Visualizzazione post con etichetta panna. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta panna. Mostra tutti i post

martedì 20 settembre 2016

Tortini al cacao e cioccolato




La scuola è ripartita e superata la fase convulsa "acquisto libri all'ultimo minuto-reperimento materiale vario-organizzati orari familiari-incastrati gli impegni extrascolastici", le mamme, quotidianamente avranno da pensare alla merenda da infilare nella cartella...ops...nello zaino, mi correggono dalla regia !
Niente di meglio di un soffice tortino, veloce da fare e di risultato sicuro perché creato una ricetta infallibile di una pasticcera eccezionale, qual è Lorella Fanella. Tanto più gradito se con la cioccolata nell'impasto, assai amata dai bimbi, ma diciamocelo. anche dagli adulti.

Per 12 tortini
250 g di uova intere
100 g di zucchero invertito o miele
135 g di zucchero semolato
100 g di farina di mandorle
165 g di farina 00
30 g di cacao
12 g di lievito
230 g di panna
100 g di burro fuso
80 g di cioccolato fondente fuso
50 g di gocce di cioccolato
1 pizzico di sale

Tirare fuori per tempo dal frigorifero le uova, la panna ed il burro di modo che raggiungano la temperatura ambientale.
Nella planetaria o con le fruste di uno sbattitore casalingo, montare le uova con gli zuccheri fino ad ottenere un composto gonfio e spumoso (diventerà molto chiaro, segno che è stata inglobata aria).
Nel frattempo fondere a bagnomaria il burro con il cioccolato e poi unire la panna. Lasciare intiepidire.
Mescolando a mano con una spatola, unire alla montata di uova e zucchero, la farina, il cacao, il lievito ed il sale, previamente setacciati tra loro anche un paio di volte (il cacao nelle confezioni tende ad agglomerarsi formando piccoli grumi). Unire poi la farina di mandorle.
Da ultimo, aggiungere i liquidi, sempre mescolando delicatamente e poi le gocce di cioccolato
Versare negli stampini previamente imburrati e cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per venti minuti.





mercoledì 14 ottobre 2015

Ciambellone con farina integrale



Un dolce veloce da preparare e di sicura riuscita anche per chi ha poca dimestichezza con la pasticceria. Dal sapore rustico, dato dalla farina integrale, ma nel contempo impreziosito e reso particolare dai marron glacè. Se poi considerate che la firma è quella di uno dei grandi maestri della pasticceria potete stare certi che non vi deluderà.

Da Le mie 24 ore dolci di Gianluca Fusto
Ingredienti per uno stampo da 26 cm di diametro
200 g di uova intere
162 g di zucchero semolato
37,5 g di miele di acacia
100 g di panna fresca 35% m.g.
200 g di farina integrale buratto
3 g di lievito in polvere
82 g di albicocche morbide disidratate denocciolate
100 g di marron glacè spezzettati
50 g di pistacchi di Bronte
80 g di olio extravergine di oliva
1 g di fior di sale

Per la decorazione
130 g di cioccolato gianduia (dose ridotta ad un terzo)
15 g di olio extravergine (io l'ho omesso)
frutta secca morbida e candita

Mescolare le uova intere con lo zucchero ed il miele e lasciare in infusione per qualche minuto finché le uova non fluidificano e diventano di un arancione più intenso.
In un robot da cucina amalgamare il composto a base di uova, alla panna; poi incorporare la farina, il sale ed il lievito. Lavorare l'impasto per qualche minuto, quindi unire anche l'olio e mixare con cura.
Aggiungere, mescolando a mano con una spatola, le albicocche, i marron glacè ed i pistacchi.
Versare in uno stampo a ciambella e cuocere in forno preriscaldato a 180 °C per 40 minuti circa (ma regolatevi con il vostro forno e fate la prova con lo stuzzicadenti che deve uscire asciutto).
Una volta raffreddata e tolta dallo stampo, per renderla più golosa, glassare la ciambella con il cioccolato gianduia sciolto nel forno a micronde a 45 °C (o a bagnomaria) con l'olio extravergine.
Colare la copertura e cospargerla di frutta secca e morbida, come se piovesse !



