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giovedì 16 gennaio 2025

Tarte tatin ai finocchi

 L'ultimo giorno a Salisburgo, prima di rientrare a Napoli, ho approfittato del fatto che, al mercato del giovedì, avevo, caso fortunato, trovato dei finocchi degni di questo nome (e non quei cosini striminziti che trovavo solitamente) per fare una ricetta di una tarte tatin ai finocchi vista su Pinterest e lasciare così la cena pronta per i miei ragazzi. Poiché mi sembrava una ricetta interessante, avevo pregato mia figlia di fare una foto e mandarmela, perché, se si fosse rivelata buona come pensavo, l'avrei pubblicata. La foto che mi ha mandato mia figlia...


Dal momento che mi era stata confermata la bontà della ricetta, non ho avuto altra scelta che rifarla, ma, poiché mio marito non mangia i finocchi, ne ho fatta una piccolina, in uno stampo da 13 cm di diametro, ma, nella ricetta originale, troverete le dosi per una teglia più grande. E, si, ne è valsa la pena.
Al solito mio, ho fatto qualche modifica alla ricetta di partenza: non avevo pasta sfoglia in casa e, comunque, non mi sarebbe servito un intero rotolo, per cui ho fatto a volo a volo un po' di brisè e ho preferito rosolare i finocchi in padella, anziché lessarli, per dare loro un po' più di sapore. Ma la variazione più importante ha riguardato le cipolle. Tanto per cominciare, ho usato degli scalogni (sempre perché non avevo cipolline disponibili), ma, soprattutto, ho impiegato la tecnica appresa dal libro "Il codice Locascio" di Giangranco Locascio, che permette di ottenere delle cipolle più digeribili semplicemente inattivando col calore gli enzimi (le allinasi) responsabili della trasformazione dei tiosolfati presenti nella cipolla in acido solfenico, cioè quella sostanza che rende le cipolle indigeste e il nostro alito pestilenziale. 

Tarte tatin ai finocchi

1                                    Finocchio
1                                    Scalogni
1/2 cucchiaio                 Olio evo
1 cucchiaino                  Aceto balsamico
1 cucchiaino                  Salsa di soia
1/2 cucchiaio                 Senape all'antica
1 noce                            Burro

Riscaldare il forno a 230°C e metterci gli scalogni interi, senza nemmeno sbucciarli per 15 minuti. Tagliare a fette il finocchio e rosolarlo in padella con l'olio; aggiungere l'aceto balsamico e la salsa di soia mescolati. Cuocere fino ad ammorbidire il finocchio, ma senza spappolarlo. Assaggiare e regolare di sale (la salsa di soia è già sapida di suo). Stendere la pasta brisè, formando un cerchio un po' più grande del diametro della teglia e spalmarlo con la senape. Ungere la teglia, versarvi i finocchi, unire gli scalogni pelati e tagliati in quarti e coprire con la pasta brisè, con il lato spalmato di senape a contatto col ripieno e "rincalzandola" intorno ai finocchi. Fare un piccolo buco al centro della pasta, per permettere al vapore di fuoriuscire. Infornare a 180°C per circa 20 minuti.

Per la brisè

50 g                                Farina
25 g                                Burro
1/2 cucchiaio                  Acqua
Sale

Impastare rapidamente tutti gli ingredienti, formare un panetto, avvolgerlo nella pellicola e tenerlo per una mezz'ora in frigo, prima di utilizzarlo.







domenica 2 giugno 2024

Sul finire di stagione

 Si, lo so, la stagione degli asparagi è quasi finita, ma io ho fatto questa ricetta mentre ero a Salisburgo e ho dovuto aspettare di rientrare alla base per trascriverla. Non ho voluto rimandare, per timore che cadesse nell'oblio. E sarebbe stato un vero peccato, perché si tratta di una ricetta facilissima, veloce, che utilizza solo 3 ingredienti principali e che vi farà fare un figurone, nel caso aveste ospiti. Utilizzando solo le punte degli asparagi e facendo, quindi, dei rotolini più piccoli, li vedrei bene anche come finger food.

Asparagi e feta

1 mazzo                       Asparagi

1 rotolo                       Pasta phyllo

400 g                           Feta

1/2 tazza                     Olio evo

1 cucchiaio                 Semi di sesamo

1                                 Uovo 

Prendere un foglio di pasta phyllo e spennellarlo d'olio; sovrapporvi un altro foglio e spennellare anch'esso. Dividere a metà trasversalmente e su ogni metà poggiare 2-3 asparagi privi della parte più legnosa del gambo. Aggiungere un bastoncino di feta e arrotolare. Spennellare il cilindro così ottenuto prima con l'olio e poi con l'uovo sbattuto. Spolverizzare coi semi di sesamo. Proseguire fino a esaurimento degli ingredienti. Infornare per 10 minuti a 180°C.



             

sabato 27 aprile 2024

I miei gnudi per il Club del 27

 Il libro scelto questo mese, per il Club del 27 è "Leaf" di Catherine Phipps. Come è facile dedurre dal titolo, si tratta di ricette a base di verdure a foglia. Potrebbe sembrare un punto di vista limitato e, invece, ci dimostra l'enorme versatilità di questi ingredienti. Come ha detto Nigella Lawson, nel recensirlo: "non è un libro di insalate!"

La ricetta che ho scelto, ha richiesto da parte mia qualche modifica, vuoi per l'impossibilità di reperire alcuni ingredienti, tipo i germogli di piselli o il dragoncello, che, dalle mie parti è praticamente sconosciuto, vuoi perché c'era qualcosa che non mi convinceva, per cui, ho preferito aggiungere un albume alla ricotta, per timore che gli gnudi mi si disfacessero, al momento di immergerli nell'acqua bollente. Ma devo dire che non mi sembra che le variazioni che ho apportato abbiano inciso negativamente sul risultato, dando luogo a un piatto molto fresco e che sa di primavera. Ad ogni modo, metterò le mie modifiche tra parentesi.

