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sabato 28 giugno 2014

L'ESTATE DELL'MTCHALLENGE CON LA PIADINERIA DI TIZIANA!







Bellissima l'idea della Piadamundial, come al solito il gruppo dell'Mtchalenge ne inventa sempre di nuove e di belle per movimentare l'atmosfera, certo sarebbe stato più bello, più simpatico che anche la nazionale italiana vi avesse partecipato ma tant'è consoliamoci con le piadine ... seguendo pedissequamente la ricetta della vincitrice!!!





PIADINA ROMAGNOLA FANTASY
(STRACCHINO*RUCOLA*CRUDO\POMODORO*RUCOLA*ROBIOLA*COTTO*INSALATINA MISTA\PEPERONI*ROBIOLA)
per 6 piadine

500 g di farina 00*
125 g di acqua
125 g di latte parzialmente scremato fresco
100 g di strutto
15 g di lievito per torte salate**
10 g di sale fine
1 pizzico di bicarbonato di sodio

*Generalmente uso la classica blu gran mugnaio della molino spadoni, giusto perché tutto sia romagnolo, pure la farina, o almeno il molino!!

**ho usato anche quello normale per dolci e viene bene comunque. 






Fate scaldare al microonde il latte e l'acqua per pochi secondi in modo che siano tiepidi. Lasciate ammorbidire lo strutto mezz'ora circa fuori dal frigorifero. Su di un tagliere disponete la farina e fate un buco al centro con la mano. All'interno mettete lo strutto a pezzetti con il lievito, il bicarbonato e il sale, schiacciatelo con la forchetta per ammorbidirlo, aggiungete l'acqua e il latte.





La consistenza inizialmente potrebbe essere un pochino appiccicosa e la pasta si attaccherà al tagliere ma impastando per una decina di minuti, cambierà staccandosi e diventando molto morbida e liscia. Se il liquido è troppo poco si sfalda e risulta un po' dura. Mettete l'impasto in una ciotola e coprite con la pellicola per alimenti. Lasciate riposare 48 ore al fresco, massimo 20°C, se fosse più caldo potete lasciare riposare la pasta in frigorifero e metterla a temperatura ambiente 2 ore prima dell'uso. 






La pasta ottenuta sarà circa 850 grammi, dividetela in 6 pezzi da 140 grammi circa e formate delle palline, lasciatele riposare almeno mezz'ora. Infarinate appena il tagliere e disponetevi una pallina d'impasto, schiacciatela con la punta delle dita, stendete la piadina con il mattarello girandola spesso in modo che rimanga rotonda. Avrà un diametro di circa 20 centimetri e uno spessore di 0,5 centimetri. Scaldate il testo o l'apposita teglia di terracotta, su un fornello a doppia fiamma, con sotto uno spargifiamma.






 Se non avete nessuna di queste teglie utilizzate una padella antiaderente piuttosto larga. La temperatura non dovrà essere troppo alta altrimenti la piadina si brucia fuori e rimane cruda all'interno, ma nemmeno troppo bassa. Potete fare una prova con un piccolo pezzetto di pasta per regolare la giusta temperatura. Cuocete pochi minuti per lato, controllate sempre alzando la piadina con una paletta. Disponete le piadine una sull'altra in modo che rimangano calde mentre le cuocete.





E farcitele a vostro piacere!!!






Con queste piadine partecipo all'Mtchallenge di giugno




mercoledì 28 maggio 2014

MY BABA'!



AND MINE ...



BABA' PROFUMATO ALLA CREMA DI AGRUMI





Ingredienti
300 g di farina bio tipo 0 Manitoba
3 uova cat a grandi
100 g di burro
100 g di latte
25 g di zucchero
10 g di lievito di birra
½ cucchiaino di sale fino

Lievitino
Sciogliere il lievito di birra con 50 g di latte tiepido e 1 cucchiaino di zucchero e impastarli con 70 g di farina, tutti presi dal totale degli ingredienti. Lasciar lievitare fino al raddoppio, coprendo la ciotola con un telo inumidito.


