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venerdì 21 ottobre 2016

Convegno Bioscanner TRIMprob il 12/11/2016

45 : commenti
Post di Andrea Michielin

Buonasera a tutti.
Segnalo un convegno che si terrà il 12 novembre 2016, presso l'Hotel Excelsior la Fonte - Via Poggio, 160, 60129 - Portonovo (AN).
Si parlerà della prevenzione e diagnosi non invasiva attraverso il Bioscanner TRIMprob.
Sarà presente l'inventore Clarbruno Vedruccio insieme a diversi medici utilizzatori.
Parteciperà anche Roberto Giacobbo (giornalista, conduttore televisivo, autore televisivo e scrittore italiano).
Siamo un gruppo che comprende medici, biologi, professionisti del settore della salute e della nutrizione, odontoiatri e programmatori che desiderano che si torni a parlare del Bioscanner TRIMprob, trattandosi di una tecnologia potenzialmente in grado di aiutare molte persone a ricevere diagnosi precise e precoci, senza la minima invasività!
Il Convegno ha lo scopo di portare il pubblico a conoscenza della tecnologia su cui si basa la particolare invenzione del Prof. Vedruccio (il Bioscanner Trimprob) e di far conoscere e condividere l'esperienza di diversi professionisti che utilizzano da tempo questo strumento per la diagnostica non invasiva. Sarà molto importante ascoltare la loro esperienza pratica e clinica.

L'evento gratuito, inizierà alle 9 e sarà aperto al pubblico fino alle 15,30.

Per maggiori info:
È molto gradita la partecipazione o condivisione dell'evento.
E... se passate da quelle parti, non dimenticatevi di salutare. Sarà un piacere poter stringere la mano di ognuno di voi!

venerdì 16 ottobre 2015

Scienza e LENR:
per gli scienziati svedesi siamo a una svolta!

95 : commenti
Versione italiana, autorizzata dal giornalista scientifico Mats Lewan, di Swedish scientists claim LENR explanation break-through, pubblicato il 15/10/2015 sul blog An Impossible Invention. Traduzione di Daniele Passerini.
***

Scienza e LENR:
per gli scienziati svedesi siamo a una svolta!

Rickard Lundin, photo: Torbjörn Lövgren, IRF.
In poche parole sarebbe non una nuova fisica, ma un poco noto effetto fisico che descrive l'interazione della materia con campi elettromagnetici — forze ponderomotrici di Miller — la chiave per spiegare il rilascio di energia e i cambiamenti isotopici che avvengono nelle LENR. Questo è ciò che Rickard Lundin e Hans Lidgren, due scienziati svedesi di alto profilo, affermano illustrando la loro teoria in un articolo intitolato Spallazione nucleare e cattura neutronica indotta da onde di forza ponderomotrici (qui l'articolo integrale) che verrà presentato Venerdì 16 ottobre in Francia, all'11° Workshop internazionale sulle anomalie nei metalli caricati con idrogeno, ospitato da Airbus a Tolosa.

L'idea di base
è che le forze ponderomotrici a frequenze di risonanza strappino dei neutroni a elementi come il deuterio e il litio, e che questi neutroni vengono poi catturati, per esempio, dal nichel, con conseguente rilascio di energia, come previsto dalle leggi fisiche già note.

Lundin e Lidgren hanno condotto con successo un breve esperimento e hanno verificato che i loro calcoli sono compatibili ai risultati ricavati da esperimenti LENR ben noti, come il Lugano report sull'E-Cat di Andrea Rossi. All'inizio del 2015 hanno anche depositato una domanda di brevetto che descrive il processo.

"Abbiamo fatto un esperimento per conto nostro, ma ci siamo fermati lì. Ci siamo resi conto di essere seduti su una sorgente di neutroni e questo non è qualcosa si dovrebbe fare in cantina," mi ha detto Rickard Lundin, professore di Fisica dello Spazio presso l'Istituto Svedese di Fisica dello Spazio (IRF) e membro della Reale Accademia Svedese delle Scienze (KVA)*.

Gli scienziati si stanno ora preparando per un esperimento ben pianificato con tutte le necessarie misure di sicurezza, preferibilmente con un reattore dal corpo trasparente in quanto l'effetto, secondo gli scienziati, rilascerebbe parecchia luce.

Le forze ponderomotrici derivano dalla parte elettrica dei campi elettromagnetici oscillanti, e agiscono su tutte le particelle, corpuscolari o plasmatiche. Sono tutte caratterizzate da un trasferimento di energia elettromagnetica e momento angolare a particelle cariche o non cariche. Una di loro, la forza di gradiente, funziona indipendentemente dal segno delle cariche.

All'inizio il fenomeno era stato pensato per descrivere la "pesantezza" della luce — la capacità della luce di avere una forza di "spinta" sulla materia. Ciò che Lundin e Lidgren hanno studiato e pubblicato nel 2010 è che il fenomeno ha una frequenza di risonanza, specifica per ogni particella o cluster di particelle, e che la forza aumenta vicino alla frequenza di risonanza, essendo repulsiva dal lato della bassa frequenza, ma attrattiva dall'altro.