venerdì 10 gennaio 2014

Cestini di meringa e panna


Giuro che ogni volta che vado al supermercato mi viene istintivo vedere se c'è ancora. Ed ogni volta lo trovo al suo posto, dentro lo stesso cartone giallo da litro. Ogni tanto, incredula al pensiero che qualcuno lo acquisti, vado pure a vedere se è scaduto. E puntualmente resto delusa: le confezioni si avvicendano segno che qualche alieno lo mette nel carrello. Ho pure tentato di avere dalle commesse un identikit degli acquirenti...ma nulla da fare.
Perciò...se c'è qualcuno, tra voi che leggete queste righe, o qualcuno che conoscete che acquista il brick da litro...di albume (!!!) si faccia avanti che da domani avrà a vita fornitura gratuita di albume dalla sottoscritta. Io non c'è settimana che non mi ritrovi albume da utilizzare. E giuro che non riesco ad immaginare quale casalinga possa aver bisogno di un litro di albume !

Per la realizzazione delle meringhe vi rimando a questo post

mercoledì 5 dicembre 2012

Plum cake alla panna e cioccolato



Mi piacciono troppo le "ricette d'autore" perché con i grandi della pasticceria si va sempre al sicuro. Le loro ricette son sempre calibrate a dovere e non riservano sgradite sorprese. Ed è sicuro che, se qualcosa non mi riesce come dovrebbe, è perchè, da qualche parte, qualcosa ho sbagliato io. Nei flop con ricette pescate qua e là invece mi resta sempre il dubbio che, ad aver qualcosa che non va, sia la ricetta. Questa che vi propongo oggi è di Frederic Bourse, un fuoriclasse della pasticceria francese, trapiantato da anni in Italia e precisamente a Bergamo dove ha aperto la pasticceria "L'atelier del gusto". E' molto semplice e veloce da fare, anche per chi non dispone di planetaria. La consistenza ed il sapore ricordano molto i brownies.

Ingredienti per stampo da 28 cm:
280 g di zucchero semolato
100 g di burro
4 uova
150 g di panna fresca
190 g di farina
20 g di cacao in polvere
5 g di lievito per dolci
un pizzico di sale
un cucchiaio di rhum
90 g di cioccolato fondente al 75% di cacao


Preparazione:
Tritare grossolanamente il cioccolato fondente (io per la verità lo trito assai finemente...diciamo che lo riduco quasi in polvere). Setacciare insieme la farina con il sale, il lievito e il cacao in polvere. Vi consiglio di eseguire questa operazione due volte perchè il cacao si addensa in grumetti piccoli.
Mettere in una ciotola le uova con lo zucchero e montarli on la frusta elettrica fino ad ottenere una crema densa; incorporarvi delicatamente il composto di farina e cacao, versandolo a pioggia e mescolando delicatamente a mano con una spatola.
Aggiungere il cioccolato tritato, il burro fuso in un tegamino a parte (non scioglietelo fino a farlo diventare liquido, altrimenti la parte acquosa del burro si separa dalla componente grassa), infine il rhum e la panna fresca (portata a temperatura ambientale).
Imburrare e infarinare uno stampo da plum-cake, versare il composto fino a tre quarti della sua altezza e farlo riposare per due ore in frigorifero.
Togliere l'impasto dal frigorifero e cuocerlo in forno preriscaldato a 180-190 gradi per 45-50 minuti. Controllare la cottura, inserendo al centro del dolce la lama di un coltellino che deve uscire pulita. Fate attenzione a non cuocerlo troppo: deve restare un po' umidino perchè con il raffreddamento una parte di umidità evapora e quindi rischia di seccarsi.
A cottura ultimata, sformare il plum-cake e lasciarlo raffreddare su un fianco (perchè così non si abbassa la cupola) sopra una griglia.

