Visualizzazione post con etichetta Ericaceae. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ericaceae. Mostra tutti i post

sabato 1 maggio 2021

OASI ZEGNA

 Un po' di storia e qualche foto su questo posto splendido, paradiso dei rododendri.








venerdì 3 gennaio 2014

Un rododendro racconta la sua storia

Non capita spesso che una pianta racconti la storia della sua vita, anzi non ricordo sia successo prima d’ora.
Non è neanche facile scrivere in modo che gli umani capiscano, sanno molto poco di noi piante.
Non sanno ad esempio che sappiamo riconoscerli.
Devo dire che alcuni, raramente, ci parlano, anche se è inutile, noi non possiamo sentire la loro voce, come altri rumori, siamo però in grado di sapere perfettamente cosa pensano, ed è molto meglio, il pensiero non è mai logorroico, e non contiene bugie. Gli umani sono molto più limitati, mi pare che non siano in grado di capire neanche i loro stessi pensieri.
Io sono nato nel 2003. Ma non sono nato da un seme, e qui mi trovo in difficoltà a spiegare, anche a me stesso. Allora c’era (e spero ci sia ancora) un bel rododendro in un importante giardino botanico. Non era molto osservato dai visitatori. La pianta di sviluppo contenuto, i fiori piccoli, non attirava l’attenzione. Non si metteva in mostra.
Un giorno, tra i vari visitatori passa “l’uomo con la barba”. Ogni tanto compariva, e l’avevamo già notato, abbiamo una memoria di ferro noi. E gli avevamo affibbiato quel nome. Era stato notato perché di solito riservava le sue attenzioni a piante meno vistose, ma era anche un po’ temuto, correva voce che ogni tanto avesse l’abitudine di staccare un rametto a qualche pianta.
Quel giorno si fermò nuovamente ad osservare il rododendro, parlò con il capo giardiniere, che spesso lo accompagnava nei suoi giri, poi mise una mano in tasca e trasse un paio di forbici da potare. Terrore! Al rododendro, si accapponò la corteccia, le piante si spaventano quando si avvicina un umano con le forbici in mano. L’uomo si chinò, osservò, tastò, poi... confusamente, come nella nebbia, ricordo per un attimo un vivissimo dolore; con un taglio netto asportò un piccolissimo rametto, tre quattro foglioline solamente.
Da quel momento in avanti, per molto tempo tutto è stato molto confuso, ovattato.
Quel rametto ero io, per la prima volta avevo dei pensieri miei! Non ero più parte di una pianta, avevo una mia anima, ma ero in uno stato credo simile a quello che gli umani chiamano “coma vigile”.
In realtà i ricordi sono flebili e lontani, come erano le mie sensazioni allora, ma ricordo tutto. Devo dire che, con molto tatto, mi mise in un sacchetto di nylon, spruzzò un po’ di acqua, rinchiuse il sacchetto è poi fu buio.
Non sentivo più dolore, solo una specie di formicolio nel punto dove ero stato tagliato.
La mia coscienza era molto limitata e confusa. Può essere difficile da capire, ma anche da spiegare: pensavo, ragionavo, ed era una cosa nuova, per certi versi incomprensibile.
Dopo un certo tempo che non ricordo, rividi la luce; sempre le sue mani, sempre le forbici da potare vicino, in più uno strano coltello e altri oggetti, tutto, me compreso su di un tavolo.
Poi l’uomo con la barba si allontanò e ritornò con due vasi con una pianta in ognuno.
Io non avevo paura, stante il mio stato di torpore, però vedevo e capivo tutto. Con mani abili e veloci rapidamente asportò qualche rametto basso alle due piante nei vasi, mi prese in mano, mi tagliò praticamente in due, fece una specie di punta alla base di uno dei due pezzi, incise il tronchetto di una delle piante in vaso e mi inserì dentro. Con un elastico mi legò stretto. Tutto questo si svolse in pochi secondi, poi mi trovai in una serra.

