Viale Marconi, marciapiedi larghi 7 metri con pavimento da oltre 100 euri al metroquadro, raccoglitori di spazzatura in ghisa, vasi con palmette (come da foto) cui nessuno, tra i tanti negozianti che godono del piacere della loro presenza, si sia degnato di gettare qualche bottiglia di acqua vista la consolidata aridità delle presenti stagioni, col risultato che le palmette lanciano segnali di abbondante sete coi loro miseri germogli che rifiutano la morte perché loro sono abituate a sopravvivere anche nei deserti ma dovranno arrendersi alla indifferenza dei tanti passanti e poi morire.Chiaramente la cosa non è di alcun interesse, ora ci son le bollette ed il bobbolo ha tutte altre preoccupazioni, magari qualcuno chiederà al municipio di effettuare una gara per rimpiazzare tutte le palme a spese della collettività. Peccato che ero andato con il bus per accompagnare la consorte in un suo giretto di shopping compulsivo, altrimenti avrei potuto annaffiare con le bottiglie che tengo sempre nel portapacchi della mia automobile. Pazienza, non ci sono più soldi da buttare per farsi gloriosi con il culo degli altri e quei bei vasi rivestiti in metallo diventeranno di aiuto ai raccoglitori della spazzatura.
Io, invece, ho approfittato di questo clima primaverile per farmi una bella talea di rose i cui futuri fiori saranno omaggio di tutte le mie affezionate lettrici passate, presenti e future, una cosa che non avevo mai fatto quando beltà splendea e salivamo il limitare delle nostre belle e spensierate gioventù.
Ora dovrò cercare un posto non troppo nascosto, nè troppo accessibile, perché le piante di rose hanno le spine e con questa gioventù così sbadata, disattenta e che si compra gli auricolari con microfono proprio per aver le mani libere e poterle gesticolare a mò di scaccia mosche come se tutti dovessero in futuro mangiare con le chiacchiere, non vorrei far male a nessuno.
Ho scoperto che questo pensiero, questa ricerca così premurosa, mi aiuta molto la notte a prender sonno