Un'ultima considerazione: non ho idea di come l'autrice abbia pensato di collocare questo piatto all'interno di un pasto, sta di fatto che, se vogliamo considerare gli gnudi come un primo, così com'è nella nostra tradizione, di sicuro le dosi indicate non sono sufficienti per 4 persone, visto che io ho ottenuto 9 gnudi, bastanti al massimo per 2 persone.

Gnudi di ricotta con vinaigrette al pistacchio

Per gli gnudi

250 g                       Ricotta

75 g                         Piselli

2 cucchiai               Parmigiano

250 g                      Semola rimacinata

1                             Albume

1 cucchiaio             Olio evo

                               Sale

                               Pepe nero di mulinello

Per la vinaigrette

2 cucchiaio             Pistacchi

1 cucchiaio             Pecorino

1/2 spicchio            Aglio

qualche rametto     Dragoncello (Menta fresca)

    "           "             Foglie di finocchio

50 ml                      Olio evo

1 cucchiaio             Succo di limone

1/2                          Arancia spremuta

                               Sale

                               Pepe di mulinello

Per l'insalata

50 g                        (Germogli di piselli)

10 punte                  Asparagi

                                Basilico 

                                Dragoncello (Menta)

                                Cerfoglio

                                Foglie di finocchio

Per prima cosa, preparare gli gnudi, inziando la sera prima. Mettere la ricotta a sgocciolare in un colino per un paio d'ore. Lessare i piselli in acqua salata e schiacciarli, riducendoli in una purea grossolana. Mescolare la purea di piselli alla ricotta, all'albume e al formaggio. Salare e pepare. Con l'aiuto di due cucchiai, formare delle quenelles con l'impasto di ricotta e poggiarle su un vassoio, spolverizzato con parte della semola. Spolverizzare gli gnudi col resto della semola e metterli in frigo per tutta la notte. Il giorno dopo, versare gli gnudi in acqua bollente salata e tirarli su con una schiumarola, quando vengono a galla. Irrorarli col cucchiaio di olio.

Per la vinaigrette: mettere i pistacchi in un frullatore e sminuzzarli senza però ridurli in polvere; aggiungere il pecorino e le erbe, sminuzzando il tutto non troppo finemente. Versare in una ciotola e unirvi l'olio, il succo di limone e quello d'arancia, il sale e il pepe; mescolare. Se la salsa dovesse risultare troppo densa, aggiungere un po' d'acqua.

Con un pelapatate, tagliare gli asparagi a strisce e metterli in una ciotola con acqua ghiacciata.

Disporre in un piatto gli gnudi, i germogli di piselli se disponibili, gli asparagi, irrorare con la vinaigrette e guarnire con le erbe.

P.S. I germogli di piselli si possono ottenere mettendo dei piselli su un substrato (anche dello Scottex) tenuto costantemente umido e aspettando un paio di settimane, tempo che io non avevo.



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lunedì 4 marzo 2024

Vegetariana/vegana

Improvvisamente, in un supermercato che ha aperto da pochi mesi, sono comparsi i funghi portobello, mai trovati altrove. Mi era capitato di vedere questi funghi impiegati in tante ricette, soprattutto vegane, perché, grazie alla loro consistenza, vengono usati come "sostituti" di una bistecca. Altre ricette, invece, utilizzano le cappelle per farle ripiene. Ero, quindi, curiosa di provarli. Il primo tentativo (molto ben riuscito) è stato questo. Stavolta, invece, ho realizzato dlle cappelle ripiene e anche questo esperimento mi ha molto soddisfatta.

Cappelle di fungo ripiene

Funghi Portobello                  3 1/2

Feta                                        50 g

Pangrattato                            2 cucchiai

Aglio                                      1 spicchio

Prezzemolo

Salsa di soia                           2 cucchiai

Salsa Worchestershire           1 cucchiaio

Aceto balsamico                     1 cucchiaio

Olio                                         1 cucchiaio


Per la versione vegana

Eliminare la Worchestershire  e sostituire la feta con 2 cucchiai di noci tritate

Pulire i funghi e separare le cappelle dai gambi. Mescolare la salsa di soia, la Worchestershire  e l'aceto in una ciotola e metterci a marinare  le cappelle per un paio d'ore. Nel frattempo, tritare finemente i gambi, la mezza cappella, l'aglio e il prezzemolo; aggiungere la feta sbriciolata, il pangrattato e il cucchiaio d'olio. Mescolare bene e, con questo composto, farcire le cappelle. Spruzzare con un po' d'olio e cuocere in friggitrice ad aria a 180°C per 12 minuti. Oppure, cuocere in forno o in padella.



mercoledì 18 ottobre 2023

Hamburger vegetariani

 Mi sto seriamente impegnando a cercare di mangiare meno carne, incrementando il consumo di verdura, frutta e legumi. Non potrei mai diventare vegana, ma un'attenzione a certi temi, sia dal punto di vista nutrizionale che da quello della sostenibilità, credo sia un dovere morale. La nostra tradizione è ricca di preparazioni che soddisfano questi criteri, non a caso la dieta mediterranea è il modello che sempre più viene consigliato come il migliore per la salute e per l'ambiente. Tuttavia, poiché sono curiosa di natura, cerco sempre ricette nuove, che mi permettano di variare, visto che variare è uno dei comandamenti della sana alimentazione. In questa ricerca, mi sono imbattuta in questa ricetta e subito mi è venuta voglia di provarla, anche se avevo qualche perplessità sull'abbinamento funghi/broccoli. Bè, non ce n'era motivo: il risultato ha superato di gran lunga ogni più rosea aspettativa, è venuta fuori una roba davvero spaziale! Come mio solito, ho cambiato un po' di cose, soprattutto perché non avevo certi ingredienti e, anziché cercarli, li ho sostituiti. Nella ricetta originale, ci sono i suggerimenti per rendere questa preparazione vegana.

