La figliola, da brava figlia di madre pseudo-foodblogger, adora acquistare riviste di cucina.
Di fatto poi non realizza nulla di quanto legge, ma , a  suo dire, si rilassa molto nelle pause dallo studio, semplicemente sfogliandole e guardando le ricette.
Io , che non sono una madre permalosa, ho trovato subito il risvolto positivo della faccenda : ho nuovi spunti e nuove idee da provare.
Dalle mie parti i plumcake salati sono sempre stati di casa e, gira e rigira, più o meno le ricette si somigliano tutte.
Quella di oggi viene dalla rivista Ci piace cucinare n°21 , realizzata dalla blogger Ileana Pavone del blog Ribes e cannella ,ho modificato, adattato e realizzato con quanto avevo in casa, ammetto che non avrei mai pensato di unire alle farine quella di ceci, una scoperta a cui non rinunceró facilmente.



Plumcake salato alla farina di ceci, peperoni e feta

Per uno stampo 12 X 26 cm , per 4/6 persone

  • 150 g farina 0
  • 50 g farina di ceci
  • 1/2 peperone rosso, 1/2 peperone verde arrostiti
  • 3 uova intere
  • 80 g olio di semi di girasole
  • 100 g latte
  • 50 g parmigiano reggiano grattugiato
  • 100 g feta
  • Spezie a piacere ( per me mix TexMex)
  • 10 g lievito per torte salate
  • Sale
  • Pepe
Tagliare i peperoni arrostiti a cubetti.
Mescolare le uova con una frusta, inserire l'olio e il latte.
Setacciare le farine , il lievito e unire il parmigiano, inserire nelle uova aiutandosi con una spatola.
Aggiungere le spezie, sale e pepe e peperoni e feta.
Versare in uno stampo foderato con cartaforno.
Cuocere in forno preriscaldato a 180°C  per 45' circa.
Fare sempre la prova stecchino, dovrà uscirne asciutto.



Liquirizia e limone : un'accoppiata perfetta.
Vi ricordate la gelatina alla liquirizia fatta qui?
É andata a finire in un dolce.

Un dolce che abbina una mousse allo yogurt e limone e piccole sfere di gelatina di liquirizia.

Ho adagiato il tutto su degli streusel alle nocciole, cacao e rapadura che a me piacciono moltissimo.



Monoporzioni alla mousse allo yogurt greco e limone con cuore alla liquirizia



Per la gelatina alla liquirizia salata
( dimezzate tranquillamente la dose)

  • 250 g acqua
  • 50 g zucchero semolato
  • 20 g liquirizia in polvere
  • 4 g gelatina in fogli
  • 3 g sale
Portare l'acqua ad ebollizione con la liquirizia, lontano dal fuoco unire tutti gli altri ingredienti mescolando bene.
Ammorbidire la gelatina in 20 ml di acqua fredda e strizzarla.
Aggiungerla all'infusione di liquirizia , farla sciogliere bene, versare in uno stampo a semisfere di silicone e conservare in frigo per una notte.

Per la mousse allo yogurt e limone
  • 100 g yogurt greco
  • 80 g meringa all'italiana
  • 8 g gelatina in fogli
  • 18 g succo di limone
  • buccia grattugiata di un limone bio
  • 250 ml panna fresca
  Lavorare lo yogurt e unire la meringa all'italiana.
Reidratare la gelatina in 5 volte il suom peso d'acqua, scaldare il succo di limone e, lontano dal fuoco scioglierlvi la gelatina.
Versare nel composto di yogurt e meringa, aggiungere la buccia di limone grattugiata.

Semimontare la panna e unire al composto.

Versare in uno stampo al silicone la mousse, adagiare al centro una sfera di gelatina, coprire con altra mousse e abbattere.

Streusel alla Rapadura
( mi scuso con l'autore della ricetta, ma non riesco più a trovarlo)

  • 40 g farina di nocciole
  • 30 g farina00
  • 10 g cacao
  • 40 g rapadura ( un tipo di zucchero integrale di canna prodotto in Colombia) oppure zucchero di canna vergeoise
  • 40 g burro
Sabbiare tutti gli ingredienti fino a quando il burro è ben incorporato.
Mettere al fresco per 30'.
Preriscaldare il forno a 150°C .
Spargere la pasta in briciole medie su cartaforno e cuocere per 15'.