Sorpreso, sgomento, con i sensi attutiti, sempre però ben presente, cominciai a guardarmi attorno. Molti vasi erano vicini, con essenze diverse, che non conoscevo. Un’umidità pesante mi opprimeva, e quello strano formicolio alla base si era accentuato.
Ero “piantato” sopra, dentro un altro arboscello, che non pareva contento di ospitarmi; d’altronde, era stata ferito anche lui poveretto.
Per parecchio tempo rimasi in una specie di dormiveglia, quello strano formicolio nel punto dove ero unito gradualmente si stava riducendo.
Poi un giorno mi svegliai completamente, le mie gemme si stavano aprendo, stavano sviluppandosi.
L’uomo con la barba passava spesso, si metteva gli occhiali e osservava con attenzione non solo me, ma anche i miei vicini, tutti “operati” allo stesso modo.
La pianta che mi ospitava cominciò, con garbo, a lamentarsi con me, anche a lei stavano crescendo le gemme, ma appena si allungavano compariva l’uomo con la barba e gliele asportava. Una sofferenza per lei, che mi metteva a disagio.
Vi era una specie di conflitto di personalità tra me e lei, non si capiva dove finiva lei e dove iniziavo io. Col passare dei mesi io - grazie alle costanti attenzioni del giardiniere - presi il sopravvento. Ora, dopo tre anni, la pianta che mi ospita non si nota più, viviamo in armonia, anche se la mia personalità l’ha, involontariamente, completamente sovrastata.
Ho scoperto che si chiama, Rhododendron ‘itheophyllum’.
Ho anche scoperto di avere un fratello, nato dallo stesso rametto; quando all’inizio il giardiniere mi tagliò in due, preso dalle troppe emozioni, non avevo notato che l’altro pezzetto era stato inserito, allo stesso modo, su un’altra piantina.
Siamo vicini, ci facciamo compagnia. Lui è stato meno fortunato di me, è stato “innestato” (ho imparato in seguito che questo è il nome dell’operazione che avevo subito) su un’altra specie di pianta, un Rhododendron ‘blu diamond’. I due non hanno stabilito una serena convivenza, un buon equilibrio tra di loro, e il punto dove sono stati uniti ne risente, manifestando come un gonfiore.
Ora viviamo sotto un ombraio, insieme ad un folto gruppo di piante innestate, dei più svariati generi e specie. Ci sentiamo delle privilegiate, l’uomo con la barba ci presta molte più attenzioni di quelle che dedica agli ombrai vicini, e soprattutto... non ci vende!
Un giorno, ho saputo che il mio nome è Rhododendron razorbill, ma con disappunto ho anche appreso che non sono una “specie” ossia figlio, nipote, di una pianta esistente in natura, ma il frutto di chissà quale incrocio, mutazione o esperimento di qualche umano.
Spesso vengono visitatori, e si soffermano proprio a guardare il gruppo degli innestati. Pare sia molto apprezzata la nostra accoppiata, piace il tronco dell’itheophyllum, con la caratteristica corteccia - rara per un rododendro - che si sfoglia; sento spesso dire: che bello, sembra un bonsai. Mi infastidisce un po’ questo accostamento. Ho sempre pensato ai bonsai come sfortunate piante torturate, anche se alcuni di essi sono molto fieri e ammirati.
Voglio ancora dire che molti pensano che le piante in vaso vivano come in prigione, non è vero, se abbiamo il terriccio giusto, il concime adatto, i normali rinvasi, viviamo bene, però... in un continuo stato di apprensione! Il terrore delle piante in vaso è l’irrigazione. Se in estate si dimenticano di bagnarci per un paio di giorni, siamo morte! E che brutta morte. Una lenta agonia. Al contrario, spesso siamo bagnate troppo con seri guai per la nostra salute.
Noi abbiamo il dente avvelenato con quelli che vanno in giro con le forbici e hanno l’abitudine di tagliarci rami. Ma io ci sono grazie a quell"abitudine", e posso raccontare questa mia storia.




