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domenica 17 marzo 2013

Il goloso del fico


Sì, mi riferisco proprio a un "goloso" del fico e non dei suoi deliziosi frutti!
Come ogni appassionato di giardinaggio e botanica, sono abituato ad avere a che fare con predatori di tutti i tipi. Di solito il terreno di scontro più comune è l'orto e occasionalmente alcune succulente che certe lumache e bavose trovano deliziose e, per salvarle, devo allora fare in modo di piazzarle in posti strategici e poco raggiungibili.... ma... e il fico?

Non sto parlando dei suoi deliziosi frutti, che nella stagione propizia attirano tra i rami sia uccelli che topi. Questa volta le vittime sono state le gemme verdi che aspettavano i primi caldi per aprirsi.
Due settimane fa mi accorgo che praticamente l'80% delle gemme del mio fico erano sparite. Rosicchiate fino alla corteccia. Mi sono guardato attorno, ma non c'era traccia di lumache, bavose o vermi di nessun tipo. Solo rami che terminavano mozzi e le gemme, tra l'altro abbastanza coriacee, erano sparite, lasciando le terminazioni seghettate con un disegno che ricorda molto una scaletta...


Non ho avuto tempo per scattare subito le foto e ora le gemme troncate hanno assunto una colorazione oscura, mentre all'inizio terminavano con punte mozzate e legno bianco ancora vivo.


Adesso la pianta si sta riprendendo, dove sono sparite le gemme ne stanno spuntando di nuove, ma sono ancora stupito anche perchè il fico con il suo lattice non dovrebbe essere molto attraente per nessun predatore. Qualche idea? Chi può essere stato?

mercoledì 28 novembre 2012

L’ultimo Pinus sabiniana


E così anche l’ultimo pinus sabiniana se ne è andato, ucciso dalla Botryosphaeria dothidea, un terribile fungo che ne provoca il disseccamento dei rami.
Destino crudele per i miei sabiniana; una decina di anni fa i tre che avevo nel casale in collina erano stati stesi da una nevicata “pesante”, mi rimanevano i due a Torino. 
Sono stati uccisi dal fungo già l’anno scorso. Con grande dispiacere abbiamo  abbattuto l’ultimo pochi giorni fa: resta un grande mucchio di rametti da smaltire.
Sono rimasto senza P. sabiniana, a parte tre piantine di un anno, che per cause anagrafiche non potrò più vedere grandi.


Ultimamente il blog pubblica solo più disatri...

sabato 24 novembre 2012

Euphorbia obesa 3 anni dopo...


Da un "grande disastro" a un "piccolo disastro"...

Certo che dopo l'uragano di Villa Taranto il mio guaio sa di poco... ma comunque un "piccolo disastro" significa pur sempre un "piccolo trauma".

Circa tre anni fa avevo raccontato l'arrivo di una Euphorbia obesa che si univa al mio piccolo ma variopinto giardino di piante grasse e succulente. Oggi invece vi racconto la fine della piantina, che dopo essere abbondantemente cresciuta (...il vaso nelle due foto è lo stesso) ed aver superato senza problemi inverni, piogge ed avversità, è caduta pasto di un animale non ben identificato.

Anzi, invito chiunque a darmi un nome, perchè mi sembra impossibile possa essere stata una lumaca.
L'Euphorbia obesa ha vissuto per anni circondata da lumache, sempre a terra con gli altri vasi, ma non è mai stata toccata, anche perchè esternamente è dura e coriacea... per cui, ora non capisco bene chi abbia potuto ridurla in questo stato. Anche perchè dove viveva c'erano pur sempre decine di altre succulente ben più morbide e tradizionalmente pasto delle lumache. Non credo una lumaca possa attraversare la scorza della "obesa".

C'è ancora adesso, su un davanzale, ma temo sia solo questione di giorni...

lunedì 7 novembre 2011

Pinus sabiniana - Botryosphaeria dothidea

Avevo cinque bellissimi Pinus sabiniana.
Tutte piante seminate da me quando avevo venti anni, fate voi il conto di quanti anni potevano avere. Tutte in pieno vigore.