Hamburger vegetariani (x 4)

Funghi Portobello tritati                    2 tazze

Fagioli  cotti                                      1 tazza

Broccoli tritati                                   1 tazza

Cipolla tritata                                    1 tazza

Uova                                                   3

Pan grattato                                       1/2 tazza

Summac                                             1 cucchiaio

Salsa di soia                                       1 cucchiaio

Aglio                                                   2 spicchi

Parmigiano                                         1/2 tazza

Oli evo                                                 2 cucchiai + 1

Pulire i funghi con una pezzuola umida, rimuovere le lamelle sotto la cappella e tritarli finemente. Tritare altrettanto finemente i broccoli, la cipolla e l'aglio. Mettere in una padella i 2 cucchiai d'olio, la cipolla e l'aglio e farli imbiondire. Aggiungere i funghi e i broccoli e cuocere per un paio di minuti, quel tanto che basta per asciugarli bene. Mettere le verdure in una ciotola, unire il pangrattato, il parmigiano, i fagioli tritati a coltello (io ho usato quelli con l'occhio, anche se la ricetta parlava di fagioli neri), le uova, il summac e la salsa di soia. Salare, facendo attenzione, perché la salsa di soia è sapida. Con le mani inumidite, formare gli hamburger. Per la cottura, si può fare in padella, utilizzando l'altro cucchiaio di olio, ma io ho optato per la friggitrice ad aria. Ho spruzzato di olio gli hamburger su entrambi i lati e li ho cotti 8 minuti a 200°, poi li ho girati e cotti per altri 8 minuti.








lunedì 31 ottobre 2022

Frutta di stagione

 La stagionalità, ormai lo sappiamo, non esiste praticamente più e possiamo trovare melanzane, peperoni, zucchine e pomodori tutto l'anno. Sono pochi i prodotti ortofrutticoli che sono reperibili solo in periodi limitati: le ciliegie, le amarene, le papaccelle (qui, a Napoli, si tratta di una particolare specie di peperoni, molto dolci e ottimi da fare in padella), le more di gelso, i cachi, l'uva fragola, le melagrane, per citare quelli che mi vengono in mente. Questo loro esserci per un breve periodo me li rende preziosi e non manco di consumarli, quando sono disponibili. In questa stagione, adoro i cachi e, anche se non sono esattamente un frutto dietetico, li amo troppo per privarmene. Immaginate, quindi, quanto sia rimasta piacevolmente sorpresa, quando ho visto questi budini pubblicati su Facebook dalla mia amica Oriana Krsulj. Perché si tratta un dolcino facile, veloce, salutare e, tutto sommato, dietetico. Anche perché io, con due cachi, ho riempito 3 stampini, quindi, alla fine, si tratta di meno di un caco a porzione. Insomma, visto che avevo i due ingredienti necessari in casa, detto fatto. Sono davvero buoni e danno il piacere di mangiare un dolcino senza sensi di colpa. La "ricetta" è di una semplicità imbarazzante, al punto che quasi mi vergogno a pubblicarla, ma, come ho detto altre volte, il blog mi aiuta a non far cadere nel dimenticatoio le ricette che provo.




Budino di cachi (x 3)

Cachi  molli               2

Cacao amaro             6 cucchiaini

Con il minipimer, frullare la polpa dei cachi con il cacao, versare negli stampini e mettere per 3 ore in frigo. E questo è tutto. Più semplice di così...


mercoledì 27 ottobre 2021

I miei funghi con crema di ceci per il Club del 27

 Io sono una persona che ama l'estate e che, all'arrivare dell'autunno, si deprime sempre più, fino a febbraio, quando l'allungarsi delle giornate inizia a divenire percepibile. Tuttavia, dell'autunno, amo quello che ci offre il mercato: funghi, zucca, castagne, cachi, uva, per cui mi è molto piaciuto che il tema scelto per questo ennesimo capitolo del Club del 27 verta proprio su alcuni di questi prodotti di stagione.

La ricetta che ho preparato mi ha attirata per quel tocco indiano, dato dalle spezie da aggiungere alla crema di ceci e, in effetti, ritengo di aver scelto bene. Poiché, come ho già avuto occasione di dire, ogni volta che cucino qualcosa di nuovo, mio marito dice: "Io ci metterei un po' di pasta", questa volta glieli ho serviti direttamente con delle mezze maniche, senza aspettare il suo commento. Lui ha gradito.


FUNGHI CON SALSA DI CECI ARROSTITI (x4)

Per la salsa

Farina di ceci                                 30 g

Ghee o Burro                                 2 cucchiai

Aglio                                              1 spicchio pelato e grattugiato

Garam Masala                              1/2 cucchiaino

Curcuma in polvere                       1/2 cucchiaino

Paprica affumicata                         3/4 cucchiaino

Pepe di Cayenna                            1/4 cucchiaino

Brodo di pollo/vegetale                   240 ml

Sale

Per i funghi

Ghee o Burro                                 2 cucchiai

Champignon                                  285 g

Pepe di mulinello                          1/2 cucchiaino

Coriandolo fresco                          10 g

Succo di lime                                 1 cucchiaio

Sale

Scaldare una casseruola su fuoco medio, aggiungere la farina di ceci e tostarla, mescolando di tanto in tanto, per circa 4 minuti, fino a che la farina assume una colorazione marrone chiaro e un profumo di nocciole tostate. Levare dal fuoco, unire il ghee e l'aglio, rimettere sul fuoco, mescolando continuamente per 30-45 secondi. Aggiungere il garam masala, la curcuma e cuocere per altri 30-45 secondi. Unire la paprica e il pepe di Cayenna, seguiti dal brodo caldo e mescolare bene, in modo da eliminare eventuali grumi. Cuocere finché la salsa si ispessisce, come fosse una besciamella. Salare. Togliere dal fuoco e mettere da parte. Se la salsa dovesse risultare troppo densa, aggiungere, un po' alla volta, 30 ml di acqua.

