
Ci sono figli che restano orfani dei propri genitori. È normale che questo accada se i genitori sono anziani, ma quanto più il lutto è prematuro tanto più semina dolore. Mio padre ad esempio ha perso la madre quando aveva solo tre anni: lei morì di parto mettendo al mondo la terzogenita, lui per tutta la vita è stato (e soprattutto si è sentito) un orfano, il bambino a cui era stato sottratto il suo bene più grande: l'amore materno. Ci sono genitori orfani della loro progenie. Ci ostiniamo a voler credere un'aberrazione della vita che siano i genitori a seppellire i figli, ma è una tragica eventualità contemplata dalle sue regole, spesso crudeli. Resta che questo è inequivocabilmente il lutto più doloroso che esista. Ieri alle ore 14, una mia collega ha perso l'unico figlio per un incidente stradale in cui lui non ha avuto alcuna responsabilità: tornava tranquillo a casa in moto, rispettando limiti e segnaletica, e di colpo un automobilista sconsideratamente distratto gli ha tagliato la strada, e lo ha ucciso. Giulio Moriconi aveva compiuto 18 anni lo scorso 22 luglio; avrebbe festeggiato questo traguardo in occasione del Palio di S. Rufino, tradizionale appuntamento per la cittadinanza di Assisi, quest'anno rinviato in segno di lutto. Era un "ragazzo modello", studioso, responsabile, sportivo, impegnato nella parrocchia, mai un pensiero dato ai suoi genitori, solo soddisfazioni, se possibile rasentava la perfezione. Vedere la salma, pietosamente ricomposta alla camera ardente dell'ospedale di Assisi e il dolore della madre disperata e del padre sotto shock, ha attivato in me tutto il ventaglio di angosce che un genitore può provare circa i pericoli che un figlio incontra nel vivere. Per questo oggi in ufficio in tanti eravamo tristi e tramortiti, pensando ai nostri figli e a come potremmo sentirci nel malauguratissimo caso che... Pure la consapevolezza, per chi ha fede, che l'anima sopravvive alla morte, non cancella il dolore della perdita: chi torna in Cielo riabbraccia Dio, chi resta qui deve lottare affinché il cuore gonfio di ricordi non scoppi. L'eterno riposo dona loro, Signore, e splenda ad essi la luce perpetua. Basta parole. Solo un breve brano del Requiem di Mozart...

sabato 9 maggio 2009

Cambio di stagione

6 : commenti
Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie.  
Giuseppe Ungaretti
 


Noi tutti quando è l'ora cambiamo di stagione. Ieri sera alle 20, l'anima della sorella di mia madre, zia Gonaria, dopo 75 anni di quotidiane odissee è tornata alla sua Itaca celeste e ora riposa in pace. È stata la zia che ho conosciuto meglio. I primi ricordi di lei mi riportano a due o tre anni di età: mi scorrono davanti agli occhi tutte le vacanze trascorse coi miei cugini nella loro villetta al mare. Lei e suo marito erano molto espansivi, gioviali e aperti e le case in cui hanno abitato sempre piene di amici, ospiti e un po' di allegra confusione: a me bambino questo sorprendeva, abituato com'ero ai miei genitori molto più introversi e riservati. Io e i mie eravamo in tre. Mia zia ha avuto cinque figli, e per molti anni visse insieme a loro anche la cognata con sua figlia, quindi in totale erano nove persone. Se devo pensare a una famiglia che mi è stata di modello, oltre a quella in cui sono cresciuto, non posso che pensare a quella! Quando a 23 anni decisi d'interrompere gli studi d'ingegneria, l'idea di iscrivermi alla laurea breve in Servizio Sociale mi fu ispirata proprio da mia zia, che era assistente sociale all'INAIL. I miei primi impieghi nelle cooperative sociali, il concorso con cui entrai in Comune, la laurea magistrale in scienze politiche conseguita mentre lavoravo, l'impiego che svolgo oggi - che pur non avendo più nulla a che fare con l'assistente sociale riguarda ancora le politiche sociali - tutto ciò che sono dal punto di vista professionale, in fondo lo debbo realmente a lei. Ciao zia, grazie di tutto quello che mi hai dato, ti voglio bene e t'abbraccio forte.

domenica 5 aprile 2009

Quando finirà il tempo della polarizzazione?

0 : commenti
Approfitto di questo weekend forzatamente casalingo per spulciare tra le bozze di post belli pronti, che poi, per mancanza di tempo e un po' di distrazione, mi sono dimenticato di pubblicare. Quella che segue ad esempio era una riflessione su quanto avevo osservato accadere attorno alla vicenda di Eluana...

