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venerdì 27 giugno 2025

Il mio Vacherin per il Club del 27

 "Gateaux sans cuisson" s'intitola il libro da cui il Club del 27 attinge in questo mese, cioè dolci senza cottura, che, con l'afa di questi giorni, suona come una bellissima promessa. Purtroppo, almeno nel caso del dolce da me scelto, questa promessa non è stata interamente mantenuta, perché la ricetta parla di dischi di meringa da acquistare in pasticceria, laddove io ho trovato più pratico farmeli da sola, anche perché avevo in freezer degli albumi da smaltire. E, quindi, temerariamente, ho acceso il forno... Tuttavia, la cosa più difficile è stata la foto, perché il gelato si scioglieva alla velocità della luce e c'era il rischio che crollasse tutto.


Vacherin ai frutti rossi

Per la meringa

120 g                               Albumi

120 g                               Zucchero Zefiro

1 cucchiaino                    Succo di limone

Montare gli albumi a neve ferma col succo di limone, aggiungere lo zucchero e montare ancora per un minuto. Mettere la meringa in una sacca da pasticceria, rivestire di carta forno una teglia e formare  2 dischi di meringa del diametro di 20 cm. Infornare a 100°C per 3 ore.

Per la farcitura

750 g                              Gelato alla vaniglia

300 g                              Frutti rossi misti

2 cucchiai                       Zucchero a velo

200 ml                            Panna fresca

2 cucchiai                       Zucchero semolato

Tirare fuori dal freezer il gelato una decina di minuti prima dell'utilizzo. Spolverizzare con lo zucchero semolato i frutti rossi. Montare la panna con lo zucchero a velo. Poggiare un disco di meringa sul piatto da portata e coprirlo con uno strato di gelato, distribuirci sopra metà dei frutti rossi e metà della panna montata. Coprire con il secondo disco di meringa, spalmarci sopra il resto della panna montata e il resto dei frutti rossi. Mettere in freezer per almeno 4 ore prima di servirlo




lunedì 29 giugno 2020

I miei ghiaccioli per il Club del 27

Questo mese il Club del 27 ci propone un fresco must dell'estate: i ghiaccioli. E ce n'è davvero per tutti i gusti. Vi consiglio di andare a vedere la bellissima carrellata sul sito
Io, che amo i frutti tropicali, ho scelto di fare quelli al mango. Ero certa di avere i bastoncini di legno, ma non sono riuscita a trovare dove li avessi inguattati. Non che abbia cercato approfonditamente, perché, essendo in partenza per andare a riabbracciare, dopo 4 mesi, la mia nipotina, non avevo molto tempo, per cui ho colto al volo un suggerimento che consigliava di usare dei cucchiaini.

Ghiaccioli al mango

330 ml                              Mango pelato e frullato
55 g                                  Zucchero a velo
375 g                                Yogurt greco
1 cucchiaino                     Pasta di vaniglia

Mescolare il mango, 1 cucchiaio di zucchero e 2 cucchiai di yogurt. In un'altra ciotola, mescolare il resto dello zucchero, lo yogurt e la pasta di vaniglia. Prendere 8 bicchierini di carta da 125 ml e dividervi la crema al mango. Riempire i bicchierini con lo yogurt. Mescolare un po' con uno spiedino. Mettere in freezer.  Dopo un'ora, inserire gli stecchi. Lasciare ancora in freezer, per almeno 6 ore.


lunedì 26 giugno 2017

Quasi un semifreddo

Il Calendario del cibo italiano dedica la giornata odierna al semifreddo, uno dei modi più piacevoli per rinfrescarsi in queste giornate torride.
Io, però, non propongo il semifreddo classico, ma una versione molto semplificata, copiata dalla regina del Food Porn, Nigella Lawson. Come molte delle ricette  da lei proposte, questa versione ha il pregio di essere molto rapida e alla portata anche dei meno esperti. 
Ho usato la base alla nocciola per realizzare un gelato tra due biscotti, utilizzando questo stampo apposito.


Le dosi che ho impiegato sono leggermente diverse da quelle di Nigella perché, stavolta, non ho aggiunto il liquore, che contribuisce ad impedire che il composto ghiacci.