"Tali forze non sono intuitivamente prevedibili, sono proprio un po' strane: fanno sì, per esempio, che corpi caldi attraggano materia," dice Lundin.

Hans Lidgren
Lidgren, Magister Scientiae in Ingegneria Fisica, e cofondatore della società di esplorazione petrolifera Rex International Holding, ha iniziato a indagare il fenomeno dopo avere scoperto strane caratteristiche nelle orbite dei satelliti, analizzando le rilevazioni dei satelliti altimetrici finalizzate a rilevare potenziali giacimenti di idrocarburi.

Sarebbe giusto aspettarsi che la luce del sole eserciti una forza di spinta sui satelliti, ma Lidgren scoprì il contrario. Dopo un esperimento con il pendolo nel vuoto, che mostrava lo stesso effetto, Lidgren e Lundin hanno pubblicato il loro documento "Sull'attrazione della materia per opera della forza ponderomotrice di Miller".

Lundin era un collega all'Accademia delle Scienze (KVA)* del compianto Prof. Sven Kullander, precedente capo del Comitato Energia della KVA. Il Prof. Kullander fu strettamente coinvolto nelle indagini svolte dai ricercatori svedesi sui dispositivi di Andrea Rossi. L'interesse di Lundin è iniziato con la pubblicazione del Lugano report.


"Quando ho visto il Lugano report e gli shift isotopici tutto è diventato così evidente," ha detto Lundin.

Ha spiegato che l'estrazione di neutroni dai nuclei di deuterio e/o litio richiede energia, e che il trucco è farlo nel modo più efficiente.

"Il nostro metodo è più accurato, poiché usa la minore quantità possibile di energia [attraverso la risonanza] per liberare neutroni. Altri, come Rossi stanno creando turbolenze attraverso onde quadre [nella corrente elettrica che alimenta le resistenze per il controllo della reazione — onde quadre contenenti un gran numero di armoniche e quindi molte frequenze differenti], e ottengono uno spettro d'onda turbolento col rischio che alcune frequenze diventino po' troppo alte," ha spigato Lundin.


Dopo questa intuizione, Lundin ha continuato a mantenere un basso profilo in quanto l'argomento è decisamente scottante, anche a causa di una situazione conflittuale creatasi all'interno dell'Accademia delle Scienze a partire da quando Kullander dichiarò apertamente il suo interesse per la tecnologia LENR e Rossi.

"Penso che chi è critico lo sia per paura, dovuta a quanto questa ricerca è stata molto stigmatizzata in passato. Se c'è qualcosa che gli scienziati temono è diventare dei paria. Ci vuole un sacco di coraggio per andare contro le interpretazioni più accreditate, ma penso di appartenere a quel genere di persone che hanno imparato a incassare le critiche," ha detto Lundin.

Lundin e Lidgren hanno presentato il loro articolo sia al sito web di prestampa "open" Arxiv.org sia alla rivista peer-reviewed "Plasma Physics and Controlled Fusion" (PPCF), ma entrambi hanno rifiutato persino che i loro revisori gli dessero uno sguardo, PPCF sostenendo "che il contenuto di l'articolo non rientra tra gli scopi della rivista ". Arxiv.org ha pure impedito a Lundin di presentare ulteriori articoli nei mesi di luglio e agosto.

"Ho dei precedenti abbastanza buoni molte pubblicazioni e questa è la prima volta che mi capita qualcosa del genere. È scortese non offrire una semplice revisione. Per me è importante ricevere commenti e critiche dai colleghi ricercatori che possono dire "questo non può essere corretto" al fine di migliorare l'articolo," ha detto Lundin.

Per quanto riguarda la giustificazione addotta da PPCF, Lundin ha commentato:

"La parola plasma è usata almeno 50 volte nel testo, ed è fondamentale per il processo di spallazione così come lo descriviamo. Tuttavia non si tratta della "fusione controllata" nel senso classico — fusione di due elementi/isotopi tramutati in un nuovo elemento (per esempio, deuterio + trizio --> elio + 1 neutrone). Ma di certo si può ancora descriverla come una fusione. Cattura neutrononica significa che un neutrone libero è fuso con un nucleo/elemento che viene così a essere trasmutato in un isotopo più pesante dello stesso elemento (per esempio 58Ni + 2n --> 60Ni + energia). Il problema è probabilmente il terrore che si è sviluppato nel corso degli anni nel maneggiare il termine fusione fredda (e LENR)."

È stata Elisabeth Rachlew, professore emerito e ricercatore della fusione calda e del plasma presso lo Swedish Royal Institute of Technology, e anche membro della KVA* e successore del Prof. Kullander a capo del Comitato Energia della KVA, che ha consigliato a Lundin e Lidgren a presentare l'articolo a PPCF. La Rachlew ha fatto anche una revisione dell'articolo.

"Pensavo che l'articolo fosse molto interessante, e sono rimasta stupita di vedere che non era nemmeno stato inviato ai revisori. PPCF avrebbe dovuto inviatre la sua risposta immediatamente, invece ci sono voluti mesi. Immagino che fossero angosciati," ha detto la Rachlew.