In Italia la polarizzazione politica in due soli schieramenti si è rivelata un fallimento: e non dico rispetto alla capacità di una delle due coalizioni di governare, quanto rispetto alla polarizzazione della società civile e alla mortificazione dell'attitudine al dialogo tra idee, culture, tradizioni differenti. Lo scempio mediatico consumato attorno a Eluana ne è stato forse l'esempio più crudele. Il fatto che molte voci siano uscite fuori dal coro dei loro raggruppamenti politici, avrebbe dovuto spingere a meditare sulla complessità della questione e a maggior ragione a riservarla al silenzio delle coscienze, rispettando le decisioni degli organi giudiziari chiamati a dirimerla. Invece no, il messaggio dato alla gente è stato: devi schierarti, o con noi o contro di noi. Chiaramente, in una situazione dove una scelta veniva rimandata da 17 lunghissimi anni, alla fine ciascuno in cuor suo non poteva più non prendere una posizione; il distinguo diventava dunque il modo, il perché, e soprattutto la capacità di comunicare ognuno i propri convincimenti, in maniera civile e senza demagogia, razionalmente e senza toni propagandistici. Ritengo che gran parte delle persone si sia invece schierata, a destra e a sinistra, più emotivamente e per un "obbedisco" politico che per effetto di una seria riflessione. Una precisazione. Sia a destra che a sinistra ci sono frange estreme, tra i primi c'è stato chi ha minacciato di morte il padre di Eluana (occhio per occhio?!), tra i secondi chi, inopportunamente, ha conteso al nostro Presidente del Consiglio la coppa della battuta più infelice e inopportuna. In ogni caso ho osservato che il Governo tendeva troppo spesso a far proprio il tono e gli argomenti delle frange estreme che lo appoggiavano, mentre i portavoce dell'opposizione in generale mi sono sembrati mantenersi su toni più pacati. Provo a elencare, generalizzando, le principali dicotomie di DX o SX, su cui i due fronti si sono divisi. Naturalmente DX o SX sono solo "etichette": credo sempre meno nella loro aderenza ai tempi presenti.
DX: "staccare la spina" è un omicidio, di conseguenza se c'è un omicidio c'è un assassino, per estensione chiunque non si oppone è un complice; SX: in questo caso "staccare la spina è un atto pietoso, Eluana è "clinicamente morta" da anni, mantenerla artificialmente in vita è un crudele accanimento terapeutico. 
DX: non è accanimento terapeutico, per definizione, perché Eluana è mantenuta in vita da alimenti non da terapie; SX: non è vero, Eluana riceve anche una terapia farmacologica ed è quella in primis a mantenerla in uno stato vegetativo. 
DX: lo Stato ha il dovere di impedire un assassinio e il fine giustifica anche qualche forzatura alla Carta Costituzionale; SX: i familiari più di chiunque altro hanno il diritto di scegliere cosa sia meglio per un loro parente in coma
DX: una sentenza della magistratura che va contro i valori in cui crediamo va contestata; SX: una sentenza in ultimo grado della magistratura va rispettata, su ciò si basa la civile convivenza. 
DX: non è vero che Eluana avrebbe scelto di porre fine a questa sofferenza, ogni minuto di vita va difeso; SX: se Eluana fosse stata in grado di scegliere avrebbe posto fine al suo calvario, il tribunale ha giudicato esaustive le prove portate al riguardo.

Potrei continuare a lungo. Quello che però mi ha sconcertato di più in questa vicenda è stato il tono dei cattolici oltranzisti scesi in piazza "per Eluana". Credo in Dio, nell'immortalità e nella trascendenza dell'anima, per questo sono convinto che quando la morte chiama ha poco senso opporvisi con apparecchiature mediche o terapie devastanti. La vita è il valore supremo, questo non si discute, ma l'attaccamento morboso alla vita è un falso valore. Non ho paura di morire, perché credo in Dio: se venissi colpito da un male incurabile, l'unico motivo per cui cercherei di curarmi è per non lasciare anzitempo mia figlia, altrimenti accetterei serenamente di tornare nel Luogo da cui sono partito. Amo immensamente la vita, ma io sono la mia anima, non sono semplicemente questa vita e basta. Sono convinto che fosse la tecnologia a mantenere in vita Eluana, perché senza la scienza medica Dio l'avrebbe ripresa in Cielo da tempo. Per questo sono stato sconvolto dalle dichiarazioni dei cattolici integralisti. Ragionavano come se fosse la volontà di Dio a mantenere Eluana in stato vegetativo, mentre una volta morta doveva senz'altro esserci dietro un complotto, magari un avvelenamento. Intelligenza significa capacità di dialogo, capacita di comprendersi. Non riesco a pormi di fronte alle situazioni polarizzanti diversamente da un marziano che osservasse questo strambo pianeta: sia a DX che a SX ci sono persone che hanno più a cuore il loro tornaconto che l'interesse dell'Italia; nella DX predomina però il sentimento della paura, l'attacco contro ciò che non si capisce e l'intolleranza di ciò che è diverso da noi. Ahimè, l'attitudine al dialogo e alla mediazione non è mai stato il punto di forza, per essere eufemistici, del pensiero neoliberista. Ma quanto è migliore della DX oggi la SX? Confusa, rassegnata, litigiosa com'è, può ancora dirsi propugnatrice di diritti umani, di aderenza alla realtà dei fatti, di valori in cui credere? Penso che le persone di buona volontà, dotate di buon senso e di genuino amore per il loro prossimo, dovrebbero gettare alle ortiche le vecchie appartenenze politiche, le loro identificazioni con personaggi e autorità più o meno carismatiche. Dal basso, dai quartieri, dai posti di lavoro, toccherebbe provare a ricostruire coesione sociale e solidarietà. Basterebbe spegnere tutti i televisori e la maggior parte degli incitamenti alle divisioni e all'odio di una parte verso l'altra di colpo svanirebbero nel nulla. Possibile che così pochi si avvedano quanto siamo scientemente manipolati dai mass media, plasmati a trasformarci in galli da combattimento l'un contro l'altro armati?

mercoledì 11 febbraio 2009

Acrostico

0 : commenti
È Libera, 
Un Angelo Nient'Altro.
È Nuovamente Giovane Lassù, 
A Rinascere Ora.
Eluana Englaro (1970-2009)....

martedì 10 febbraio 2009

Lettera di Dacia Maraini a Beppino Englaro

2 : commenti
...venne una man dal cielo, e in più spirabil aere pietosa la trasportò.


