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venerdì 3 aprile 2020

Crostata alla crema di mandorle ed amarene


La spesa ai tempi del coronavirus. Esauritosi nel giro di poco tempo l'assalto ai forni di manzoniana memoria, le vendite della grande distribuzione organizzata rispecchiano comunque il cambiamento di vita degli italiani e le abitudini sempre più domestiche dettate dalle restrizioni governative. Basta girare lungo le corsie dei supermercati per rendersi conto che gli italiani hanno scoperto il piacere - o almeno ci provano ! - di panificare, preparasi la pizza e la pasta e sfornare dolci. Il lievito di birra, fresco così come essiccato, è praticamente sparito. Venerdì scorso, nel supermercato dove mi reco abitualmente, nello scaffale dove solitamente era posizionato il lievito, stanchi delle continue richieste, i commessi hanno pure affisso un cartello con scritto "lievito esaurito".  Gli scaffali delle farine sono sguarniti e le uova pure scarseggiano. Il burro, solitamente demonizzato, è invece stato alquanto considerato. Stando ai dati raccolti ed analizzati da Nielsen, nella settimana dal 16 al 22 marzo la vendita di farine ha goduto di un incremento del 186,5%, il burro +79,7%, le uova hanno registrato +53,7%, il latte a lunga conservazione +34,1%. Ma anche altri generi alimentari hanno avuto un incremento di vendite notevoli: conserve animali +32,1%, conserve rosse +50,8%, pasta + 22,6%, riso +37,9%, caffè + 21,5%, pizza surgelata +45,7%, vino + 12,4%, birre + 11,3%, affettati + 28,1%, mozzarelle + 44,6%, wurstel + 44,2%.
In buona sostanza gli italiani restano a casa e...cucinano di tutto, mangiano, panificano, mangiano, fanno la pizza, mangiano, si preparano la pasta fresca e ripiena, mangiano, sfornano dolci, mangiano.
Perciò non è vero che #tuttoandràbene bensì che #tuttoandràstretto !!!
Quindi caro Signor Presidente del Consiglio, se avesse avuto veramente a cuore la salute degli italiani, oltre che confinarli agli arresti domiciliari in quarantena e far chiudere tutto avrebbe dovuto ordinare anche la chiusura...dei nostri stomaci !

giovedì 5 marzo 2020

Oro nero


Questo dolce rientra nella categoria dei così detti "cakes per miscelazione", cioè realizzati semplicemente mescolando i vari ingredienti. Nulla di più semplice e veloce: dieci minuti ed il dolce è in forno a cuocere ! Si impiega più tempo a pesare gli ingredienti che non a miscelarli. Il plumcake ideale da preparare con i bambini. Il risultato è garantito. Il grande Laghi di suo ci aggiunge anche un tuffo in una bagna: quel che ne esce è un dolce con un'eccellente grado di umidità. 

Da "Nuovi classici - 2 cakes" di Stefano Laghi
Ingredienti per uno stampo da 22 cm
170 g di farina
10 g di cacao
80 g di zucchero semolato
8 g di baking
60 g di uova intere (1 grande)
100 g di acqua
40 g di cioccolato 70%
50 g di burro anidro
60 g di prugne secche
30 g di amarene 
30 g di gocce di cioccolato
un pizzico di sale

Per la bagna all'arancio
90 g di acqua
30 g di zucchero semolato
10 g di destrosio
30 g di zucchero invertito
30 g di alcolato all'arancio 70°

In una ciotola riunire la farina, il cacao ed il baking setacciati, lo zucchero ed il sale. A parte mescolare le uova, l'acqua ed il burro anidro. Versare i liquidi al centro della ciotola. Con una frusta mescolare partendo dal centro creando prima piccoli cerchi e poi allargandoli in modo da incorporare le polveri e arrivare alle pareti. In tal modo non si formeranno grumi. Quando l'impasto risulterà liscio ed omogeneo, incorporare il cioccolato fuso e successivamente le prugne a pezzetti, le amarene sgocciolate e le gocce di cioccolato.
Cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per 30-35 minuti.
Nel frattempo preparare la bagna scaldando l'acqua e gli zuccheri e aggiungendo alla fine l'alcolato all'arancio. Se non riuscite a reperire il destrosio e lo zucchero invertito, sostituiteli con il saccarosio. La ricetta prevede destrosio e zucchero invertito in quanto legano meglio l'acqua del solo saccarosio. Quindi il dolce impregnato con questa bagna si asciugherà meno di quello irrorato da una bagna con solo saccarosio. 
Appena tolto dal forno, smodellare il plumcake e adagiarlo su un lato per 5 minuti. Poi bagnarlo abbondantemente con la bagna, dopo di che lasciarlo raffreddare.
Decorare con zucchero a velo e amarene.