Per i funghi, riscaldare il ghee in una padella media; unite i funghie rosolateli, fino a che diventeranno teneri. Salare e pepare.

Rimuovere dal fuoco, versare la salsa di ceci sui funghi, unire il coriandolo e il succo di lime e servire.

  





martedì 15 giugno 2021

Cioccolatini Keto

 Sto, ahimè, seguendo una dieta chetogenica, nella speranza non dico di arrivare in forma alla prova costume, ma di levarmi qualche chilo, giusto per compensare quei 2-3 chili che, inevitabilmente, prenderò in vacanza. Detto molto semplicisticamente, la dieta keto è una dieta che riduce enormemente l'apporto dei carboidrati, a favore dei grassi e delle proteine. Con simili premesse, sembra praticamente impossibile far rientrare qualcosa di dolce in questo regime alimentare. E, invece, cercando in rete, si scopre che c'è una discreta varietà di ricette per dei dessert che non costituiscono uno sgarro al programma. I primi nei quali mi sono imbattuta, sono questi cioccolatini e, visto che avevo quasi tutto il necessario in dispensa e che sono davvero semplicissimi da realizzare, sono subito passata all'azione. Quello che mi mancava era l'olio di cocco, che ho sostituito col burro, che, secondo me, ci sta pure meglio, giacché credo che l'olio di cocco avrebbe finito col sovrastare gli altri gusti.

Certo non se ne può fare una scorpacciata, ma ne basta uno per avere un'illusione di "normalità".

Cioccolatini keto (da qui)

50 g                           Burro di arachidi 100%

50 g                           Cioccolato fondente 85%

30 g                           Burro

20 g                           Caffè della moka

1 cucchiaio                Eritritolo

Sciogliere a fuoco lento il cioccolato spezzettato insieme al burro. Una volta sciolto, aggiungere il burro d'arachidi e, solo dopo che questo si sarà amalgamato, il caffè e l'eritritolo. Mettere dei pirottini in uno stampo per mini muffin e versarci il composto. Tenere in frigo almeno per un'ora. Con queste dosi, me ne sono venuti 9.





giovedì 21 maggio 2020

Meglio tardi che mai

Il foglietto, strappato ad una rivista (Casaviva?), che riportava questa ricetta girava nella mia cucina da una decina d' anni. Mi ripromettevo sempre di provarla, ma non mi decidevo mai. Certo, lo scarso entusiasmo di mio marito nei confronti del cous cous non ha aiutato. Ieri, però, il foglietto mi è ricapitato tra le mani, un'occhiata al frigo e - incredibilmente - avevo tutto il necessario, si, persino il lime! A dire il vero, non avevo la ricotta, ma la robiola mi è sembrata un ottimo sostituto. E così, stamattina, mi sono messa all'opera. Ho dimezzato le dosi e questo, che nasce come antipasto o accompagnamento per un aperitivo, è stato il mio pranzo. Peccato non averle fatte prima, perché sono davvero sfiziose!

Polpettine di cous cous (x  circa 12 polpette)

50 g                           Cous cous
300 ml                       Brodo vegetale
1/2                             Porro
130 g                         Ricotta (o robiola)
1                                Uovo
1 cucchiaio                Capperi dissalati
2 cucchiaini               Patè di olive nere (o verdi)
1/2                             Limone
2                                Lime
2 cucchiai                  Olio evo
Sale 
Pepe

Mettere il cus cus in una ciotola, versarci il brodo caldo, coprire e lasciar gonfiare per una decina di minuti. Nel frattempo, tritare il mezzo porro e farlo rosolare in un po' d'olio. Unire al cus cus la ricotta, il porro, il patè di olive, i capperi tritati, l'uovo leggermente sbattuto, la buccia grattugiata di mezzo limone e mezzo lime (non omettetele, perché sono loro che danno quello sprint alla preparazione). Salare, pepare e amalgamare bene il tutto. Mettere in frigo per mezz'ora. Trascorso questo tempo, formare con l'impasto delle polpette schiacciate e rosolarle nell'olio. Tagliare a strisce la parte verde del porro e sbollentarle per un minuto. Servire le polpette con una fettina di lime e chiuse "a pacchetto" con le strisce di porro 