Far raffreddare e conservare in una scatola ermetica.


 Montaggio

 Versare lo streusel su un piatto , adagiarvi una semisfera rimossa dallo stampo, lucidare con gelatina neutra, decorare con buccia di limone fresca.

Conservare in frigo per un paio di ore .






Stavolta la voglia irrefrenabile di andare a fare una gita fuori porta ha preso anche noi de L'Italia nel Piatto.
Abbiamo pensato di invitare tutti ad un picnic virtuale che toccherà quasi tutte le regioni della nostra della penisola, solleticandovi con piatti tradizionali pensati apposta per rendere più appetitose le nostre gite.

Seguiteci nel nostro itinerario, qui trovate le regioni partecipanti:


Trentino-Alto Adige: La Pinza di Donna Simona http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/05/la-pinza-di-donna-simona.html
  
Friuli-Venezia Giulia: NON PARTECIPA

Veneto: Cuor di mela  http://ely-tenerezze.blogspot.com/2015/04/cuor-di-mela.html

Lombardia: Frittata con le cipolle (Fritada cun le sigule)
http://www.kucinadikiara.it/2015/05/frittata-con-le-cipolle-fritada-cun-le.html

Liguria: perline ripiene e polpettone di fagiolini http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/05/litalia-nel-piatto-le-ricette-per-il.html
   
Emilia Romagna: Bruciatini bolognesi e misticanza http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/05/bruciatini-bolognesi-e-misticanza-per.html

Toscana: Pan del pescatore
http://acquacottaf.blogspot.com/2015/05/pan-del-pescatore.html 

Marche: non partecipa

Umbria: Insalata di farro http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/05/insalata-di-farro.html


Molise: Le Facenne http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.com/2015/05/le-facenne-pizze-fritte-salate-con.html

Lazio: Cheesecake fave e pecorino http://beufalamode.blogspot.com/2015/05/cheese-cake-fave-e-pecorino-per-litalia.html

Campania: Frittata di spaghetti alla napoletana
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2015/05/frittata-di-spaghetti-alla-napoletana.html

Basilicata: Calzoni ripieni di carne: i Pastizzi http://blog.alice.tv/profumodicannella/2015/04/28/calzoni-con-la-carne-falagoni-di-rotondella-i-pastizzi/

Puglia: La focaccia alla baresehttp://breakfastdadonaflor.blogspot.com/2015/05/cucina-pugliese-la-focaccia-alla-barese.html

Calabria:Pitta ripiena con tonno e cipolle rosse di Tropea
http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/05/pitta-ripiena-con-tonno-e-cipolle-di.html



Per il Molise  vi propongo delle frittelle tipiche della mietitura: le facenne.

Le facenne sono delle piccole pizze di pasta lievitata, fritte.
Venivano distribuite ai mietitori dopo la pennichella della "controra"; erano sempre accompagnate dalla " vevetella pomeridiana" e precedevano l'insalata che spegneva l'arsura e puliva la bocca.
A Montefalcone a quell'ora si cantava:
mo ve' ventun'ore a la Palata
e lu patrone 'nze vede che la 'nzalata..."
Oggi le facenne sono tradizionali delle scampagnate.





Le facenne

per 10 pezzi circa
  • 3 uova
  • 30 ml olio extravergine di oliva
  • 50 ml latte
  • 400 g farina 00
  • 50 g patate lessate schiacciate
  • 100 g lievito naturale 
  • sale q.b.
  • olio per friggere
In una terrina battete le uova fino a renderle spumose, unite l'olio, il latte e la farina, fatta cadere a pioggia ( teoricamente quanta ne assorbe il composto, io l'ho pesata ;)  ).
Aggiungete le patate schiacciate, il lievito naturale a pezzetti e il sale.
Lavorate nella ciotola della planetaria con il gancio fino a quando l'impasto non risulterà liscio ed omogeneo.


Rovesciatelo su un piano leggermente infarinato, date una forma rotonda e ponetelo in una ciotola, coperto con della pellicola, a lievitare fino al raddoppio ( circa 4/5 ore).


Trascorso il tempo necessario scaldate dell'olio in una padella.
Staccate dei pezzi di impasto , appiattiteli e allungateli leggermente e cuocete fino a doratura.



