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domenica 2 giugno 2024

Sul finire di stagione

 Si, lo so, la stagione degli asparagi è quasi finita, ma io ho fatto questa ricetta mentre ero a Salisburgo e ho dovuto aspettare di rientrare alla base per trascriverla. Non ho voluto rimandare, per timore che cadesse nell'oblio. E sarebbe stato un vero peccato, perché si tratta di una ricetta facilissima, veloce, che utilizza solo 3 ingredienti principali e che vi farà fare un figurone, nel caso aveste ospiti. Utilizzando solo le punte degli asparagi e facendo, quindi, dei rotolini più piccoli, li vedrei bene anche come finger food.

Asparagi e feta

1 mazzo                       Asparagi

1 rotolo                       Pasta phyllo

400 g                           Feta

1/2 tazza                     Olio evo

1 cucchiaio                 Semi di sesamo

1                                 Uovo 

Prendere un foglio di pasta phyllo e spennellarlo d'olio; sovrapporvi un altro foglio e spennellare anch'esso. Dividere a metà trasversalmente e su ogni metà poggiare 2-3 asparagi privi della parte più legnosa del gambo. Aggiungere un bastoncino di feta e arrotolare. Spennellare il cilindro così ottenuto prima con l'olio e poi con l'uovo sbattuto. Spolverizzare coi semi di sesamo. Proseguire fino a esaurimento degli ingredienti. Infornare per 10 minuti a 180°C.



             

giovedì 7 dicembre 2023

Olive tartare

 Tra i tanti gruppi che frequento su Facebook, ce n'è uno dedicato alla cucina molecolare, design e innovazione. Per lo più, si tratta di piatti non riproducibili da una cuoca casalinga, quale io sono. Tuttavia, sono pur sempre una scienziata e la voglia di sperimentare, anche se un po' affievolita a causa della mancanza di occasioni per applicarla, non è scomparsa. Così, quando ho visto il post di Laura Imprescia, che proponeva una tartare di carne, rivestita da un gel alle olive, mi sono immediatamente detta: devo provarci! Tra l'altro, io adoro il cibo "trompe l'oeil", che sembra una cosa e, invece, è un'altra.

La realizzazione non è complicata, credo che l'unico punto critico stia nell'azzeccare la temperatura del gel al momento di immergerci le "olive" di tartare, perché se è troppo caldo, scivolerà via senza rivestire bene la carne, se troppo freddo, farà dei grumi.

Olive di Tartare (x 10 olive)


Olive snocciolate                   100 g

Acqua                                    166 g

Agar agar                               4 g

Filetto                                    100 g

Senape                                   1 cucchiaino

Sale

Pepe

Tritare al coltello la carne, salarla, peparla e mescolarla con la senape. Formare delle olive con la carne, poggiarle su un vassoio, rivestito di carta forno e congelarle. 

Frullare le olive con l'acqua, passarle al setaccio e misurare 200 g di succo filtrato; metterlo in un pentolino e portarlo a bollore, aggiungere l'agar agar e cuocere per 3 minuti, sempre mescolando. Quando il liquido si è intiepidito, immergerci le olive di tartare, in modo che si rivestano bene. Sgocciolarle e metterle ad asciugare su carta forno. Io ho usato del rosmarino per simulare le foglie d'olivo.






lunedì 9 settembre 2019

Il rientro

Da quando esiste questo blog, il primo post dopo le vacanze è stato sempre dedicato ai buffet preparato per il compleanno del nipotino di mia sorella. Quest'anno, invece, per motivi poco piacevoli, questo compleanno è stato festeggiato altrove. Io, però, che sono una che programma sempre tutto, ero comunque arrivata in Sardegna con un file di cose che pensavo di cucinare per quel buffet, tra le quali, c'erano queste focaccine, che, una volta rientrata a casa, ho pensato di preparare comunque, come ricetta di  "riapertura" del blog.
La ricetta l'ho trovata su Sale & Pepe, ma l'ho eseguita con qualche modifica: la ricetta originale prevedeva il porro, ma non l'ho trovato (credo non sia nemmeno di stagione...) e l'ho sostituito coi cipollotti bianchi. Inoltre, al posto del brie, ho usato un taleggio nostrano. Risultato molto piacevole, specie per me che amo i contrasti di sapori.