Il vantaggio della teoria
di Lundin e Lidgren, a parte il fatto che quadra con i dati sperimentali e le osservazioni, è che non c'è bisogno di superare la barriera di Coulomb — la forza repulsiva tra i nuclei di carica positiva nel concetto tradizionale di fusione, che è uno dei motivi per cui molti scienziati ritengono che la fusione fredda sia impossibile.

"Ho anche pensato così — non si può superare la barriera di Coulomb [a basse temperature]. E quindi fondere nuclei e protoni non funziona. Si può forse avviare un processo molto debole, ma non raggiungere un livello in cui si abbia un significativo rilascio di energia," ha detto Lundin.

I neutroni, che non hanno carica, possono essere facilmente catturati da un nucleo atomico senza questo problema. C'è anche qualche altra teorie LENR basata sui neutroni, ma ciò che questo modello aggiunge è una solida spiegazione della loro provenienza, che spesso manca in altri modelli.

"Il nostro modello descrive un processo piuttosto naturale. Costituisce probabilmente uno dei principali contributi al mantenimento di una temperatura elevata all'interno della Terra, dato che c'è alta pressione, alta temperatura e buona disponibilità di neutroni per produrre elementi [attraverso questo processo] con risorse fondamentalmente illimitate di deuterio," ha detto Lundin.

Nelle conclusioni del report, gli autori scrivono:

"Questo report dimostra, teoricamente e sperimentalmente, che la produzione di energia nucleare può essere alloggiata in reattori piuttosto piccoli, che operano a temperature modeste (≈900-2000° C), e produrre potenza sostenibile nell'ordine di 1-10 kW – con un minimo consumo di combustibile (pochi grammi all'anno). (...) La magnitudine della potenza in uscita, erogata da una minuscola quantità di combustibile, dimostra che si tratta di un processo nucleare con grandi potenzialità. Correttamente utilizzato il processo potrebbe diventare una fonte di energia illimitata e sostenibile, producendo essenzialmente rifiuti con radioattività di breve durata."


E nei ringraziamenti:

"(...) Siamo particolarmente grati al Prof. Sven Kullander, che ha promosso l'idea che avvenisse un processo nucleare nel cosiddetto "esperimento Rossi", fino al momento amaro della sua morte (2014). Il diligente lavoro svolto dal Prof. Kullander dentro la Commissione per l'Energia presso l'Accademia Reale delle Scienze, e il suo apporto all' "esperimento Rossi", è stato determinate per questo lavoro."

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Post scriptum. La persona che per prima
mi ha parlato di questa ricerca è stato un altro membro dell'Accademia delle Scienze*, membro dell'Accademia Reale Svedese delle Scienze Ingegneristiche (IVA) ed ex vicepresidente della ricerca e sviluppo per la multinazionale svedese-svizzera ABB, società che si occupa di energia, robotica e automazione, il Prof. Harry Frank — giusto per dare un'idea del livello l'interesse raggiunto dalle LENR in Svezia, mentre gli editori scientifici della radio nazionale svedese, SR, e alcuni scienziati insistono brutalmente a sostenere che è tutto un imbroglio, o almeno che nulla è mai accaduto in questo campo, e che nulla probabilmente mai accadrà. SR è stato anche premiato per questo.

 
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* I Comitati dell'Accademia delle Scienze, KVA, agiscono come Consigli di selezione per i Premi Nobel per la Fisica e Chimica.

martedì 29 settembre 2015

Aggiornamenti sull'attività di ricerca LENR del gruppo di lavoro di Francesco CELANI all'INFN (Live Open Science)

560 : commenti
(Post di Francesco Santandrea a.k.a. SPAXIO)


Dopo la partecipazione all’ICCF19 nell’Aprile di quest’anno Francesco Celani, ricercatore dell’INFN presso i Laboratori Nazionali di Frascati, ha recentemente pubblicato il suo contributo per gli atti della conferenza tenutasi a Padova.


Le sperimentazioni LENR condotte sono in continuo sviluppo, il reattore è arrivato alla terza generazione e si è ottenuto un consistente aumento della resa termica.


Ricordiamo inoltre che nel reattore c'è una generazione di corrente elettrica macroscopica non spiegabile con l'Effetto Seebeck.


Rendering del reattore di 3a generazione

L’articolo, “Observation of macroscopic current and thermal anomalies, at high temperature, by hetero-structures on thin and long Constantan wires under H2 gas” ha avuto una genesi complessa per il desiderio di includere anche gli sviluppi sperimentali iniziati pochi giorni prima della Conferenza.

In breve è dal Febbraio 2015 che è stato introdotto un nuovo tipo di configurazione sperimentale chiamato di terza generazione.

Dapprima è stata fatta una serie di piccoli nodi lungo i fili stessi, successivamente, è stata sviluppata una procedura per depositare ferro di dimensioni nanometriche sulla superficie dei fili di costantana nanostrutturati utilizzati all’interno del reattore.


Per quanto riguarda l’eccesso di potenza, il miglior risultato è stato di 15 W contro una potenza in ingresso di 100 W in atmosfera di Xe/H2.
L’introduzione dei nanostrati di ferro e dei nodi ha anche aumentato e stabilizzato la tensione e la corrente spontanee misurate ai capi del filo non alimentato, fenomeno che era stato fortuitamente scoperto il 26 Giugno 2014.
Nell’articolo vengono elencati un certo numero di fenomeni candidati alla giustificazione degli eccessi termici negli esperimenti realizzati, inclusi quelli correlati alle reazioni di dissociazione/ricombinazione dell’Idrogeno.