Primo impasto

Versare in una ciotola il resto della farina (230 g), fare la fontana, versarci il lievitino e le tre uova. Impastare schiacciando ripetutamente nella mano l’impasto per amalgamare le uova e aggiungere un cucchiaio alla volta di latte per ammorbidirlo un po’, man mano che se ne senta la necessità, facendo attenzione a non renderlo molle; poi impastare energicamente, sbattendolo verso la ciotola per una decina di minuti. Coprire e lasciar lievitare per 80/90 minuti e comunque fino al raddoppio.



Secondo impasto

In una ciotolina lavorare il burro a pomata, impastandolo con il restante zucchero (20 g) e il sale. Aggiungerlo al primo impasto  una cucchiaiata alla volta facendo  assorbire bene  prima di aggiungere  la successiva. Lavorare per 5 minuti nella ciotola, poi ribaltare l’impasto su un piano da lavoro e iniziare a lavorare energicamente piegandolo e sbattendolo più volte per 15/20 minuti. Qui bisogna avere tenacia e resistenza perché questa è quella fase in cui è possibile ottenere un babà spugnoso e morbido, capace di assorbire e trattenere la bagna.
Quando inizierà a staccarsi dalle mani e piegandolo manterrà una forma tondeggiante, senza collassare e vedremo l’accennarsi di bolle d’aria il nostro impasto è pronto.






Per poterlo sistemare agevolmente nello stampo preventivamente imburrato, staccare dalla massa dei pezzi di pasta schiacciandoli con pollice e indice, come volessimo strozzarli, ottenendo così 6 palline.
Una volta completato il giro, con l’indice  sigillare gli spazi tra una pallina e l’altra, coprire con un telo umido e lasciar lievitare in forno spento con luce accesa per 2 ore, fino a triplicare di volume.
Accendere il forno  a 220°, raggiunta la temperatura infornare, abbassare a 200° e cuocere per 25 minuti.
Dopo circa 10 minuti di cottura coprire con un foglio di alluminio, per evitare che la superficie scurisca.
A cottura ultimata lasciar intiepidire per 15 minuti e capovolgere il babà possibilmente in una ciotola larga e bassa. 





Per la bagna
1 lt di acqua
400 g di zucchero
1 limone
Versare l’acqua in una pentola, aggiungere lo zucchero e la scorza di limone, evitando accuratamente la parte bianca e lasciar sobbollire per 10 minuti.
Spegnere, lasciar intiepidire, passarlo attraverso un colino a maglie strette e versare sul babà ancora tiepido. Ogni 15/20 minuti, aiutandosi con un mestolino, raccogliere lo sciroppo sul fondo del babà e irrorarlo di nuovo. Continuare così finché non si presenta ben inzuppato e tratterrà lo sciroppo più a lungo, cedendolo sempre più lentamente. Adagiarlo su un piatto da portata, facendolo scivolare con molta attenzione.
Per i babà monoporzione il bagno sarà simile; dopo aver  versato lo sciroppo sopra, rigirarli dentro di esso ogni 10/15 minuti e comunque finché al tatto non abbiano la consistenza di una spugna inzuppata. Scolarli dallo sciroppo e adagiarli su un piatto da portata.





CREMA PROFUMATA ALL'ARANCIA
250 ml di latte
2 tuorli
2 cucchiai colmi di zucchero
2 cucchiai rasi di farina
la buccia di un limone
1 cucchiaino di pasta d'arancia candita
30 g di burro
Scaldare il latte e spegnere quando accenna a bollire.
Mettere a scaldare la pentola con l’acqua che servirà da bagnomaria per cuocere la crema.
Nella pentola dove invece cuoceremo la crema mettere i tuorli, lo zucchero e la farina setacciata; con una frusta amalgamarli energicamente e incorporare il latte versato a filo, continuando a mescolare. Passare nel bagnomaria a fuoco dolcissimo.
Girare la crema mentre cuoce sempre nello stesso verso, senza mai fermarsi per almeno 15 minuti e comunque fino a quando non avrà raggiunto la densità desiderata. Spegnere, aggiungere il burro e incorporarlo con la frusta. Lasciar raffreddare girando di tanto in tanto. Sistemare la crema in un sac a poche e tenerla in frigo fino al momento dell’utilizzo.





