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27 set 2018

Pesi e misure

A questo punto direi che sarebbe il caso di farla finita, od almeno iniziare con un minimo di decenza e di buona volontà a catalogare le trasmissioni tv per vip, per acculturati sfigati e per mortidifame, così come i censori fanno coi pallini rossi per avvertire la platea sulla quantità di cazzi, culi e fighe che andranno in onda. Ma te pare a te che un mortodifame e quindi di conseguenza anche mortodifiga debba assistere imbelle e senza provare sdegno che un nanetto dalla faccia da poppante ed il vestito di pelusce venga stuprato minorenne da una ancor passabile dal respiro regolare pur di una certa età e notevole patrimonio generazionale tanto da compensarlo per il disturbo con un cascé de trecentoottantamila dollari? Ma come si fa dico io a sobillare con queste trasmissioni il povero teleutente che a mala pena riuscì a mandar giù il suo stupro da quattordicenne con una trippona de bassa statura e dall'accento rumeno ultrasessantenne che se quatambiava un tozzo de pane come badante al nero di una vedova di un operaio con la pensione di reversibilità? E tutto questo quando nelle nazioni serie le pene vengono stabilite dai cittadini, come quella di dare 15 anni a chi si è permesso di infilare qualche ago nella frutta ed una ricompensa o taglia ai cittadini che ne procurassero la cattura, mentre noi qui 15 anni non li diamo nemmeno agli assassini e nemmeno a quel ribelle del corona figuriamoci poi se siam disposti a pagare taglie.

provate a fare un respiro intenso e poi trattenere l’aria nei polmoni

18 dic 2017

#MeToo 2

Dare sempre la giusta valenza alla propria personalità, pesarla: lascio il MIO biglietto elimina code ad una bella ragazza appena arrivata perché ho cose urgenti da fare altrove e non voglio che il MIO biglietto vada perduto, oppure ne prendo tre e poi li distribuisco in modo accorto tra chi arriva per farmi apprezzare, riconoscere o prima di andarmene li lascio sopra la macchinetta elimina code che li distribuisce, perché son conscio del mio operato, del mio intenso amore verso il prossimo e sicuro del mio rispetto per il codice di comportamento thajathano. Ma perché al ristorante continui a prenderti la bistecca o la tagliata, quando fanno dei magnifici piatti a base di baccalà? Ma perché il baccalà era il cibo dei poveri, degli orfanelli e mi ricorda l'estati della mia primissima infanzia, quando mamma ci mandava dalle suore ed il baccalà in umido, sicuro al venerdì per via dell'astinenza poi veniva replicato almeno un'altra volta in settimana. Per quanto riguarda il pesce sono abituato male, mi piacciono solo i pesci per me buoni: la cernia, l'aragosta, la spigola o l'orata non d'allevamento, la fritturina appena pescata o per ripiego la ricciola o le alicette spinate, infarinate e fritte, e il baccalà non rientra nei miei desideri anche se il prezzo lo ha nobilitato. Non seguo le mode, non compro 2 castagne per un misero euro, nel mio immaginario purtroppo son sempre cibo per poveri. Per finire, tenete presente nel segreto dell'urna, che la lega è contro il bio-testamento, perché non offre opportunità magnereccie agli adepti in un paese perfetto dove tutto è regolato e stabilito per legge, persino quale cose possono essere appese in camera da letto e dove sarebbe ora, con un piccolo sforzo legislativo, di spostare la capitale e tutti i suoi intrallazzamenti in padania a mo' di compensazione per la pazienza dei suoi contribuenti, ma per le ambasciate sarà bene pensarci ancora un po'.

Ogni tanto ripassatevi le 7 cose per non dimenticarle

12 dic 2017

#MeToo

Basta, facciamola finita con questa remissività, con questi atteggiamenti gentili scaturiti da un'educazione repressiva, troppo altruista e sensibile al volgere dell'altra guancia. Basta, bisogna saper reagire, mettere le prepotenti e le squilibrate di fronte alla loro misera realtà anche se con le malattie mentali si hanno poche speranze. Non è possibile che chi è stato privilegiato dalla natura con qualche dono che lo pone di un gradino al di sopra della massa informe degli altri componenti del genere umano, poi debba essere oggetto continuo delle attenzioni meramente sessuali dell'altro genere! Fin da bimbetto ricordo di essere stato stolkerato e per fortuna che mia madre da brava cristiana, nonostante il tipo di educazione impartita, mi aveva proibito assolutamente, pena la dannazione eterna, di accettare caramelle dagli sconosciuti. In seguito la cosa più sconcertante fu la scoperta della sessualità e con essa la malizia dell'altro genere e per fortuna che ai miei tempi le classi scolastiche erano rigorosamente suddivise in maschili e femminili, però le insegnanti son sempre state in maggioranza donne, quindi gli amoreggiamenti innocenti e virtuali con la solita percentuale del 10% di loro. Ricordo ancora la prof di matematica all'istituto, la signora Zecca di cui eravamo tutti innammorati. Delle insegnanti di francese, allora si studiava il francese perché ancora non c'era il boom tecno, invece non ho un buon ricordo, la Parisi alle medie era totalmente matta, zitella, mi guardava con quegli occhi severi, come a pretendere un'esclusiva, esclusiva che a quell'età è impossibile, mi faceva uscire pazzo, interrogato di continuo, pretendeva la perfezione, mi metteva sempre sette, salvo qualche cinque saltuario quasi a stabilire chi fosse il capo. Mi ridusse al punto che non sapevo più quale atteggiamento tenere, tanto che, nonostante il sette in pagella, mandai mamma a parlarci, io che me la cavavo sempre da solo ed a mamma disse che forse sarebbe stato meglio se mi avesse fatto prendere ripetizioni e che lei era disposta a darle gratis, visto le condizioni economiche della mia famiglia. Mamma risolse la cosa evidenziando la distanza che c'era tra la nostra casa e la sua, almeno un'ora con i mezzi pubblici e prese l'impegno di trovare una persona più vicina di casa. Poi finirono le medie, alle superiori la DeRobertis, zitella, con due gran tettone, ma totalmente isterica e pericolosa perché capace di bocciare per la sua sola materia mi costrinse a strisciare ed umiliarmi. Per finire vi metto il DeRosa, l'ultimo insegnante di francese ormai prossimo alla pensione e mezzo arteriosclerotico che fumava toscani in continuazione e per farlo usciva dall'aula per dieci minuti. Inutile dire che in quei dieci minuti i ragazzi andavano in cattedra, prendevano il registro e si segnavano da soli i voti, chi sette, chi otto, solo io, il solito, non ne approfittavo. Così accadeva che ero l'unico ad essere interrogato e lui ci godeva, mi massacrava, così dovetti ricorrere anch'io agli otto autogestiti. Non ho mai capito se lo facesse apposta ad uscire a fumarsi il sigaro e morirò con questo dubbio atroce: che ci avesse presi tutti per il culo, sentendo avvicinarsi la sua fine terrena? Di certo un risultato lo ha ottenuto, quello di esser ricordato col suo cognome e di sopravvivere così alla sua morte grazie alle menti dei più sensibili. 

Controllate invece il vostro livello di sensibilità maschile