Focaccine ai frutti di bosco e taleggio

500 g                      Farina 00
10 g                        Lievito di birra
2                             Cipollotti
125 g                      Taleggio
2 cucchiai               Olio evo
Mirtilli
Lamponi
Sale 

Tritare i cipollotti e rosolarli in un cucchiaio d'olio, finché appariranno imbionditi. Sbriciolare il lievito nella farina e impastare, aggiungendo, un po' alla volta, 300 ml di acqua. Salare  e fare lievitare fino al radoppio. Sgonfiare la pasta, lavorarla brevemente, formare una palla, ungerla con un po' d'olio e farla lievitare ancora per 30 minuti. Dividere l'impasto in 8 palline e schiacciarle con le mani. Disporle sulla placca del forno, ungerle con un filo d'olio e distribuire su ogni pallina i frutti di bosco, premendo leggermente per farli aderire. Spolverizzare con un po' di sale Maldon (che mica doveva arrivare Nusret Gökçe per insegnarci che il sale Maldon conferisce una piacevole croccantezza...) Coprire e far lievitare ancora 30 minuti. Infornare a 200°C per 20 minuti. Distribuire il taleggio sulle focaccine ed infornare per altri 10 minuti. Spolverizzare con un po' di sale Maldon (che mica doveva arrivare Nusret Gökçe per insegnarci che il sale Maldon conferisce una piacevole croccantezza...).




mercoledì 5 giugno 2019

E quattro!

Ho già avuto occasione di dire che i miei nipoti sono prolifici, il più prolifico di tutti, però, è Massimiliano che è arrivato a quota 4, cosa decisamente rara, di questi tempi. Una serie di accadimenti poco piacevoli ha fatto si che il Battesimo dell'ultima arrivata sia stato  lungamente rimandato, ma, finalmente, la settimana scorsa, tutta la famiglia, sparpagliata tra Italia ed Europa (ed anche extra-Europa, causa Brexit), si è riunita per questa gioiosa circostanza. E indovinate chi ha preparato il buffet? Ovviamente, la sottoscritta.
Una panoramica della tavola

Panini di rosticceria siciliana, ripieni di insalata di pollo e prosciutto crudo e mascarpone




Mini plum cake al pomodoro (x 20) (da qui)

3 uova 
100 g di latte
4 cucchiai di passata di pomodoro
100 g di olio di semi di arachidi
3 cucchiai di parmigiano reggiano
300 g di farina 00
1 bustina di lievito istantaneo per torte salate 
200 g di feta greca
origano
circa 10 foglie di basilico
cucchiai olive taggiasche snocciolate
1 pizzico di sale
10  pomodorini datterini

In una terrina sbattete leggermente le uova con il latte, l'olio e
 la passata di pomodoro. Aggiungete la farina setacciata con 
il lievito, mescolate. Unite il parmigiano, le olive, la feta greca tagliata a cubetti, il basilico spezzettato a mano, un po' di origano. Aggiustate di sale e mescolate con una spatola.
Distribuite l'impasto nei pirottini e mettete su ognuno mezzo pomodorino. Infornate a 180° C  per una dozzina di minuti.




Rustico napoletano

Per la pasta frolla

Farina                 400 g
Burro                  200 g
Zucchero            100 g
Tuorli                  4
Sale                    1 pizzico

Sabbiare la farina con il burro, ottenendo delle grosse briciole. Aggiungere lo zucchero i tuorli ed il sale e impastare velocemente. Avvolgere nella pellicola e far riposare in frigo per almeno mezz'ora.

Per il ripieno

Ricotta                   500 g
Uova                      2 intere + 1 tuorlo
Salame                  70 g
Prosciutto cotto    70 g
Fontina                 150 g
Parmigiano           2 cucchiai
Sale 

Setacciare la ricotta, unire le uova, il Parmigiano e il salame, il prosciutto e la fontina tagliati a dadini, mescolando bene il tutto. Ci andrebbe anche una bella macinata di pepe, ma io, essendoci i bambini, ho evitato.
Rivestire con 2/3 della pasta frolla una teglia; bucherellare il fondo con i rebbi di una forchetta. Versare il ripieno di ricotta nel guscio di pasta frolla e coprirlo con un disco ottenuto stendendo col matterello il resto della pasta frolla. Pennellare con tuorlo d'uovo (io me ne sono dimenticata...).  Infornare a 160° C per un'ora e mezza.