giovedì 31 maggio 2012

Meringata semifreddo al cioccolato extrafondente




Queste le fasi, con le relative dosi riferite ad una meringata di 28 cm di diametro:
1)    fare i dischi di meringa
2)    fare il semifreddo al cioccolato
3)    assemblare la torta
4)    decorare la torta 

Indicativamente i tempi di lavorazione (da quando iniziate a quando…avete finito di pulire la cucina), usando la planetaria. Se non disponete di planetaria e usate il frullino elettrico ci metterete un po’ di più.
- per fare i dischi di meringa e le meringhette di decorazione: un’ora (escluso il tempo di cottura)
- per il semifreddo al cioccolato e l’assemblaggio della torta: un'altra ora
- per la decorazione: 30 minuti 


I DISCHI DI MERINGA FRANCESE E LE MERINGHETTE DI DECORAZIONE


Ingredienti:
300 g di albumi
600 g di zucchero semolato 


Mettere lo zucchero semolato nel frullatore in modo da renderlo più fine, quasi al velo (non usate zucchero a velo comprato perché è addizionato di amido di mais o di frumento e sa di cartone).
Io uso zucchero vanigliato, cioè zucchero semolato dentro il quale lascio per parecchi giorni baccelli di vaniglia. Utilizzo i baccelli di vaniglia che uso in precedenza per fare la crema pasticcera o preparazioni analoghe. Non buttatelo. Basta lavarlo accuratamente, lasciarlo asciugare a temperatura ambiente e poi metterlo nel barattolo con lo zucchero. (Ne approfitto per dirvi che, dopo varie settimane, cioè quando la vaniglia avrà esaurito il suo profumo, la taglio a pezzettini piccoli e la frullo con il macina caffè con pari peso di zucchero: si ottiene lo zucchero vanigliato. Ottimo da usare per le torte da forno).
Mettere gli albumi in planetaria ed azionarla con la frusta a bassa velocità. Quando si è formata la schiuma (si formano in sospensione delle bollicine) aggiungere, senza mai bloccare la macchina, 1/3 dello zucchero.

E’ importante che la velocità della macchina sia bassa e ciò per consentire allo zucchero di sciogliersi. Ciò in quanto lo zucchero semolato ha la forma di un microcristallo. Se lo zucchero non si è sciolto le punte dei cristalli rompono le bolle d’aria e la meringa che ne uscirà non sarà stabile. Una volta sciolto lo zucchero azionare la planetaria a velocità media fino a quando l’impasto avrà raddoppiato di volume. Aggiungere quindi un altro terzo di zucchero e quando la montata sarà ben ferma aggiungere l’ultima parte dello zucchero. Questa tecnica di lavorazione è detta “meringa francese”.
Mettere nella sac a poché con bocchetta liscia da 11 mm e fare sopra la carta forno tre dischi di meringa formando la spirale. Non usate il silpat perché, per quanto venga lavato, resta sempre un po’ unto ed il grasso fa smontare la meringa.



Per regolarmi sulle dimensioni, io appoggio l’anello della tortiera sulla carta forno e faccio una spirale leggermente più piccola dell’anello, ciò in quanto con la cottura aumenta di volume.
Con queste dosi vengono tre dischi di meringa e le meringhette necessarie per le decorazioni (un po’ ne avanzerete…ma così potrete scegliere le più belle). Prima di infornare le meringhe, cospargerle di cacao.
Questa operazione la faccio in due volte (lo so è una rottura…) perché le planetarie casalinghe non hanno dimensioni tali (di ciotola e frusta) da consentire di farlo in un’unica volta montando bene il composto.
Premesso che ogni forno è un caso a sé, le temperature di cottura standard vanno dai 100°C per circa 3 ore ai 140°C per un’ora a trenta. Le meringhe cotte a bassa temperatura screpolano poco o nulla la superficie e rimangono bianchissime, più si alza la temperatura più si screpoleranno e ingialliranno, il che potrebbe sembrare un difetto estetico ma possono essere più apprezzate per il gusto (le meringhe ingialliscono in quanto si cuociono gli zuccheri e le proteine facendo prendere un sapore decisamente più caramellato al prodotto).
Una volta cotti, i dischi di meringa vanno pennellati con  un velo di burro di cacao fuso (o di cioccolato bianco fuso): questa operazione serve per renderli impermeabili all'umidità che diversamente prenderebbero stando in congelatore o in frigo