"Semifreddo" alla nocciola

Panna fresca al 50%                 500 g
Latte condensato                      1 lattina (375 g)
Pasta di nocciole                      1 cucchiaio

Montare la panna e, quando è ben soda, aggiungervi la pasta di nocciole. Servendosi di una spatola, aggiungere delicatamente il latte condensato ed amalgamare il tutto. Disporre i biscotti nella metà più profonda dei "pozzetti" dello stampo e distribuirvi il composto. Coprire con gli altri biscotti. Mettere in freezer per almeno 6 ore.

Per il rivestimento (Montersino)

Cioccolato fondente                   200 g
Burro di cacao                            200 g
Granella di nocciole                   2 cucchiai



Sciogliere separatamente il cioccolato ed il burro di cacao, quindi unirli e mescolare bene. Versare la glassa in contenitore alto ed attendere che si raffreddi quasi completamente. Estrarre  delicatamente i gelati dallo stampo (il rischio è che si spezzino a metà) ed immergere la metà priva di biscotti nella glassa. Rapidamente, spolverizzare con la granella di nocciole e quindi riimmergere nel cioccolato. Congelare nuovamente.



lunedì 6 luglio 2015

Rinfreschiamoci

Ammetto che la scoperta, fatta l'anno scorso, del gelato di Nigella è stata rivoluzionaria. Per me, che ho a disposizione una gelatiera solo in vacanza, ha significato poter preparare, anche quando sono in città, un ottimo gelato ( o sarebbe più esatto chiamarlo semifreddo?...) in pochi minuti, con solo 2-3 ingredienti e con l'unico aiuto delle fruste elettriche. L'ho quindi preparato più volte: al caffè, come nella ricetta della regina del Food Porn, ma anche al cioccolato, al pistacchio, alla nocciola, al caramello, servendolo solitamente in coppa o, talvolta, sul cono.
Un paio di settimane fa, il mio "spacciatore" di articoli da pasticceria mi ha tentata, proponendomi questo stampo, corredato di biscotti a misura, che permette di preparare un gelato tipo MaxiBon. Potevo mai resistere? Ovviamente, no...


Le dosi che ho impiegato sono leggermente diverse da quelle di Nigella perché, stavolta, non ho aggiunto il liquore, che contribuisce ad impedire che il composto ghiacci.

Gelato alla nocciola

Panna fresca al 50%                 500 g
Latte condensato                      1 lattina (375 g)
Pasta di nocciole                      1 cucchiaio

Montare la panna e, quando è ben soda, aggiungervi la pasta di nocciole. Servendosi di una spatola, aggiungere delicatamente il latte condensato ed amalgamare il tutto. Disporre i biscotti nella metà più profonda dei "pozzetti" dello stampo e distribuirvi il composto. Coprire con gli altri biscotti. Mettere in freezer per almeno 6 ore.

Per il rivestimento (Montersino)

Cioccolato fondente                   200 g
Burro di cacao                            200 g
Granella di nocciole                   2 cucchiai

Sciogliere separatamente il cioccolato ed il burro di cacao, quindi unirli e mescolare bene. Versare la glassa in contenitore alto ed attendere che si raffreddi quasi completamente. Estrarre  delicatamente i gelati dallo stampo (il rischio è che si spezzino a metà) ed immergere la metà priva di biscotti nella glassa. Rapidamente, spolverizzare con la granella di nocciole e quindi riimmergere nel cioccolato. Congelare nuovamente.


lunedì 28 ottobre 2013

Gelato da passeggio

In realtà, non pensavo di fare una terza ricetta per il concorso dei Formaggi Svizzeri, che, come già l'anno scorso, è ospitato dal blog Peperoni e patate, ma si vede che il tarlo di non esser riuscita a pensare ad una ricetta di street food che non fosse fritta continuava a girarmi in testa. Sta di fatto che, l'altro giorno, guardando la gente che passeggiava a Mergellina, mangiando un cono un gelato, mi si è accesa la lampadina: ma certo! cosa c'è di più del gelato come cibo da strada?! 
Tra l'altro, il gelato, non solo risulta essere uno degli alimenti più graditi e consumato non solo d'estate, ma, ormai, si declina in tutte le forme: al tartufo, al Barolo, al pomodoro e, ovviamente, anche al formaggio.
Ed ecco, quindi, il mio gelato allo Sbrinz.

