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martedì 15 giugno 2021

Cioccolatini Keto

 Sto, ahimè, seguendo una dieta chetogenica, nella speranza non dico di arrivare in forma alla prova costume, ma di levarmi qualche chilo, giusto per compensare quei 2-3 chili che, inevitabilmente, prenderò in vacanza. Detto molto semplicisticamente, la dieta keto è una dieta che riduce enormemente l'apporto dei carboidrati, a favore dei grassi e delle proteine. Con simili premesse, sembra praticamente impossibile far rientrare qualcosa di dolce in questo regime alimentare. E, invece, cercando in rete, si scopre che c'è una discreta varietà di ricette per dei dessert che non costituiscono uno sgarro al programma. I primi nei quali mi sono imbattuta, sono questi cioccolatini e, visto che avevo quasi tutto il necessario in dispensa e che sono davvero semplicissimi da realizzare, sono subito passata all'azione. Quello che mi mancava era l'olio di cocco, che ho sostituito col burro, che, secondo me, ci sta pure meglio, giacché credo che l'olio di cocco avrebbe finito col sovrastare gli altri gusti.

Certo non se ne può fare una scorpacciata, ma ne basta uno per avere un'illusione di "normalità".

Cioccolatini keto (da qui)

50 g                           Burro di arachidi 100%

50 g                           Cioccolato fondente 85%

30 g                           Burro

20 g                           Caffè della moka

1 cucchiaio                Eritritolo

Sciogliere a fuoco lento il cioccolato spezzettato insieme al burro. Una volta sciolto, aggiungere il burro d'arachidi e, solo dopo che questo si sarà amalgamato, il caffè e l'eritritolo. Mettere dei pirottini in uno stampo per mini muffin e versarci il composto. Tenere in frigo almeno per un'ora. Con queste dosi, me ne sono venuti 9.





lunedì 2 luglio 2018

Video horror

Avete presente quegli orribili video di ricette che passano su Facebook? Solitamente, sono delle porcate indicibili, che suscitano solo orrore e ribrezzo e provocano un picco di colesterolo e glicemia solo a guardarli. Una volta su mille, però, presentano qualcosa di appetibile, come in questo caso. Certo, essendo una ricetta americana, è eseguita prendendo delle scorciatoie, usando un mix per brownies, un frosting già pronto e delle ciliegie confezionate. Ma quel modo di procedere non mi appartiene, quindi ho preparato questi bon bon partendo da zero e preparandomi da sola tutti gli elementi. E vi assicuro che, fatti in maniera totalmente casalinga, sono veramente buonissimi.

Bon bon alle ciliegie

Per le ciliegie sottospirito

Ciliegie                        40
Zucchero                     100 g
Acqua                          1/2 bicchiere
Alcool                         1/2 l

Preparare uno sciroppo con l'acqua e zucchero e farlo raffreddare. Snocciolare le ciliegie e metterle in un barattolo. Coprirle con l'alcool e lo sciroppo. Lasciarle al buio per almeno una settimana.


Ganache al cioccolato

Cioccolato fondente              70 g
Panna fresca                          70 g

Sciogliere a bagnomaria o al microonde il cioccolato. Unire la panna calda ed emulsionare il tutto.

Glassa pinguino

Cioccolato fondente              80 g
Burro di cacao                       80 g

Sciogliere insieme i due elementi e far raffreddare quasi completamente.

Esecuzione

Sbriciolare i brownies con le mani oppure in cutter. Aggiungere la ganache e mescolare bene. Prendere un po' d'impasto, metterci al centro una ciliegia ben sgocciolata e chiudere, formando una pallina, che andrà rotolata tra le mani per renderla perfettamente sferica. Poggiare le palline su un tagliere rivestito di carta forno e metterle in freezer per almeno mezz'ora. Trascorso questo tempo, immergere ogni pallina nella glassa pinguino. Mettere in frigo per 10 minuti, dopodiché fare un secondo passaggio nella glassa.




mercoledì 14 febbraio 2018

Tanti baci

Ai tempi della sfida MTC sui baci, io ne preparai ben 8 tipi diversi (qui, qui, qui e qui). Non potevo, quindi, mancare oggi che il Calendario del cibo dedica il giorno di S. Valentino proprio a questi cioccolatini tanto amati. Certo, le idee migliori me le sono già giocate, ma anche questa versione, nella sua semplicità, è risultata molto gradevole, grazie all'aroma del mandarino.