Proprio mentre le giuste parole della lettera che segue ieri andavano in onda, Eluana veniva liberata dal filo che la legava al corpo terreno e poteva finalmente fare ritorno alla sua Casa celeste. E molto prima di quanto i medici si attendessero. Per me è un segno inequivocabile...

(dal TG1 delle 20 del 9/2/2009)
Caro Englaro, fino a ieri mi chiedevo perché non mostrasse una foto, anche una sola foto di sua figlia come è oggi. Sono sicura che la gente capirebbe meglio. A costo di perdere in credibilità, lei evita di rendere pubblica un’immagine dolorosa e infelice di sua figlia. Lei avrebbe potuto mostrare quel corpo, e non l’ha fatto. Avrebbe potuto portare all’estero la figlia amata, e non l’ha fatto. Avrebbe potuto acconsentire alla pratica comune in tutti i nostri ospedali dove i parenti, in accordo con i medici, lasciano che i loro cari ormai perduti sino sepolti in pace, ma non l’ha fatto. E questo garantisce della sua buona fede. Eppure c’è chi in prepotenza vuole decidere per gli altri in base a principi astratti, ed è pronto a denigrarla e falsificare la realtà per affermare le proprie idee. Per questo lei oggi viene perseguitato e accusato della peggiore delle ignominie: quella di voler assassinare sua figlia. Chiunque a questo punto si sarebbe arreso, lei no. Anzi decide con più fermezza di agire secondo giustizia e secondo pietà. Di questo la ringrazio, perché la sua risolutezza costituisce un esempio di grande civiltà e coerenza. Mi auguro che dopo questo caso la scelta di una morte dignitosa sarà considerato un diritto e non un colpo del boia, qualcosa che le persone disperate possano desiderare per i loro cari, quando non c’è più niente da fare per riportarle al mondo. (Dacia Maraini)

lunedì 9 febbraio 2009

Arrivederci Eluana

7 : commenti
Arrivederci Eluana, bentornata a Casa.
Grazie Dio. 
 
E ora taccino le polemiche e si preghi in silenzio. 
Per favore.

domenica 8 febbraio 2009

Sbattezzamenti di massa alle porte?

2 : commenti
Se io domani avessi un incidente e finissi in coma con attività cerebrale nulla, verrei dichiarato clinicamente morto. Mi sarebbero espiantati gli organi. Verrei "utilizzato" come una sorta di magazzino di pezzi di ricambio. I mass media non si interesserebbero certo dell'ipotesi di un mio possibile risveglio dallo stato vegetativo tra qualche anno. Situazioni simili si verificano quasi ogni momento e nessuno invoca crociate al riguardo.

Ma se un padre vuole pietosamente seppellire la figlia, tenuta in vita artificialmente con accanimento terapeutico (basta con la balla della mera alimentazione, non è vero: a Eluana è sempre stata somministrata anche una terapia farmacologica), allora ecco i soliti Soloni di turno alzare barricate attorno alla sacralità della vita, disconoscendo però la sacralità altrettanto grande della morte, offuscata dal delirio di onnipotenza di quei medici che sono più attenti a combattere l'ultimo respiro che a curare la vita e di quei politici che sono più propensi a fare leggi ad hoc che a rispettare le decisioni della Magistratura. Ho sentito ragionamenti schizofrenici: lasciare naturalmente spirare Eluana aprirebbe la porta all'eutanasia di anziani, portatori di handicap, malati psichiatrici ecc. I casi sono due: o qualcuno crede che siamo tutti scemi da berci tali banalizzazioni o tutti potenziali assassini pronti a correre a staccare la spina ai nostri parenti malati.

Un grigio governo di bonapartisti mediatici strumentalizza un caso umano, che richiederebbe solo pietà è silenzio, per attaccare a fronte bassa le fondamenta costituzionali della nostra Repubblica. C'era da aspettarselo. Più sorprendente che lo faccia  chi afferma di essere esecutrice in Terra della volontà di Nostro Signore: la chiesa cattolica e l'attuale papa che la guida. Comincio a prendere in considerazione l'idea di potermi sbattezzare. Facendolo continuerei a sentirmi cristiano per radici culturali (come pure un po' buddista, induista ecc. per frequentazioni successive), ma reciderei ogni legame con la confessione cattolica, quella che ha proclamato crociate, benedetto guerre, santificato torture, protetto le dittature, ucciso in nome di Dio e della Fede, né più né meno delle forme integraliste di altre religioni. Credo che il cattolicesimo abbia fatto più danni alla Fede di qualsivoglia forma di ateismo.

Se mi sbattezzassi, di fronte alla mia coscienza non cambierebbe nulla; di fronte alla gerarchia cattolica sarebbe l'ufficializzazione del fatto che non le riconosco più né autorità né autorevolezza. Esistono in rete molti siti che spiegano come sbattezzarsi. Di solito sono persone atee a compiere tale gesto, ma sono anche sempre più i credenti. Lascio alcuni siti per documentarsi su come fare (e perché):