Accanto alle già note proprietà catalitiche della Costantana, si aggiungerebbero l’adsorbimento dell’idrogeno atomico da parte della superficie delle guaine di vetro che rivestono i fili e il nucleo del reattore e il fenomeno di localizzazione dell’energia alle nanoscale osservato in molti altri esperimenti.
Infine, vengono messe in evidenza le somiglianze tra il lavoro di Celani e quello del Prof. Leif Holmlid (Università di Gothenburg - Svezia) per quanto concerne la materia di Rydberg e il suo reattore basato sulla Fusione a Confinamento Inerziale.
In questi giorni sono iniziate indagini sistematiche sull'eventuale emissione di raggi gamma utilizzando un spettrometro gamma Berthold LB125 (sensibile ai raggi gamma nel range di energia 25-2000 keV). Lo spettrometro è stato collegato ad un software di acquisizione dati su PC.

Screenshot del software di acquisizione 

Ricordiamo che la prima evidenza sperimentale di una debole emissione gamma utilizzando come gas “attivo” il Deuterio (invece dell’Idrogeno) è avvenuta nel Luglio 2012, come brevemente riportato nell’articolo.

Per chi fosse interessato, è possibile scaricare il paper in formato pdf al link che segue.

Paper accepted  for Publication, on Journal, 
as Conference Proceedings of ICCF19:



Francesco Santandrea  

P.S. di Daniele Passerini 

Colgo l'occasione del post di SPAXIO, dedicato all'ultimo articolo del gruppo di ricerca di Celani, per ricordare che si terrà a Terni tra pochi giorni, sabato 3 ottobre 2015, il convegno LENR e le altre rinnovabili con relatori quali Celani, Abundo, Mastromatteo et cetera. Trovate programma ed eventi collaterali del convegno sul sito dell'organizzatore, il giornalista e blogger Claudio Pace. 

Un appuntamento da non perdere sia per addetti ai lavori sia per appassionati del mondo LENR... ahimè non potrò esserci, ma ospiterò volentieri su 22passi i contributi di chi parteciperà e vorrà farci un resoconto.

venerdì 18 settembre 2015

Le LENR volano in Francia grazie ad Airbus

141 : commenti
Geneste
Jean-François Geneste - Airbus Group
Si avvicina il giorno del Worhshop sulle LENR organizzato, insieme all'ISCMNS (1) da Jean-François Geneste, Direttore Scientifico di Airbus Group Innovations.

La carriera di Jean-François Geneste ha percorso tutte le aree dell'aeronautica: missili, satelliti, veicoli di lancio, aerei, elicotteri. Ha lavorato anche nel campo della matematica pura e applicata, in particolare nel settore della crittografia dove ha scoperto una trentina di teoremi. Più recentemente si è occupato di Fisica e ha proposto modelli teorici alternativi fisici.. Ha lavorato con fisici francesi e russi sulla materia dei monopoli magnetici. Egli è autore di oltre una trentina di brevetti in diversi settori che vanno dai sistemi aerospaziali ai motori termici, ma riguardano anche per aerodinamica, crittografia, tessile, strutture ecc. Oltre ad alcuni aspetti industriali, la sua ricerca si concentra sulle geometrie non-archimedee applicate alla fisica. (2)

In Francia i ricercatori come Jean-François Geneste finiscono per occuparsi di LENR, in italia i ricercatori che si occupano di LENR vengono messi all'indice... Galileo Galilei oggi emigrerebbe oltralpe.

Grazie a lern-forum.com (3) possiamo già dare un'occhiata al programma in via di definizione del Workshop ISCMNS sulle LENR che si terra il 15-16 ottobre alla Airbus a Toulouse.
 
Giovedì 15 ottobre 2015


09:00 Jean-François Geneste
Welcome address | Airbus and LENR
09:30 Frederic Henry-Couannier
From dark gravity to LENR
10:05 Stephane Neuville
Quantum Electronic Atomic Rearrangement in Solids by H2 recombination energy release on DD nuclear syntheses under irradiation of deuterium
Electron Deep Orbits of the Hydrogen Atom
11:15 Pausa
11:45 Fabrice David
Hydrogen isotopes in alloys: hypotheses and experiments
12:20 X.Z. Li
Lithium 6: an important fuel in condensed matter physics
12:55 Pranzo
DD nuclear syntheses under irradiation of deuterium loaded Pd anode by auto electron beams at pulse vacuum discharge
15:00 Jean-François Geneste 
Energy creation