lunedì 28 marzo 2011

Rododendri dalla fioritura precoce

Case&Country marzo 2011
Non sono molti i rododendri a fioritura precoce, certamente più di quelli che descriverò, senza contare che spuntano sempre nuovi ibridi e cultivar.
Molto amati, come quasi sempre succede, perché c'è più aspettativa per un fiore che sboccia fuori del suo periodo e di solito i precoci sono più apprezzati dei tardivi.
-----------Rhododendron 'blu diamond
Nel nostro caso, di piante con fioritura primaverile, succede però che chi arriva prima invece di avere un premio a volte debba pagare un pegno, che può essere anche alto.
Sono resistenti alle basse temperature quando la pianta è a riposo, ma se arrivano gelate tardive con la pianta in fioritura allora sono guai; i teneri fiori vengono sistematicamente danneggiati.
------------Rhododendron dauricum
Il Rhododendron dauricum è una specie e arriva dall'Asia orientale, patria della maggior parte di queste piante. Quando li coltivavo, la gioia della fioritura precoce era mediata dall'apprensione per i possibili danni del gelo; succedeva anche di trovare i fiori coperti dalla neve. I fiori, mediamente grandi, sono di colore rosa fucsia.
E' una pianta di media vigoria, con foglie semipersistenti, in inverni particolarmente rigidi si possono spogliare quasi completamente.
Si è dimostrata una specie più sensibile di altre alla phytoftora, un fungo che si insedia sulle radici e può portare la pianta alla morte. Meglio prevenire che curare questa malattia, controllando che non ci sia mai ristagno di acqua nelle radici.
Il Rhododendron 'praecox' è uno dei più conosciuti - sui libri e sui cataloghi - io non l'ho mai avuto, per questo mi limiterò a citarlo. Mi pare comunque molto simile al R. dauricum, con il colore rosa appena più chiaro.
---------------Rhododendron 'seta'Bellissimo il R. 'seta', completamente sempreverde, con le foglie piccole un po' crespe non ha paura di iniziare la sua ricca fioritura quando il gelo incombe. I suoi fiori ancora in boccio sono di colore rosa intenso, si schiariscono man mano che si aprono.
------------Rhododendron cilpinienseIl portamento compatto, le foglie medio piccole lucide e verdi fanno del Rhododendron 'cilpinense' una pianta splendida, prima che abbia completamente aperto i suoi fiori!
I boccioli fiorali di media grandezza inducono a pensare ad un fiore piccolo, ma non è così. Appena iniziano a schiudersi sono di un bel rosa intenso, una volta aperti si rivelano di abbastanza grandi, ma il colore diventa rosa molto chiaro e i fiori decisamente lassi riducono le aspettative.
Poco dopo i precedenti sboccerà il R.'blu diamond'; uno dei più belli e dei più amati per lo splendido colore azzurro/violetto dei suoi fiori.
Le foglie decisamente piccole e arrotondate fanno pensare a un nano, in realtà ha un buon vigore e in pochi anni può superare il metro e mezzo di altezza. Guardandolo di sera, quando cala la luce, i suoi fiori diventano quasi luminosi. Le piccole foglie strofinate emanano una intensa, piacevole fragranza di spezie, ma non è da usare in cucina.

giovedì 1 aprile 2010

Villa Carlotta


Tempo di rododendri e azalee.
Villa Carlotta è uno dei luoghi dove la fioritura di queste pianta è spettacolare.
Si trova a Tremezzo, sul lago di Como e nel grande parco (circa 7 ettari) che circonda l'imponente villa non ci sono solo azalee e rododendri, ma anche camelie, imponenti alberi secolari e molte altre essenze botaniche.














sabato 23 gennaio 2010

Azalee nane

Quattro azalee nane, selezionate nel vivaio da mutazione spontanee di rami.
Le piante delle foto non hanno subito alcuna potatura o trattamento per farle assomigliare a bonsai. Le loro dimensioni ridotte e irregolari sono naturali.Mutazione da una Azalea indica 'perla del Verbano', foglia più piccola, portamento un po' più allargato, compatto e irregolare.