Completiamo il babà

250 ml di rhum
100 g di amarene sciroppate
3 cucchiai di gelatina di albicocche (io marmellata di pesche)
scorzette di lomone candito
fragole fresche

Scolare dal piatto lo sciroppo che sarà colato dal babà. Irrorarlo con il rhum a proprio piacimento, spennellarlo con la gelatina di albicocche precedentemente sciolta a fuoco lentissimo, decorare con ciuffi di crema pasticcera e completare con le amarene sciroppate.






Perdonate la ricetta senza commento e senza parole ed interpretazione personale, il periodo non me lo permette..
Grazie ....














venerdì 28 marzo 2014

NON CI POSSO CREDERE!!! UN SOUFFLE' NEL MIO FORNO!!! (della serie 'cometirealizzounsogno')





"Pericolosamente Mtchallenger" questo potrebbe essere il mio soprannome, valutando le mie partecipazioni alle ultime edizioni ... sempre di corsa ... sempre all'ultimo minuto (una volta anche fuori tempo massimo per 'sbadataggine conclamata'!) .. sempre sofferta ... ma sempre appassionata ... bhè direi che mi sono quasi descritta proprio come sono io, in parte, ci sarà pur qualcosa di buono anche se ben nascosto no?
E proprio scavando ... scavando ... mi sono ricordata che, sebbene pareva che avessi scoperto solo da pochi anni e solo per 'reazione' la passione culinaria,  non è proprio così!!!
E chi me lo ha fatto ricordare?
Fabiana ... mitica Fabiana .. poetessa, maga, incantatrice del cibo ... non ci credete? Date un'occhiata solo alle prime pagine del suo blog ... poi ne riparliamo!
Lei ci propone il soufflè per la sfida marzolina dell'Mtchallenge ... e la mia mente vola, a tanti anni fa, troppi, oppure pochi, non so, dipende dai punti di vista, da con chi e come guardi a questi anni! 
E comunque, io tra i 16 e i 18 anni, insieme alla mia amica Susy che abitava al piano di sopra, ne abbiamo combinato di 'spatasci' nella cucina dei miei; appena loro chiudevano la porta, era un tripudio di caccavelle, foglietti volanti, farina, zucchero e chi più ne aveva più ne metteva ...e c'era una ricetta che per la sottoscritta era diventata un chiodo fisso ...  il soufflè!!! Non me fosse riuscito uno!!!! 
Ne facevo a bizzeffe, dolci, salati, al cioccolato al caffè, ai formaggi alle verdure ...niente si spatasciavano subito ed irrimediabilmente, senza vergogna alcuna!
Ora lo so il perchè ... l'irruenza, la fretta l'entusiasmo di quell'età che voleva veder realizzato tutto e subito e perfetto!
Ma poi ... arriva Lei! E fa il miracolo!!!


Mi sono commossa ... ho saltato ... ho urlato ... ho esultato ... ho ballato .. davanti a questa paradisiaca visione del mio soufflè che cresceva meravigliosamente nel mio forno pure 'acciaccato' .. sono stata ovviamente presa in giro come sempre ma .. sapete che c'è??? Non me ne frega niente!!!!
Io l'ho amata questa mia 'creazione' tanto che non volevo nemmeno sfornarla e farla mangiare a nessuno ... ma poi ...mi sono voluta togliere la soddisfazione di far capire che oltre ad esere bellissimo era anche buonissimo il mio soufflè!!!



SOUFFLE' AL GORGONZOLA CON CREMINA AI FUNGHI

Per il soufflé:
300 ml di panna fresca
3 cucchiai da minestra di maizena
30 g di burro + quanto basta per ungere gli stampi
6 uova medie
220 g di gorgonzola piccante( o altro erborinato)
noce moscata, sale, pepe
emmental a sufficienza per ricoprire fondo e bordi degli stampi (nel mio caso un unico stampo) circa 3 cucchiai


Seguite passo passo le istruzioni di Fabiana e anche voi potrete assaggiare questa vera delizia:

-Innanzi tutto scaldare il forno a 200°
-Con una pennellessa imburrare generosamente gli stampi o lo stampo che devono essere puliti ed assolutamente asciutti, ungere fondo e bordi....questo è assolutamente fondamentale!
-Con lo stesso criterio spargere il formaggio grattugiato negli stampi in modo che ne siano interamente ricoperti avendo cura di non toccare più l'interno con le dita.
-Riporre in frigo fino al momento del riempimento, volendo anche in freezer. Non trascurare questo passaggio!!
-Ripassare ancora i bordi con un altro poco di burro pomata e raffreddare nuovamente
-Mescolare la maizena con poca panna fresca fuori fuoco.
-Portare ad ebollizione la restante panna, raggiunto il bollore unire il mix panna maizena mescolando sempre.
-Abbassare la fiamma e proseguire la cottura aiutandosi con una frusta a mano fino ad ottenere una crema spessa.
-Allontanare dalla fiamma ed unire il burro avendo cura di continuare sempre a lavorare.
-Rompere le uova  tenute a temperatura ambiente, separando i tuorli dagli albumi, avendo cura di non toccare questi ultimi con le mani.
-Unire i tuorli uno alla volta, incorporandoli alla perfezione prima di introdurre il successivo.
-Sbriciolare lo zola piccante( o l'erborinato prescelto), unire alla massa e mescolare.
-Salare, pepare, aggiungere la noce moscata e mescolare bene.
-L'ultima indispensabile operazione è quella di montare gli albumi.
Devono essere ben stabili, ma non di cemento armato:((
Ci si può aiutare unendo qualche goccia di limone che aiuta la montatura rendendola stabile. Gli acidi sono fantastici in certe situazioni:))))
Sconsiglio invece la famosa presa di sale, in realtà a meno che non si monti a mano( faticando come bestie) non ha una reale utilità, anzi, il cloruro di sodio ha proprietà igroscopiche, quindi alla lunga sottrae acqua e destabilizza la struttura.
-Con delicatezza ed in più riprese unire gli albumi montati, badando bene di non smontarli, eseguendo movimenti verticali con una spatola e contestualmente ruotando la ciotola, il classico movimento en coupant;))))
-La massa deve risultare ben omogenea.
-Versare negli stampi ( o nello stampo) arrivando solo ai 2/3 della loro altezza.
-Lisciare delicatamente la superficie con la spatola.




-Infornare immediatamente e cuocere senza mai aprire per 15/18 minuti gli stampi piccoli oppure 25/30 minuti in caso di stampo unico.
-In ogni caso sorvegliare ed estrarre quando gonfio e ben dorato in superficie.
L'esterno deve essere compatto, l'interno morbidissimo, umido  e soffice come una nuvola.
-Per accentuare la colorazione si può cospargere la superficie con un cucchiaino di formaggio grattugiato prima di infornare.
- A voi la scelta se mantenere il soufflé nel suo contenitore od estrarlo, questo non creerà difficoltà alcuna.
-Potete anche tenerlo un paio di minuti a forno spento, lo sbalzo termico sarà inferiore ed è possibile che con una "gran botta di culo" facciate in tempo a sorprendere i vostri ospiti ed a sorprendere voi stessi della magia del soffiaggio....tempo di accorgersene e sarà già passata;))




Per la cremina ai funghi:
300 gr di funghi champignon puliti e affettati sottilmente
aglio
olio extra vergine di oliva
sale
pepe
panna da cucina fatta in casa con:
50 gr di latte a temperatura ambiente
100 gr olio di semi di arachide
1 pizzico di sale
noce moscata

Far cuocere i funghi in padella con olio sale e pepe. Metterli da parte e preparare la panna da cucina con il minipimer nel quale avrete messo tutti gli ingredienti. A parte frullare i funghi tenendone qualcuno intero e unire la cremina di funghi alla panna

martedì 25 febbraio 2014

E FINALMENTE FU STRUDEL!!! AGRUMI .. STREGA E MIELE ...


Ancora una ricetta mille volte pensata, mille volte cercata, studiata ma mai realizzata e doveva, ancora una volta, pensaci l'MTTCHALLENGE  a darmi la spinta ....

... lo Strudel mi ha sempre affascinato e una volta letta la ricetta della vincitrice Mari, l'ho fatta mia poco alla volta con però poca voglia di stravolgerlo, tanto era il desiderio di provarlo proprio così come lei ce lo propone ...