Venerdì 16 ottobre 2015


09:00 Jacques Dufour
Unconventional heat observation in the hydrogen/iron/sodium system
09:35 Rickard Lundin, Hans Lidgren
Power generation by resonant isotope transmutation of nuclides
Investigation of heat release during irradiation by ion beams
11:45 Pausa
Replication attempts of the Parkhomov experiment
Phenomenological model of collective Low EnergyNuclear Reactions
12:30 K.P. Budko, A.I. Korshunov
Calorimetric investigation of anomalous heat production in Ni-H systems
13:05 Jacques Ruer
Can craters and hot spots be explained by Erzions or exotic particles? | Analysis of the potential behaviour of the energy catalyzer in the patent US 9115913 B1
13:45 Pranzo
15:00 Jean-François Geneste 
LENR from experiment to theory
16:00 Pausa
16:30 Conclusioni
  1. http://www.iscmns.org/
  2. http://www.cepadues.com/auteur/geneste-jean-francois/263.html
  3. http://www.lenr-forum.com/forum/index.php/Thread/1809-11th-International-Workshop-on-Anomalies-in-%E2%80%A8Hydrogen-Loaded-Metals-in-Airbus-To/?postID=7661#post7661

giovedì 16 luglio 2015

Emissione spontanea di particelle ad alta energia da Deuterio ad altissima densità

139 : commenti
Da martedì scorso, 14 luglio, è disponibile online (a pagamento) un articolo scientifico intitolato

Spontaneous ejection of high-energy particles from ultra-dense deuterium D(0)

Kurie-like plot demonstrating beta decay.
Ve ne riporto l'abstract
High-energy particles are detected from spontaneous processes in an ultra-dense deuterium D(0) layer. Intense distributions of such penetrating particles are observed using energy spectroscopy and glass converters. Laser-induced emission of neutral particles with time-of-flight energies of 1–30 MeV u−1 was previously reported in the same system. Both spontaneous line-spectra and a spontaneous broad energy distribution similar to a beta-decay distribution are observed. The broad distribution is concluded to be due to nuclear particles, giving straight-line Kurie-like plots. It is observed even at a distance of 3 m in air and has a total rate of 107–1010 s−1. If spontaneous nuclear fusion or other nuclear processes take place in D(0), it may give rise to the high-energy particle signal. Low energy nuclear reactions (LENR) and so called cold fusion may also give rise to such particles.
  e gli "highlights"
  • Spontaneous high-energy particles from D(0) are detected by energy spectroscopy.
  • These high-energy unstable particles give linear Kurie plots, indicating beta decay.
  • The signal due to the unstable particles is strongly increased by glass converters.
  • Spontaneous line-spectra are observed in the energy spectra.
  • The signal may be due to spontaneous nuclear processes in D(0).
L'articolo è stato ricevuto dalla rivista International Journal of Hydrogen Energy il 7 aprile 2015 e ha completato il percorso di peer review il 23 giugno scorso.

Gli autori sono:
Una piccola soddisfazione per chi, in difesa di tutti gli onesti scienziati e ricercatori che da anni chiedono attenzione riguardo le LENR, da più di 4 anni ha scelto di posizionarsi su una scomoda riva del fiume, mentre l'orchestra degli scettici continuava a suonare tronfia e imperterrita le proprie incrollabili obiezioni... dalla sala da ballo del Titanic!

Una grande soddisfazione per la Scienza e l'Umanità.

sabato 16 maggio 2015

Il Metodo Innominabile:
scientismo da tavolino vs scienza clinica.

18 : commenti

A proposito di “Allogeneic Mesenchymal Stem Cell Therapy Outcomes for Three Patients with Spinal Muscular Atrophy Type 1”, il lavoro di J.R. Bach e M. Villanova pubblicato il mese scorso sulla rivista scientifica American Journal of Physical Medicine & Rehabilitation (1), vi invito a confrontare due recenti articoli italiani che se ne occupano:
L'autrice del primo sfoggia tutta la sua capacità retorica di enfatizzare la minima ombra e mettere in ombra ciò che è evidente.

Invece nel secondo articolo, più meritevole di essere considerato tale, una brava giornalista intervista il prof. Marcello Villanova e ci fa capire meglio come stiano le cose.

Avete aperto i link e letto e soppesato i due articoli che vi ho segnalato? Bene, passo allora la parola a Hermano Tobia.
Daniele Passerini

***

Oltre a quanto scrive Daniele, volevo aggiungere un paio di considerazioni.

Premessa: forse non tutti sanno chi era il prof. Marcello Truzzi, fondatore e co-presidente del CSICOP, analogo all'italiano CICAP, debunker di protoscienze e pseudoscienze, soprannominato “lo scettico degli scettici” (2). Non sicuramente un credulone quindi.

La cosa interessante è che Truzzi (il quale ha sempre incoraggiato lo studio dei fenomeni anomali come opportunità per il progresso scientifico) delineò anche i tratti “patologici” dello scetticismo, chiamandolo appunto “pseudoscetticismo”; eccoli elencati (3):
  1. Denying, when only doubt has been established 
  2. Double standards in the application of criticism 
  3. The tendency to discredit rather than investigate 
  4. Presenting insufficient evidence or proof 
  5. Assuming criticism requires no burden of proof 
  6. Making unsubstantiated counter-claims 
  7. Counter-claims based on plausibility rather than empirical evidence
  8. Suggesting that unconvincing evidence provides grounds for completely dismissing a claim
Ricordando che scientismo e pseudoscetticismo si sostengono e si alimentano a vicenda, lascio come utile esercizio ai lettori verificare se nelle varie critiche all’articolo di Bach e Villanova ravvisano uno o più dei punti elencati qui sopra.