Buoni sia caldi che freddi, anche farciti possibilmente da salumi e formaggi molisani ;)







Quando ero bambina lo STREET FOOD non esisteva, o meglio esisteva, ma aveva tutto un altro senso.

Mi piace associare il cibo di strada a quella che era la merenda dei bambini del quartiere popolare, che giocavano a pallone fino a non avere più fiato, oppure che si precipitavano per le poco trafficate strade in discesa con le “carrozzelle”, costruite con tavolacce recuperate ovunque e cuscinetti a sfera, estorti all’amico dello sfascio, godendo dell’ebbrezza della velocità.

Le mamme si affacciavano alla finestra urlando i nomi e io quelli dei ragazzini che mi abitavano intorno me li ricordo tutti:
“Costantinoooooo!!! Viè alla casa!"
“Osvaldooooo, se t’acchiappa patete! ( Se ti prende tuo padre)"

E poi arrivava la merenda che i ragazzi correvano a prendere a casa, ma mangiavano rigorosamente per strada, seduti, uno dopo l’altro, sui muretti di pietra confinanti con giardini pieni di erbacce; merenda a base di fette di pane afferrate da mani sporche di terra e  lubrificante dei cuscinetti:
pane bagnato, anzi affunnato nell’olio, quello avanzato dalla cottura dei friarielli, saporito e gustoso.

A questi sapori e a questi ricordi mi sono voluta ispirare  per la sfida dell’MTC.

Ci sono tanti cibi di strada di cui, oramai, si parla, ma ho preferito trovare un gancio con la mia infanzia e con un profumo e un sapore facilmente riconoscibile, perché dalle mie parti più che le madeleines ha potuto il “friariello”.



PIADINA ROMAGNOLA ricetta di L'ombelico di Venere
per 6 piadine
  • 500 g di farina 00
  • 125 g di acqua
  • 125 g di latte parzialmente scremato fresco
  • 100 g di strutto
  • 15 g di lievito per torte salate o anche lievito per dolci
  • 10 g di sale fine
  • 1 pizzico di bicarbonato di sodio

Far intiepidire il latte e lacqua, far ammorbidire lo strutto fuori dal frigo per 30 minuti, versare tutti gli ingredienti nella planetaria e lavorare per 7/8 minuti, il composto dovrà risultare morbido , ma non appiccicoso.
Mettere l'impasto in una ciotola, coprire con la pellicola e lasciare in frigo per 48 ore a max 20°C, lasciare ambientare 2 ore prima di utilizzare.

Dividere l'impasto in 6 pezzi, stendere su un piano infarinato, girandola spesso per mantenere la forma tonda, dovrà essere di circa 20 cm di diametro e 0,5 cm di aspessore.
Cuocere su un testo o sull'apposita teglia in terracotta, oppure su una padella antiaderente piuttosto larga, regolando bene il calore per evitare che la fiamma alta bruci l'esterno lasciando crudo l'interno.
Sovrapporre le piadine man mano che sono pronte per mantenere il calore.
Farcire a piacere.


Per farcire le mie piadine ho utilizzato
  • stracciata 400 g
  • friarielli ( peperoncini verdi) 30 pezzi circa
  • olio extravergine di oliva
  • sale
La stracciata è un latticino a base di pasta filata di mozzarella  e panna, si presenta abbastanza liquido.

Pulire i friarielli con un canovaccio da cucina.
Bucherellarli con una forchetta ( e anche questa operazione è uno dei miei primi ricordi di collaborazione in cucina , la forchetta infilzata con forza nella polpa croccante del friariello è un piacere per pochi estimatori!).

Scaldare l'olio e friggere i friarielli, avendo cura di girarli a metà cottura, far sgocciolare su carta da cucina, salare e tenere da parte.



Farcire le piadine con una parte di stracciata e coprire con 4/5 peperoncini fritti.
Ripiegare e servire.


E con questo ricordo e questa piadina partecipo all'MTC del mese di giugno




 Questa volta la ricetta la scrivo subito, anche se le feste sono terminate e, diciamocelo, sarebbe più utile programmare questo post per il prossimo dicembre, ma non voglio correre il rischio di non ricordarmela più.
Sarebbe difficile visto che per andare sul sicuro ho copiato direttamente da Menù Turistico e una ricetta d'autore, di Felder.