martedì 14 aprile 2020

Cucina di recupero

La bella sorpresa che, in questi giorni così bui, ho trovato nell'uovo di Pasqua è stata la ripresa, sia pure un po' sottotono, dell'MTC. Sottotono perché non ci sarà tema del mese, né approfondimenti tecnici, ma si salva la cosa principale: la gara. E, dato il periodo, il tema non poteva che essere l'utilizzo di quelli che, normalmente, consideriamo "scarti". L'emergenza Corona virus ha trasformato il fare la spesa in un incubo, in cui si può "scegliere" tra fare ore di coda al supermercato, oppure presidiare nottetempo il sito del supermercato, cercando di acciuffare uno spiraglio che permetta di fare la spesa online. In queste condizioni, abbiamo imparato tutti a diventare meno spreconi e, quindi, ad utilizzare al meglio le materie prime così faticosamente acquistate. 
Il giorno in cui ho appreso che la gara ripartiva, avevo, appunto, appena fatto la spesa e mi ritrovavo con 4 k di piselli freschi. Mi è, quindi, venuto spontaneo pensare di utilizzare, come avevo già fatto in passato, i baccelli dei piselli, stavolta in una versione con un tocco esotico. Mi rendo conto che il latte di cocco non faccia normalmente parte di una dispensa di base, qui in Italia, ma io, da quando cucino per il Keep calm, ne ho sempre almeno una confezione in casa.
La ricetta è stata realizzata con degli aggiustamenti in corso d'opera, per cui, più che dare dosi precise, "racconterò" come ho proceduto.
Ho preso i baccelli dei piselli, amorevolmente sgranati dal consorte, li ho lavati e lessati in acqua bollente per almeno 10 minuti. Li ho scolati e passati al passaverdure. In una larga padella, ho messo dell'olio e ci ho rosolato della cipolla tritata. Quando la cipolla si è disfatta, ho aggiunto alcune cucchiaiate del passato di baccelli e del latte di cocco. Nel frattempo, ho messo a bollire l'acqua, in cui ho cotto della pasta, formato Risoni o Orzo, a seconda della marca. Ho cotto la pasta per solo metà del tempo indicato sulla confezione. A quel punto, con una schiumarola, l'ho trasferita nella padella con la crema di baccelli ed ho completato la cottura, aggiungendo, man mano, un po' dell'acqua di cottura . Ho servito la pasta accompagnandola con degli anelli di cipolla immersi in una pastella di acqua, farina e curry e poi fritti. Ho decorato il piatto con un po' di piselli crudi.


venerdì 28 settembre 2018

Ratatouille, cianfotta o caponata?

Ammetto di essere una compratrice compulsiva di caccavelle, e, ovviamente, da quando esiste lo shopping online, faccio danni peggio di prima. Però, mi giustifico con me stessa dicendomi che, se avessi l' "hobby" delle scarpe e/o delle borse firmate, sarebbe peggio.
Un acquisto di cui sono stra-soddisfatta è stato la slow cooker. Ne posseggo un modello molto basic, comprato in offerta su Amazon ad un prezzo davvero ridicolo, ma che fa egregiamente il suo lavoro. Per dire, il ragù lo fa alla perfezione, senza rischio che attacchi sul fondo e senza "decorarmi" la cucina di schizzi.
Quando, ieri, ho letto, in gruppo dedicato proprio alla slow cooker, della possibilità di preparare la caponata nella magica pentola, senza friggere nulla, ho pensato che DOVEVO farla immantinente, anche se non avevo in casa dei pomodori, ma solo della passata.  Il risultato è forse più simile ad una ratatouille o ad una nostrana cianfotta che ad una caponata, ma, del resto, senza frittura, c'era d'aspettarselo. Tuttavia, è venuta davvero buona ed il gusto agrodolce è proprio quello tipico della caponata siciliana. E, poi, l'ultima volta che ho fatto la caponata, ci ho messo due ore, mentre stavolta, dieci minuti per tagliare le verdure, poi ho messo tutto nella sc e sono uscita, ho fatto la spesa, sono andata in palestra e, al mio ritorno, era tutto pronto. Volete mettere?
Ringrazio Diana Catapano per la ricetta

Caponata nella slow cooker

2 melanzane tonde
1 cipolla rossa
1 cipolla dorata
2 coste di sedano
1 cucchiaio di capperi
50 g di olive nere snocciolate
1/2 bicchiere di passata di pomodoro
1/2 bicchiere di olio evo
1/2 bicchiere di aceto
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaio di pinoli tostati in padella 
sale

Tagliare le verdure a dadini, metterle nella slow cooker, insieme al resto degli ingredienti. Cuocere per 4 h su high.



lunedì 19 febbraio 2018

Un fil di fumo

Questa, se non ho sbagliato i conti, è la mia 52esima partecipazione all'MTC, ma le ricette che ho realizzato sono molte di più, visto che, ogni volta che il regolamento lo permetteva, ne ho presentata più di una (e, ogni tanto, qualcuna di cui essere orgogliosa c'è stata). Numeri che testimoniano quanto io abbia amato ed ami questo gioco. Con altrettanto entusiasmo, mi sono buttata a partecipare ai suoi spin off, come il Calendario del cibo italiano o il Keep calm and what's for dinner o il Club del 27. Sono mesi che, praticamente, pubblico solo ricette targate MTC. 
Tuttavia, da un po' di tempo, non so perché (troppi pensieri legati alla mia vita reale? la senescenza?), ho come la sensazione che la mia creatività segni il passo. E così, mentre gli altri crescono e tirano fuori proposte una più strepitosa dell'altra, a me sembra di fare come i gamberi, camminando all'indietro. Inesorabilmente la tentazione di mollare e lasciar posto a chi è in lista d'attesa si affaccia alla mia mente, ma non mi decido, perché so che mi mancherebbe troppo.
Ma veniamo alla sfida di questo mese. che non ha come tema una ricetta, ma una tecnica: l'affumicatura. Devo dire che Greta ci ha aperto un mondo che, almeno per me, era totalmente inesplorato e di questo le sono enormemente grata. Per la descrizione della tecnica, vi rimando all'esaustivo post del nostro giudice, che insegna ad affumicare qualunque cosa, nel modo più corretto e senza bisogno di attrezzature da professionisti. 
Io, che mi ritrovo con una pentola che, al momento, non so ancora se riuscirà a riacquistare il primitivo splendore, mi sento di aggiungere un solo consiglio: se volete dedicarvi ad esplorare le infinite possibilità offerte dall'affumicatura del cibo, forse fareste meglio a comprare una pentola da pochi euro al mercato ed usarla solo per quello, salvaguardando le pentole della batteria "buona".
La ricetta che ho realizzato, in pratica, si riallaccia ad una vecchia sfida MTC, quella sui budini. Ho affumicato barbabietole e ricotta e, con esse, ho preparato un budino. Per contrastarne la dolcezza, l'ho servito con qualcosa di pungente: una salsina ottenuta con yogurt greco e senape. Per guarnire, chips di patate viola, perchè avrei voluto chiamare il piatto 50 sfumature di viola, ma, purtroppo, in cottura, la barbabietola ha virato verso un begiolino poco allettante. Il sapore, però, era come volevo che fosse.