Mi sono ripromesso di non fare più polemiche sull’argomento, se ne sono fatte già troppe (l’ultima sul fatto che uso un nick, lo faccio per evitare trollismi, anche se non sempre (4)), quindi parlerò solo in positivo.

Un primo plauso va al prof. Bach ed al dott. Villanova, che sono presi parecchie (e gratuite) vagonate di letame solo per aver seguito la propria coscienza e fatto il proprio dovere di medici e di studiosi. Invito tutti a leggere con attenzione l’intervista di Villanova, di cui segnalo questo passaggio:
Tuttavia, oltre all'impact factor, che riguarda le riviste scientifiche, ne esiste anche uno che riguarda il comportamento etico e morale dell'uomo, e allora, mi chiedo quale impact factor potrebbe avere uno che si rifiuta di visitare un bambino affetto da una gravissima malattia a prognosi infausta? A voi dare un punteggio.
Fortunatamente non ho mai avuto bisogno di un medico (se non per normali acciacchi), ma se dovesse capitarmi, vorrei trovarne uno che ha lo stesso “impact factor” etico del dott. Villanova.

In queste settimane, poi, ho avuto modo di “conoscere” (attraverso la rete) alcune persone direttamente coinvolte nella vicenda. Il mio secondo plauso va quindi ai genitori ed ai parenti dei piccoli malati, che non sono affatto dei “visionari” o delle persone a cui “togliere la patria potestà dei figli”, come qualcuno ha affermato, ma degli eroi che combattono una guerra difficilissima contro la malattia dei propri congiunti.

I miglioramenti che loro hanno visto - non creduti - nei propri figli sono fra quelli riportati da Bach e Villanova; a questo punto penso che abbiano diritto a maggiore attenzione e ad una risposta che vada oltre (per usare il termine usato da Villanova) la “fantamedicina”.

Da ultimo, volevo concludere ricordando la piccola Desiree, una delle bambine oggetto dello studio di Bach e Villanova che purtroppo non ce l’ha fatta ed è volata via pochi giorni fa.

Riposa in pace, piccola guerriera.
Hermano Tobia

  1. http://22passi.blogspot.it/2012/03/armi-nucleari-tattiche-prive-di-massa_04.html?showComment=1330945608067#c5860080608828306099

mercoledì 13 maggio 2015

AAA cercansi
ricercatori nuove energie nel cuore d'Italia!

34 : commenti
Ho ricevuto stamattina una email (e una telefonata) da un libero ricercatore che esplora il campo delle nuove energia. Mi ha contattato perché cerca nella regione in cui abitiamo entrambi, l'Umbria, altri ricercatori pari interesse con cui condividere sforzi, mezzi e conoscenze.

Mi ha fatto riflettere: negli ultimi 4 anni ho avuto modo di contattare tecnici e appassionati che si interessano di scienza di frontiera (dalle LENR al piezonucleare, dalla cavitazione all'alchimia 2.0 ecc.) in quasi tutta Italia (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Lazio, Abruzzo, Campania, Sicilia...), ma nessuno vicino a dove vivo.

Lanciamo dunque questo messaggio in bottiglia e vediamo se qualcuno lo raccoglie!


Data: 13 maggio 2015 14:32:55 CEST
Da: omissis
A: daniele passerini
Oggetto: LENR

Non lavorando da alcuni anni, mi dedico ad uno strano passatempo che comprende la ricerca di energie alternative ed il risparmio energetico, motori magnetici, bobine di Tesla, celle HHO, e LENR.

Se hai notizie di qualcun altro [in Umbria] che NON fa solo teoria... te ne sarei grato.

Grazie.
email firmata

lunedì 4 maggio 2015

Nuovo brevetto a supporto delle LENR
dal Prof. Leif Holmlid - Università di Gothenburg

26 : commenti
Ieri Francesco Celani ha diffuso alla sua mailing-list un brevetto risalente al 2012 richiesto dal Professor Leif Holmlid (Università di Gothenburg, Svezia):

EP2680271 - Method and apparatus for generating energy through inertial confinement fusion

Da quanto spiegatomi a voce dal suddetto ricercatore dei Labroatori Nazionali di Frascati, del brevetto, più che il metodo in sè (che permetterebbe solo piccoli surplus di energia), è interessante la documentazione scientifica che lo supporta.