mercoledì 12 aprile 2017

Tortini al cioccolato e amarene


Felder, l'ideatore della ricetta, li chiama muffins. Ma in comune con quei dolcetti americani hanno soltanto la forma. La tecnica di lavorazione è del tutto diversa. E parimenti differente è la consistenza: umida e fondente, impreziosita dalle amarene sciroppate.

Da "Patisserie !"
per 12 tortini grandi
100 g di cioccolato fondente al 50 o 60% di cacao
110 g di burro
4 uova medie
150 g di zucchero semolato
60 g di farina
1 cucchiaio di cacao non zuccherato (15 g)
amarene a piacere (lamponi nella ricetta originale)

Tirare fuori per tempo dal frigorifero le uova di modo che raggiungano la temperatura ambientale (monteranno meglio e più velocemente):
Tritare finemente il cioccolato e farlo sciogliere a bagnomaria con il burro. Mescolare fino ad ottenere una consistenza liscia ed omogenea.
Con uno sbattitore casalingo montare le uova con lo zucchero fino ad ottenere una consistenza gonfia e spumosa (dovranno sbianchire).
Mescolando a mano con una spatola con movimenti delicati dal basso verso l'alto, incorporare alle uova montate la miscela di burro e cioccolato.
Da ultimo, unire, sempre mescolando delicatamente a mano con una spatola, la farina ed il cacao previamente setacciati tra loro un paio di volte (il cacao tende a formare piccoli grumi).
Distribuire l'impasto negli stampini da muffins. Inserire in ognuno tre amarene facendole affondare leggermente.
Cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per 15 minuti (Felder dice a 210 °C per 12 minuti, ma regolatevi con il vostro forno).

martedì 8 luglio 2014

Bavarese alla cannella e gelatina di amarene


Ho una attrazione istintiva e una simpatia immediata per i frutti poco considerati. Le mele abbandonate nei declivi alpini e le pere trascurate lasciate negli alpeggi trovano sempre le mie mani pronte a raccoglierle. Così pure le amarene. Sorelle povere delle ciliege. Così poco apprezzate che nei negozi sono pressoché introvabili. E pure nelle campagne ed in collina diventa raro incontrare le piante. Sradicate per far posto ai ciliegi. Sebbene dotate di personalità definita: un frutto morbido, dolce-acidulo con un retrogusto amarognolo.
Era da qualche anno che coltivavo il desiderio di raccoglierle ed onorarle in una confettura. E ancor più di creare un dolce per riabilitarle agli occhi di chi le considera delle cenerentole, non degne neppure di stare nello scaffale accanto alla nobile confettura di ciliege.
Inaspettato arriva un invito. Nato per caso, chiacchierando sulle scale di un palazzo. Inframezzato a discorsi obbligati di lavoro. Un pomeriggio in campagna, nel giardino naturale di una villa, tra piante generose di amarene. Cariche di frutti al punto perfetto di maturazione. Rami che si flettono quasi a pregare di allungare la mano per coglierne le gemme rosse. Le mani si protendono e un'amarena dopo l'altra la cesta si riempie e diventa un tappeto di palline rosse.