            


Macarons salati

Dopo la sfida dell'MTC a loro dedicata, credevo che non avrei più fatto i macarons, visto che, in fondo, non mi piacciono. Su suggerimento di mia sorella, ho provato a farli salati ed è stata una scoperta piacevolissima! Il contrasto dolce/salato ne smorza la stucchevolezza, con un risultato sorprendente. Io li ho farciti con caprino, erba cipollina e salmone affumicato.


Camilli

Per questi sono debitrice ad Alessandra Gennaro, che aveva pubblicato sul suo blog (al momento off line) questo suo adattamento di una ricetta di Knam. Li ho amati appena letta la ricetta e la realizzazione non mi ha delusa. Trascrivo la ricetta così come me l'ha data Alessandra, comprese le sue osservazioni.

350 g di carote, mondate, lavate e grattugiate finemente*
250 g di farina debole
150 g di burro (a temperatura ambiente)
50 g di olio extravergine di oliva
30 g di rafano cremoso ( o wasabi in pasta)**
20 g di lievito istantaneo (per torte salate)***
15 g di senape in grani (va bene anche un cucchiaio colmo di senape all'antica, quella coi semini)
10 g di sale
6 uova intere sgusciate in un piatto e leggermente battute con una frusta

*le carote le ho tritate col Bimby. Lame a go go- e pazienza
** il rafano in pasta si trova di sicuro nei negozi etnici. In alternativa, un cucchiaio di wasabi in pasta, anche quello nei negozi di specialità etniche. Che non vi salti in mente di ometterlo, perchè la forza della ricetta è tutta qui
*** se lo comprate al Lidl, deve esserci scritto sopra Baking Powder. E' il lievito chimico, quello che si usa anche per le torte, ma visto che da noi hanno avuto la bella idea di metterlo in commercio con la vanillina, si è ingenerata la confusione.

Mettete le carote grattugiate in un'ampia terrina e setacciatevi sopra la farina e il lievito. In un'altra terrina, 
montate a lungo il burro con le fruste elettriche. Deve diventare pallido e spumoso. Aggiungete la senape e il rafano e poi, sempre montando, l'olio a filo e le uova, poco alla volta, fino ad ottenere una massa gonfia e aerosa. Ho aggiunto poi il composto di carote e farina, amalgamandolo piano piano con una spatola con il solito movimento dall'alto verso il basso, per non far smontare il composto. In ultimo ho aggiustato di sale.

La ricetta originale vuole che dopo l'aggiunta delle carote e della farina si passi al Parmigiano reggiano. Come ho già detto, io me lo sono completamente dimenticato- e visti i risultati spero di non dovermelo ricordare mai più :-)

La Cottura
I Camilli che vedete in foto sono stati cotti in stampi di silicone, a 180°C per 15-20 minuti. Con queste dosi ne ho ottenuti circa 35.
Se volete mantenere la forma originale, fate cuocere in due stampi da cake da 500 ml l'uno, per 30-40 minuti. Conviene sempre fare la prova stecchino perché la doratura inganna, su una torta arancione. A parere personale, se la si sforna quando è ancora leggermente umida, è meglio.



Di queste, niente foto, perché non hanno fatto in tempo ad uscire dalla friggitrice, che sono state fatte fuori.

Uova di quaglia rosa

Rassodare le uova di quaglia. Batterle delicatamente sul piano di lavoro, in modo da incrinarne il guscio ed immergerle in un frullato di barbabietola, diluito con un po' d'acqua, per circa 6 ore (io le ho tenute un po' di più e mi son venute più tendenti al viola che rosa). Trascorso questo tempo, sgusciarle e tagliare una fettina al polo ottuso dell'uovo, in modo che possano stare in piedi. Tagliare una calottina al polo acuto e decorare con un ciuffetto di formaggio morbido, aromatizzato con erba cipollina o maggiorana. Ricollocare la calottina.  


Babà di Adriano

Ho ricalcolato tutte le dosi degli ingredienti, rapportandole a 7 uova, così da ottenere un babà grande e 25 babà piccoli.