sabato 7 febbraio 2009

Lettera di Giorgio Napolitano
a Silvio Berluscononi

2 : commenti
Tornerò senz'altro a occuparmi di Eluana. Del perché e percome sia mia profonda convinzione, sofferta ma ferma, che sia in errore chi crede che ostacolare il destino di questa povera ragazza sia un segno di amore per la vita. Intanto, la parola al Nostro Presidente Giorgio Napolitano.
"Signor Presidente, lei certamente comprenderà come io condivida le ansietà sue e del Governo rispetto ad una vicenda dolorosissima sul piano umano e quanto mai delicata sul piano istituzionale. Io non posso peraltro, nell'esercizio delle mie funzioni, farmi guidare da altro che un esame obiettivo della rispondenza o meno di un provvedimento legislativo di urgenza alle condizioni specifiche prescritte dalla Costituzione e ai principi da essa sanciti. I temi della disciplina della fine della vita, del testamento biologico e dei trattamenti di alimentazione e di idratazione meccanica sono da tempo all'attenzione dell'opinione pubblica, delle forze politiche e del Parlamento, specialmente da quando sono stati resi particolarmente acuti dal progresso delle tecniche mediche. Non è un caso se in ragione della loro complessità, dell'incidenza su diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti e della diversità di posizioni che si sono manifestate, trasversalmente rispetto agli schieramenti politici, non si sia finora pervenuti a decisioni legislative integrative dell'ordinamento giuridico vigente. Già sotto questo profilo il ricorso al decreto legge, piuttosto che un rinnovato impegno del Parlamento ad adottare con legge ordinaria una disciplina organica, appare soluzione inappropriata". "Devo inoltre rilevare che rispetto allo sviluppo della discussione parlamentare non è intervenuto nessun fatto nuovo che possa configurarsi come caso straordinario di necessità ed urgenza ai sensi dell'art. 77 della Costituzione se non l'impulso pur comprensibilmente suscitato dalla pubblicità e drammaticità di un singolo caso. Ma il fondamentale principio della distinzione e del reciproco rispetto tra poteri e organi dello Stato non consente di disattendere la soluzione che per esso è stata individuata da una decisione giudiziaria definitiva sulla base dei principi, anche costituzionali, desumibili dall'ordinamento giuridico vigente." "Decisione definitiva, sotto il profilo dei presupposti di diritto, deve infatti considerarsi, anche un decreto emesso nel corso di un procedimento di volontaria giurisdizione, non ulteriormente impugnabile, che ha avuto ad oggetto contrapposte posizioni di diritto soggettivo e in relazione al quale la Corte di cassazione ha ritenuto ammissibile pronunciarsi a norma dell'articolo 111 della Costituzione: decreto che ha dato applicazione al principio di diritto fissato da una sentenza della Corte di cassazione e che, al pari di questa, non è stato ritenuto invasivo da parte della Corte costituzionale della sfera di competenza del potere legislativo." "Desta inoltre gravi perplessità l'adozione di una disciplina dichiaratamente provvisoria e a tempo indeterminato, delle modalità di tutela di diritti della persona costituzionalmente garantiti dal combinato disposto degli articoli 3, 13 e 32 della Costituzione: disciplina altresì circoscritta alle persone che non siano più in grado di manifestare la propria volontà in ordine ad atti costrittivi di disposizione del loro corpo". "Ricordo infine che il potere del Presidente della Repubblica di rifiutare la sottoscrizione di provvedimenti di urgenza manifestamente privi dei requisiti di straordinaria necessità e urgenza previsti dall'art. 77 della Costituzione o per altro verso manifestamente lesivi di norme e principi costituzionali, discende dalla natura della funzione di garanzia istituzionale che la Costituzione assegna al Capo dello Stato ed è confermata da più precedenti consistenti sia in formali dinieghi di emanazione di decreti legge sia in espresse dichiarazioni di principio di miei predecessori. Confido che una pacata considerazione delle ragioni da me indicate in questa lettera valga ad evitare un contrasto formale in materia di decretazione di urgenza che finora ci siamo congiuntamente adoperati per evitare".
(06/02/2009)
Grazie Signor Presidente della Repubblica, non arretri, continui a difendere le basi preziose della nostra Democrazia. Tutte le persone che hanno a cuore le sorti dell'Italia e il libero dialogo in una società complessa sono con Lei. Se permettiamo che il nostro Presidente del Consiglio decreti d'urgenza e "minacci" leggine fatte in tre giorni, ad hoc, per un caso su cui tutti i gradi della magistratura si sono pronunciati, su cui la maggioranza degli italiani (se pure fosse una minoranza sarebbe altrettanto grave) non pensa come lui e il suo Sacro, ma poco Santo, alleato Vaticano, TUTTO CIÓ SAREBBE GIÁ DI PER SÉ TOTALITARISMO.


P.S. Sarò fiero di cantare in Suo onore, col Coro dell'Università di Perugia, il 23 febbraio prossimo venturo, quando parteciperà alla conclusione delle celebrazioni per il settecentenario dalla fondazione dell'università del capoluogo umbro. Viva l'Italia Libera.

mercoledì 19 novembre 2008

Edificati dimore più maestose

6 : commenti
Da Il Nautilo intrappolato [The Chambered Nautilus] di Oliver Wendell Holmes (1809-1896) Edificati dimore più maestose, anima mia! Mentre le brevi stagioni si succedono abbandona il tuo passato dall’angusta arcata! Lascia che ogni nuovo tempio, più nobile dell’ultimo, ti chiuda al cielo con una cupola più vasta fino a che tu sia finalmente libera di abbandonare la tua ormai inutile conchiglia lungo il mare irrequieto della vita. Build thee more stately mansions, O my soul, As the swift seasons roll! Leave thy low-vaulted past! Let each new temple, nobler than the last, Shut thee from heaven with a dome more vast, Till thou at length art free, Leaving thine outgrown shell by life's unresting sea!
Questo brano, ben noto in ambienti antroposofici ed esoterici in generale, è una metafora molto suggestiva - per chi non ha pregiudizi contro la teoria della reincarnazione - del ciclo di rinascita dell'anima, visto correttamente al pari di un percorso evolutivo, ascendente e a spirale. Come se a ogni incarnazione (vita terrena) dell'anima corrispondesse un rafforzamento del suo "corpo di luce", allo stesso modo in cui nuovi "anelli" d'accrescimento si aggiungono alla conchiglia del nautilus mano a mano che il mollusco cresce.