Cosa volere di più?
Vi racconto brevemente che ne ho realizzato doppia dose, metà al parmigiano e metà alle olive nere, le ho utilizzate come base per una mousse di formaggi e una di prosciutto cotto e le ho servite sul buffet del 31 dicembre, se sono piaciute? Fate un pò voi ;)



Sablé al parmigiano e olive
da una ricetta di C. Felder letta qui
  • 130 g farina 00
  • 100 g burro
  • 1 tuorlo ( per me 1 uovo intero)
  • 100 g parmigiano grattugiato
  • sale q.b.
  • pepe nero
  • olive nere 
Mescolare tutti gli ingredienti e lavorare con la punta delle dita fino ad avere una consistenza sabbiosa.
Aggiungere l'uovo, compattare, se decidete di voler dare altre forme avvolgete nella pellicola e lasciate in frigo per almeno un'ora.

Se volete fare una furbata fate come me, formate un salsicciotto e, aiutandovi con la pellicola e qualche parete rigida, date una forma squadrata, avvolgete nella pellicola e lasciate in frigo.


Nel momento di utilizzare basterà tagliare fatte spesse 5 mm da poggiare direttamente sulla cartaforno, altrimenti proseguite nel modo tradizionale, stendendo l'impasto e ritagliando con formine da biscotti.

Cuocere in forno preriscaldato a 180°C per 15'-18'.

La versione alle olive prevede di aggiungere delle olive nere, tritate al coltello, nell'impasto.

Si conservano per 3 giorni in contenitori di latta.



Ho copiato alla grandissima dal suo blog.

Purtroppo ho cancellato un intero servizio fotografico dalla memory card convinta di avere già trasferito le foto sul pc, conclusione: abbiamo mangiato divinamente, ma di foto neanche una!!

Ho preparato altre due ricette, proprio perchè questo periodo è un pò strano, teoricamente avrei più tempo che in altri momenti, praticamente i minuti, le ore, le giornate mi sfuggono tra le dita e arrivo alla sera senza aver realizzato niente di quello che avevo pensato.

In compenso vivo in palestra, si sa quando entro, ma non si sa quando e come ne uscirò...si può intuire facilmente che mangiare e cucinare sia l'ultimo dei miei pensieri.

Epperò alle ricette di LaGreg è difficile resistere e ne avrei ancora un tre, quattro da provare, intanto ho sperimentato questa che l'ha portata ad essere la vincitrice del The Recipe-tionist, che poi è la preparazione di Fairies'kitchen.

Come sempre per questo "gioco" ideato da Eli-Fla, si copia , si ricopia e le ricette passano nelle cucine delle partecipanti, come succede tra vecchie amiche che si raccontano dell'ultimo piatto speciale preparato, facilissimo e di sicura riuscita.

Con questa ricetta è stato così ed è piaciuta così tanto che immediatamente mi è stata chiesta la ricetta.

Le polpette di zucchine ( senza feta) 
 per 18 polpette medie o 30 piccole
  • 4 zucchine medie
  • 100 gr di ricotta
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato ( 3 cucchiai in tutto)
  • 1 cucchiaio di pecorino grattugiato ( omesso per allergia della figliola)
  • 4 cucchiai di pangrattato
  • sale e pepe
  • menta ( per me erba cipollina fresca e foglie di basilico)
  • farina
  • olio per friggere ( se preferite farle fritte)
Dopo aver lavato le zucchine, spuntarle, grattugiarle con una grattugia a fori larghi, cospargerle di sale e metterle in uno scolapasta, sotto un piatto con un peso sopra, a perdere l'acqua di vegetazione, per 30 minuti.
Trascorsa la mezz'ora strizzarle e versarle in un contenitore, unire la ricotta, l'uovo, il parmigiano grattugiato, il pangrattato e le erbe aromatiche tritate finemente.
 Regolate di sale e pepe.
Mescolate bene gli ingredienti e
formare delle palline leggermente schiacciate che passerete in un po’ di farina prima di friggerle oppure di cuocerle in forno fino a quando saranno dorate.


Io ho preferite passarle in forno, le ho posizionate su carta forno con un filo di olio evo, ho cosparso con un altro filo di olio e infornatpo a 180° forno ventilato fino a quando non sono risultate dorate, circa 30'.



 Con questa ricetta partecipo al The Recipe-tionist di luglio


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