Baci al mandarino

Cioccolato fondente                    200 g
Cioccolato bianco                       100 g
Pasta frolla                                  100 g
Panna da cucina                          40 g
Granella di nocciole                    40 g
Zucchero                                     30 g
Glucosio                                      1 cucchiaino
Mandarini                                    2

Tenere la pasta frolla in frigo, in modo che s'indurisca (io avevo in freezer un avanzo della frolla preparata qui). Grattugiarla con la grattugia a fori larghi e cuocere a 180 gradi il briciolame ottenuto.
Sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco; fuori dal fuoco, aggiungere la panna ed amalgamare. Grattugiare la buccia dei mandarini nel cioccolato e, quando si sarà intiepidito, unire le briciole di frolla. Versare il cioccolato in stampi a semisfera e far raffreddare in frigo.
Mettere lo zucchero ed il glucosio in un pentolino, bagnare con un po' d'acqua e far caramellare. Unire la granella di nocciole e versare il croccante su carta forno, formando tanti mucchietti. Appena il croccante si raffredda abbastanza da poter essere maneggiato, ma non si è ancora completamente indurito, modellare i mucchietti in forma di piccole sfere. Sformare le semisfere di cioccolato, scaldare la base delle palline di croccante, in modo che si sciolga un po' e possa attaccarsi suelle semisfere di cioccolato.
Temperare il cioccolato fondente e, con una forchettina, immergere i cioccolatini, in modo che si rivestano. Adagiare man mano i cioccolatini su carta forno.





domenica 8 ottobre 2017

Sbagliando s'impara

Una cosa che lascia sempre tutti increduli è il fatto che io non beva caffè. Ma come? Una napoletana che non ama il caffè?? Ebbene si e non suono nemmeno il mandolino. 
Tuttavia, il caffè mi piace nei dolci e, dopo aver accarezzato per un attimo l'idea di fare una preparazione salata che avesse tra i suoi ingredienti il caffè, per la giornata che Il Calendario del cibo dedica a questa bevanda così amata, ho optato per dei cioccolatini.
In realtà, sono stata molto in dubbio se pubblicarli o meno, perché, come si vede dalla foto, benché siano belli lucidi, il burro di cacao è affiorato, rendendoli maculati. 
Qualcuno mi ha suggerito di mascherare il difetto spolverizzandoli con del cacao, ma non mi sarebbe sembrato onesto, per cui preferisco pubblicarli così come sono e cogliere l'occasione per farvi partecipi di ciò che ho imparato dal mio errore. Ho usato del cioccolato comprato prima dell'estate e che, quando è arrivato il caldo torrido, ho pensato di proteggere mettendolo in frigo. Sbagliato. A quanto pare, il cioccolato conservato in questo modo assorbe umidità e non va bene per fare cioccolatini, anche se resta utilizzabile per ganache, mousse ecc.
Difficile dare le dosi per questi cioccolatini, almeno per quanto riguarda il caffè, perché io ho usato questo concentrato di caffè, che è piuttosto denso.

In pratica, ho temperato 200 g di cioccolato al 75%, con questo ho rivestito degli stampini a semisfera e ho atteso che solidificassero. Nel frattempo, con circa 100 g di zucchero a velo e l'estratto di caffè ho preparato una cremina densa (della consistenza  della Nutella, per intenderci) e l'ho distribuita nei gusci di cioccolato. Ho chiuso i cioccolatini con altro cioccolato temperato. Ne son venuti 22.





giovedì 26 febbraio 2015

Baciare è bello


Non ce l'ho fatta...Avevo detto che non avrei fatto altri baci per questo MTC, ma non ho resistito: ne ho DOVUTE sfornare altre due versioni. Stavolta, però, ne ho fatti veramente pochi, giusto il necessario per fare le foto.
La prima è vagamente ispirata alla cassata siciliana, e aveva, come intento, quello di usare il liquore e la gelè di arance fatti da me. La seconda... la seconda... bè, lo devo confessare: i miei cioccolatini preferiti (a parte le ghiande di Gay-Odin) non sono i baci, ma i Lindor. In rete, girano almeno 3 ricette che tentano di imitare la la crema contenuta in quei cioccolatini. Io ho scelto quella che mi convinceva di più e, manco a dirlo, l'ho un po' modificata: eliminato il malto in polvere, che non avevo, aumentato il latte condensato ed aggiunto estratto di vaniglia autoprodotto. Il risultato, in termini di gusto, è molto vicino all'originale e la "scioglievolezza" c'è tutta. Per le frasi da accostare ai cioccolatini sono andata a cercare nientemeno che tra i Sonetti del Bardo.

Baci cassata (x 7)

Per il ripieno
Ricotta                        70 g
Gelè all'arancia           40 g
Cioccolato bianco       35 g
Arancello                    2 cucchiai
Mandorle a lamelle    1 cucchiaio
Arance candite           20 g

Per il rivestimento 
Cioccolato fondente   150 g

Lavorare con le fruste elettriche la ricotta, insieme alla gelè all'arancia e all'arancello. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato bianco ed unirlo al resto. In un padellino, tostare le lamelle di mandorle ed aggiungerle alla crema. Dividere questo ripieno in uno stampo di silicone a semisfera (3 cm di diametro) e mettere in freezer per un'ora. Una volta che si saranno ben rassodate, smodellare le cupolette e mettere, su ognuna di esse, alcuni dadini di arancia candita; rivestirle con col cioccolato temperato. Sgocciolare il cioccolato in eccesso e mettere ad asciugare su un foglio di carta forno.