Swiss Malaga

Latte                 100 ml
Tuorlo              1
Miele               1 cucchiaino
Panna               80 ml
Sbrinz              40 g
Uvetta             1 cucchiaio
Rum                3 cucchiai

Mescolare, in un pentolino, il latte con i tuorlo ed il miele, mettere su fuoco lento e, sempre mescolando, portare ad 82 gradi. Levare dal fuoco, aggiungere lo Sbrinz grattugiato, coprire con pellicola a contatto e far raffreddare. Mettere l'uvetta a mollo nel rum.
Quando la crema sarà freddata, semimontare la panna e aggiungerla delicatamente alla crema. In città non ho la gelatiera, per cui ho messo il gelato in freezer ed ogni mezz'ora, lo tiravo fuori, giravo con un cucchiaio per renderlo cremoso ed incorporare aria e lo rimettevo dentro. Quando ha raggiunto la consistenza desiderata, ho aggiunto l'uvetta ben sgocciolata dal rum ed ho servito il gelato su cono.







giovedì 26 luglio 2012

Ah, i cuochi in tv!

Lo scorso week end sono stata a Minori, un piccolo paesino della Costiera Amalfitana, proprio sotto Ravello, uno dei tanti gioielli che la natura ci ha regalato con così tanta profusione da renderci, non dico  insensibili, ma sicuramente poco capaci di apprezzare fino in fondo tanta bellezza. E' come se fossimo "saturati" dalle meraviglie che ci circondano, al punto da darle quasi per scontate. Per questo ho provato a guardare quei posti, immaginando di vederli per la prima volta ed ho lasciato che lo stupore si impadronisse di me. Ed ho pensato che davvero noi Italiani siamo un po' come dei ragazzini viziati, così abituati ad essere circondati da bellezze paesaggistiche e da capolavori dell'arte da finire col non tenerli nella giusta considerazione, quando il nostro impegno primario dovrebbe essere la cura e la salvaguardia di questo patrimonio. E queste son cose che la Cina non ci può copiare! Queste risorse ben gestite, insieme ad una "vera" cultura dell'accoglienza,  rappresenterebbero realmente una risorsa economica inesauribile.
Negli ultimi anni, Minori è diventata conosciuta anche perchè è la sede della pasticceria di Sal De Riso. Confesso di essere sempre stata un po' prevenuta nei confronti del personaggio: troppo esposto mediaticamente e col "vizietto" di elargire in tv ricette  non proprio impeccabili. Capisco che uno del mestiere debba salvaguardare i propri segreti professionali, ma non mi sembra comunque un comportamento onesto nei confronti dei telespettatori. In più, chi era stato a visitarlo nella sua pasticceria mi aveva raccontato di un' esperienza non proprio esaltante. Questa volta, ho provato di persona ed anche il mio giudizio è stata piuttosto negativo. Le delizie al limone non erano freschissime e, in più, mi hanno lasciata col sospetto che fossero stati impiegati aromi sintetici, anzichè la buccia dei profumatissimi limoni della Costiera. La torta ricotta e pere, fiore all' occhiello di De Riso, era troppo dolce. Perdonate l'immodestia, ma quella che faccio io è migliore. Tuttavia, proprio questa torta mi ha dato lo spunto per un altro gelato.


Gelato ricotta e pere



Per la dacquoise



Albumi                              30 g.

Zucchero a velo                 60 g.
Farina di nocciole              40 g.
Farina 00                           15 g.


Montare gli albumi a neve ben soda e aggiungervi lo zucchero. Aggiungere delicatamente alla meringa, prima la farina di nocciole e poi la farina 00, mescolando dal basso verso l'alto. Stendere il composto su un foglio di carta forno, formando, con l' aiuto di una spatola, uno strato alto mezzo cm. Infornare a 160 gradi, finchè comincia leggermente a colorirsi. Sfornare e, mentre è ancora tiepido, ritagliare, con l'aiuto di un coppapasta dei dischi di 5 cm di diametro.



Per il gelato



Latte                      300 ml.

Panna                    250 ml.
Zucchero               300 g.
Ricotta romana      200 g.
Vainiglia               1 bacca


Il procedimento, ancora una volta, lo trovate qui. Una volta raffreddata la crema inglese, aggiungervi la ricotta setacciata ed amalgamare bene il tutto.



Inoltre



Pere               2

Zucchero      200 g.
Acqua           150 ml.


Con l'acqua e lo zucchero, preparare uno sciroppo. Quando bolle, versarvi le pere sbucciate e tagliate a dadini. Cuocerle finchè lo sciroppo si addensa e le pere sono diventate traslucide.