LO STRUDEL AGRUMATO DI DIDA CON CREMINA TRASPARENTE ALLO STREGA E PANNA AL MIELE

Ingredienti 

per la sfoglia
150 g di farina 00
100 ml di acqua
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva
1 pizzico di sale


Preparate l’impasto per la sfoglia.
Scaldate l’acqua, deve essere abbastanza calda ma non bollente. Setacciate la farina in un recipiente, aggiungete il sale e l’olio e versate a mano a mano l’acqua calda mescolando. Quando la farina avrà assorbito tutta l’acqua, togliete l’impasto dal recipiente e cominciate a lavorarlo con le mani su una spianatoia per un paio di minuti, fino ad ottenere un impasto morbido, quasi appiccicoso ma che comunque non resta attaccato alla spianatoia o alle dita. Mettete l’impasto a riposare, coperto da un panno umido o da una pellicola, per circa mezz’ora. Nel frattempo accendete il forno e portatelo alla temperatura di 180°C, modalità statica.
Come al solito avevo 'soggezione' di provare un nuovo impasto, ma come al solito, i vincitori dell'MTCHALLENGE sono una garanzia per cui ... sfoglia che a me sembrava perfetta!!!



per il ripieno
700 g di mele
80 g di zucchero di canna
3 cucchiai di rum
30 g di pinoli
2 cucchiai di marmellata di albicocche
50 gr di scorzette di arancia e limone candite
30 gr di mandorle a lamelle
50 g di pangrattato
30 g di burro
la scorza di ½ limone grattugiata
1 cucchiaino di cannella in polvere
20 g di burro fuso per spennellare la sfoglia
zucchero a velo a piacere per la superficie



Preparate il ripieno.
Fate sciogliere in un tegame il burro e poi fatevi rosolare il pangrattato fino a farlo dorare (attenzione, basta un attimo per passare dallo stadio della doratura a quello della bruciatura). Spegnete il fuoco, versate il pane in un recipiente, fatelo leggermente raffreddare, quindi aggiungete la scorza del limone grattugiata, la cannella e mettete il composto da parte.
Lavate sotto l’acqua corrente le mele, sbucciatele, toglietene il torsolo, tagliatele in quattro e poi ciascun quarto in fettine sottili. Mettete le fettine di mela in un recipiente, aggiungete lo zucchero di canna, i pinoli, le mandorle, la marmellata, le scorzette tagliate a pezzettini, il rum e mescolate bene il tutto.




Stendete la sfoglia.
Mettete una tovaglia pulita (possibilmente lavata con sapone neutro e ben sciacquata), di lino o di cotone, sopra a un tavolo. Infarinate leggermente la tovaglia, prendete l’impasto e cominciate ad appiattirlo con le mani sopra alla tovaglia, quindi spianatelo aiutandovi con un mattarello. Quando la sfoglia comincerà ad essere abbastanza sottile mettete da parte il mattarello, sollevate la sfoglia dal tavolo aiutandovi con le mani e, tenendola con le nocche nella parte sottostante, cominciate a tirarla verso l’esterno facendola girare ogni tanto e facendo attenzione che non si rompa. La sfoglia deve diventare praticamente trasparente. Riponetela nuovamente sulla tovaglia, dovreste aver ottenuto una sfoglia quadrata di circa cinquanta centimetri per lato. Siccome i bordi saranno rimasti un po’ più spessi, passate con le dita lungo tutta l’estremità della sfoglia tirando la pasta per assottigliarla. Disponete sulla sfoglia il composto di pangrattato, quindi sopra ad esso il ripieno di mele, lasciando liberi circa due centimetri di bordo. A questo punto, aiutandovi con la tovaglia, cominciate a sollevare la sfoglia per arrotolarla sul ripieno. Fate fare un paio di giri, quindi ripiegate anche i due lembi esterni e continuate ad arrotolare fino alla fine. Riponete la sfoglia in una teglia precedentemente imburrata, spennellate la superficie della sfoglia con il burro fuso e mettete a cuocere.
Ci vorranno circa trenta/quaranta minuti, ma siccome la cottura dipende molto dal forno, fate attenzione perché la sfoglia non deve diventare troppo scura bensì deve rimanere dorata.
Togliete la teglia dal forno e fate raffreddare lo strudel.