Budino di barbabietole affumicate (x 2)

Ricotta                       200 g
Barbabietole cotte     100 g
Uovo                          1
Patata viola               1
Olio per friggere
Sale

Per la salsina

Yogurt greco             2 cucchiai
Senape                     1 cucchiaino e mezzo
Olio                           1 cucchiaino
Sale

Affumicare a freddo ( ho usato chips di quercia, provenienti da barili di Jack Daniel's) la ricotta e le barbabietole tagliate a fettine. Frullare con l'uovo e aggiustare di sale. Versare negli stampini mono porzione ed infornare a 150 gradi per circa 25 minuti.
Con una mandolina, tagliare le chips di patata e friggerle in olio ben caldo.
Mescolare gli ingredienti per la salsina.
Circondare ogni budiono con le chips di patata, nappare con la salsina e servire.




martedì 13 febbraio 2018

Torta di carciofi

Avevo già pubblicato belle ricette coi carciofi qui, qui e qui, ma, per la giornata che il Calendario del cibo dedica a questa verdura, volevo preparare qualcosa di nuovo. 
Spulciando il sito de La Cucina Italiana, mi sono imbattuta in questa torta, che, da un lato m'intrigava, dall'altro mi suscitava qualche perplessità per la presenza dello zucchero. Ha prevalso la curiostà, per fortuna, perché è venuta fuori una roba buonissima! Ed il succo di limone riequilibra perfettamente lo zucchero.
Di mio, ho modificato un paio di cose: ho sbollentato i carciofi, perché temevo che, cuocendoli "a secco", rimanessero duri ed ho aggiunto del formaggio, che, non solo ci stava bene, ma, abbinato alla nota dolce evocava, alla lontana, le seadas sarde.
Insomma, se avete voglia di provare qualcosa di diverso dalla solita quiche/torta salata, questa fa per voi!

Torta rovesciata ai carciofi

Carciofi                                  5
Pasta foglia                           1 disco
Caciocavallo fresco               100 g
Pecorino grattugiato              40 g
Zucchero                               30 g
Burro                                     30 g
Limoni                                   2
Uovo                                     1
Semi di sesamo                    1 cucchiaio
Latte o panna                        1 cucchiaio

Mondare i carciofi, lasciando un po' di gambo; tagliarli a metà ed eliminare l'eventuale fieno. Man mano, metterli in una ciotola piena d'acqua, acidulata col succo di un limone. Tuffarli in acqua bollente per 7-8 minuti. Scolarli. Sciogliere sul fuoco il burro e lo zucchero in un tegame di 24 cm, che possa andare anche in forno. Appena lo zucchero accenna a caramellare, disporre nel tegame i carciofi a raggiera, con il lato tagliato rivolto verso il basso. Irrorare col succo del limone rimasto. Mettere i carciofi in forno a 200 gradi per 8-9 minuti. Tirar fuori il tegame e, nel caso i carciofi avessero rilasciato acqua, farla asciugare sul fornello. Quando il tutto si sarà freddato, poggiare sui carciofi fettine di caciocavallo e spolverare con il pecorino. Adagiare sulla verdura un disco di sfoglia, avendo cura di rincalzarlo torno torno. Battere l'uovo con il latte o la panna e spennellare la sfoglia. Distribuirci sopra i semi di sesamo ed infornare a 180 gradi fino a doratura (circa 15 minuti).
(La foto, al solito mio, non rende. In particolare, il bordo sembra bruciacchiato, ma vi assicuro che non lo era).





sabato 27 maggio 2017

La mia Salad Argenteuil per il Club del 27


Ogni volta che ho tra le mani un libro dell'MTC, mi viene da dire:"voglio rifarle tutte!", poi, purtroppo,  non succede, quindi ben venga il Club del 27 che ci fa ripescare ricette ingiustamente cadute nel dimenticatoio. Questo mese, tocca alle insalate.
Le insalate, infatti, sono state l'argomento di uno dei libri dell'MTC, "Insalata da Tiffany", libro prezioso, che dimostra come un piatto, considerato solitamente un contorno un po' triste, possa nobilitarsi e, in alcuni casi, trasformarsi in un piatto unico. Una vera miniera, quindi, a cui attingere, specie adesso che, al sopraggiungere della bella stagione, si ha più voglia di piatti freschi, che non richiedano molto tempo ai fornelli.