Baci Lindor (x 6)

Per la crema Lindor
Cioccolato al latte             100 g
Latte condensato               60 g
Burro                                 33 g
Panna                                10 g
Estratto di vaniglia           1 cucchiaino

Mettere tutti gli ingredienti in una fondina e disporla su un bagnomaria. Una volta che tutti gli ingredienti si saranno sciolti, mescolare per amalgamarli e mettere in frigo per tutta la notte.
Il giorno dopo, la crema si sarà rassodata, per cui sarà possibile prelevarne un po' e, modellandola con le mani, formare le cupolette, che costituiranno l'interno dei baci. Rimettere in frigo, intanto che si prepara il resto.

Per il croccante

Zucchero                                2 cucchiai
Glucosio                                1 cucchiaino
Granella di nocciole tostate   2 cucchiaini

Mettere in un padellino lo zucchero ed il glucosio, inumidire con mezzo cucchiaio d'acqua e far caramellare. Appena lo zucchero accenna ad imbiondire, versarci dentro la granella di nocciole, scaldata al MO. Distribuire il croccante negli incavi di uno stampo come questo, capovolto.
Appena il croccante si è un po' raffreddato, ma è ancora malleabile (fare molta attenzione a non scottarsi, nel caso, meglio indossare dei guanti), formare tante palline, che andranno posizionate sulle cupolette.


Temperare 150 g di cioccolato al latte e tuffarvi i cioccolatini, in modo che si rivestano. Sgocciolare il cioccolato in eccesso e mettere ad asciugare su un foglio di carta forno. Mi sono resa conto di non aver precisato che, per tutti i miei baci, ho usato la tecnica dell'inseminazione.







lunedì 16 febbraio 2015

Cinque e sto


Confesso che, dopo una settimana passata a far cioccolatini, inizio ad essere un po' satura. Ma questa sfida dell'MTC è stata particolarmente stimolante e davvero il tema si prestava a millemila varianti. Tuttavia, anche se altre possibili realizzazioni si affollano nella mia mente, ho bisogno di un periodo di "disintossicazione" dal cioccolato. Anche perché, se è vero che, per lo più, li ho distribuiti in giro,  "qualche" assaggio, lo ammetto, c'è stato...
Veniamo, quindi, a questa quinta versione (che, poi, in realtà, sarebbe la sesta, visto che ne avevo fatto anche un altro tipo, che ho rinunciato a pubblicare, perché troppo simile a quella pubblicata da un'altra MTCina).
Questa volta, ho scelto di non fare un'ennesima variazione sul tema ganache e di introdurre una nota più fresca. Visto che, ultimamente, mi sono dedicata con successo alle gelè di frutta, ho preparato delle gelè ai lamponi, sormontate da una meringhetta, che, oltre a formare la richiesta cupoletta, ha contribuito a creare un piacevole gioco di consistenze. La frase che ho abbinato è un verso di Pessoa, che trovo particolarmente toccante.

Baci del sottobosco

Per la gelè ai lamponi

Polpa di lamponi                     212 g
Acido tartarico                        2,12 g
Pectina jaune                           3,8
Zucchero                                 176 g + 21,2 g
Glucosio                                  49 g
Succo di limone                      1 cucchiaino

Frullare il contenuto di due vaschette di lamponi e passare il frullato allo chinoise, per eliminare i semini. Mettera la polpa di lamponi ed il cucchiaino di succo di limone  in una casseruolina e scaldare a 40 gradi. Aggiungere la pectina, mescolata con i 21,2 g di zucchero, il glucosio e lo zucchero rimanente. Cuocere fino a raggiungere la temperatura di 106 gradi. A questo punto, aggiungere l'acido tartarico, sciolto in un paio di cucchiaini d'acqua. Mescolare e, molto velocemente, versare in un colino a pistone e dividere il composto in stampini di silicone a semisfera.

Per le meringhette

Albume                         20 g
Zucchero                      40 g

Montare l'albume a neve soda; aggiungere lo zucchero. Mettere la meringa in un sac a poche, dotato di bocchetta liscia e, su una leccarda rivestita da un foglio di carta forno, formare delle palline di meringa delle dimensioni di un cece . Infornare a 50 gradi per un'ora. Una volta cotte le meringhe, smodellare le gelè e su ognuna poggiare una meringhetta .

Temperare 150 g di cioccolato fondente, come spiegato da Annarita e tuffarvi le gelè sormontate dalle meringhette. Sgocciolare e mettere ad asciugare su carta forno.