Qui ho fatto una piccola modifica, sempre a causa della presenza dei bambini: non ho usato caffè per inzuppare i biscotti, ma succo di fagola. Me lo sarei potuto risparmiare, visto che i bambini erano così occupati a giocare che non li hanno nemmeno assaggiati.
Prima che i puristi si straccino le vesti, LO SO che il tiramisù si fa con i savoiardi, ma io, stavolta, ho usato i Pavesini, perché volevo ottenere degli stecchi piccoli e non avevo tempo di fare io i savoiardi della misura acconcia.
Anche qui niente foto, me ne sono dimenticata, tocca accontentarsi di una foto dei lavori in corso.


La Torta

Questo è stato l'unico punto dolente, perché, volendo realizzare una naked cake, ho scelto di usare come base una 4/4 e come crema una namelaka al limone, che, però, si è rivelata inadatta a sostenere il peso dei vari strati. La cosa che mi fa più rabbia è che, mentre la facevo, ho anche avuto il dubbio che la quantità di gelatina fosse insufficiente a garantire la giusta tenuta, ma non ho osato modificare la ricetta, per timore di ottenere una crema gommosa. Vabbè, in compenso, era molto buona, anche se l'estetica non era perfetta.


Last, but not least, la protagonista della festa


mercoledì 27 giugno 2018

I miei open sandwich per il Club del 27



Due mesi che non pubblico nulla... Comincio ad essere seriamente preoccupata per questo stato di abulia che mi attraversa. Meno male che c'è l' MTC & co. che mi spronano rimanere in pista. Nella fattispecie, oggi, si tratta del Club del 27, per il quale abbiamo "studiato" un libro dedicato agli open sandwich, una tradizione danese e, più genericamente, scandinava.
Si tratta, come dice il nome, di fette di pane, solitamente di segale, su cui si possono adagiare i più svariati ingredienti.
Il pane di segale ho scelto di prepararmelo, seguendo questa ricetta di Martha Stewart. Si è trattato di una bella scoperta: un pane saporito, aromatico e pure facile da fare, cosa che non guasta mai.


Ho fatto due tipologie di sandwich: quello con pere e blue cheese e quello con pomodori e maionese al dragoncello. Nel libro si parla di Heirloom tomatoes, che non ho capito a cosa esattamente corrispondano da noi. Quello che ho capito è che sono pomodori di vari colori, ma, al mercato, non ho trovato grande scelta cromatica. Alla fine, ho comprato dei pomodorini gialli e dei pomodori "neri". I pomodorini verdi e quelli rossi, invece, vengono dal mio orticello in terrazza, così come il dragoncello per la maionese.

Blue Cheese e pera

1 pera
2 cucchiai di burro salato
1 cucchiaio di miele
1 baccello di vaniglia
4 fette di pane di segale
200 g di blue cheese

Tagliare la pera in fette spesse. Sciogliere il burro in una padella e rosolarvi le fette di pera per qualche minuto da ogni lato. Aggiungere il miele e i semini della bacca di vaniglia. Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare nella padella. 
Tostare le fette di pane e poggiarci sopra fette di blue cheese e di pera.

Pomodori e maionese al dragoncello

4 fette di pane di segale
Burro salato
10-12 pomodori multicolori
Sale
Pepe di mulinello
1 cipollotto
4 cucchiai di maionese al dragoncello
1 ciuffo di dragoncello
Spalmare di burro le fette di pane. Tagliare i pomodori a fette e poggiarle sul pane. Salare e pepare. Aggiungere un cucchiaio di maionese al dragoncello su ogni fetta. Decorare col cipollotto tritato e con le foglie di dragoncello.

Maionese al dragoncello

1 mazzo di dragoncello (foglie e gambi)
150 ml               olio di girasole
2 tuorli d’uovo
½ limone
Mettere dell’acqua e dei cubetti di ghiaccio in una ciotola. Far bollire dell’acqua in una pentola ed immergervi per 30 secondi il dragoncello, per sbianchirlo; scolarlo ed immergerlo immediatamente nel bagno ghiacciato. Strizzarlo e frullarlo insieme all’olio. Filtrarlo. Mettere i tuorli in una ciotola e frullarli, finché  i tuorli appaiono bianchi e gonfi. Aggiungere qualche goccia di succo di limone e, poi, a filo, l’olio al dragoncello. Aggiungere uno schizzo di acqua, se vi sembra che l’emulsione tenda a separarsi. Continuare ad aggiungere l’olio, fino a che la salsa apparirà densa e soffice. Assaggiare e, nel caso, aggiungere sale e succo di limone.