Salade Argenteuil
Di Milena Scalambra per il TDM della sfida 31

Ingredienti
4 piccole patate
500 g di asparagi bianchi (verdi nel mio caso)
4 foglie di lattuga
6 rametti di dragoncello (sostituibili con 2 rametti di timo e 1/2 cucchiaio di maggiorana secca)
1 limone
2 uova
10 cl di vino bianco secco
3 cucchiai di olio di oliva
sale e pepe

Procedimento

Lavare bene le patate. Metterle in una pentola e coprirle di acqua fredda, aggiungere del sale. Mettere sul fuoco e portare ad ebollizione. Lasciar cuocere da 20 a 25 minuti.
Nel frattempo dedicarsi alle uova: metterle in un pentolino con dell’acqua fredda, portare a ebollizione e far cuocere 10 minuti. Far raffreddare e sbucciare le uova.
Spremere il limone. Tagliare in 4 spicchi le uova, condirle con 1 cucchiaio di olio e qualche goccia di succo di limone. Tenere da parte.
Pulire gli asparagi, eliminando la terra, raschiarli leggermente per eliminare la parte più dura, lavarli. Tagliare i gambi a pezzi di 3 cm, lasciando le punte intere. Portare ad ebollizione una pentola di acqua leggermente salata. Far cuocere i gambi per circa 5 minuti, aggiungere le punte e far cuocere ancora 5 minuti. Scolarli delicatamente e separare punte e gambi.
Pelare le patate e tagliarle a rondelle. Condirle, ancora calde, con il vino bianco secco, 2 cucchiai di olio d’oliva e il succo di limone restante.
Lavare ed asciugare le foglie di lattuga, sistemarle sul fondo di un’insalatiera. Mescolare patate e gambi degli asparagi. Lavare, asciugare e tritare finemente il dragoncello, aggiungerlo a patate e asparagi. Versare al centro dell’insalatiera. Aggiungere gli spicchi d’uovo, unire le punte di asparagi e servire.





martedì 11 aprile 2017

Sformatini di asparagi




Domanda: ma perché gli asparagi, anche quando sono di stagione, sono così cari? Richiedono tecniche di coltura particolari? Vanno impollinati a mano, come la vaniglia? Vengono annaffiati con acqua di Lourdes (tanto, ormai, si trova pure su Amazon...)? 
E, come se non bastasse il prezzo che paghiamo, circa metà di ogni asparago solitamente finisce in pattumiera. Diventa quindi imperativo, per la massaia avveduta e pensosa delle sorti del pianeta, ridurre gli sprechi, utilizzando al meglio questa verdura così preziosa, in tutti i sensi. 
Il mio contributo per la giornata che il Calendario del cibo italiano dedica agli asparagi è una ricetta di recupero, che permette di utilizzare anche i gambi, ma assolutamente non una ricetta di ripiego, perché il risultato è da leccarsi i baffi. E, poiché il connubio asparagi/uovo è benedetto in paradiso,  ho abbinato a questi sformatini il famoso uovo di Cracco.

Sformatini di asparagi (x 4)

Asparagi                              500 g
Latte                                    200 g
Farina 00                             30 g
Burro                                   25 g
Uovo                                    1
Parmigiano                          2 cucchiai
Pan grattato                         1 cucchiaio

Spezzare gli asparagi, in modo da separare le punte dai gambi. Con un pelapatate, eliminare dai gambi la parte verde  più legnosa. Far bollire una pentola d'acqua salata e versarci tutti i gambi e metà delle punte (il resto delle punte potrà essere utilizzato per altre preparazioni, tipo un risotto). Scolare gli asparagi. In un pentolino, far fondere il burro, versarci la farina e mescolare con una piccola frusta, fino a quando il roux inizia a formare delle bolle. A questo punto, versare in 3 volte il latte caldo e cuocere fino a che la besciamella si sarà ben addensata (il risultato sarà una salsa più spessa del solito, vista la maggior quantità di farina rispetto alle dosi "canoniche"). Salare. Mettere nel bicchiere del minipimer gli asparagi, la besciamella, l'uovo e il Parmigiano; frullare fino ad ottenere un composto ben amalgamato.
Imburrare 4 stampini di alluminio da creme caramel e spolverizzarli col pan grattato; distribuire il composto tra gli stampini, spolverizzarli con altro pangrattato ed infornare a 180 gradi per circa 15 minuti.

Uovo di Cracco

Tuorli                                      4
Pan grattato
Olio per friggere

4-5 ore prima dell'utilizzo, preparare una teglia e fare, sul suo fondo, uno strato abbondante di pan grattato. Separare i tuorli dagli albumi e adagiarli sul "letto" di pan grattato. Coprirli completamente di altro pan grattato. Al momento di utilizzarli, versare l'olio in un pentolino a bordi alti e, prendendoli molto delicatamente (è necessario precisarlo?...) friggere uno alla volta i tuorli. La frittura deve durare  molto poco, quel tanto che basta a far coagulare lo strato esterno, lasciando fluido l'interno. Servire gli sformatini sormontati dal tuorlo fritto.