venerdì 13 febbraio 2015

Two more


Con tutto il parlare del temperaggio che si è fatto in questi giorni, mi son tornate alla mente le mie prime esperienze con la lavorazione del cioccolato. 
La primissima volta è stata moltissimi anni fa (non ero nemmeno sposata), quando mi misi in testa di fare le uova di Pasqua per i nipotini. All'epoca, per i non addetti ai lavori, era molto più difficile di adesso trovare le attrezzature adatte, per cui ricordo che già solo trovare lo stampo fu un'impresa. Una volta entratane in possesso, credevo di aver risolto, credevo che mi bastasse sciogliere il cioccolato, colarlo nello stampo e aspettare che si freddasse per avere le mie mezze uova. Potete immaginare come andò a finire...il cioccolato fu rimosso dallo stampo praticamente con lo scalpello...
Qualche anno dopo, andai a seguire un corso tenuto da un noto cioccolatiere napoletano. Alla prima lezione, costui esordì dicendo: "il cioccolato va temperato, ma poiché per voi sarebbe difficile, è inutile che vi spieghi come si fa". Se non fossi stata ignorante com'ero, a quel punto, ci sarebbe stato da alzarsi, pretendere la restituzione di quanto pagato e andarsene...
Poi venne l'era di Internet, ho cominciato a leggere, documentarmi, ho fatto altri corsi e, finalmente, il temperaggio non ha avuto più segreti per me.
Veniamo, ora, agli altri due tipi di bacio che ho fatto per questo MTC n. 45.
Per i primi, ho scelto una frase del mio poeta preferito (cantautore sarebbe riduttivo): Leonard Cohen, un uomo che con la sua musica, i suoi testi fitti di simbolismi e la sua voce di velluto riesce sempre a darmi i brividi. Il suo concerto, in una notte d'estate a Piazza San Marco, a Venezia, è stato uno dei regali più belli che io mi sia mai fatta.

Baci autunnali (x 15)

Cioccolato fondente                       150 g + 300
Panna                                              75 g
Burro                                              30 g
Confettura di castagne                   170 g
Rum                                                1 cucchiaio
Rottami di marroni                         60 g

Sciogliere i 150 g di cioccolato a bagnomaria. Scaldare la panna col burro e versarla, in due riprese, sul cioccolato fuso, girando per amalgamare il tutto. Aggiungere la confettura ed il rum e mescolare ancora. Mettere la ganache in frigo per tutta la notte. Il giorno dopo, dividere la ganache in porzioni grandi quanto una noce e modellarle con le mani, dando loro la classica forma a cupola. Mettere su ogni cupoletta un pezzo di marron glacè. Temperare i rimanenti 300 g di cioccolato ed immergervi i cioccolatini. Sgocciolarli bene e metterli ad asciugare su carta forno.









 La seconda versione, invece, prende spunto dai torroni dei morti, che si preparano da noi, ad inizio novembre, alcuni dei quali racchiudono, nel guscio di cioccolato, diversi strati. E, a questi, ho accostato una frase di Neruda.

Baci a strisce

Per la ganache al pistacchio

Cioccolato bianco                  100 g
Pasta di pistacchio                  50 g

Sciogliere il cioccolato a bagnomaria e mescolarvi la pasta di pistacchio. Colarla sul fondo di stampi di silicone a semisfera e mettere a rassodare in frigo.

Per la ganache al cioccolato bianco

Cioccolato bianco                   120 g
Panna fresca                            50 g
Burro                                       20 g
Estratto di vaniglia                 1/2 cucchiano

Scaldare la panna col burro e versarla sul cioccolato fuso a bagnomaria. Mettere la ganache in un sac a poche, farla raffreddare e stratificarla su quella al pistacchio, ormai rassodata. Di nuovo in frigo.

Per la ganache gianduia

Cioccolato fondente                 150 g
Pasta di nocciole                      75 g

Procedere come per quella al pistacchio e, con questa, formare l'ultimo strato del cioccolatino.
Una volta rassodati, smodellare i cioccolatini,  e poggiare su ognuno un pistacchio, premendo leggermente per farli aderire. Temperare 300 g di cioccolato ed immergervi i cioccolatini. Sgocciolarli bene e metterli ad asciugare su carta forno.
                            







mercoledì 11 febbraio 2015

Non sono cinica


Quando si è appreso che, per l'MTC di febbraio, il tema sarebbero stato i baci, intesi come cioccolatini, molti sono andati nel panico, per via delle difficoltà insite nel temperaggio del cioccolato, che, per chi non lo ha mai fatto, potrebbe, effettivamente, rappresentare un passaggio ostico. Del resto, l'abbiamo detto tante volte, l'MTC è anche, e forse soprattutto, una scuola, l'occasione per imparare, per mettersi alla prova, quindi, ben vengano gli stimoli a sperimentare tecniche con le quali non si è mai osato misurarsi.
Personalmente, ho fatto spesso dei cioccolatini, quindi ero abbastanza tranquilla su questo fronte, per cui, appena ho appreso che ci saremmo dovuti confrontare sui baci, la fantasia è partita a mille, tant'è che ne ho già fatti 5 tipi diversi e ancora non ho esaurito tutte le possibilità che mi son venute in mente...
Paradossalmente, la difficoltà maggiore l'ho incontrata nel rispettare la clausola del regolamento che impone di abbinare ad ogni versione una frase sull'amore, così come accade con i baci "originali". 
Alla mia veneranda età, non dico di essere diventata cinica, ma sicuramente sono diventata consapevole del fatto che non esiste parola più ambigua della parola "amore". E' una parola usata ed abusata, ma con pressoché tanti significati quante sono le persone che la usano. Per questo motivo, quando due persone dicono "amore", non sempre intendono la stessa cosa e questo genera incomprensioni e sofferenze a non finire. Quindi, non aspettatevi, da me, frasi sdolcinate e melense, perché non ho più l'età....
La frase che ho abbinato ai primi cioccolatini è una frase che ho ripetuto spesso a mia figlia: se ti fa soffrire, non è amore, ma attaccamento nevrotico. 
In realtà, se non fosse stata troppo lunga, avrei riportato la cosiddetta "Preghiera della Gestalt", che riassume perfettamente il mio punto di vista

"Io sono io. Tu sei tu.
Io non sono al mondo per soddisfare le tue aspettative.
Tu non sei al mondo per soddisfare le mie aspettative. 
Io faccio la mia cosa. Tu fai la tua cosa. 
Se ci incontreremo sarà bellissimo; 
altrimenti non ci sarà stato niente da fare."


