martedì 24 dicembre 2013
Astrophytum myriostigma
L'Astrophytum assomiglia a una stella anzi, a una stella con forma di catus, come indica l’etimologia greca del nome Astrophytum. Una stella “diversa” dalle tipiche stelle di Natale e mi è sembrato un ottimo inizio per introdurre i miei auguri di Natale.
Non so se questo sarà l’ultimo post dell’anno, ma sicuramente sarà l’ultimo dei miei e ne approfitto per augurare a Renato, a Romeo e a tutti i lettori ...un anno "diverso". Come ho già detto in uno dei miei ultimi commenti è normale augurare un anno ricco di serenità, felicità o prosperità, ma visto che la vita non va sempre come uno se l’aspetta, speriamo che almeno il 2014 sia un anno diverso...
Termino presentandovi allora la recente fioritura di un mio Astrophytum myriostigma. Recente …vabbè, risale a fine estate anzi, per essere esatti al 18 ottobre!
È una cactacea ormai abbastanza comune anche se sarebbe endémica di Durango, Nuevo León e San Luis Potosí in Messico dove risulta essere una specie in pericolo dato che viene regolarmente “saccheggiata” per la distribuzione nel mercato internazionale.
Di forma cilindrica e colonnare, l’Astrophytum myriostigma ha normalmente 5 costolature sulla cui sommità spuntano i fiori che sono gialli (diam. 4-6 cm). Può crescere fino 70-100 cm di altezza, con un diametro di 10-20 cm.
Esistono ormai numerosi ibridi e varietà con un numero variabile di costolature che vanno da tre a sette: Astrophytum myriostigma quadricostatum …con quattro, Astrophytum myriostigma tricostatum …con tre, Astrophytum myriostigma nudum quando è totalmente verde e cioè senza i puntini bianchi o glochidi che sarebbero i punti di inserzione delle spine che nel myriostigma sono in realtà totalmente assenti.
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taro
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lunedì 8 luglio 2013
Una Copiapoa hypogaea da seme
Questa non è solo la storia di una pianta grassa. È la storia di una fioritura e di una piantina originaria delle zone desertiche del Cile, nata e cresciuta in un vaso a migliaia di chilometri dal suo habitat originale.
La Copiapoa hypogaea (Copiapoa barquitensis) è una delle mie favorite! Il nome hypogaea suggerisce la tendenza di questa piccola cactacea a "sotterrarsi". È entrata a far parte della mia collezione da ormai una decina di anni ed è una delle mie favorite per il suo aspetto rude e "roccioso", tipico di molti cactus di zone estreme ed impossibili, ...quasi il prodotto di un darwinismo sfacciato (...che Renato mi perdoni...) dove la vita sfida o imita l'inorganico per poter sopravvivere...
A crescita lenta e di ridotte dimensioni, con un diametro di non più di 4/5 cm e corpo cosparso di tubercoli con areole prive di spinta centrale, mi fiorisce ogni anno tra giugno e luglio. Le immagini della fioritura sono di questa settimana. Curiosamente a differenza di tante cactaceae produce anche semi!
Se devo essere sincero non ho molta esperienza di semine con le piante grasse. Di solito le moltiplico per divisione o separando propaguli laterali. Si vede che nel deserto di Atacama dove cresce questa Copiapoa non si scherza e i semi, neri e molto piccoli (non più di un millimetro), sono una cosa preziosa e la piantina ne produce parecchi al punto che un giorno nel 2009 decisi di raccoglierli.
Li seminai nel 2010 con il primo caldo di maggio in un piccolo vaso con 50% terra da sacco e il resto una miscela di 2 tipi di arena.. credo fosse arena di fiume. In superficie ho interrato i semi in un sottile letto di arena. Ho immerso il vaso in una vaschetta piena di acqua piovana e l'ho tappato con nylon da cucina. Ho infine lasciato il tutto al sole e ho tolto la vaschetta con l'acqua quando era la terra era ormai del tutto umida.
