Non è molto conosciuto, e quindi si incontra raramente nei giardini questo grazioso alberello. Ricordo ancora quando ho fatto la sua conoscenza molti anni fa, tre piccole piante in una zona leggermente ombrosa per la presenza di un gruppo di alte betulle nelle vicinanze. I loro rami esili, radi e un po' indisciplinati nella crescita, la fioritura di tanti piccoli grappoli bianchi, con il verde delle foglie primaverili appena accennato mi avevano colpito. Mi ero soffermato a guardarli, tanto erano belli con le betulle sullo sfondo, e pensai quanto sarebbero stati adatti, con la loro essenzialità, per un giardino di tipo giapponese.
Sorpreso della mia ignoranza mi documentai, scoprendo che l'Amelanchier canadensis, produceva anche piccoli frutti blu/neri, commestibili; dopo qualche anno fece la comparsa nel mio giardino. C'è un po' di difficoltà nel distinguere tra di loro le diverse specie.
Anche qui l'unico posto che avevo disponibile era in ombra, abbastanza vicino alla casa e un po' troppo a ridosso di un grande frassino.
Mi sorpresero i suoi frutti. Per la minuta bellezza, con il variare della colorazione, dal verde ad un intenso blu prugna, passando attraverso a un bel rosa, il momento in cui sono più visibili.
Mi sorprese anche il loro gusto, che non ha nulla da invidiare ai pregiati mirtilli. Il primo anno li gustai con gioia, sono facili da raccogliere perché crescono a grappoli fitti, ma solo il primo anno li ho potuti mangiare, gli anni successivi li hanno scoperti la numerosa tribù dei merli e anno dopo anno fanno a gara a mangiarli, sempre prima, ormai non li lasciano nemmeno più maturare, appena iniziano a cambiare colore, dal verde al rosa, spariscono nei loro becchi voraci.

Ho provato a coprirli con reti poco prima della maturazione, ma serve a poco, trovavano sempre qualche buco dove entrare. Sembra incredibile cosa riescono a portare via. Ai piedi dell'amelanchier c'è una vasta zona di fragole selvatiche (ne ho ben cinque varietà diverse) e anche queste vengono raccolte dai famelici, che, per ora, risparmiano il gruppetto di quelle con il frutto bianco a maturazione: non hanno ancora capito che non diventano rosse, evidentemente per loro è importante il colore.
La mia unica pianta, alta ora quasi tre metri, è cresciuta troppo bene, troppo regolare, avrei dovuto, per i miei gusti, con leggere e adatte potature farle assumere una forma più espansa, anche se, in quel caso, i suoi rami si sarebbero potuti spezzare sotto il peso delle nevicate, che negli ultimi anni sono ritornate con una certa frequenza.
Tornando all'amelanchier, non ho elencato tutte le sue qualità. Non appena arriva l'autunno le sue piccole foglie verdi si colorano di un caldo rosso/arancio prima di cadere per il meritato riposo invernale.
A mia esperienza lo ritengo adatto a tutti i terreni, escluderei solo quelli troppo argillosi e calcarei.