Baci con fudge al cioccolato bianco e fave di cacao
(mio adattamento di un'idea di Sale & Pepe) (x 20)

Per il fudge

Cioccolato bianco                  100 g
Panna fresca                          70 ml
Miele                                      20 g
Zucchero                                90 g
Burro                                     10 g
Fave di cacao                         1/2 cucchiaio

Mettere il cioccolato tritato in una ciotola, insieme al burro. In una casseruola, versare il miele, lo zucchero e la panna e portare ad una temperatura di 112 gradi. Far intiepidire un po' questo mix e poi versarlo sul cioccolato, mescolando bene, in modo che si sciolga. Aggiungere le fave di cacao, grossolanamente tritate. Distribuire il composto in stampini a semisfera in silicone. Far raffreddare e, poi, tenere in frigo per un paio d'ore. Trascorso questo tempo, smodellarli e, facendo leggermente pressione, in modo che aderiscano bene, attaccare ad ogni bacio una nocciola.

Rivestimento

Cioccolato fondente 90%                300 g

Temperare il cioccolato (è necessario un cioccolato molto amaro, per bilanciare la dolcezza del ripieno), come magistralmente descritto nel post di Annarita e tuffarvi i cioccolatini (ho trovato preziosissimo il suggerimento di levare due rebbi ad una forchettina di plastica ed usare quella per immergere i baci nel cioccolato fuso). Sgocciolare il cioccolato in eccesso e mettere i baci ad asciugare su carta forno.


La scatola dove ho messo i due tipi di baci, che ho portato a cena da un'amica.







Il secondo tipo di baci prende spunto da quell' abbinamento arachidi/caramello, che io, "orfana del Winner", ho sempre amato.
La frase che ho accostato a questa seconda proposta è un frase di Schopenhauer (notoriamente un "allegrone"...), che ha trovato profonda risonanza in me. Con il lavoro che faccio sono intrisa di darwinismo e, avendo studiato per anni l'azione degli ormoni sul comportamento, non potevo non essere d'accordo con lui...

Baci al caramello salato e arachidi

Cioccolato al latte                         100 g
Panna fresca                                  50 g   
Zucchero                                       50 g
Glucosio                                        1/2 cucchiaino
Arachidi                                        50 g
Sale  

Per il rivestimento
 Cioccolato fondente                    300 g 

Mettere in un pentolino lo zucchero, il glucosio ed un cucchiaio d'acqua; portare allo stadio di caramello biondo e decuocere con la panna precedentemente scaldata. Tritare il cioccolato al latte e fonderlo a bagnomaria. In due riprese, aggiungere al cioccolato la panna al caramello e mescolare bene. Aggiungere le arachidi tritate (meno una ventina) ed il sale. Versare in un sac a poche, chiuderlo con un nodo ed aspettare che il composto si raffreddi quasi del tutto. Tagliare la punta  al sac a poche e formare delle cupolette su un foglio di carta forno. Mettere su ogni cupoletta un'arachide e far raffreddare i cioccolatini in frigo. Nel frattempo, temperare il cioccolato ed immergervi le cupolette. Sgocciolare il cioccolato in eccesso e mettere i baci ad asciugare su carta forno.                                                       









venerdì 31 ottobre 2014

Il tempo delle mele(granate)

Essendo figlie di nostra madre, né io né le mie sorelle potevamo essere delle incapaci in cucina. Certo, delle tre, quella più "malata", sono io. Loro, da quando i figli sono andati via di casa, non solo cucinano meno, ma sono anche poco interessate a sperimentare.
Tuttavia, in occasione della mia ultima andata a Milano, la "soror maior" mi ha fatto provare dei cioccolatini, che si era inventata, di una semplicità assoluta, ma con un abbinamento di una bontà sorprendente.
In realtà, non si tratta di una vera e propria ricetta, perché basta sciogliere del buon cioccolato fondente e usarlo per rivestire dei pirottini, in modo da formare dei gusci cioccolato. Una volta che il cioccolato si sarà freddato, mettere nei gusci dei chicchi di melagranata e chiudere il cioccolatino con altro cioccolato fuso. Se non piace l'idea di sentire sotto i denti i semini (ma vi posso assicurare che non sono fastidiosi), si possono schiacciare i chicchi con uno schiacciaglio e mettere nei gusci solo il succo. In entrambi i casi, l'acidulo della melagranata sposa benissimo con l'amaro del cioccolato.
Mia sorella si è ben guardata dal temperare il cioccolato ("non ho pazienza..."), quindi, volendo, vi assicuro che è possibile farli anche sciogliendo il cioccolato e basta, senza star lì a guardare le temperature di cristallizzazione. 
Io, invece, il temperaggio l'ho fatto, solo che Murphy ha voluto che, proprio mentre ero intenta all'operazione, sia arrivato l'architetto che doveva controllare lo stato dei balconi, in vista dei prossimi lavori alla facciata del palazzo, e questo ha un po' danneggiato il procedimento, senza tuttavia pregiudicare troppo il risultato.