lunedì 16 gennaio 2017

Jerusalem

Ho comprato Jerusalem di Yotam Ottolenghi credo tre anni fa e, ovviamente, appena arrivato, l'ho sfogliato (credevo!) attentamente, ma, non so perché, mi era parso di non riuscire a trovare nessuna ricetta che mi invogliasse particolarmente o che non contenesse qualche ingrediente di difficile reperimento. 
C'è voluto l'entusiasmo ripetutamente manifestato dalla mie amiche blogger nei confronti di questo chef per indurmi a dargli una seconda opportunità. E, in effetti, una rilettura di quel libro mi ha fatto riconsiderare il giudizio poco favorevole che ne avevo dato in prima istanza. A quel punto, fremevo dalla voglia di provare uno di quei piatti e la scelta è caduta sulle conchiglie con piselli, yogurt, feta e pinoli, sia perché avevo visto questa pasta qui, caldamente consigliata dalla mia amica Federica, sia perché poteva piacere al mio unico e difficoltoso commensale, sia perché avevo tutti gli ingredienti in casa. Oddio, proprio tutti-tutti no: mi mancava il basilico. Lo so, lo so, il basilico, col suo aroma intenso, non è mai un ingrediente marginale, che si possa omettere senza che la ricetta ne risenta, ma, col freddo di questi giorni, anche le mie piante di basilico, che pure, fino a Natale, ancora producevano coraggiosamente, si sono arrese e, col freddo che fa (appunto), non mi andava di uscire apposta per comprarlo. Altra variazione, d'impatto sicuramente minore, è stata impiegare, anziché le conchiglie, un formato di pasta, chiamato "Vesuvi", che, con le sue sinuosità, è perfetto per raccogliere i condimenti. Ancora, anziché mettere la crema di yogurt e piselli in una ciotola, per poi aggiungervi gradatamente la pasta, ho preferito saltare la pasta in padella e poi aggiungervi la crema, in modo che il condimento freddo non abbassasse troppo la temperatura della pasta (l'ho già detto che fa freddo?...). Ah! Ho diminuito un po' l'olio, che mi sembrava davvero tanto e non mi sembra che il risultato finale ne abbia risentito.
Ad ogni modo, anche senza il basilico, è venuta fuori una pasta diversa, che ci è piaciuta tantissimo: la freschezza dei piselli crudi, unita alla leggera acidità dello yogurt, alla sapidità della feta e alla croccantezza dei pinoli tostati formano una combinazione di sapori e consistenze davvero perfetta.
Last but not least, si prepara molto velocemente e questo rappresenta sempre un plus per una ricetta.
Insomma, credo proprio che la mia love story con Ottolenghi sia solo all'inizio.

Pasta con piselli, yogurt, feta e pinoli

Yogurt greco                          250 g
Olio evo                                 40 ml
Aglio                                      1 spicchio
Piselli                                     250 g
Pasta corta                             250 g
Pinoli                                     30 g
Peperoncino
Basilico                                  20 foglie
Feta                                       120 g
Sale
Pepe bianco

Mettere lo yogurt, 15 ml di olio, l'aglio e la metà dei piselli nel bicchiere del minipimer e frullare il tutto. Cuocere la pasta  in abbondante acqua bollente salata, insieme al resto dei piselli. Nel frattempo, mettere in una larga padella il resto dell'olio, i pinoli ed il peperoncino e far tostare i semi, fino a che appaiono dorati. Scolare la pasta insieme ai piselli e farla saltare in padella, aggiungendo, poco alla volta, la crema di yogurt. Sbriciolarci sopra la feta, pepare e servire.






lunedì 25 luglio 2016

Parmigiana rules!

La parmigiana di melanzane è una delle cose più buone che esistano al MONDO. Punto.
La parmigiana mi piace così tanto che, anche se il mio umore, in questo periodo, non è dei migliori, non ho ho potuto esimermi, nella giornata in cui il Calendario del cibo, promosso da AIFB, celebra proprio questa gloria della nostra gastronomia, dal raccontare la "mia" parmigiana. Si, la "mia" parmigiana, perché, se della sua storia e delle sue varianti ci parla Filomena Patitucci, ambasciatrice di questa giornata, io racconto, semplicemente, come si faccia a casa mia. Perché, come sempre accade per i piatti "tradizionali", ognuno la fa a modo suo: c'è chi passa le melanzane nella farina prima di friggerle, chi le passa anche nell'uovo, chi le sbuccia completamente, chi usa i pelati e chi la passata, chi usa il fior di latte e chi la provola, chi usa le melanzane grigliate (anatema!), chi usa solo il parmigiano, chi la fa col ragù napoletano, chi ci mette le uova sode, chi, addirittura, la fa bianca... Io, nulla di tutto ciò. La mia è una parmigiana fresca, poco unta, dai sapori riconoscibili, non sovrastati da troppo uovo o da sughi troppo ricchi.

Parmigiana di casa mia

Melanzane                            1 k
Passata di pomodoro            700 g
Fior di latte                           250 g
Parmigiano                           3 cucchiai
Uovo                                    1
Olio per friggere
Olio evo                               1 cucchiaio
Basilico
Sale

Eliminare due strisce di buccia dai fianchi delle melanzane*, tagliarle e fette per il lungo e metterle a strati in un colapasta, distribuendo su ciascun strato un po' di sale grosso. Coprirle con un piatto, metterci un peso sopra e lasciarle lì per un paio d'ore. Trascorso questo tempo, sciacquarle e strizzarle bene. Scaldare l'olio per frittura e friggerle poche alla volta. Metterle ad asciugare su vari strati di carta per fritti.
In un recipiente adatto al microonde, versare la passata (possibilmente fresca, altrimenti, quella in bottiglia), il cucchiaio d'olio, un po' di sale (attenti, che le melanzane sono già salate) e qualche foglia di basilico; coprire e cuocere nel microonde a 1000 W per 10 minuti, passati i quali, mescolare e rimettere nel microonde per altri 4 minuti (i tempi sono indicativi, perché dipendono da quanto è densa la passata).
Distribuire sul fondo di una pirofila un po' di sugo, fare uno strato di melanzane, aggiungere qualche dadino di fior di latte, una spolverata di Parmigiano grattugiato e abbondante basilico spezzettato con le mani. Continuare così, fino ad esaurimento. L' ultimo strato andrà spolverizzato di Parmigiano e nappato con qualche cucchiaiata di sugo, nel quale si sarà sbattuto l'uovo. Infornare a 180 gradi per 20 minuti. Prima di servirla, aspettare 15 minuti, perché la parmigiana dev'essere calda, ma non bollente.
*Meglio usare melanzane lunghe, perché quelle tonde sono più spugnose e tendono ad assorbire più olio.