Mutazione da una Azalea indica 'tanager', vegetazione compattissima, foglia più piccola che mantiene la caratteristica pelosità della varietà da cui è stata selezionata.Proviene da una mutazione di Azalea indica 'dorothy'. Delle tre è quella a sviluppo più ridotto. Dalla vegetazione compattissima e con portamento contorto e procumbente, ogni tanto qualche ramo riprende parte del vigore della pianta da cui è stata originata e occorre tagliarlo per evitare che prenda il sopravvento

sabato 27 giugno 2009

Passeggiando sotto i rododendri

Case&Country aprile 2009

Siamo abituati ad osservare i rododendri come cespugli, piccoli o grandi, ma cespugli; non certo alberi. Il grande mercato che li riguarda è addirittura costituito da piccole piante in vaso, che spesso chi le acquista o le riceve in regalo le costringe a deperire in casa.
Ho perso una scommessa con un amico, Dante Invernizzi. Conoscendo la sua esperienza, serietà, professionalità non avrei dovuto accettarla; ma come si fa a credere che ci siano rododendri con il diametro del tronco superiore ad un metro? In Italia.
Si trovano nel parco abbandonato dell’ex Hotel Eden a Pallanza, sul lago Maggiore.
Non è aperto al pubblico questo luogo dallo speciale fascino, che trovo solo nei parchi incolti da anni; sembra di camminare nelle foreste dello Yunnan, liane, arbusti invadenti di ogni tipo, e alberi, alberi di rododendro Rhododendron arboreom e camelie centenarie.
Visitabile, e anche molto visitato, è invece il giardino di Villa Carlotta a Tramezzo, sul lago ci Como.
Villa Carlotta, Lago di Como - Rododendri
Predominano i rododendri e le azalee, come in tutti i giardini sulle sponde dei grandi laghi del nord Italia. In particolare, un folto gruppo di rododendri arborei forma un boschetto sotto la cui chioma si passeggia. Non raggiungono le dimensione di quelli dell’Eden, ma sono comunque molto grandi.
Villa Carlotta, Lago di Como - Rododendri
Sono piante straordinarie i rododendri, che molti ritengono difficili.
Non è proprio così, non ci sono piante difficili. Siamo noi che a volte rendiamo difficile la loro vita perché ci ostiniamo a pretenderne la riuscita in situazioni non confacenti alla loro natura.
Quando le condizioni sono più o meno simili al loro habitat naturale il successo è sicuro, e capita molto spesso.
Per la maggior parte provengono dall’Estremo Oriente, e in certi luoghi del nostro paese hanno trovato il clima e il terreno adatti. Si sono trovati a loro agio tanto da riprodursi disseminandosi da soli.
Comunemente, anche sui cataloghi, troviamo due gruppi di piante: le Azalea e i Rhododendron, ma botanicamente le azalee non esistono, sono tutti rododendri, e questo ha contribuito a rendere un po’ difficoltosa la loro nomenclatura. Spesso sorgono discussioni anche tra giardinieri.
Amano posizioni fresche, tranne poche specie sopportano bene i freddi rigori dell’inverno, ma non altrettanto bene le calde e siccitose giornate estive.
Sono le classiche “piante acidofile”, ma nel caso di un buon terreno soffice e fresco sopportano anche un PH neutro, mai però alcalino. Rinunciate a piantare rododendri nei terreni argilloso-calcarei; per quanta torba o correttivi del PH aggiungiate, dopo qualche anno entreranno in sofferenza.
In presenza di terreni ostili non rinunciate a loro, ma teneteli in vaso. Crescono velocemente; un buon terriccio a base di torba, la giusta dose di concime a lenta cessione e il rinvaso ogni anno e non chiederanno altro, o quasi. La parte più difficile è l’irrigazione, amano il terreno fresco, mai asciutto, mai intriso di acqua. In pochi anni avrete piante alte un metro e mezzo e anche più. Da queste dimensioni in avanti tutto diventa più difficile, perché rallentando i rinvasi le piante perderanno vigore.
La gamma dei colori dei loro fiori è molto varia, dal bianco puro al rosso, passando dal giallo. Non mancano splendidi azzurri/violetti, come il Rhooddendron blu diamond
Non ci sono solo i giganti, ma anche i nani, tra i più piccoli certamente trova posto il Rhododendron impeditum; le foglie minute, di colore verde/grigio, il portamento molto compatto ma eretto, i fiori azzurro/lilla, lo rendono inconfondibile.