martedì 4 novembre 2008

Quando desidero qualcosa lo chiedo a me

12 : commenti
Ringrazio l'amico Mitri per avermi inoltrato l'intervista - pubblicata nella rubrica "La contra" del quotidiano La Vanguardia di Barcellona - fatta da Ima Sanchez all'Abuela Margarita, una guaritrice messicana conosciuta in tutto il globo.
Le parole di questa donna, assai lontane dalla visione "aristotelica" del mondo razionale, ci mostrano quanto la nostra società teconologica abbia perso il contatto con la Natura e le antiche radici con la Madre Terra. Per quel che mi riguarda la vita va vissuta con poesia, immaginazione e intuito: è la razionalità cieca che mi spaventa, l'irrazionalità consapevole mi affascina.
QUANDO DESIDERO QUALCOSA LO CHIEDO A ME Nonna Margherita, guaritrice e guardiana della tradizione maya, è cresciuta con la sua bisnonna, che era guaritrice e faceva miracoli. Pratica e conosce i circoli di danza del sole, della terra, della luna, e la ricerca della visione. Appartiene al consiglio degli anziani indigeni e si dedica a seminare salute e conoscenza in cambio della gioia che le produce il farlo, perché per mantenersi continua a coltivare la terra. Quando viaggia in aereo e le assistenti di volo le danno un nuovo bicchiere di plastica, lei si afferra al primo: "No, ragazza, questo va a finire alla Madre Terra." Sprizza saggezza e potere, é qualcosa che si percepisce nitidamente. I suoi rituali, come gridare alla terra il nome del neonato, affinché riconosca e protegga il suo frutto, sono esplosioni di energia che fanno bene a chi é presente; e quando ti guarda negli occhi e ti dice che siamo sacri, si muove qualcosa di profondo. Lei ci dice: - Ho 71 anni. Sono nata in campagna, nello stato di Jalisco, Messico, e vivo in montagna. Sono vedova, ho due figlie e due nipoti da parte delle mie figlie, però ne ho a migliaia con cui ho potuto imparare l'amore senza attaccamento. La nostra origine sono la madre Terra e il padre Sole. Sono venuta sulla terra per ricordare a voi ciò che c'è dentro ciascuno. - - Dove andiamo dopo questa vita? - - Oh, figlia mia, a divertirci. La morte non esiste. La morte è semplicemente lasciare il corpo fisico, se vuoi. - - Come se vuoi…? - - Te lo puoi portare via. Mia bisnonna era chichimeca (NdT: popolazioni seminomadi dell’America centro-sud, termine peggiorativo un po’ come i nostri zingari), sono cresciuta con lei fino ai 14 anni, era una donna prodigiosa, una guaritrice, magica, miracolosa. Ho imparato molto da lei. - - Ormai si nota che lei è una saggia, Nonna. - - Il potere del cosmo, della terra e del grande spirito è lì per tutti, basta prenderlo. Noi guaritori valorizziamo e amiamo molto i 4 elementi ( fuoco, acqua, aria, terra), li chiamiamo nonni. Una volta ero in Spagna, accudivo a un fuoco e ci siamo messi a chiacchierare. - - Con chi? - - Con il fuoco. "Io sono in te," mi disse. "Lo so già," risposi. "Quando decidi di morire ritornerai allo spirito, perché non ti porti il corpo?" disse. "Come faccio?" domandai. - - Interessante conversazione. - - "Tutto il tuo corpo è pieno di fuoco e anche di spirito - mi disse, - occupiamo il cento per cento dentro di te. L'aria sono i tuoi modi di pensare e ascendono se sei leggero. Di acqua abbiamo più dell'80% e sono i sentimenti ed evaporano. E terra siamo meno del 20%, cosa ti costa portarti via questo?" - - E perché vuoi il corpo? - - Ovvio, per godermela, perché mantieni i 5 sensi e ormai non soffri di attaccamenti. Adesso sono qui con noi gli spiriti di mio marito e di mia figlia. - - Ciao. - - Il morto più recente della mia famiglia è mio suocero, che se ne é andato a più di 90 anni. Tre mesi prima di morire decise il giorno. "Se me ne dimentico - ci disse - ricordatemelo ". Arrivò il giorno e glielo ricordammo. Si lavò, si mise vestiti nuovi e ci disse: "Ora me ne vado a riposare". Si buttò sul letto e morì. Lo stesso vi posso raccontare di mia bisnonna, dei miei genitori, delle mie zie. - - E lei, nonna, come vuole morire? - - Come il mio maestro Martinez Paredes, un maya poderoso. Andò in montagna: "Al tramonto venite a prendere il mio corpo". Lo si udì cantare tutto il giorno e quando andarono a cercarlo, la terra era piena di orme. Così voglio morire io, danzando e cantando. Sapete cosa ha fatto mio padre? - - Cosa ha fatto? - - Una settimana prima di morire andò a raccogliere i suoi passi. Percorse i luoghi che amava e visitò la gente che amava e si prese il lusso di salutare. La morte non è morte, è la paura che abbiamo del cambiamento. Mia figlia mi sta dicendo: "Parla di me" e perciò vi parlerò di lei. - - Anche sua figlia decise di morire? - - Sì. C'è molta gioventù che non può realizzarsi, e nessuno desidera vivere senza senso. - - Cosa vale la pena? - - Quando guardi gli occhi e lasci entrare l'altro in te e tu entri nell'altro e diventate uno. Questa relazione di amore è per sempre, lì non c'è noia. Dobbiamo capire che siamo esseri sacri, che la Terra è nostra madre e il Sole nostro padre. Fino a pochissimo tempo fa gli Huicholes (NdT: detti anche Wirrarika o Wixarika o Huichol, sono nativi americani della Sierra Madre Occidentale del Messico, adorano il cactus allucinogeno peyote) non accettavano contratti di proprietà della terra. "Come sarei proprietario della madre Terra?" dicevano. - Qui la terra si sfrutta, non si venera. - - La felicità è tanto semplice! Consiste nel rispettare ciò che siamo, e siamo terra, cosmo e grande spirito. E quando parliamo della madre terra, parliamo anche della donna che deve occupare il suo posto di educatrice. - - Qual'è la missione della donna? - - Insegnare all'uomo ad amare. Quando avranno imparato, avranno un'altra maniera di comportarsi con la donna e con la madre terra. Dobbiamo vedere il nostro corpo come sacro e sapere che il sesso è un atto sacro, quello è il modo per renderlo dolce e ci riempie di senso. La vita arriva per mezzo di questo atto d'amore. Se banalizzi questo, cosa ti resta? Restituire il potere sacro alla sessualità cambia la nostra attitudine verso la vita. Quando la mente si unisce al cuore tutto è possibile. Voglio dire qualcosa a tutto il mondo... - - ...? - - Che possono usare il potere del Grande Spirito nel momento in cui lo vogliano. Quando capisci chi sei, i tuoi pensieri diventano realtà. Io, quando ho bisogno di qualcosa, lo chiedo a me stessa. E funziona. - - Ci sono molti credenti che pregano Dio, e Dio non concede. - - Perché una cosa è chiedere l'elemosina e un’altra ordinare a se stessi, sapere cos'è ciò di cui hai bisogno. Molti credenti son diventati dipendenti, e lo spirito è totalmente libero; di questo bisogna convincersi. Ci hanno insegnato ad adorare immagini invece di adorare noi stessi e adorarci tra di noi. - - Senza sentirsi imbarazzati. - - Dobbiamo utilizzare la nostra ombra, essere più leggeri, affinare le capacità, capire. Allora è facile curare, esser telepatici e comunicare con gli altri, le piante, gli animali. Se decidi di vivere tutte le tue capacità per fare il bene, la vita è piacere. - - Da quando lo sa? - - Alcuni momenti prima di morire mia figlia mi disse; " Mamma, prendi la tua pipa sacra, devi condividere la tua saggezza e viaggerai molto. Non temere, io ti accompagnerò." Io vidi con grande sorpresa come lei si incorporava al cosmo. Sperimentai che la morte non esiste. L'orizzonte si ampliò e le percezioni persero i limiti, per questo ora posso vederla e ascoltarla, lo crede possibile? - - Sì. - - I miei antenati hanno lasciato a noi nonni la custodia della conoscenza: "Verrà il giorno in cui si ritornerà a condividere in circoli aperti". Credo che questo tempo è arrivato. - Qui l'intervista in lingua originale