venerdì 13 aprile 2018

Namastè

Namkeen è una parola indiana che, grosso modo, si può tradurre come "salatini" e si riferisce a diverse preparazioni salate, appunto, che si mangiano come stuzzichini. Io le A-D-O-R-O, in particolare il dalmoth, che è la versione che comprende le lenticchie. 
Ho chi mi vuole bene e che, di tanto in tanto, me li porta dall'India o dall'Inghilterra ed io stessa, se capito a Roma, faccio un salto da Castroni a comprarli, ma mi sono chiesta se fosse possibile prepararli in casa. 
Ovviamente, in rete, si trova tutto e, tra gli altri, mi sono soffermata su questo video, dove viene mostrata la versione casalinga del mio stuzzichino preferito. Ho fatto un primo tentativo, che era passabile, ma che mi ha fatto capire che era necessario qualche aggiustamento. 
a) Innanzitutto, i mung beans, benchè li abbia lasciati a mollo anche più di quanto indicato nel video, dopo la frittura, sono rimasti comunque duri come pietruzze ed ho dovuto scartarli. 
b) Il metodo della grattugia per fare i "trucioli" di farina di ceci funziona, ma uno schiacciapatate funziona mooolto meglio! L'importante è azzeccare il giusto grado di umidità dell'impasto che non dev'essere troppo molle, altrimenti si appiccicherà dappertutto, nè troppo duro, altrimenti ci vorrà Hulk per farlo uscire dai forellini dello schiacciapatate. 
c) Tra le spezie indicate nel video, non figura l'assafoetida, ma, dopo aver assaggiato il frutto del mio primo tentativo, ho capito che era necessaria. Lo so, lo so, assafoetida ed amchoor non sono spezie che si trovano nel supermercato sotto casa, ma santo Amazon può provvedere a recapitarvele a domicilio.
Alla fine, visto che ho dovuto scartare  i mung beans e che non ho trovato altre lenticchie se non quelle "normali", ho usato solo quelle. Ovviamente, arachidi e anacardi crudi manco a parlarne, per cui ho usato quelli tostati e non li ho fritti. Per le spezie, mi sono regolata un po' ad occhio, assaggiando e correggendo.

Dalmoth

200 g                         Farina di ceci  
2 tbs                          Olio evo
70 ml                        Acqua
                                 Sale
70 g                          Lenticchie
2 tbs                         Arachidi   
2 tbs                         Anacardi
                                Olio per friggere
                                Sale
                                Cumino
                                Polvere di peperoncino 
                                Amchoor
                                Assafoetida  

Impastare la farina di ceci con l'acqua, l'olio e il sale, come mostrato nel video. Lasciar riposare l'impasto, avvolto nella pellicola. 
Mettere le lenticchie a mollo in acqua calda per un paio di ore. Trascorso questo tempo, scolarle e asciugarle bene con della carta da cucina. Metterle in forno a 50 gradi  fino a che saranno completamente asciutte. Friggerle in olio caldo per qualche minuto. Appena salgono a galla, rimuoverle con una schiumarola e metterle su carta assorbente, per eliminare l'eccesso di olio. Far passare l'impasto di farina di ceci attraverso i fori di uno schiacciapatate, tagliandoli con un coltello alla lunghezza di 2-3 cm. Scolarli appena imbiondiscono e metterli su carta assorbente. Mescolare tutto con le spezie, le arachidi e gli anacardi.


            