Con questa "non-ricetta" partecipo al 100% GFFD



venerdì 14 marzo 2014

In principio fu Hermé

Quando, la settimana scorsa, ho sentito le mie istruttrici di Pilates esultare per il rinvenimento nella borsa di un pacchetto dimenticato di cioccolatini, dentro di me, ho gongolato. Bene, ho pensato, questa è l'occasione buona per provare a fare un altro tipo di quei libidinosi cioccolatini che ho adocchiato su PH10. Così, uscendo dallo spogliatoio, ho detto: "Ragazze, la prossima volta, ve li porto io i cioccolatini!" 
Tornata a casa, ho preso l'imponente tomo ed ho iniziato a sfogliarlo, per decidere quali cioccolatini fare. Sono stata immediatamente attratta dagli Absolutement Chocolat au lait. 
Al momento di prepararli, però, ho modificato così tanto la ricetta che, alla fine, dell'ispirazione di Hermé, è rimasto solo il croccante di mandorle. Ovviamente, non so come sarebbero venuti se avessi seguito fedelmente la ricetta originale, quello che so con certezza è che questi sono i cioccolatini più peccaminosi che io abbia mai fatto!

Absolutement Mariellà (viva la modestia...)
(circa 30)

Per il croccante

Mandorle spellate               150 g
Zucchero                             90 g
Miele                                  1 cucchiaino
Arancia                               1
Scorze d'arancia candite    50 g

Mettere lo zucchero ed il miele in un pentolino, aggiungere la buccia grattugiata dell'arancia, bagnare con un cucchiaio d'acqua e cuocere fino ad avere un caramello biondo. A questo punto, aggiungere le mandorle tostate e ancora calde e mescolare, in modo da rivestirle bene di caramello. Versare il tutto su un foglio di carta forno, appiattendo il croccante con l'aiuto dell'arancia.
Una volta che il croccante si sarà completamente raffreddato, romperlo grossolanamente e metterlo nel mixer, insieme ai 50 g di scorze d'arancia candite (io ho usato quelle che avevo fatto da me), fino a che, con l'azione delle lame e del calore derivante dall'attrito, si sarà formata una pasta omogenea.

Per i cioccolatini

Cioccolato al latte              150 g
Cioccolato fondente           150 g
Cioccolato bianco               25 g
Burro                                   25 g
Granella di mandorle          50 g

Tostare la granella di mandorle nel forno. In un bagnomaria, sciogliere il cioccolato al latte, insieme al burro e al cioccolato bianco. Aggiungere la pasta ottenuta dal croccante ed amalgamare. Versare il tutto in un quadrato di 16x16 cm, appoggiato su un foglio di carta forno e con i lati rivestiti di strisce di acetato. Livellare il composto, dandogli uno spessore uniforme. Versarvi sopra la granella tostata, pressandola leggermente con le mani, per farla aderire. Lasciar raffreddare. A questo punto, togliere il quadrato e, con un coltello affilato, tagliare il composto in rettangoli di circa 2x3 cm. Temperare il cioccolato fondente ed immergervi le barrette di ripieno, rivestendole ben bene. Sgocciolare il cioccolato in eccesso e mettere i cioccolatini ad asciugare su un foglio di carta forno.







Con questa ricetta partecipo al Glu-Fri-Day

giovedì 23 gennaio 2014

Habla espanol?

Purtroppo no. La cosa sarebbe poco rilevante se non fosse che Babbo Natale, sub specie Amazon, mi ha portato un libro che desideravo da tempo: PH10 di Pierre Hermè. Solo che è in spagnolo... Chiariamo una cosa: io non parlo nemmeno il francese, ma, almeno, i termini di pasticceria, in quella lingua, li conosco abbastanza. Lo so, avrei potuto mandarlo indietro e chiedere la sostituzione, ma la cosa mi sembrava così macchinosa che ho preferito tenermelo così com'era.  
Si tratta, comunque, di un libro stupendo, che necessita, però, di uno studio attento e approfondito. Le preparazioni sono incredibili, ma piuttosto complesse. Per questo, ho deciso di cominciare, per prendere confidenza, con qualcosa di semplice: dei cioccolatini. Mi son, quindi, messa lì a tradurre la ricetta e dimezzare le dosi. 
Una cosa che mi ha lasciata molto perplessa è che Hermè, oltre al burro, in questi cioccolatini, impiega della margarina. Venendo da un Maestro come lui, immagino che ci sia una ragione per questa scelta, ragione che una comune mortale come me non riesce ad immaginare. Dopo aver esitato, alla fine, ho deciso di usare comunque solo burro, non tanto per un integralismo ad oltranza, quanto perché mi sembrava sciocco acquistare una confezione di margarina che sarebbe rimasta inutilizzata in frigo, dopo aver usato i 48 grammi richiesti da questa ricetta.
Inoltre, non avevo a disposizione i cru di cioccolato usati dal Maestro (mi sa che, se voglio continuare a sperimentare ricette da questo libro, presto mi toccherà fare un ordine importante sul sito della Valrhona...), ma, anche così, questi cioccolatini sono davvero libidinosi. Così tanto libidinosi, che dopo averne mangiato qualcuno, mi sono affrettata a distribuirli in giro: un po' in ufficio da mio marito, un po' alla colf ed un po' al mio parrucchiere, golosissimo di cioccolato.