Sbriciolare grossolanamente i ritagli di dacquoise e distribuire questa granella sul fondo delle coppe, aggiungere il gelato e guarnire con le pere sciroppate ed un dischetto di dacquoise.



Con questa ricetta partecipo all' MTC di luglio


mercoledì 25 luglio 2012

Orfana del Winner

Alzi la mano chi, tra coloro che amano cucinare, che sono attenti alle materie prime, che preferiscono le cose fatte in casa ai prodotti industriali, non ha almeno un "peccatuccio" da confessare: la predilezione per almeno un tipo di cibo da dover mangiare mettendo a tacere la propria coscienza di persona che pretende di saperne di cibo e di alimentazione corretta.
In materia di gelati, per me questo peccatuccio si chiamava Winner. Quanto mi piaceva il Winner! Il contrasto di consistenze, sapori e temperature: il crok dello strato esterno di cioccolato, cui seguiva il crunch delle arachidi, la densità del caramello e, infine, il freddo del gelato vero e proprio. Non ho mai perdonato all'Algida di averne interrotto la produzione! Nessuna delle barrette gelato che è possibile trovare oggi in commercio è mai riuscita a riprodurne la piacevolezza. E, quindi, una volta esauditi i desiderata del resto della famiglia, per il mio terzo gelato per l' MTC, ho deciso di provare a fare qualcosa che mi ricordasse il Winner. Devo dire che il risultato è stato molto gradevole e, anche se non è la mitica barretta, come sostituto è stato molto apprezzato.


Gelato di cioccolato al latte con salsa al caramello e arachidi salate



Per la salsa al caramello




Zucchero                    150 g.

Panna fresca               150 g.


Mettere lo zucchero in un pentolino, bagnandolo con un paio di cucchiai d'acqua e cuocerlo fino ad ottenere un bel caramello biondo. Fuori dal fuoco, aggiungervi la panna riscaldata (attenzione agli schizzi!) e mescolare fino ad ottenere una salsa omogenea.






Per il gelato



Latte                          300 ml.

Panna                        250 ml.
Zucchero                   250 g.
Tuorli                        50 g.
Cioccolato al latte    100 g.
Arachidi salate          2 tbs
Vainiglia 1 bacca


Per il procedimento, vi rimando qui. Ho diminuito un po' lo zucchero, rispetto alla ricetta di Mapi, perchè, altrimenti, con l'aggiunta del caramello, sarebbe risultato stucchevole.  L' altra differenza consiste nell'aggiungere alla crema inglese ancora calda, anzichè la pasta di nocciole, il cioccolato sminuzzato, in modo da scioglierlo. Servire il gelato con la salsa al caramello e le arachidi.




Con questa ricetta partecipo all' MTC di luglio

Panna 250 ml.
C

sabato 21 luglio 2012

Gli uomini di casa

Avendo fatto il gelato alla nocciola, non mi sono potuta esimere dal fare anche il gelato al gusto preferito dall'altro uomo di casa: il gelato zuppa inglese.


GELATO ZUPPA INGLESE



Per il pan di spagna



Uova                  2

Farina                 40 g.
Zucchero            60 g.


Montare le uova intere con lo zucchero per almeno 15 minuti. Aggiungere delicatamente la farina setacciata. Versare il composto in una teglia rettangolare imburrata e infarinata. Infornare a 180 gradi, per 25 minuti.



Per il gelato




Latte                          300 ml.

Panna                        250 ml.
Zucchero                   300 g.
Tuorli                         50 g.
Bagna all'alkermes     2 + 3 tbs
Vainiglia                    1 bacca


Per il procedimento, vi rimando qui. L'unica differenza consiste nell'aggiungere, anzichè la pasta di nocciole, 2 cucchiai di bagna all' alkermes. Ritagliare dal pan di spagna dei cerchi, inzupparli con l' alkermes e metterli sul fondo delle coppe per gelato. Guarnire il gelato con dadini di pds, sempre inzuppati di alkermes.


Latte                          300 ml.
Panna                        250 ml.