venerdì 16 marzo 2018

Five o'clock

Io sono una persona pratica, una che preferisce l'informale al formale, le tovaglie di cotone a quelle di lino ricamate a mano, insomma, di base, sono la persona meno adatta ad interpretare un rito come quello dell' English afternoon tea. Persino il mio servizio da tè ha un'origine alquanto particolare. Dal momento che anche il mio matrimonio è stato assolutamente anomalo - mio marito, io e i testimoni siamo andati una mattina in Comune e, dopo, tutti e quattro al bar a far colazione - non ho ricevuto i classici regali da matrimonio, quindi, un servizio da tè, all'inizio, non lo possedevo. L'anno dopo, andammo a fare un giro della Cornovaglia e nelle camere dei B&B e  delle Manor Houses dove ci fermammo a dormire,  trovavamo sempre, come è uso in UK, il necessario per fare il tè: bollitore, due tazze e un assortimento di bustine di filtri. Le tazze erano quasi sempre le stesse e mi piacevano molto, per cui mi misi alla loro ricerca, pensando che, se erano così diffuse, avrei potuto facilmente acquistarle. E, invece, niente, non ci fu verso di trovarle. L'ultima sera, a Londra, presi una decisione drastica e si, lo ammetto, rubai le due tazze che erano a disposizione. Passarono altri due, tre anni e, finalmente, a Parigi, trovai le famose tazze e potei comprarne altre 4 e disporre di un servizio da tè degno di questo nome. 
Quindi, alla fine, le tazze ce le avevo, le teiere (per il tè e per l'acqua) pure, non avevo scuse per non partecipare. E nemmeno le volevo cercare le scuse, visto che Valeria Caracciolo è, tra i tanti partecpanti all'MTC, una di quelle che mi è più care, perché è mia conterranea, perché la conosco personalmente e, addirittura, in un paio di occasioni, abbiamo cucinato insieme. Per non parlare di quanto, in questi anni, sia diventata sempre più brava, arrivando a vincere, con grandissimo merito, la sfida sull'affumicatura.
Dovendo scegliere due categorie di accompagnamenti per il tè, mi sono orientata su biscotti e sandwich. Ho avuto qualche esitazione nell'usare l'avocado, ma ho pensato che, con tutta la storia dell'Impero alle spalle, certi prodotti esotici sono arrivati sulle tavole inglesi molto prima che da noi, diventando parte integrante delle loro tradizioni. Jamie Oliver ci ha fatto addirittura una trasmissione sul fatto che la cucina britannica, anche quella più tradizionale, è frutto di contaminazioni. E se, poi, l'uso di questo frutto dovesse essere considerato eretico, pazienza, perché questa maionese di avocado è stata una scoperta preziosa, così buona da dare carattere anche a dei pomodori, che, in questa stagione, non sono certo il massimo.
E, per il té, mi sono recata in un delizioso negozietto, che vende solo té ed accessori per prepararlo. C'era davvero l'imbarazzo della scelta, ma, alla fine, ho preso questo, conquistata dal suo profumo.




Short Bread al limone (Roberta Cornali)


SHORTBREAD AL LIMONE 


120 g di burro morbido
220 g di zucchero bianco
1 uovo
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
250 g di farina
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaio di scorza di limone grattugiata fine
Per il ripieno:
100 g di cranberries disidratati
1 cucchiaio di zucchero
Fare prima il ripieno: mettere i cranberries, le amarene, insieme ad un cucchiaio del loro sciroppo e lo zucchero nel mixer e tritare fino a formare una pasta non troppo fine. Versarla in una piccola casseruola, portare a bollore e cuocere per due minuti, mescolando continuamente. Togliere dal fuoco e lasciar raffreddare completamente.
Per fare i biscotti, montare il burro con lo zucchero, con uno sbattitore elettrico a bassa velocità per 4 minuti.
Unire l'uovo e la vaniglia e amalgamare bene. Aggiungere la farina, il lievito e la scorza di limone.
Dividere l'impasto in due parti uguali e mettere ciascuna delle due parti tra due fogli di carta da forno. Stenderla fino a formare due rettangoli di 16x22 cm, misurandoli con un righello, per essere sicuri che siano della giusta misura e uguali tra loro. Disporli poi su di un vassoio e riporli nel congelatore per mezz'ora o fino a indurimento.
Spalmare il composto di frutta su uno dei due rettangoli e ricoprire con l'altro. Avvolgere poi con pellicola e congelare per un'altra ora.
Accendere il forno a 180 gradi, con un coltello affilato rifilare i bordi dei rettangoli. Con un coppapasta quadrato, tagliare i biscotti.
Cuocere per 10/15 minuti, o finché appena dorati.

Lasciarli raffreddare sulla teglia.