CREMINA TRASPARENTE ALLO STREGA+ PANNA SEMIMONTATA AL MIELE

Amido di mais gr 50
Zucchero gr 150
Acqua gr 250
Succo di limone spremuto 1
1\2 bicchierino di liquore Strega
Buccia di limone grattugiata 1

In un pentolino unite all'amido di mais lo zucchero e la buccia grattuggiata del limone, versateci a poco a poco l'acqua con l'aggiunta del succo di limone e del liquore, mettete il tutto sul fuoco e fatelo leggermente addensare...noterete che la crema diverrà trasparente

100 ml di panna
1 cucchiaio di zucchero a velo
1 cucchiaio di miele di acacia

Alla Gordon Ramsey ... da quando ho visto farlo a lui, mi piace un sacco semimontare la panna a mano con il frustino, con l'aggiunta dello zucchero a velo, poi, diventa più facile e qui, il miele, aggiunge quella nota che ben si accompagna ai sapori dello Strudel...

Con questa ricetta partecipo all'MTCHALLENGE di febbraio


martedì 28 gennaio 2014

L'MTC DELLA MEMORIA



Come ho fatto anche l'anno scorso, vi parlerò della Giornata della Memoria qualche giorno dopo e quest'anno attuo anche una 'furberia' ... rubo un pò di spazio in più grazie al MiTiCo MTChalllenge!
Sfida su un classico secondo di carne, lo spezzatino, scelto dalla Cucina Spontanea, blog che attualmente detiene il trofeo, accompagnato da un pane per esaltarne i condimenti!
Giornata della Memoria dicevamo, sempre difficile per me parlarne e anche difficile viverla mi sto accorgendo in questi ultimi periodi, sarà perchè ho letto, visto, pensato, pianto troppo negli anni scorsi ma sta il fatto che non sono riuscita, e quando vi dico, 'non sono riuscita' intendo proprio dire che 'fisicamente' non ci sono riuscita a portare a termine la visione di due film che, tra l'altro avevo già visto, La chiave di Sara, e la storia di Perlasca, domenica ho preferito seguire Fabio Fazio e bene ho fatto, se non avete seguito la puntata ve ne consiglio un sunto qui. Dicevo che non riesco a seguire più i film perchè non riesco a resistere ad alcune scene, nel film su Perlasca, alla scena in cui, ammassati tutti gli ebrei nella strada antistante la sede dell'Ambasciata Spagnola dove fino ad allora Perlasca aveva tentato di proteggerli, le guardie gridano 'Tutti gli uomini e le donne da una parte e tutti i bambini dall'altra!' e lì ... ho dovuto spegnere perchè mi sono venute immediatamente in mente le parole di quella gran bella signora che avevo conosciuto proprio la sera precedente da Fabio Fazio, " ... Vera Vigevani Jarech, nipote di un deportato morto nei lager nazisti e madre di una diciottenne desaparecida nell’Argentina dei Colonnelli, uccisa dopo un mese di prigionia con un volo della morte, ma della quale non ha avuto notizie se non 20 anni dopo la sua scomparsa..." 
Le sue parole in sintesi dicevano, ripetevano, ribadivano, scolpivano il fatto che la 'follia nazista antisemita, la soluzione finale ... NON E' stata la follia di UN SOLO uomo, ma è stata studiata a tavolino e perpetrata da migliaia e migliaia di uomini CONVINTI di fare cosa buona e giusta" ... e ne ho avuto anche io la convinzione (semmai avessi bisogno di una conferma) quando ho ascoltato quella frase lì "Tutti gli uomini e le donne da una parte e tutti i bambini dall'altra!' .. questa frase è, secondo me, l'essenza stessa della violenza, della cattiveria, dell'orrore e del dolore che, appunto, "...SOLO GLI UOMINI SANNO INFLIGGERE AD ALTRI UOMINI..." e quanto sarebbe stato più bello il mondo se al posto della Giornata della Memoria per la Shoah avremmo celebrato la GIORNATA DELLA MEMORIA DI TUTTI QUELLI CHE SI SONO OPPOSTI ALLA SHOAH ... piangeremmo sicuramente meno morti e i nostri figli avrebbero una speranza ...  E' questa la riflessione che vi lascio quest'anno ...

