Case&Country gennaio 2012
In questa stagione sulle bancarelle si notano ancora, tra le altre verdure, i tuberi un po' bitorzoluti dell'Helianthus tuberosus, sinonimo H. esculentus.
Topinambur per i francesi, per gli italiani, mancandone uno appropriato, i nomi si sprecano: rapa tedesca, tartufo di canna, patata selvatica, girasole tuberoso, pera di terra, ciapinabò per i piemontesi.
E' originario del nord America, dove pare fosse già coltivato dai nativi prima dell'arrivo di Cristoforo Colombo, ma è da considerare ormai specie naturalizzata sul nostro territorio.
Pianta facile, ricresce da sola ogni anno dal più piccolo tubero rimasto dimenticato nel terreno, è una grande soddisfazione vederla crescere e fiorire, visto che può superare due metri e mezzo di altezza. Il suo spirito colonizzatore la porterà con il tempo a diventare invadente. Si adatta a tutti i terreni ed esposizioni, preferendo comunque quelli sciolti, meglio asciutti che troppo umidi. Qualcuno li avvicina alle patate, a mio avviso sono completamente altra cosa, a partire dal fatto che sono squisiti anche consumati crudi. Il loro sapore è più dolce, inoltre non contiene amido ma è ricco di sali minerali.
In Piemonte la tradizione li affianca ad un piatto molto particolare: la “bagna caoda” tradotto letteralmente sugo caldo: particolare antica ricetta popolare ora nobilitata, a base di aglio - tanto - acciughe e olio. La quantità di aglio e i problemi che si porta dietro chi lo mangia ne limitano il consumo a poche ma grandi scorpacciate.
Esiste una varietà con il tubero rosato, il gusto cambia di poco, anche se io preferisco il bianco. La sua rusticità e vigoria nel crescere, suggeriscono di limitarne l'impianto in zone marginali e di difficile coltivazione.
Quando si parla di helianthus il pensiero corre all'Helianthus annuus da tutti conosciuto come girasole.
Riveste grande importanza, soprattutto per l'olio che si ricava dai suoi semi, enormi margheritone gialle, portate su fusti che superano i due metri di altezza. Il nome rivela la caratteristica dei suoi fiori di essere sempre orientati ordinatamente verso il sole (eliotropismo positivo). Questi grandi fiori hanno, al pari di quelli dei papaveri, colpito l'immaginazione di pittori e fotografi; famosi i diversi quadri di Van Gogh che per l'appunto li ritraggono.
Negli ultimi anni sono stati selezionati cultivar con sviluppo molto contenuto, più facili da utilizzare nei giardini. Come suggerisce il nome latino questa specie ha un ciclo annuale.
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| Helianthus salicifolius |
Tutte sono facili da coltivare, in qualsiasi terreno, con le specie annuali non si corre il rischio dell'invadenza.