Villa Carlotta - Lago di Como
Via Regina 2 Tremezzo
tel. 0344 40405 fax 0344 43689
http://www.villacarlotta.it

lunedì 11 maggio 2009

Enkianthus


Arbusti di piccola dimensione, perlopiù spoglianti. Resitono alle basse temperature e hanno un aspetto molto delicato


giovedì 5 febbraio 2009

Rododendri - profumi e aromi

Pubblicato a cura della Società Italiana del Rododendro
su Rododendrinforma dicembre 2008

Sir Peter Smithers dava moltissima importanza al profumo dei fiori, tanto da attribuirgli una dimensione: la quinta, perché secondo lui la quarta era data dal mutare nel tempo delle piante.

Sono pochi i rododendri dal profumo importante. Certamente uno dei più conosciuti dagli amatori è il Rhododendron fragrantissimum, e con questo nome non poteva essere diversamente. Il suo profumo è intenso e un po’ aristocratico; scaturisce da fiori bianchi, con l’esterno rosato, molto evidente quando il bocciolo è ancora chiuso.
Facile da riconoscere anche quando non è periodo di fioritura poiché le foglie, di dimensione media, sono decisamente pelose. Devo dire che risulta essere un po’ sensibile alle gelate intense; in realtà sopporta temperature anche a -10° se non durano troppo a lungo. Quando il freddo comincia ad essere intenso il picciolo delle foglie si piega e la pianta assume un aspetto triste, come se fosse appassita, ma le foglie non cadono. Nell’inverno 2001/2002, le temperature erano rimaste per oltre un mese sotto gli 0° anche di giorno. La terra nei vasi era diventata un blocco di ghiaccio, anche in mastelli di grande dimensione e riparati sotto i tunnel.
Moltissime piante sono morte: ad esempio tutte le camelie, (sto parlando di piante in vaso, in piena terra i problemi sono stati minori). Dei pochi R. fragrantissimum che avevo, diversi si sono salvati. In realtà le piante non muoiono per l’effetto diretto del gelo, ma per disidratazione, in quanto non riescono ad assorbire i pochi liquidi che sono necessari anche d’inverno, perché il terreno attorno alle radici è completamente gelato.
Molto bello l’aspetto quando c’è il rinnovamento delle foglie: quelle destinate a cadere assumono un caldo colore arancio, e restano a lungo sulla pianta, ottenendo un bel contrasto con quelle verdi che rimarranno ancora un anno.

Il Rhododendron iteophyllum ha il fiore quasi uguale, la foglia più piccola e lanceolata. Più resistente al freddo è però meno profumato. Sono belli e particolari i rami con la corteccia che si sfoglia vistosamente nel senso longitudinale - caratteristica rara per un rododendro.

Rhododendron luteum, conosciuto genericamente come “azalea mollis” produce mazzi di fiori gialli che diffondono un buon profumo. E’ certamente il più conosciuto, vigoroso e di crescita rapida, con la caratteristica, comune a tutte le mollis, di perdere le foglie in autunno, che assumono un caldo colore rosso prima di cadere. Sono mediamente più soggetti alle infestazioni di oidio, senza peraltro subire troppi danni.