Vi riporto il commento scritto via email da Celani.
Risulta che la presenza del cosiddetto picno-deuterio* sia fondamentale per ottenere i risultati di "fusione", ottenuti con un laser di piccolissima potenza.
Il picnodeuterio è ottenuto utilizzando un catalizzatore al Fe-O con attivatore il K (ed altri elementi non meglio specificati). 
  • Mi sembra che i risultati siano difficilmente contestabili: utilizzate metodologie "standard", anche se molto raffinate e costose. 
  • Come piccolo commento finale, mi sembra che la similitudine con i nostri recenti esperimenti (ad esito positivo e stabile riguardo lo Anomalous Heat Effect), utilizzanti Fe a livello nanometrico (presentati anche a ICCF19), sia non marginale. 
  • Picno-sassolino dalle mie scarpe: il Nostro lavoro a ICCF19 NON è stato accettato (dagli organizzatori?) della Conferenza per una presentazione orale, ma soltanto come Poster. Comunque è stato, per oltre 5 giorni, il Poster più visitato e fotografato... A parte la fatica, ho avuto il piacere, di illustrarlo per oltre 10 ore agli oltre 400 (quattrocento) partecipanti alla Conferenza. Il poster (4.6M)  è attualmente reperibile in rete digitando "ICCF19 Celani Poster". 
  • Risulta evidente il ruolo chiave svolto da opportuni catalizzatori per la dissociazione del Deuterio (e/o Idrogeno) dallo stato molecolare a quello atomico (D2-->2D)  ed il successivo "confinamento". 
Buona lettura.
Francesco CELANI
* Dal greco πυκνός, "denso": per picno-deuterio si intende dunque una condizione in cui gli atomi di D sono estremamente vicini, se o capito bene a grandezze picometriche (senza confondere pico con picno ovviamente).

lunedì 20 aprile 2015

Gli effetti del “Metodo Innominabile”
pubblicati su PubMed

208 : commenti
(post di Hermano Tobia)

[Seguito de Il Metodo Innominabile fra evidenze cliniche e scientismo]



L’articolo del Prof. Bach e del dott. Villanova dal titolo “Allogeneic mesenchymal stem cell therapy outcomes for three patients with spinal muscular atrophy type 1." -- relativo ai miglioramenti che i due studiosi hanno riscontrato nei bambini affetti da SMA1 a seguito del trattamento “innominabile” con cellule staminali mesenchemiali -- dopo essere stato sottoposto a peer rewiew, è stato pubblicato sull’American Journal of Physical Medicine and Rehabilitation (1) e su PubMed (2).

L’abstract dell’articolo descrive la metodologia che è stata utilizzata per valutare la capacità motoria dei pazienti (scala CHOP-INTEND, lo standard in questo tipo di patologie (3). Si tratta di una scala che va da 0 a 64, e come indicato nell’abstract viene evidenziato un miglioramento fino a 13 punti, che regredisce con l’interruzione del trattamento.

A tale proposito l’abstract recita:

“These data represent the first objective, quantifiable improvements in physical function for any treatment of spinal muscular atrophy.”
“Questi dati evidenziano per la prima volta miglioramenti oggettivi e quantificabili nelle funzioni motorie di qualsiasi trattamento per l’atrofia muscolare spinale”


Sebbene si tratti di uno studio limitato, gli autori concludono auspicando ulteriori studi e sperimentazioni per “establishing mesenchymal stem cells as a safe and effective treatment of spinal muscular atrophy”.

Lo stesso editor-in-chief della rivista, nel presentare (1) il numero di Maggio 2015, sottolinea l’impatto “potentially dramatic” delle evidenze riportate nell’articolo.

Se non ci fosse il “metodo innominabile” alla base di queste evidenze cliniche, l’articolo verrebbe accolto con cauto ottimismo ed entusiasmo nel vedere che una malattia attualmente incurabile viene per la prima volta trattata con successo, e porterebbe speditamente a nuovi sviluppi.

Ma dopo tutto quello che è stato fatto per affossare il metodo innominabile, una “consacrazione” clinica dei suoi benefici rischia di scatenare un putiferio incontrollabile, sia nelle famiglie dei malati sia nell’opinione pubblica in generale, che si sentirebbe presa in giro e tradita. Molte teste (e relative carriere) salterebbero come birilli.

Per questo è probabile che la macchina del fango si muoverà in fretta per cercare di screditare, minimizzare e depotenziare e far ignorare i risultati dei due studiosi. Temo però che questa volta anche i denigratori di professione si troveranno di fronte ad un compito estremamente difficile. Vediamo infatti i principali punti della questione.

Gli Autori
Come già scritto nel mio precedente intervento (4), il Prof. Bach è considerato il maggior esperto al mondo di SMA1 ed il dr. Villanova il riferimento in Italia. In particolare è solo grazie alle tecniche di ventilazione assistita messe a punto Prof. Bach che la sopravvivenza dei bambini affetti da questa terribile patologia attualmente riescono a sopravvivere diversi anni. Dal punto di vista scientifico, come si può vedere da una ricerca su PubMed o Google Scholar, i due studiosi annoverano centinaia di pubblicazioni su riviste prestigiose, comprese quelle del gruppo Nature.
Quindi si tratta senza dubbio di due studiosi dal notevole curriculum scientifico e massimi esperti della materia, in particolare per quanto riguarda i risvolti clinici e riabilitativi.