SPEZZATINO DELLA MEMORIA CON CHALLAH
PER L'MTCHALLENGE DI GENNAIO


INGREDIENTI:
800 gr di spezzatino di manzo
400 gr di funghi champignons
500 gr di patatine novelle
rosmarino
salvia
timo
maggiorana
cipolle bianche
sedano 
carota
due cucchiai di farina
olio evo
vino bianco
sale
pepe


Ho fatto un trito di cipolle, carota, sedano, messo in pentola con olio evo, fatto rosolare e aggiunto la carne a pezzettini, fatta dorare un pò, aggiunto vino bianco e fatto evaporare ... dopo qualche minuti di cottura aggiunto le patatine novelle e i funghi a fettine spesse, aggiungere un po d'acqua e lasciar cuocere per almeno un'ora.
Dopodichè verificare la cottura, se necessario aggiungere altra acqua e a pochi minuti dal termine versare la farina in modo che formi una bella salsetta addensata che si andrà ad 'appiccicare' ai pezzetti di carne e contorno.

Per la Challah ricetta di Labna:

  • 4 bicchieri di acqua tiepida
  • 2 cubetti di lievito fresco o 20 g di lievito disidratato in grani o 2 bustine di lievito secco in polvere per pane
  • 1 cucchiaio di zucchero
  • 1 bicchiere di olio di semi leggero
  • 1 bicchiere di zucchero
  • 2 uova
  • 2 cucchiai di sale
  • 2 kg di farina
  • 2 tuorli d’uovo per spennellare il pane
  • semi di sesamo o semi di papavero per decorare il pane
Procedimento
  1. Sciogliete in una ciotola capiente il lievito con l’acqua tiepida (non calda!) e il primo cucchiaio di zucchero, poi fate riposare un paio di minuti per riattivare il lievito, specie se usate quello secco in granelli.
  2. Aggiungete nella ciotola il resto dello zucchero, l’olio, il sale e le uova, dunque amalgamate il tutto; aggiungete poi anche la farina, ma lentamente, due bicchieri per volta, perchè non è detto che vorremo usarla tutta: ne useremo circa 2 kg, ma magari anche un po’ meno, a seconda delle condizioni climatiche e di molti altri fattori imprevedibili.
  3. Quando l’impasto diventa compatto e non si attacca più alle mani lavoratelo bene su un piano infarinato per una decina di minuti, poi trasferitelo in una ciotola leggermente unta e fatelo lievitare per almeno un’ora (volendo anche due) coperto da un panno umido, finchè non raddoppia.
  4. Una volta che l’impasto è ben lievitato fate le forme (e se fate l’hafrashat – dico alle lettrici ebree! – ricordatevi di prelevare la parte di impasto necessaria!): la treccia semplice di tre rotoli, come quella dei capelli, è facilmente realizzabile e di sicuro effetto, e con questo impasto se ne ottengono 8.
  5. Disponete le trecce di impasto su teglie ricoperte di carta da forno e fate lievitare il tutto ancora mezz’ora.
  6. A lievitazione ultimata, spennellate le challot con 2 tuorli diluiti in un po’ d’acqua e cospargetele di semi di sesamo o papavero, poi infornatele nel forno già caldo a 200°.
  7. Fate cuocere le challot a 200° per una decina di minuti, poi abbassate la temperatura a 180° e fate cuocere per ancora una ventina di minuti.
  8. Il tempo di cottura dipende dal forno (circa 25/30 minuti, di solito), ma si nota subito se la challah è cotta: acquista in superficie un bel colore, tra il marrone e il dorato, sprigionando un profumino che richiamerebbe anche la più sbadata delle cuoche…
Tradizionalmente, la challah si copre durante il kiddush e la benedizione con un panno finemente ricamato; quando la benedizione finisce, il capofamiglia spezza una delle challot in piccole parti, vi sparge sopra un po’ di sale e ne offre ai commensali. Tuttavia, la challah è un pane adatto a ogni occasione, sia ai pasti che per colazione e merenda.