domenica 28 settembre 2008

Arrivederci Mr Newman, well done!

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Partecipo al coro di blogger che da ieri rende tributo e onore all'anima, alla vita e alla carriera di Paul Newman, attore, pilota da corsa e - non ultimo - filantropo in prima linea nell'impegno sociale. Cito da wikipedia: Nel 1982 ha fondato la "Newman's own", un'azienda alimentare specializzata in produzioni biologiche i cui ricavati (più di 250 milioni di dollari al 2008) vengono devoluti in beneficenza per scopi umanitari ed educativi.
La morte di personaggi tali, entrati e accolti indelebilmente nella memoria e nell'immaginario collettivo dell'intero pianeta, ci lascia una strana sensazione, simile all'incredulità: come se solo un male incurabile potesse strapparli alla vita, dopo avere già conquistato l'immortalità terrena nei cuori delle generazioni presenti e future. Continueremo a vedere la luce degli occhi di Paul Newman nei tanti film in cui ha recitato e che gli sopravvivono (una sessantina dal 1954 a oggi) proprio come l'anima sopravvive al corpo. Per ricordare e soprattutto salutare questo grandissimo attore, augurandogli un felice proseguimento Lassù dov'è approdato, tra le sequenze famose trovate su YouTube ho scelto quella del giro in bicicletta dal film Butch Cassidy (1969), accompagnata dall'altrettanto nota Raindrops Keep Fallin' On My Head di Burt Bacharach. Arrivederci Mr Newman, well done!
La foto in cima invece, è un fotogramma del film Nick mano fredda (1967). Impossibile dimenticarne la scena in cui Nick, evaso e in fuga, scorge una chiesa abbandonata e vi si rifugia.
È notte, il cielo tuona. In mezzo ai banchi dei fedeli e a tanta solitudine, l'uomo esclama con tono di sfida: "Siamo andati tutti a spasso?".
"Vecchio!", si rivolge direttamente a Dio, "Almeno tu ci sarai, no?" "Se hai un minuto, sarà il caso di farci un discorsetto. Sono un tipo poco raccomandabile: ho ammazzato gente in guerra, mi ubriaco spesso, e sfascio tutto quello che mi capita a tiro... Quindi non ho pretese da avanzare, ma anche tu devi ammettere che non mi dai più buone carte da diverso tempo. Ho l'impressione che tu abbia organizzato la mano in modo che io non possa vincere. In galera o in libertà... leggi, regolamenti, padroni... Ma dato che tu mi hai fatto così, vuoi dirmi dove posso sistemarmi?" "Senti Vecchio, parliamoci chiaro, sono partito a tutta birra da giovane... ma ora ho il fiato grosso. Quando finirà? Cosa hai in pentola per me? Che devo fare adesso?" Nessuna risposta. Sospira, "Ho capito," e con fare un po' da spaccone si piega a terra e si mette a mani giunte. "E va bene, mi sono messo in ginocchio." "Mmh...?" Nessuna risposta. "È proprio quello che pensavo". Alza la voce, "Sono un tipo difficile da recuperare, vero? Un gran testone vero? Eh, ho paura che dovrò trovare la soluzione da me." All'improvviso dei rumori e delle luci all'esterno...