Era uno dei miei tanti esperimenti destinati a fallire, ma con sorpresa dopo una quindicina di giorni togliendo il nylon ho scoperto delle piccole e strane gemme. A quel punto sono rimasto ad osservare rimettendo una vaschetta con acqua sotto al vaso quando la terra era completamente asciutta. Ma presto fu il momento di dire Habemus Copiapoa, perché le gemme continuarono a crescere e cambiarono il colore al marrone.
Da allora sono passati tre anni. Come ho detto all'inizio è a crescita lenta. Non mi sono mai fatto troppe illusioni, ma dopo un anno ero ormai quasi sicuro di esserci riuscito. L'ultima foto è di questa settimana. Ha un diametro di poco più di un centimetro e comincia ad avere le spine. Ci vorranno ancora tre o cinque anni per i fiori, ma è stata una bella soddisfazione.
Per la coltivazione valgono i consigli che ho dato per altre cactaceae, questa forse è solo più delicata con le basse temperature. State attenti alle lumache! La Copiapoa è una delle loro preferite...
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taro
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venerdì 21 giugno 2013
Rebutia heliosa: il ritorno
Che dire... le foto parlando da sole e i colori sono reali!!!
Il titolo poi non è nessuna novità, casomai un'ironia all'epoca dei sequel cinematografici (Don Camillo, Godzilla, Fantozzi, Cocoon... ) ...perchè questa piantina l'avevo già presentata l'anno scorso in occasione della prima fioritura. Il ritorno è ambivalente: ritorno della "heliosa" e ritorno mio, che non contribuivo al blog da marzo!
L'unica novità è il motivo che mi ha spinto a ripresentare questa cactacea: ha appena terminato una fioritura rigogliosa e a dire il vero non ho fatto niente per meritarmela. Non le ho cambiato vaso. Non le dato "da mangiare" e non le ho dato nemmeno da bere!! Vive su un davanzale e sí, occasionalmente piglia un po' d'acqua... ma propio occasionalmente...
È una Rebutia heliosa e non è la prima della mia collezione. Stimolato dalla fioritura dell'anno scorso sto cercando di procurarmene altre e non appena avrò un po' di tempo approfitterò dello spazio che Renato mi offre per presentarvi qualche Rebutia inedita in questo blog.
Che altro posso aggiungere. Più o meno avevo già detto tutto l'anno scorso. È una piccola cactacea nana, cespitosa e a crescita lenta. È una specie originaria delle montagne della Bolivia, dove vive al di sopra dei 2500 metri. Non punge ed ha areole feltrose prive di spine centrali, le altre sono addossate al fusto. I fiori, con un diametro fino a 4 cm e lunghi anche 5 cm, spuntano dalla base della piantina.
Posso solo dare qualche consiglio visto che ho sentito spesso dire che le Rebutie sono complicate, ma io non sono per niente d'accordo. Se le Rebutie sono complicate come si potrebbero definire gli Astrophytum? Impossibili?
Secondo me per l'heliosa è necessario:
- Sole diretto, non importa se troppo. Meglio troppo che troppo poco. Ma non andrei sotto le 4 ore al giorno.
- Evitare le piogge nel periodo invernale e intervenire se proprio sembrasse richiedere acqua.
- Dicono che resista anche i meno 10 gradi, in questi casi però credo si parli di condizioni molto aride, per cui io non sfiderei il destino e la terrei in un posto risguardato e luminoso.
- Pazienza. La mia prima fioritura è arrivata dopo almeno 5 anni!
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mercoledì 5 settembre 2012
Cactacea
Vorrei approfittare di un esperto di cactacee come Taro, per poter dare il nome esatto a una pianta che ho da parecchi anni e quest'anno, forse complice il grande caldo, ha deciso di sorprendermi con un fiore. Posso dire che questa cactacea si sviluppa con articoli con generalmente quattro costolature. E' fiorita durante la prima settimana di luglio con il massimo del caldo e della luce.