Makassar (x 60 cioccolatini)

Per la ganache al caramello

Panna fresca                          140 g
Burro salato                          48 g
Zucchero                              170 g
Cioccolato al latte               230 g
Cioccolato fondente            95 g
Burro                                   190 g

Inoltre

Cioccolato fondente 70%   200 g
Cioccolato al latte              50 g    

Scaldare la panna col burro salato. Con lo zucchero, preparare un caramello biondo e aggiungervi la panna + il burro salato, un po' alla volta, facendo attenzione agli schizzi. Fondere a bagnomaria il cioccolato fondente con quello al latte. Aggiungere il caramello in 3 volte, emulsionando. Aggiungere il burro pomata e riporre 3 ore al freddo. Trascorso questo tempo, montare la ganache con le fruste. A questo punto, Hermè dice di versare la ganache in un anello quadrato (lo so un anello è tondo, ma non trovo un altro modo per indicare un quadrato senza fondo), livellarla con una spatola e mettere in frigo per un'ora, dopodiché versarci sopra uno strato sottile di cioccolato fondente temperato. Rimettere in frigo e poi tagliare in pezzi, che andranno rivestiti tuffandoli nel cioccolato fondente temperato.
Io, invece, ho distribuito la ganache in uno stampo di silicone a semisfera e messo in frigo. Ho temperato il cioccolato al 70% ed ho rivestito le semisfere di ganache. Una volta cristallizzato il cioccolato, ho messo il cioccolato al latte in un conetto di carta forno e l'ho fatto sciogliere al microonde. Ho tagliato la punta ed ho decorato i cioccolatini con dei ghirigori di cioccolato al latte.



venerdì 15 novembre 2013

Castagne e cioccolato

A me le castagne piacciono tantissimo: lesse, arrostite, nei dolci (mont blanc uber alles!) e, last but not least, la confettura. Tuttavia, di fatto, le mangio molto raramente e dolci con le castagne ne ho fatti ancora più di rado, perché, onestamente, sbucciare le castagne è un lavoraccio... Ci voleva l'MTC per farmele affrontare! E' stato così che, domenica scorsa, ho passato due ore e mezza a pelare e schiacciare castagne, per preparare la confettura, con la collaudatissima ricetta di Serena. Bé, ne è valsa la pena, perché quella che ho invasato era pura libidine. Ho cambiato solo due cose: non ho messo il caffè, perché volevo che il sapore della castagna risaltasse in purezza e, invece del cognac, ho usato del rum.

Confettura di castagne

Polpa di castagne               1 k
Zucchero                           700 g
Acqua                               1/2 bicchiere
Cacao amaro                     25 g
Rum cubano                     2 bicchierini
Vainiglia                          1 baccello          

Lessare le castagne e, quando son cotte, tagliarle a metà e scavare la polpa col cucchiaino. Schiacciare la polpa così ottenuta col passapatate. Versare lo zucchero in una pentola e bagnarlo con l'acqua. Aggiungere i semini della bacca di vainiglia e far sciogliere lo zucchero a fuoco lento. Sciogliere il cacao nel rum ed aggiungerlo allo zucchero ormai sciolto. Versare lo sciroppo di zucchero sulla purea di castagne e rimettere il tutto sul fuoco per circa 20 minuti. Invasare la confettura ancora calda in barattoli sterilizzati. Battere i barattoli su un canovaccio ripiegato più volte, per far uscire le bolle d'aria, Quando la confettura si sarà freddata, versare sulla superficie di ogni barattolo un cucchiaino di rum. Chiudere i barattoli.
Bene, mi son detta, e adesso che ho la confettura, cosa posso farci, oltre che resistere alla tentazione di mangiarmela a cucchiaiate direttamente dal barattolo? Una serie di idee mi si sono affacciate alla mente, ma mi sembravano tutte troppo sofisticate e, quindi, lontane dal tema della cucina povera. Alla fine, mi son decisa per dei cioccolatini che, forse, proprio poveri non sono, ma che, almeno, non richiedono tecniche sofisticate. Sto parlano dei cuneesi al rum. Ovviamente, la vera ricetta è gelosamente custodita dalla ditta che li produce, ma girovagando in rete, mi son fatta un'idea degli ingredienti irrunciabili: castagne, meringa, rum e cioccolato. Su queste basi, ho provato a fare i miei

Simil-cuneesi al rum

Per la meringa

Albume         30 g
Zucchero       60 g

Montare gli albumi a neve soda. Aggiungere lo zucchero, continuando a montare con le fruste, fino ad ottenere un composto lucido e sostenuto. Data l'esigua quantità e visto che la meringa doveva scomparire dentro i cioccolatini, non mi è parso il caso di sporcare un sac a poche, per cui mi sono limitata a depositare un po' di composto su una teglia rivestita di carta forno semplicemente con l'aiuto di due cucchiaini. E, poi, erano carini questi batufolletti di meringa, dalla forma irregolare... Infornare a 60 gradi per un'ora e mezza.