Con questa ricetta partecipo all' MTC di luglio




giovedì 19 luglio 2012

Mio figlio e il panda

Mio figlio è stenofago. Tranquilli, non è una grave malattia . Si dice stenofaga una specie animale che utilizza come fonte di cibo solo pochi tipi di alimento, nei casi estremi, addirittura un solo tipo. Il panda, ad esempio (panda maggiore, per l'esattezza). Avete tutti presente quel tenero e accattivante orsacchiotto, che, non a caso, è stato scelto come simbolo del WWF? Ebbene, sappiatelo: il panda è un esperimento riuscito male! Tanto per cominciare, le sue probabilità di riuscire a riprodursi sono inferiori a quelle di azzeccare la sestina del Superenalotto, dal momento che le femmine vanno in calore solo per pochissimi giorni l'anno. Inoltre, pur essendo tecnicamente dei carnivori, sono diventati erbivori e dei carnivori hanno conservato dentatura ed intestino, il che comporta, come conseguenza, che di materiale vegetale debbano ingurgitarne tanto, ma proprio tanto, per riuscire a sostenersi. Dulcis in fundo, sono, appunto, stenofagi, essendo la loro dieta composta, per larghissima parte, da germogli di bambù. Chiaro che, se il bambù tende a scomparire, il panda è condannato, a meno di interventi da parte dell'uomo, volti a proteggere la specie dall'estinzione.
Mio figlio, al pari del panda, ha una dieta estremamente limitata: mangia solo pochissime cose e sempre quelle, non c'è assolutamente verso di fargli provare qualcosa di nuovo. Questa ristrettezza di vedute alimentari si applica anche al gelato. Per lui, infatti, esiste un solo gusto: nocciola. Entriamo in gelaterie che esibiscono un tripudio di gusti, gelati declinati in tutte le possibili varianti, ma lui, tetragono: nocciola... Potevo mai, per l' MTC di luglio, scegliere un gusto diverso? E così, cuore di mamma ha detto: e nocciola sia!


GELATO ALLA NOCCIOLA



Latte                          300 ml.

Panna                        250 ml.
Zucchero                   300 g.
Tuorli                         50 g.
Pasta di nocciole        2 tbs
Granella di nocciole   2 tbs
Vainiglia                    1 bacca


Per la crema inglese, ho utilizzato il procedimento che uso di solito. Ho riscaldato 100 ml di latte, ci ho messo in infusione la bacca di vainiglia, aperta a metà e l'ho lasciata in infusione per un'ora. Trascorso questo tempo, ho aggiunto il restante latte e la panna, vi ho immerso un colino a maglie fitte, in cui ho versato lo zucchero e i tuorli. Con l'aiuto di un cucchiaio di legno, ho fatto in modo che zucchero e tuorli si stemperassero bene nei liquidi. Ho messo la casseruola su fuoco basso e,senza mai smettere di girare, ho portato la crema ad 82 gradi. Se non si possiede un termometro, si può verificare la cottura con un metodo empirico: quando la crema velerà il dorso del cucchiaio, tracciare, con un dito, una riga, se questa rimarrà netta e non tenderà a scomparire, la crema è pronta. A quel punto, ho aggiunto la pasta di nocciole e l'ho amalgamata al resto. Guarnire con granella di nocciole

Dal momento che non posseggo una gelatiera, ho seguito le utilissime istruzioni di Mapi, che riporto fedelmente:
"trasferire il composto in un contenitore basso, lungo e stretto munito di coperchio (le misure ideali sono cm 23x16x38, altrimenti suddividetelo in più contenitori piccoli, in modo che congeli uniformemente), tappare e riporre nella parte più fredda del freezer per 60-90 minuti. Trascorso questo tempo la miscela sarà ghiacciata sulla base e sui bordi, ma morbida al centro. Mescolarla molto velocemente con uno sbattitore elettrico per uniformarne la densità (volendo la si può trasferire velocemente nel robot da cucina per frullarla), poi riporla nuovamente nella vaschetta livellandola bene e rimettetela in freezer. Ripetere il procedimento per altre 2 volte a intervalli di un’ora e mezza ciascuno; dopo la terza volta trasferire il gelato nella vaschetta che lo conterrà, preferibilmente in polipropilene e riempita fino a 6 mm dal bordo; coprire il composto con un rettangolo di carta forno fatto aderire alla sua superficie (per limitare la presenza di aria umida e impedire la formazione di fastidiosi cristalli di condensa sulla superficie), tappare e rimettere in freezer per 30-60 minuti per far raggiungere al gelato raggiungere la giusta densità. Prima di servirlo, passarlo in frigorifero per 20 minuti."


Guarnire con granella di nocciole



Con questa ricetta partecipo all' MTC di luglio