Ingredienti per una torta da 22 cm di diametro
Per il biscotto al cioccolato senza farina (da "Pasticceria" - Le mie ricette di base di Maurizio Santin)
85 g di albumi
80 g di cioccolato al 70%
35 g di burro
35 g di tuorli
20 g di zucchero semolato

Lasciare ammorbidire il burro a temperatura ambiente e lavorarlo con una frusta fino ad ottenere la consistenza di una pomata liscia e morbida.
Nel frattempo sciogliere il cioccolato a  bagnomaria: una volta fuso aspettare che raggiunga una temperatura pari a 45-50 °C; aggiungere il burro a pomata a lavorare con una spatola per amalgamare i due ingredienti.
A parte montare gli albumi con lo zucchero semolato per ottenere una meringa liscia e lucida; aggiungere al cioccolato i tuorli poco alla volta continuando a lavorare.
Infine incorporare gli albumi montati.
Stendere l'impasto dentro una tortiera da 24 cm di diametro e cuocere in forno preriscaldato a 170 °C finché in superficie non si forma una crosticina sottile resistente alla pressione del dito.
lasciare raffreddare completamente prima di estrarre dalla tortiera.
Una volta che si è raffreddato ricavare un cerchio da 22 cm di diametro e posarlo all'interno di un anello in acciaio foderato di acetato

Per la bavarese alla cannella (da "Pasticceria creativa e decorazioni" di Andrea Voltolina e Diego Crosara - pag. 42)
250 g di latte
90 g di tuorli
90 g di zucchero semolato
10 g di gelatina
375 g di panna fresca
3,5 g di cannella in stecche

Portare ad ebollizione la panna con la stecca di cannella, filtrarlo e versarlo sopra i tuorli sbattuti con lo zucchero.
Cuocere a 82 °C, togliere dal fuoco e unire la gelatina precedentemente ammorbidita in acqua fredda e strizzata. 
Raffreddare fino a 30  °C e poi unire la panna semimontata.
Colare la bavarese sopra il disco di biscotto al cioccolato.
Porre in frigorifero a rapprendere (in abbattitore in positivo sono sufficienti due ore) o in congelatore

Per la gelee di amarene
500 g di amarene al netto dei noccioli
10 g di gelatina
100 g di zucchero semolato

Mettere in ammollo la gelatina acqua fredda.
Porre in una casseruola 100 g di amarene frullate con lo zucchero semolato e portare alla temperatura di 50 °C.
Aggiungere la gelatina strizzata e mescolare fino allo scioglimento completo.
Unire la restante parte di amarene.
Versare la gelatina sopra la bavarese rappresa e lasciare solidificare in frigorifero (in abbattitore un'ora) o congelare.

martedì 6 maggio 2014

Crostata di amarene


Una frolla croccante, un pan di spagna morbido, un interno cremoso; il dolce acidulo delle amarene e l'amarognolo dello zabaione. Un po' di contrasti per ricordarvi che avete ancora qualche giorno per partecipare al mio contest

Forza ragazzuole !

Da "Profumi dal forno - Dolci, pani speciali e lievitati" di Omar Busi
Per una torta da 26 cm di diametro
Per la pasta frolla per fondi:
250 g di farina debole
150 g di zucchero semolato
100 g di burro fresco
60 g di uova (1 grande)
1 g di sale
scorza di mezzo limone (solo la parte gialla)

Montare le uova, lo zucchero ed il sale per poi aggiungere il burro morbido e per ultima la farina.

Per il Pan di Spagna alle mandorle:
125 g di uova
90 g di zucchero semolato
75 g di farina debole
25 g di fecola di patate
15 g di miele millefiori
10 g di farina di mandorle
10 g di zucchero a velo

Montare in planetaria le uova con lo zucchero semolato ed il miele millefiori fino ad ottenere un composto molto gonfio e spumoso. A parte setacciare la farina con la fecola, la farina di mandorle e lo zucchero a velo. Quando il composto è ben montato introdurre le polveri gradatamente mescolando dall'alto verso il basso delicatamente a mano con una spatola. Versare l'impasto su una tortiera da 24 cm e cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 20 minuti

Per la crema allo zabaione
50 g di Marsala
50 g di tuorli
50 g di zucchero semolato
450 g di crema pasticcera

Portare a bollore il marsala e versare sui tuorli mescolati con lo zucchero. Cuocere a bagnomaria e portare il composto a 82 °C. Raffreddare e poi unire alla crema pasticcera

In più...
225 g di amarene

Per la meringa italiana
200 g di zucchero semolato
30 g di acqua
100 g di albumi

Mettere l'acqua e 150 g di zucchero in un pentolino e scaldare fino a quando la temperatura non raggiunge i 121° C.
Nel frattempo montare a neve gli albumi con la restante parte dello zucchero e quando lo sciroppo di acqua e zucchero è arrivato a 121 °C versarlo a filo.
Continuare a montare fino a completo raffreddamento. 