Ho avuto anche il Rhododendron mucronatum, arrivatomi come azalea indica, botanicamente Rhododendron simsii, con caratteristiche simili, le foglie sono però più pelose e il portamento meno aperto. In inverno tende a perdere parte delle foglie. Il fiore è bianco e ricordo ancora un intenso profumo.

Se pochi danno rilievo al profumo dei fiori dei rododendri, ancora meno riconoscono una importanza per la fragranza più o meno speziata delle foglie dì alcune specie e cultivar.
Le enciclopedie e i libri che trattano questo genere di normalmente dimenticano di elencare tale qualità.
Devo dire intanto che il loro aroma non si sente a distanza, normalmente bisogna strofinare le foglie per coglierlo bene, anche se quando ne avevo diversi in coltivazione, nelle giornate di vento il leggero sfregamento dei rametti tra di loro diffondeva un esotico profumo di spezie che si avvertiva anche a distanza.
I R. con queste caratteristiche sono tutti con foglie mediamente piccole.

Il Rhododendron ‘blu diamon’ è conosciuto e coltivato per il colore dei suoi fiori. La fioritura è precoce e abbondante, la pianta si copre completamente di sorprendenti e luminosi fiori blu/viola. Le foglie sono molto piccole e se leggermente strofinate emanano una intensa, piacevole fragranza di spezie. Rhododendron blu diamond
Viene considerato un R. nano, ma non è esatto. Ha un buon vigore e in pochi anni raggiunge facilmente i due metri di altezza.
Non è una specie, ma un ibrido, nato dall’incontro tra Rhododendro intrifast, e il Rhododendro augustini.

Rhododendron russatum arriva dalla Cina, la foglia piccola è simile al precedente, lo sviluppo però è più contenuto e il portamento più aperto. I fiori di un colore blu che può essere più o meno intenso, a volte leggermente più chiaro verso il centro, sono molto belli. Non è sempre facile distinguerlo da altri simili, più che dai fiori bisogna ricorrere al portamento per afferrare le differenze. La speziatura delle foglie è pressoché uguale al precedente.
Anche il particolare Rhododendron racemosum arriva dalla Cina.
Sono diverse le caratteristiche che lo rendono speciale: i fiori sbocciano non solo all’apice dei rami ma anche dalle gemme ascellari dei rami cresciuti nell’anno. Il loro colore varia notevolmente, dapprima è rosa intenso, aprendosi si può schiarire molto, ma ci può essere molta differenza da una pianta all’altra, dal quasi bianco al rosa carico. Rhododendron racemosum
Le sue foglie, strofinate, emanano un piacevole profumo che ricorda la noce moscata.

Curioso è il Rhododendron micranthum: molto minuto a partire dalle foglie, di un bel verde intenso. I fiori, bianchi, sono i più piccoli che conosco per un rododendro, sembrano quasi infiorescenze di biancospino. Rhododendron micranthum
Ci vorrebbe la fantasia di un sommelier per descrivere la lieve fragranza delle sue foglie se strofinate … un sentore di incenso con un fondo di menta.

Spesso l’olfatto può essere utile per riconoscere una pianta, e in questi particolari rododendri è senz’altro di aiuto, specie quando non sono presenti i fiori.

martedì 28 ottobre 2008

Agapetes serpens

martedì 19 agosto 2008

Rhododendron williamsianum


Messaggio per la signora di Bolzano che cercava il Rhododendron williamsianum.
Ho trovato una pianta in un giardino botanico e l'ho riprodotta per innesto. Se ancora interessata si può mettere in contatto con me.

martedì 10 giugno 2008

Pieris japonica 'temple bell'



Curiosa mostruosità (fasciazione) nell'infiorescenza di un pieris.