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giovedì 19 luglio 2012
Un Echinopsis impazzito
Avevo già presentato il mio esemplare di Echinopsis subdenudata nel 2008 e il fiore (in realtà le foto erano del 2007).
Questa piantina mi accompagna ormai da almeno 8 anni. All'inizio era una, poi sono diventate tre ed hanno iniziato a fiorire nel 2007. Sono arrivate ad essere 5 ma due le ho perse e sono tornate ad essere tre.
Mi fioriscono regolarmente ormai da cinque anni, non è una novità, ma quest'anno è impazzita. Ben otto fiori in colpo!!!
Sembra niente detto così, ma non tutti sanno che malgado i fiori crescano per un intero mese la fioritura dura solo un giorno anzi, solo una notte!
Finalmente quando decide di fiorire inizia ad aprire i petali nelle ore notturne ed comincia a chiuderli alle 9 di mattina. Con il primo sole i fiori sono chiusi e non torneranno ad aprirsi. Che sforzo per poche ore!!!
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martedì 29 maggio 2012
Rebutia heliosa
Stavo proprio cominciando a pensare che quest'anno in mancanza di fioriture nuove non avevo nessuna grassa da mostrare. Di solito passo al blog di Renato le mie piantine solo dopo la fioritura, momento in cui finalmente posso determinarne definitivamente il nome dell'esemplare.
Nella mia collezione ho molte piantine che non ho mai visto fiorire. Altre non si smentiscono mai e ritornano con i loro colori ogni anno. Ogni tanto, ma non sempre, c'è una sorpresa ed arrivano a fiorire per la prima volta esemplari che non l'avevano mai fatto. Sono sempre imprevedibili e di solito dopo una lunga attesa e tante ipotesi su come sarebbe stato il fiore, il risultato non è mai come me lo sarei aspettato.
I giorni scorsi mi è fiorita la Rebutia heliosa. È una piccola cactacea nana, cespitosa e a crescita lenta che avevo da parecchi anni. All'inizio era solo una piccola pallina di 1 cm, adesso continua ad essere piccola, non supera i 5 cm centimetri in altezza, ma si è fatta "molti amici", simili nelle dimensioni alla piantina originale che mi ero procurato. A dire la verità non mi aspettavo tanto colore e, per essere sincero, non avevo nemmeno capito che si trattasse di una Rebutia.
È una specie originaria delle montagne della Bolivia, dove vive al di sopra dei 2500 metri. Non punge ed ha areole feltrose prive di spine centrali, le altre sono addossate al fusto. I fiori, con un diametro fino a 4 cm e lunghi anche 5 cm, spuntano dalla base della piantina.
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mercoledì 6 luglio 2011
Gymnocalycium ragonesei

Ne avevo promessi 3 e questo è l'ultimo. Il Gymnocalycium ragonesei è un piccolo cactus a crescita lenta. Sembra che nel suo habitat originale (Salinas Grandes de Córdoba, Argentina) sia praticamente estinto. Ha bisogno di sole, ma non troppe ore di esposizione diretta. Va bagnato d'estate e tenuto secco d'inverno. Può tollerare temperature di qualche grado sotto zero.
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martedì 28 giugno 2011
Gymnocalycium stenopleurum: fiore
Lo so... avevo promesso 3 Gymnocalycium, ma mi è appena fiorito completamente lo stenopleurum ...(che avevo presentato qualche giorno fa) e non ho potuto rinunciare a compartire la foto con gli amici appassionati di grasse...