Tre, nel “giardino di campagna” sulla collina di Gassino torinese, me li ha portati via una nevicata nel 1999, insieme ad una cinquantina di altri alberi di grandi dimensioni, tutti ribaltati a valle dal peso della neve.
Mi consolavo con i due rimasti a Torino; due piante speciali, una per la particolarità del tronco, l’altra per la dimensione.
Quest’estate, non so se possa avere avuto in qualche modo responsabilità la terribile grandinata, che ha provocato ferite sui rami, tutti e due sono stati aggrediti da un fungo che non conoscevo, ma ora il suo nome lo ricorderò, Botryosphaeria dothidea, in pochissimo tempo me li ha praticamente uccisi!
Uno lo abbatterò appena ne troverò il tempo, per l’altro resto incerto, se aspettare la primavera, per vedere come si comporta, ben sapendo che quando viene compromessa una parte così importante della chioma ne risentono anche le radici, compromettendone la stabilità.

Un grande dispiacere, non so se in Piemonte esistano ancora Pinus sabiniana di queste dimensioni.
Praticamente è impossibile curare piante di questa dimensione quando i sintomi sono troppo evidenti. Come prevenzione sono consigliati trattamenti primavera/estate con prodotti a base di rame e thiophanate metyl su tutta la chioma.

domenica 14 febbraio 2010

La grafiosi dell'olmo


Il secolare olmo di Mergozzo, molto amato e curato. A Torino una pianta come questa sarebbe stata abbattuta da anni, perché “pericolosa”


La grafiosi, che ha praticamente fatto sparire le specie di olmo europee dai nostri boschi e giardini è provocata da un fungo.
Le specie originarie dall'oriente sono più o meno resistenti, e da anni nei nostri viali si impiega l'Ulmus pumila (Olmo siberiano) che ha dimostrato notevole resistenza alla malattia.
In queste pagine trovate una completa e chiara descrizione del ciclo di questa malattia, c'è solo una imprecisione nella descrizione della circolazione della linfa negli alberi, ma non ha influenza nella descrizione della patologia.

mercoledì 22 luglio 2009

Galle su quercia - Andricus quercuscalicis

Foto e testo mandati da Il signore delle rose

A proposito di galle, sulle mie querce ho riscontrato la presenza di Andricus quercuscalicis che si sviluppa sulle ghiande, ti mando una foto, e di Andricus grossulariae che per quest'anno non si è ancora manifestata.

mercoledì 15 luglio 2009

Galle su quercia - Andricus lucidus


Galle su quercia - Cynips kollari

Le galle o cecidi sono escrescenze dalle forme più disparate. Si formano per la reazione dei tessuti della pianta a vari parassiti. In genere si osservano sulle foglie, ma possono anche essere su altre parti della pianta.




lunedì 18 maggio 2009

Byctiscus betulae, Sigaraio della vite


Insetto, coleottero, appartiene alla famiglia dei curculionidi, caratterizzati per avere l'apparato boccale proboscidato. Le femmine recidono parzialmente il picciolo di una foglia per farla appassire, la arrotolano come un sigaro (da questo il nome) e vi depongono le uova.

giovedì 19 febbraio 2009

Thaumatopoea pityocampa

Caro Renato, come "collaboratore invitato" nel tuo splendido blog, ho deciso di contribuire questa settimana con una divertente foto di gruppo di Processionarie (Thaumatopoea pityocampa). Le ho sorprese qualche giorno fa attraversando il giardino, probabilmente spostandosi da un pino all'altro.
Ho solo due grossi pini nel mio terreno ed ho la sensazione che dovrei forse trattare le simpatiche processionarie come una piaga invece che perdere il tempo ad osservarle passeggiare. Ne ho molte ora. Le processioni in questi giorni sono sempre più numerose. Sotto i pini c'è praticamente uno strato di pallini molto simile ad una spolverata di concime, ma in realtà si tratta dei resti della digestione dei "simpatici animaletti". Per ora comunque e a prima vista, i pini non sembrano risentirne.

martedì 18 novembre 2008

Armillaria mellea


L'armillaria mellea è un ottimo fungo commestibile (chiodino - famigliola), ma è anche un terribile parassita. La foto riprende un gruppo di questi funghi che in pochi anni mi ha "ucciso" una Sequoia sempervirens di oltre 40 anni.