Per il montaggio:
Foderare la tortiera con la pasta frolla tirata allo spessore di 4 mm. Versare mezza dose della crema sul fondo, inserire le amarene sgocciolate, adagiarvi sopra il disco di pan di Spagna e coprire il tutto con la crema rimasta (questo suggerisce Omar. Io...mi son sbagliata ed ho fatto uno strato sol di crema). Cuocere a 180 °C per 30 minuti. All'uscita dal forno decorare la superficie della crostata con la meringa italiana ed infornare a 200 °C per 3-5 minuti. Mi raccomando: sorvegliatela a vista perché un minuto in più potrebbe rivelarsi fatale !

domenica 24 marzo 2013

Tortine di ricotta, cioccolato ed amarene



Se un'amica che non vedi e senti da tempo ti fa uno squillo e ti dice tra un'oretta al massimo arrivo a casa tua, se lei si aspetta che tu le offra un dolcino perché sa della tua passione per i dolci e ti segue pure nel blog per cui vede quanti ne fai, se tu non vuoi deluderla che fai ? Dopo l'attimo di panico per la serie..so che ci sono un sacco di dolci veloci ma ho il vuoto in testa e non me ne viene in mente nessuno...apro il frigo...fisso con sguardo perso...rovisto...ed ecco che da dietro le quinte se ne esce la ricotta, pure bella fresca. E come accadeva talvolta nelle interrogazioni a scuola in cui per spirito di sopravvivenza dai recessi bui della memoria guizzavano fuori le nozioni depositate, sguscia fuori una ricetta in auge a suo tempo nella mia cucina e poi dimenticata. Veloce veloce, a prova di sgradite sorprese e un po' diversa dalle solite. Sono tortine morbide, un po' umide, dalla consistenza simile ad un soufflé.

Ingredienti per 12 tortine
250 g di ricotta
100 g di uova (due medie)
100 g di cioccolato fondente al 75%
100 g di zucchero semolato
20 g di farina
150 g di amarene sciroppate


Montare leggermente le uova con lo zucchero in planetaria o con uno sbattitore elettrico: non devono essere montate troppo altrimenti il composto ingloba troppa aria ed in cottura si smontano.  Incorporare, mescolando delicatamente a mano, la ricotta ed il cioccolato fuso al micronde o a bagnomaria e la farina.
Versare negli stampini precedentemente imburrati, inserire le amarene in modo che restino inglobate solo a metà e cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per 20 minuti.

martedì 5 giugno 2012

Tarte "duo de cerises"



“Sappiamo che la tua passione ti porterà a superare le difficoltà linguistiche, quindi buon lavoro” Con queste parole su un bigliettino natalizio due miei amici accompagnavano il dono di “Secrets Gourmands” e “Plaisir Sucrés” di Pierre Hermé, uno dei miei miti della pasticceria. Di anni da allora ne sono passati ben quattro. E nel frattempo io...non ho imparato una sola parola di francese ! Però quei due libri li ho sfogliati e risfogliati tante di quelle volte e non ho mai abbandonato l'idea di realizzare almeno una delle opere. Ho pure pensato di farmelo tradurre a pagamento ma...sigh...troppo costoso. Poi quest'anno...ideonaaa ! “Me lo faccio tradurre da Matteo: in tre anni di studio alle medie, avrà pure imparato qualcosa !” E così dietro l'ingente incentivo economico di ben 1,50 euro a ricetta ho ottenuto la prima traduzione. Il dolce è fantastico, provatelo e non resterete deluse !