Occhi di bue maculati

200 g                                Farina 00

100 + 20 g + 10               Burro
Zucchero                          80 g
Tuorli                                2
Gelatina di albicocche     1-2 cucchiai
Cacao                               2 cucchiaini
Estratto di vaniglia            1 cucchiaino
Sale                                  1 pizzico

Sabbiare la farina con 100 g di burro a pezzetti, il sale e lo zucchero; aggiungere i tuorli, l'estratto di vaniglia ed impastare velocemente. Dividere l'impasto in due e metterne da parte una metà. Unire all'impasto restante gli altri 20 g di burro ed un cucchiaino di cacao. Dividere ancora in due l'impasto e metterne da parte una metà. Aggiungere alla metà di impasto restante l'altro cucchiaino di cacao, i 10 g di burro ed impastare. Avvolgere i tre panetti di pasta frolla nella pellicola e tenerli in frigo per 1 ora. Trascorso questo tempo, tirarli fuori e stendere una parte di ciascun impasto col matterello; ritagliare dei dischi  con un coppapasta da 4 cm. Prendere l'impasto bianco e distribuirci sopra dei "pois" dei due impasti al cioccolato; stendere col matterello e ricavare degli anelli, sempre di 4 cm. Prendere l'impasto al cioccolato scuro e distriburci sopra dei "pois" di impasto bianco e d'impasto al cioccolato chiaro; stendere col matterello e ritagliare altri anelli da 4 cm, fino ad avere tanti anelli quanti sono i dischi di pasta frolla. Cuocere a 180 gradi per circa 10 minuti. Aspettare che i biscotti si freddino completamente, quindi spalmare un velo di gelatina di albicocche (preparata come descritto qui) su ogni disco ed accoppiarlo ad un anello, assortendo i colori. Riempire il buco centrale con altra gelatina.

Tuiles all'arancia

70 ml                            Succo d'arancia
50 ml                            Grand Marnier
250 g                            Zucchero
200 g                            Granella di mandorle
100 g                            Burro fuso freddo
125 g                            Farina 00
1                                   Albume
Scorza grattugiata di un'arancia

Mesolare in una ciotola il succo e la scorza grattugiata di un'arancia con il liquore e lo zucchero. Unire il burro fuso, la farina, la granella di mandorle e la farina. Amalagamare bene il tutto. Rivestire di carta forno due teglie e distribuirci sopra piccole quantità d'impasto, ben distanziate tra loro. Col dorso di un cucchiaino ripetutamente inumidito in una tazzina d'acqua, allargare l'impasto, formando dei dischi sottili di circa 3-4 cm di diametro (in cottura si allargheranno). Cuocere a 190 gradi, una teglia alla volta, fino a che iniziano a dorarsi (circa 10 minuti). Appena sfornati e prima che si raffreddino, poggiare ciascun disco su un matterello (o anche sul cilindro di cartone che c'è all'interno dei rotoli di carta da cucina, rivestito di carta forno), in modo che assumano la forma a tegola. Una volta che si siano ben raffreddate, conservare in una scatola di latta ben chiusa, perchè sono altamente igroscopiche e, se lasciate all'aria, perdono la croccantezza.

Sandwich avocado e pomodoro

6 fette                                  Pancarrè ai cereali
1/2                                       Avocado
25 ml                                   Olio
1/2                                       Limone
2                                          Pomodori ramati
                                            Sale   
                                                            
Levare la crosta alle fette di pancarrè e, da ogni fetta, tagliare due rettangoli di circa 8x2 cm. Sbucciare l'avocado e tagliarne a pezzi una metà; metterlo nel bicchiere del frullatore ad immersione col succo del mezzo limone ed il sale. Iniziare a frullare, aggiungendo a filo l'olio, come si fa per una maionese. Tagliare il pomodoro a fette e, da ogni fetta, ritagliare dei rettangoli della stessa dimensione di quelli di pan carrè. Spalmare la maionese di avocado su metà delle fettine di pane, disporci sopra i rettangoli di pomodoro e chiudere con le fettine di pane rimanenti.











venerdì 27 ottobre 2017

I miei pasteis de nata per il Club del 27

I pasteis de nata sono una di quelle cose che avrei voluto fare da tanto tempo, ma che, chissà perché, non mi sono mai decisa a fare. Meno male che c'è il Club del 27 che mi sprona!
Con mio grande rammarico, non sono mai stata a Lisbona,  quindi non ho mai assaggiato gli originali e non posso fare paragoni, tuttavia questi fatti seguendo la ricetta di Annarita sono formidabili. Sarà che la cannella mi piace molto, ma li ho trovati proprio deliziosi.
Se vi interessano notizie sull'origine di questi dolcetti, sul sito dell'MTC troverete un articolo esauriente di Ilaria Talimani.