SEMIFREDDO AL CIOCCOLATO FONDENTE
Queste le fasi:
1)    fare la meringa italiana
2)    montare la panna
3)    preparare il composto di crema e cioccolato
4)    assemblare il semifreddo

MERINGA ITALIANA
100 g di zucchero semolato
30   g di acqua
70   g di albumi
30   g di zucchero semolato 


-  Gli albumi devono essere puliti da ogni traccia di tuorlo e non vanno assolutamente montati in ciotole di plastica (ma di acciaio o di vetro) in quanto la presenza di grasso inibisce la montata.
-   Mettere gli albumi in planetaria ed azionarla con la frusta a bassa velocità. Quando si è formata la schiuma (si formano in sospensione delle bollicine) aggiungere, senza mai bloccare la macchina, i 30 grammi di zucchero. E’ importante che la velocità della macchina sia bassa e ciò per consentire allo zucchero di sciogliersi. Ciò in quanto lo zucchero semolato ha la forma di un microcristallo. Se lo zucchero non si è sciolto le punte dei cristalli rompono le bolle d’aria e la meringa che ne uscirà non sarà stabile. Una volta sciolto lo zucchero azionare la planetaria a velocità media.
-  Nel frattempo mettere in una casseruola di acciaio l’acqua ed al centro i 100 gr di zucchero semolato, facendo attenzione a non sporcare le pareti. Cuocere fino a quando il composto di acqua e zucchero avrà raggiunto i 121°C (non oltre, altrimenti sarà troppo duro !).  (Indispensabile verificare la temperatura con il termometro a sonda, non andate ad occhio, non ce la farete mai ad azzeccare la temperatura).
-   Quando l’acqua e lo zucchero avranno raggiunto i 121°C, l’albume montato con lo zucchero dovrà essere a ¾ del montaggio, a questo punto si aumenta la velocità della macchina (non al massimo ma all’80% della velocità consentita dalla planetaria) e si versa velocemente solo una metà dello zucchero e dopo qualche secondo si diminuisce un po’ la velocità e si versa velocemente anche la seconda metà dello zucchero. Tutto questo perché se l’albume venisse versato a filo tenderebbe (quello iniziale) a granire, in quanto si raffredderebbe venendo in contatto con la temperatura molto differente dell’albume. Quindi rimarrebbero nella meringa dei piccoli puntini di zucchero che se si trovassero all’interno del semifreddo mescolati con altri ingredienti si scioglierebbero facendo perdere struttura al dolce.
-    Dopo aver versato la seconda parte dello zucchero lo si lascia girare alla massima velocità fino a quando raggiunge il massimo del montaggio (il risultato finale è una nuvola bianca molto aerata, soda e consistente), dopo di che si stende la meringa in una teglia di acciaio, la si copre con carta forno e la si mette in abbattitore (vabbè…noi ci accontentiamo del nostro frigo casalingo). Così facendo si ottiene il volume massimo della meringa (facendola raffreddare direttamente nella planetaria la meringa riduce di molto il suo volume a causa dell’azione meccanica e della perdita di acqua) ed un prodotto stabile (in quanto il raffreddamento lento e la perdita di volume e d’acqua causano la formazione dei cristalli di zucchero).
-    La meringa italiana si conserva in frigo 3 giorni  in perfette condizioni. La meringa cotta non presenta problemi di tipo igienico in quanto è stata abbondantemente sanificata attraverso l’altissima temperatura dello zucchero, che distrugge qualsiasi microrganismo presente nell’albume. Inoltre, l’levata quantità di zuccheri aggiunti la rendono igienicamente sicura. Se la meringa dovesse smontare e perdere un rigagnolo di liquido, significa che la procedura non è stata seguita correttamente.
-    La meringa cotta è quindi determinante per la struttura del semifreddo ed ha il compito di apportare dolcezza alla panna .