giovedì 14 agosto 2008

Un incidente spaventoso

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È diversi giorni che mi scorrono davanti le immagini dello spaventoso incidente verificatosi lo scorso 8 agosto sulla A4 (la Trieste-Venezia) tra Cessalto (TV) e e San Donà (VE). Le ho viste su internet nel video registrato da una telecamera della Società Autostrade che inquadrava il tratto dove si è verificata la tragedia. Immagini che si sovrappongono al ricordo di altre immagini... Un paio di mesi fa, dopo essere uscito dal lavoro ad Assisi, mi sono trovato imbottigliato e incolonnato in superstrada come non era mai successo in 12 anni che compio quel tragitto: avrei impiegato addirittura un paio d'ore per arrivare a casa a Perugia quando di norma basta un quarto d'ora. S'era verificato un incidente e vicino all'uscita di Ospedalicchio tutti noi automobilisti potemmo realizzarne la gravità. Solo tanta fortuna, aveva evitato che ci fossero state vittime. Un autoarticolato proveniente da Perugia nel bel mezzo d'un rettilineo aveva sbriciolato il boston centrale e invaso in diagonale la nostra direzione di marcia fino a schiantarsi sul guardrail opposto, qui la motrice era rimasta incastrata senza cadere nella scarpata, completamente distrutta ad altezza ruote ma con la cabina di guida sostanzialmente integra. Ora il traffico di entrambe le direzioni procedeva a passo d'uomo sulle due corsie dell'unica carreggiata ancora percorribile. La sorte aveva voluto che nessun altro autoveicolo transitasse al momento del salto di carreggiata del pesante automezzo altrimenti - lo pensai io e sicuramente tutti quanti osservavano la scena - sarebbe stata una mattanza. Il giorno dopo ripercorrendo il rettilineo dove il camion aveva sbandato constatai l'assenza di qualunque tentativo di frenata... dunque un malore o un colpo di sonno. Vedere il video dell'incidente sull'A4 per me è stato "rivedere" proprio quello che per un istante, con un brivido, avevo immaginato sarebbe accaduto qui a Ospedalicchio se altri autoveicoli fossero transitati nel momento dell'incidente. Ecco quel che raccontano le immagini... nel momento in cui il camion bianco diretto verso Venezia divelve lo spartitraffico, sta sopraggiungendo in direzione Trieste un camion rosso e due auto in fase di sorpasso: ci rendiamo conto che nessuno potrà evitare l'impatto. Solo la seconda auto, se solo avesse rispettato la distanza di sicurezza dalla prima, forse avrebbe potuto cavarsela. Invece viaggia ad alta velocità appiccicata al veicolo precedente, colpevolmente al di sotto della distanza di sicurezza... un comportamento irresponsabile, che purtroppo vedo ripetersi spesso attorno a me, per mano soprattutto di neopatentati che scambiano l'asfalto delle strade con quello dei circuiti, per inesperienza e incoscienza. In un istante il camion bianco invade la carreggiata opposta il conducente del camion rosso viene travolto subito, gli stop delle due auto sulla corsia di sorpasso si accendono disperatamente per un istante. La prima auto scompare nel camion, come un fantasma che attraversa un muro, e già la seconda fa la medesima fine. Poi esplodono i serbatoi di benzina, dei camion e delle auto, e scoppia l'inferno. Durissimo il bilancio dell'incidente, alla fine si conteranno 7 vittime: i due camionisti, 3 persone sulla prima auto e 2 sulla seconda. Nel frattempo la Morte, come appagata della strage appena compiuta, sfiora e raggela altre persone coinvolte coi loro mezzi sulla carreggiata di sinistra, le lascia però uscire miracolosamente vive, per ricordarlo e raccontarlo. Questo video mi ha suscitato tante emozioni. In primis la pietà per le vite scomparse allora che in una manciata di secondi l'A4 s'è trasformata in un teatro di guerra... poi il senso d'ineluttabilità del nostro destino: quando assume la forma di un TIR che d'improvviso ti taglia la strada a pochi metri, hai appena il tempo di capire che non puoi far nulla per evitare la fine... poi l'amarezza per le norme di sicurezza non rispettate: da quanto tempo non dormiva il camionista che ha provocato la propria morte e quella di altre persone? Questa tragedia mostra drammaticamente come la nostra vita sia appesa a un fragile filo: un camion che ci piomba addosso non distingue l'automobilista prudente da quello folle. Essere prudenti e responsabili è chiaramente un dovere, per noi e ancor più per gli altri, ma non è garanzia di nulla. Proprio di fronte a scene come questa - drammatiche quanto quelle dell'11 settembre, delle guerre recenti, di tutte quelle di cui abbiamo memoria - mi chiedo come facciano così tante persone a non credere che la vita continui anche dopo la morte. Che senso avrebbe nascere in un mondo difficile come questo se tutto finisse qui? Se non ci fosse un dopo vivremmo solo per riempirci alternativamente di piaceri e di sofferenze, in attesa che una sorte capricciosa, che premia i buoni quanto i cattivi e punisce i cattivi quanto i buoni, ci soffi via... no, non riesco a crederlo. Che siamo qui solo di passaggio, da un prima a un dopo, per me è evidente quanto è vero che il sole tramonta per risorgere la mattina seguente. Prego che quelle persone che hanno incontrato una sorte così spietata, così come tutti coloro che muoiono similmente in conflitti o assassinati o straziati in qualsivoglia modo feroce, allorché trapassano a miglior vita, non s'arrestino alle soglie del Cielo, ma possano subito volare, col loro corpo di luce, Là dove l'unica legge che vince è quella di Dio e del suo Amore.