La confettura di castagne, ovviamente, è molto morbida ed appiccicosa, per cui non è possibile manipolarla con le mani. Ho, quindi, preso due cucchiaini ed ho formato delle specie di quenelle, mettendo al centro di ognuna una meringhetta. Ho depositato le quenelle su un tagliere rivestito di carta forno e le ho messe in freezer a consolidarsi.
Ho sciolto del cioccolato fondente a bagnomaria e ci ho immerso le quenelle, in modo da rivestirle per bene. Una volta raffreddato il cioccolato di rivestimento, ho sciolto un po' di cioccolato bianco e, con l'aiuto di un cornettino, ho disegnato delle strisce sui cioccolatini.




Con questa ricetta, partecipo non solo all'MTC, ma raccolgo anche l'invito della mia amica Stefania, per il suo Glu-Free(day).


martedì 23 aprile 2013

Non riesco a resistere

Campassi altri 100 anni e, in questi 100 anni, provassi ogni giorno 2 nuove ricette , non riuscirei comunque ad esaurire tutte le ricette che ho raccolto, tra libri, riviste, forum e blog. Con queste premesse, una persona ingenua si aspetterebbe che io abbia smesso di acquistare libri e riviste di cucina. Una persona ingenua, appunto... perché, per quanto provi a frenarmi, finisco sempre col cascarci di nuovo. E' successo che, mentre ero in coda alla cassa di una libreria ( lo so che lo fanno apposta a posizionarli lì...), l'occhio mi sia caduto su un bel tomo sui finger food, che veniva offerto ai titolari della carta fedeltà a soli 3,90 euro. Un affare! Praticamente, al prezzo di una rivista, mi sarei portata a casa un librone! Insomma, manco a dirlo, l'ho preso. Per pentirmene, una volta arrivata a casa...Perché, alla fin fine, di 250 ricette, ne ho trovate interessanti giusto un paio. Una di queste riguardava delle gelatine di pera, rivestite di cioccolato fondente. Mmm... mi piace il connubio pera-cioccolato! E, allora, venerdì scorso, dovendo andare a cena da un'amica, ho pensato di portarle qualcosa di preparato da me, anziché un'anonima bottiglia di qualcosa. Già che c'ero, mi è sovvenuto che ho un bel po' di sciroppo, avanzatomi dalle amarene quarantine, preparate lo scorso giugno. E anche le amarene stanno benissimo col cioccolato, torta foresta nera docet. La conclusione è stata che quelli all'amarena son venuti buonissimi, quelli alla pera un po' meno. Non so se sia dipeso dal fatto che difficilmente riesco a trovare delle pere saporite ( e mi chiedo perché, visto che, da noi, solitamente, la frutta è ottima...), fatto sta che queste gelatine, nonostante io abbia raddoppiato la quantità di zucchero, rispetto a quella indicata nella ricetta, sapevano di poco. Dovessi rifarle, probabilmente, partirei dal succo di pera, anziché dalle pere fresche o, comunque, farei restringere un po' sul fuoco il frullato di pera, che, altrimenti, risulta troppo acquoso.

Ciocco-gelatine

Per le gelatine alle pere
Pere                            250 g
Zucchero                     60 g
Gelatina in fogli            6 g

Preparare uno sciroppo con  100 ml di acqua e lo zucchero; portare ad ebollizione. Aggiungervi i fogli di gelatina ammollati e strizzati. Frullare le pere ed aggiungere al resto. Colare in stampini di silicone a semisfera, e, una volta freddato il composto, mettere in freezer per un paio d'ore




Per le gelatine all'amarena
Sciroppo amarene        150 g
Gelatina in fogli            4 g

Per la copertura
Cioccolato fondente    200 + 50 g

Riscaldare lo sciroppo di amarene e sciogliervi la gelatina ammollata  e strizzata. Colare negli stampini a semi sfera. Una volta raffreddati, congelare per un paio d'ore.
Ho temperato il cioccolato, sciogliendo a bagnomaria i primi 200 g e, poi, quando è arrivato a 45 gradi, levandolo dal calore e aggiungendo gli altri 50 g, continuando sempre a girare, finché la temperatura è scesa a 28 gradi. A quel punto, l'ho rimesso nel bagnomaria e l'ho portato a 31 gradi, che è la temperatura di utilizzo. Ho sformato le gelatine congelate e, con l'aiuto di una forchetta, le ho velocemente immerse nel cioccolato fuso, in modo da rivestirle. Ho fatto sgocciolare l'eccesso di cioccolato ed ho messo le ciocco-gelatine ad asciugare su carta forno.