MONTARE LA PANNA
- 550 grammi di panna fresca

La panna, per poter essere montata in planetaria, deve essere fredda, cioè avere una temperatura compresa tra +0 e +4°C. Questa è una condizione essenziale, in quanto solo così i grassi hanno la consistenza ideale, cioè sono sufficientemente solidi. La panna deve avere una componente grassa compresa tra il 30-38% (la quantità ottimale va dal 32 al 35%), non di più, altrimenti non monta. La ciotola della planetaria va tenuta in frigo. Per montare bene la panna, la quantità della stessa non deve superare un quinto del volume totale del recipiente. Una volta messa la panna nella ciotola della planetaria, all’inizio si farà andare la frusta a medio-bassa velocità (perché la panna non schizzi); quando la panna comincia a rassodare leggermente, la si porta a velocità medio-alta così da montarla nel minor tempo possibile (e ciò in quanto la panna, quando viene messa nella planetaria per venire montata è fredda ma grazie all’attrito della frusta ed al tempo che passa la temperatura sale. Meno aumenta la temperatura e meno sarà facile che i globuli di grasso si sfaldino burrificando).
Solo la panna montata senza zuccheri realizza un aumento di volume al massimo delle potenzialità. Al contrario la panna che viene montata con gli zuccheri si espande limitatamente in volume e rimane piuttosto compatta in quanto lo zucchero semolato, sbattuto in planetaria con la panna, non si solubilizza mai totalmente. E’ anche per questo motivo che nei semifreddi la panna viene montata senza lo zucchero il quale viene unito attraverso la meringa cotta.
La panna non va montata completamente ma per dire così dire "semimontata". Se la panna viene montata troppo, la differenza marcata di consistenza con la crema al cioccolato la fa smontare.


IL COMPOSTO DI CREMA E CIOCCOLATO
150 g di zucchero
40   g di acqua
200 g di tuorli d’uovo (circa 10)
300 g di cioccolato fondente (rigorosamente) al 70% di cacao
30  g di cacao (non zuccherato, l’ideale sarebbe usare cacao potassato che è molto scuro)
1    cucchiaio da tavola di rhum
1    baccello di vaniglia 


-   Sciogliere al microonde il cioccolato fondente (per scioglierlo bene, cioè senza bruciarlo, farlo a pezzetti di grandezza omogenea) e lasciarlo raffreddare fino a temperatura ambiente
-   Mettere l’acqua in una casseruola e versarvi al centro lo zucchero
-   Mettere la casseruola sulla fonte di calore e lasciare che lo sciroppo arrivi a 110°C (misurare la temperatura con il termometro a sonda)
-   Far partire a media velocità la frusta della planetaria nella quale sono stati messi i tuorli d’uovo con i semini del bacello di vaniglia in modo che si formi una spuma mediamente gonfia
-   Portare lo sciroppo di zucchero alla temperatura esatta di 121°C (non oltre !).
-   Versare lo sciroppo di zucchero sui tuorli in sbattimento e lasciare in planetaria in funzione a velocità medio-alta fino a completo raffreddamento della crema (operazione fondamentale perché se il composto si usa caldo, quando entra in contatto con la meringa cotta e la panna montata queste ultime si smontano).
-   Aggiungere al composto di tuorli e zucchero il cioccolato, il cacao ed il ruhm (un ingrediente alla volta) mescolando con una spatola 


ASSEMBLAGGIO DEL SEMIFREDDO
-    Mettere in una bacinella in acciaio la panna montata
-    Aggiungere la meringa italiana fredda di frigorifero e amalgamare
-    Aggiungere il composto di crema e cioccolato con pochi movimenti veloci dal basso verso l’alto con la frusta. La tecnica sarebbe questa: con una frusta abbastanza lunga, dotata di raggi ben rigidi, si affonda la frusta nell’impasto; con il polso che dirige la mano le si fa fare mezzo giro, la si solleva e si fa cadere quello che è rimasto nei raggi. Si gira la bacinella d’acciaio di pochi gradi in senso orario, si ripete l’operazione. Si prosegue in questo modo fino a quando il recipiente ha fatto un giro completo. La massa finale dovrà essere omogenea, ben voluminosa e corposa. 