martedì 8 luglio 2008

Questo amore (dedicato a Federica Squarise)

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Perdona questo mondo, Federica. Ai tuoi progetti e sogni rimandati ad altra vita e a più gentil destino, dedico questi versi di Jacques Prevert. Questo amore Questo amore Così violento Così fragile Così tenero Così disperato Questo amore Bello come il giorno E cattivo come il tempo Quando il tempo è cattivo Questo amore così vero Questo amore così bello Così felice Così gaio E così beffardo Tremante di paura come un bambino al buio E così sicuro di sé Come un uomo tranquillo nel cuore della notte Questo amore che impauriva gli altri Che li faceva parlare Che li faceva impallidire Questo amore spiato Perché noi lo spiavamo Perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato Perché noi l'abbiamo perseguitato ferito calpestato ucciso negato dimenticato Questo amore tutto intero Ancora così vivo E tutto soleggiato È tuo È mio È stato quel che è stato Questa cosa sempre nuova E che non è mai cambiata Vera come una pianta Tremante come un uccello Calda e viva come l'estate Noi possiamo tutti e due Andare e ritornare Noi possiamo dimenticare E quindi riaddormentarci Risvegliarsi soffrire invecchiare Addormentarci ancora Sognare la morte Svegliarci sorridere e ridere E ringiovanire Il nostro amore è là Testardo come un asino Vivo come il desiderio Crudele come la memoria Sciocco come i rimpianti Tenero come il ricordo Freddo come il marmo Bello come il giorno Fragile come un bambino Ci guarda sorridendo E ci parla senza dir nulla E io tremante l'ascolto E grido Grido per te Grido per me Ti supplico Per te per me e per tutti coloro che si amano E che si sono amati Sì io gli grido Per te per me per tutti gli altri Che non conoscono Fermati là Là dove sei Là dove sei stato altre volte Fermati Non muoverti Non andartene Noi che siamo amati Noi ti abbiamo dimenticato Tu non dimenticarci Non avevamo che te sulla terra Non lasciarci diventare gelidi Anche se molto lontano sempre E non importa dove Dacci un segno di vita Molto più tardi ai margini di un bosco Nella foresta della memoria Alzati subito Tendici la mano E salvaci.
..................................................(Jacques Prevert)

domenica 27 aprile 2008

...sulla vita: essa continua

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Il primo aforisma lo conoscevo, anche se non ne ricordavo l'autore (qui accanto in una foto scattata all'alba del XX secolo).
Il secondo l'ho scoperto stamane (e da lì sono risalito all'autore e al primo aforisma). Solo due parole: lapidario, profondo, perfetto come il m'illumino d'immenso ungarettiano.




Davanti a due strade divergenti in un bosco, mi incamminai lungo quella meno battuta, e questo ha fatto la differenza.


In due parole posso riassumere
quello che ho imparato sulla vita:

essa
continua.


martedì 26 febbraio 2008

Ciao angioletti, riposate in pace

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Gravina, Puglia, 5 giugno 2006: due bambini svaniscono nel nulla. Nessuna traccia profonda, nessuna "pistola fumante", molti indizi per mettere insieme ricostruzioni plausibili di cosa fosse accaduto.
Venti mesi dopo un ragazzino cade nel pozzo di una costruzione recintata e abbandonata, a due passi dal Municipio e dalla stazione ferroviaria di Gravina: si ferisce seriamente ma si salva perché non era solo e i suoi compagni di gioco possono cercare aiuto.
In fondo al pozzo, dopo il salvataggio, un'atroce scoperta: i soccorritori rinvengono i corpi ormai mummificati di due bambini il cui riconoscimento appare scontato. Le ultimi esili speranze di ritrovare Ciro e Tore Pappalardi vivi si spezzano. La ferita di chi ha continuato a piangere per le loro vite non scomparirà, ma avrà la pace della verità; tutta la comunità di Gravina, pur nel dolore immenso di questo lutto, avrà la "consolazione" di sapere se fu tragico incidente o efferato delitto.
Nessuna vita è mai inutile. La vita dei fratellini Pappalardo ha avuto una conclusione tragica, ma ha lasciato tracce profonde in tantissime coscienze, tracce che potranno evolvere in infiniti modi. Perciò non è la loro morte a doverci spaventare, ché le loro anime continuano ad esistere, semmai il dolore e l'angoscia che può averla accompagnata. Ciro e Tore hanno sicuramente assolto una missione importante, difficile da comprendere qui dove non si può vedere. Ho fede che sia così.

P.S. Ho sempre cercato in tutti i modi di trovare un senso a ciò che sembra non avere senso; il cattolicesimo non me lo ha dato. Ho guardato altrove per arrivare a mettere insieme qualche frammento di risposta, anche nelle parole di Gesù, ma non nella tradizione e traduzione della chiesa apostolica romana. I popoli sono divisi dalle differenze di religione molto più che dalle diverse lingue che parlano: è tempo di andare oltre queste divisioni.
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