Pasteis de nata

Ingredienti per 12 pasteis

400 g  di sfoglia all’italiana
4 tuorli grandi
250 ml di panna
250 ml di latte 
150 g di zucchero semolato
la scorza di un limone non trattato grattugiato
40 g di maizena
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di cannella in polvere
Zucchero a velo e cannella in polvere per rifinire (facoltativo)

Per la sfoglia
classica all’italiana di Iginio Massari :

Panetto

Burro g 350
Farina 00 g 150
Pastello
Farina 00 W300 g 350
Burro g 150
Sale g 20
Malto (facoltativo) g 10
Acqua fredda ml 50
Vino bianco secco ml 60

Procedimento
Per il panetto, amalgamare il burro ancora freddo di frigorifero con la farina,
lavorandolo o manualmente sulla spianatoia o in planetaria con la foglia. Non
lavorarlo troppo a lungo (Massari amalgama per 7 minuti il pastello io 3-4 minuti
tanto con la stratificazione poi si amalgama bene il tutto) il composto, al
termine dell’assorbimento della farina, dovrà risultare una massa burrosa,
omogenea e ancora plastica. Modellare il panetto in forma rettangolare,
coprirlo con il cellophane e riporlo in frigo per circa un’ora.

Per il pastello,  formare manualmente una fontana nella farina bianca posta sul tavolo e incorporare il burro, il sale e impastare con i liquidi. Nella
planetaria, incorporare i medesimi ingredienti lavorandoli a velocità media.
Lasciare riposare sul tavolo il pastello avvolto nel cellophane per circa 30
minuti.
Stendere la pasta allo spessore di circa 1 cm. 
Togliere dal frigo il panetto e stenderlo (fra due fogli di carta forno) allo
spessore di circa 1 cm, facendo in modo che raggiunga un’altezza pari ai 2/3 di
quella del pastello.
Posizionare il panetto nella parte inferiore del pastello e ripiegare il terzo
superiore verso il centro. 
Ripiegare la parte inferiore su quella appena piegata ottenendo così una
piegatura a tre. Ruotare di 90°, facendo in modo di avere la chiusura verso
l’esterno a destra.
Avvolgere nel cellophane, mettere in frigo e far riposare un’ora.
Passata un’ora stendere l’impasto allo spessore di circa 1 cm e effettuare una
giro di pieghe a 4 (portare il lembo superiore e quello inferiore verso il
centro dell’impasto e ripiegare nuovamente, come se fosse un libro.


Ricoprire il
tutto col cellophane e rimettere in frigo.
Effettuare in sequenza un altro giro a tre, uno a quattro e finire con uno a
tre. In tutto dovremmo aver fatto 5 giri.
Far riposare la pasta sfoglia almeno per un’ora, in frigo, prima di

utilizzarla. Si può lasciare in frigo per circa 5 giorni (o congelarla)
Per la crema versare
la panna in una casseruola a fondo alto e portarla ad ebollizione con la scorza
di limone ed un pizzico di sale. Togliere subito dal fuoco e lasciare in
infusione per almeno 30 minuti.
Unire la maizena con la cannella e lo zucchero.
In una ciotola versare la miscela di farina e 4 tuorli e sbattere per qualche
minuto in modo che il composto sia bene amalgamato.
Versare il latte a filo.
Mescolare bene quindi unire la crema alla panna nella casseruola e far cuocere
a fiamma dolce fino a ottenere una crema morbida. Non farla addensare troppo.
Togliere dal fuoco e far raffreddare. Stendere la pasta sfoglia in un
rettangolo quindi arrotolatelo sul lato corto.
Tagliarlo in 12 rotolini larghi c.ca 2/3 cm e di circa 30 g.
Imburrare ed infarinare lo stampo per muffin e posizionare il rotolino di
sfoglia in senso orizzontale. Con il pollice schiacciare al centro degli stampi
e stendere la pasta facendola aderire ai lati.
Mettere in frigo per 15 minuti.
Quando la crema è fredda, riempire i gusci di sfoglia fino all’orlo e mettere
in forno preriscaldato a 230° per cc.a 20 minuti.
Fare raffreddare su una griglia. Servire tiepidi o freddi e magari se graditi,
spolverati di zucchero e cannella.