ASSEMBLAGGIO DELLA TORTA
-   Prendere una tortiera con gancio
-   Rivestire la circonferenza con una striscia di acetato (se non ce l’avete potete usare la pellicola di alluminio; l’acetato è meglio perché il semifreddo aderisce perfettamente alle pareti della tortiera e resta quindi liscio, invece l’alluminio, per quanto lo stendiate bene, lascia sempre dei buchi che rendono poi meno omogenea la decorazione finale).
-   Mettere un disco di meringa sul fondo avendo l’accortezza di appoggiare il disco dalla parte liscia
-   Versare metà del semifreddo
-   Mettere un altro disco di meringa e sopra questo altri 50 g di cioccolato fondente sminuzzato e colare la restante parte di semifreddo
-   Mettere il terzo disco di meringa avendo l’accortezza di appoggiarlo (al contrario di quello posato sul fondo della tortiera) con la parte non liscia a contatto del semifreddo (in modo che quando si sarà solidificato e verrà capovolto la parte liscia poggerà sul piatto)
-   Battere dolcemente la tortiera sul tavolo in modo che il semifreddo si distribuisca uniformemente nello stampo
-   Porre in congelatore fino a quando non si sarà completamente solidificato.



DECORAZIONE DELLA TORTA
-   Togliere la torta dal congelatore, aprire il gancio, togliere la striscia di acetato, capovolgerla e metterla sul piatto (perfettamente liscio altrimenti la meringa rischia di rompersi) o sul disco di cartone e riporre nuovamente in congelatore
-  Montare 500-600 grammi di panna (meglio se in due tempi) e stenderne uno strato di qualche millimetro sulla superficie e coprire alla base gli eventuali “buchi”
-  Decorare la superficie con le meringhette spolverizzate di cacao alternate a ciuffetti di panna montata fatti con la sac a poché con beccuccio a fiore a 5 punte da 8 mm
-  Decorare le pareti con strisce fatte con la sac a poché e beccuccio a 8 punte da 8 mm

Poiché le temperature dei congelatori casalinghi son molto più basse di quelli che usano le gelaterie, ricordatevi di toglierla dal freezer un’ora prima di quando la mangiate lasciandola nel frattempo in frigo. 



Questa versione rettangolare (30 x 40 cm; dosi per 50 persone) è stata realizzata con le dosi doppie del semifreddo.
Ognuno dei tre strati di meringa sono stati realizzati con 180 g di albume e 360 g di zucchero semolato e stesi con un beccuccio da 8 mm di diametro. 
Le meringhe al cioccolato sono state preparate con questa ricetta del maestro Massari
Lasciata a temperatura ambiente (24-25 °C) ha richiesto due ore e mezza per raggiungere la consistenza giusta per essere gustata appieno

venerdì 30 marzo 2012

Meringata ai frutti di bosco



Per una meringata da 26 cm di diametro preparare tre dischi di meringa e le meringhe di guarnizione con le dosi ed il procedimento che ho indicato in questo post dedicato alle meringhe ed in questo dedicato alla meringata al cioccolato extrafondente. Per la farcitura occorrono 800 ml di panna fresca da montare (non usate la panna spray dei supermercati perché dopo un'ora di liquefa), di cui 400 per i due strati tra i dischi di meringa e i restanti 400 per la copertura e la decorazione. E frutti di bosco a volontà ! Io ne ho usate 6 vaschette.
Per fare i dischi di meringa, mettere l'impasto in una tasca da pasticcere: usate solo tasche usa e getta nuove o utilizzate per fare le meringhe. Non riciclate quelle adoperate per altre preparazioni perché, per quanto le laviate, resta sempre un po' di grasso il quale è nemico acerrimo dell'albume. Usando un beccuccio tondo da 12-15 mm create una chiocciola sulla carta forno. Io posiziono l'anello della torta di diametro desiderato, giusto per prender le misure della chiocciola. Poi l'anello lo tolgo.