Da "Secrets Gourmands" (pg. 51)

Ingredienti (per una tortiera da 26 cm di diametro)
Per la pàte sucrée:
250 g di farina
100 g di zucchero a velo
150 g di burro a temperatura ambiente
30 g di mandorle in polvere
2 pizzichi di fior di sale
1 uovo
1 cucchiaino da caffè di vaniglia in polvere 


500 g di ciliegie nere burlate o cuore di piccione (che poi non pensiate che il mio bambino non sia stato preciso: c'è proprio scritto “cerises noires burlat ou coeur de pigeon”. Raccapricciante 'sta cosa del cuore di piccione...almeno per me che li detesto visceralmente)
500 g di amarene
50 g di zucchero semolato


Per la crema alla mandorla:
300 g di crema pasticcera
165 g di zucchero a velo
165 g di farina di mandorle
135 g di burro
10 g di maïzena
2 uova
1 cucchiaino di rhum 


Per lo streusel:
50 g di burro freddo
50 g di zucchero semolato
50 g di farina
50 g di farina di mandorle
2 pizzichi di fior di sale 


Preparare la pàte sucrée

Ad onor del vero Pierre Hermé l'ha pensata con la pasta brisée. Ma datosi che mio figlio la suddetta ricetta non me l'ha ancora tradotta io l'ho fatta con la pàte sucréé...così ho pure fatto contento il figlio che si è sentito valorizzato nelle sue traduzioni !
Setacciare separatamente la farina e lo zucchero a velo. Rompere l' uovo in una ciotola. Mettere il burro nella ciotola di un robot: mixarlo a media velocita per ammorbidirlo e omogenizzarlo. Aggiungere poi lo zucchero a velo, la mandorle in polvere, il sale, la vaniglia, l'uovo e, infine, la farina. Quando l'impasto ha formato una palla, fermare il robot: non lavorare troppo l'impasto. Avvolgerlo poi con la pellicola trasparente e lasciarlo riposare in frigo per una notte affinché si distenda e si ammorbidisca e affinché non si spezzi quando verrà steso e non si restringa durante la cottura. 

Preparare la crema alla mandorla
Mescolare lo zucchero a velo, la farina di mandorle e la maïzena e setacciarle. Mettere il burro in una terrina; mescolarlo con una spatola per farlo ammorbidire, ma senza farlo spumeggiare: quando il burro è troppo aerato la crema alla mandorla lievita durante la cottura, poi si affloscia deformandosi. Quando il burro raggiunge la consistenza desiderata, aggiungere il composto di zucchero, farina di mandorle e maïzena, poi le uova, una ad una, e senza smettere di mescolare con la spatola. Dopodiché versare il rhum e la crema pasticcera.
Quando la crema avrà una consistenza omogenea, coprirla con una pellicola di plastica e metterla in frigo fino al momento dell'utilizzo (può essere conservata 36 o 48 ore a 4 °C). La crema può essere congelata, ma senza aggiungerci la crema pasticcera: dovrà essere incorporata a composto scongelato, giusto prima dell'utilizzo della crema alla mandorla.
Da sei a otto ore prima di preparare la torta, denocciolare le amarene e metterle in una terrina. Cospargerle di zucchero semolato, e lasciarle macerare per 2 ore; infine metterle in un colapasta e lasciarle sgocciolare per 1 o 2 ore (io ho omesso entrambi questi passaggi per mancanza di tempo e anche perché non mi sembravano così indispensabili e, francamente, non mi pare che il risultato finale ne abbia risentito...anzi !).
Stirare la pasta a 3 mm di spessore; guarnire una tortiera antiaderente da 26 cm e bucherellare l'impasto con una forchetta, per non far gonfiare la torta durante la cottura. Guarnire con le amarene, ricoprire la frutta con la crema alla mandorla e poi con le ciliegie nere. Infine mettete in forno a 180 °C per 20 minuti.
Intanto preparare lo “streusel”: mettere il burro con lo zucchero, il sale, la farina e la farina di mandorle nella ciotola di un'impastatrice. Mescolare solo per 30 secondi al fine di ottenere un grosso semolino, lo “streusel” che poi andrà messo in frigo su un piatto.
Dopo 20 minuti di cottura della torta, ricoprirla con lo “streusel” e rimetterla a cuocere per altri 15 minuti. Quando sarà cotta, lasciarla intiepidire per 10 minuti poi toglierla dalla tortiera e lasciarla raffreddare su una griglia. Servirla appena tiepida o fredda, il giorno stesso della preparazione, cosparsa di zucchero a velo.
Io lo streusel non l'ho messo perché mi sorrideva di più l'idea delle ciliegie a vista. Quanto alla cottura, l'ho lasciata in forno un'ora abbondante.


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