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giovedì 23 giugno 2011
Gymnocalycium stenopleurum

A mio parere uno splendido cactus del Paraguay che viene inspiegabilmente commercializzato innestato su di un Hylocereus sp. (...uno di quei cactus con fusto triangolare). L'innesto apicale trasforma il Gymnocalycium dandogli quella caratteristica colorazione rossa, risultato della perdita della clorofilla che gli permette comunque di vivere solo finchè vive il portainnesto.È conosciuto anche come Gymnocalycium mihanovichii, ha bisogno di un ambiente luminoso, ma non sole diretto. Meglio non bagnarlo durante la stagione invernale ed evitare di sottoporlo a temperature inferiori ai 5 gradi.
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domenica 19 giugno 2011
Gymnocalycium pflanzii
È tempo di Gymnocalycium. Solo questa settimana me ne sono fioriti tre, che andrò illustrando un po' per volta. Il primo, quello di oggi, è il Gymnocalycium pflanzii, una cactacea originaria della Bolivia e dell'Argentina. Ha bisogno di sole e poca acqua. Predilige terreni poveri. A differenza di altre cactaceae, pur fiorendo ogni anno, non mi ha mai prodotto semi. Dicono che si riproduce anche per propaguli germinativi, ma pur avendo diversi anni il mio esemplare non ne ha mai generati.
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martedì 25 gennaio 2011
Astrophytum asterias

Quando fa freddo come negli ultimi giorni, tendo a cercare il bel tempo tra le foto scattate l’anno scorso.Questa splendida fioritura appartiene all’Astrophytum asterias, una cactacea originaria del Messico il cui nome deriva dal greco astèr (stella), per la forma caratteristica. Ha un fusto globoso a crescita lenta (fino a 10 cm di diametro), marcato da solchi più o meno profondi e ricoperto dalle caratteristiche areole, con distribuzione variabile a seconda degli ibridi e munite di piccole spine.
Preferisce terreni semi-aridi e leggermente calcarei. Attenzione con le irrigazioni! Meglio troppo poco... che troppo! Tollera basse temperature per brevi periodi. Si moltiplica per seme e produce interessanti fioriture.
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giovedì 26 agosto 2010
Leuchtenbergia princips
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mercoledì 28 aprile 2010
Masino ...e una Mammillaria elegans
Ne approfitto intanto per ricordare ai fortunati lettori che potranno esserci, che da giovedì 29 aprile a domenica 2 maggio al Castello di Masino di Caravino si tiene la diciannovesima edizione di Tre Giorni per il Giardino. Un'occasione per incontrare Renato e le sue piante.Io nel frattempo vi presento la fioritura della mia Mammillaria elegans, niente di speciale, una comune cactacea, ma che in questi giorni fa la sua bella figura.
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domenica 6 luglio 2008
Gymnocalycium (fiore)
Quest'anno il Gymnocalycium mi è fiorito due volte. La prima a Maggio e la seconda la prima settimana di Luglio. Appartenente alle Cactaceae, il Gymnocalycium produce dei fiori che per vari giorni si aprono nelle ore più calde della giornata e si chiudono con il calare del sole.
Purtroppo non sono mai riuscito a scoprire la specie a cui appartiene questo Gymnocalycium.... Ricorda un "Gymnocalycium gibbosum", ma non lo è. Qualunque suggerimento è benvenuto!!!
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venerdì 29 febbraio 2008
Echinopsis subdenudata (fiore)
Il fiore si apre a notte fonda, raggiunge la sua massima estensione alle prime ore del mattino, ma verso le undici si chiude e non si riapre più. Non mi ha dato semi e da sempre mi chiedo a quali insetti si dovrà affidare questo cactus, originario della Bolivia, per completare l'impollinazione.
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Echinopsis subdenudata
In attessa della fioritura di quest'anno, vi presento quella del 2007. Malgrado le ridotte dimensioni del cactus, il fiore è alto un venti centimetri d ha un diametro di almeno dieci!!!
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mercoledì 4 gennaio 2006
Notocactus leninghausii: fiore
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Notocactus leninghausii
Un Notocactus cresciuto al caldo.... Credo sia originario di Sud America. Adesso misura circa 40 cm. Mi fiorisce di solito a giugno.
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