La Rivista
Il Journal of Physical Medicine and Rehabilitation, pubblicato da uno dei più noti editori nel campo della salute e della medicina (Lippincott Williams & Wilkins), che annovera oltre 200 riviste in ambito biomedico, presenta un impact factor di tutto rispetto (pari a circa 2) se confrontato con quello di analoghe riviste del proprio settore (5)

La tipologia di studio: Case Report
L’articolo riporta 3 cosiddetti “case report”, che descrivono il decorso della malattia prima, durante e dopo i trattamenti di 3 pazienti. Questo tipo di studio è per definizione limitato e non può portare a conclusioni definitive, ma come indicano le linee guida “CARE” per redigerli (6):

“[Case reports] proved helpful in the identification of adverse and beneficial effects, the recognition of new diseases, unusual forms of common diseases, and the presentation of rare diseases”.
Ed inoltre:

“Case reports may generate hypotheses for future clinical studies... are common and account for a growing number of articles in medical journals “

Nel contesto delle malattie cosiddetta “rare”, infatti, al quale la SMA1 appartiene, i case report sono considerati di massima importanza: nel testo “Rare Diseases Epidemiology” (7), vi è un intero capitolo dal titolo “Importance of Case Reports in advancing knowledge of rare diseases” dove l’autore (8) afferma che “Case reports represent a relevant, timely, and important study design in advancing medical scientific knowledge especially of rare diseases”.

Metodologia
Purtroppo l’articolo è paywalled ed i dettagli non sono disponibili pubblicamente (sarebbe stato bello che l’articolo fosse in Open Access, vista l’importanza dell’argomento). Risulta comunque che la descrizione dei casi sia precisa e dettagliata e, come indicato nell’abstract, corredata da supporti multimediali (video) per documentarli in maniera il più possibile oggettiva e trasparente. La metodologia utilizzata per valutare i miglioramenti appare sostanzialmente in linea con quella adottata nei trial clinici per valutare l’efficacia di alcuni farmaci sperimentali per la stessa malattia (9).

In conclusione
Due medici esperti di chiara fama di SMA1, con curriculum scientifico di tutto rispetto, pubblicano su un’importante rivista del settore 3 case report che, per la prima volta al mondo, mostrano miglioramenti (misurati con metodologie oggettive e standardizzate) su pazienti affetti da una malattia incurabile, suscitando anche l’apprezzamento e l’incoraggiamento dell’Editor in chief della rivista stessa.

Come riportato sopra, normalmente questi case report sono il primo passo verso uno studio più sistematico e completo della questione, auspicato dagli autori stessi. Proprio quella sperimentazione che è stata appena negata.

Penso che saranno in molti adesso a dover dare spiegazioni, a cominciare da chi ha definito pubblicamente “magia” il metodo e “creduloni” i genitori dei poveri bambini (10, blog che consiglio a tutti: preciso, documentato e ricco di informazioni; da leggere a piccole dosi, per evitare la nausea ed il voltastomaco provocati da certe situazioni descritte, anche alla luce dello studio argomento del post), oppure chi ha scritto a mezzo stampa queste righe (11). Ma l’elenco è lunghissimo.

«Le Iene» hanno cominciato a montare e trasmettere riprese di bambini gravemente malati, facendo percepire al pubblico che il trattamento Stamina producesse effettivi e «visibili» miglioramenti. A questa tesi, perseguita con instancabile accanimento, hanno a più riprese mortificato e umiliato, oltre che la verità e il legittimo bisogno di chiarezza delle famiglie, anche la reputazione di non poche brave persone…"

Ora quella “percezione che mortificherebbe la verità”, è pubblicata, nero su bianco, su un’importante rivista peer-reviewed a firma di esperti di fama mondiale della materia. Penso che ogni commento sia superfluo.

La predica contro “Le Iene” prosegue:

“Ora, il contratto di convivenza sociale prevede che i danni fatti si paghino.”

È una promessa ?

Relativamente quindi alla valutazione dei miglioramenti riscontrati in questa malattia, lascio ai lettori valutare se le regole della tanto declamata “scienza” sono state rispettate dagli esperti che hanno analizzato con pazienza tutte le evidenze, visitato i bambini, incrociato dati, convinto referee ed editor e pubblicato, oppure da chi ha invece ignorato le evidenze cliniche e fatto le dichiarazioni di cui sopra.

In conclusione, come ho già scritto, probabilmente Vannoni e C. hanno commesso diversi errori e violazioni delle regole, e per queste stanno pagando. Ricordiamo però che le terribili malattie di cui si parla non concedono ai bambini il lusso del tempo ...

Ma questi aspetti, in ogni caso, non possono assolutamente essere un motivo valido per ignorare e rinnegare le evidenze cliniche che sono state prodotte e che lo studio in questione ha evidenziato con impegno e coraggio.

Che colpa hanno i bambini malati di tutto questo?
  1. http://journals.lww.com/ajpmr/toc/2015/05000
  2. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/25882135/
  3. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20074952
  4. http://22passi.blogspot.it/2015/04/il-metodo-innominabile-fra-evidenze.html
  5. http://www.medical-journals-links.com/physical-palliative-sports-medicine-journals.php
  6. http://www.jmedicalcasereports.com/content/7/1/223
  7. http://www.springer.com/gp/book/9789048194841
  8. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20824440
  9. https://www.clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT02193074
  10. http://www.felicemassaro.it/wordpress/?page_id=131
  11. http://www.lastampa.it/2014/01/19/italia/cronache/sul-caso-stamina-linformazionespettacolo-stata-irresponsabile-XyNDtwBpeTmiMlmRsVqSmO/pagina.html
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