Nello spazio circostante l'anello di meringa creo le meringhe di decorazione...secondo l'estro del momento. Per la meringata della foto le ho fatte volutamente diverse l'una dall'altra e irregolari, schiacciando un po' di impasto sulla carta forno e contemporaneamente diradandolo verso l'alto (più facile a farlo che a spiegarlo, credetemi !).



Una volta cotti i dischi di meringa e le meringhe (premesso che se le tenete ben chiuse durano...settimane), montate 400 ml di panna e spalmatela con una spatola sopra il primo disco di meringa. Io non uso additivi per montare la panna (tipo panna fix...per capirci !): non servono a nulla se non ad apportare inutili conservanti e ad alterare il gusto della panna. Solitamente uso quella della centrale del latte della mia città ma, all'occorrenza, adopero qualsiasi marca di panna fresca si trovi nel banconi del supermercato (es granarolo). E vi assicuro che se la panna è montata bene e viene conservata in frigo, resta montata molte ore. Affondateci i frutti di bosco, o altra frutta di vostro gradimento, e posizionate sopra il secondo disco di meringa. Spalmate altra panna montata (200 ml per ogni strato) e tuffateci altri frutti di bosco. Coprite con il terzo disco di meringa. Montate i restanti 400 ml di panna e con la spatola spalmatela su tutta la superficie della torta. Con un beccuccio a stella fate i ciuffetti sulle circonferenza superiore e create le righe di decorazione. Tra l'una e l'altra incastrateci i frutti di bosco. Conservate in frigo fino al momento dell'utilizzo.

domenica 4 marzo 2012

Montebianco


Quand'ero ragazzina, era uno dei miei dolci preferiti. All'epoca non mi ero ancora appassionata di pasticceria e i pochi dolci di casa venivano preparati da mia mamma. Nonostante le piacesse molto, di rado si cimentava nel montebianco: lo preparava solo se mia nonna bolliva e sbucciava le castagne. Operazione per la quale dovevo a lungo supplicarla e che lei eseguiva bonariamente lamentandosi come se io le avessi inflitto una penitenza quaresimale. Come darle torto ? Quando la nonna non c'è più stata, per anni il montebianco non è più stato realizzato. Poi, nell'estate del 2010, gli amici mi han fatto promettere che lo avrei preparato io per loro, proprio per festeggiare il coronamento di uno dei miei sogni: l'ascensione alla vetta del Monte Bianco. Fortuna ha voluto che proprio a Courmayeur, in un negozietto di prodotti tipici, io mi imbattessi per caso nelle castagne precotte sottovuoto. Arraffate con una mossa fulminea ! Preparare la mousse di castagne è quindi diventata un'operazione veloce assai.

Per la mousse di castagna
400 g di castagne (pesate cotte)
100 g di zucchero semolato
100 g di marron glacè
100 g di latte intero
200 ml di panna

Per la guarnizione:
200 ml di panna
20 g di zucchero
150 g di marron glacè


Portare ad ebollizione il latte con le castagne. Spegnere il fuoco, aggiungere lo zucchero semolato e lasciare che si ammorbidiscano.
Aggiungere i marron glacè, frullare in modo da ottenere una purea vellutata e attendere che si raffreddi.
Semimontare la panna e unirla al composto di castagne mescolando delicatamente con una spatola.
Con il passaverdura, formare una montagnola.

Guarnire con la panna, montata con lo zucchero e con pezzetti di marron glacè.

Printfriendly